
Un articolo di Martino de Mori – http://www.wired.it
Basta petrolio, basta con i Suv, il futuro ora è della citycar elettrica. Più piccola, più discreta, più economica, decisamente più ecologica. Sarà davvero così?
In California arrivano sempre prima degli altri e nei concessionari di Beverly Hills è da poco in vendita la Mini E (cioè elettrica); del resto anche Arnold Scharzenegger, il governatore dello stato del sole, 4 anni fa è passato dall’Hummer alla Prius dando un segnale molto forte (e notevoli incentivi all’industria dell’auto elettrica).
Oggi siamo assediati da dichiarazioni che spingono l’auto sempre più verso l’ibrido o l’elettrico (a proposito, chi vincerà la gara?) ed entro il 2015 i mezzi che si ricaricano in garage dovrebbero davvero essere alla portata di tutti. Dopo che Bmw ha annunciato per quella data l’arrivo della lussuosa Megacity (o Isetta), ora è il turno di un’altra casa prestigiosa: la Lotus.
L’azienda inglese, famosa per le sue auto sportive, ha annunciato di voler investire sul ‘no fuel’ mettendo allo studio una piccola elettrica. Con lo slogan ‘Thinking Green’, anche quei geniacci della puzza di benzina di Hethel si stanno convertendo all’ecologia, tanto che sul sito web della casa si legge: “Non siamo i soli a riconoscere che l’industria dell’automotive deve fare di più per migliorare il suo impatto sull’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 e aumentando la riciclabilità dei materiali impiegati”.
Anche la cugina Aston Martin si è ‘adeguata’ alle tendenze del mercato e ha in cantiere la Cygnet, supercar da città tutta pelle, radica e materiali chic altamente personalizzabili (Ulrich Bez, il ceo della casa l’ha definita “come un tender per uno Yacht di lusso”); ma si tratta di un mezzo a benzina.
Secondo le indiscrezioni, i cervelloni della Lotus Engeneering hanno invece in mente una vettura con un motore da 50 cavalli alimentato da una batteria agli ioni di litio che si potrà ricaricare interamente in tre ore e mezza. L’autonomia prevista è di 50 km, mentre la velocità di punta sarà di 105 km/h. Sono prestazioni da scooter 125 cc, solo che, sotto il pavimento, al posto del serbatoio della benzina si troveranno le ‘pile’.
Le immagini che circolano in Rete fanno pensare a un’auto simile alla Smart due posti, ma con spazio per 4 persone. La struttura sarà in alluminio pressato e materiali compositi. A quanto pare Lotus si occuperà di progettazione e sviluppo, fornendo ad altre case il know how per la produzione. Questo non significa che Lotus si disinteressi dei motori a basso impatto ambientale, dato che continua negli esperimenti sul campo, come ad esempio la Eco-Elise, il prototipo ibrido Eve e la Exige 270E Tri-fuel, un missile a 4 ruote alimentato da 3 carburanti: benzina, bioetanolo e metanolo.
Bene Lotus, avanti così!
L’immagine del prototipo nel disegno evidenzia una vettura molto carina…
prima di tutto alcune osservazioni sull’articolo. Si parla di una citycar, e poi leggo di velocità di punta di 105km/h. Va be’, non potranno farne a meno (dubito), vista la potenza del motore. A proposito di potenza motore, non mi pare abbia molto senso parlare di potenza (50 CV = 37 kW, che probabilmente indica quanto è il massimo assorbimento) sarebbe più interessante sapere che coppia può sviluppare, o meglio ancora, quali pendenze può superare con un certo carico. Però rimane il fatto che per muoversi in città (Citycar, ricordate?) l’uomo è ancora il miglior trasportatore di sé stesso.
Trovo infine l’ultima osservazione sull’interesse mostrato dalla Lotus verso l’ambiente quanto meno ingenua: ..bioetanolo… avete idea di quale disastro sono le coltivazioni per i cosiddetti biofuels? Cosa pensate che stia succedendo in Brasile? Magari produrremo meno CO2 dai nostri tubi di scarico, ma la deforestazione, oltre a produrre deserti, distrugge uno dei più importanti assorbitori di CO2. Risultato: lande desolate e CO2 a gogo.