La diga più alta della Cina danneggerà l’ecosistema in maniera irreversibile

19 maggio 2013

Semaforo verde per quella che diverrà la diga idroelettrica più alta della Cina.

Dopo oltre un anno di controverse valutazioni il Ministero dell’Ambiente della Repubblica Popolare ha concesso il via libera al progetto Shuangjiangkou, la gigantesca struttura di sbarramento che sarà realizzata sul fiume Dadu, nella provincia sud-occidentale del Sichuan.

Con un’altezza di 314 metri, l’impianto avrà bisogno di ben dieci anni di lavori, che sono stati affidati ad una società controllata dall’utility energetica statale, e richiederanno un investimento di oltre 4 miliardi dollari.

Una volta completata, la mega istallazione idroelettrica avrà una capacità installata totale di 20 GW, con una produzione elettrica superiore ai 7mila TWh l’anno.

Il ministero, in una dichiarazione rilasciata ieri pomeriggio sul proprio sito, ha spiegato che la valutazione d’impatto ambientale aveva riconosciuto gli effetti negativi che inevitabilmente la diga andrebbe procurare a flora e fauna locale (in alcuni casi colpendo anche animali rari e influenzando le riserve naturali protette), ma che gli sviluppatori si sarebbero impegnati a prendere specifiche “contromisure” di mitigazione.

Secondo gli esperti il progetto è tale da influenzare gli ecosistemi in maniera irreversibile; come spiega lo scienziato Liu Shukun, del China Water Resources and Hydropower Institute: “I cambiamenti chimici, termici e fisici a cui verrebbe sottoposta, potrebbero seriamente contaminare il serbatoio oppure un fiume a valle”.

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Una serra volante si aggira nei cieli d’Europa

17 maggio 2013

 

Energia dalle pianteUna misteriosa installazione ricoperta di specie vegetali provenienti da tutto il mondo sta sorvolando in questi giorni i cieli d’Europa: partita il 27 aprile da Nantes, è atterrata dapprima a Bruxelles e poi la scorsa notte a Torino, proprio davanti Palazzo Madama.

 

Si tratta di una vera e propria serra volante progettata da Delarozière François, direttore artistico della compagnia di Nantes “La Machine”, a bordo della quale 12 scienziati analizzeranno la biodiversità urbana.

 

L’obiettivo, però, è soprattutto quello di sensibilizzare il pubblico sulla capacità delle piante di produrre energia; ed è infatti proprio dai vegetali che “Aéroflorale II”, con le sue otto tonnellate di peso ed un’altezza di 16 metri, assorbe l’energia necessaria per spostarsi. In particolare i cinque palloni aerostatici e le eliche verticali ed orizzontali che la sorreggono sono alimentati dal metano ottenuto dal compostaggio dei vegetali a bordo.

 

 La serra volante è diventata l’emblema della città di Nantes, capitale verde d’Europa per il 2013, la quale intende dimostrare che lo sviluppo sostenibile richiede anche una certa inventiva.

L’ «Expédition Végétale», dunque, non è solo uno spettacolo originale che diverte grandi e bambini, ma è un vero e proprio esperimento scientifico, che ha lo scopo di far scoprire ai cittadini le possibilità offerte dai vegetali nel campo della produzione di energia “fitovoltaica”.

 

Fino a domenica i torinesi potranno interagire con l’equipaggio di Aéroflorale II, dopodiché l’astronave partirà alla volta di Amburgo, per rientrare poi a Nantes carica di piante raccolte durante il suo giro europeo.

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Ma è così difficile capire come funziona la raccolta differenziata? Mah…

16 maggio 2013

Domenica scorsa a Che tempo che fa, Luca Mercalli faceva notare come nella raccolta dell’umido, gli scarti di cucina per capirci, finisce di tutto; ad esempio ha fatto vedere una foto con alimenti ancora confezionati.

Questa cosa apre la porta ad un paio di considerazioni:

1 – quanto deve essere ignorante ed incivile la gente per buttare nell’umido degli alimenti ancora confezionati? Non riescono veramente a capire (o se ne fregano) che così facendo danneggiano il processo di trattamento dei rifiuti?

Cosa questa che comporta poi un alto costo ed una bassa resa ovvero non lamentiamoci poi se le tasse sui rifiuti non scendono mai.

(Tralasciando il fatto che in ogni caso, nella nostra italietta, c’è scarsa correlazione tra la qualità del servizio ed il suo costo per il cittadino)

2 – In seconda battuta, bisogna essere oltremodo spreconi per gettare intere confezioni, ancora sigillate, di cibo. Soprattutto considerando che, accantonando il fatto tutte le considerazioni etiche ed ambientali, in ogni caso di tratta di prodotti che hai pagato. Hai soldi che ti avanzano?

Una chicca aggiuntiva: l’Austria ha un riciclo dei rifiuti pari al 68% e noi siamo fermi ad una raccolta differenziata del 35%, che non è la stessa cosa, come spiega sempre Mercalli. Non sarebbe bello trovarci ogni tanto alla pari congli altri Paesi? Dobbiamo sempre essere colpevolmente ultimi?

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Compost: dall’umido si ottiene il terriccio -  Riciclare al 99% si può - Ogni anno 240 quintali di rifiuti nel Naviglio

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Un libro: Magnitudo Emilia

14 maggio 2013

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A poche ore dalle scosse più violente che nel Maggio 2012 hanno sconvolto la bassa emiliana, il fotografo Luigi Ottani e la giornalista Annalisa Vandelli si sono recati nei comuni più colpiti a raccogliere le immagini e le parole che in tanti, tra le macerie, avevano voglia di condividere.

Dopo alcuni mesi, e dopo l’incontro con uno dei volontari più coinvolti nei lavori di soccorso, Maurizio Cavazza, tutto questo materiale è diventato un libro: un volume per fare memoria e per dare la possibilità a tutti di dare un contributo concreto partecipando alla ricostruzione. Uno sguardo diverso, insolito sulle cose che parlano di tutti noi, colpiti e non.

Magnitudo Emilia esprime la grandezza di un’Emilia colpita al cuore da un sisma che ha fatto tremare anche lo sguardo delle persone sulle cose, mutandolo per sempre.  La giornalista e scrittrice Annalisa Vandelli, insieme al fotoreporter Luigi Ottani, si sono posti una domanda che è allo stesso tempo una sfida: come si racconta la devastazione della propria terra e della propria gente?

Gli autori rispondono così: “Questo libro vorrebbe essere un microfono della terra, dell’urlo straziante che ha interrotto le nostre abitudini. Così abbiamo lasciato che il racconto si raccontasse da sé, senza porci limiti nella ricerca e seguendo piste imprevedibili.

Abbiamo lasciato che un incontro tirasse l’altro, come pure i territori e gli eventi, così da non dominare una storia ma da darle la libertà di costruirsi, di esprimersi. E da qui la struttura del libro, calcolatamente casuale. Vi restituiamo dei frammenti letterari, recuperati o salvati da ciò che resta e che ci è sembrato estremamente prezioso nel restare.

Abbiamo registrato, oltre alla tremenda sciagura e alla perdita di vite umane, la caduta dei simboli e la forza che l’identità emiliana sta mettendo in campo ormai da mesi, perché l’identità è la solidità a cui stiamo vedendo aggrapparsi ciascuna delle persone intervistate.

Abbiamo cercato di penetrare questa complessità di strati successivi, che va dalla mescolanza etnica alla tenacia imprenditoriale, dal dialetto alla forza poetica di Antonio Delfini, rendendo la Bassa un exemplum universale.

Dunque questo libro non si conclude col nostro lavoro, ma comincia da esso, perché il lettore ha un ruolo fondamentale, diventa autore nel fare sue e continuare queste storie o suggestioni. E allora questo libro ha l’ambizione di creare anche identità intorno a sé, di sostenere o affiancare lo scatto d’orgoglio che emerge e che non deve essere taciuto”.

sfoglia il libro

Fonte: Magnitudo EmiliaPer acquistare il libro > Clicca qui


Al via il progetto nazionale Orti Urbani

13 maggio 2013

Nei giorni scorsi a Roma ha avuto luogo la presentazione del progetto nazionale “Orti Urbani”, nato dalla collaborazione tra Anci, Italia Nostra Onlus e Res Tipica.

Nel corso della conferenza stampa le tre associazioni hanno siglato un protocollo d’intesa per la promozione dell’iniziativa, che si rivolge a tutti gli enti pubblici o privati che intendono trasformare le proprie aree verdi urbane in terreno da coltivare.

L’obiettivo del progetto è quello di riqualificare spazi urbani, altrimenti destinati al degrado o all’abusivismo edilizio, valorizzando il paesaggio con attività agricole che determinano lo sviluppo di una economia etica a diretto vantaggio delle comunità locali.

’Con la sottoscrizione del nuovo protocollo tra Anci e Italia Nostra – ha affermato Marco Parini, presidente Italia Nostra Onlus – si perfeziona un percorso che ci vede, insieme al Ministero per le Politiche Agricole, quali promotori nei Comuni d’Italia di iniziative destinate alla creazione di Orti nelle nostre città. L’operazione Orti urbani è un ‘work in progress’, un’iniziativa partita da alcune esperienze che via via si sta diffondendo in città piccole, medie e grandi; un modo per creare verde nelle aree residuali, generare un vero e proprio intervento agricolo alla ricerca di un cibo sano, con l’impegno altrettanto sano del tempo di molti cittadini”.

Al progetto “Orti Urbani” hanno già aderito i Comuni di Roma, Perugia, Torino, Genova, Savona, Padova, Ostuni, Favara, Foligno, Bevagna, Amelia, Trevi, Marsciano, Sant’Anatolia di Narco e quanto prima sarà portato all’attenzione della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali.


Cibo per gatti, la ricetta perfetta è quella…”fatta in casa’”

3 maggio 2013

Il Mastinouna foto del povero Mastino a corredo dell’articolo che leggo su Il Salvagente

Un gatto adulto di taglia media, ovvero di circa 4 anni, sterilizzato, dovrebbe assumere circa 280 calorie al giorno. Se fosse molto pigro il suo fabbisogno calorico scenderebbe a circa 240 calorie. Un gattone di 7 chili, invece, ha bisogno di 360 calorie al giorno, se è attivo, e di sole 280 se si muove poco.

A seconda del tipo di alimentazione che si utilizza, umido o secco, si ha una diversa necessità di cucinare in casa la pappa. Per i mici abitualmente alimentati con crocchette, infatti, si dovrebbe somministrare una razione cucinata almeno due volte a settimana.

Per indicare la ricetta per prepararla il Salvagente (in edicola e in vendita on line con un test su 26 cibi per gatti) si è fatto aiutare dal professor Alessandro Gramenzi, docente di Alimentazione animale presso l’Università di Teramo.

Per un gatto attivo, di taglia media: 70 g carne magra + 50 g di riso + 15 g di carote + 1,5 g di olio di oliva

Tutti gli ingredienti dovranno essere cotti, salando l’acqua di cottura della pasta. Tutte le razioni casalinghe devono essere integrate con un integratore minerale vitaminico in commercio, seguendo le indicazioni riportate sul bugiardino.

La razione di circa 136 g va somministrata in almeno 2 pasti al giorno (meglio 3),  lasciando sempre acqua fresca e pulita a disposizione del gatto.

Se si vogliono confrontare le caratteristiche analitiche di questo pasto con quelle che compaiono sulle etichette dei cibi industriali bisogna considerare che questa porzione possiede: Energia: 285 kcal di energia metabolizzabile, Proteina: 19,82 g, Umidità: 49,22%, Totale sostanza secca: 69,31 g, Proteina: 28,60% del secco.

°°°

Sempre su il Salvagente leggo un articolo, del quale pubblico una sintesi, circa il cibo pronto per gatti

Scatolette e croccantini sono cibi equilibrati per i nostri compagni di vita?

È quanto si chiede il Salvagente con un test che ha confrontato 16 cibi “umidi” (bocconcini e paté) e 10 secchi (croccantini), venduti a un prezzo che va da meno di 2 a 9 euro al chilo.

Per l’alimentazione del gatto, a differenza di quella del cane, è più diffuso l’uso del mangime umido, spiega il professor Alessandro Gramenzi, docente di Alimentazione animale presso l’Università di Teramo. Il secco per la sua lavorazione necessita di una maggiore percentuale di carboidrati, poco graditi dai mici. I felini, infatti, essendo carnivori in senso stretto sono più sensibili al gusto. Inoltre, i gatti tendono a bere poco, perciò l’umido li aiuta a prevenire eventuali malattie ai reni.

Non è un caso, quindi, che 2 consumatori su 3 per alimentare il proprio amico acquistino barattoli e lattine. Ed effettivamente non sbagliano.

Il test del settimanale dei consumatori, basato sul confronto dei dati nutrizionali, ha assegnato un giudizio buono a 8 prodotti su 26.

Altrettanti i marchi bocciati, con i prodotti peggiori penalizzati perché non evidenziano sulle confezioni il fatto che non sono alimenti completi e vanno integrati, e potrebbero indurre in errore chi li acquista.

Ma quali sono le regole per scegliere da soli?

Bisogna prediligere gli alimenti in cui la prima voce della lista degli ingredienti è una fonte di proteine animali.

Se si confrontano le etichette di una lattina e di un sacchetto di crocchette, però, si può cadere in errore.

La percentuale di proteine della prima, infatti, non può essere confrontata con quella del secondo per il differente peso dell’acqua nella composizione. Va tenuto presente che l’8% di proteine dell’umido corrisponde a circa il 27% del secco.


Le auto abbandonate per le vie di San Paolo sono state trasformate in veri e propri giardini

2 maggio 2013

19a-aperturaDa piaga ambientale a opera d’arte con tanto di giardino: a San Paolo le auto abbandonate non finiscono in discarica, ma diventano un elemento decorativo perfettamente integrato al contesto urbano.

Ocupe Carrinho è infatti il nome del progetto messo a punto da 3 giovani creativi che, stufi della “convivenza forzata” con i numerosi rottami abbandonati da tempo per le vie cittadine, hanno deciso di riqualificarli per farli diventare qualcos’altro: un’opera d’arte, appunto.

Quello delle auto abbandonate è un problema con cui la metropoli brasiliana ha iniziato a fare i conti ormai da tempo e sul quale il governo non sembra intenzionato a trovare un rimedio, un po’ per la scarsa efficienza e un po’ per l’effettiva carenza dei mezzi a disposizione rispetto a quanto dovrebbe essere rimosso.

I tre giovani hanno iniziato così a dipingerle e a sistemare al loro interno alcune piante trasformando le carcasse in bellissimi giardini.

Oltre al supporto dell’organizzazione Festival Baixo Centro, che promuove gli interventi di riqualificazione urbana nel centro di San Paolo, il progetto è diventato uno sforzo collettivo e a sorpresa è stato accolto con molto entusiasmo anche dal quartiere tanto che molti dei residenti hanno iniziato a offrire il loro contributo, mettendosi a dipingere le auto abbandonate o ad annaffiare le piante in esse collocate.

Responsabilizzando i residenti, Ocupe Carrinho è stato determinante per ribaltare una situazione che fino a poco tempo fa si credeva irreversibile.

Fonte: Rinnovabili


Come le nostre azioni stanno mettendo fine al land grabbing

30 aprile 2013

A suo tempo ho firmato e fatto firmare altri. Con soddisfazione, ricevo e pubblico, sperando che si riesca a fare la cosa giusta.

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Dallo scorso settembre, con il tuo aiuto, Oxfam si è battuta contro il land grabbing all’interno della campagna COLTIVA per un sistema alimentare più giusto.

Abbiamo chiesto alla Banca Mondiale di azioni urgenti per fermare l’accaparramento delle terre: il land grabbing infatti è uno dei motivi per cui nel mondo una persona su 8 soffre la fame.

Nelle ultime settimane abbiamo fatto importanti progressi, che certamente non sarebbero stati possibili senza il tuo contributo. Ecco i risultati delle tue azioni:

  • Il presidente della Banca Mondiale Jim Kim ha fatto una dichiarazione pubblica sul diritto alla terra, evidenziando il rischio che comportano le grandi compravendite di terra: “devono essere fatti sforzi per costruire capacità e garanzie relative ai diritti sulla terra”.
  • Abbiamo generato un dibattito serio all’interno della Banca Mondiale, specialmente durante il suo meeting primaverile, in cui la terra è stata uno degli argomenti più caldi. Lo staff della Banca Mondiale ci ha detto che la dichiarazione del presidente sta aiutando a sbloccare la situazione, e che stiamo tenendo la Banca molto impegnata.
  • La Banca ha aderito al nuovo standard delle Nazioni Unite sulla gestione della terra. Ciò significa che lavorerà per garantire che i diritti alla terra delle persone più deboli del mondo vengano rispettati. È un’ottima notizia.
  • Verrà effettuata una valutazione indipendente sull’impatto che hanno i programmi della Banca Mondiale sul diritto alla terra delle persone.
  • La Banca si è impegnata a mettere i diritti sulla terra al centro della revisione delle proprie politiche che verrà effettuata quest’anno.
  • Una particolare lacuna nell’approccio della Banca al prestito al settore privato ha significato un maggior rischio di land grabbing. Grazie alla pressione di tutti noi, i membri del consiglio della Banca Mondiale hanno chiesto allo staff di trovare una soluzione convincente per colmare quella lacuna.

Ovviamente, molte di queste promesse sono appunto solo promesse. Il prossimo passo per Oxfam è assicurarsi che la Banca le mantenga. E non ci fermeremo alla Banca Mondiale: anche governi, aziende e altre istituzioni hanno un ruolo fondamentale per fermare il land grabbing!

Staremo a osservare e saremo pronti ad agire: se la Banca Mondiale non terrà fede alle sue parole, le chiederemo di rendere conto di ciò, e ti inviteremo a far sentire la tua voce insieme a noi ancora una volta.

Fino ad allora, vogliamo farti le congratulazioni e dirti grazie per averci portato sempre più vicino a porre fine al land grabbing, per sempre. GRAZIE

 


Le Terme di Ficoncella e “quei” camperisti che ignorano i divieti

23 aprile 2013

Ricevo da un’amica e pubblico ed al fine di disinnescare sul nascere eventuali polemiche con la categoriadei camperisti vi dico subito che non è nostra intenzione fare di tutta un’erba un fascio, tuttavia quanto raccontato e documentato dimostra senza ombra di dubbio che i camperisti in questione non si sono comportati nel rispetto delle norme in vigore e neanche del rispetto degli altri e del Bene comune.

Non so se ti ho raccontato la vicenda dei camper campeggiati alle Terme della Ficoncella, dove ci sono le acque sulfuree. E’ una zona a vicolo ambientale ed archeologico. La struttura è gestita da una specie di cooperativa alla quale il comune ha affidato la custodia. La struttura è ovviamente recintata con cancello di accesso, all’interno c’è un parcheggio a pagamento, anche per i camper, ci sono docce, vasche, ecc.

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Può succedere, come ho fatto a volte io, che uno debba entrare solo per prendere una bottiglia d’acqua, in quel caso si parcheggia fuori si entra un attimo, senza pagare nulla, si prende la bottiglia e si va via. Fuori, a parte la strada per arrivare ai bagni, è aperta campagna con appunto vincoli ambientali.

Stanca della situazione sono andata a scattare le foto e successivamente il mio capufficio, frequentatore dei bagni,  ha chiamato le guardie zoofile; domenica sono andati su a fare un blitz ed hanno fatto il verbale a tutti i trasgressori. Per una persona civile, sono soddisfazioni ;-)

Se però pensi che io sono andata a scattare le foto di mercoledì ed era pieno, immagina la domenica cosa possono aver trovato le guardie zoofile.

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In ogni caso, mi chiedo se era necessario che io scattassi le foto ed un altro chiamasse le guardie zoofile per accorgersi di questa situazione che era sotto gli occhi di tutti.

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C’erano mucchi di bottiglie di vetro, alcune rotte, bracieri, stendini con indumenti ad asciugare, e sporcizia ovunque, e mi si vuol far credere che nessuno avesse mai visto niente?

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Menù da cani, 14 croccantini sotto la lente

23 aprile 2013

in sintesi un articolo che leggo su Il Salvagente

Gli adorati padroni spendono ogni anno circa 650 milioni di euro in scatolette e crocchette di ogni tipo: ipervitaminizzate, arricchite con ginseng o frutti di bosco, a base di pesce o improntate alla dieta mediterranea e persino vegetariane. Fanno bene?

La risposta è nel test-inchiesta pubblicato questa settimana dal Salvagente, in vendita da nelle edicole e in versione sfogliabile o pdf nel nostro negozio on line (numero 16/2013).

Fido soffre soprattutto di malattie su base alimentare: dall’obesità al diabete, dalle intolleranze alle allergie, fino ai problemi articolari da sovrappeso, all’insufficienza renale e alle patologie cardiovascolari.

Insomma, i nostri cani si muovono poco, sono spesso ciccioni, mangiano troppo e male. Eppure quello del pet food è un mercato molto vivace e in continua crescita, nonostante la crisi.

Solo nel settore “cane” si contano più di 100 marchi. A ben guardare, però, le formule dei prodotti si assomigliano tutte e sono piuttosto scadenti. Il test che il Salvagente ha dedicato ai mangimi secchi più diffusi lo conferma. Tra i 14 alimenti messi a confronto, nessuno è andato al di là di uno striminzito “medio”.

“Il 70% dei prodotti in commercio non è adatto a una corretta alimentazione”, conferma il professor Alessandro Gramenzi, docente di Alimentazione animale presso l’Università di Teramo. “In quasi tutte le formulazioni c’è un forte ricorso ai cereali, un utilizzo di proteine di scarsa qualità con grassi spesso di indubbia origine”.

La prima regola è variare spesso la dieta, acquistando mangimi di marche diverse, alternando secco e umido (in cui la quota di carboidrati è molto minore mentre abbonda quella di proteine di origine animale) e preparando ogni tanto la pappa in casa. Cambiando spesso prodotto si hanno meno possibilità di ripetere un errore nutrizionale.

A differenza del resto del mondo occidentale, in Italia a mangiare cibi fatti in casa sono quasi la metà dei cani e dei gatti che vivono in famiglia. “Convinti di farli mangiare meglio, i padroni gli preparano piatti sbilanciati e li coccolano attraverso cibi inadeguati, dolci, pezzetti di pane o biscotti”, mette in guardia il professor Pier Paolo Mussa.

Ma se scegliamo il mangime in scatola come facciamo a riconoscere il migliore?

Bisogna controllare la percentuale dei tre nutrienti fondamentali, proteine, grassi e carboidrati, prediligendo quelli con la più alta presenza di proteine, possibilmente di origine animale, e la più bassa concentrazione di grassi e carboidrati.

Meglio scegliere, poi, i prodotti in cui viene specificato il tipo di carne o pesce utilizzato, e il tipo carboidrato. Prodotti a base di carni bianche e pesce, di riso e patate, dovrebbero prevenire eventuali allergie.

La nuova normativa (sulle etichette) stabilisce l’obbligo di indicare sulla confezione istruzioni d’uso, materie prime, additivi, componenti analitici, compresa l’umidità, la quantità netta, la data di scadenza e il numero del servizio clienti.


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