Se un’azienda certificata compie una truffa sui prodotti Dop…

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Oggi ho pubblicato la notizia dell’arresto di titolare del cosiddetto re della mozzarella, causa legami con la camorra, ma indagato anche per una truffa sui prodotti DOP che tali non erano.

Per curiosità sono andato sul sito aziendale per scoprire i marchi con cui vendono i prodotti, in modo da poter fare un acquisto consapevole ovvero faccio a meno di finanziare un’azienda collegata alla criminalità e che per di più truffa sulla qualità, quando mi è caduto l’occhio sulle Certificazioni.

Leggendo nel dettaglio le certificazioni, ho notato che in pratica si riferiscono a due sole aziende e quindi vien da pensare che la Mandara sia eclusa, se non fosse che leggendo poi la pagina dedicata al Gruppo si legge che:

Il Gruppo Alival è una realtà giovane e dinamica che sposa tradizione ed efficienza come solo un grande Gruppo sa fare. Il Gruppo Alival ti offre i migliori formaggi della tradizione italiana fondando il proprio successo sulla qualità dei prodotti garantiti attraverso rigorosi controlli su tutta la filiera eseguiti dal sistema di Assicurazione e Controllo Qualità del Gruppo.

A questo punto se si specifica che:

la qualità dei prodotti è garantita attraverso rigorosi controlli su tutta la filiera eseguiti dal sistema di Assicurazione e Controllo Qualità del Gruppo…

va da sè che la Mandara è inclusa …

Andando direttamente sulla pagina della Mandara si legge che:

La I.L.C. MANDARA SPA produce mozzarella di bufala da oltre tre generazioni selezionando e consolidando un patrimonio, una cultura professionale ed una dimensione tale da far sì che le sia riconosciuto il ruolo di leader del mercato.

Una cultura professionale che, seppur vantata nello speciale mozzarella, è sfociata in un comportamento diverso se corrisponde al vero quel che scrive il Corriere:

Normali provoloni venduti come «provoloni del Monaco», un formaggio dop particolarmente pregiato realizzato in qualità limitata, con latte di alta qualità e attraverso un particolare disciplinare.

In particolare una partita di «ciliegine di mozzarella» nella quale erano finiti frammenti di ceramica in seguito alla rottura della macchina impastatrice venne messa ugualmente in commercio per decisione di Giuseppe Mandara. La circostanza, che risale all’agosto 2008, emerge da intercettazioni telefoniche registrate dai militari….

E fosse solo questo … infatti ho letto su Il Salvagente che la cultura professionale ha portato il Mandara ad utilizzare, a dispetto del disciplinare, l’uso di latte vaccino nelle mozzarelle di bufala e, soprattutto, l’uso di acqua ossigenata  – vietato dalla legge – per correggere esiti analitici sfavorevoli. L’additivo sarebbe stato usato per una partita di mozzarella da spedire negli Usa per migliorarne la conservazione.

Mi vien da pensare, pur entrando in un altro settore, a quello che raccontavo tempo fa della Certificazione di qualità… ;-)

Se non sei serio, non c’è timbro o certificato che tenga..

P.S. Leggo con piacere che il Consorzio per la tutela del formaggio mozzarella di bufala Campana ha adottato per la prima volta un codice etico. Uno degli articoli prevede che per aderire al consorzio, e quindi per produrre la  mozzarella di bufala, bisogna presentare ogni anno un certificato camerale antimafia. Sarà un caso, ma forse  grazie a questo codice etico il Consorzio ha deciso a poche ore di distanza dal provvedimento contro Mandara di espellere l’azienda.

Aggiornamento del 20 luglio 2012: Per completezza d’informazioni, potete leggere l’articolo di Roberto La Pira, su Il Fatto Alimentare, con il quale spiega le ragioni per le quali non dobbiamo diffidare del prodotto, tra cui il fatto che:

L’ente certificatore che controlla la filiera (CSQA) ha confermato che lo stabilimento ha ancora tutte le caratteristiche per produrre Mozzarella di bufala Dop. In questi giorni si è parlato anche di corpi estranei riscontrati nella mozzarella in seguito alla rottura di un macchinario e si rincorrono altre voci sul prodotto. In realtà l’episodio risale al 2008 e sono ancora in corso accertamenti.

In base alla mia esperienza, peraltro in un altro settore, io non dubito affatto che la linea di produzione sia in linea con i parametri necessari per avere la certificazione, ma che gli stessi siano applicati sempre.

Un aneddoto che spiega la mia linea di pensiero: Un generale tedesco una volta si rifiutò di collaborare con un disertore inglese in quanto chi ha tradito una volta, può tradire anche due

In sintesi: hai un prodotto d’eccellenza (da tre generazioni), sei certificato e nonostante questo metti in commercio prodotti con marchi falsi o peggio? E dovrei fidarmi? Io no, voi fate come vi pare.

Aggiornamento del 26 luglio 2012

Leggo un articolo di Roberto La Pira che critica le osservazioni di Saviano sulla Repubblica circa la vicenda di Mandara e che in effetti sembrano grondare cattiva informazione ed ignoranza (nel senso che si parla di quello che non si conosce). Il tutto lo si può leggere QUI.

Sempre per completezza di informazione, pubblico anche il comunicato pubblicato ieri a tutta pagina sul Corriere della sera (vedi foto sotto) firmato dagli amministratori giudiziari di Mandara nominati dal tribunale.

Il 28 agosto Il Giornale ha pubblicato un articolo con il quale si spiega comele accuse rivolte a Mandara fossero false. Clicca QUI per leggere l’articolo.

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5 risposte a Se un’azienda certificata compie una truffa sui prodotti Dop…

  1. [...] certificazioni di qualità delle aziende (alimentari e non) agganciandomi a quanto accaduto con i falsi prodotti DOP della ditta Mandare ed ecco che oggi leggo [...]

  2. anna scrive:

    senta “a paoloblogghe” ma poi ha dimenticato di aggiornarci circa la figuraccia che hanno fatto gli inquirenti con Mandara?

    • paoblog scrive:

      Non avendo un filo diretto con gli inquirenti, non posso scrivere cio che non ho letto, ma potrebbe essere lei ad aggiornarci in merito con un commento argomentato.

      In ogni caso vi sono due aggiornamenti, nel post, dove si spiega perchè non si deve diffidare dei prodotti dell’azienda ed è stata pubblicata la lettera dell’azienda stessa.

      Credo di aver fatto il possibile per offrire un’informazione corretta, al di là delle mie opinioni; resta il fatto che è sempre apprezzato un contributo UTILE da parte dei lettori.

  3. anna scrive:

    legga: “Il giornale” mandara del 27/08. Per quanto ci riguarda certo (giornalismo) fa accapponare la pelle. Le auguro che nella vita mai abbia da vivere esperienze come quelle che anche voi oltre certi giudici ci avete inflitto.

    • paoblog scrive:

      guardi che il suo approccio è sbagliato.

      Io ho riportato delle notizie riportate dalle varie fonti di informazione, ho espresso un’opinione basata per l’appunto su quello che avevo letto, così come fa ognuno di noi, lei compresa, che mi giudica per quel che ha letto in un post.

      ho provveduto ad integrare, come detto, con articoli ed aggiornamenti che chiarivano la situazione e, come detto, c’è anche il comunicato dell’azienda.

      Fermo restando che questo è un Blog personale e non un Sito d’informazione, aggiungo, una volta di più, che il contributo dei lettori è fondamentale per correggere le informazioni e/o opinioni espresse.

      Se invece che scrivere commenti sarcastici, avesse integrato da subito con un link che portasse all’articolo da lei citato, avrebbe fatto un servizio migliore all’azienda ed anche a questo blog.

      Comunque sia, ho scovato l’articolo e pubblicherò il link quale aggiornamento. Resta il fatto che il Giornale stesso ha pubblicato in luglio un articolo che raccontava la vincenda, basato si presume sulle informazioni che avevano in quel momento, come tutti, come ho fatto io.

      Ed il Giornale a fine agosto, come mi dice, ha rettificato con un altro articolo con il quale si rimangiavano tutto.

      Perchè questo?

      Perchè si tratta di un quotidiano d’informazione, con una redazione, e quindi con la possibilità di aggiornare, in tempo reale, quanto già scritto.

      Resta però il fatto che Il Blogger non è un giornalista e, come è spiegato in calce, ho riportato notizie diffuse a mezzo stampa ed espresso opinioni basate su queste notizie, non false o manipolate a supporto delle mie opinioni.

      °°°
      A tutti quelli che scambiano le critiche negative per diffamazione, ricordo che:

      Il blogger gode del c.d. diritto di critica che è strettamente collegato alla libertà di pensiero garantita dall’art. 21 della Costituzione italiana.

      La critica è un’attività sostanzialmente valutativa, volta ad esprimere il proprio consenso o dissenso rispetto alle opinioni o alle condotte poste in essere da altri (in questo senso già il tribunale di Bologna con sentenza del 14 giugno 2001).

      È naturale quindi che all’esercizio di questo diritto di critica sia legata una certa “aggressività” nei confronti del destinatario, il soggetto “criticato” appunto. Ma in questo caso non può essere richiesto il requisito della verità: un’opinione può essere valida o meno, condivisibile o no, ma difficilmente può essere considerata vera o falsa.

      Tuttavia un requisito deve sussistere: quello della legittimità: la critica è legittima se fondata su fatti veri e non manipolati ad arte per sostenere una tesi, altrimenti assurda o infondata.

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