Riciclo creativo: EcoARK, il monumento al riciclo

24 maggio 2013

Le mille facce del riciclo creativo sono oggi parte integrante di moltissimi aspetti della quotidianità, dalle auto riciclate, al più conosciuto eco design, per arrivare infine addirittura a vere e proprie architetture riciclate.


L’edificio costruito a Taiwan è stato costruito con 1,5 mln di bottiglie di plastica, uno degli oggetti meno riciclati del Paese che ha da sempre rappresentato un problema grave per le discariche. L’energia solare alimenta i numerosi giochi di luce LED che illuminano l’edificio durante la notte. Anche in questo caso si tratta di vero riciclo creativo, reinterpretando un materiale destinato a diventare rifiuto in un nuovo elemento da costruzione.

Fonte: Rinnovabili


Galles: una centrale nella laguna per sfruttarne l’energia delle maree

24 maggio 2013

SwanseaBaySta per essere realizzato un ambizioso progetto che prevede lo sfruttamento del potenziale energetico delle maree della laguna di Swansea Bay, in Galles.

L’impianto se completato sarà il primo nel suo genere, e per il momento la Developer Tidal Lagoon Power (TLP) ha dichiarato che si sta svolgendo un’indagine geotecnica che rileverà le condizioni idonee o meno dei fondali ad ospitare l’impianto.

I risultati aiuteranno la società a decidere in che modo procedere con il progetto per la costruzione della centrale elettrica della potenza istallata di 250 MW, i cui piani dovrebbero essere presentati per l’approvazione per la fine dell’anno, e che potrebbero essere collegati alla rete nel 2017 se l’ente locale conferisse al progetto il via libera.

La TPL ha informato che la centrale potrebbe generare energia per 16 ore al giorno con un risparmio di circa 200.000 tonnellate di CO2 per ogni anno di funzionamento. Nei piano di sfruttamento dell’area anche la possibilità di sfruttare le maree di altre lagune per riuscire a raggiungere l’obiettivo dell’azienda di istallare 10 GW di potenza marina nel Regno Unito.

Il progetto Swansea spera di essere il primo di una rete di impianti nelle lagune intorno alla costa Regno Unito, a capo di un cambiamento fondamentale nel nostro mix energetico a basso costo visto che le fonti di elettricità a basse emissioni sono sostenibili e a lungo termine”, ha dichiarato Ton Fijen, direttore tecnico di TLP.

Fonte: Rinnovabili


Tonga istalla la sua prima turbina eolica

24 maggio 2013

Per combattere la dipendenza dalle fonti energetiche fossili l’isola Tonga ha deciso di affidarsi alle rinnovabili dichiarando di voler avviare al più presto la sua prima turbina eolica. Il rotore, della potenza istallata di 11 kW, è posizionato nel villaggio di Nakolo e verrà messo in funzione entro il mese di maggio.

L’operatore energetico Tonga Power ha comunicato che la turbina genererà 27.000 kWh di elettricità, abbastanza da coprire il fabbisogno energetico di 23 abitazioni della zona. Il paese fino ad oggi ha cercato di ridurre il consumo di petrolio affidandosi per quanto possibile all’energia del sole.

Il paese vanta infatti un parco solare della potenza istallata di 1,3 MW e sta lavorando insieme alla Masdar di Abu-Dhabi per la realizzazione di una centrale con potenza 500 kW sull’isola di Vava’u.

Il project manager Seti Chan ha specificato che la velocità media del vento delle isole Tonga varia dai 6 ai 9 metri al secondo, un grande potenziale da sfruttare che potrebbe invertire le sorti energetiche del paese.

La turbina di Nakolo servirà infatti come banco di prova per capire quali siano veramente le possibilità produttive dell’area, con l’intenzione di dar vita a nuovi progetti eolici con dimensioni maggiori. Chan ha inoltre aggiunto che spera il progetto possa attrarre finanziamenti internazionali in modo da riuscire a sviluppare ulteriormente la tecnologia sull’isola di Tonga ha concluso Chen.

Il progetto, primo passo verso un futuro a basse emissioni per l’isola, è stato anche annunciato da Christiana Figueres, Segretario dell’UNFCCC, che ne ha sottolineato l’importanza per la nazione.

Fonte: Rinnovabili.it


Riciclo creativo: da jet a villetta

23 maggio 2013

Le mille facce del riciclo creativo sono oggi parte integrante di moltissimi aspetti della quotidianità, dalle auto riciclate, al più conosciuto eco design, per arrivare infine addirittura a vere e proprie architetture riciclate.


Tra le colline californiane di Malibu, sorge la Wing House, una villetta unifamiliare realizzata recuperando i materiali di scarto di un vecchio Boeing 747. Le ali del jet formano prevalentemente il tetto della costruzione, mentre parte della fusoliera è stata impiegata per l’involucro e la cabina di comando per una sala di meditazione, il tutto con una modica cifra di 50.000 dollari. Il recupero di tutti i componenti del jet e sopratutto della parti di alluminio della fusoliera, hanno significato una notevole riduzione degli sprechi e dei rifiuti.

rinnovabili


L’emblema dell’architettura contemporanea 2013 è Harpa

23 maggio 2013

E’ Harpa, il Reykjavik Concert Hall and Conference Centre, il progetto vincitore del Premio dell’Unione europea per l’architettura contemporanea Mies van der Rohe 2013, che da sempre punta a riconoscere i migliori esempi di green building.

 Harpa-2-credit-Henning-Larsen-e-Batteriid-Architects

Dopo l’annuncio i primi di febbraio dei cinque finalisti a partire da oltre 335 progetti in gara, ecco finalmente il nome del vincitore dei 60mila euro: la scintillante scatola di cristallo dell’Harpa Concert Hall in Islanda.

Progettata da Henning Larsen e Batteríið, insieme allo studio dell’artista plastico Olafur Eliasson, Harpa è diventata ben presto il simbolo dell’architettura contemporanea e della rinascita economica islandese, mettendo in pratica strategie sostenibili per raggiungere la massima efficienza energetica ed acustica.

L’involucro esterno del progetto vincitore del Premio dell’Unione europea per l’architettura contemporanea Mies van der Rohe 2013, è completamente trasparente per mettere in comunicazione esterno ed interno ed assicurare sempre la massima illuminazione naturale, indispensabile nei lunghi inverno nordici.

Poligoni di vetro incorniciati a formare una trama a “scaglie di pesce” compongono le facciate dell’edificio Harpa, ricordando i cristalli di basalto tipici di queste terre.

L’architettura contemporanea progettata da Henning Larsen e Batteriid Architects, è stata al centro del grande progetto di riqualificazione del porto di Reykjavik, trasformandosi in un caleidoscopico edificio tra cielo e mare, dove la luce gioca un ruolo determinante.

Anche durante la notte questo gioco di colori si mantiene tale, attraverso l’impiego di numerosi LED colorati che attira l’attenzione sul porto della città.

Fonte: Rinnovabili


Deforestazione, il Paraguay ne porta i segni

23 maggio 2013

L’Organizzazione Mondiale della Conservazione (WWF) ha denunciato un tasso importante di deforestazione nel territorio Paraguayano  dove è stato rilevato il taglio indiscriminato di 2400 ettari nel distretto di Capitán Bado, localizzato a circa 400 chilometri dalla capitale.

La conferma della difficile situazione è arrivata dal laboratorio che ha analizzato i dati satellitari relativi al Paraguay orientale dove, nonostante le ripetute denunce, si susseguono episodi di devastazione del patrimonio boschivo.

Per questa zona della nazione è stata infatti studiata una legge speciale che vieta espressamente qualsiasi attività di trasformazione e riconversione di aree con copertura forestale al fine di contenere il problema, determinato principalmente dalle attività dei proprietari terrieri, anche stranieri.

La regione necessita infatti di una profonda ristrutturazione per ricostruire quanto distrutto in un ecosistema come non ce ne sono altri in altre parti del mondo. Per dare nuova protezione all’area per il momento è stata prorogata la legge Deforestazione Zero, strumento efficace per invertire una pericolosa tendenza se supportato da un’adeguata campagna di sensibilizzazione che il governo sta organizzando.

Fonte: Rinnovabili


Riciclo creativo: da roccaforte militare a resort

22 maggio 2013

Le mille facce del riciclo creativo sono oggi parte integrante di moltissimi aspetti della quotidianità, dalle auto riciclate, al più conosciuto eco design, per arrivare infine addirittura a vere e proprie architetture riciclate.


Dopo essere stato abbandonato per diversi decenni, la vecchia roccaforte militare acquatica inglese nell’Hampshire è stata trasformata in un esclusivo resort 5 stelle. Lo Spitbank Fort è dotato di tutti i comfort per i turisti, compreso un sistema per i recupero delle acque piovane e di una serie di un sistema  solare per riscaldare l’acqua delle spa.

rinnovabili


Riciclo creativo: la torre residenziale nella cisterna per l’acqua

21 maggio 2013

Le mille facce del riciclo creativo sono oggi parte integrante di moltissimi aspetti della quotidianità, dalle auto riciclate, al più conosciuto eco design, per arrivare infine addirittura a vere e proprie architetture riciclate.

 

Questa volta è Londra la protagonista dell’insolita trasformazione voluta da Tom Dixon, che ha visto una cisterna per la raccolta dell’acqua, trasformarsi in una torre residenziale per quattro unità abitative. Realizzata nel rispetto dei più severi standard di sostenibilità ed efficienza energetica, la West London water tower home è disponibile anche come casa per insolite vacanze nella capitale britannica.

rinnovabili


Se è il Comune a sprecare l’acqua…

21 maggio 2013

DCIM100MEDIASpesso si legge (giustamente) dello spreco dell’acqua, fonte essenziale per la vita e risorsa quasi sconosciuta per milioni di persone nel mondo.

Poi ci sono Comuni che ti multano, in estate, se lavi l’auto in giardino oppure abbondi con l’irrigazione.

Poi fai due passi per Milano e vedi le fontanelle che erogano acqua a getto continuo.

Mettere uno di quei rubinetti con il pulsante no?

Meglio sprecare? Complimenti.

Colgo l’occasione per ringraziare l’artista che ha decorato la fontanella ed il cretino che, con un cestino ad 1 metro, ha mollato la bottiglietta nella fontanella.

Un libro: Il ragazzo che catturò il vento

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Ottenere biocarburanti dagli scarti di produzione di birra e bibite

21 maggio 2013

I ricercatori argentini dell’Universidad Nacional del Litoral (UNL) hanno progettato un processo per trattare le acque reflue industriali che derivano dalla produzione di bibite gassate e di birra da utilizzare poi come materia prima per ottenere biofuel.

La ricerca per il momento sta utilizzando tutte quelle bottiglie che per vari motivi non possono essere messe in commercio e il cui contenuto fino ad oggi veniva riversato negli scarichi. Il gruppo di ricerca ha progettato un processo per trattare le acque reflue dell’industria alimentare per la produzione di alcol, aceto e biossido di carbonio.

Come riporta un articolo dell’Agenzia per la diffusione della scienza e della tecnologia (DiCYT), smaltire questi scarti non è sempre semplice perché il potere zuccherino della soda è circa 250 volte più inquinante degli scarti fognari. Questo è dovuto all’elevato contenuto di zucchero mente nella birra il potere inquinante è determinato dall’alcol etilico.

“Stiamo brevettando un processo che simultaneamente tratti e valorizzi gli scarti. Offre alternative distinte e così una fabbrica di birra potrebbe utilizzare parte delel loro acque reflue per la produzione di aceto, di alcool e altri prodotti” ha dichiarato Isla.

Per quanto riguarda invece ottenere biocarburanti dagli scarti della birra il ricercatore ha commentato “la prima possibilità è quella di rimuovere l’etanolo con una semplice operazione come la distillazione. Si scalda, si elimina l’alcol che si condensa e può essere recuperato” per poi passare all’impiego della materia come base del biofuel.


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