Una sospensione delle nuove trivellazioni nel Mar Mediterraneo in attesa che i 21 Stati costieri europei trovino una “voce comune”. Lo ha chiesto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a fronte dei sempre più numerosi permessi di ricerca a mare di idrocarburi rilasciati nell’area.
Il FAI appoggia la proposta del ministro Prestigiacomo e l’appello per fermare le trivellazioni del Comitato per la Bellezza.
“I progetti di trivellazioni profonde nel Mediterraneo, anche alla luce del disastro nel Golfo del Messico, suscitano preoccupazione. Il nostro è un bacino piccolissimo: un inquinamento significativo in qualsiasi parte del mediterraneo si riflette rapidamente sulle coste dei Paesi vicini”.
E’ sulla base di queste riflessioni che il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, riprendendo la proposta del commissario europeo all’Energia, Gunther Oettinger, ha chiesto una sospensione delle trivellazioni petrolifere nel Mar Mediterraneo in attesa che i 21 Stati costieri europei trovino una “voce comune”.
“Una moratoria – spiega il ministro Prestigiacomo – potrebbe essere una misura opportuna per i pozzi a rischio, ovvero quelli profondi, quelli di idrocarburi liquidi e ad alte pressioni e temperature, per dar tempo all’Europa di definire una strategia”. Una strategia che, mai come adesso, urge. Basta dare un’occhiata in giro per capirlo.
L’ormai nota (famigerata direbbe qualcuno) Bp, ha annunciato l’inizio “entro alcune settimane” delle prime trivellazioni petrolifere in mare nel Golfo della Sirte in Libia, distante poco più di 500 chilometri dalla Sicilia.
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