A Bari una storia di malaedilizia e malasegnaletica

16 marzo 2013

di Maurizio Caprino

Chi lo ha detto che i vigili urbani sono sempre intenti a fare cassa?

A Bari, stanno infilando avvisi sotto i tergicristalli di chi sosta abitualmente in una via dove è vietatissimo. Gli avvisi ricordano che è stata commessa l’infrazione e mettono in guardia sul fatto che tra qualche giorno si farà sul serio, perché s’inizierà a multare.

Una prassi analoga a quella che decenni fa veniva talvolta riservata agli stranieri in Germania e che all’epoca fece notizia come esempio di civiltà. Poi, in alcuni casi, è sbarcata anche in Italia.

Così la domanda sorge spontanea: è giusto avvisare prima di multare, visto che la segnaletica parla chiaro?

Dipende. In un Paese perfetto, se c’è la segnaletica, non dovrebbero essere ammesse discussioni: multare e basta!

Però siamo in Italia, repubblica fondata sul disordine edilizio e sulla malasegnaletica. E allora scopriremo che dipende davvero. E che nel caso di Bari non si poteva fare diversamente.

Il caso di Bari lo conosco fin troppo, visto che in quella via ho avuto l’ufficio per tre anni, durante i quali ho visto completarsi e popolarsi il complesso edilizio che è all’origine del problema.Palazzoni inizialmente (primi anni Novanta) destinati a ospitare a prezzi agevolati poliziotti, carabinieri e finanzieri trasferiti nelle grandi città del Sud a “rafforzare il controllo del territorio” dopo le grandi stragi di mafia.

Manco a dirlo, i lavori di costruzione sono finiti solo negli ultimi anni, quando di quelle stragi erano rimasti solo il ricordo e i (soliti) misteri, per cui di massicci spostamenti di agenti al Sud non c’era più bisogno.

Così quei palazzoni sono stati in buona parte svincolati: gli appartamenti sono finiti sul libero mercato dell’edilizia privata. Risultato: si sono salvati dal classico destino da dormitori di periferia, per diventare un complesso edilizio di un certo pregio (pur periferico, poco servito e peggio collegato al resto della città nonostante le distanze siano irrisorie, ma anche questo è un classico), in parte adibito a uffici.

Già, gli uffici. In questi anni, se ne sono trasferiti qui a decine, attirando ogni giorno un traffico di centinaia di auto, tra dipendenti e clienti/utenti. La viabilità, però, è stata concepita per molti meno veicoli: strada tanto stretta che non c’è lo spazio regolamentare per sostare ai lati.

E così – come praticamente in tutto il resto della periferia barese – ci si è arrangiati: i segnali di divieto sono stati ignorati, sia dagli automobilisti sia dai vigili. Per almeno tre anni. Fino a quando qualcuno non si è lamentato e la grana è scoppiata.

Una soluzione più intelligente ci sarebbe stata: siccome la strada si limita a un tracciato rettangolare che cinge il complesso, nulla sarebbe costato renderla sin dall’inizio a senso unico, prevedendo il volume di traffico generato dagli uffici che si sapeva sarebbero stati impiantati. E, guardacaso, adesso è la soluzione che il Comune sta valutando.

Non è detto che si riesca ad adottarla: magari manca qualche centimetro per rientrare pienamente nei dettami del Codice della strada e delle altre norme in materia. Se fosse effettivamente così, avremmo il paradosso che per essere zelanti sui centimetri ci terremmo due file di veicoli in perenne divieto, soggetti a multe continue ma non parcheggiabili altrove perché intorno è tutta campagna.

Cartolina dall’Italia.


Milano si riempie di altre strisce blu. Ma sbaglia a disegnarle. E i cartelli vecchi…

19 febbraio 2013

visto che si parla di strisce blu, io insisto…  

 

°°°

di Maurizio Caprino

Milano, piazza Repubblica. Siamo al centro di una città che in periferia si prepara all’Expo 2015, eppure ci si permette il lusso di trascurare la segnaletica di quello che è uno dei cavalli di battaglia dell’attuale Giunta comunale: la sosta a pagamento.

Qui in pratica hanno dipinto le strisce blu (da anni), ma il povero automobilista che parcheggia non sa quanto e quando deve pagare, perché manca il cartello che lo spieghi (lo avranno anche rubato, ma il Comune è tenuto a rimpiazzarlo).

E si sa che quando la segnaletica orizzontale contrasta con quella verticale non va rispettata.

Di qui il sagace avviso lasciato dall’automobilista (un avvocato?) sul cruscotto della sua vettura, che vedete nella seconda delle due foto sopra (scattate da Nicola Dentice, che ringrazio per la segnalazione).

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Eppure la Giunta Pisapia ha davvero ansia di tappezzare Milano di strisce blu, anche in piena periferia. Nulla da ridire sul piano ideologico e della politica del traffico: ben vengano anche le strisce blu se si dimostrerà di riuscire a fare finalmente una politica della mobilità di ampio respiro, con molti più mezzi pubblici e una visione che va ben oltre le solite beghe quotidiane di sapore demagogico-elettorale.

Però la Giunta ha avuto tanta ansia da aver permesso che si disegnassero strisce anche dove era palesemente vietato dalla legge e dal buonsenso.

Adesso si sono accorti di aver esagerato, ma non hanno ancora eliminato tutto ciò che non va.

E, soprattutto, pare incredibile che l’ufficio tecnico di un Comune così grande abbia fatto errori e forzature così grossolani.


“Come e dove” le disegnate le strisce blu?

28 gennaio 2013

Nel numero di Quattroruote di febbraio c’è un servizio che segnala l’abuso di strisce blu fatto da diversi comuni; ad esempio mostrano le strisce che arrivano fino in curva, dove di solito saresti sanzionato se parcheggiassi lì, ma va tutto bene se paghi, perchè a quel punto non sei più un ostacolo alla viabilità ed alla visibilità… salvo poi dimenticarsi che se arriva un autobus;-)

Tutte cose che scrivo da mesi, ma ho toccato con mano che lamentarsi e segnalare le cose che non vanno, non serve a nulla, anzi, scrivendo al Comune e leggendo le loro inutili risposte, ti senti anche preso in giro, soprattutto quando addomesticano il Codice della Strada a loro piacimento ovvero citano quale giustificazione il contrario di quello che dicono le norme.

Ed allora anche questo articolo di Quattroruote, così come le loro Campagne a difesa dell’automobilista, faranno poca strada.

Chi ha il potere di cambiare le cose, in realtà non le vuole cambiare, per cui…

Quattroruote segnala tra l’altro, le strisce blu disegnate con un palo in mezzo all’area (ma io ho visto anche strisce blu disegnate intorno ad un albero) ed allora dato che tempo fa segnalavo le strisce blu adatte solo alle auto triangolari, ecco che sabato mi sono trovato alle prese con la striscia blu che cozza su uno spicchio di marciapiede che, se non ci fosse, permetterebbe di sfruttare al meglio lo spazio disponibile.

Va da sè che un’auto normale non potrebbe parcheggiare, ma fortunatamente la Kmobile mi ha aiutato ad usufruire dell’unico spazio disponibile, anche se purtroppo non sono riuscito ad accostare al meglio al marciapiede.

DCIM100MEDIA

Se dobbiamo parcheggiare nelle strisce blu, non varrebbe la pena di disegnarle al meglio e, nel caso, di modificare il marciapiede?

DCIM100MEDIA

 


Un altro automobilista incivile nel DNA

21 settembre 2012

Ieri mattina ecco materializzarsi una Jeep parcheggiata in mezzo all’Area di carico e Scarico, nonostante ci fosse altro posto nella via.

Nulla di nuovo, lo so bene. Posso anche pensare che come molti milanesi abbiano dato una nuova interpretazione alla segnaletica stradale, scambiando questo cartello…

per un’area di sosta per Suv e che quindi l’ometto con il carrello stia a significare che chi deve caricare un camion, debba obbligatoriamente prendere il carello e levarsi dalle palle

A questo punto si aprono davanti a me alcune opzioni:

1 – Non posso attuare la vendetta con mazza da baseball, ipotizzata mesi fa, ;-)

2- Non è realizzabile il pensiero dell’amico Gigi che avrebbe gettatto una molotov sotto il famoso Porsche Cayenne 

3 – Anche la versione del lettore che accarezzava l’idea di usare una bottiglia di benzina, con accendino, per risolvere il problema del Porsche parcheggiato sul’area del car sharing, non può essere presa in considerazione

4 – Potrei chiamare i vigili, ma come ben sa anche il Testimone, non solo è difficile prendere la linea, ma poi anche se ce la fai escono 1 volta su 10. A meno che sia il Papa a chiamare;-)

Non mi resta che pazientare e tentare un bluff, lasciando il solito biglietto sul parabrezza; e visto che qualche volta funziona…

Fino a qui, ho raccontato una storia già letta, tuttavia quando qualcuno parcheggia nell’area ti vien da pensare che sia sicuramente un incivile, ma di passaggio, che alla sera se ne andrà e che dopo aver letto il biglietto si renda conto, forse, di essere stato poco accorto nel parcheggiare, con relativo fastidio agli altri…

Ed invece, questa mattina, quando sono arrivato in ufficio (ore 7.00) che cosa ho visto?

Appunto, l’incivile ha spostato la Jeep dall’area, per parcheggiarla sul marciapiede, in occasione del lavaggio strada, cosa che fanno molti, salvo poi tornare la mattina per riportare l’auto sulla carreggiata.

Ma non il nostro incivile che, di coccio, la lascia lì, bloccando di fatto il passaggio dei pedoni. Ed infatti in questo momento, (sono le 14.00), l’auto è sempre lì.


Se avessi un’auto triangolare, sarei a posto…

19 settembre 2012

Giorni fa a Milano ho notato delle strisce blu tracciate in maniera fantasiosa, infatti solo con un’auto, piccola e triangolare, :-D avrei la possibilità di usufruire di questo spazio:

Mi chiedo se tracciandole diversamente non si sarebbe potuto sfruttare meglio lo spazio a disposizione, ricordando anche il fatto che le strisce non sono dimensionate sulle larghezze attuali delle vetture, per cui bastano un paio di Suv (ed i loro ingombri) per rubare spazio al posto accanto…


Dove sta la logica nel parcheggiare (per forza) contromano?

4 settembre 2012

Percorrendo i Bastioni Corso Venezia, a Milano, direzione centro, avvicinandosi a Corso Venezia, nell’ultimo tratto che costeggia il Parco, sono presenti le strisce blu, sia sulla carreggiata, sia in un’area posta tra la recinzione del Parco ed il piccolo marciapiede/pista ciclabile.

Dal mio punto di vista verrebbe naturale entrare in quest’area dal primo varco che si incontra e, proseguendo nel medesimo senso di marcia, parcheggiare. Ed invece no. Perchè l’accesso è vietato.

E’ invece obbligatorio arrivare alla fine dell’area e svoltare a destra per poi proseguire, in senso inverso e parcheggiare.

Va da sè che poi per uscire dal parcheggio bisogna arrivare al varco della foto 1 , uscire per svoltare poi a destra.

Se non fosse che quando stai per uscire, incontri spesso l’auto che arriva, in pratica, contromano…


Quando la segnaletica viene rifatta a misura di Iene e quando viene lasciata al caso

21 agosto 2012

di Maurizio Caprino

Pare strana anche a voi questa segnaletica?

Cerignola

Di sicuro è parsa strana a chi mi ha inviato la foto. E questa è una notizia, perché parliamo di una persona che con le norme della strada ci lavora tutti i giorni. Gli ha fatto impressione che accanto alle consuete strisce blu sia stata disegnata una misteriosa striscia bianca discontinua.

Ma siamo in Italia e risolvere i misteri è facile: basta rovistare fra i cavilli e i casi di cronaca che essi originano.

In questo caso, dobbiamo andare indietro di un anno e mezzo, quando “Le Iene” fecero il presunto scoop sulle strisce blu irregolari a Milano.

Tirarono fuori il cavillo secondo cui le aree di parcheggio devono stare fuori dalla carreggiata ed ecco servita la reazione di qualche Comune: quella striscia bianca discontinua accanti a quella blu dovrebbe fungere da riga di margine della carreggiata, in modo da lasciarvi fuori l’area dove si sosta a pagamento. Contenti?

Intanto, a questi eccessi di zelo fa da contrappeso una certa approssimazione a Milano: nessuno si è preso la briga di chiarire se chi parcheggia nelle strisce blu debba pagare anche nel deserto agostano. E i risultati si vedono.

Non è il primo caso di “segnaletica con mancanze di comunicazione” in questi mesi.


Ma le strisce blu milanesi, in agosto, sono attive?

19 agosto 2012

La domanda indicata nel titolo, nasce spontanea: ma le strisce blu milanesi, in agosto, sono attive?

Oggi mi sono recato in Piazza Cinque Giornate ed ho parcheggiato; un attimo prima di accendere la famosa tessera elettronica, mi sono posto la domanda di cui sopra, perchè un paio d’anni fa mi ero trovato a pagare e scoprire, dopo, che le strisce blu erano inattive per un paio di settimane agostane.

A questo punto ho verificato che la decina di auto in sosta nelle vicinanze erano tutte senza grattino, ma potevano essere tutti furbetti… sulle paline ovviamente nessun avviso in tal senso.. nessun addetto per la sosta a vista d’occhio e bar ed edicole erano chiuse…

Considerando che vedo la scorrettezza di Atm (in merito alle tessere prepagate) come fumo negli occhi, e stufo di ritrovarmi conuto & mazziato, mi sono adeguato ed ho appoggiato la tessera al suo posto, senza accenderla..

Rientrato a casa, ho fatto un giretto sui siti dell‘Atm e del Comune senza trovare una notizia che confermasse l’ipotesi della gratuità delle strisce blu o, meglio, nella pagina Atm dedicata ad agosto non c’erano indicazioni in tal senso.

Ed allora, preso atto che per una volta mi sono inserito nella categoria dei furbetti, vien da chiedersi come pagare la sosta se non vi sono in giro gli addetti alla vendita dei grattini

P.S. Al solito, resta poi il problema che nei giorni festivi la sosta di 5 ore si paga 2 €, ma se hai la tessera elettronica, prepagata (100 €!) te lo prendi in quel posto, come sempre…


Lavori in corso e segnaletica poco chiara…

31 luglio 2012

Da alcuni giorni ci sono dei lavori in corso in via Rucellai, ragion per cui è stato chiuso l’accesso, ad esclusione dei residenti.

Arrivando dalla direzione opposta alla mia, ancor prima di impegnare la rotonda, si nota  la recinzione che delimita dei lavori in corso ed i cartelli del caso:

ma se arrivi da Via Breda, vedi la recinzione, ma non leggi la segnaletica, per cui svolti a destra ed a quel punto ognuno ci mette del suo… io ho proseguito la marcia e dopo qualche centinaio di metri ho trovato la traversa che mi consentiva di uscire dalla via e cambiare percorso, ma c’è chi inchioda per fare retromarcia…

sono però dell’idea che la segnaletica che avvisa della chiusura della via avrebbe dovuto essere ripetuta anche per chi, come me, arriva da una posizione tale da non poter leggere i cartelli.

E’ vero che è stato posizionato un cartello che indica la direzione obbligatoria…

ma è anche vero che lo stesso, arrivando, è coperto da un altro cartello e, per non negarsi niente, qualche furbacchione ha posizionato un foglio che ribadisce il fatto che i residenti possono svoltare, cosa questa che i residenti ben sanno, per cui non si capisce il perchè del foglio… che in ogni caso rende meno leggibile (al volo) il cartello.

Mi chiedo se non fosse possibile posizionare un cartello con scritto Viabilità modificata e, magari, il cartello con la direzione obbligata e strada chiusa a destra, in modo che tutto risaltasse all’occhio.

P.S. Questa mattina ho notato una pessima abitudine ovvero svoltare e parcheggiare subito dopo, sulla carreggiata, per poter andare in tranquillità al bar.

Immaginate se un residente svoltasse in coda all’auto precedente che invece si blocca di colpo (ovviamente senza segnalare, ci mancherebbe)…


Quando le segnaletica è posizionata in maniera casuale…

31 luglio 2012

Che a Milano sia in corso la revisione del Codice della Strada e della segnaletica, è cosa nota, per cui integro quanto già pubblicato con alcune chicche raccolte da mio padre che ho trasformato in un reporter digitale, grazie anche alla Toshiba C-clip.

Si comincia con il semaforo all’incrocio via Arici-Via Padova riposizionato causa lavori stradali con le lampade orientate nel senso sbagliato, per cui i pedoni devono attraversare secondo l’intuizione personale.

Dovendo riposizionarlo, ci voleva tanto per farlo come si deve?

Andiamo oltre, sempre in via Ponte Nuovo angolo via Tanaro, abbiamo un cartello, peraltro di sosta vietata 0-24  con rimozione, abbattuto… e lì sta.;-)

D’altro canto i lettori più vecchi ben ricorderanno il tempo di attesa perchè un cartello tornasse al suo posto: 365 giorni!

Nelle vicinanze, in Via Ponte Nuovo, appena prima del ponte (di fronte all’erboristeria, per capirci) abbiamo questo cartello ….

Ops, non si capisce che cartello sia? Non lo capisce neanche l’automobilista che sopraggiunge, comunque sia, eccolo qua:

29 agosto 2012: Questa mattina mio padre ha incontrato due vigili e gli ha segnalato quanto ho scritto nel mio post. Circa il cartello caduto da mesi, non hanno detto nulla, ma per il semaforo ed il cartello “girati” hanno detto: “eh, ma qualcuno li girati.”

Complimenti, non ci avevamo pensato, ma resta il fatto che semafori e cartelli spostati da un vandalo o mal posizionati dagli addetti ai lavori non svolgono la loro funzione e possono pure essere fonte di pericolo.

Oppure visto che qualcuno li ha girati dobbiamo aspettare che arrivi un nuovo furbetto che ligiri nuovamente?

Vigili e Comune chiedono al cittadino la collaborazione, poi quando segnali le cose che non vanno, (con educazione)per prima cosa fannoscaricabarile. Non è colpa mia, è colpa sua, ecc..

Va bene, ma chi risolve il problema che qualcuno in ogni caso ha creato?

 


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