Certificazione energetica: regole e modalità per ottenerla

leggo su Altroconsumo

La situazione non è omogenea: sei regioni (Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna e Toscana) hanno deciso di dotarsi di una legislazione propria rispetto a quanto indicato nel decreto legislativo 192 e altre due, Valle d’Aosta e Puglia, cui si aggiunge la provincia di Bolzano, hanno legiferato per conto proprio solo su alcuni aspetti.

Consumo e classe
Al momento del rogito, il venditore deve fornire l’attestato di certificazione energetica (il cosiddetto Ace). Su questo documento devono essere riportati due indici: Ipe e Ce.

• Ipe, cioè indice di prestazione energetica. Indica il rapporto tra consumo e superficie dell’appartamento in un anno, calcolato su un metro quadro. Più il valore di questo indice è basso, più l’efficienza energetica della casa è alta. Viene calcolato allo stesso modo in tutte le regioni, tranne che in Lombardia.

• Ce indica la classe energetica. Non dà informazioni sul consumo effettivo, ma sull’efficienza dell’immobile rispetto all’ambiente esterno. Viene calcolato con criteri differenti nelle diverse regioni. Tranne che in Lombardia, nelle altre regioni non è obbligatorio riportare la classe energetica negli annunci immobiliari.

Quando scatta l’obbligo
La certificazione energetica è obbligatoria: in tutti i casi di compravendita, di permuta, di dazione in luogo del pagamento, conferimento in società. Va fatta anche quando si trasferisce la nuda proprietà oppure un altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione).

Non c’è invece obbligo se si trasferisce l’immobile a titolo gratuito. La certificazione non è necessaria per box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi.

Niente Ace anche per i fabbricanti industriali, artigianali e agricoli non residenziali per i fabbricati isolati con una superficie inferiore a 50 metri quadrati.

Come si fa a certificare

Non c’è una lista nazionale ufficiale dei certificatori. Di prassi ci si rivolge all’agente immobiliare o all’architetto. Dopo una serie di valutazioni sull’immobile, viene rilasciato il certificato energetico da un tecnico specializzato. Può costare sui 300 € per un appartamento.

Si può non sostenere il costo facendo l’autocertificazione, ma solo: nelle regioni dove è consentita; se l’edificio è molto inefficiente; se è stato radicalmente ristrutturato prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 192 (ottobre 2005); se non supera i 1.000 metri quadri di superficie.

Entro 15 giorni dalla data in cui il venditore invia all’acquirente il documento autocertificato, il proprietario lo trasmette anche alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio.

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