Per chi guida, le distrazioni dovute alle allergie primaverili possono incidere sulla sicurezza stradale

21 maggio 2013

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto e che, essendo un allergico DOC, mi riguarda da molto vicino, soprattutto considerando che sono fra quelli che spara raffiche di almeno 8 starnuti ed in quei momenti è come guidare ad occhi chiusi.

Per quanto riguarda l’abbinamento allergia+guida, va da sè che è necessaria la massima prudenza; utilizzo un antistaminico di seconda generazione che non mi causa sonnolenza, ed a questo proposito suggerisco di evitare il Fai da Te; l’allergia è un problema serio, che se mal curato può portare a complicazioni poco piacevoli.

Ad ogni tagliando (o perlomeno una volta all’anno) cambio il filtro antipolline scegliendo fra i migliori ed in auto utilizzo quasi sempre la funzione ricircolo in quanto riesco a percepire l’erba tagliata da alcuni chilometri di distanza e quando l’odore arriva nell’abitacolo, per me è la fine ;-) quindi è necessario prevenire.

Se siete fra quelli che utilizzano i deodoranti per auto, sappiate che vi esponete ad ambienti saturi di sostanze chimiche inutili se non dannose magari non nell’immediato (asmatici ed allergici esclusi), ma sicuramente nel lungo periodo, considerando che questo mix chimico non purifica affatto l’aria, anzi la peggiora.

Sicuramente ci sono persone che vivono pensando solo a se stesse, ed infatti non mi rivolgo a loro, tuttavia provate a pensare che cosa significhi, per un allergico (e siamo in tanti), salire in un’automobile corredata da alberelli o diffusori di dodoranti.

Considerando poi che l’allergia può provocare fastidi agli occhi, è fondamentale per me utilizzare gli occhiali da sole (un suggerimento per chi se usi occhiali da vista); resta il fatto che nella maggior parte dei casi l’arrivo degli starnuti è prevedibile ed allora metto in pratica un trucchetto per ritardarli in modo tale da poter ridurre la velocità (in autostrada) e/o portarmi sulla prima corsia, dove peraltro viaggio quasi sempre ;-) , mentre in città valuto se sia il caso di accostare o meno.

Per restare in tema, vi ricordo l’esistenza di Meteopolline.it dove ci si può iscrivere e ricevere via mail / sms le previsioni allergologiche  della vostra zona.

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È risaputo che, appena esplode il caldo primaverile-estivo, per gli automobilisti allergici inizia una stagione critica.

Le allergie riducono le prestazioni degli automobilisti e le loro capacità di reazione: in particolare, starnutire quando si viaggia a una velocità di 100 km/h provoca una guida “cieca” per circa 30 metri.

Secondo una stima effettuata dall’AvD Tedesco, nel periodo primaverile il rischio di incidenti aumenta anche fino al 30%: un pericolo tanto reale quanto spesso sottovalutato o addirittura sconosciuto. 

Comunque va detto, a proposito della distrazione, che spesso si guida senza guardare la strada anche perché l’attenzione viene distolta dalla radio oppure dal celllulare o dal navigatore satellitare.

Al di là dei farmaci (attenzione, cautela, potrebbero indurre sonnolenza), la soluzione per limitare i sintomi dell’allergia sono i filtri abitacolo per la salute e la sicurezza degli automobilisti.

Obiettivo del filtro abitacolo è di ripulire l’aria che dall’esterno dell’auto, attraverso i condotti dell’impianto di riscaldamento o climatizzazione, entra nell’abitacolo e viene respirata dagli automobilisti.

I filtri abitacolo, se di buona qualità, sono anche in grado di trattenere una quota considerevole delle sostanze presenti nell’aria e che sono causa dell’insorgenza di allergie respiratorie, in particolare i pollini.


Meglio non curarsi da soli le allergie

8 maggio 2013

Sono allergico da parecchio e nel tempo le cose sono peggiorate, (penso subito alla terribile Ambrosia) ed integrandosi con l’allergia ad alcuni medicinali sfociata poi alcuni anni fa in una reazione violentissima con un edema alla glottide che mi ha portato ad un passo da una precoce dipartita. :-(

Come giustamente dicono nell’articolo che segue, l’allergia è una cosa seria, da affrontare seguiti da un dottore; in occasione della visita all’ospedale dopo quanto successo, avevo  fatto anche i test per l’allergia relativa a piante ed alberi, a seguito dei quali mia era stato cambiato l’antistaminico. Da quest’anno, poi, utilizzo il farmaco generico, con un risparmio netto di 3,53 € a scatola.

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Primavera, tempo di allergie. Insieme ai fastidi a naso, gola e occhi, arrivano puntuali anche le pubblicità degli antistaminici: colliri, spray e creme. Spesso si tratta di medicinali da banco, che possono essere comprati in libera vendita, cioè andando direttamente in farmacia senza bisogno di ricetta.

Gli antistaminici però non agiscono sulle cause, ma solo sui sintomi e possono causare effetti indesiderati importanti.

Attenzione quindi a non curare da soli le allergie, come invita a fare Valore salute, un network nazionale di farmacie indipendenti che in una pubblicità apparsa su alcuni giornali promuove l’uso di alcuni farmaci da automedicazione “per un’autocura responsabile”.

È importante invece rivolgersi al medico per farsi prescrivere un antistaminico adeguato, mirato e quindi più efficace, piuttosto che usare dei farmaci da automedicazione.

Se stai già prendendo un antistaminico o il medico te ne ha prescritto uno nuovo, puoi consultare la  banca dati farmaci per capire se, fra quelli che hanno lo stesso principio attivo, ne esiste uno meno caro. Usando l’equivalente meno costoso, si può risparmiare.

Al contrario di quanto afferma la pubblicità, l’allergia non è un piccolo disturbo passeggero che si può trattare con l’automedicazione. La rinite allergica, se non adeguatamente trattata, nel tempo può trasformarsi in asma.

Se pensi di essere allergico, parlane con il tuo medico: attraverso dei test è possibile sapere con certezza se si è allergici, a cosa (a uno o più pollini, a uno o più cibi, agli acari della polvere) e cosa bisogna evitare. L’arma più efficace contro l’allergia, infatti, consiste nell’evitare il contatto con l’allergene che la scatena.

Gli antistaminici sono farmaci che agiscono sui sintomi (calmano il prurito, liberano il naso), ma non sulle cause dell’allergia. Nella maggior parte dei casi, si possono acquistare solo con ricetta medica. Inoltre, possono causare sonnolenza, nausea, mal di testa e tachicardia: tutti effetti indesiderati importanti che possono essere ancora più pesanti in anziani e bambini. Per questo, la sorveglianza da parte di un medico è importante.


Cosmetici: come sceglierli sicuri

7 maggio 2013

Per verificare non solo la presenza, ma anche la quantità di sostanze che possono interferire con il nostro sistema endocrino, abbiamo portato in laboratorio decine di prodotti: creme, deodoranti, trucchi, shampoo, collutori, smalti, balsami.

Per tutti i cosmetici analizzati le sostanze ricercate (soprattutto, ma non solo, ethylhexyl methoxycinnamate, filtro UV e propylparaben, conservante) rispettano i limiti di legge.

Tuttavia, una persona che fa un uso intenso di cosmetici, incluse le creme solari, rischia di essere esposta oltre i limiti raccomandabili. Come fare, quindi, a evitare queste sostanze?

Nel caso dei cosmetici, abbiamo un importante vantaggio: tutti gli ingredienti sono elencati in etichetta, per legge. Si può quindi scegliere con buona consapevolezza.

Leggi sempre la lista degli ingredienti e preferisci i prodotti privi delle sostanze più dubbie.

Fai particolare attenzione ai prodotti che rimangono a lungo a contatto con l’organismo, come le creme, rispetto ai prodotti che si risciacquano, come saponi e shampoo.

Se usi molti cosmetici, evita in particolare i prodotti che contengono propylparaben e butylparaben, specialmente se sono creme che non si risciacquano.

Evita l’uso non giustificato di prodotti che contengono filtri UV (ma non scordarli mai se ti esponi al sole).

Presta particolare attenzione ai prodotti per i bambini e le donne in gravidanza: sono due categorie più sensibili agli effetti degli interferenti endocrini.

Non lasciarti incantare da slogan di scarso significato, come “naturale”, “non allergenico”, “clinicamente testato” e simili: per scegliere basati solo della lista ingredienti riportata sulla confezione, che dà le uniche indicazioni che posso essere utili.


Un memorandum per gli amici allergici: comprate il generico, che si risparmia

18 aprile 2013

Cari allergici, arrivato il nostro momento e quindi dobbiamo comprare gli antistaminici che useremo per lunghi periodi.

Ricordatevi che esistono i generici; leggendo l’articolo di Altroconsumo dei giorni scorsi ho realizzato (meglio tardi che mai) che invece del Clarityn ad € 8,80 posso comprare il generico Loratidina EG ad € 5,27.

Un risparmio di 3,53 € che moltiplicato per le 6-7 scatole che mi serviranno fa un bel – 24 € … buttali via.

Questa mattina sono andato in farmacia, chiedendo il generico del Clarityn.

Al banco due dottoresse, la proprietaria ed una dipendente. La prima mi dice che il generico non ce l’hanno, cosa questa che immaginavo, non puoi avere tutto in negozio, ma non aggiunge altro, l’altra Dottoressa, zitta.

“Posso darti il Clarityn”, insiste. Ovviamente le dico di no, che usandone tanto preferisco cercare il generico. Lei abbozza, ma non aggiunge una parola.

Chiedo un’altra cosa, anch’essa da procurare, ed allora prende la parola la D.ssa dipendente che mi chiede se voglio ordinare anche il generico.

“Ah, si può ordinare?” chiedo (cosa ovvia, questa, lo sapevo, ma volevo vedere dove si andava a finire…) ed alla sua conferma ne ordino 4 scatole per un totale di € 21 che sicuramente portano alla farmacia un guadagno minore rispetto ai 35 € di Clarityn, ma secondo me meglio poco che niente.

Ed invece la farmacista (proprietaria) piuttosto che darmi il generico a 21 € rinunciava alla vendita, di fatto.

Contenta lei…

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Allergie e intolleranze alimentari: i test proposti in rete promettono miracoli ma sono privi di validità scientifica

28 marzo 2013

in sintesi un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare

Il 20% della popolazione ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare, ma in realtà solo un decimo di questi casi viene confermato in seguito ad un corretto iter diagnostico. Negli ultimi anni queste patologie si sono diffuse a macchia d’olio e spesso si tende ad classificare i disturbi collegati al cibo  molto più frequentemente di quanto non lo siano in realtà.

Perché allergie e intolleranze sembrano diventate frequentissime?

Il problema è legato in parte ad un effettivo aumento delle malattie allergiche ma, soprattutto,  alle numerose diagnosi eseguite secondo criteri discutibili e non scientificamente provati.

Si tratta di analisi discretamente costose per il paziente, ma soprattutto rischiose perché, non esistono dimostrazioni di validità scientifica. Questo vuol dire sottoporre le persone che ricevono una diagnosi non corretta di allergia e/o intolleranza alimentare, a diete che, specialmente nei bambini, possono portare a gravi squilibri nutrizionali.

Inoltre, nei pochi soggetti veramente allergici, si aggiunge il possibile rischio di attribuire per errore la causa dei disturbi ad un alimento diverso da quello responsabile, con il pericolo di vedere persistere i sintomi.

A tutti questi, si è aggiunto di recente un nuovo, fantasioso e miracoloso esame: “il test del DNA per intolleranze su 600 alimenti, oltre 200 acque minerali e 250 additivi alimentari”, reclamizzato di recente da una nota catena di vendita on line.

Si può acquistare alla modica somma di 99,00 euro (scontato dell’82% altrimenti il prezzo sarebbe addirittura 451,00 euro) e con la promessa di avere anche “un piano nutrizionale personalizzato e un video-corso”».

Si tratta di un test fantasioso, secondo l’esperto della SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), «perché propone la possibilità che persino le acque minerali possano essere responsabili di disturbi o malattie, per non parlare degli additivi, ai quali vengono da tempo attribuiti, pur senza sostanziali evidenze scientifiche, le più disparate malattie».

Il kit è anche un po’ miracoloso perché «non esiste  la possibilità di dosare il DNA allo scopo di porre una diagnosi di intolleranza per 600 alimenti».

Nel mondo scientifico si sa che non è possibile porre una diagnosi di certezza di allergia o di intolleranza alimentare tramite la analisi del DNA.

«La diagnosi di allergia alimentare - conclude Roberto Bernardini (presidente nazionale della SIAIP e direttore della UOC Pediatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli)- può essere fatta solo dopo un corretto iter diagnostico che prevede una corretta anamnesi, l’esecuzione dei test cutanei o, se necessario, un’eliminazione temporanea dalla dieta dell’alimento sospetto come responsabile, oltre ad altri esami in casi selezionati».


2 milioni di italiani soffrono di allergie alimentari, ma le etichette spesso non danno indicazioni utili

14 marzo 2013

in sintesi un articolo di Fabio di Todaro che leggo su Il Fatto Alimentare

Nota di Paoblog > in calce all’articolo c’è una nota che preferisco riportare in apertura, vista la sua importanza:

Il Fatto Alimentare ha pubblicato un articolo sulla presenza di soia in centinaia di prodotti, corredato da una lista di alimenti che potrebbero contenere soia o derivati (come lecitina, proteine o olio di soia). Si tratta di un servizio che tutti gli allergici dovrebbero conoscere.

°°°

Etichette alimentari e allergie: ecco un binomio, per molti non scontato, legato da un rapporto di causa-effetto; gli episodi di reazioni eccessive per il contatto o l’ingestione di alcuni ingredienti sono aumentati negli ultimi anni.

Ben 17 milioni di cittadini europei soffrono di allergie alimentari, e poco più di 2 milioni sono gli italiani interessati. Non è poco: si tratta di quasi 4 cittadini su 100.

Quale motivo si nasconde dietro la crescita di questi numeri?

Il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie, l’ingresso nella dieta di cibi appartenenti ad altre culture e di alimenti geneticamente modificati, il ridotto allattamento al seno offrono alcune risposte.

A peggiorare le cose, s’aggiunge un pericolo che spesso gli allergici non riescono a evitare: la carenza di informazioni sulle etichette dei prodotti. Si tratta di un pericolo reale, tanto più che molti potenziali allergeni sono utilizzati come additivi.

«Le etichette dovrebbero indicare gli allergeni con un carattere tipografico diverso, per differenziarli chiaramente dagli altri ingredienti», spiega Cezmi Akdis, direttore dell’Istituto di ricerca allergie e asma di Davos, in Svizzera.

Gli allergeni  più pericolosi  per i bambini sotto i 3 anni sono il latte (includendo sieroproteine e caseine) e le uova (includendo ovomucoide, ovoalbumina, ovotransferrina e lisozima).

L’allergia alle proteine dell’uovo è inoltre riconosciuta come fattore scatenante allergie respiratorie nei piccoli e asma negli adulti.

Dopo i 3 anni, alla lista degli allergeni si aggiungono nocciole e arachidi, dopo i 4 anni i cereali (soprattutto grano, mais e avena), la frutta e la soia, presente sulle nostre tavole più di quanto non si creda (1).

A segnare il ritmo delle reazioni avverse agli alimenti sono soprattutto le abitudini a tavola: nei paesi scandinavi è il pesce  a scatenare il maggior numero di allergie, negli Stati Uniti sono le arachidi, nei Paesi mediterranei i crostacei e i molluschi. E poi, ancora, le lumache in Portogallo, il sedano nella Svizzera tedesca, la frutta fresca e i vegetali nell’Europa meridionale.

Ecco alcune indicazioni utili a chi soffre di allergia alimentari. Partiamo dagli ingredienti cui occorre prestare molta attenzione.

Per quanto concerne gli alimenti “interi”, gli allergici al latte devono fare attenzione alle sieroproteine lattoalbumina e lattoglobulina (componenti base di molti integratori) e ai caseinati, proteine essiccate del latte, ricche in amminoacidi essenziali, utilizzate come addensanti negli insaccati o nelle margarine.

Chi è ipersensibile alle uova deve evitare tutte le pietanze sulle cui etichette compaiano lisozima, ovoalbumina, polvere d’uovo e lecitina. Quest’ultima, che abbonda nel tuorlo, come pure nella soia, è un emulsionante utilizzato per preparazioni dolci: biscotti, merendine e gelati.

Chi è allergico alla leguminosa deve evitare oli e noci di soia, tofu, brodo e farine vegetali. Attenzione anche alle spezie o alle salse etniche che potrebbero contenere soia.

Infine, un’ultima nota. Alcune etichette aggiungono alla lista degli ingredienti la dicitura “Può contenere tracce di…”.

Ciò significa che il prodotto “potrebbe” contenere tracce di alcune sostanze tra cui noti allergeni, ma non è detto che sia così: l’incertezza regna sovrana.

Inoltre il termine di “tracce” non allude ad alcuna quantità precisa. Ora poiché per gli allergici i livelli di contaminazione e di rischio variano con il dosaggio, in questi casi è impossibile valutare l’alimento. Nel dubbio è meglio evitare l’acquisto.

 


Carnevale, troppi veleni nei trucchi dei bambini

7 febbraio 2013

in sintesi un articolo che leggo su Il Salvagente

Truccati da gattino, da orsetto o da clown sono deliziosi. Ci piace guardarli, fotografarli, dipingerli. Così non solo a Carnevale, ma anche a ogni festa che si rispetti o in qualunque laboratorio pensato per intrattenerli, spuntano i colori per decorarli e farli sognare. Ai bambini piace moltissimo. E noi spesso siamo convinti che le sostanze utilizzate sui nostri pargoli siano fatte apposta per la loro pelle delicata.

Ma esistono davvero pitture per il viso “non tossiche”? E sottoporre la pelle dei piccini a un pesante make up non sarà un rischio per la loro salute?

La risposta è sul Salvagente in edicola questa settimana (numero 6 del 2013), e in vendita in pdf e nell’edizione sfogliabile nel nostro negozio on line.

Il Salvagente ha messo sotto la lente 12 prodotti in vendita in note catene di negozi di giocattoli come Disney Store, Imaginarium e la Città del Sole, nelle cartolerie o nei bazar cinesi. Il risultato pubblicato dal settimanale dei consumatori sul numero in edicola dal 7 febbraio è stato sorprendente.

Nonostante ogni confezione selezionata dalla rivista si dichiari per bambini, all’interno dei colori è stato trovato di tutto: cessori di formaldeide irritanti, allergenizzanti e cancerogeni; agenti nitrosanti, capaci di generare le micidiali nitrosamine tossiche per l’organismo e cancerogene; parabeni, noti disturbatori endocrini; siliconi, aggressivi sulla pelle e capaci di accumularsi nell’organismo; coloranti sospetti, come il diossido di titanio, oltre a derivati del petrolio di ogni tipo.

I colori per il viso, pur essendo cosmetici a tutti gli effetti, sono spesso considerati da chi li vende dei semplici giocattoli. Per questo se si acquistano on line è impossibile conoscere i loro ingredienti e, anche quando si hanno tra le mani, spesso presentano etichette incomprensibili, illeggibili per le dimensioni dei caratteri, o addirittura illegali.

Sulle confezioni vengono utilizzati claim falsi o contraddittori, istruzioni d’uso esclusivamente in inglese, o elenchi degli ingredienti che utilizzano una classificazione fuori dalla normativa europea (è il caso del prodotto cinese del test, il Face Paints Eurotrading).

Sulle Matite trucco importate dalla Cina dalla Fiori Paolo S.p.A. e sulle Matite trucco Fluo vendute in un ipermercato Auchan con marchio Ciao, dalla composizione identica, sul cartoncino in bella vista c’è scritto  “Non tossico”, nonostante la presenza tra l’altro del propylparaben e della Cocamide Dea, agente nitrosante.

“Questa è una comunicazione falsa”, spiega al Salvagente Fabrizio Zago, chimico e autore del biodizionario.it, una sorta di bibbia della chimica dei cosmetici.

Clicca QUI per leggere una parte delle tabelle che riguardano i 12 prodotti testati.


Alitalia serve succo di frutta Santal con latte. Un rischio per i passeggeri allergici…

16 novembre 2012

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare

Un lettore ci segnala che Alitalia durante alcuni voli offre ai passeggeri la bevanda Santal Pesca e Mango Plus, una bibita a base di succo di frutta arricchita con latte, un ingrediente che potrebbe creare qualche problema alle persone allergiche.

La presenza del latte è indicata sull’etichetta, ma in questo caso i passeggeri non possono leggere il testo perchè la bevanda viene servita direttamente nel bicchiere. Trattandosi di un ingrediente che abitualmente non si trova nei succhi venduti in Italia, la presenza dovrebbe essere sempre segnalata dagli assistenti di bordo.

Il nostro lettore dice di non avere ricevuto quest’informazione e di avere reclamato. Il personale ha confermato la presenza del latte precisando che tutti i viaggiatori vengono informati al momento del servizio.

Il problema evidenziato è abbastanza serio perchè di solito i succhi non contengono latte e anche le persone allergiche li bevono senza troppe preoccupazioni.

Il problema si pone anche acquistando il succo al supermercato anche se in questo caso le persone hanno la possibilità di leggere gli ingredienti sull’etichetta. Forse  sarebbe il caso di evidenziare con una certa evidenza anche sul fronte della confezione  questa “curiosa” presenza.

Tra le tante bevande presenti nell’assortimento Santal, Alitalia potrebbe scegliere un succo senza allergeni evitando sgraditi inconvenienti.


La pelle che fa male alla pelle

29 agosto 2012

un articolo che leggo su Altroconsumo

La pelle che fa male alla pelle. Non un gioco di parole, ma quello che può succedere dopo aver acquistato un paio di scarpe o un divano in pelle: una dermatite, che provoca prurito e dolore.

Nei casi più gravi, disturbi respiratori. La causa di tutto è il dimetilfumarato (dmf), sostanza usata contro le muffe.

Di solito il dmf era contenuto in sacchetti, fissati all’interno dei mobili o inseriti nelle scatole delle calzature, da cui si diffonde per evaporazione.

In Europa il dmf è vietato, ma in passato si sono verificati casi di reazioni ad alcuni prodotti, provenienti principalmente dalla Cina, dove l’uso del dmf è consentito.

Oggi articoli contenenti dmf non possono più essere commercializzati in Europa, ma qualche precauzione resta opportuna.

  • non conservare le bustine bianche di silice (“silica gel”) che trovate nelle confezioni: potrebbero essere impregnate di dmf
  • se hai una reazione allergica considera che il divano nuovo o le nuove scarpe in pelle potrebbero esserne la causa
  • aera spesso i locali quando acquisti un nuovo divano in pelle
  • lascia all’aria per qualche giorno le nuove scarpe in pelle e se possibile non indossarle a diretto contatto con la cute

Troppa chimica nella biancheria

14 giugno 2012

leggo su Altroconsumo

La produzione di indumenti richiede l’uso di più di 700 sostanze chimiche. In alcuni casi si tratta di sostanze tossiche (per esempio il piombo e i suoi composti), in altri di allergizzanti (come molte tinture o il nichel), in altri cancerogene (come la formaldeide) o che interferiscono con il nostro apparato ormonale (come le acrilamine).

Altri ancora sono inquinanti ambientali, come il nonilfenolo. Queste sostanze non dovrebbero rimanere sui tessuti né tantomeno essere rilasciate durante l’uso.

Abbiamo portato in laboratorio 40 capi intimi delle marche più diffuse. Abbiamo tagliato campioni di tessuto da ogni modello, li abbiamo lasciati dissolvere in appositi solventi e abbiamo quindi analizzato la soluzione con apparecchiature specifiche. Abbiamo inoltre messo alla prova la resistenza del colore al lavaggio e alla sudorazione.

Abbiamo ricercato la presenza di sostanze chimiche, in alcuni casi vietate dalla legge, in altri consentite, ma a nostro avviso rischiose (per esempio per il pericolo di allergie) e anche alcune di cui la legge non si occupa.

I risultati non sono del tutto confortanti. Benché tutti i prodotti siano risultati in regola secondo le norme di legge, secondo i nostri parametri, più severi (ci siamo rifatti allo standard Oeko Tex, che garantisce la sicurezza dei prodotti tessili dal punto di vista di salute e ambiente), abbiamo identificato diversi problemi, tra cui:

- scarsa resistenza del colore al sudore e al lavaggio: il che rende più rischiosa la eventuale presenza di tinture dannose;
- presenza di una tintura che può provocare allergie;
- presenza in tracce di piombo;
- tracce di inquinanti che vengono rilasciati con il lavaggio e finiscono nell’ambiente.

Come scegliere la biancheria
- Preferite capi bianchi e di cotone.
- Evitate prodotti con stampe e applicazioni di plastica o vetro.
- Non acquistate prodotti troppo stretti: aumentereste lo sfregamento contro la pelle.
- Lavate i capi di biancheria prima di usarli la prima volta
- Cambiate spesso i capi, per farli ruotare e ridurre il tempo di contatto
- Non usate ammorbidenti e non eccedete con il detersivo
- In caso di reazioni della pelle, smettete subito di usare l’indumento e consultate il medico.

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