Cominciamo bene: inchiesta per turbativa d’asta sul primo appalto relativo a Expo 2015

25 maggio 2012

Non vorrei sembrare disfattista, sebbene sia fermamente convinto che l’Expo 2015 servirà solo a cementificare molto (e male), a distribuire cariche e poltrone onerose (a nostro carico) ed a confermare l’incapacità di molti amministratori..; tralasciamo pure il fatto che il 2015 è dietro l’angolo e che l’appalto a cui si riferisce l’articolo è il PRIMO!!!

… siamo solo all’inizio dei lavori e già si apre un’inchiesta?

P.S. Il giorno che chi di dovere capirà che aggiudicare un’asta al ribasso (del 43%…?) non può essere un affare, sarà troppo tardi. Se si abbassa del 43% il costo, si abbasserà in egual misura la qualità del servizio e/o lavoro ….

°°°

La procura di Milano ha aperto un’inchiesta per turbativa d’asta in relazione ad una gara d’appalto per l’affidamento dei lavori inerenti alla rimozione di materiale nel sito di Expo 2015, gara aggiudicata nell’ottobre 2011.

La gara oggetto di accertamenti è la prima e l’unica già assegnata.

Se l’è aggiudicata la Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna, che sul suo sito il giorno successivo scriveva: «A Cmc il primo appalto per Expo 2015. Sono stati aggiudicati a Cmc di Ravenna i lavori di rimozione delle interferenze nel sito espositivo dell’Expo 2015 a Milano per un totale di circa 65 milioni di euro. I lavori, che rappresentano il primo passo per l’avvio della realizzazione del sito che ospiterà l’Expo, inizieranno a giorni e si concluderanno alla fine del 2013».

L’appalto, relativo alla pulizia e allo sgombero dell’area (rimozione delle interferenze, ovvero di tutte le vecchie strutture e impedimenti vari presenti sull’area, da una torretta Enel a una roggia), è stato assegnato con un ribasso del 42,83% sulla base d’asta.

viaAperta un’inchiesta per turbativa d’asta sul primo appalto relativo a Expo 2015 – Milano.


Expo 2015: un bluff, una bufala o una favola, alla quale tutti fingono di credere

4 maggio 2012

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare che spiega al meglio tutte le perplessità che io stesso, da semplice cittadino che però ha occhi per vedere, ho espressoa suo tempo.

Qualche lettore ci ha chiesto perché ilfattoalimentare.it non tratta il tema dell’Expo 2015. La riposta è semplice, non sapendo se inserire questo argomento nella sezione bufale o pubblicità ingannevole, abbiamo accantonato la questione. Il dilemma non è ancora stato risolto, ma visto che il soggetto continua a rimpallare sui media forse vale la pena spiegare il perché di tanto scetticismo.

Ho iniziato a seguire la vicenda Expo sin dall’inizio nel 2007, cercando di capire il funzionamento di questo grande evento destinato a rivoluzionare il panorama alimentare italiano.

Ho partecipato a convegni, ho scritto articoli, ho intervistato molte persone, ho letto dossier che ipotizzavano milioni di visitatori, ho osservato planimetrie, grafici e rendering bellissimi con tunnel sotterranei di 12 km e anche una via d’acqua più o meno  simile…

Per due anni ho parlato con amici di Slow Food, con aziende alimentari, con docenti dell’Università di Agraria di Milano… Ho ascoltato molte volte Roberto Formigoni, Letizia Moratti e decine di personalità parlare di Expo 2015.

Nel mese di febbraio di due anni fa ho detto basta. Durante un incontro tra i dirigenti di Expo e 200 docenti e ricercatori dell’Università di Agraria veterinaria e altre facoltà milanesi, quando il rappresentante dell’evento più importante degli ultimi anni, ha detto che non disponeva di un euro da destinare a nuovi progetti.

«L’Expo – ha spiegato – sarà una vetrina dove potrete presentare le novità. Come dire rimboccatevi le maniche perché noi vi diamo lo spazio e voi ci mettete il resto.»

A questo punto mi sono convinto che l’evento sarebbe stato una grande bufala. Per anni politici e addetti ai lavori hanno parlato di Expo senza avere uno straccio di progetto sul tema dell’evento “Nutrire il mondo. Energia per la vita”. Le poche cose fatte sino ad ora sono una sorta di autostrada intorno a Milano e qualche chilometro di metropolitana, oltre ad avere speso alcuni milioni di euro per le spese correnti.

La situazione attuale è che i soldi non ci sono, le idee nemmeno e nelle riunioni dove si avvicendano amministratori delegati, addetti ai lavori e istituzioni si parla tanto ma non si realizza quasi niente sull’oggetto dell’evento: il cibo.

Forse anche Pisapia non ha capito che il progetto è destinato a trasformarsi in una grande bolla d’aria. Non so se l’Expo si farà. Se tutto procede come sembra alla fine l’evento storico potrebbe trasformarsi in una fiera allargata, come avviene da anni a Milano in occasione della “Fiera del mobile”, dove al posto di divani, sedie e tavoli troveremo prosciutti, formaggi, street food e altri prodotti Dop di altri Paesi.

A dispetto dell’evidenza i  politici e gli organizzatori parlano ancora di Expo 2015 come di una grande occasione per le imprese italiane. Spero di sbagliarmi e di scrivere presto un articolo dove chiedo scusa ai lettori, ma non riesco a trovare segnali positivi.

In questi anni la situazione è molto cambiata. L’entusiasmo iniziale non c’è più ed è rimasto ben poco dei progetti faraonici di Letizia Moratti.

Adesso mancano poco più di 1000 giorni all’apertura, ed è ancora tutto in alto mare. L’unica cosa che non è cambiata in questi anni è che i soldi mancavano all’inizio e mancano ancora.


Milano: Passano i referendum sull’ambiente

13 giugno 2011

È bastata la sola prima giornata di voto a Milano per raggiungere il quorum del 30% richiesto per la validità dei cinque referendum consultivi di indirizzo sull’ambiente.

Alle 22 di domenica aveva votato già quasi il 38% degli aventi diritto, ritirando le cinque schede su Ecopass e Atm, alberi, Expo, risparmio energetico e rinascita della Darsena.

La consultazione è stata promossa da un comitato trasversale, bipartisan, e sostenuta da una fitta rete di associazioni, dal mondo dell’università e della cultura.

viaPassano i referendum sull’ambiente – Milano.


Senza Gabanelli la Rai può chiudere

8 giugno 2011

Fra le trasmissioni di successo, «Report» è l’unica che conserva la missione di servizio pubblico nella sua accezione più alta, di indagine e di senso civico.

Se la Rai si lascia sfuggire Milena Gabanelli può chiudere bottega, diventerebbe un’azienda televisiva fra le altre, faticherebbe non poco a giustificare la richiesta di un canone.

Non basta fare le inchieste, bisogna anche chiedersi che esito hanno avuto, come sono andate a finire. In queste puntate di fine stagione, «Report» fa il punto sul suo lavoro, a cominciare dalla «puntata riparatrice» chiesta dall’Agcom (una vera assurdità che mette a nudo il carattere essenzialmente politico delle nostre Autorità di garanzia) a compensazione di un’inchiesta del 24 ottobre sulla manovra economica.

In assenza di un intervento diretto del ministro Giulio Tremonti, Stefania Rimini ha intervistato Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis chiedendo loro un giudizio positivo sull’operato del governo: una vera assurdità targata Agcom….

viaSenza Gabanelli la Rai può chiudere – Corriere della Sera.


A Milano 9 quesiti per i referendum

3 giugno 2011

Leggo sul Corriere:

Un doppio esame con nove schede. Il via libera della Cassazione ai referendum nazionali ha definitivamente chiarito anche il destino della consultazione milanese.

I cittadini riceveranno ai seggi le quattro schede su nucleare, legittimo impedimento e acqua pubblica (due quesiti) e le cinque schede «locali» su Ecopass e Atm, alberi, Expo, risparmio energetico e rinascita della Darsena.

Il voto sui test milanesi sarà valido nel caso supererà il quorum del 30 per cento (e otterrà la maggioranza di sì). Le urne saranno aperte dalle 8 alle 22 di domenica 12 giugno e fra le 7 e le 15 di lunedì 13.

Il Comune allestirà 1.251 seggi ordinari e 57 speciali (nelle carceri e negli ospedali), sul modello delle elezioni amministrative. La commissione tecnica s’è incontrata ieri per definire i dettagli, coordinare il servizio di 800 vigili urbani e governare la nomina dei 5.004 scrutatori: le spese della macchina elettorale si aggirano sui 6,7 milioni di euro.


Si avvicinano le elezioni ed i politici mi scrivono…

19 aprile 2011

E’ arrivata la prima lettera, amichevole, (Cara Amica, Caro Amico ?) disponibile e, dobbiamo dirlo, autoreferenziale.

Di colpo i politici milanesi si ricordano di me o, meglio, dell’azienda in cui lavoro, visto che non risiedo a Milano da una dozzina d’anni.

Voglio tenere nota di Chi mi scrive e di che Cosa dice…

Franco De Angelis – PDL – Il motto: L’importanza di votare chi ha già fatto davvero qualcosa.

(Il carattere in grassetto indica le parole che sono evidenziate da De Angelis).

Ora aspettiamo il prossimo… ;-)

Ed ecco che anche a casa si sono ricordati che esisto… ;-)

Anche in questo caso mi hanno scritto due della lista supportata da Pdl e Lega, ma in questo caso con nessuna promessa se non l’impegno a cambiare e migliorare.

Da notare che ho saputo di una telefonata a casa di una vicina da parte di un candidato del quale ho già parlato qui; visto che la strada alla quale si oppone passerebbe anche dietro alla casa di questa persona, si è premurato di dire che se lo voterà lui quella strada non la farà fare lì.

Vien da chiedersi come possa fare una promessa di questo genere, visto che le parti in causa sono il Comune, la Provincia, l’Anas, eccetera, ma sappiamo bene quanto valgano le Promesse dei politici…


Milano: Indetti i cinque referendum per l’ambiente

13 aprile 2011

Si vota domenica 12 giugno dalle 8.00 alle ore 22.00 e lunedì 13 giugno dalle 7.00 alle ore 15.00. Accorpati i quesiti civici con i quattro nazionali.

Il Sindaco con la firma del decreto n˚19 (protocollo n˚276219 del 12/04/2011) e sulla base di un confronto con il Comitato Promotore e la rappresentanza referendaria, ha indetto formalmente i seguenti referendum:

Referendum consultivo d’indirizzo per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “Ecopass” e la pedonalizzazione del centro;

Referendum consultivo d’indirizzo per raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo;

Referendum consultivo d’indirizzo per conservare il futuro parco dell’area Expo;

Referendum consultivo d’indirizzo per il risparmio energetico e la riduzione dell’emissione dei gas serra;

Referendum consultivo d’indirizzo per la riapertura del sistema dei Navigli milanesi.

Il decreto arriva a seguito  della delibera del Consiglio Comunale, n°13 del 29/03/2011, con la quale sono state approvate sia la deroga una tantum alla norma regolamentare che vieta la coincidenza dei referendum locali con quelli nazionali, sia quella relativa alla durata di un solo giorno dei referendum locali.

Si vota domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011. I seggi resteranno aperti: domenica dalle 8.00 alle ore 22.00 e lunedì dalle 7.00 alle ore 15.00.

Con l’accorpamento dei quesiti civici per il miglioramento della qualità dell’ambiente con i quattro referendum nazionali sul nucleare, l’acqua pubblica e il legittimo impedimento, si vuole incentivare la partecipazione dei cittadini garantendo al tempo stesso un importante risparmio di risorse comunali.

Il Comune svilupperà ai sensi del regolamento, una campagna informativa sui referendum.


Emergenza buche a Milano, ma il Comune minimizza

28 dicembre 2010

Delle buche si è detto, poche ore fa, in questo post > http://paoblog.wordpress.com/2010/12/28/quindicimila-buche-sulle-strade-di-milano/ < ed ora leggo che, per l’appunto, il Comune di Milano minimizza, ricordando di aver messo 26 milioni nel capitolo di spesa su buche e bitume, e annuncia di voler «riasfaltare tutte le 4.200 strade della città per Expo.»

Sarà anche vero, ma al di là che l’Expo è nel 2015 e le buche ci sono oggi, ci sarebbe anche da parlare sulla qualità dei lavori di manutenzione stradale. Vedi > http://paoblog.wordpress.com/2009/09/23/i-lavori-stradali-a-milano/

Nel gennaio 2010 scrivevo che:

“….mi stupisco del fatto che molte buche rifioriscano sempre negli stessi posti, nonostante eventuali lavori di manutenzione stradale e non mi riferisco al rattoppo che ovviamente cede il giorno dopo, ma proprio alla riasfaltatura del manto stradale. Ed allora ecco che si rafforza il dubbio sull’effettiva qualità dei lavori effettuati e sulla verifica degli stessi da parte dei tecnici dell’amministrazione comunale che li paga.

In questi giorni, oltre a tante nuove buche, mi trovo alle prese ancora con le solite; una su tutte quella nei pressi di Piazzale Lotto (Viale Elia) che è sempre più grossa e profonda.

Poi sono incappato due volte (nel senso che l’ho presa in pieno :-( ) in una nuova buca nei pressi di Via Novara e purtroppo non è facile identificarla al meglio, in quanto il traffico non ti consente di mantenere una traiettoria precisa, senza contare il fatto che quando passo è già buio…..”

Allora la buca nelle vicinanze di Piazzale Lotto (vedi foto) è stata rattoppata più volte in questi 11 mesi e si è sempre riaperta, ogni volta più grande. Notare anche la massa di ciottoli che possono essere sparati dalle gomme delle auto in transito, con effetti collaterali affatto piacevoli.

Quella in Via Novara, è stata lasciata aperta a fare danni alle auto ed è stata chiusa a luglio. Bè, si è riformata proprio in questi giorni.

Tra l’altro è nelle vicinanze del deposito auto rimosse, per cui i vigili transitano ogni giorno da lì. Possibile che non la vedano, che la segnalino, che mettano un qualche cartello…?

E più piove e più le buche si riformano, ai allargano e, complici anche i tombini che non scaricano mai l’acqua, allagando le strade, queste buche diventano invisibili…

Leggo oggi sul Corriere.it che è aumentato il lavoro per la ambulanze: Il centralino del 118, lunedì, è stato investito da decine di richieste di soccorso per motociclisti disarcionati e pedoni scivolati sul ghiaccio, caduti a terra, contusi, azzoppati dalle buche.

Mi verrebbe anche da pensare in che condizioni arriva il ferito all’ospedale dopo aver fatto, in ambulanza, quello che ormai è un percorso da rally.

Ma il Comune, come detto, minimizza…


Referendum “Milano si muove”: firma anche tu!

6 ottobre 2010

L’appello del Presidente Onorario FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi

“Dare un inizio nuovo a questa città, un nuovo diverso indirizzo che potrebbe cambiare il volto di Milano”. Con queste parole il Presidente Onorario FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, lancia il suo appello a tutti i milanesi affinchè a favore dei cinque referenda “Milano sì muove” sulla qualità dell’ambiente e della vita.

Mi rivolgo agli amati Iscritti al FAI, ma anche a tutte quelle persone che abitano a Milano oppure che vi arrivano quali pendolari, persone tutte di qualunque credo, religione, nazionalità, colore.

Gentili Amici,

forse il destino vi ha mandato ad abitare in questa città, può essere che l’abbiate scelta voi, oppure vi siate giunti per necessità familiare, per impegni di lavoro, ma forse anche perché Milano vi attirava. La sua fama era di essere buona, accogliente, colta, con una spiccata tendenza verso l’Altro, ma anche con una spinta stimolante e unificante verso un tenore di vita superiore a molte altre meravigliose città italiane.

Ma ora che cosa succede? Siete delusi?

Vi invito però a non piangere su come Milano è ora ridotta, sullo smog e sul traffico, sul verde pubblico sempre più risicato, nella gestione incontrollata dei rifiuti, sullo sperpero energetico, sul pericolo di un Expo che dimentica la sua vocazione agroalimentare, sulle subdole mire verso il Parco Agricolo Sud, sulla darsena e sui navigli cari ai nostri ricordi.

Perché vi chiedo di non piangere? Perché con una vostra firma, unita alla firma dei vostri familiari, amici e conoscenti, voi potete dare un inizio nuovo a questa città, un nuovo diverso indirizzo che potrebbe cambiare il volto di Milano.

Utopia?

Se voi ci credete, se voi vi accingete a questa piccolissima fatica della firma vostra e altrui sul sito MILANO SI’ MUOVE, voi potete, cari Tutti, lanciare un nuovo Inizio.

Se moltissime firme risultassero sotto ai cinque punti del Referendum per Milano, i vertici della città sarebbero costretti a tenerne conto.

Li elenco nuovamente: ridurre traffico e smog, verde pubblico, aumentare il risparmio energetico e gestione rifiuti, Expo, Darsena e Navigli.

Vorrei poter aggiungere un sesto punto: cultura.

E così qusto Inizio potrebbe dar luogo ad un ripensamento, ad una crescita. Sapete come partono le valanghe? All’inizio un tratto di neve si stacca, ma questo poi scivola, si ingrossa, coinvolge strati sempre più spessi di neve, sradica alberi, trascina rocce, la massa si allarga, si allunga e, con un boato, precipita a valle.

Così può succedere se lo volete voi, se ci tenete a questa città, nota per il suo cuore, avvolta da quella grande anima che oramai si è quasi persa…!

Ma dipende da voi!

Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente Onorario FAI – Fondo Ambiente Italiano

>> Firma subito!


Expo, passo indietro di Formigoni – Milano

30 settembre 2010

Sempre più incartati. Anche se i vertici istituzionali milanesi sono unanimi nel garantire che «entro breve troveremo una soluzione», la questione dei terreni di Expo resta ferma al palo.

E mancano 19 giorni alla scadenza data dal Bureau International des Expositions, che ha sollecitato garanzie sulla disponibilità delle aree che ospiteranno l’evento.

La novità di ieri è il segnale di apertura del governatore Roberto Formigoni. «È chiaro – ha spiegato – che la responsabilità prima dell’Expo è del Commissario e quindi se il commissario preferisce un’altra scelta rispetto a quella della Newco, come la lettera sembra indicare tra le righe, allora si affronti subito la possibilità di questa soluzione e Regione Lombardia darà una mano a realizzarla».

La lettera cui allude Formigoni è quella che Letizia Moratti, sindaco-commissario di Expo, e il presidente della Provincia, Guido Podestà, hanno inviato al Pirellone per rispondere alla nota fatta circolare nei giorni scorsi dallo stesso governatore, in cui venivano sollevate obiezioni giuridiche sulle modalità scelte per risolvere il nodo terreni….

Continua la lettura qui > Expo, passo indietro di Formigoni – Milano.


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