Conti Anas in utile, strade a pezzi. Ecco perchè

29 maggio 2013

di MaurizioCaprino

C’è da sentirsi girare la testa, a leggere le notizie dell’ultima settimana sull’Anas. A un inizio trionfale con la relazione della Corte dei conti che segnala un utile di bilancio perché si è guadagnata efficienza  ha fatto subito seguito una nota del Pd che chiede più manutenzione.

E persino il direttore di “Quattroruote” è sceso in campo su questo tema (di cui raramente si è occupato) per rilevare l’incongruenza e dire che in redazione continuano ad arrivargli segnalazioni sullo stato pietoso delle strade, comprese arterie vitali che sostituiscono le autostrade (come la E45).

Quindi, come stanno davvero le cose?

Dipende dal punto da cui le osserviamo. Certamente ora l’Anas ha un’organizzazione che consente di tenere bene il conto delle attività di manutenzione straordinaria effettuate e di dare loro il giusto peso nell’ambito della contabilità interna.

Visto che la manutenzione straordinaria è quella che – per definizione tecnica - aumenta il valore dell’infrastruttura, questo è una buona premessa per arrivare finalmente a far entrare le opere nel patrimonio dell’Anas, il che consentirebbe di contare su più risorse. Quanto alla manutenzione ordinaria, la Corte dei conti rileva che le procedure per deciderla si sono snellite.

Però tutto questo dice solo che ci stiamo dotando di strumenti che in futuro ci porteranno a programmare meglio gli interventi sulle strade. Una cosa non solo suggerita dal buonsenso, ma praticamente imposta per il futuro dalla direttiva europea sulla sicurezza delle strade.

Il problema è che mancano i soldi. Tanto che la stessa Corte dei conti nota come per la manutenzione straordinaria si siano impegnati fondi del Contratto di programma 2010 in attesa di risorse specifiche. Dalla relazione emerge pure che…

continua la lettura QUI


Dislivello attorno al tombino: vi spetta il risarcimento

17 maggio 2012

Con la sentenza 7035 del 29 novembre 2011, depositata il 9 maggio 2012, la Cassazione (terza sezione civile) inchioda azienda idrica e Comune alle loro responsabilità, come già avvenuto in passato: se si verifica un incidente per il dislivello stradale non segnalato intorno a un tombino, devono pagare i danni al guidatore. Nel caso specifico, un ciclista ha diritto a essere risarcito per un dislivello di sei centimetri.

chi compie lavori o la depositi sulle strade deve eseguire i lavori e disporre i materiali con le cautele idonee a mantenere possibile la circolazione e sicuro il transito. Deve inoltre delimitare con opportuni ripari ben visibili gli scavi e gli altri lavori intrapresi. Ha l’obbligo di collocare, in caso di sbarramento o deviazione anche parziale del traffico, un numero sufficiente di cavalletti a strisce bianche e rosse.

Vanno mantenuti efficienti, durante la notte o in casi di scarsa visibilità, fanali a luce rossa e dispositivi a luce riflessa rossa, in modo che i lavori, gli scavi, i depositi di materiale, i palchi, i cavalletti e gli steccati siano visibili a sufficiente distanza.

Se tutto queste misure di sicurezza non vengono adottate, il Comune e l’azienda che fa i lavori pagheranno i danni al veicolo e le lesioni fisiche: il dislivello attorno al tombino non segnalato in modo adeguato è un’insidia.

viaDislivello attorno al tombino: vi spetta il risarcimento.


Un cittadino segnala un marciapiede dissestato ed il Comune…

3 maggio 2012

Da sempre le autorità comunali chiedono la collaborazione del cittadino per risolvere i problemi che si presentano in città e più volte ho scritto al Comune per segnalare problematiche di varia natura ricevendo sistematicamente risposte che non sono mai state soddisfacenti.

Cito quale esempio la problematica dei segnali inattivi lasciati scoperti e che potevano facilmente indurre un automobilista a pagare per la sosta nelle strisce blu, senza che le stesse fossero attive; purtroppo la risposta ricevuta dal Comune affermava cose in netto contrasto con la normativa vigente ovvero fuori legge.

Quindi sperare di ottenere una risposta sensata non è fattibile, tuttavia io persevero e nel mese di febbraio ho segnalato una situazione diversa che potrebbe causare danni fisici ai cittadini:

Tralasciamo che la risposta non sia arrivata nei tempi brevi che promettono, ;-) tuttavia posso ipotizzare che le problematiche da esaminare siano parecchie, anche se 60 giorni ritengo che siano troppi.

Questo è quanto ho scritto:

Buongiorno, vi segnalo le pessime condizioni del tratto di marciapiede in via A. Cesalpino, all’altezza dei numeri civici 11 e 13; ho scattato alcune foto visibili qui; mancano pezzi di asfalto, si è creato un dislivello causa cedimento del marciapiede, vi sono buche, ed in aggiunta molte delle grate presentano cedimenti negli angoli. A prescindere dal rischio di inciampo e/o storta per chiunque, è un tratto di strada percorso quotidianamente da mamme e nonne che accompagnano i bambini nella scuola poco distante. Il recente periodo di gelo ha sicuramente aggravato la situazione. Grazie – Saluti

La risposta del Comune:

in riferimento a quanto segnalato, La informiamo che il Terzo Reparto Strade del Settore Tecnico Infrastrutture provvederà ad eliminare il pericolo, ma la località risulta di ragione giuridica privata, inoltre si segnala che l’anomalia è causata dalla presenza di griglie a servizio dello stabile la cui manutenzione e la messa in sicurezza spetta al proprietario dell’immobile.

Non mi spiego come il marciapiede di una via di Milano possa essere giuridicamente privata, ma non sono un esperto in materia, per cui passo oltre.

Resta il fatto che così come è vero che le grate fanno parte dell’immobile resta il fatto che se creano una situazione di pericolo, secondo me il Comune deve obbligare il proprietario ad intervenire in tempi brevi, salvo provvedere direttamente addebitandogli poi le spese. Lavarsene le mani, non mi sembra il giusto approccio.

Comunque sia nei giorni scorsi il Reparto tecnico è intervenuto e, di fatto questo è il risultato.

Un pò di asfalto (che se ne andrà con due giorni di pioggia…) gettato a coprire le buche, lasciando tra l’altro in loco i pezzi di asfalto rotti.

I dislivelli, pericolo reale di storte e cadute, che purtroppo in foto non si riescono a vedere al meglio, sono ancora lì.

Mi chiedo sempre come potrebbe transitare in sicurezza una mamma con carrozzina, un anziano con qualche problema di mobilità o, peggio ancora, un disabile in carrozzella.


Segnalare le buche al Comune con il palmare

22 aprile 2011

Lo scorso anno scherzavo sulle buche milanesi, invocando un sensore buche, collegato al navigatore e/o gps, che memorizzi la posizione della stessa e la segnali in anticipo al conducente. Il modello base potrebbe prevedere un pulsante sul volante (uno più, uno meno…) che schiacciato dopo aver preso la buca, memorizzi la posizione.

Il Comune mi ha preso alla lettera, infatti oggi leggo che il Comune di Milano è pronto a consegnare 150 computer palmari ad altrettanti cittadini volontari perché segnalino, in tempo reale, i problemi più legati alla vita di tutti i giorni nei quartieri: buche nelle strade, segnali divelti, veicoli abbandonati.

Quindi, una volta di più, si chiede la collaborazione dei cittadini. Ottimo, se non fosse che ho imparato a mie spese che tu parli e loro non rispondono (se ti va bene) oppure ti arriva la solita risposta inutile.

Tralasciamo poi di parlare dei tempi per risolvere i problemi legati ad cartello divelto oppure sulla risposta del vigile ad  un cittadino che cerca di essere un buon cittadino… che pensa al bene Comune e non necessariamente al suo giardinetto…


La pioggia porta via le polveri sottili, ma non solo…

18 febbraio 2011

Il titolo è corretto, almeno se ci si basa sulle ultime notizie, tuttavia quello che nessuno ha detto è che i due giorni di pioggia battente a Milano si sono portati via anche dei bei pezzi di asfalto.

Asfalto generosamente buttato qua e là per tappare al volo le numerose buche milanesi che, ohibò, si sono formate durante l’inverno.

Un momento, dire formate è un pò forzato, infatti molte sono le buche croniche ovvero quelle voragini, più o meno estese, ma spesso profonde abbastanza per fare danni a chiunque, dallo scooterista che si trova per terra, insieme a qualche ciclista, ai pedoni che ci lasciano la caviglia, alle auto con cerchione rotta e/o gomma a terra.

Il Comune si difende: è colpa dell’inverno, però sappiamo che l’inverno arriva tutti gli anni, e non è una stagione esclusiva della Lombardia, anzi più sali e più fa freddo, eppure quando passo dalla Svizzera trovo strade migliori.

Ma torniamo a noi, come dicevo le buche croniche resistono a tutto. Ai rattoppi temporanei, ovvio, ma anche a qualche timido tentativo di riasfaltatura che interessi qualche metro quadro di carreggiata.

Ieri ho notato che la famosa buca nella vicinanze di Piazzale Lotto si sta riaprendo, ma ancor più eclatante (e pericoloso, fidatevi) la serie di buche ravvicinate in via Novara, poste tra l’altro sulla carreggiata opposta al deposito auto rimosse il che significa che i vigili urbani da lì ci passano quotidianamente, più volte. Dovrebbero vederle, segnalarle, eppure…

(E’ anche vero che le vicende vissute in prima persona, circa il famoso cartello milanese, insegnano che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…)

Eppure lo scorso inverno solo una di queste buche è stata tappata dopo che una Fiat 500 ci aveva lasciato 2 gomme..

Ecco quindi l’uscita dei vigili, il solito cartello in mezzo alla strada, ed infine l’autocarro con la montagnetta di asfalto nel cassone ed i due operai che lo buttano, a freddo, nella buca, e via andare.

Sperare che prima o poi qualcuno faccia le cose come si deve, però, è chiedere troppo?

°°°

Buche stradali: cosa fare in caso di incidente? Clicca QUI per leggere l’articolo dell’Unione Consumatori.


Dopo una gravidanza di 365 giorni, è nato…

13 gennaio 2011

Con estrema soddisfazione devo annunciare la nascita del Cartello milanese.

Sono passati solo 365 giorni (!) da quando un camion lo aveva abbattuto, è stata una gestazione difficile, sono state necessarie numerose segnalazioni al Comune ed ai Vigili, ho avuto numerose discussioni con automobilisti che sostavano anche per giorni nell’area (non vedendo le strisce gialle che delimitano l’area, anche se ci parcheggiano dentro ;-) ) , impedendo la sosta ai camion e di conseguenza costringendoci ad operazioni di scarico complicate.

Ho dovuto superare lo sconforto dato dalle risposte standard del Comune del tipo: caro cittadino, stiamo lavorando per voi ecc…, poi abbiamo sopportato la scortesia di alcuni vigili (mica giro con i cartelli sulla schiena), in parte compensata dalla cortesia delle vigilesse ed infine…

Ecco la foto del neonato :-)

P.S. Intelligentemente questa volta lo hanno posizionato a filo muro, in modo da evitare che i camion in manovra la colpiscano nuovamente.

P.S. 2 - L’operazione ha richiesto l’uscita di un furgone, 2 persone e 15 minuti di lavoro. Non vorrei infierire, ma l’Ufficio competente si è sfatto sfuggire la possibilità di prendere i famosi due piccioni… ovvero non hanno installato il secondo palo abbattuto ad una decina di metri. (Morto peraltro da soli due mesi…)

Il Comune di Milano > http://paoblog.wordpress.com/2010/06/16/buche-stradali/


Emergenza buche a Milano, ma il Comune minimizza

28 dicembre 2010

Delle buche si è detto, poche ore fa, in questo post > http://paoblog.wordpress.com/2010/12/28/quindicimila-buche-sulle-strade-di-milano/ < ed ora leggo che, per l’appunto, il Comune di Milano minimizza, ricordando di aver messo 26 milioni nel capitolo di spesa su buche e bitume, e annuncia di voler «riasfaltare tutte le 4.200 strade della città per Expo.»

Sarà anche vero, ma al di là che l’Expo è nel 2015 e le buche ci sono oggi, ci sarebbe anche da parlare sulla qualità dei lavori di manutenzione stradale. Vedi > http://paoblog.wordpress.com/2009/09/23/i-lavori-stradali-a-milano/

Nel gennaio 2010 scrivevo che:

“….mi stupisco del fatto che molte buche rifioriscano sempre negli stessi posti, nonostante eventuali lavori di manutenzione stradale e non mi riferisco al rattoppo che ovviamente cede il giorno dopo, ma proprio alla riasfaltatura del manto stradale. Ed allora ecco che si rafforza il dubbio sull’effettiva qualità dei lavori effettuati e sulla verifica degli stessi da parte dei tecnici dell’amministrazione comunale che li paga.

In questi giorni, oltre a tante nuove buche, mi trovo alle prese ancora con le solite; una su tutte quella nei pressi di Piazzale Lotto (Viale Elia) che è sempre più grossa e profonda.

Poi sono incappato due volte (nel senso che l’ho presa in pieno :-( ) in una nuova buca nei pressi di Via Novara e purtroppo non è facile identificarla al meglio, in quanto il traffico non ti consente di mantenere una traiettoria precisa, senza contare il fatto che quando passo è già buio…..”

Allora la buca nelle vicinanze di Piazzale Lotto (vedi foto) è stata rattoppata più volte in questi 11 mesi e si è sempre riaperta, ogni volta più grande. Notare anche la massa di ciottoli che possono essere sparati dalle gomme delle auto in transito, con effetti collaterali affatto piacevoli.

Quella in Via Novara, è stata lasciata aperta a fare danni alle auto ed è stata chiusa a luglio. Bè, si è riformata proprio in questi giorni.

Tra l’altro è nelle vicinanze del deposito auto rimosse, per cui i vigili transitano ogni giorno da lì. Possibile che non la vedano, che la segnalino, che mettano un qualche cartello…?

E più piove e più le buche si riformano, ai allargano e, complici anche i tombini che non scaricano mai l’acqua, allagando le strade, queste buche diventano invisibili…

Leggo oggi sul Corriere.it che è aumentato il lavoro per la ambulanze: Il centralino del 118, lunedì, è stato investito da decine di richieste di soccorso per motociclisti disarcionati e pedoni scivolati sul ghiaccio, caduti a terra, contusi, azzoppati dalle buche.

Mi verrebbe anche da pensare in che condizioni arriva il ferito all’ospedale dopo aver fatto, in ambulanza, quello che ormai è un percorso da rally.

Ma il Comune, come detto, minimizza…


Una manutenzione stradale sfortunata

12 luglio 2010

A cavallo della recente fine settimana, nelle notti tra venerdì e domenica, hanno riasfaltato la via dove abitano i miei; il lavoro è terminato nelle primissime ore del mattino di domenica e, due ore dopo, mio padre ha notato una perdita d’acqua in strada.

Ha chiamato l’acquedotto che poco dopo ha inviato una nutrita squadra di intervento rapido, supportata da 3 pattuglie di vigili, necessarie per regolare la chiusura della via ed il caos conseguente.

Di fatto hanno rotto la strada per tutta la sua larghezza, e successivamente riasfaltato a freddo, per cui ora abbiamo questa stupenda strada, liscia come un biliardo, se non fosse per una striscia che taglia la strada.

Si tratta di sfortuna…oppure no? Secondo il personale dell’acquedotto, è facile che la rottura del tubo sia stata causata dalle vibrazioni dei macchinari durante il lavoro di asfaltatura…

Vista la presenza dei vigili, mio padre ha segnalato al più alto in grado la situazione paradossale che abbiamo davanti all’azienda dove, dopo 6 mesi dal fatto, ancora non è stato sostituito il cartello di sosta vietata nei pressi dell’area di carico/scarico che, ovviamente, è perennemente occupata da veicoli in sosta.

Vedi > http://paoblog.wordpress.com/2010/01/13/quando-un-camion-sbaglia-manovra/

Successivamente ha detto al vigile: Non è che hanno asfaltato la strada per poter poi mettere le strisce blu? Ed il vigile ha detto che in effetti poteva essere….

Circa la diffusione esagerata di strisce blu in zona, vedi > http://paoblog.wordpress.com/2010/06/28/strisce-blu-periferia/


La “buca milanese” è in evoluzione…

20 ottobre 2009

*** Finalmente possiamo scrivere la parola: FINE … vedi in calce ***

Sono passati circa 5 mesi dalla pubblicazione del post sulla famosa buca milanese la cui storia è disponibile qui > http://paoblog.wordpress.com/2009/06/17/una-buca-milanese/ ed ecco che, incredibilmente, sono iniziati i lavori per sistemare la buca e non solo.

Considerando quanto successo in precedenza e che la Fine dei lavori non è mai certa, come si può verificare qui > http://paoblog.wordpress.com/2009/09/16/stiamo-lavorando-per-voi/ ho deciso di aprire questo post dedicato, in modo da tenere d’occhio i lavori…

Fortunatamente in questo caso l’Impresa che deve eseguire i lavori ha sede in Lombardia e non in Sicilia… e non è razzismo: http://paoblog.wordpress.com/2009/09/23/i-lavori-stradali-a-milano/

L’apertura del cantiere ha portato alla chiusura della via, ovviamente, ed al corretto posizionamento del cartello dello Stop di cui ho parlato nei giorni scorsi nel Post originale.

buca e C. 011

E’ stato inoltre posizionato un cartello con i dettagli dei lavori da fare, dell’Impresa che li eseguirà; colgo l’occasione per ringraziare i vandali che meno di 12 ore dopo hanno provveduto a ricoprire il cartello di scritte insignificanti che servono solo ad attestare il loro livello intellettivo. Inesistente, di fatto. E non mi si venga a dire che è lo sfogo di giovani annoiati, che se hanno tempo da buttare possono benissimo passare le loro serate a fare del volontariato, invece che deturpare la città. (Che di certo non si fermano ai cartelloni, i muri della zona hanno da dire in proposito…)

buca e C. 008

Stranamente, ;-) manca la Data di fine lavori, come si vede dalla foto qua sotto e questo nonostante la dicitura Fine dei lavori sia addirittura scritta in due diverse zone del cartello…

buca e C. 010

buca e C. 009

Aggiornamento del 06.11.2009

Dopo due settimane di lavoro, ieri la via è stata riaperta. A titoloo personale, senza dati e/o elementi a supporto, mi chiedo se 2.000.000 di € non siano troppi per un intervento che, per quel che si poteva vedere, non ha richiesto un grande imnpiego di uomini e mezzi.

Ma forse siamo abituati a pensare male…


Applausi per il Comune di Milano

16 ottobre 2009

Nota di Pao: In centro protestano per le strisce blu, ma state tranquilli, il Sindaco chiede (ordina) di regolamen­tare la sosta anche in periferia il prima possibile ove regolamentare significa far pagare, beninteso.

Bè visto che la Moratti si ricorda che a Milano esistono le periferie, se si volesse degnare di far tappare sta cazzo di buca

°°°

L’accelerazione è arrivata giovedì dal sindaco Moratti: regolamen­tare la sosta anche in periferia. Il prima possibile. Le strisce blu ai bordi delle strade arriveran­no lungo gli assi delle linee del­la metropolitana, da viale Mon­za a Molino Dorino. «Rivedre­mo il piano dei lavori per fare prima», annuncia l’assessore al­la Mobilità Edoardo Croci. Così vuole il sindaco. Dentro la cerchia della 90-91 la sosta a tariffa oraria è arriva­ta quasi ovunque. Il parcheggio è a doppio regime: strisce gialle per i residenti (79.603 posti au­to), blu per chi viene da fuori (28.640 quelli a rotazione). I re­sidenti, quelli del centro, sono in rivolta.

All’Arco della Pace, per esempio. «Di giorno la pau­sa pranzo, di notte la movida. Un’invasione continua di auto e moto». Alla fine, la soluzione si trova. Pagando. «Molti si so­no comprati il box privato», rac­conta Mario Cogliati, vicepresi­dente del Comitato di quartie­re. Nella città più motorizzate d’Europa, 63 auto ogni 100 abi­tanti (dati Legambiente), la pro­testa e il mugugno abbattono i confini dei quartieri.

«Nei mesi estivi il parcheggio è impresa impossibile. Non ci sono altri aggettivi», attacca dai Navigli Gabriella Valassina, presidente del comitato locale. Il Codacons qualche anno fa aveva tentato la via dei ricorsi ai giudici di pa­ce. «Avevamo già pronta un’al­tra azione legale. Era già notifi­cata — spiega il presidente Mar­co Donzelli —. Ma poi il Comu­ne promise che avrebbe rivisto il regime della sosta. L’impe­gno era che le strisce gialle sa­rebbero progressivamente scomparse. Solo strisce blu. Ta­riffa oraria per tutti, gratis per i residenti. In alcune zone è stato anche fatto, ma manca la chia­rezza».

Versione dell’assessore: «In quelle zone si è ridotto il traffico ‘parassitario’. In ogni caso negli ultimi ambiti regola­mentati abbiamo messo solo le blu. E così faremo anche in peri­feria. In centro, la situazione è diversa. Non possiamo elimina­re la sosta a pagamento per i non residenti». La «svolta» è dietro l’angolo. Parcheggi sot­terranei. «Piazza Meda, San­t’Ambrogio e tutti gli altri in programma. Quando apriran­no, l’intenzione è proprio quel­la di riservare più posti agli abi­tanti ». Anche il verde Enrico Fe­drighini è ottimista: «La strada è quella giusta. Per la prima vol­ta c’è una strategia omogenea che punta anche alla periferia». Meno posti a rotazione, più stalli per i residenti. In corso Buenos Aires, al Lazzaretto e in Washington è già così.

Risulta­to? Si lamentano i commercian­ti. «Che non hanno più parcheg­gi per i loro clienti», spiega Pao­lo Uguccioni, del comitato Ve­nezia — Baires. Anche lì la spe­ranza è affidata a un box sotter­raneo «a rotazione», in Benedet­to Marcello, che chissà se e quando aprirà. Claudia Buccel­lati, dell’associazione di via di Montenapoleone, lavora al Qua­drilatero e vive in porta Vene­zia.

Duplice testimonianza: «È questione di controlli. In Mon­tenapo ci sarebbe posto solo per i disabili e per il carico e sca­rico. Le auto, inutile dirlo, sono ovunque e la sosta è un caos senza regole». Mancano vigili, controlli, multe. E in porta Ve­nezia come va? «Dopo le 19 be­nissimo, si parcheggia in un se­condo. Negli orari d’ufficio il posto è un miraggio». La logica non fa sconti: «Qualcuno fa il furbo».

Fonte: www.corriere.it


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 122 follower