Un gesto concreto per ricordare il Metallaro

12 marzo 2013

vidasA seguito della  scomparsa del nostro amico Antonio, per tutti conosciuto come Il Metallaro, ho buttato l’idea di fare un gesto concreto a suo nome ed i Bloggers hanno aderito immediatamente.

Da uno scambio di opinioni,  è emerso che prevale il desiderio di aiutare i malati che soffrono, e quindi ritengo che fare una donazione alla Vidas sia la cosa migliore, perchè come dicevo a qualcuno ieri, lo Stato trascura la ricerca, ma abbandona i malati terminali (ed anche gli altri) per cui se potessimo aiutare ad alleviare la sofferenza di una sola persona, io sarei già contento. Come detto il fatto che il Metallaro abbia sofferto così tanto, non mi dà pace…

Ho scoperto poi che Vidas offre anche i corsi per la terapia del dolore il che è un qualcosa in più per aiutare le persone sofferenti ed infine c’è anche l’assistenza psicologica per il lutto, cosa questa che ovviamente non è da sottovalutare.

Penso a come sto male io e non riesco ad immaginare come stia Spugna che fortunatamente ha due bravi genitori che hanno amato molto il Metallaro, però penso anche a chi si ritrova da solo a dover gestire l’impatto emozionale di una perdita.

Ha detto Paolino2: Ho avuto la sfortuna/fortuna di conoscere Vidas e credo sia una meritevole associazione. Sono d’accordo con il Guru sul non ingrassare le banche…chi può porti a lui il proprio contributo.

Ovviamente so bene che ognuno di noi aveva pensato ad un’associazione, che fosse l’A.d.a.m.o. suggerita da Ida e Poppea  oppure la Casaoz suggerita da Gigi, tuttavia se frammentiamo la donazione va a finire che non aiutiamo nessuno, per cui ritengo che la Vidas possa andare bene per tutti.

Qualcuno disse: “Ricordati non piangere quando muore un tuo amico, ma quando lo avrai dimenticato, perchè sarà allora che lo avrai perso veramente.”

Non corri questo rischio, Metallaro, sei nei nostri cuori e ci resterai.

Ciao Metallaro, ciao Amico….

Il Blog per il Metallaro

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L’Associazione Vidas eroga assistenza socio-sanitaria e gratuita: direttamente al domicilio  del paziente a Milano, Monza e Brianza e in 103 comuni delle Province; in degenza  presso l’Hospice Casa Vidas con  20 camere di degenza, tutte singole, con una poltrona letto per una persona cara e servizi privati; in regime di day hospice presso gli ambulatori siti nell’hospice Casa Vidas: studi medici, palestra di fisioterapia per la mobilizzazione assistita dei pazienti, spazi per la consulenza psicologica e sociale e un centro diurno per le attività diversionali (laboratorio artistico), rivolte sia ai malati degenti, sia ai pazienti assistiti a domicilio che mantengono un discreto livello di autonomia.

Negli ultimi anni, Vidas ha ampliato il proprio ambito di competenze in cure palliative assistendo persone affette da patologia diversa da quella oncologica, mediante la stretta collaborazione con centri specialistici di riferimento in ambito neurologico e cardiologico in particolare. Con un Servizio gratuito di assistenza al lutto, aperto a tutta la cittadinanza, Vidas offre sostegno psicologico (terapia individuale, terapia di gruppo o Gruppi di Auto Mutuo Aiuto) a persone che hanno perso un proprio caro per qualsiasi causa.

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A supporto di quanto emerso dal confronto fra Bloggers, segnalo le altre associazioni di cui si è parlato ovvero:

CasaOz che proprio in questi giorni ha in corso una sottoscrizione via sms. Dal 3 AL 24 marzo con un sms da 2 euro al 45506 o con una chiamata da rete fissa potrai sostenere CasaOz e offrire un aiuto concreto ai bambini malati e alle loro famiglie.

CasaOz è innanzitutto una casa diurna per i bambini malati e per le loro famiglie. Un luogo in cui trovare riposo e ristoro, dove leggere, chiacchierare, condividere gioie, conquiste, progetti. Dove i bambini che affrontano la malattia possono trovare uno spazio sereno in compagnia delle loro famiglie e di persone capaci di condividere giorno per giorno difficoltà e conquiste. L’associazione CasaOz Onlus nasce nel 2005  da un gruppo di persone di Torino che hanno scelto di mettersi a disposizione delle famiglie in cui vi sia un bambino malato.

Poi c’è A.D.A.M.O. Onlus di Civitavecchia ed infine c’era la proposta di adottare un bambino a distanza, tramite un’associazione garantita da Nancy, ma sebbene sia un’iniziativa lodevole, ritengo che non ci siano le basi (economiche) per poter garantire un aiuto a lungo termine, visto che purtroppo la situazione economica attuale è quella che è ed infatti fra noi ci sono persone che possono offrire solo un sostegno morale.


Offerte anticrisi: Coop Adriatica con chi ha perso il lavoro

31 gennaio 2013

pollice suL’iniziativa promossa dalla Coop Adriatica, lanciata nel 2009 e riconfermata anche per tutto il 2013, è rivolta alle persone che hanno perso il lavoro.

Licenziati, cassintegrati, lavoratori in mobilità, ma anche precari ai quali non è stato rinnovato il contratto o partite Iva che hanno perso la loro unica committenza possono, di mese in mese, certificare la loro situazione e ricevere un buono anonimo settimanale con uno sconto del 10% a fronte di una spesa fino a 60 euro.

Spiega Tiziana Primori, direttore generale Gestione di Coop Adriatica: “Nata come temporanea, purtroppo questa iniziativa sta diventando strutturale, basti pensare che negli ultimi mesi le domande sono aumentate del 10-15%. Dal 2009 a oggi abbiamo fornito un aiuto concreto, nel pieno rispetto della privacy, a 36mila persone per un risparmio complessivo di 4,3 milioni di euro”.

Fonte: E-R Consumatori


Ristoranti Aperti: tutti a mangiare in Emilia

25 gennaio 2013

Il maggio scorso l’Emilia Romagna è stata colpita da un terremoto. E’ subito arrivata la prima fase, quella del tamponare l’emergenza e di portare la solidarietà. Ora, è tempo della fase due, il ritorno alla normalità ed alla produttività. E questo vala anche per la ristorazione e la gastronomia locale.

In tale ottica s’inserisce Ristoranti Aperti: voluta dall’associazione Cheftochef e dal maestro Massimo Bottura, vuole spingere i cittadini a visitare (ed a mangiare) i locali della regione colpita.

Per usare le parole della conferenza stampa, “In queste situazioni siamo tutti uguali, dobbiamo metterci a disposizione gli uni degli altri. E’ questo che ha fatto grande l’Emilia”.

Perciò, ecco l’iniziativa, che valorizza “Quello che è radicato nel nostro territorio, dal distretto del pesce in Romagna”.

Ristoranti Aperti si articola in due fasi.

La prima, è iniziata da poco: i ristoranti che aderiscono propongono piatti della tradizione regionale, la cui materia prima arriva dai produttori colpiti dal sisma.

La seconda fase va dal 20 al 29 maggio: per ricordare la seconda scossa, sarà tempo degli eventi speciali.

Ma la vera specialità è il rapporto tra cliente (desideroso di gusto) e il ristoratore, voglioso di accogliere.

O, per usare le parole di Alessio Malaguti, della Trattoria la Rosa dal 1908 di Sant’Agostino: “Vi invitiamo a venire almeno una volta nei ristoranti colpiti. Dove c’è’ accoglienza, c’è’ voglia di ricostruire”.

PROGRAMMA della manifestazione

Fonte: Newsfood


1522: il numero contro la violenza sulle donne

17 settembre 2012

Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e arabo.

Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati attivi a livello locale.

Lo stile relazionale e comunicativo intrattenuto con le vittime che si rivolgono al 1522 rientra sempre in un quadro di accoglienza partecipata e competente. Il servizio mediante l’approccio telefonico sostiene l’emersione della domanda di aiuto, consentendo un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle vittime con l’assoluta garanzia dell’anonimato.

Dal 2010, i casi di violenza che rivestono carattere di emergenza vengono accolti con una specifica procedura tecnico-operativa condivisa con le forze dell’ordine.


Un taglio qui, uno là ed i problemi reali li hanno le persone normali, non “loro”

6 luglio 2012

Una carissima amica ha la mamma che soffre di Alzheimer e, giusto per ribadire che la vita è in salita, alcuni mesi fa ha avuto un brutto infarto dal quale l’hanno presa per i capelli, se mi passate il termine.

Va da sè che le problematiche sono tantissime, in quanto non sarebbe facile per nessuno gestire una persona anziana e non più indipendente, se non fosse che poi cammin facendo ti scontri con l’assenza totale delle strutture pubbliche e/o del personale che potrebbe aiutarti nell’assistenza.

Non dico nulla di nuovo, basti pensare alle vicende dell’amica Tiziana, affetta dalla Sindrome della Stanchezza Cronica….

Però quando il destino (la vita, Dio, ognuno si dia le sue risposte) si accanisce nei confronti del malato, la vita quotidiana di chi gli sta vicino diventa un inferno senza uscita; puoi anche sopportare le fatiche, le difficoltà, che forse neanche compensano quelle fatte dai tuoi genitori, nei tempi passati, tuttavia resta il fatto che ti trovi in una difficoltà continua, emotiva e pratica. Il fatto di dividere queste fatiche con la sorella, altrettanto provata, nulla toglie alle difficoltà di questo periodo…

Solo il mese scorso mi raccontava che….

La situazione con mia mamma è sempre peggio. Non dorme la notte e non potendoci permettere due badanti, una per il giorno ed una per la notte, siamo costrette spesso, alternandoci una notte ciascuna io e mia sorella, a dormire (o meglio, vegliare…) da lei per far riposare la badante… e poi venire al lavoro… quindi siamo sempre di corsa tra ufficio, casa sua, spesa e varie commissioni per lei… Insomma, non ho veramente più vita… D’altra parte se penso che quando questo sarà finito significherà che lei non c’è più, sto ancora peggio… Un brutto periodo…

Il distacco sarà comunque duro… sopratutto perchè lei pur avendo questa malattia che l’ha davvero consumata e le ha annebbiato il cervello, l’unica cosa che chiede è: “chiamiamo le mie figliole…” anche se poi quando siamo lì non sà cosa dirci, ma ci tiene la mano e ci abbraccia… il suo mondo siamo noi adesso, anche se spesso non ci riconosce più l’una dall’altra… cazzarola, meno male non ho figli perchè il pensiero di fargli passare tutto quello che sto vivendo io adesso mi metterebbe male…

Nei giorni scorsi l’amica mi ha scritto per aggiornarmi circa le condizioni della mamma; in questo post riassumo le sue mail di questi giorni

Volevo aggiornarti sulla situazione mamma: ovviamente, a migliorare le cose se ce ne fosse stato bisogno….: è caduta e si è rotta il femore! Siamo in attesa di sapere se la possono operare visti i suoi mille problemi oppure no.

In ambedue i casi sarà una tragedia perchè strutture apposite per riabilitazione in malati di alzehimer non ce ne sono a siena città, sono tutte in provincia e la nostra badante non ha la patente… E se non la operano voglio vedere come si fa a tenere ferma in casa con un femore rotto una malata con patologia di iperattività…

I problemi logistici – oltre a quelli morali – mi stanno distruggendo… Spero di farcela

La cose peggiore in questa situazione è vedere che lei, adesso quasi completamente incosciente, le pochissime volte che apre gli occhi e vede me o mia sorella, l’unica parola che le viene spontanea dirci è: amore mio… poi chiude gli occhi e non dice nulla più.

Siamo sempre state il suo mondo. Per noi, quando eravamo piccole, ha lasciato il suo lavoro e rinunciato alla sua indipendenza per dedicarsi a noi figlie. E credo che adesso senta più lei di noi la paura e l’orrenda sensazione di distacco. Noi continueremo comunque ad avere la nostra vita e seppur viverla senza di lei è e sarà brutto, ma avremo altri affetti…

La cosa triste che scoraggia, è anche che ti trovi di fronte a realtà che non immaginavi. Come se un vecchio malato ed inutile non lo volesse più nessuno e lo si potesse buttare via… gli unici posti che trovi sono le residenze protette private a 3000 – 3500 euro al mese… Hai idea??? Questa cifra non la facciamo neppure se sommiamo l’intero stipendio mio e di mia sorella… Ed ancora non ci è stato concesso neppure l’accompagnamento che, seppur misero, credo siano intorno ai 450 euro, già ci aiuterebbe…

Io sono per un mondo dove la dignità di una persona dovrebbe essere tutelata con le cose basilari: diritto alla casa, all’istruzione ed la lavoro gratis per tutti e diritto ad una assistenza da bambini e da vecchi. Poi tutto il resto ce lo possiamo anche pagare e possiamo considerarlo “superfluo”…

Ed invece questo mondo è così lontano che non credo avrò il piacere di vederlo!

Viene dimessa oggi, ma fino a martedi non ci sarebbe letto assistito (con le sbarre e meccanismo di inclinazione e materassino antidecubito)… meno male che mi hanno telefonato adesso che da martedi ha un posto in residenza intermedia (tra l’ospedale e la residenza assistita) per una ventina di giorni, poi vedremo dove andrà…

certo è che se me la rimandano a casa, farà una vita incredibile perchè in casa sua ha una rampa di scale altissima che non potrà scendere se mai si alzerà in carrozzina… ed in più ha un bagno piccolissimo dove pur essendoci doccia e vasca,  tra un sanitario ed un altro c’è spazio solo per una persona in piedi e non entrerà mai una cazzorrina…

Ma voglio affrontare un problema per volta, altrimenti vado al manicomio…


Terremoto in Emilia: la solidarietà arriva anche dalla Grande Distribuzione

13 giugno 2012

un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare

Le catene dei supermercati si sono attivate per sostenere le popolazioni emiliane colpite dal terremoto.

KlikkaPromo.it, il motore di ricerca delle offerte promozionali, e Adiconsum hanno stilato l’elencodelle iniziative pensate dalla grande distribuzione per aiutare le province colpite dal sisma.

Esselunga è stata tra i primi ad attivarsi, con un tir di derrate destinato ad alimentare per dieci giorni circa 300 persone nel campo di Moglia (MN). Mentre Conad Centro Nord ha devoluto l’1% dell’intero incasso giornaliero del 1° giugno alla Regione; successivamente, ha fornito prodotti freschi e beni di prima necessità e offerto il proprio sostegno ai caseifici di Parmigiano danneggiati.

Realco-Sigma ha inviando merci per quasi 26 tonnellate e, nei supermercati della zona del sisma, applica uno sconto del 20% su circa 1.200 prodotti a marchio commerciale. Inoltre, è promotore dell’iniziativa, assieme a Coop Italia e Crai, di destinare 1 €, per ogni chilo di Parmigiano Reggiano acquistato al prezzo di 13,90 €, ai caseifici danneggiati.

Aspiag Service, concessionaria dei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar, dopo aver inviato un carico di merce del valore di circa 8.000 €, ha messo a punto un sistema presso le casse dei supermercati per dare la possibilità ai clienti di effettuare una donazione. In particolare, Despar Nordest si e impegnata a raddoppiare la somma devoluta dai clienti.

Nei negozi Cadoro, oltre alle offerte in denaro, si possono comprare direttamente prodotti a lunga conservazione che saranno raccolti dalla Protezione Civile e dalle Prefetture.

I clienti di Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno possono donare sia facendosi scalare i punti dalla propria Carta Socio, sia con un addebito sulla somma totale dello scontrino. Con la carta fedeltà anche chi fa la spesa al Carrefour può aiutare i terremotati. Tra l’altro la catena francese si impegna a raddoppiare la cifra donata dai consumatori.


Sottoscrizione degli Alpini per l’Emilia terremotata

30 maggio 2012

E’ chiaro che ognuno si deve regolare come vuole, ma  per quel che mi riguarda, darò credito alla Raccolta di fondi dell’Associazione Naz. Alpini, così come ho fatto in occasione del terremoto in Abruzzo; Alpini che peraltro sono operativi in zona già dal giorno stesso.

Dello Stato, dei politici, non mi fido assolutamente; delle Regioni o Comuni, potrei anche avere un minimo di fiducia, se non fosse che a suo tempo ho visto in televisione le cantanti che avevano fatto il concerto Amiche per l’Abruzzo e che dopo un anno, ancora non vedevano assegnati i soldi, per ragioni burocratiche legate alla firma di questo e di quello; e vedere poi i vari responsabili di Regione, Protezione civile e via dicendo, fare il classico scaricabarile sulle pelle altrui, mi ha fatto male. Mi ha fatto incazzare!

Ragion per cui queste sono le coordinate per il bonifico; sarebbe interessante se le banche in queste occasioni azzerassero le commissioni che, ad esempio, a me costerà solo € 0,50 dato che lo faccio via web, ma i miei genitori che nei giorni scorsi hanno aderito ad un’altra raccolta fondi, hanno pagato 3 €; ovvio che se versi un centinaio di Euro, altri 3 € per le commissioni passano in secondo piano, ma ben diverso è per chi può permettersi solo un minimo versamento…

Per aiutare le popolazioni colpite dal sisma, la Fondazione A.N.A. Onlus ha aperto una sottoscrizione sul conto corrente numero:0000 0000 9411

presso BANCO DI BRESCIA – Ag. 2 Milano
intestato a FONDAZIONE A.N.A. ONLUS – Terremoto Emilia Romagna
Via Marsala 9 – 20121 Milano

IBAN IT 71  L 03500 01 632 000 000 009 411

Conservando copia del bonifico bancario, le donazioni alla Fondazione A.N.A. Onlus potranno essere fiscalmente deducibili.


UE: per il sostegno agl indigenti, nessun taglio al budget

16 marzo 2012

un articolo di Dario Dongo che leggo su Il Fatto Alimentare

Scongiurati i tagli agli aiuti alimentari per gli indigenti.

Il 15 febbraio il Parlamento europeo ha approvato una soluzione di compromesso per mantenere gli attuali livelli di aiuti alimentari agli indigenti. Si tratta di un progetto biennale che prevede  circa  500 milioni di euro per  il 2012 e altrettanti per il 2013  (all’Italia  ne andranno 95 pari a quasi il 20% del budget).

Ilfattoalimentare.it aveva a suo tempo segnalato la minaccia di una drastica riduzione dell’importo (da 500 a 113 milioni di euro l’anno) che per fortuna non c’è stata.

La povertà in Europa è un problema attuale e in crescita, dentro e fuori l’area-euro. Il regime di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti risale al 1987 e tuttora consente a 19 Stati membri di destinare una pur minima parte del ‘budget’ della PAC, all’acquisto di alimenti di base – disribuiti attraverso 240 associazioni caritatevoli – a circa 18 milioni di persone.

Non abbastanza: come gli eurodeputati hanno già denunciato il 7 luglio scorso, nel respingere la proposta della Commissione di drastico taglio agli aiuti, sono oltre 43 milioni gli europei con difficoltà di accesso al cibo.

La soluzione del Parlamento serve a traghettare gli aiuti dal sistema attuale, legato appunto alla politica agricola, verso un nuovo modello inclusivo di assistenza sociale.

«Vi sono persone che vivono nelle condizioni più difficili, i disoccupati, gli anziani, i portatori di handicap, ma anche grandi famiglie e genitori singoli», ha affermato l’Onorevole Czesław Siekierski, relatore del dossier “Food Distribution Programme in the Union”.

E quindi?

«La Commissione deve ora sfruttare questa fase di transizione, per sviluppare la proposta di un nuovo schema di sostegno dei bisognosi che dovrà meglio rispondere alle loro esigenze», ha aggiunto il portavoce del Gruppo dei Verdi a Strasburgo, Marije Cornelissen.


Tredici cani rischiano la soppressione, aiutateci a salvarli

9 gennaio 2012

leggo su CittàOggiWeb

Si sta concludendo nel peggiore dei modi la vicenda che vede per protagonisti 15 cani di razza ‘Dogo Argentino’. Lo scorso anno i padroni furono costretti a portarli via da Inveruno (lamentele continue dei vicini di casa) e trasferirli in una pensione dove hanno rischiato di morire di stenti.

I proprietari hanno trovato una ulteriore sistemazione, ma alla fine le cose sono precipitate, tanto che il 13 gennaio scadrà il termine ultimo per lo sgombero. E se non si troverà un’altra sistemazione i cani potrebbero andare incontro alla sorte peggiore, la soppressione.

Chi fosse a conoscenza di luoghi adatti per il ricovero dei cani (cascinali ad esempio) può telefonare al 339.4125854. – Ascoltiamo l’appello di Carla, la proprietaria.


Aiuti alimentari agli indigenti, Il Parlamento europeo boccia i tagli per il 2012

26 luglio 2011

in sintesi un articolo di Dadio Dongo (in collaborazione con Juliette Turpeau) che leggo su Il Fatto Alimentare

Il 7 luglio il Parlamento europeo in seduta plenaria ha bocciato la proposta della Commissione di ridurre drasticamente gli aiuti alimentari ai 43 milioni di persone che in UE rischiano la malnutrizione a causa della povertà. Cerchiamo di capire cosa è successo.

Il regime di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, istituito nel 1987 nel quadro della Politica Agricola Comune (PAC), prevede che la Commissione adotti un piano di ripartizione degli aiuti tra gli Stati membri interessati a partecipare alle iniziative: importo finanziario e quantitativi massimi di cereali, riso, zucchero, latte scremato in polvere.

19 Stati membri si avvalgono di questo sistema per fornire aiuti alimentari, attraverso 240 associazioni caritatevoli, a circa 13 milioni di indigenti. Secondo gli eurodeputati lo sforzo non è sufficiente visto che 43 milioni di europei sono ora minacciati dalla crisi economica e il numero è destinato ad aumentare.

Ma la Repubblica federale tedesca si è opposta a questo sistema e ha chiesto al giudice europeo di Lussemburgo il suo annullamento. La Svezia ha dato manforte alla Germania, mentre la Spagna, l’Italia, la Francia e la Polonia hanno sostenuto in giudizio la validità del sistema.

Il Tribunale UE ha annullato il regolamento (CE) n. 938/08[3] nella parte in cui prevede gli stanziamenti per l’acquisto delle derrate alimentari sul mercato;  poiché queste scorte sono pressoché esaurite, negli ultimi anni il piano è stato eseguito soprattutto con merci acquistate sul mercato, in difformità con quanto stabilito nei regolamenti che lo hanno introdotto. La Commissione così ha proposto un enorme taglio del “budget” per gli aiuti alimentari agli indigenti, da 500 milioni di euro nel 2011 a 113 milioni per il 2012.

Il Parlamento di Strasburgo ha reagito con durezza:  548 voti a favore (52 contro, 26 astensioni) e ha votato una lucida risoluzione nella quale si sottolinea il valore di un intervento europeo a sostegno delle parti più vulnerabili della società.

Lettura integrale dell’articolo QUI


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