L’etichetta era sbagliata e Nostromo ha ritirato il prodotto…

8 settembre 2014

Visto quanto leggo in questo articolo de Il Fatto Alimentare capita talvolta che leggere l’etichetta sia inutile e quindi dobbiamo anche verificare al meglio il contenuto, quando possibile, e controllare le immagini sulla scatola.

Da consumatore, visto che la presenza di gamberetti non segnalati, può dare problemi a chi soffre di allergia, trovo grave il fatto che l’azienda non abbia diffuso comunicati per informare i consumatori.

Vero che hanno prontamente ritirato i prodotti, ma vero anche che chi li aveva già comprati, avrà nel congelatore dei prodotti a rischio (vale solo per gli allergici, ovviamente).

* * *

Il giorno 8 agosto la società Nostromo ha ritirato dal mercato tre lotti del Cacciucco , un piatto pronto che  fa parte della linea Oggi Mare, perché l’etichetta era sbagliata. 

Nell’elenco degli ingredienti mancava l’indicazione dei gamberetti, che sono un elemento importante della ricetta, tanto da essere fotografati in primo piano sulla confezione.

“Si tratta di una errore di stampa sull’etichetta  – precisa Nostromo –  che ci ha costretto nel mese di agosto a organizzare il ritiro in Italia e anche in  Spagna di alcuni lotti “( per questo motivo la segnalazione è apparsa anche nel sistema di allerta europeo Rasff) .

In Italia le confezioni di Cacciucco sono state subito ritirate nella maggior parte dei supermercati e ormai non sono più sul mercato, anche se  l’azienda non ha diffuso  la notizia sul sito e non ha provveduto ad informare i consumatori.

In questo caso trattandosi di un errore di stampa sull’etichetta, le persone che hanno acquistato il prodotto possono consumarlo tranquillamente, perché il Cacciucco non presenta problemi dal punto di vista igienico o sanitario.

L’unica questione seria collegata alla mancata indicazione dei gamberetti riguarda le persone allergiche che potrebbero consumare il prodotto.

La denominazione del prodotto ritirato è Cacciucco e fa parte della linea piatti pronti Oggi Mare di Nostromo. I lotti coinvolti sono tre: 4174,  4177 e   4190. Tutti  riportano sulla confezione come  termine minimo di conservazione la data del 30/06/2016.

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Pubblicata l’App “Cosmetici”, realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori

1 aprile 2014

“Conoscere il variegato mondo dei cosmetici per imparare a usarli in modo consapevole e a seconda delle proprie esigenze: è con questo obiettivo che è nata l’App ‘Cosmetici’, scaricabile gratuitamente sia da App Store sia da Play Store”.

È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), presentando l’ultima applicazione realizzata dall’Associazione in collaborazione con Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche.

“Quando si parla di cosmetici -spiega Dona (segui @massidona su Twitter)- non si fa riferimento solo ai classici ‘belletti’, ma anche a dentifrici, saponi, creme, solari e deodoranti: tutti possono rappresentare un prezioso alleato per il nostro benessere, la nostra igiene e bellezza, a patto che se ne conoscano le caratteristiche e che se ne faccia un uso oculato”.

“Ecco perché l’App ‘Cosmetici’ è ricca di contenuti che aiutano a leggere le etichette, a conoscere la durata di ogni prodotto, a sapere quali sistemi di sicurezza vengono adottati. Grazie a una suddivisione in paragrafi per ogni argomento e ad un pratico glossario -prosegue il Segretario generale dell’UNC- l’applicazione è inoltre semplice e immediata da consultare”.

“Non mancano le domande frequenti che spesso i consumatori ci rivolgono, come quelle su cosa si intende per filtro solare o su quali sono i fattori di protezione più idonei al proprio incarnato. Queste ed altre informazioni -continua Massimiliano Dona – si trovano nella sezione ‘Consigli’, nella quale sono disponibili anche i video degli esperti che spiegano con un linguaggio semplice le regole da rispettare per l’utilizzo dei cosmetici”.

“E se si vuole sapere qual è il proprio grado di conoscenza in materia?

Basterà fare i test ‘Conoscere i cosmetici’, ‘Le etichette dei cosmetici’ e ‘L’utilizzo dei solari’, alla fine dei quali l’utente scoprirà se è un consumatore esperto o principiante. Non mi resta che invitarvi a mettervi alla prova, ma fate attenzione -conclude Dona- perché in questo caso non vale usare belletti!”

Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, commenta: “Siamo felici di essere al fianco dell’Unione Nazionale Consumatori e della collaborazione che ci ha permesso di sviluppare l’App dedicata ai cosmetici. La priorità dell’industria cosmetica è infatti garantire la sicurezza del prodotto e la salute del consumatore con cosmetici innovativi ed efficaci. È quindi essenziale che ai consumatori arrivino indicazioni chiare e utili per scegliere in modo consapevole, in un clima di fiducia verso i produttori”.

“L’attività si inserisce perfettamente nel progetto di Abc Cosmetici (www.abc-cosmetici.it) -prosegue Rossello- il sito web realizzato da Cosmetica Italia che si rivolge proprio ai consumatori, cercando di veicolare in maniera chiara e accessibile le principali coordinate per conoscere il mondo della cosmesi. Una fonte di informazioni puntuali e attendibili per imparare a orientarsi nella scelta dei prodotti e nella comprensione dei loro ingredienti”.

“Ecco, quindi, il senso della partnership con un’importante associazione consumeristica come l’Unione Nazionale Consumatori: stabilire un canale di comunicazione con i consumatori volto a diffondere tra questi una maggiore consapevolezza nella scelta e nell’uso dei prodotti cosmetici -conclude Rossello- Nonostante la crisi, infatti, il consumo di cosmetici (oltre 9.500 milioni di euro nel 2013) tiene, segno che questi prodotti sono ormai entrati nel paniere quotidiano di ognuno di noi”.


Il tonno in scatola avanzato (e non solo) va conservato in frigorifero. C’è il pericolo istamina. Guarda il video

10 febbraio 2014

Riccardo Murari, dirigente del Dipartimento di prevenzione – Servizi veterinari dell’Azienda ulss 20 di Verona, in questo video ci spiega quali sono i pericoli che si corrono quando il tonno in scatola avanzato, oppure le alici rimaste nel vasetto vengono conservate male.

Se questo cibo rimane a temperatura ambiente, infatti, si può formare un’eccessiva quantità di istamina in grado di provocare reazioni allergiche.

Fonte: Il Fatto Alimentare


Mit, il conservante pericoloso che trovi in troppi prodotti

6 febbraio 2014

attenzionein sintesi un articolo che leggo su Il Salvagente

Il nome è quasi impossibile da pronunciare, eppure sicuramente a tutti sarà capitato di farne uso: il methylsothiazolinone (Mit) è, infatti, uno dei conservanti più impiegati sia nei prodotti cosmetici (per grandi e piccoli) che nei detergenti domestici, per la pulizia della casa, dei piatti e del bucato.

Basta osservare qualche etichetta per constatare come il Mit sia davvero un po’ ovunque e che evitarlo non sia impresa facile, come denuncia un’inchiesta del Salvagente in edicola. Eppure, alla luce dei fatti, più se ne sta alla larga, meglio è.

È infatti ormai conclamato che questo potente battericida (che si trova da solo o, più spesso, in coppia con il methylchloroisothiazolinone) sia fortemente allergizzante e che ad esso sia sensibilizzata buona parte della popolazione mondiale.

A “condannare” definitivamente il Mit non è  solo il settimanale dei diritti dei consumatori, sono stati, a dicembre, gli esperti del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (Cssc).

Secondo gli esperti, nei cosmetici  senza risciacquo, nessuna concentrazione può dirsi sicura.

Negli altri cosmetici, invece, può essere ammessa una presenza pari dello 0,0015% (15 ppm) anche se con qualche riserva: il Comitato ha infatti riconosciuto che le conoscenze in merito sono ancora frammentarie e che l’esposizione della popolazione da altre fonti non è ancora pienamente conosciuta.

I politici della Commissione europea dovranno partire da qui e da queste conclusioni per aggiornare il regolamento e costringere, per legge, i produttori a eliminare o limitare l’uso di questa sostanza.

A onor del vero, ancora prima di questo pronunciamento il Cosmetics Europe, l’organismo che rappresenta le industrie aveva raccomandato ai suoi aderenti di non utilizzare più il Mit, almeno nei cosmetici senza risciacquo.

Il Salvagente lo ha trovato facendo una ricerca tra i prodotti destinati alla prima infanzia che non prevedono risciacquo, come le creme per il cambio pannolino e i latti detergenti.

Ma, come detto, il Mit è ampiamente presente anche nei detergenti domestici: nei detersivi per bucato, in quelli per lavare i piatti e, ancora più grave, negli ammorbidenti.

Prodotti da sempre considerati “problematici”, perché a differenza dei detersivi subiscono meno risciacquo e persistono di più sui tessuti, rilasciando le loro sostanze chimiche sulla pelle.


Come affrontare la sensibilità al glutine (che non è la celiachia)

6 novembre 2013

in sintesi un articolo di FabioDe Todaro che leggo su Il Fatto Alimentare

La “battaglia” contro il glutine non si gioca solo nel campo della celiachia. Oggi la sfida più interessante riguarda la sensibilità al glutine, un disturbo di cui sa ancora poco, ma correlato anche alla dieta.  Per inquadrarlo, è necessario escludere che si tratti di allergia al grano o alla normale celiachia.

«Il mondo scientifico non ha più dubbi sull’esistenza della sensibilità al glutine non dovuto a celiachia», dichiara Carlo Catassi, docente di Pediatria all’Università Politecnica delle Marche e coordinatore del Comitato Scientifico del Dr. Schär Institute, legato alla principale azienda produttrice di alimenti senza glutine.

Sul disturbo s’è fatto il punto in una recente pubblicazione apparsa su Nutrients, ma è tuttora impossibile compiere una diagnosi certa.

Da qui il fenomeno che porta sempre più consumatori a escludere autonomamente i prodotti a base di glutine dalla dieta, con un danno per il portafoglio e per la salute. I prodotti senza glutine, infatti, costano anche più del doppio rispetto agli stessi ottenuti da farina di grano.

Ma se a essere coinvolte fossero anche altre sostanze presenti negli alimenti?

Oggi si sa che il glutine non è il solo elemento scatenante la sensibilità al glutine. Nel mirino degli studiosi ci sono anche altre proteine del grano e soprattutto gli oligo-mono-disaccaridi fermentabili e i polioli contenuti in diversi alimenti: nei derivati del grano e della segale, nel cous-cous, nel latte e ne suoi derivati, in alcuni tipi di frutta, nel miele, nel cioccolato, nelle verdure cotte a foglia larga, negli asparagi, nei broccoli, nel finocchio, nei legumi, nei peperoni e nei funghi.

Eliminare il glutine dalla dieta dopo la valutazione dello specialista non è dunque l’unico rimedio da adottare. E comunque nulla, in assenza di celiachia, è per sempre


Per chi guida, le distrazioni dovute alle allergie primaverili possono incidere sulla sicurezza stradale

21 maggio 2013

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto e che, essendo un allergico DOC, mi riguarda da molto vicino, soprattutto considerando che sono fra quelli che spara raffiche di almeno 8 starnuti ed in quei momenti è come guidare ad occhi chiusi.

Per quanto riguarda l’abbinamento allergia+guida, va da sè che è necessaria la massima prudenza; utilizzo un antistaminico di seconda generazione che non mi causa sonnolenza, ed a questo proposito suggerisco di evitare il Fai da Te; l’allergia è un problema serio, che se mal curato può portare a complicazioni poco piacevoli.

Ad ogni tagliando (o perlomeno una volta all’anno) cambio il filtro antipolline scegliendo fra i migliori ed in auto utilizzo quasi sempre la funzione ricircolo in quanto riesco a percepire l’erba tagliata da alcuni chilometri di distanza e quando l’odore arriva nell’abitacolo, per me è la fine ;-) quindi è necessario prevenire.

Se siete fra quelli che utilizzano i deodoranti per auto, sappiate che vi esponete ad ambienti saturi di sostanze chimiche inutili se non dannose magari non nell’immediato (asmatici ed allergici esclusi), ma sicuramente nel lungo periodo, considerando che questo mix chimico non purifica affatto l’aria, anzi la peggiora.

Sicuramente ci sono persone che vivono pensando solo a se stesse, ed infatti non mi rivolgo a loro, tuttavia provate a pensare che cosa significhi, per un allergico (e siamo in tanti), salire in un’automobile corredata da alberelli o diffusori di dodoranti.

Considerando poi che l’allergia può provocare fastidi agli occhi, è fondamentale per me utilizzare gli occhiali da sole (un suggerimento per chi se usi occhiali da vista); resta il fatto che nella maggior parte dei casi l’arrivo degli starnuti è prevedibile ed allora metto in pratica un trucchetto per ritardarli in modo tale da poter ridurre la velocità (in autostrada) e/o portarmi sulla prima corsia, dove peraltro viaggio quasi sempre ;-) , mentre in città valuto se sia il caso di accostare o meno.

Per restare in tema, vi ricordo l’esistenza di Meteopolline.it dove ci si può iscrivere e ricevere via mail / sms le previsioni allergologiche  della vostra zona.

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È risaputo che, appena esplode il caldo primaverile-estivo, per gli automobilisti allergici inizia una stagione critica.

Le allergie riducono le prestazioni degli automobilisti e le loro capacità di reazione: in particolare, starnutire quando si viaggia a una velocità di 100 km/h provoca una guida “cieca” per circa 30 metri.

Secondo una stima effettuata dall’AvD Tedesco, nel periodo primaverile il rischio di incidenti aumenta anche fino al 30%: un pericolo tanto reale quanto spesso sottovalutato o addirittura sconosciuto. 

Comunque va detto, a proposito della distrazione, che spesso si guida senza guardare la strada anche perché l’attenzione viene distolta dalla radio oppure dal celllulare o dal navigatore satellitare.

Al di là dei farmaci (attenzione, cautela, potrebbero indurre sonnolenza), la soluzione per limitare i sintomi dell’allergia sono i filtri abitacolo per la salute e la sicurezza degli automobilisti.

Obiettivo del filtro abitacolo è di ripulire l’aria che dall’esterno dell’auto, attraverso i condotti dell’impianto di riscaldamento o climatizzazione, entra nell’abitacolo e viene respirata dagli automobilisti.

I filtri abitacolo, se di buona qualità, sono anche in grado di trattenere una quota considerevole delle sostanze presenti nell’aria e che sono causa dell’insorgenza di allergie respiratorie, in particolare i pollini.

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Leggi anche l’opinione di Maurizio Caprino


Meglio non curarsi da soli le allergie

8 maggio 2013

Sono allergico da parecchio e nel tempo le cose sono peggiorate, (penso subito alla terribile Ambrosia) ed integrandosi con l’allergia ad alcuni medicinali sfociata poi alcuni anni fa in una reazione violentissima con un edema alla glottide che mi ha portato ad un passo da una precoce dipartita. :-(

Come giustamente dicono nell’articolo che segue, l’allergia è una cosa seria, da affrontare seguiti da un dottore; in occasione della visita all’ospedale dopo quanto successo, avevo  fatto anche i test per l’allergia relativa a piante ed alberi, a seguito dei quali mia era stato cambiato l’antistaminico. Da quest’anno, poi, utilizzo il farmaco generico, con un risparmio netto di 3,53 € a scatola.

Per restare in tema, vi ricordo l’esistenza di Meteopolline.it dove ci si può iscrivere e ricevere via mail / sms le previsioni allergologiche  della tua zona

Primavera, tempo di allergie. Insieme ai fastidi a naso, gola e occhi, arrivano puntuali anche le pubblicità degli antistaminici: colliri, spray e creme. Spesso si tratta di medicinali da banco, che possono essere comprati in libera vendita, cioè andando direttamente in farmacia senza bisogno di ricetta.

Gli antistaminici però non agiscono sulle cause, ma solo sui sintomi e possono causare effetti indesiderati importanti.

Attenzione quindi a non curare da soli le allergie, come invita a fare Valore salute, un network nazionale di farmacie indipendenti che in una pubblicità apparsa su alcuni giornali promuove l’uso di alcuni farmaci da automedicazione “per un’autocura responsabile”.

È importante invece rivolgersi al medico per farsi prescrivere un antistaminico adeguato, mirato e quindi più efficace, piuttosto che usare dei farmaci da automedicazione.

Se stai già prendendo un antistaminico o il medico te ne ha prescritto uno nuovo, puoi consultare la  banca dati farmaci per capire se, fra quelli che hanno lo stesso principio attivo, ne esiste uno meno caro. Usando l’equivalente meno costoso, si può risparmiare.

Al contrario di quanto afferma la pubblicità, l’allergia non è un piccolo disturbo passeggero che si può trattare con l’automedicazione. La rinite allergica, se non adeguatamente trattata, nel tempo può trasformarsi in asma.

Se pensi di essere allergico, parlane con il tuo medico: attraverso dei test è possibile sapere con certezza se si è allergici, a cosa (a uno o più pollini, a uno o più cibi, agli acari della polvere) e cosa bisogna evitare. L’arma più efficace contro l’allergia, infatti, consiste nell’evitare il contatto con l’allergene che la scatena.

Gli antistaminici sono farmaci che agiscono sui sintomi (calmano il prurito, liberano il naso), ma non sulle cause dell’allergia. Nella maggior parte dei casi, si possono acquistare solo con ricetta medica. Inoltre, possono causare sonnolenza, nausea, mal di testa e tachicardia: tutti effetti indesiderati importanti che possono essere ancora più pesanti in anziani e bambini. Per questo, la sorveglianza da parte di un medico è importante.


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