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In Usa anche cani e gatti sono obesi

un articolo di Mariateresa Truncellito che leggo su Il Fatto Alimentare

Negli Stati Uniti, il 54% degli animali domestici è soprappeso, ma i padroni non se ne rendono conto.

È il risultato di una grande indagine nazionale condotta dalla Association for Pet Obesity Prevention (Apop), secondo la quale il 53 per cento dei cani e il 55 per cento dei gatti sono classificati come soprappeso o obesi dai loro veterinari. In totale 88,4 milioni di animali domestici troppo grassi.

Ma secondo Ernie Ward, il fondatore dell’Apop, «il 22% dei padroni di cani e il 15% dei gatti grassi ritiene che il peso dei loro animali sia assolutamente normale». Tanto che se oggi è classificato come obeso il 24.9% dei gatti e il 21.4% dei cani, un anno fa le percentuali erano rispettivamente del 21.6 e del 20.6 .

La notizia di per sé sembra buffa. Ma se proviamo ad andare oltre le semplici apparenze, la possiamo considerare come l’ennesima conferma di come nel mondo Occidentale l’epidemia di obesità – e ora stiamo parlando di quella che colpisce gli esseri umani – dilaghi sempre di più. Lo stesso Ward, del resto, ha commentato:  «In molti casi il problema degli animali domestici è correlato all’obesità dei loro padroni». 

Ci si permetta il paragone: lo stesso fenomeno, cioè la mancanza di riconoscimento dell’esistenza di un problema serio di salute, si verifica  tra i genitori italiani di bambini con troppi chili in più. Il bimbo cicciotello spesso viene visto dalla mamma come “molto  grande per la sua età”, straordinariamente “mangione” e dotato di un positivo e sano “buon appetito che lo fa crescere a vista d’occhio”.

Risultato: i piccoli italiani sono i più grassi d’Europa, e patologie metaboliche da “mezza e terza età”, come ipertensione e diabete, colpiscono sempre più spesso nella prima infanzia.

E in effetti, anche Ward sottolinea: «I risultati sono una spia importante anche per quanto riguarda l’obesità infantile. Quando visito un animale domestico sovrappeso, vedo anche un bambino a rischio obesità perché significa che in quella casa nessuno fa movimento, nemmeno per portar fuori il cane. Il bambino sta tutto il giorno fermo a giocare con la playstation e il cane seduto sul tappeto. Ed entrambi si nutrono di schifezze».

Ovviamente il consiglio che vale per gli umani – mangiare meno, muoversi di più – vale anche per cani e gatti. Per altro, anche i cibi per animali oggi sono molto più ricchi di calorie di quanto fossero in passato, e i padroni tendono a rimpinzare i quattrozampe più di un tempo.

Il problema è che ai cuccioli, d’uomo o d’animale che siano, i chili in più fanno male, anzi malissimo. Cani e gatti sovrappeso soffrono di osteoartrite, diabete di tipo 2, ipertensione, problemi respiratori, malattie renali. E di una ridotta aspettativa di vita. Il Centro di medicina veterinaria della Food and Drug Administration ha commentato la notizia dicendo «Queste patologie che si riscontrano tra i cuccioli obesi sono molto simili a quelli che affliggono gli esseri umani soprappeso»

Il direttore della cattedra di Ricerca clinica della facoltà di veterinaria della University of Georgia Steve Budsberg sottolinea: «Veterinari e padroni possono fermare l’epidemia di obesità nei loro gatti e cani. Nessun animale apre da solo il frigo e si serve. Siamo noi che li facciamo diventare grassi». 

Ecco: anche i bambini piccoli non sono capaci di aprire il frigo e servirsi da soli….

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