Inutili e dannose, sotto inchiesta le caraffe filtranti

un articolo che leggo su Il Salvagente

Inutili, quando non sono dannose, quindi controproducenti. Anziché migliorare la qualità dell’acqua, le caraffe filtranti utilizzate per “depurare” l’acqua di rubinetto la peggiorano, fino a renderla “fuorilegge”.

Lo hanno stabilito le analisi di laboratorio condotte dall’Università di Torino, dietro richiesta del pm Raffaele Guariniello.

Alcuni mesi fa la procura torinese aveva aperto un’inchiesta dietro l’esposto di Mineracqua, la federazione che raggruppa le imprese di acqua minerale, con l’ipotesi di frode in commercio e di commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica.

Nel mirino dei produttori di minerale tre prodotti in particolare, le caraffe con filtro a carboni attivi Brita, Auchan e Viviverde, il cui utilizzo, secondo quanto dichiarato nell’esposto, renderebbe l’acqua “non più potabile”, “depauperata di elementi nutritivi”, e anzi rovinata da “corpi estranei”.

Dopo avere effettuato i test di laboratorio, che hanno dato esito positivo, Guariniello ha oggi trasmesso i risultati al Ministero della salute e all’Istituto superiore di sanità, che dovranno decidere se prendere o meno provvedimenti per la tutela della salute pubblica.

I dubbi che pesano sulle caraffe sono pesanti. Le analisi mostrano che dopo essere passata attraverso i filtri le acque perdono calcio e magnesio, fino ad azzerarsi dopo un lungo utilizzo del filtro.

Il ph si abbassa scendendo sotto la soglia limite, in compenso l’acqua si arricchisce di sodio e potassio che arrivano a superare i livelli consentiti dalla legge, e compaiono ammonio e argento. Insomma, l’acqua non è più a norma di legge.

E diventa nociva nel caso in cui a berla sono persone con patologie come ipertensione, diabete o cardiopatie.

Dalla sua la Brita, leader del settore, risponde seccamente che esistono le certificazioni di due ministeri della salute che accertano la sicurezza del prodotto, il tedesco e l’austriaco. L’azienda chiarisce anche che nel foglietto illustrativo dei suoi prodotti si chiarisce di consultare il medico se si soffre di particolari patologie.

Ma le accuse rivolte alle caraffe non sono nuove. Un’indagine condotta dal 2007 da Altroconsumo aveva già messo in luce queste problematiche.

“L’utilizzo della brocca per filtrare l’acqua del rubinetto è praticamente inutile non solo quando le sostanze indesiderate sono del tutto assenti nell’acqua di partenza, ma anche quando sono presenti in tracce”, sentenziava l’associazione di consumatori dopo le sue analisi.

Il report parlava anche di ammonio: “Alcune cartucce rilasciano ammonio in quantità superiore al limite di legge fissato per le acque destinate al consumo umano. Le brocche tengono a bada i solventi, ma il ristagno dell’acqua nella caraffa causa un generale peggioramento della qualità microbiologica (la carica batterica) e chimica (l’aumento di nitriti) dell’acqua”.

Maggio 2012 > Roberto La Pira a Rainews 24 nel programma Consumi & consumi, spiega le nuove regole approvate dal ministero della Salute sulle caraffe usate per l’acqua potabile.

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I batteri, ecco il vero problema delle caraffe domestiche

Un articolo de Il Fatto Alimentare

Un articolo de Il Portale dei consumatori

Qui puoi leggere un comunicato della Brita in merito alle caraffe filtranti

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24 risposte a Inutili e dannose, sotto inchiesta le caraffe filtranti

  1. flori2 scrive:

    E se l’acqua è calcarosa (troppo dura)come si fà? Anche quella non fa bene. CHe poi l’esposti sia partito dalla concorrenza dice tutto!

    • paoblog scrive:

      Da dove è partito l’esposto, non è rilevante, è importante che vi siano i presupposti perchè l’obiezione sia valida.

      E nel momento in cui un PM da il via a delle indagini, con le conseguenti analisi che attestano quanto affermato nel post, ecco che la questione dell’utilità o meno delle caraffe è già risolta. A prescindere che l’esposto lo abbia presentato Mineracqua oppure un marziano.

      Per quanto riguarda l’acqua calcarosa: http://paoblog.wordpress.com/2011/01/04/acqua-dolce-a-casa/

  2. Alessio scrive:

    A parte che non si capisce una cosa, alcuni articoli dicono che il pH si alza altri che si abbassa!!
    A parte questo basta guardare le etichette di alcune acque in bottiglia per accorgersi che ci sono valori di pH troppo bassi per la legge!!troppo forti

    • paoblog scrive:

      Circa il pH che si alza e si abbassa a seconda degli articoli, suggerisco ci verificare sempre le fonti.

      Per quanto riguarda le acqua in bottiglia, non sarebbe meglio un commento un pò argomentato ovvero quali sono le acque con il pH fuori legge?

      A quanto ne so, i limiti di legge del pH sono da 6,5 a 9,5 … Detto questo, non serve a niente seminare affermazioni senza dati a supporto. Scrivi che l’acqua XY ha i dati fuori i limiti di legge, quindi superiori a 9,5, e magari manda pure una foto dell’etichetta via mail, così la si può pubblicare ed informare gli altri consumatori…

      Ad esempio, io in questo momento sto bevendo della Boario naturale con pH 7,3 … identico a quella della S. Anna … mi sono informato un pò, prima di scrivere, ed ho notato che la molte acque hanno valori compresi fra i 7,3 ed i 7,6 …

  3. Alessio scrive:

    L’acqua Lauretana è inferiore ai 6,5 …(il sito non fa testo)…basta guardare l’etichetta o
    carcare su google…per esempio…

    http://www.colizzi.it/include/lauretana.asp

    l’acqua lilia che ho davanti fa 6,33

    chissà poi adesso c’è chi dice che l’acqua con pH elevato fa bene

    http://www.lauraperin.it/Bibliografia/

    Insomma il gettare fango con tale sicurezza su un argomento complesso come quello dell’acqua mi sembra scorretto

  4. Alessio scrive:

    caraffe…inutili e dannose!!

    • paoblog scrive:

      Ripeto, ed il fango dov’è?

      Si parla di un’inchiesta di un magistrato competente, di analisi, di risultati negativi…

  5. Alessio scrive:

    Come scritto nell’articolo stesso anche le ditte che producono le caraffe hanno persone competenti, analisi, certificati e numeri!!
    Poi se lei si informa bene si accorgerà che i problemi sollevati sono nella maggior parte dei casi presenti ad un errato utilizzo dello “strumento”…Se gli utenti o i magistrati non leggono le istruzioni sono problemi loro.
    Sei io non lavo i piatti per una settimana non mi permetto di dare la colpa alla ditta dei piatti per
    l’elevata presenza di batteri.
    Con tutto rispetto il suo è un attegiamento più religioso che scientifico.

    • paoblog scrive:

      Spiacente, ma la sua affermazione circa il mio atteggiamento è totalmente errata.

      Innanzitutto avrà notato che ho semplicemente pubblicato un articolo scritto da Il Salvagente, che riporta gli esiti di un’indagine condotta dalla magistratura. Quale informazione aggiuntiva ho incluso i link ad altri articoli di Altroconsumo, de Il Fatto ALimentare ed un altro articolo de Il Salvagente.

      Non è colpa mia se numerose indagini e test hanno dato esiti simili e tutti +/- negativi verso l’uso della caraffe filtranti.

      Nessuno nega poi che se il consumatore usa male la caraffa poi la stessa possa funzionare male, come peraltro specificato negli articoli citati.

      Resta poi il fatto che se, come si legge, alcune cartucce rilasciano ammonio in quantità superiore ai limiti di legge, è un dato di fatto e non un atteggiamento religioso

      Non vado a pescare notizie a casaccio in rete, scritte da chissà chi e su che basi… qui sono citate fonti precise, autorevoli, di associazioni e siti che lavorano per la sicurezza dei consumatori e per la sicurezza alimentare e che esprimono risultati ed opinioni dalle quali, ovviamente, si può dissentire.

      Infine dovrebbe ricordarsi che mentre il suo primo commento era piuttosto generico, sono io che ho chiesto un commento argomentato, con dati e immagini a supporto, per informare al meglio, in un senso o nell’altro, i consumatori che leggeranno questo post.

  6. Alessio scrive:

    L’unico fatto da approfondire sarebbe il rilascio dell’ammonio e dell’argento. Le altre accuse cadono con un corretto uso della caraffa e già per questo l’articolo è fuorviante e non corretto.

    “…numerose indagini e test hanno dato esiti simili e tutti +/- negativi…”
    Non è vero altrimenti quelli che producono le caraffe non avrebbero avuto determinate certificazioni.

    Il suo atteggiamento è religioso perché prende per scontato la giustezza e la correttezza delle analisi. Non ci vuole tanto per cambiare risultati!!
    Anche le analisi dicono che il calcare non fa male, anzi…. ma se l’organismo è un essere eterotrofo come fa ad assimilare il calcare dell’acqua che è inorganico?!

    P.S. Comunque riguardo ai limiti è un gran casino anche perché ci sono valori differenti dall’acqua in bottiglia a quella dell’acquedotto. In pratica sono dichiarate entrambe potabili pur avendo limiti di inquinanti diversi!!

    • paoblog scrive:

      Lei mi metta a disposizione risultati diversi, di analisi effettuate da laboratori ed organismi riconosciuti, ed io li pubblico senza problemi.

      Io scelgo di dare credito alle indagini del PM Guariniello, lei no. Semplice. Avrà però notato che posso non concordare con quello che afferma, ma non le ho appiccicato etichette….

      Bottiglia, acquedotto, caraffa…? Basta la giusta Deroga e diventa potabile anche l’acqua all’arsenico …. ;-)

  7. Alessio scrive:

    Lei continua a parlare di dati ma ripeto che la maggior parte delle caraffe hanno delle certificazioni, che appunto certificano attraverso analisi e dati la qualità dell’acqua in uscita dal filtro.

    Il fatto di CREDERE al pm piuttosto che agli enti “certificatori” è un atto di fede. Ma le tante affermazioni basate sul non aver letto le istruzioni mi fanno pensare che le cose non siano state fatte con serietà. Sa tanto di trovata diffamatoria. Ma sono aperto ad ogni conclusione, a patto che venga fatta un po’ più seriamente.
    La questione non é così semplice come è stata posta.

    A proposito del calcare mi piacerebbe sapere perché milioni di atleti sono così idioti da comprarsi integratori di magnesio e calcio invece di bersi acqua con tanto calcare!!!
    Forse siamo rimasti ai tempi in cui si credeva che per aumentare il ferro nel sangue bastasse mettere un chiodo nel bicchiere!!!

    P.S. Se sapessi come mandarle la foto dell’etichetta lo farei!

    P.S. il mio mettere etichette non voleva essere offensivo, è solo che mi scaldo nelle discussioni…niente di personale!!

    • Alessio scrive:

      Scusi… ho visto adesso il contatto…la fretta!!:)

    • paoblog scrive:

      Scaldarsi nelle discussioni è il modo migliore per perdere di vista l’obiettivo…. ovvero il confronto & la comuncazione.

      Soprattutto nelle discussioni scritte che ci permettono di riflettere prima di premere Invia…

      D’altro canto, se credi al PM, ad un’indagine delle autorità, o quello che vuoi, fai un atto di fede? Se parli di problemi quotidiani fai demagogia, se parli contro la magistratura sei un sovversivo, se ti fai i cavoli tuoi sei un qualunquista, se voti a destra sei un fascista, se voti a sinistra sei un coglione e puzzone, se rispetti i limiti di velocità sei un pecorone, se non lo fai sei un pirata della strada… qualunque posizione uno prenda, ci sarà sempre qualcuno che lo critica.

      • alessio scrive:

        lei nel primo commento ha scritto “…ecco che la questione dell’utilità o meno delle caraffe è già risolta”
        Non mi sembra una frase da una persona aperta al confronto.
        Lei parla di rispetto allora penso che potrebbe anche commentare che le ho spedito l’etichetta dell’acqua Lauretana e che per quanto riguarda il pH avevo ragione, mentre lei mi ha aveva dato implicitamente del bugiardo e di quello che parla senza dati!
        Inoltre vedo che non ha saputo o non ha voluto rispondere alle questioni da me sollevate sul calcare.

      • paoblog scrive:

        C’è da chiarire una cosa. Cerca la discussione a tutti i costi?

        1) dove le ho dato (implicitamente) del bugiardo? Io ho chiesto di fornire dati a supporto di quel che si afferma, in modo da informare correttamente ed in maniera esauriente i consumatori. Senza dati a supporto chiunque (me compreso) può affermare quello che vuole. Nel momento in cui la corrispondenza avviene in pubblico credo sia un atto dovuto verso chi inciampa in questo post e relativi commenti, fornire informazioni complete.

        2) Ho ricevuto via mail l’etichetta e me la tengo in archivio in attesa di andare a fondo della questione, proprio perchè nel momento in cui i limiti di legge parlano di ph tra 6,5 e 9,5 ed un’etichetta dice 5,8, allora qualcosa non torna.

        3) quando ha scritto i dati del ph – “L’acqua Lauretana è inferiore ai 6,5″. – ho messo in dubbio le sue affermazioni?

        4) Per il calcare, fermo restando che non sono un tuttologo e potrei non avere una risposta immediata, vedi punto 2

        5) Se vuole estrapolare frasi fuori dal contesto faccia pure. Io ho scritto: “nel momento in cui un PM da il via a delle indagini, con le conseguenti analisi che attestano quanto affermato nel post, ecco che la questione dell’utilità o meno delle caraffe è già risolta.

        Poi è ovvio, se lei sceglie di non credere e/o mettere in dubbio i risultati delle indagini della magistratura, è liberissimo di farlo, così come io sono libero di crederci senza che mi debba beccare etichette (che a lei, ripeto, non sono state affibbiate).

        6) Ultimo, ma non meno importante. Ha notato che questo non è un sito, non un giornale, non è un’associazione. Trattasi di un blog personale che curo nei ritagli di tempo. E trattandosi di ritagli non posso approfondire in tempo reale ogni singola richiesta, domanda o contestazione. 50.000 lettori al mese, con decine di commenti, domande, ecc, danno parecchio da “lavorare”. Peccato che il mio lavoro sia un altro.

        Ho l’etichetta, ho la questione del calcare, ho altre 100 cose da approfondire ed altre da scrivere. E lo farò con i tempi che mi posso permettere.

  8. Luca scrive:

    ho seguito il ”ping-pong” sulla questione …caraffe filtranti-Pm- etichette…è vero c’è chi cerca la polemica a tutti i costi, ma c’è anche da dire che: per prima cosa l’indagine di un Pm in italia conta poco(ne hanno dato vastissimo esempio in molte occasioni..) e spesso è segno di strumentalità delle procure….

    In seconda battuta posso testimoniare con prove ”viventi” che uso da più di anni 2 la caraffa filtrante BRITA , con i suoi bei filtri MAXTRA, e ancora non siamo morti nè io e men che meno la mia ragazza con cui convivo da 15 anni , lei è ipertesa da almeno 18 anni, nefropatica da 11 e dializzata (peritoneale) da 3, devo dire che essendo sotto un costante monitoraggio di routine ai fini del trapianto , non vi è stato ancora nessun fantomatico ,alla luce dei fatti, peggioramento ,che lo staff della nefrologia di Modena è stato messo al corrente dell’uso della caraffa al momento dell’acquisto .

    In terza battuta potrei dire che le uniche persone che hanno avuto problemi con la caraffa sono delle persone a cui è stato necessario spiegare il corretto uso della stessa (le ho dovute spiegare e anche raccogliere quell’espressione di superficialità misto stupore tipico dell’italiano che non conosce l’inquinqmento delle falde acquifere contro il quale non bastano eserciti di caraffe)……con permesso…Luca (salentino in quel di Modena)

  9. Luca scrive:

    Quello che è evidentissimo è che queste caraffe sono un vera ”disgrazia ” per MINERACQUA ,che come le multinazionali del petrolio abbattono il ”problema”con il fango ….

  10. […] mese di maggio ho pubblicato una notizia circa le caraffe filtranti che ha dato adito ad alcune polemiche; tengo a precisare che oltre ai fatti miei, pubblico anche […]

  11. […] fiera, inizialmente, ma ora ho qualche dubbio, dopo aver letto questo articolo qui, poi questo e quest’altro: le mie ex coinquiline ormai da qualche anno usano la caraffa filtrante. La “bontà” di […]

    • alessio scrive:

      la biochimica dice:
      l’essere umano è un organismo eteretrofo e non può quindi assimilare direttamente le sostanze inorganiche (il calcare dell’acqua è inorganico)
      Le piante sono autotrofe e quindi possono trasformare sostanze inorganiche in nutrimento…
      detta molto banalmente
      Poi arrivano un paio di ricerche e dicono che in realtà il calcare dell’acqua non fa male anzi.

      Può anche essere che il calcare sia assimilabile ma a questo punto bisogna cambiare un po’ la biochimica o quantomeno sorgono dei dubbi
      anche piccole quantita di alcuni veleni non fanno danni all’organismo, perché in qualche modo li “digerisce”. Questo significa che facciano bene?
      perché chi fa i sali minerali (integratori) semplicemente non sbriciola roccia calcarea ma fa delle sintesi che cercano di imitare il lavoro del piante? (trasformare le sostanze inorganiche in sostanze organiche disponibili all’uomo)

      La caraffa non fa certo diventare un acqua distillata, ma invece paragonabile a molte marche di acqua che si trovano in giro. Ovviamente poi dipende dal tipo di acqua di partenza.

  12. Francesco scrive:

    Il Dottor Guariniello dovrebbe commissionare un’indagine sulle acque chimiche, ossia sull’acqua contaminata dalle operazioni di Geoingegneria illegale (chemtrails). Altro che caraffe ingiustamente incriminate.

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