La Settimana della sicurezza comincia male, con strisce pedonali ignorate e gente che attraversa col rosso.

6 maggio 2013

Cominciamo male. Da domani saremo nella Settimana della sicurezza stradale e, giustamente, uno dei temi portanti sarà la protezione dei pedoni: i principali Comuni hanno aderito al progetto dell’Anci per censire e ridurre gli incidenti che riguardano questa che è la categoria più debole tra gli utenti della strada.

Però, a giudicare da ciò che ho visto negli ultimi due giorni nel centro di Bari, siamo alle solite: nemmeno i vigili urbani pensano ai pedoni.

Quando ho dato notizia dell’iniziativa a favore dei pedoni per questa Settimana, mi sono spinto a ipotizzare qualche multa in più agli automobilisti che non si fermano davanti a uno a piedi che attraversa sulle strisce.

Potrà anche andare così, ma si rischia che sia solo lo spauracchio di una settimana.

Infatti tra ieri e l’altro ieri ho attraversato di proposito sulle strisce più volte in pieno centro sotto gli occhi dei vigili e mai li ho visti intervenire per far almeno rallentare guidatori che avevano deciso di non darmi la precedenza che mi spettava.

Poi non si può tacere che il problema sta anche nella cultura dei pedoni: giusto ieri sera, in uno degli incroci nevralgici della città, una famigliola di madre e padre che spingeva il passeggino col suo bimbo ha attraversato tranquillamente col rosso.

D’accordo, in quella direzione non passava nessuno, ma per strada le cose possono cambiare molto rapidamente e quando bisogna muoversi con un passeggino è molto più difficile schivare un pericolo improvviso.

Inoltre, tanto per cambiare, il tutto è accaduto sotto gli occhi di due vigili. Che non hanno fatto una piega.

Insomma, stavolta non si può dire che manchino gli agenti per fare controlli: negli ultimo anni, il centro murattiano di Bari è molto presidiato. Si può anche dire che i vigili abbiano ricevuto l’ordine di dare la priorità ad altre cose.

Però, anche se fosse così, basterebbe anche un semplice gesto del vigile per richiamare all’ordine sia i guidatori sia i pedoni.

So benissimo che siamo in tempi difficili, in cui chiunque si sente in diritto di infischiarsene quando un’autorità fa un gesto. Nei casi peggiori, la gente si ribella anche e a volte i vigili prendono botte.

Ma questo non deve giustificare i vigili quando rinunciano a priori a svolgere anche un minimo di funzione educativa. Altrimenti ogni speranza di convivenza civile si perderebbe per sempre. Non solo su strada.

°°°

Nei giorni scorsi ho visto alcune chicche in : in viale Monza, alle 7 del mattino, chi ti passa con il rosso?

Una badante che spinge un vecchietto in carrozzin, seguita all’incrocio successivo, sempre con semaforo decisamente rosso, da un altro vecchietto con le stampelle…

Il 25 aprile invece, a Riva del Garda c’era un lungo corteo di mezzi storici dell II guerra mondiale, mezzi dell’epoca, con frizioni e freni adeguati, che avanzano a balzi e strattoni; ecco che si ferma un mezzo blindato, con un lungo ed alto muso che impediva al conducente di vedere cosa succedesse davanti a lui e chi ti sfila a 10 centimetri dal paraurti, letteralmente invisibile alconducente?

Una mamma con passeggino.

Ed allora sei deficiente, mi veniva da urlarle…..

C’è da dire poi che la cultura dei pedoni è equivalente a quella dei cittadini ovvero come prima scelta ci si adegua sempre al comportamento peggiore, come se essere cittadini (e pedoni) rispettosi equivalga ad essere additati come dei minchioni…

Ogni volta che tocco l’argomento vigili urbani “non vedenti” mi espongo alla “levata di scudi” della categoria, tuttavia ho visto e documentato come vi sia totale indifferenza dei pedoni prima (e dei vigili poi) di qualsia norma e/o del buonsenso.

E prima che arrivi qualcuno a “spostare” il problema, preciso anche che il prendersela con i molti pedoni che si fanno i fatti loro non assolve automaticamente il pari numero di automobilisti che li ignorano consapevolmente.

Resta il fatto che non chiedo multe a tutto spiano, ma sarebbe utile se i vigili “riprendessero” chi non si comporta correttamente.

Ed infine un aneddoto, tratto da un vecchio post:

Stavo rientrando a casa e nelle vicinanze di Viale Jenner il traffico era caotico. Attraversando un incrocio, ad un certo punto mi sono fermato, per pochi secondi, in arresa che la fila si muovesse. Avevo il semaforo verde. I pedoni avevano il semaforo rosso.

Ma un pedone decide di approffittare delle auto ferme ed attraversa, passando fra l’una e l’altra. Gli altri pedoni, inclusa un’anziana con il carrello della spesa, fanno altrettanto.

Nel momento in cui tutti i pedoni sono fra le macchine, la fila si muove e dovremmo avanzare, per evitare di trovarci nel posto sbagliato, con il rosso che prima o poi scatterà, ed il traffico che arriva dall’altra parte. Ma non possiamo muoverci, perchè tutti i pedoni attraversano con il rosso.

Ed allora mi sono chiesto perchè ci si debba sempre allineare ai comportamenti sbagliati altrui. Il primo pedone passa con il rosso, nonostante il traffico?

Se lui è pirla, lo devi essere anche tu? Perchè siete scesi in massa dal marciapiede? Non era più intelligente e civile restare in attesa del verde?

Non sarebbe bello se lo avessero lasciato da solo, a districarsi nel traffico, lanciandogli magari uno sguardo di disapprovazione?

°°°

8 maggio 2013

Non neghiamoci niente, in un senso o nell’altro e soprattutto notare la reazione di chi, in queste vicende, ha torto.

Ieri, tardo pomeriggio in via M. Gioia con super ingorgo causato da un incidente ed ecco che le auto che devo proseguire dritto si fermano, sebbene sia verde, perchè tanto non potrebbero passare; nel contempo restano in attesa del verde quelli che devono svoltare a sinistra.

A quel punto tre pedoni, nonostante il rosso, decidono di attraversare ed ecco che scatta il verde per chi deve girare. La donna si ferma in mezzo alla strada, i due uomini proseguono e l’auto che arriva frena e suona il clacson. Hanno torto ed infatti mandano platealmente “affanc” l’automobilista.

Mezz’ora dopo, in Via Procaccini. Semaforo rosso. Sono fermo ed ecco che un volpone fa un’inversione di marcia esattamente sull’incrocio e per forza di cose si ferma di traverso sulle strisce pedonali; nel medesimo tempo una donna con passeggino sta attraversando alle sue spalle e deve sfilare, per forza di cose, dietro all’auto che, ad un certo punto comincia ad indietreggiare. L’uomo non frena e non guarda nello specchietto e la donna dà un paio di colpi sul lunotto.

Cosa riceve in cambio?

Un cenno di scuse? No, uno sguardo del tipo “che xxx vuoi”?

I pedoni da una parte, gli automobilisti, un’unico punto comune: inciviltà e maleducazione. Avanti così…


I vigili non vigilano, spesso, ma sono anche gestiti male…

19 febbraio 2013

Giorni fa ho scritto una mail a chi ne sa più di me (Caprino e SicurAuto) chiedendo la loro opinione in merito ad una domanda (vedi in calce) che mi faccio spesso; le risposte sono poi arrivate e perlomeno ho potuto confrontare il mio sentire da uomo della strada con chi scrive di sicurezzastradale e delle tematiche collegate.

Vero è che oggi leggo sul Corriere che:

L’ultima incarnazione nella polizia locale è il «vigile orologiaio». La nuova mansione è descritta in un formulario distribuito ai vigili di quartiere in questi giorni. In sostanza, l’ultima espansione dei compiti degli agenti prevede che nei loro giri in città facciano tappa fissa sotto gli orologi pubblici disseminati nelle strade e sfoderino il loro blocchetto da «controllori». Primo punto: «Ora esatta». E sotto due caselle (sì o no) da barrare con una crocetta. La seconda colonna è dedicata alle esigenze di marketing: presenza del «logo del Comune sul quadrante dell’orologio». Anche qui: sì o no. Comunque, niente a che fare con la sicurezza o con la «civile convivenza» . Al limite, un’interpretazione molto estesa del concetto di «controllo del territorio».

A questo punto mi trincero dietro ad un No comment

°°°

La lettera inviata a suo tempo:

ho una domanda che mi frulla in testa da parecchio tempo e che, non conoscendo vigili a cui farla, la giro ad un addetto ai lavori che forse sarà in grado di chiarirmi il tutto.

può sembrare una domanda polemica o, perlomeno viziata dalle solite utopie, ma è una cosa che mi chiedo veramente.

faccio riferimento a quelle infrazioni banali, ma diffuse, che se sanzionate porterebbero denaro fresco nelle casse comunali, e che contribuirebbero con poco impegno ad educare gli automobilisti togliendogli nel contempo quel diffuso senso di impunità.

Penso al tagliando dell’assicurazione che dovrebbe essere esposto sul parabrezza, ma che in realtà è arrivato sino al lunotto posteriore.

Penso anche a quelle auto in sosta ben più che vietata di cui ho parlato più volte, (che siano Via Novara o Piazza Grecooppure Via Meli) di esempi ce ne sono a iosa. Auto in sosta in doppia fila, ma anche sulla carreggiata, che ostacolano il traffico, ogni giorno, e che creano situazioni di pericolo per i pedoni.

Tutte infrazioni sotto gli occhi dei vigili che transitano abitualmente, a piedi come in bici. Vigili che talvolta fanno queste multe, ma sono casi sporadici e sembrano essere una pura iniziativa del singolo, anche se poi vedi che multano un’auto sull’incrocio e non multano l’altra…

Volendo esagerare penserei anche a tutti quegli automobilisti con il cellulare che sono abituati a fregarsene della presenza del vigile, tanto è vero che ricordo con un sorriso quando ho visto un vigile saltare giù dal marciapiede con paletta in mano per bloccare un automobilista impegnato al telefono.

Era un vigile giovane, dipende forse da questo? Ha ancora un sacro fuoco che lo alimenta?

Essendo un pendolare, va da sè che incrocio sempre le stesse auto sul percorso, anche se sembra impossibile che possa accadere, in fondo le variabili sono molte. Eppure ogni giorno vedo le stesse auto commettere le stesse infrazioni, nei soliti posti.

Spesso nei post scrivo provocatoriamente che se il Comune mi noleggia (gratuitamente) un vigile con blocchetto maxi di multe, me lo porto in auto nel percorso casa/ufficio e vedi che incassi gli faccio fare…

Scherzo, per forza di cose, ma così come capisco che ci possano esere dei limiti di uomini e mezzi per fare certi servizi al meglio, non capisco veramente perchè non sia fattibile sanzionare i comportamenti di cui sopra.


La multa (al disabile) è sbagliata, ma non si può annullare subito: ci vuole un ricorso

8 febbraio 2013

di Maurizio Caprino

L’Italia è la culla del diritto, si dice.

Eppure è anche il Paese dove, se una multa palesemente errata la prendi in una località, te la cavi con una telefonata e una mail all’ufficio da cui dipende l’agente che ha sbagliato; se invece la prendi altrove, sei costretto a presentare un ricorso. È capitato anche alla povera moglie di un disabile marchigiano, che aveva dovuto accompagnare il marito a Milano per curarsi ed è incappata nelle telecamere dell’Area C.

In un Paese normale, la signora non dovrebbe muovere un dito per difendersi: esisterebbe un database nazionale dei permessi per disabili, cui chi gestisce rilevatori automatici di accessi abusivo è sempre collegato per un far inviare multe a sproposito (con relative spese di notifica).

Nell’Italia che funziona meglio, basta inviare una copia del permesso per far annullare il verbale.

Nell’Italia più Italia, ci vuole un ricorso. Forse dipende dagli orientamenti di ciascuna Prefettura (che dovrebbe invece essere un organo di coordinamento che garantisca l’applicazione uniforme delle leggi per conto del Governo).

Però non è vero che presentare un ricorso, se il verbale arriva da una località lontana, faccia spendere più soldi della multa, come ha invece raccontato il Corriere della Sera a proposito della signora marchigiana multata a Milano: quando una multa è palesemente infondata, non occorre rivolgersi al giudice di pace (cosa che di fatto obbliga a sobbarcarsi almeno un viaggio).

Basta un ricorso al prefetto, che decide senza richiedere la presenza dell’interessato. Dunque, si manda il ricorso al prefetto per raccomandata (preferibilmente spedendolo al comando da cui dipende l’agente accertatore, così si risparmia tempo) e via.

 


A Milano, un parco dedicato al vigile Nicolò Savarino

14 gennaio 2013

parco_savarinoMilano dedica un parco a Nicolò Savarino, il Vigile di Quartiere che il 12 gennaio  2012 fu tragicamente investito da un’automobile durante un controllo.

Su decisione della Giunta il parco compreso tra viale Jenner e le vie Livigno, Guerzoni e Collegno, in Bovisa, il quartiere dove da molto tempo prestava servizio l’agente di Polizia locale, gli sarà dedicato e una targa commemorativa sarà apposta all’ingresso del parco durante una cerimonia cui parteciperanno, oltre ai familiari del vigile, il Sindaco Giuliano Pisapia e l’assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, Polizia locale Marco Granelli,  il 21 gennaio, alle 12.30, a un anno dalla celebrazione del funerale avvenuto in Duomo.

“Nicolò Savarino, era conosciuto e apprezzato da tutti, colleghi e cittadini. Non si è mai risparmiato nel suo lavoro al servizio della comunità. Vogliamo ricordarlo per questo, per il suo impegno verso la città nella quale viveva ormai da molti anni” dichiara Marco Granelli.

Oltre all’intitolazione del Parco la Polizia locale su decisione del Comandante Tullio Mastrangelo ha deciso di dedicare a Savarino il  Comando di Zona 9 di via Livigno 3.

Il consiglio di Zona e la presidente Beatrice Uguccione hanno  inoltre organizzato una fiaccolata che partirà alle ore 21 di lunedì da via Alfieri per arrivare presso il Comando di Zona 9.

Fonte

Aggiornamento del 16 maggio 2013: Ed ecco che per l’omicida arrivano le attenuanti. Dove sia la giustizia non lo so, ma sicuramente si è perso per strada anche il rispetto per le vittime. Che vergogna.

Articolo correlato: Chi era il vigile Nicola Savarino

Il Blog supporta la raccolta di firme per: Una nuova legge contro i pirati della strada


Per evitare la multa dice di essere un broker (di buona famiglia). E chi se ne frega, vien da dire, se non fosse che…

14 novembre 2012

L’epilogo della vicenda che ho letto oggi ha dell’incredibile e non, purtroppo, per l’atteggiamento criminale dell’automobilista, cosa questa alla quale siamo abituati (ma non assuefatti, sia chiaro!), ma per quella convinzione di assurda impunità del giovane broker.

La vicenda in due parole:

Alle 18.30 del 15 ottobre una jeep Wrangler viene fermata perché circolava lungo la corsia di sosta dei mezzi pubblici. Il guidatore però insulta il vigile e non ha nessuna intenzione di accostare. A questo punto l’agente, per evitare che il conducente della jeep scappi, allunga un braccio nel finestrino aperto della macchina, per cercare di estrarre le chiavi dal cruscotto. Ma chi è alla guida non demorde e accelera bruscamente, trascinando l’agente, appeso alla portiera, per una ventina di metri. E, per fargli perdere la presa, il giovane sterza repentinamente verso destra, proiettando il vigile sull’asfalto, a pochi centimetri dalla ruota posteriore sinistra del fuoristrada.

Ma quello che mi ha colpito e che ha originato il titolo è questo: età compresa tra i 20 ed i 30 anni, professione broker, come aveva urlato al vigile nel tentativo di farlo recedere…

Recedere? Quindi secondo te i broker possono circolare dove e come vogliono?

Tanto più se sono incensurati e di buona famiglia come si legge. La tua famiglia forse sarà buona, ma tu sei sicuramente la mela marcia, ragion per cui questo post sarà catalogato nella sezione Gli incivili.

 

 


Quando la telecamere multa anche le auto sul carro attrezzi

13 novembre 2012

Che la telecamera scatti la foto, passi; che poi invece nessuno abbia l’intelligenza per non emettere e spedire il verbale, la dice lunga sulla colpevole incapacità di chi doveva impedire accadesse. Ed ora il cittadino dovrà perdere tempo e denaro per ovviare all’incapacità altrui, al solito…

°°°

di Maurizio Caprino

Si può essere multati per divieto di sosta, farsi rimuovere l’auto e poi per accesso abusivo nella zona a traffico limitato, il tutto rigorosamente in questa sequenza?

Sì.

Basta che il carro attrezzi che ha effettuato la rimozione, lungo il tragitto tra il luogo dell’infrazione e la depositeria, entri nella Ztl: le telecamere che la presidiano sono “addestrate” a leggere qualsiasi targa passi, senza fare distinzioni.

E’ stato così che un lettore ha preso anche la multa per divieto di circolazione; è accaduto a Milano.

Ma non sarebbe dovuto accadere: prima che il verbale venga notificato, un agente avrebbe dovuto visionare il fotogramma dell’infrazione, da cui probabilmente sarebbe stato molto facile capire la situazione.

E allora perché è accaduto?

 

 


Addio al pioniere della lotta ai falsi a Milano

11 novembre 2012

di Maurizio Caprino

Si è sparato ieri prima dell’alba, Antonello Di Mauro. Era agente di polizia locale a Milano e ha scelto di suicidarsi proprio nel comando di piazza Beccaria. Quando uno sceglie di andarsene così, a noi resta solo lo spazio per la tristezza. E per ricordare i segni che il defunto lascia.

Nel caso di Di Mauro, è l’ufficio falsi documentali del Corpo di polizia locale milanese. Un ufficio che fu fondato da lui precorrendo i tempi, cioè ben prima che le false polizze Rc auto finissero sulle prime pagine dei giornali: all’epoca, nella considerazione dell’opinione pubblica erano solo uno dei tanti documenti che qualcuno contraffaceva.

Oggi l’allarme-evasione Rc auto suona molto più forte alle orecchie della gente, mentre per gli investigatori è solo uno dei tanti fronti su cui vigilare. Tanto che la Polizia locale milanese ha creato un vero e proprio reparto di investigazioni scientifiche, in pratica il Ris dei vigili.

 


Perchè quando c’è il mercato rionale scatta l’anarchia sulle strade?

29 ottobre 2012

In questo post si parla di pedoni, di automobilisti e di vigili, ma al solito è necessaria una precisazione, al fine di evitare la solita polemica alzata di  scudi dell’intera categoria: se sei un vigile coscienzoso, che fa il suo dovere con professionalità, QUI non si parla di te.

Nello specifico mi riferisco al mercato del sabato di via Fauchè, a Milano, tuttavia ho notato che le dinamiche sono le stesse in ogni zona, perlomeno per quel che ho potuto vedere io.

I vigili nei mercati sono sempre presenti, spesso in forze, ne vedo sistematicamente da 4 a 6, ma vien da chiedersi su che cosa vigilino, a prescindere dal fatto che per vigilare dovrebbero forse guardarsi in giro e/o muoversi lungo la via, ma ogni volta li vedo raggruppati a chiacchierare oppure chiusi nelle auto, rigorosamente con il motore acceso.

Comunque sia, vigilano sulla presenza degli ambulanti abusivi?

A quanto raccontava il lettore del Corriere, degli abusivi se ne fregano, anche se vendono biciclette rubate.

Sul traffico di auto e pedoni?

Come potrete vedere dalle foto seguenti anche questo è un fattore ignorato.

Ecco che il semaforo è rosso eppure i pedoni attraversano, chi sulle strisce, bontà sua, chi in mezzo all’incrocio. Incrocio sul quale staziona l’auto con due vigilesse che si fanno i fatti loro.

Passiamo ora agli automobilisti che nonostante la piazza sia stata sistemata al fine di ricavare alcuni parcheggi, trovano ovviamente molto più comodo sostare dove vogliono ovvero sulla carreggiata come queste auto…

oppure nella canonica doppia fila… in questa foto, la visuale è disturbata dai fessi che hanno parcheggiato regolarmente, tuttavia su tutta la piazza vi sono auto in sosta dove capita…

Per quanto riguarda il fesso che scrive questo post, ho parcheggiato nelle strisce blu in via Pier della Francesca e ci siamo fatti poi qualche centinaio di metri a piedi.


Parcheggio selvaggio (con la benedizione dei vigili): alla fine si esagera.

17 ottobre 2012

Giorni fa mi lamentavo delle auto parcheggiate, giorno e notte, sulla carreggiata, in via Novara, e nello specifico sulla corsia destinata ai mezzi pubblici; il tutto sotto l’occhio dei vigili che non vedono.

(E parafrasando quello che scrive Minerbi su Topgear dopo la polemica con i ciclisti: se sei un vigile coscienzoso, che fa il suo dovere con professionalità, QUI non si parla di te.)

Lo scorso anno segnalavo il problema delle auto in divieto di sosta in via Meli che costringono i pedoni a camminare in mezzo alla strada, con ovvii pericoli, grazie anche al fatto che gli automobilisti in transito non si pongono il problema di limitare la velocità.

La scorsa settimana stavo transitando nella via, con ovviamente tutto il lato sinistro (per chi guida) della strada occupato dalle auto in sosta e di conseguenza, complice la via piuttosto stretta, lo spazio per le auto di passaggio era quello che era, come si può vedere…

Se non fosse che arriva un grosso monovovolume (quelli da 7 posti, per capirci) che si sposta sempre più a destra, sino ad arrivare con la gomma sulla striscia che delimita la zona per i pedoni; solo che lo specchietto laterale invadeva pericolosamente il mio spazio vitale ed infatti avendo notato la manovra mi sono spostato verso il muro e venivo solo sfiorato dalla vettura.

E se non mi fossi accorto, se fossi stato una mamma con bambino per mano oppure un’anziana con borsa della spesa?

C’è da dire che, mentre inveivo contro l’imbecille, mi rendevo conto che il graduale spostamento verso destra era stato causato dal fatto che stesse guardando il display del telefonino e non la strada.

L’altro giorno sono ripassato per la medesima strada ed ho notato che il primo automobilista della fila, praticamente a pochi metri da Via Padova, aveva una multa. Bene. Vuol dire che un vigile è passato ed ha fatto il suo dovere e che, soprattutto, ha percepito il problema.

Però che senso ha fare la multa solo al primo ed ignorare le altre 40 automobili in sosta?

Se come pedone ho il diritto di camminare senza correre il rischio di essere steso, come cittadino ho il diritto che il Comune faccia rispettare i divieti che loro stessi pongono ed infine come automobilista ho il diritto di pretendere che ognuno di noi sia uguale davanti alla legge.

Oggi l’ennesimo passagio ed ecco che le auto erano in sosta su entrambi i lati e per di più proprio sotto al cartello di sosta vietata.

Dobbiamo sperare che un incolpevole pedone sia investito prima che la Polizia Locale si dia una mossa?

E poi leggi dell’automobilista che parcheggia sotto casa l’auto con il finestrino aperto, e si ritrova un verbale sotto il tergicristallo.

Perchè parcheggiare con il finestrino aperto è vietato.

Sostare sulla carreggiata, invece?  No….?


Se decine di auto sono in sosta vietata e bloccano la careggiata, la colpa di chi è?

25 settembre 2012

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Percorrendo la Via Novara, a Milano, verso la città, ad un certo punto un lungo tratto di strada (dopo il distributore della Shell, per capirci) è occupato da automobili in sosta. A qualsiasi ora del giorno e della notte. E’ quindi una pratica consolidata e ben più che tollerata.

Ma resta il fatto che sono parcheggiate sulla carreggiata e per di più si tratta della corsia riservata a bus e taxi.

Le foto che seguono, sono quello che sono, ma le ho tratte da un breve filmato fatto alle 6.30 del mattino, per cui per poter agire in sicurezza ho dovuto accantonare la qualità. Comunque sia, tutte le auto in sosta sulla destra, sono in sosta decisamente vietata.

Stamattina le ho contate: erano 29.

E’ evidente che gli autobus in transito sono disturbati dalla presenza di queste auto, così come è evidente che i vigili ben conoscono la situazione, anche considerando che nelle vicinanze c’è il deposito delle auto rimosse (ironia della sorte ;-) ) per cui il transito di auto e moto dei vigili è persino superiore alla media.

Anni fa, i primi tempi che guidavo l’auto, avevo preso una multa in una situazione simile, facendomi fregare (allora) dal fatto che tutti parcheggiavano lì, per cui ho parcheggiato anch’io. Una multa da fesso, prontamente pagata, ovvio.

Mi chiedo pertanto di chi sia la colpa per il totale lassismo nei confronti di queste auto in sosta vietata.

Dei singoli vigili che transitano di lì e non fanno mai multe?

Dei loro superiori che gli dicono di non farle ed allora sarebbe interessante sapere se il Codice della Strada è così elastico e perchè…

Oppure gliele fanno e tutti se ne fregano?

Resta il fatto che 30 auto in sosta sulla carreggiata non hanno giustificazioni…

°°°

Ieri Maurizio Caprino ha scritto un post sul suo Blog commentando quanto ho esposto, ma ha attribuito il tutto al fatto che in momenti di basso traffico, come le ore serali: il buonsenso suggerisce di adibire quello spazio alla sosta. Giuridicamente non si può, ma nella pratica sì.

Su questo presupposto si basa anche questa affermazione: Contrariamente alle generalizzazioni che avvelenano i dibattiti, i vigili di buonsenso non mancano e quindi s’instaurano prassi in cui, alla fine, tutti vivono meglio.

Se non fosse che tutto il ragionamento crolla quando ci si rende conto che durante il giorno le auto parcheggiate sulla carreggiata sono persino di più, come potrete vedere dalla foto scattata ieri alle 17.40.

E quindi non c’è traccia di buonsenso negli automobilisti che parcheggiano in divieto di sosta e meno che mai nei vigili che non sanzionano tale comportamento.

Il 24 o 25 ottobre, sulla Via Novara c’erano due auto dei vigili con il loro autovelox d’ordinanza. Certo, si tratta di un tratto urbano, dove vigono i 50 kmh. e che nessuno rispetta in quanto una strada a 2 corsie+1 riservata, con spartitraffico, pochi incroci e passaggi pedonali peraltro regolati da semaforo, ti concede i 60 kmh. senza il rischio di una strage. Diversa la situazione nella notte dove talvolta capitano incidenti gravi, causati sempre dall’alta velocità e dai passaggi con il rosso e/o senza rispettare le precedenze (quando il semaforo è lampeggiante.) Di incidenti se ne vedono anche durante il giorno, ma sono quasi sempre tamponamenti.

Prendo atto che in ogni caso ci sono i 50 kmh., per cui va bene che siano ligi al dovere, ma allora vien da chiedersi come mai, non lo siano per multare le decine di auto in sosta sulla carreggiata proprio di fronte a dove si sono posizionati.

Va da sè che così come in certi casi ci si ponga delle domande sui comportamenti dei singoli vigili, resta sempre in essere la medesima domanda su chi li comanda e che sembra non accorgersi di certe cose.

E francamente se il singolo vigile poco professionale fa “girare le balle”, ben diverso è per chi ha posizioni di responsabilità ben più grandi. Ed allora si tratta di incapacità professionale o cecità dolosa?

°°°

Giusto per ribadire il concetto, un altro paio di episodi. Ieri in azienda è venuto un camion a caricare del materiale. Al momento di ripartire sentivo che l’autista era indeciso circa la possibilità di uscire dalla via. Certo, è una strada stratta e con uno sbocco un pò stretto, ma il camion era sugli 8 metri, ce la poteva fare.

Se non fosse che spostandomi sulla carreggiata ho notato che poche decine di metri più avanti, un grosso Suv (Bmw X5) aveva parcheggiato, sulla strada, in doppia fila.

Volendo poteva parcheggiare sul passo carraio della carrozzeria, dove forse si era recato, ma chi glielo fa fare a mettere la retro e parcheggiare?

Meglio lasciarla lì, tanto una macchina ci passa, un’ambulanza forse, ma…un camion dei pompieri? Ed allora mi viene quasi il desiderio che la sua bella casetta si incendi, senza nessuno in casa, e quando si incazza con i pompieri che non sono arrivati in tempo per salvarla, gli dicano: siamo stati bloccati da un Suv (il tuo, pirla!) parcheggiato male.

°°°

Un’ultima foto. Noterete auto in sosta in doppia fila, in una piccola via milanese (piazza Greco). Auto che ci sono tutti i giorni feriali, e di solito sono più numerose.

Vabbè, niente di nuovo, penserete, se non fosse che la via in questione è a doppio senso.

Per cui le auto in sosta impediscono alle altre vetture il transito che di fatto è subordinato alla gentilezza dell’automobilista che arriva.

Qualcuno vede buonsenso?

Oppure colpevole lassismo che lascia impunità l’inciviltà a totale danno del “bravo cittadino”?


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