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Mostra «lievi segni di miglioramento», stamani, il bimbo di 4 mesi ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza per complicazioni polmonari e infezione da virus H1N1. Il piccolo si trova in Neonatologia al San Gerardo. Il bimbo, hanno confermato i medici incontrando i giornalisti oggi a Monza, sta leggermente migliorando anche se per ora non si possono fare previsioni. Il bambino, nato «altamente pre-termine e affetto da malattia polmonare cronica», come si legge nel bollettino diffuso dall’azienda ospedaliera, è stato trasferito il 14 settembre dall’ospedale di Legnano (Milano) alla Terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Gerardo di Monza. Il bimbo «presentava sintomi infettivi aspecifici – continua il bollettino – Il quadro clinico è successivamente peggiorato, fino a richiedere assistenza respiratoria tramite ventilazio
ne meccanica». Quindi «il bambino è stato sottoposto a test diagnostici per l’individuazione del virus A/H1N1. I test sono risultati positivi». Al momento il piccolo «è ancora in Terapia intensiva neonatale, assistito mediante ventilazione meccanica. Il quadro clinico è in lieve miglioramento», ma «la prognosi resta riservata»
Il neonato è venuto alla luce a maggio nell’ospedale di Legnano, dopo una gestazione di sole 26 settimane. Appena nato il piccolo era stato trasferito al San Gerardo per essere ricoverato in terapia intensiva neonatale, come sempre accade per i prematuri di quelle condizioni, e poi era stato regolarmente dimesso ed era rientrato a casa. Qui è stato contagiato, probabilmente da un parente, dal virus dell’influenza A e quindi trasportato nuovamente all’ospedale di Legnano, da dove è stato rinviato a Monza il 14 settembre scorso, una volta accertate le sue gravi condizioni.
«Queste però dipendono dalla patologia respiratoria cronica tipica del prematuro, che è stata aggravata dalla sindrome influenzale – ha detto Giuseppe Paterlini, responsabile del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale monzese, dove è ricoverato il piccolo che è sottoposto a ventilazione forzata tramite intubazione, e terapia antivirale con Taniflu e viene mantenuto in stato di leggera sedazione.
Quello che tengono a precisare i medici del San Gerardo è che un qualsiasi altro virus avrebbe avuto le stesse conseguenze sulla salute del bambino. «Se avesse preso un qualsiasi virus da raffreddore – ha spiegato il dottor Andrea Gori, responsabile della divisione Malattie infettive del San Gerardo – sarebbe stato uguale. Il problema principale per questo bambino è stata la nascita prematurA. Si tratta di bambini che presentano un alto rischio di complicanze respiratorie da parte di qualsiasi agente patogeno con cui vengano a contatto».
Fonte: www.corriere.it