La bufala: la dichiarazione contro le donne attribuita a Papa Francesco

18 marzo 2013

Pochi giorni fa mi scriveva l’amico Gigi, per dirmi il suo punto di vista ottimistico (che, da “non credente”, condivido) circa l’elezione del nuovo Papa.

Ed ora mi tocca leggere un post di Paolo Attivissimo (qui in sintesi) con il quale racconta della bufala che, al solito, gira per la Rete, senza che nessuno ne controlli la fonte e/o l’esattezza di quanto contenuto; è un atteggiamento criticabile a prescindere, ma nel momento in cui i complici della disinformazione sono i cosiddetti organi d’informazione a farlo, va da sè che una volta di più cadono le…braccia.

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Questa è la frase attribuita al neoeletto Papa Francesco, l’argentino Jorge Mario Bergoglio:

“Le donne sono naturalmente inadatte agli incarichi politici. L’ordine naturale e i fatti ci insegnano che l’uomo è l’essere politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che la donna da sempre è il supporto dell’uomo che pensa e realizza, ma niente più di questo”.

Ma è veramente sua?

La serietà professionale e il buon senso imporrebbero di verificare un’affermazione così grave prima di pubblicarla e diffonderla. Le redazioni che la citano, invece di limitarsi a dire che circola in Rete, potrebbero adoperarsi per scoprire come stanno i fatti.

Sembra molto sospetto che una notizia del genere, contenente una dichiarazione così esplosiva da parte dell’arcivescovo di Buenos Aires, non sia stata ripresa da nessuno in Argentina e in tutto il resto del mondo: né da un giornale, né da un blog.

Successivamente Attivissimo ha aggiornato il post: I lettori mi segnalano che l’UAAR (citata nell’immagine a inizio articolo) ha pubblicato una rettifica (anche su Facebook) e segnalano la smentita di Infocatolica e l’indagine di Giornalettismo.

 


Milano, 2-3 giugno: i blocchi del traffico per l’Incontro Mondiale delle Famiglie

28 maggio 2012

Avrei preferito che il Comune di Milano avesse dato maggior risalto alle informazioni che pubblico in calce, comunque sia, l’importante è averle trovate ;-)

°°°

Nei giorni venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 giugno 2012, in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie che vedrà l’arrivo a Milano di Papa Benedetto XVI, sono previsti importanti appuntamenti religiosi che coinvolgeranno migliaia di pellegrini in visita a Milano.

Al fine di facilitare gli spostamenti il Comune di Milano ha previsto, nei giorni sabato 2 e domenica 3 giugno 2012, l’introduzione di una Zona a Traffico Limitato (ZTL) temporanea, che comporterà la sospensione della circolazione dei veicoli nell’area evidenziata nella mappa che segue.

Inoltre, cliccando i link qua sotto, è possibile conoscere:

Sabato 2 giugno 2012, i mercati di via Asmara, piazzale Lagosta/via Garigliano e via Osoppo/via Altamura non avranno luogo.

Restano inoltre sospesi domenica 3 giugno il “Mercatino delle pulci” di San Donato Milanese e quello dedicato a bolli e card di Via Cantù e zone limitrofe.

In via preventiva, la tradizionale Festa del Naviglio, in programma nella prima domenica di Giugno, è stata rinviata alla seconda domenica di Giugno.

Date e orari della Zona a Traffico Limitato

  • 2 giugno dalle ore 10.00 alle ore 24.00
  • 3 giugno dalle ore 00.00 alle ore 21.00

Sono previste alcune deroghe che consentono la circolazione dei velocipedi e delle seguenti categorie di veicoli a motore che sono però tenuti al rispetto del limite di velocità di 30 km/h ad eccezione dei mezzi di soccorso:

  • veicoli appartenenti ai residenti o domiciliati nell’area evidenziata nella cartina sotto riportata;
  • veicoli adibiti al trasporto pubblico;
  • veicoli delle Forze Armate, degli Organi di Polizia, dei Vigili del Fuoco, dei Servizi di Soccorso, della Protezione Civile in servizio, veicoli con targa CD, CC e SCV(CV e autoveicoli ad uso speciale adibiti al soccorso dei veicoli);
  • taxi, autobus in servizio di linea, autobus e autoveicoli in servizio di noleggio con conducente che esibiscono apposito pass rilasciato dalla Fondazione Family 2012.

Per maggiori informazioni INFOLINE 02.02.02

Fonte

 


Le campane di Calvenzano suonano di notte. E l’inquinamento acustico?

20 aprile 2012

Ricevo e pubblico una lettera ricevuta da Marina, una lettrice del Blog:

Vorrei  raccontarti quanto, da cittadina attiva, ho cercato di cambiare nel mio paese.

Abito da un anno a Calvenzano (BG) (4mila abitanti), per i 35 anni precedenti invece nella vicina cittadina di Treviglio (Bg) che pur non essendo una metropoli (30mila abitanti) mi ha fatto notare una enorme differenza di mentalità rispetto al piccolo centro.

Ti voglio parlare, nello specifico, del suono delle campane della parrocchia appartenente alla diocesi di Cremona, che suonava i rintocchi delle ore e delle mezz’ore 24h su 24 (notte compresa) oltre a varie scampanate dalle 7 della mattina alle 2030 di sera, addirittura dalle 0630 la domenica mattina.

Da ignorante in materia, notando che invece a Treviglio e in molti altre città le campane di notte non suonano e neanche alle 6 della mattina, mi sono informata e ho trovato:

- circolare 33 della Chiesa Cattolica: emanata nel 2002 che invita tutte le diocesi italiane ad emanare un decreto per la regolamentazione del suono delle campane.

- decreti delle diocesi di Bergamo, Brescia, Como, Milano e di numerose altre diocesi italiane (ma non di Cremona), che riportano orari in cui è permesso il suono, l’intensità la frequenza…

Gli orari adottati da queste diocesi sono tutti molto simili: 7.30-21.00 nei giorni feriali, 7,30/8.00 – 21.00 nei giorni festivi, e interruzione totale del suono dalle 22 alle 7 della mattina.

Forte di questo materiale ho chiesto alla diocesi di Cremona di poter avere copia del loro decreto e loro hanno semplicemente risposto di non averlo mai emanato.

Ho fatto loro presente della circolare 33, degli orari adottati da tutte le diocesi attigue, paragonandoli all’uso delle campane a Calvenzano, sottolineando le differenze.

Dopo numerose mie e-mail (a cui non hanno mai risposto per iscritto) ho notato un cambiamento del suono delle campane a Calvenzano: interruzione suono notturno (22-7) e suono domenicale posticipato dalle 6.30 alle 7.

Ero felice del fatto che avessero accolto le mie segnalazioni e del cambiamento ottenuto, nonostante un decreto avrebbe apportato modifiche molto più restrittive, ma la questione non è finita qui.

La lega “amiamo Calvenzano” è insorta, ha raccolto 700 firme (almeno cosi dicono) e hanno spedito il sindaco dal Vescovo di Cremona per riavere suono notturno e Ave Maria delle 6.30 della domenica mattina, come se morissero senza avere le ore scandite per tutta la notte e come se fosse un sacrilegio spostare l’Ave Maria dalle 6.30 alle 8 della mattina!

Insomma a seguito di questa raccolta firme ed a seguito dell’intervento della stessa Chiesa Cattolica (che avevo io stessa informato in quanto da Cremona non arrivavano risposte), è stato ripristinato il suono della domenica alle 6.30 e il rintocco delle ore/mezz’ore fino alla mezzanotte e la stessa Chiesa Cattolica ha dichiarando inoltre apprezzamento per l’attaccamento dei calvenzanesi (700 su 4000) al suono delle campane.

Ora io dico: esistono delle regole create dalla stessa Chiesa alla quale le diocesi di tutta Italia hanno fatto seguire dei decreti.

Tutto cio è scaturito dall’accordo tra Chiesa e Regione per rispondere all’inquinamento acustico e ai numerosi contenziosi giuridici sorti tra cittadini e parroci.

Ciò indica che anche la Chiesa ha preso coscienza del fatto che in alcune ore della giornata il suono delle campane puo’ disturbare.

Perchè la diocesi di Cremona non si adegua? Perchè dalla Chiesa Cattolica sono intervenuti solo per limitare il battito delle ore alla mezzanotte, ignorando la loro stessa Circolare e il fatto che Cremona non abbia mai emanato il decreto?

I parroci di Treviglio sono forse meno devoti perchè non suonano le campane dalle 6 della mattina, ma dalle 8?

E io ora cosa dovrei fare per far valere anche a Calvenzano le regole che esistono in tutta Italia?

Una raccolta firme per far sentire anche il parere di chi non ne puo’ più di essere svegliato alle 6 della domenica mattina?

Forse si, ma non ce ne dovrebbe essere bisogno!

°°°

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Come far valere i diritti dei nostri timpani (che poi, sappiamo bene che sulla carta le leggi ci sono, ma non per tutti vige l’obbligo di rispettarle… )


In Inghilterra la prima chiesa completamente a zero CO2

5 aprile 2012

leggo su Rinnovabili

Religione e sostenibilità sembrano andare sempre più d’accordo. E se il mega progetto fotovoltaico del Vaticano ha già assicurato alla Santa Sede un posto nel paradiso delle rinnovabili, anche il Protestantesimo inizia a convertirsi alle eco-energie.

La St. Michael e All Angels Church di Withington, in Inghilterra ha deciso di annullare le proprie emissioni di CO2 grazie alle fonti alternative ed un programma di eco-illuminazione che la renderanno il luogo di culto più green del Paese.

La chiesa, un edificio di oltre 900 anni risalente al 12esimo secolo, ad oggi in  poi soddisferà tutte le proprie esigenze elettriche grazie ad un mix di impianti verdi d’ultima generazione. Il progetto – che rientra in un programma nazionale più ampio – è stato realizzato dalla Kyocera Corporation: la società ha installato sul tetto della chiesa 24 moduli fotovoltaici per una potenza complessiva di 3,12 kW.

L’impianto  è stato montato rispettando severe normative in materia di edifici storici attraverso un sistema che non ha compromesso la struttura o l’aspetto esteriore.  Oltre ai moduli solari, che fornirà l’energia elettrica necessaria alla parrocchia, è stata installata una caldaia alimentata a biomassa che riscalderà  la St. Michael.

L’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili consentiranno quindi alla comunità ecclesiastica di Withington un notevole risparmio economico, oltre ad apportare un significativo contributo in termini di riduzione di emissione di CO2.

 


Teatro vietato alla Hack: idee contrarie alla dottrina della Chiesa.

29 febbraio 2012

in due parole un post che leggo sul Blog di Paolo Attivissimo, dove potete continuare la lettura

A Mezzolombardo, nel ventunesimo secolo, c’è gente che pensa che far parlare Margherita Hack di bioetica e di testamento biologico sia “offesa ai valori religiosi e alla dottrina della Chiesa Cattolica”, tanto da arrivare a vietarle l’uso del Teatro San Pietro, dove era prevista una sua conferenza il prossimo 6 aprile.

A quanto mi risulta, il Teatro era stato donato dalla Chiesa al Comune, che l’ha ristrutturato e dato in gestione al comitato parrocchiale. Il Teatro, quindi, non è di proprietà della Chiesa.


Un libro: La chiesa contro

16 febbraio 2012

Due sono state le grandi rivoluzioni degli ultimi decenni: quella dei costumi sessuali e quella biologica o bioetica. La prima ha rimesso in discussione il rapporto tra i sessi, la struttura della famiglia e la sua stessa esistenza. La seconda ha offerto alla società umana nuovi modi per procreare, nascere e morire.

Così come gli Stati europei cercano di adattare la loro legislazione a questi cambiamenti radicali, anche la Chiesa cattolica è direttamente impegnata in queste battaglie giuridiche e scientifiche perché vede in esse una minaccia alla sua funzione e alla sua missione.

Il matrimonio fra omosessuali, la crisi del celibato sacerdotale, la contraccezione, l’aborto, la procreazione assistita, la clonazione, il trapianto di organi e il testamento biologico rimettono in discussione il suo insegnamento morale, le sue tradizioni e la sua funzione di «notaio» nelle tappe fondamentali della vita.

Non sorprende quindi che in queste nuove sfide della modernità, che rischiano di ridurre la sua autorità e il suo ruolo, la Chiesa si ponga come una forza frenante e di opposizione di cui tutti gli Stati, anche se in misura diversa, dovranno e devono tenere conto.

In questo libro, Sergio e Beda Romano, oltre a risalire la corrente del lungo fluire dei rapporti tra la Chiesa e gli Stati europei, ripercorrendone le tappe storiche fondamentali, ne esplorano anche la foce, individuando gli attuali argomenti di frizione e raccontando le vicende sia di quei paesi in cui la Chiesa, travalicando, esonda, sia di quelli in cui governi fermamente laici riescono a porle solidi e invalicabili argini.


Un libro: Del buon uso della religione

18 settembre 2011

La premessa del nuovo, originale saggio di Alain de Botton, come sempre provocatorio e molto divertente, è che si possa essere non credenti e tuttavia trovare a volte la religione utile, interessante e consolatoria, e quindi il suo invito è a introdurne alcune idee e alcuni rituali nella moderna esistenza secolare.

Il mondo moderno infatti ha molto da imparare dalle varie religioni per quanto riguarda la vita in comune, la moralità, l’educazione, l’arte: basta eliminarne gli aspetti più dogmatici e distillarne gli aspetti più consolatori per le scettiche menti contemporanee, recuperando quello che di bello, emozionante e saggio è ancora presente. Una tesi originale e affascinante, un argomento di grande attualità.

Fonte: Il Libraio


Un libro: Io e Dio

17 settembre 2011
Mi alzo con la mente in un punto al di sopra del pianeta e lo guardo dall’alto, come se fosse la prima volta, come quando vedo un film e mi chiedo qual è il suo messaggio. Qual è il messaggio della vita degli uomini sulla terra? Con la mente là in alto […], nuda di fronte al mistero dell’essere […], guardo gli uomini miei simili alle prese col mistero dell’esistenza. Vedo esseri umani che nascono ed esseri umani che muoiono, sottoposti come ogni altra forma di vita al ciclo del divenire; vedo due ragazzi che si baciano e si sentono immortali, e un vecchio solo che nessuno più vuole e nessuno più sa; vedo una donna che mi ha scritto dicendomi che soffre da ormai troppi anni per una paralisi sempre più devastante e che ora vuole solo al più presto morire, e vedo altri esseri umani nutriti artificialmente e che respirano artificialmente ma che per questo non hanno perso la voglia di vivere […] Vedo commerci sessuali di ogni tipo, per amore, per denaro, per cattiveria, per noia o per il solo naturalissimo desiderio del piacere. Vedo bambini che si ingozzano di cibo artificiale e altri che muoiono di fame. Vedo una tavola apparecchiata con grazia, la tovaglia fresca di bucato, le posate al loro posto, i bicchieri dell’acqua e del vino, i tovaglioli candidi, e una donna che gioisce di poter servire il pranzo ai suoi cari. […] Vedo lotte per il potere, dittatori assassini, terroristi altrettanto assassini, e vedo chi si batte e muore per la giustizia. Vedo campi di concentramento e campi di sterminio, lager, gulag, laogai, dove esseri umani sono privati di ogni dignità e sterminati con la stessa meticolosa attenzione e sovrana noncuranza con cui si eliminiamo i pidocchi dai capelli, e vedo ospedali e case di cura dove esseri umani sono colmati di ogni dignità e lavati, nutriti, accarezzati con la stessa meticolosa attenzione e l’affetto più delicato che si riservano ai figli. Vedo riti millenari e liturgie arcane, accanto a bestemmie rabbiose e ad altre dette così, come si dice ‘va là’. Vedo indegni approfittatori del nome di Dio, altri che ne sono un luminoso riflesso, alcuni che ne rimangono del tutto indifferenti. Vedo una storia senza senso che si nutre del sangue di esseri umani e di animali, e vedo un progresso indubitabile in termini di benessere e di giustizia. Vedo la bellezza e la deformità, vedo una natura che è madre e a volte è matrigna, un cielo stellato che attrae e insieme impaurisce, con il suo freddo infinito. Vedo tutto questo, e molte altre grazie e molte altre deformità, e mi chiedo se c’è un senso unitario di questo teatro, e qual è. Questa vita, dentro cui siamo capitati nascendo senza sapere perché, ha mille ragioni per essere una grazia, e mille altre per essere una disgrazia: ma che cos’è che è vero? Che è una grazia, o una disgrazia? E poi vedo i miei morti. Ognuno ha i suoi morti. Nonni, genitori, amici, fratelli. Vi sono esseri umani a cui è dato di vivere la morte di un figlio, e non esiste dolore più grande. E al cospetto dei morti, di fronte ai quali non si può mentire, pongo la questione della verità: è un bene o un male che essi ci siano stati, che siano vissuti, che siano apparsi in questo mondo? Se alla fine comunque si deve morire, è meglio nascere o non nascere, essere stati o non essere mai stati, essere o non essere? E poi mi chiedo che fine hanno fatto, loro proprio loro, ognuno diverso dall’altro, irripetibile, con la sua voce, il suo sorriso, la luce singolare degli occhi. Li potrei descrivere tutti, a uno a uno, i miei morti, come ognuno potrebbe descrivere i suoi, perché sono dentro di noi e niente mai ci separerà da loro.
Ma che cos’è che è vero, alla fine, per me e per loro, di questa vita che se ne va, nessuno sa dove? Rispondere a questa domanda significa parlare di Dio.”
Vito Mancuso, da Io e Dio

Fonte: Il Libraio


Se la Chiesa vuole restare al passo dei tempi…

16 settembre 2011

Non essendo credente, questo post potrebbe sembrare inutile, tuttavia nel corso del tempo mi è capitato di incontrare e dialogare con alcuni sacerdoti che non hanno assolutamente alzato un muro nei miei confronti, perchè non credente,  ma anzi hanno accettato di mettersi in discussione con un pacato e costruttivo confronto.

Va da sè che ognuno è rimasto sulle sue posizioni, ma sono momenti che ricordo con estremo piacere, se non fosse che poi il Vaticano non spiana certo la strada a chi si muove fuori dal seminato, con la comunicazione quale primo obiettivo.

Ieri ho visto, anzi rivisto, due puntate de Il Testimone (su Mtv) nelle quali PIF incontra dapprima una suora che definirei simpaticamente fuori di testa, con una carica di vita addosso, un sorriso contagioso, che ti vien voglia di trovarla anche subito sulla sua strada.

A seguire un giovane prete che racconta come sia arrivato nella sua parrocchia per trovarla quasi deserta e da qui andare in cerca dei giovani, innazitutto, per parlare con loro, la sera, nei locali, presentandosi in abiti civili, in modo da non porre nessuna barriera o preconcetto fra loro. Un 27enne che parla con altri coetanei.

E passo dopo passo li invita in Chiesa, dove le sue messe e sermoni anticonvenzionali, ma che grazie alla grande carica comunicativa di Don Marco aprono un canaledi comunicazione con le persone prima che con i fedeli; sermoni che da una parte scandalizzano i vecchietti, ma attirano grandi masse… ed infatti il Vaticano lo trasferisce.

Vedere la Chiesa gremita di gente, con giovani (e meno giovani) commossi sino alle lacrime alla sua ultima messa è un qualcosa che dovrebbe far riflettere i vertici della Chiesa…

Le due puntate le puoi vedere qui: Suor AnnaDon Marco

E questo è quanto scrive Pif quale presentazione de La vocazione:

Cosa sente chi riceve la “chiamata”? Che vita conduce un ragazzo che decide di entrare in seminario? Com’è una suora prima di mettere il velo?

Due storie di vocazione davvero particolari: a Roma suor Anna, che prima di prendere i voti ballava nelle discoteche, entusiasta del suo dono, la danza, ne fa uno strumento per parlare ai giovani di fede.

A Padova don Marco, dal soprannome simbolico di don Spritz, conquistato sul campo dalla sua attività di oratore nei luoghi di incontro dei ragazzi, i pub per l’appunto. Pif scopre e racconta due modi alternativi e appassionati di testimoniare la fede, provando a sue spese, cosa vuol dire mettersi in gioco fino in fondo.

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Un libro: Verso la montagna sacra

14 settembre 2011

Il monte Kailash è la montagna più sacra del mondo, venerata da un quinto dell’umanità. Isolato alle spalle dell’Himalaya centrale, secondo il mito sarebbe la fonte dell’universo scaturito dalle acque cosmiche e dalla mente di Brahma.

La sua vetta non è mai stata espugnata, ma per secoli pellegrini indù e buddhisti ci hanno camminato ritualmente attorno. Colin Thubron si unisce a questi pellegrini, dopo un’estenuante camminata dal Nepal, attraverso gli alti passi del Tibet, fino ai magici laghi che riposano alle pendici del Kailash.

Un diario di viaggio dal ritmo incalzante che coniuga la forza e la poesia della scrittura di Thubron con la sua capacità di mettersi in sintonia con le persone che incontra. Parla con contadini isolati e con monaci rinchiusi in monasteri decadenti; racconta storie di esilio e di eccentrici esploratori occidentali.

Ma Verso la montagna sacra custodisce un’ulteriore dimensione: l’autore ha di recente assistito alla morte della madre. Sta compiendo un pellegrinaggio anche lui. Il suo percorso attorno alla grande montagna, venerata da una moltitudine di altri pellegrini, risveglia un paesaggio interiore di solitudine, amore e dolore, ridando vita a preziosi frammenti delle sue stesse origini.

Fonte: Il Libraio


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