Buon compleanno al Pupetto del Blog

14 marzo 2013

Questo post testimonia nel vero senso della parola il rapido scorrere del tempo.

Il 18 settembre 2010 si sposavano il Testimone & Ram

matrimonio

 

ed il 14 marzo 2012 è arrivato fra noi il magnifico Pupetto che da subito ha conquistato tutti noi e che con il suo sorriso perenne ha reso friabile un muro che avevo costruito a suo tempo…

Buon 1° compleanno Alessio

torta


Il Metallaro è sempre qui con noi

11 marzo 2013

E’ doverosa una premessa, in quanto ero intenzionato a scrivere in maniera ragionata chi fosse l’amico scomparso, se non fosse che sto vivendo momenti angoscianti, che hanno azzerato la mia proverbiale razionalità e non sono abbastanza lucido per mettere il mio sentire nero su bianco seguendo un filo logico, che renderebbe tutto più leggibile, forse, ma togliendo quell’emotività che domina queste ore, questi giorni.

A parte il breve riassunto sul come ed il perchè eravamo amici, ho quindi deciso di copiare i vari pensieri che ho condiviso con gli amici e, come dicevo sabato mattina, è l’unica volta che Facebook mi torna utile per condividere la vita vera, con chi mi vuol bene, con le persone cui voglio bene; sarà un racconto senza capo ne coda per molti, di certo non per chi lo ha conosciuto.

Io e Spugna siamo diventati amici tramite suo padre che nel corso degli anni ci ha fatti conoscere tramite i racconti relativi ai rispettivi periodi difficili; la prima volta che, casualmente, ci siamo sentiti al telefono, è stata Amicizia a prima vista, per così dire; è una donna, un’amica, alla quale voglio un bene senza fine, peraltro ricambiato.

Va da sè che Antonio, ribattezzato in ambito Blog come Il Metallaro, sia diventato un caro amico e nonostante la nostra frequentazione fosse ridotta, resta il fatto che la Qualità del nostro rapporto fosse ai massimi livelli, così come accade con tutti gli Amici che leggo/sento ogni giorno, con i quali sono in simbiosi totale, anche se non li vedo quasi mai.

Tutti si sono fatti l’idea che Il Metallaro fosse un truce omaccione, con il chiodo e che magari girava in Harley, se non fosse che il soprannome era nato dal fatto che lavorava in un negozio di ferramenta :-D

Prendo in prestito le parole di Antony Hegarty, in Hope there’s someone:

Spero ci sarà qualcuno che
si prenderà cura di me
quando morirò, quando me ne andrò

spero ci sarà qualcuno che
libererà il mio cuore
che sia disposto a prendermi
quando sarò stanco

E chiunque ci sia, si prenda cura de Il Metallaro e getti un occhio anche su Spugna….

Poppea aveva un “debole” nei confronti del Metallaro che per anni è stato fonte di battute, anche della stessa Spugna.

E questa foto rappresenta al meglio il tutto…

il Metallaro

ho pubblicato questa foto in particolare a seguito di un impulso ragionato, per così dire; non volevo scivolare in un’imitazione della tv del dolore, ed avevo anche il timore che Poppea non reggesse l’impatto, ed infatti mi diceva di essere angosciata per non essere potuta venire alla cena Blog della primavera 2012 e continuo a guardare questa foto … soffro, sorrido, mi vengono le lacrime, arrivano i ricordi, di quel giorno, di quando tanti anni fa l’ho conosciuto… tanti ricordi che non fanno che alimentare il senso di vuoto che ha lasciato la scomparsa di quest’uomo.

questa foto, fra le tante, è … è Lui… tranquillo, pacato, ma sempre pronto a sparare una battuta… è un dolore che aumenta, ho gli occhi che bruciano, per le troppe lacrime prodotte (ma non versate, maledizione al mio blocco emotivo)… da ieri, occhi sempre pieni di lacrime che poi rientravano, per essere nuovamente prodotte e via così… pur non vedendolo che ogni 18-24 mesi (ma questa è la forma di Amicizia che lega tutti noi) ha lasciato una voragine, un vuoto … sospiro… spero solo che esista veramente un posto dove ora possa essere in Pace… e me lo immagino lassù, che dà di gomito ad un angelo e spara una delle sue battute fulminanti.

Sono passati anni, cinque, dieci, quattordici … ed il Metallaro era sempre uguale ad oggi, smilzo!  Io sono diventato quello che, come disse proprio Spugna “da dietro sembri magro” e lui restava smilzo.  Ed infatti ogni volta che ci si sentiva, le domande erano due: Il Metallaro come sta? Sempre magro?  E la risposta era la solita: si dannato lui, eppure mangia….

Spugna mi ha chiamato giovedì pomeriggio per dirmi che Antonio era morto. Io che di solito sono pessimista nel midollo, in questi mesi mi ero fermamente convinto che potesse vincere lui questa battaglia. In novembre quando Spugna mi aveva detto di come stavano le cose, ovvero nel modo peggiore, dentro di me sapevo che difficilmente si sarebbe salvato, ma non volevo, non potevo accettarlo. Non lui, non così.

Di fatto è il primo amico che perdo, che muore, ed è pure più giovane di me. Nelle settimane successive a quella telefonata ogni sms in arrivo era fonte di angoscia, temevo fosse l’annuncio della sua scomparsa. Ed invece no e giorno dopo giorno, mi sono convinto che non sarebbe successo. Quando è squillato il telefono e sul display ho letto Spugna, ero tranquillo e dopo dieci secondi mi è crollato il mondo.

Venerdì  mattina mi sono svegliato alle 4, è bastato un attimo, pensare a te Metallaro, a Spugna… ho cominciato ad immaginare le cose che avei scritto sul Blog, per scoprire che ho così tanto da dire, da ricordare, da raccontare… ti ho visto poco, ma hai dato così tanto… sembrano parole retoriche, di circostanza, ma chi lo ha conosciuto, chi conosce me, sa bene che è tutto vero… come vero era lui fino al midollo… una persona buona, onesta, un gran lavoratore, con dei valori e dei principi e, come ho scoperto sabato mattina dalla parole del sacerdote ed amico di famiglia, era un riferimento per la sua comunità. non faccio fatica a crederlo.

mi torna in mente il suo parlare, la sua inflessione varesotta, sempre con un tono monocorde, quasi, le sue battute quasi sussurrate, le percepivi più che sentirle veramente ed un attimo dopo ti trovavi a sghignazzare. credo di averlo sentito alzare la voce, giusto di un tono, una sola volta durante una discussione, peraltro amichevole, ad una cena blog.

Sono (irrazionalmente, forse) convinto che lui in questo momento sia qui, con Te, Spugna, con noi, invisibile agli occhi, ma presente nella nostra vita.  E ci sta dicendo di andare avanti… lo faremo, Antonio, andremo avanti insieme a Te, ma dacci tempo…

sembra retorica, ma anche questa volta la canzone del Liga, Il giorno di dolore che uno ha, che è stata la colonna sonora del mio lungo periodo difficile è oltremodo calzante e rispecchia appieno il dolore che mi ha invaso ed il senso di ingiustizia che vedo nella scomparsa di un uomo buono, con tutti gli stronzi che ci sono in giro.

Chiedo scusa ai credenti, ma se c’è un disegno divino dietro a tutto questo, forse il disegnatore ha sbagliato mestiere…

Quando indietro non si torna
quando l’hai capito che
che la vita non è giusta
come la vorresti te
quando farsi una ragione
vorrà dire vivere
te l’han detto tutti quanti
che per loro è facile…

Sabato mattina: mi preparo… tra poco andiamo… :-(   occhi sempre gonfi, pieni di lacrime e non riuscire a sfogarsi, mi consuma… tra le mille cose belle di Spugna c’è il suo sorriso.. vederla oggi, serena quanto vuoi, sarà difficile…  “è la vita bellezza…” … sarà, però ci meritiamo di più, si meritava di più…

io e Ro siamo andati a casa di Spugna …

cara dolce amata Spugna, quanto ti voglio bene, sei la sorella che non ho, e quanto è stato angosciante vedere il sorriso che ti ha illuminato il viso quando ci hai visto, tramutarsi in un pianto dirotto non appena ti abbiamo abbracciato…

Spugna è fondamentalmente serena, probabilmente conscia del fatto che ora Antonio sia in pace, dopo mesi di sofferenza e lenta agonia. dolore senza fine. ieri quando ci ha dato una sua foto, io ho detto: questo è lui, è sempre rimasto uguale negli anni..

(scherzavamo spesso sul fatto che sia stato sempre magro, ma lui, alto come me, sull’1.85 o giù di lì, ormai pesava 45 kg.)

…ma non appena prendeva coscienza del momento, della perdita, dell’avvicinarsi dell’ultimo viaggio ecco arrivare il pianto, rotto, improvviso. 16 anni di Amore, di vita insieme, sono tanti.

ho portato il vostro abbraccio al Metallaro, a Spugna

potrei dire che la chiesa non era molto grande, tuttavia era piena di gente seduta ovunque. potrei dire che c’era gente in piedi ovunque. potrei dire che anche la piazza davanti alla chiesa era piena di gente che non riusciva ad entrare. ho visto gente di ogni età, tutte con un’unico comune denominatore, un dolore evidente, esposto, partecipe. posso dire di aver toccato con mano, sempre senza falsa retorica, chi sia stato in vita il Metallaro, che vuoto abbia lasciato nelle persone che lo conoscevano, stimavano, amavano.

Qualcuno disse: “Ricordati non piangere quando muore un tuo amico, ma quando lo avrai dimenticato, perchè sarà allora che lo avrai perso veramente.”

Non corri questo rischio, Metallaro, sei nei nostri cuori e ci resterai.

Ciao Metallaro, ciao Amico….


8 marzo, una data sul calendario…

8 marzo 2013

8 marzo 2013 – Il concetto resta quello già espresso nel 2012. Ero intenzionato a dedicare questa giornata a Spugna che con la sua forza, la sua energia ed il suo Amore stava sostenendo il Metallaro nella sua battaglia personale.

Se non fosse che ieri alle 17 Spugna mi ha chiamato per dirmi che il Metallaro aveva perso la sua lotta contro la malattia e ci ha lasciati. Non ci sono parole ed in ogni caso non è questa le sede adatta.

A Spugna l’abbraccio di tutti noi e che le parole che seguono possano aiutarla.

°°°

8 marzo 2012 – Proseguo con la linea di pensiero che prevede di non cambiare ciò che già va bene, per cui ribadisco il concetto già espresso lo scorso anno ovvero ripubblico il solito post che, una volta di più, integro con un Grazie a tutte le donne con le quali interagisco, sia in ambito lavorativo sia personale.

Buona giornata a tutte le donne Oggi ed ogni giorno dell’anno.

°°°

Senza voler sminuire il valore originale dell’8 marzo, è un giorno che ormai è stato preso in ostaggio dagli esperti di marketing e dal consumismo che ne deriva. Non fa per me. Ho il privilegio di avere soprattutto donne per amiche e la cosa mi gratifica giorno dopo giorno, senza nulla togliere ai pochi Ometti che mi circondano.

Ogni giorno…interagisco al meglio con la maggior parte delle donne con le quali ho rapporti di lavoro.

Ogni giorno…voglio bene alle donne che mi sono amiche.

Ogni giorno…amo quella persona meravigliosa che è mia moglie.

Ogni giorno, stimo, rispetto ed amo (nel senso più ampio e corretto del termine) le donne.

(Nota: So bene che almeno 1 donna negativa, esiste, e l’ho pure incontrata :-( come ben sapete…)

Tuttavia oggi è il vostro giorno e da me niente mimose, vista l’allergia che mi ritrovo, ma posso onorarvi con quello che più mi contraddistingue: le parole.

Parole che avete già letto alcuni anni fa, un testo nel quale io trovo molte di voi, donne sfortunate, infelici, coraggiose, determinate, donne sicuramente migliori di alcuni degli uomini che hanno incontrato; un testo nel quale alcune di voi, a suo tempo,  mi hanno detto di essersi viste e spero vivamente che possa essere da stimolo alle donne in difficoltà.

Testo originale di Diego Cugia, alias Jack Folla

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.

Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”.
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.

In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.

Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.

Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!

Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
“Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?”
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E’ un’avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.

Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l’aspetti…


L’Amicizia disinteressata, una volta di più, incrocia il cammino del Blog

21 febbraio 2013

L’episodio accaduto ieri, in realtà può essere di maggiore interesse per chi appartiene alla Rete di Paolino, tuttavia credendo molto nell’Amicizia resto dell’idea che parlarne pubblicamente possa servire, tanto più in una Società che spesso non premia le persone disinteressate e che agiscono in un certo modo solo per il piacere di aiutare una persona.

L’affidabilità, la disponibilità, la capacità di esserci, non sono atteggiamenti così scontati.

E Nancy è Maestra nella disponibilità, come ha sempre dimostrato in occasioni delle riunioni del Blog…

Anche in una cosa banale come andare allo stadio…

Ieri mi ha scritto l’amico Miro, diVerona, per chiedermi qualche dritta sui parcheggi in zona San Siro, dato che avrebbe portato il figlio a vedere Milan-Barcellona. Per la sua prima volta a San Siro, il ragazzo si è beccato una vittoria su una squadra come il Barcellona.

Se la ricorderà per sempre questa serata… :-)

Causa gli stravolgimenti causati dai cantieri della M5, ho chiesto lumi all’amica Nancy che abita nelle vicinanze dello stadio e lei, subito, si è dichiarata disponibile a far parcheggiare Miro direttamente nel suo condominio. Titubanza di Miro che non voleva esere di eccessivo disturbo, anche considerando l’orario serale della partita ed alla fine ha accettato l’offerta.

Oggi dicevo a Nancy che io a Miro non l’ho neanche mai visto anche se, a differenza ad esempio dell’amico Francesco (che conosco dal 2008!), perlomeno ci siamo sentiti al telefono, in quanto ci siamo conosciuti in ambito lavorativo.

Stupore di Nancy: Ma dai cosa leggo. Incredibile che il web usato bene produca amicizie così.

Ha poi aggiunto che: mi ha portato una bottiglia di vino che ha sull’etichetta una parola che solo a leggerla scalda il cuore delle persone.  ‘Poesie ‘. Il vino: le poesie del Valpolicella.

Continua il racconto di Nancy:

Ieri per un breve momento ho creduto di rincorrere il nostro amico, poi ho lasciato scorrere e con semplice accoglienza ho potuto dare una mano, che se certi amici milanisti lo sapessero lì vorrebbero ad ogni partita, perché hanno portato fortuna.

2 a 0 al Barcellona!!!

Non ho fatto in verità molto ma dopo avergli indicata la direzione che dovevano prendere per ritrovarsi a due passi dal Meazza ho potuto vedere la bottiglia e sono rimasta senza parole. Se qualcuno avesse voluto fare un gesto d’effetto su di me non avrebbe trovato miglior modo.

Pensare che arriva da una persona che non mi conosce. Dico queste cose perché a volte uno frequenta persone ma queste spesso non ti vedono, non ti conoscono e non sei nulla per loro e poi arriva un persona come Miro e fa questo bel gesto. Lui non ha potuto vedere la mia espressione ma ti assicuro che mi ha riscaldato in senso amichevole il cuore.

Successivamente mi ha scritto Miro:

la parte logistica è andata molto bene, non solo per il parcheggio in sé, quanto per il fatto che la casa di Nancy ha un’uscita pedonale molto vicina allo stadio ma quella per le auto è fuori dalla bolgia che si forma a fine partita. credo di essermi risparmiato almeno mezz’ora-tre quarti d’ora di ingorgo.

sono in debito con lei.

per il ragazzo sono molto contento che sia andata così, avevo lavorato a lungo sul concetto “guarda che andiamo a vedere il Meazza per la prima volta e Messi dal vivo, anche se ce ne fanno quattro dobbiamo essere felici di essere qui a gustarci uno spettacolo del genere”. lo avevo perfino convinto che fosse meglio vedere segnar Messi che assistere ad uno zero a zero….ma in fondo non ci credevo neanche io. bel colpo di fortuna.

la storia ha un prequel che non vi avevo raccontato:

dal 2007 ogni inverno riesco a fare una settimana bianca; quest’anno avevamo prenotato il ponte di carnevale in trentino. tre settimane fa, di domenica,  siamo andati ad Andalo per riprendere confidenza con la neve e Valerio, che pure è quello della famiglia che scia meglio, ha fatto una caduta assolutamente banale e si è rotto la clavicola.

quindi: vacanza annullata, un mese di tutore e pure niente tennis per un paio di mesi……un disastro. inoltre tutte le mattine deve subire l’onta di farsi portare la borsa coi libri dal cugino fino in classe. così dopo un paio di giorni, per consolarlo un po’ sono andato in banca per accaparrarmi due fra gli ultimi biglietti disponibili per milan barca: in condizioni normali non avrei mai speso lo sproposito che mi è costato, oltretutto per assistere ad una probabile sconfitta, ma lo scopo era più che altro distrarlo nei giorni successivi all’incidente.

ora Valerio comincia a recuperare una mobilità del braccio quasi normale e la partita è finita come è finita.

tutto è bene quel che finisce bene, anche grazie agli amici.


Un libro: Questo non è amore. Venti storie raccontano la violenza domestica sulle donne

14 febbraio 2013

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Sono troppe le donne uccise in Italia dal compagno o ex compagno. Numeri che raccontano un’emergenza nazionale. Anche perché gli omicidi, spesso, sono l’ultimo atto di anni di abusi, vessazioni, maltrattamenti.

Storie quotidiane, ci insegna la cronaca. Storie che possono capitare a chiunque. Attraverso il racconto di ogni protagonista, i fatti, le emozioni, le botte, si svelano le cause scatenanti e le dinamiche di coppia. Episodi ripetuti di maltrattamenti alternati a “pentimenti” del partner.

E la tragedia sempre in agguato. Tutto questo avviene nella “normalità” e nella convinzione che la violenza riguardi altri. Ma a un certo momento accade “qualcosa” per cui le donne capiscono che così non può continuare. Che cosa?

Ogni storia ha una sua “chiave” che la tiene inchiodata alla violenza e una che la porta a non voler più subire. Qualche volta quel maledetto meccanismo si rompe prima che sia troppo tardi. Le protagoniste, raccontandosi, affrontano quella violenza subdola che colpisce le donne nel momento in cui dicono “no”, sottraendosi ai ruoli imposti da qualcosa che è nato come amore. Ma che non lo è più. Violenza fisica e anche psicologica che attraversa le classi sociali e spesso coinvolge i figli.

°°°

Stalking Stopuna sintesi del commento che ho letto su La 27ma Ora

Non è una collezione di poverette assassinate, la trama del libro. Tranne quella di Veronica, uccisa con una pallottola alla nuca («o mia o di nessuno») dal suo ex fidanzato e ricordata dalla mamma Clementina Iannello che ha fondato in memoria della figlia un’associazione per aiutare le donne in difficoltà, le storie raccolte sono tutte storie di piccola, banale, ordinaria, barbarie quotidiana. Dove il tema è l’idea del possesso.

Ed ecco Maria, che per proteggere le figliolette si è lasciata pestare per anni dal marito finché quello una sera spaccò, scagliandogliela addosso, la bambola della piccola Gaia.

Ecco Sara, che era convinta d’aver sposato un uomo stupendo finché lui non cominciò a tirare di coca.

E poi Giovanna, che era innamorata di suo marito e certa d’essere dentro una bella favola finché una sera lui cominciò a riempirla di calci nonostante fosse incinta.

E poi ancora Emma e Greta e Antonella e Amal e Monika… E non c’è storia che non sia diversa e insieme uguale a quella delle altre. Così come i compagni, i fidanzati, i mariti. Tutti per mille aspetti diversi, tutti in troppe cose uguali.

E pagina dopo pagina, storia dopo storia, umiliazione dopo umiliazione, emerge la sensazione netta e sgradevole che dietro i televisori a led e a schermo piatto e gli iPad e le webcam e i treni Frecciarossa che ti portano in tre ore da Milano a Roma riemergono rigurgiti di quell’Italia che credevamo sepolta.

Insieme, però, emerge anche un’Italia diversa. Migliore. Che consola. Dove sono sempre di più le donne che riescono a rompere le catene della rassegnazione, dei pregiudizi, della paura. Donne che denunciano. Che danno battaglia. Che si rivolgono ai centri di aiuto e sostegno per tirar fuori dai guai sé stesse e magari quelle che non ci riescono da sole.

Stalking o molestie, chiamale come vuoi


L’Amicizia, secondo me, secondo noi…

31 dicembre 2012

In chiusura d’anno, dopo aver vissuto o condiviso, ansie, problemi, dolori, momenti di estrema sofferenza personale dell’uno e dell’altra, ecco che arriva un messaggio privato, ma che voglio condividere con gli Amici, prima, ed in seconda battuta con chi passerà di qui a leggere; si tratta di poche parole, ma che riassumono al meglio l’intensa e profonda amicizia che lega tutti noi e che è alla base di ciò che siamo e di quel che facciamo.

A tutti voi una buona fine, ma soprattutto un 2013 che vada per il meglio.

P.S. Forza Metallaro!!!

°°°

Ciao Pao,

sono a casa malata e nel pomeriggio, visto che stavo un po’ meglio, ho letto il libro che mi hai regalato. Una ventata di leggerezza, un abbraccio di speranza.

Mi è davvero piaciuto. Grazie.

Grazie sopratutto perchè – e lo sai, te lo ripeto spesso – non è facile trovare in un uomo una sensibilità come la tua. Sei davvero un grande amico.

E sono davvero contenta di averti conosciuto. Ma sono contenta che sia rimasta tra noi questa forte amicizia e questo affetto senza limiti.

Ti voglio bene.

Approfitto per farti gli auguri di buon anno. A te ed a Ro.

Ele di Siena


Parole ad alta voce sull’Amicizia…

5 dicembre 2012

In questi giorni c’è stata una certa attività fra Bloggers ovvero il buon Francesco ha inviato ad Ele di Siena un calendario con un suo disegno scegliendo con cura il soggetto, in modo che fosse di particolare gradimento per Ele.

Nel contempo, e del tutto casualmente, anch’io ho inviato due buste, ad Ele di Siena ed a Luisa di Brescia  con un acquisto pensato ma d’istinto, per così dire. Un tentativo di inviare una carezza per l’anima a due persone che hanno pesantemente sofferto, nelle ultime settimane, a causa della perdita della mamma l’una, del fratello l’altra.

Dapprima mi ha scritto Ele di Siena per rendermi partecipe dell’arrivo della busta romana: arrivata la busta di Francesco… che pensiero gentile!!! mi è piaciuto tantissimo, ma anche se non mi fosse piaciuto, sarei rimasta colpita dal gesto… gli ho scritto per ringraziarlo e gli ho detto anche che ha avuto davvero una sensibilità non comune per omaggiare persone che conosce solo di… penna… ops, tastiera!!!

Come ho detto ad Ele,  il “non conoscersi” di persona fra noi della Rete di Paolino (che dovrebbe essere una costola del Blog, ma in realtà è l’Anima stessa…) non è certo un limite, anzi… :-) …. il forte legame di amicizia e di sostegno che ci lega, va ben oltre le distanze e la frequentazione….

Ed infatti Francesco ha inviato un calendario anche all’amica Diana che lui, in realtà non conosce affatto, dato che è un mio contatto con il quale lui non ha mai avuto a che fare, se non tramite il gradimento dei suoi disegni che Diana esprime su Facebook. Anche in questo caso il soggetto è stato pensato ad hoc, come segno aggiuntivo di attenzione…

Questa mattina il messaggio inviatomi da Diana, ancor prima di scrivere direttamente a Francesco: busta ricevuta.. in questo mondo difficile è meraviglioso riscoprire persone così tanto piene di vita..quella buona..quella che fa respirare aria buona..

Successivamente ho ricevuto un messaggio da Luisa di Brescia: Sono arrivata a casa da pochi minuti e sulle scale, come ogni giorno, trovo la Posta che gentilmente mio suocero ritira… tra varie cazzate la tua busta, salgo in casa curiosa apro… Ecco Guru, cazzo, sei riuscito a commuovermi!!! Grazie grazie grazie di cuore per questo pensiero….

E come ha integrato Francesco: Belle le sensazioni che ti invia Luisa; toccante come una perdita può trasformarsi in una sorta di guadagno affettivo se si hanno amici attorno.

Ieri Ele di Siena non aveva ancora ricevuto la mia busta ed entrambi temevamo fosse stata smarrita; ma questa mattina ho trovato anche questo messaggio: è arrivato il regalo!!!! mi sono commossa…. e ci è scappata anche la lacrimuccia… ne ho appena iniziato un altro e non mi piace abbandonare i libri che mi piacciono, ma appena finisco lo leggerò con gli occhi e con il cuore… grazie grazie davvero amico mio…. ti voglio bene…

Il 9 aprile 2013, mi riscrive in merito Ele di Siena: a proposito di quel libro… nonostante parli di un argomento che mi terrorizza (perchè nonostante i miei sforzi che da anni faccio su di me per cercare di vedere la morte come un evento naturale che prima o poi arriva, io sono terrorizzata dalla morte e dalla sofferenza delle persone che amo e per me stessa) è un libro bellissimo, che ti infonde una serenità infinita mentre lo leggi… mi ha accompagnato per due sere, perchè si legge così bene e ti prende così tanto che non puoi smettere di leggere, di quelle in cui vivevi una strana atmosfera, di cambiamento, di abbandono, di incertezza… grazie ancora

Insomma sebbene sia abituato, ma non assuefatto, a queste manifestazioni di affetto ed amicizia che viaggiano su è giù per il web, è anche vero che ogni volta mi emoziona essere parte di questo gruppo di persone, così speciali… che siano Donzelle con le quali di solito ho maggior facilità ad intendermi oppure Ometti …. ;-)


Buon compleanno a Ro-K

25 ottobre 2012

Oggi è il compleanno di Ro-K che ovviamente non vedrà questo post data la sua idiosincrasia verso la tecnologia, incluso il web, ma non importa.

I problemi legati al copyright rendono difficile l’inserimento nel post del video di La cura di Franco Battiato, canzone che contiene, solo in minima parte, l’Amore che provo per lei.

Passano gli anni, siamo cambiati, caratterialmente e fisicamente, ma per me è la stessa bellissima persona (e donna) che ho incontrato in quel mese di luglio…

un estratto di La cura di Franco Battiato

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te

In sintesi, Ti amo RoK


L’ho accoltellata (20 volte) per sbaglio…

22 ottobre 2012

eccolo qua, Samuele Caruso, guardiamolo in faccia:

Questa volta è andata bene, (si fa per dire) ovvero mi capita spesso di vedere sui giornali il viso sorridente dell’ennesima vittima, completo di nome & cognome, e di tutti dati necessari per far si che le orde di curiosi (in pieno stile Cogne, Avetrana o Costa Concordia) vadano a farsi la foto davanti al luogo dell’omicidio, ma nel contempo, spesso, del carnefice vediamo le iniziali, la foto spesso raffigura un Signor Nessuno con il viso coperto da un cappuccio o dal solito giornale che, a quanto pare, fa parte del corredo di base di certi arrestati.

Siamo arrivati a 101.

101 donne uccise da _________?

Lascio lo spazio della definizione in bianco, perchè mentre pensavo a cosa scrivere in questo post, mi sono reso conto che qualsiasi termine non sarebbe stato realmente corretto.

Criminale? No, perchè in effetti molti di questi assassini sono persone incensurate, all’apparenza normali e via dicendo.  Animale o bestia? Visto che spesso gli animali sono meglio di noi umani, è scorretta anche questa. Assassino? Troppo generico e per assurdo, riduttivo.

L’omicida ti toglie la vita, fisicamente parlando. Ma il molestatore, il persecutore (tu chiamalo stalker, se ti va) ti toglie la vita giorno dopo giorno, impedendoti di vivere la quotidianità, di godere di un sorriso, ti fa temere ad ogni passo. Ti fa morire anche se il cuore batte ancora, se il sangue scorre nelle vene, se respiri.

Leggo oggi che il Signor Nessuno si è difeso parlando di raptus. Vigliacco fino alla fine, non hai neanche il coraggio di ammettere quello che hai fatto, con premeditazione. Se hai un coltello in tasca ed aspetti la vittima sotto casa, non è un raptus, non è casuale. Leggo anche che il Gip deve decidere per la convalida dell’arresto.

Ecco, ci mancherebbe solo che gli siano dati i domiciliari e spero di non leggere, un giorno, che abbia una pena ridotta, perchè gli sono state concesse delle attenuanti,come successe a Juncker (che massacrò la fidanzata) oppure all’automobilista drogato che uccise 7 ciclisti e fu condannato ad 8 anni di carcere, perchè, come detto, il massimo previsto dal Ddl è di 18 anni, cui comunque non si sarebbe arrivati in questo caso, visto che sono state appunto riconosciute le attenuanti.

Osservatorio Nazionale Stalking

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Toccare con mano l’Amicizia, nei piccoli gesti, nelle parole…

11 settembre 2012

Questa mattina ho inviato una mail ad alcuni Amici:

ieri pomeriggio, esco dall’ufficio, l’auto è davanti a me, ma mi scappa l’occhio sulla sinistra e chi ti vedo?

Il Pupetto Blog (unitamente a mamma e papà) ed ecco che scatto con un balzo felino verso “il Magnifico”… poco da fare…. è stupendo quel bimbo, e non mi stancherò di ripeterlo, ma poi, è pure realmente simpatico, negli sguardi, nei sorrisi, nelle smorfie sempre al momento giusto, come se capisse ogni singola parola….

pochi minuti dopo mi scrive Nadia:

Sai Paolo? Quando ti ho conosciuto avevi un’avversione totale verso i bambini (dovuta certamente alla tua esperienza) ed onestamente ne ero dispiaciuta. E’ proprio vero che il tempo guarisce tutto…ne sono proprio contenta! Un abbraccio

vero quello che dice l’Amica, infatti anche la Signora K tempo fa mi ha detto, stupita: sei innamorato di quel bambino…..

Non sono certo che il tempo abbia guarito le mie ferite emotive, sicuramente sono rimarginate, ma le cicatrici restano e spesso fanno (ancora) male…

Di certo la precisa osservazione di Nadia e la sua gioia nel vedermi più sereno nell’ambito specifico, è prova di affetto, attenzione ed amicizia, ovvero delle medicine migliori, unitamente all’Amore, per aiutare le guarigioni dell’Animo…


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