Da LG arriva Pocket Photo PD233: una stampante fotografica compatta

10 giugno 2013

in sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

La nuova stampante LG Pocket Photo PD233 utilizza la carta Zink, una particolare carta fotografica sulla quale è possibile stampare senza l’utilizzo di inchiostro. Per stampare le immagini è necessario scaricare e installare sul proprio smartphone l’LG Pocket Photo App, disponibile per Android e iOS e scaricabile gratuitamente.

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Utilizzando questa app, la foto viene quindi inviata dallo smartphone alla stampante in modalità wireless, utilizzando la tecnologia NFC o Bluetooth. L’applicazione permette anche di fare delle piccole modifiche, come inserire testi o cornici alle foto, e inserire i codici QR nelle immagini prima di stamparle o condividerle.

Quella lanciata dalla Pocket Photo non è un’idea nuova. Nel 2008, infatti, Polaroid aveva già lanciato sul mercato un prodotto simile, la stampante Polaroid PoGo, attualmente fuori produzione.

Dato che la maggior parte dei telefoni in commercio appartiene alla famiglia degli smartphone, per i patiti di fotografia l’idea di una stampante semplicemente con il telefono senza passare per il computer potrebbe risultare interessante.

Il suo prezzo (149 euro) e quello delle singole stampe (circa 50 centesimi a foto), però, sono due aspetti che meritano qualche considerazione in più. Bisogna anche tenere presente che le foto hanno dimensioni piuttosto ridotte: 5,1×7,6 cm (2×3 pollici).

 


Cellulare a basso prezzo? Segnalato al Garante un sito con offerte “inafferrabili”

3 giugno 2013

un articolo che leggo su Altroconsumo

L’hanno segnalato i nostri soci: sul sito “Prezzofelice.it” sono offerti smartphone prestigiosi (iPhone 5 nero, Samsung Galaxy S4 bianco, Samsung Galaxy SIII bianco, Samsung Galaxy SIII blu) a metà prezzo. Solo che le disponibilità – viene precisato – sono limitatissime. Tanto limitate che alla fine sembrano piuttosto inesistenti.

Alla mezzanotte di ogni giorno si apre l’offerta, con la possibilità di acquistare tutti i telefoni disponibili: ma gli utenti lamentano che, dopo qualche secondo, sia gli iPhone 5 che il Samsung Galaxy S4 risultano esauriti e rimane solo la possibilità di acquistare il Samsung Galaxy SIII bianco o blu, oltretutto a un prezzo che non è poi neanche tanto vantaggioso.

Si tratta, a nostro avviso, di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo (art. 23, comma 1, lettera e), che definisce ingannevole invitare all’acquisto di prodotti a un determinato prezzo senza la ragionevole certezza di poterli fornire entro un periodo e in quantità ragionevoli.

Inoltre abbiamo notato carenze sulle informazioni: per l’iPhone 5 non viene indicata la capacità di memoria, inoltre manca l’indicazione del prezzo originario, benché si affermi che si pratica il 50% di sconto.

Per questo abbiamo già denunciato questa promozione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, perché la faccia interrompere e sanzioni la società che l’ha praticata. Nel frattempo, non cascarci.


Occhi bassi (sullo smartphone) e via andare.

1 giugno 2013

Mentre rientravo a casa ieri, ho sentito che alla radio parlavano di questo articolo del Corriere: “È l’ennesima metamorfosi socio-collettiva nell’era degli smartphone: guardarsi negli occhi è diventata un’arte in via di estinzione. A lanciare l’allarme è il Wall Street Journal secondo cui il tempo passato da una persona adulta a guardare dritto negli occhi dell’interlocutore è sceso al 30-60 per cento, mentre l’ideale per creare un senso di connessione emotiva dovrebbe essere dal 60 al 70 per cento.”

La cosa non mi stupisce, anche se l’altro giorno salendo in metrò dopo parecchi mesi, mi sono reso conto che oltre la metà dei passeggeri era impegnata a smanettare sullo smartphone. Occhi bassi e via andare. Per una persona che aveva un parente all’ospedale (privacy zero in metrò, che ti aspetti?) gli altri scrivevano o navigavano sul web.

Può essere utile, talvolta, e può sembrare una contraddizione che lo dica io che ho un Blog e scrivo molto sul web, tuttavia a fine aprile me ne sono andato per 3 giorni, “disconnesso” per scelta. Molti, troppi, non riescono più a farlo.

E così facendo perdono di vista il contatto umano, lo sguardo con un altro passeggero, magari la battuta con quello/a che vedi ogni giorno. Anni fa sul tram nascevano amicizie, talvolta amori. Stiamo perdendo di vista le Persone intorno a noi, ma la vita virtuale, resta virtuale ed apre solo la porta della solitudine.

D’altro canto, come dicevo tempo fa, anche Facebook non migliora la comunicazione, anzi altera i meccanismi abituali, rendendo facile cancellare una persona con un click. Una volta esistevano i malintesi, ai quali seguiva un chiarimento così come una litigata.

Forse si recuperava un rapporto e forse no, ma oggigiorno troppe persone agiscono in maniera superficiale con la vita altrui e trovo che la spersonalizzazione dei rapporti umani sia deleteria per la società.

Le persone sono, per l’appunto, Persone, non risorse, non un contatto su Facebook oppure un indirizzo mail in rubrica. Meritano attenzione e rispetto, non un click su Cancella e via andare.

Nota a margine: mentre sei in fila al semaforo, basta guardarsi intorno e la maggior parte degli automobilisti stanno parlando al telefono, scrivono sms o altro. Il bello è che poi lo fanno anche mentre guidano, come quella “sciura milanese con Audi Q3″ vista ieri che sbanda a destra, sbanda a sinistra, solo per 5 centimetri non si è impastata contro il marciapiede. Chissà se avesse avuto a fianco un ciclista….


Televisori, i sistemi per appenderli

23 maggio 2013

un articolo che leggo su Altroconsumo

Appendete il televisore al muro. Come fare? Ogni tv è compatibile solo con alcune tipologie di staffe. Ne esistono anche di universali: in questo caso chiedi in negozio quali sono adatte al tuo apparecchio.

Due i parametri più importanti da verificare: la grandezza e il peso dell’apparecchio che devono essere supportate dalla staffa. Assicurati anche che la parete scelta sia in grado di sopportare il peso.

Prima di comprare la staffa, però, magari devi anche cambiare il tv. Consulta il test sui televisori, che ti indica caratteristiche, prestazioni e prezzi dei modelli presenti sul mercato.

Ogni tipo di staffa offre vantaggi e svantaggi diversi: è importante scegliere quella che fa per te.

  • Peso. Lo spessore e il peso della tv condizionano la scelta delle staffe. Più l’apparecchio è pesante e più è necessario installarlo in condizioni di sicurezza, utilizzando gli strumenti giusti o rivolgendosi a un tecnico competente. In questo caso servono supporti più robusti e tasselli da muro adeguati.
  • Posizione. Posiziona il televisore all’altezza degli occhi. Considerando la posizione seduta, si tratta di 85-100 cm da terra. È sconsigliabile posizionare il televisore più in alto perché costringe a posizioni innaturali e dannose per la postura. Inoltre la tv va guardata di fronte: se la si guarda da posizioni angolate gli occhi e la muscolatura si affaticano e la qualità della visione peggiora.
  • Luce. Per evitare riflessi sullo schermo, è meglio posizionare il televisore lontano da fonti intense di luce e comunque mai dirette. Attenzione quindi alla presenza di finestre, lampade e faretti.
  • Muro. Prima di fare buchi con il trapano verifica la tenuta della parete. Deve essere di cemento armato o mattone pieno. Se la tv è fissata su un supporto deve essere di legno solido. Più il televisore è grande e pesante, più deve essere garantita la resistenza del muro

Attenzione ai prezzi molto variabili in funzione della tipologia scelta. Se acquisti un supporto a muro per piccoli televisori puoi spendere da un minimo di 12 euro, per le staffe fisse, a un massimo di 150 euro per quelle mobili. Per gli schermi grandi, invece, si va da un minimo di 34 euro per il supporto fisso a un massimo di 220 euro per i modelli più “sofisticati”.


Le leggi “contro l’anarchia del Web” ci sono, ma la Boldrini non lo sa.

14 maggio 2013

webin sintesi un articolo di Simone Cosimi che leggo su Wired e del quale consiglio la lettura integrale, perchè la disinformazione, in questo caso, parte dall’alto.

Interessante notare come i politici, quando i danneggiati sono loro, si accorgano che i tempi della giustizia, in Italia, sono troppo lunghi.

Comunque sia, si invocano sempre nuove leggi, norme e regole che alla fine non fanno altro che complicare la vita agli onesti, che tanto “incivili & furbetti” se ne fregano; sarebbe sufficiente vigilare nei giusti tempi e modi ed applicare le leggi che abbiamo. Utopia, lo so…

°°°

Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro, sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via Web“. Sono le parole del presidente della Camera, Laura Boldrini, in un’ intervista a La Repubblica.

Dopo la sua elezione del 16 marzo, si è scatenata nei confronti di una donna e una persona attenta ai diritti dei più deboli e degli immigrati un’ offensiva online che ha pochi precedenti. [...] Tanto da spingere la neopresidente, non senza qualche polemica, a istituire a Montecitorio un piccolo nucleo di agenti della Polizia postale.

Sottolineando la necessità di una nuova legge contro “ l’anarchia di Internet”, a cui si aggiunge anche il commento del presidente del Senato Pietro Grasso a SkyTg24: ” Le leggi che proteggono dal Web effettivamente le dobbiamo assolutamente ideare. [...] Perché attraverso il Web si commettono tanti reati ed è necessario che ci sia una volontà internazionale, perché purtroppo i server da cui nascono le possibilità di identificare le persone sono in paesi che non collaborano sotto il profilo giudiziario”.

Le leggi ci sono – dice a Wired.it l’avvocato Guido Scorza, avvocato esperto di Internet e nostro blogger – da quelle sulla xenofobia a tutta l’impalcatura che punisce i reati commessi nell’ambito dell’informazione, come la diffamazione. Sono tutte applicabili via Web. Anzi, come mezzo di comunicazione di massa l’imputazione per un fatto accaduto in Rete rischia perfino di essere più grave. Dunque è falso sostenere la tesi del muro diversa dal Web. Il problema semmai è che la Boldrini, come molti prima di lei, non ha un quadro chiaro del fenomeno.

Il presidente della Camera si lamenta per i tempi lunghi d’intervento. Ha ragione, ma quello è un problema generale della giustizia italiana – prosegue Scorza – tema ben diverso dall’idea che ci siano diritti diversi per mezzi diversi. Nessuna impunità è consentita in Rete. Semmai può essere difficile scovare chi commetta un reato ma, anche in questo caso, è questione ben diversa e apriremmo un mondo: si tratta di tecnica, non di diritto. Vogliamo forse schedare ogni utente della Rete?”.


L’Antitrust indaga su CRDGAME.it per la mancata consegna della merce

8 maggio 2013

L’Antitrust torna ad occuparsi di pratiche commerciali scorrette nel settore delle vendite in internet, in particolare di mancata consegna di merce acquistata online.

È il turno di CRDGAME.it, un sito di e-commerce che vende giochi, videogiochi, prodotti informatici e di elettronica, nei cui confronti l’Antitrust ha appena avviato un’istruttoria a seguito di diverse segnalazioni.

Queste le criticità del sito:

a) informazioni non veritiere circa l’effettiva disponibilità dei prodotti offerti in vendita;

b) omissione di informazioni rilevanti sulla concreta possibilità di fornire i prodotti esposti online;

c) opposizione di difficoltà all’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori (es. recesso e restituzione del prezzo per mancata consegna);

d) informazioni non veritiere in relazione a contenuto e modalità di esercizio dei diritti da parte dei consumatori.

 

Ma nell’attesa che l’Antitrust chiuda l’istruttoria e si pronunci sulla vicenda, cosa può fare chi ha ordinato la merce e non l’ha ancora ricevuta?
Innanzitutto bisogna inviare alla società CRD Game s.r.l.s. una lettera di diffida con cui si richiede di consegnare la merce ordinata oppure, in mancanza, il rimborso del prezzo pagato.

 

A questo proposito, la Casa del Consumatore, sulla base delle segnalazioni ricevute, ha deciso di lanciare un’iniziativa collettiva per ottenere la consegna della merce oppure, in mancanza, la restituzione dei soldi pagati.

 

Ecco come aderire:

1) compilate e scaricate il modello di diffida: il costo è di euro 2,99 e comprende la quota associativa alla Casa del Consumatore;

2) una volta compilati, la scheda di adesione e la diffida vanno firmati e inviati (via fax al n. 02 76392450 o via mail a info@casadelconsumatore.it) alla Casa del Consumatore, che provvede per voi all’invio della diffida alla società CRD Game s.r.l.s. con posta elettronica certificata;

3) trascorsi 15 giorni, se non avrete ricevuto conferma della spedizione della merce o del rimborso dei soldi pagati, potrete aderire all’azione collettiva per ottenere tutti con un’unica azione la condanna della società al pagamento delle somme che vi sono dovute.

Per informazioni potete contattare la Casa del Consumatore allo 02 76316809


La classe interattiva dei giovani consumatori europei

6 maggio 2013

Consumer Classroom è la prima community on line per insegnanti che riunisce materiali didattici e strumenti interattivi per l’educazione al consumo consapevole.

Il portale, www.consumerclassroom.eu, disponibile in 21 lingue e rivolto a professori e studenti delle scuole medie e superiori, è un progetto finanziato dalla Commissione europea per incentivare la diffusione della cultura e dell’educazione al consumo tra i giovani comunitari.

La Federconsumatori è l’unico partner italiano e anche la sola associazione dei consumatori europea a contribuire allo sviluppo del portale, alla realizzazione del quale hanno partecipato l’ Adetef (società del ministero dell’Economia francese), l’Astec (società di servizi irlandese), la Siveco (società informatica rumena) e l’Euronet (società di servizi belga).

“Si tratta di un’iniziativa importante in un mondo in cui il consumo è spesso visto sotto una luce negativa, in relazione al consumismo”, sottolinea Lucio Battistotti, direttore della rappresentanza in Italia della Commissione europea.

“L’educazione al consumo – ha proseguito – è un obiettivo di questa Europa che ha iniziato a formare una cultura del consumatore dagli anni Novanta. Oggi c’è un articolo del Trattato dell’Unione europea, il 169, che promuove e tutela gli interessi dei consumatori”.

Il progetto consentirà alle scuole di organizzare lezioni dedicate o di approfondire alcune tematiche – dalla sicurezza alimentare alle normativa sull’etichettatura passando per la gestione consapevole delle proprie finanze e il risparmio energetico – utilizzando i materiali interattivi presenti sul sito.

“Il portale è l’occasione per far conoscere agli studenti che esistono diritti, quelli appunto del consumatore, da far valere”, spiega Sergio Veroli, vicepresidente nazionale di Federconsumatori e responsabile dei rapporti internazionali dell’associazione.

Collegandosi al portale i professori, ad esempio, possono  “scaricare” una lezione tenuta in un’altra classe di un paese comunitario su un determinato tema oppure possono proporre di lavorare con altre scuole all’approfondimento di un aspetto particolare della tutela del consumatore.

“Il progetto – conclude Sergio Veroli – è un’occasione interattiva di educazione civica al consumo che coinvolge studenti dai 12 ai 18 anni in tutta Europa. Un’opportunità formativa destinata a far crescere una consapevolezza consumerista nei giovani europei”.


Windows 8: migliora la protezione

6 maggio 2013

Da oggi anche Windows 8 è migliorato in fatto di sicurezza: vediamo in che modo.  La modifica più importante apportata da Microsoft su Windows 8 è certamente la nuova versione di Windows Defender, per offrire al pc dell’utente una migliore protezione.

Rispetto alla versione precedente: l’interfaccia è stata resa simile a quella di Windows Security Essential e la configuarzione di default è stata resa più efficace. Purtroppo anche la nuova versione di Windows Defender ha alcune limitazioni che si porta appresso dalla versione precedente.

Non consente, ad esempio, di lanciare una scansione sul singolo file facendo clic con il pulsante destro del mouse. Il filtro “SmartScreen”, protezione inclusa in Internet Explorer a partire dalla versione 7,  consente di verificare se l’indirizzo inserito appartiene a un database di siti di phishing o potenzialmente pericolosi.

Con Windows 8, questo filtro è ora una funzione del sistema operativo e il suo utilizzo può essere esteso anche ad altri browser, ma in questo caso protegge solo il download dei file.

La funzione di parental control (si chiama “Family safety”), una volta accessibile da Windows Live Suite e ora integrata in Windows 8, permette di impostare restrizioni per un determinato utente relative all’accesso a pagine web, giochi o programmi, nonché di monitorare l’attività o di imporre un limite di tempo per navigare.

Il sistema di recupero di Windows 8 ha due caratteristiche interessanti: la reinizializzazione e la reimpostazione del sistema.

La reinizializzazione del PC comporta la reinstallazione di Windows, mantenendo impostazioni, file personali e app fornite con il PC o installate da Windows Store.

La reimpostazione del PC comporta la reinstallazione di Windows, con l’eliminazione di file, impostazioni e app, ad eccezione di quelle fornite con il PC.

Se si verificano problemi dopo l’installazione di un nuovo programma, si può tornare a un punto precedente l’installazione. Basta usare il ripristino che consente di annullare le modifiche apportate recentemente al sistema.


Controlla la sicurezza della tua password

4 maggio 2013

passwordConsiderando che gli italiani sottovalutano la sicurezza infomatica,  come attesta l’inchiesta sul cybercrimine pubblicata su Wired di aprile, vi segnalo un sito dove potete controllare la sicurezza delle vostre password.

E’ sufficiente digitare la password ed il sistema vi dirà quanto sia sicura.

Volendo, ci sono anche siti dove si può avere un aiuto per la creazione di password; vedi  makemeapassword oppure safepasswd.

Ho fatto un test su quest’ultimo sito, chiedendo una password facile da ricordare ed il risultato è stato questo: solvEnCy6% definita come Forte (strong).

Non dico di no e probabilmente sarà pure facile da ricordare se dovete tenere a mente solo questa, tuttavia visto che la prima regola di sicurezza in merito dice di non usare la stessa password per tutti gli account, va da sè che se, come capita a me, ne devi ricordare 114 (fra personali, aziendali e familiari), il mononeurone collassa. :-D

Per cui mi regolo diversamente ed ovviamente non vi dico come ;-) tuttavia utilizzerò il sito di controllo per aggiornare al meglio le password attuali.

Come scrive un lettore scrivere la propria password su un sito potrebbe non essere una genialata. Vero, tuttavia nel mio post, sbagliando, ho dato per scontate alcune cose che però scontate non sono, in primis il fatto che i dati di accesso non devono essere condivisi con terzi.

Io navigo in modalità anonima ed il Pc è sempre ben monitorato e controllato, tuttavia i siti di cui parlo sono segnalati da Altroconsumo, per cui mi fido.

Fermo restando che non è mai consigliabile condividere con nessuno la propria password, come ribadisce il lettore nell’ultimo commento, ritengo che possa essere meglio  digitare PW simili alle nostre, giusto per capire quali sono i punti deboli.

Ad esempio se la mia PW fosse Paoblog40 potrei benissimo digitare Taobloc30 e scoprire che è “forte” (60%) e scoprire che con la sola aggiunta di un *  diventa “molto forte” (81%).

In chiusura, un riassunto pubblicato da Altroconsumo in merito alla sicurezza delle password; puoi inoltre leggere un riassunto delle norme principali di sicurezza informatica scritto da Paolo Attivissimo > Clicca qui.

La password è uno dei punti deboli di un sistema di sicurezza: per questo motivo è opportuno che sia il più possibile sicura, che venga mantenuta strettamente riservata e cambiata periodicamente.

Qualsiasi registrazione a un sito ci obbliga ormai a creare, e soprattutto a ricordare, una quantità sempre crescente di password. Ma come creare una chiave sicura e soprattutto come ricordarla con facilità senza rischiare di perderla o farcela rubare?

Una buona password deve conciliare facilità di accesso e sicurezza; tuttavia questo non sempre accade e il problema viene spesso sottovalutato dagli utenti, convinti di conservare le proprie parole chiave in modo corretto.

Le chiavi di accesso, si sa, non hanno tutte la stessa importanza: quella della propria banca o dell’account di posta, per esempio, meriterebbero maggiori attenzioni rispetto a quelle per accedere a forum o a siti che non contengono i nostri dati personali.

Prestate attenzione, dunque, a come la scegliete, al modo con cui la archiviate e alla frequenza con cui la modificate.

 


Ebook: in arrivo il mercato dell’usato?

3 maggio 2013

in sintesi leggo su Altroconsumo

I lettori di eBook sono aumentati tra il 2010 e il 2011 di quasi il 60%. A dare un’ulteriore spinta alla lettura dei libri digitali potrebbero essere le novità che arrivano da Amazon: prestito dei libri elettronici e vendita dell’ebook usato.

La prima è già una realtà (purtroppo non per noi italiani, ma per gli utenti di Amazon Usa, Uk, Francia e Germania) e consiste nella possibilità di prestare i diritti di lettura di un proprio eBook a un altro utente Kindle, per un massimo di 14 giorni (e una sola volta): l’eBook rimane fisicamente sul dispositivo del proprietario, che però, per tutta la durata del prestito, non può leggerlo.

Tuttavia Amazon ha appena depositato il brevetto che permetterebbe anche la cessione definitiva della propria licenza di lettura, in cambio, presumibilmente, di un accredito di denaro via carta di credito. Una vera e propria vendita dell’usato, con il vantaggio di acquistare un libro identico a uno nuovo, senza copertine sgualcite né pagine strappate.

Al momento, quindi, in Italia si possono solo acquistare i libri elettronici. Tuttavia il mercato italiano è ancora piccolo e ingessato: i prezzi variano poco o nulla da un sito all’altro.

Qualche mese fa abbiamo calcolato che la versione elettronica di un libro costa mediamente il 26% in meno di quella cartacea: troppo poco considerando il risparmio che hanno gli editori tra costi di stampa, resi e giacenza in magazino.

Se vuoi altri dettagli leggi la nostra inchiesta sul mercato degli ebook pubblicata sul numero 257 di Altroconsumo.


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