Ambulanze con sirena per gli animali e controlli su come li portano al macello

17 dicembre 2012

di Maurizio Caprino

Quella che si sta chiudendo per noi che ci occupiamo di strade e trasporti è stata la “settimana degli animali”. Non solo perché mercoledì 12 dicembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il quasi dimenticato decreto ministeriale Trasporti che fissa i casi in cui è possibile trasportare a sirene spiegate un animale malato (in pratica, si dice come devono essere e come vanno utilizzate le “ambulanze per animali”, previste due anni e mezzo fa dalla riforma del Codice della strada).

Va segnalata anche la prima grossa operazione della Polizia stradale per controllare come vengono trasportati sui camion gli animali destinati alla macellazione (ne leggete nel comunicato qui sotto).

Non sono bizzarrie come può apparire a qualcuno. Ci sono convenzioni internazionali e norme europee che riconoscono agli animali la qualità di esseri senzienti e quindi il diritto di soffrire il meno possibile, esattamente come noi.

Nel caso del trasporto sui camion, poi, ne va anche della salute nostra: noi mangeremo la loro carne e con essa le tossine che vi si saranno accumulate nel corso di una vita di maltrattamenti.

E pensate che anche il modo in cui gli animali da macello vengono uccisi riguarda pure i più cinici di noi: lo spavento che provano quando non usiamo le dovute accortezze li porta a produrre sostanze nocive che mangeremo noi.

Maltrattamento di animale e sicurezza alimentare

40 femmine di maiali di 250 kg l’una erano stipati in un autocarro, avendo ciascuna solo 80 centimetri quadrati di spazio a disposizione. Presentavano graffi e morsi, e qualcuna non aveva più la coda forse mangiata dagli altri animali.

Questo è solo uno degli episodi accertati dagli uomini della Polizia Stradale della Lombardia e del Veneto in una maxi operazione coordinata dal Servizio Polizia Stradale che ha disposto controlli su tutta la filiera del trasporto animali per accertare eventuali episodi di maltrattamento e garantire la sicurezza alimentare.

Grazie ad una task force con la LAV e personale sanitario veterinario, le verifiche hanno consentito di agire, oltre che per la tutela degli animali, anche per la sicurezza alimentare in vista delle prossime festività e dei cibi che saranno consumati in questi giorni .

A Padova, Verona, Treviso, Vicenza, Cremona, Modena e Brescia, sotto la lente di 22 pattuglie, 9 operatori sanitari, 6 volontari LAV, sono stati controllati 126 veicoli adibiti al trasporto degli animali destinati alla macellazione, 58 le violazioni contestate.

L’Unione Europea ha già dal 2005 tracciato delle linee guida in materia, invitando i Paesi appartenenti ad aderire allo specifico Regolamento – 1/2005, entrato in applicazione dal 5 gennaio 2007 – in cui sono definite le regole da rispettare per ridurre al minimo lo stress a cui sono sottoposti gli animali riconosciuti nel trattato di Lisbona come esseri dotati di sensi e sensibilità .

Il controllo del trasporto degli animali trasportati per la commercializzazione rientra nell’ ottica della tutela dei diritti degli animali a cui la Polizia Stradale dedica da tempo grande attenzione.

L’attività di contrasto delle irregolarità nel campo dell’autotrasporto di animali vivi è oggetto del Protocollo d’intesa tra Ministeri dell’Interno e della Salute, del 19 settembre 2011. I controlli proseguiranno per i prossimi mesi e saranno estesi ad altre regioni italiane.


Ambulanze per animali: e il Decreto dov’è?

28 agosto 2012

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto e che sicuramente interesserà l’amica Poppea (e non solo…) e che, una volta di più, dimostra che Tra il Dire ed il Fare c’è di mezzo…il Decreto attuativo, come peraltro mi spiegava tempo fa Maurizio Caprino in merito alla revisione dei trattori obbligatoria, in teoria, ma di fatto non essendoci il Decreto attuativo resta sulla carta e tanti saluti alla sicurezza sia stradale, sia del lavoro…

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Uno dei tanti paradossi del Codice della strada italiano riguarda le ambulanze per soccorrere gli animali feriti: la Legge c’è (la 120 dell’agosto 2010), ma siccome il Decreto attuativo non è ancora stato emanato, allora la norma non è in vigore.

È pur vero che i ministeri hanno numerosi temi scottanti cui dedicarsi, però sono passati addirittura due anni e della regola non si vede l’ombra.

Negli scorsi giorni, sul Web, s’è diffusa la notizia che le ambulanze per gli animali adesso sono finalmente operative.

In realtà, un passettino avanti c’è stato, ma la strada è ancora lunga: esiste solo il parere ministeriale favorevole.

Come giustamente fa notare la geapress, si sa unicamente che le ambulanze veterinarie, veicoli adibiti alla vigilanza zoofila e in generale alle attività di protezione degli animali, potranno usufruire del lampeggiante e della sirena.

E per le procedure tecnico-amministrative relative all’immatricolazione dei veicoli, il tutto è rinviato alla Direzione generale per la Motorizzazione.

Ricordiamo comunque che, a tale proposito, chi si imbatte in animali feriti ha l’obbligo di contattare i soccorsi, pena una multa prevista dal Codice della strada riformato proprio nel 2010.


Arriva la tassa che mi piace…

12 aprile 2012

Ancora una volta arriva dal Trentino un passo avanti, verso la tutela del cittadino civile; leggo infatti su SicurAuto della cosiddetta Tassa sull’alcol che in sintesi non è altro che il far pagare i costi delle loro azioni agli incivili e non alla comunità.

°°°

Dal 1° maggio, la Provincia di Trento farà pagare ticket di 200 euro agli ubriachi al volante che avranno bisogno di un’ambulanza per andare al pronto soccorso. I tassati saranno quelli con oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue, contro un limite di mezzo grammo consentito dal Codice della strada (articolo 186), cui fanno eccezione i neopatentati, per i quali c’è la tolleranza zero.

Quindi, oltre alle normali multe del Codice della strada (fra l’altro, 1.500 euro per chi guida con oltre 1,5 grammi/litro), c’è pure il rischio di dover pagare il trasporto in ospedale rimborsando 200 euro per lo spostamento dell’ambulanza. Infatti, la macchina dei soccorsi viene attivata in seguito allo stato di ebbrezza che non è un evento casuale come un incidente, ma una condizione cercata.

È giusto che il costo per la collettività venga pagato da chi non è rispettoso delle regole. Un provvedimento, una specie di franchigia così condivisibile che andrebbe estesa a chi fa incidenti senza cintura o senza casco.

È una misura, spiega l’assessore alla Sanità della Provincia di Trento volta a favorire la diminuzione di un pericoloso fenomeno legato al consumo dell’alcol che nella Regione Trentino-Aldo Adige assume aspetti e numeri preoccupanti:

“Il provvedimento – illustra l’assessore – essenzialmente educativo e fa parte delle molte iniziative volte a scoraggiare l’eccesso di alcol che, soprattutto tra i giovani, è purtroppo molto diffuso. Abbiamo ritenuto importante inserire anche questo ticket per responsabilizzare maggiormente i cittadini che sanno a cosa possono andare incontro se esagerano con i drink“.

Nel Trentino il consumo di alcol è tra i più alti d’Italia: gli accessi al pronto soccorso per problemi di ebbrezza sono in media 700 l’anno, con 1.200 ricoveri.

D’altronde, la stessa regola viene applicata all’intervento con l’elisoccorso in aiuto degli alpinisti che rimangono bloccati in una arrampicata affrontata con troppa leggerezza.

E allora, perché non per chi mette a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri in auto?


Volontariato: un bene o un danno per la società?

29 dicembre 2010

Leggo su CittàOggiWeb:

Il sistema soccorso in emergenza con il trascorrere degli anni è radicalmente cambiato.Tutto è cominciato grazie alla nascita delle centrali operative 118 che coordinano gli interventi. Un sistema che si è ampliato consentendo al cittadino, nei casi più gravi, di ricevere assistenza non solo dal mezzo di soccorso di base (ambulanza), ma anche da un mezzo avanzato (elisoccorso o automedica) con personale medico a bordo.

L’intervento in ambulanza nella maggior parte dei casi è gestito da volontari. Persone che, con grande spirito di sacrificio, donano parte del proprio tempo al servizio del prossimo.

La notte chi sale su un’ambulanza è, in una percentuale che sfiora il 100%, un volontario. Che, nel caso di servizio 118 ha ricevuto una preparazione di 120 ore tra teoria e pratica (compreso l’uso del DAE) con esame finale al Niguarda di Milano e presso una pubblica assistenza.

La domanda che sorge da un po’ di tempo a questa parte è la seguente: è giusto che la vita delle persone venga lasciata nelle mani di volontari o sarebbe meglio affidarla a professionisti del settore?

Un ruolo di primo piano, nel soccorso, è quello dell’autista. Il volontario potrebbe essere chiamato a dover intervenire in sirena su un evento, dopo avere trascorso la giornata al lavoro e non essere edeguatamente riposato.

Oppure potrebbe registrarsi il caso di un volontario autista che si mette alla guida del mezzo dopo parecchio tempo. E’ giusto che si continui in questo mondo o sarebbe meglio che, almeno alcuni ruoli del soccorso vengano affidati solo a professionisti?

Registriamo, a tal proposito, l’opinione di Mauro Micheluzzi, un soccorritore, autista e capo equipaggio, professionista che in passato ha lavorato presso la Croce Rossa e ora presta servizio in un’altra pubblica assistenza del territorio.

La sua è un’opinione in contro tendenza e provocatoria. Naturalmente siamo chiunque voglia replicare. Può farlo mandando una mail a graziano.masperi@libero.it

“E’ veramente utile prestare opere di volontariato nei sistemi di gestione dell’emergenza? Il volontariato è utile per lo sviluppo della società? Secondo me il volontariato è solo un “tappo” allo sviluppo del paese.

Disoccupazione, cassa inte…grazione, mobilità e precariato caratterizzano ormai in modo pesante l’economia del nostro paese. E come risponde il cittadino che viene “violentato” dallo stato? Donando il proprio tempo all’associazionismo ed ai servizi di pubblica utilità …

Ma nessuno se l’è mai chiesto? Se non ci fossero i volontari a gestire questi servizi chi dovrebbe gestirli al loro posto? Certo, in assenza di volontari le pubbliche amministrazioni dovrebbero assumere personale per poter svolgere i servizi! PER FORZA!

E allora non è lecito arrabbiarsi quando si vede un mare di personaggi che nonostante si trovino in precarie condizioni economiche per la mancanza di un posto di lavoro prestano volontariamente la propria opera per le stesse amministrazioni da cui subiscono frustrazioni?

E i volontari che hanno un posto di lavoro non dovrebbero mettersi realmente una mano sulla coscienza e pensare che la loro opera gratuita non facilita l’inserimento di altre persone nel mondo del lavoro?

E’ realmente “fare del bene” costringere intere famiglie alla disoccupazione solo per potersi fregiare del titolo di “bravo volontario”?

Personalmente sono arrabbiato, ed invito tutti i volontari a pensare bene se sia realmente utile regalare il proprio tempo a discapito di una parte della società che soffre realmente la mancanza di un posto di lavoro!

Per quello che riguarda il servizio in ambulanza inoltre si deve considerare che il volontario del soccorso non riceve una preparazione sufficiente ad affrontare tutte le situazioni di emergenza.
I volontari per accedere al servizio di ambulanza ricevono una preparazione di 120 ore e successivamente non sono obbligati ad effettuare aggiornamenti periodici per mantenere la qualifica.

In media effettuano 4/5 turni al mese con una media di uscite scarsissima (fortunatamente per il cittadino…). Ed allora come si può ritenere professionalmente preparato un soggetto che pratica un’attività in tempi limitati e con casistiche d’intervento limitate?

Gli autisti spesso si trovano a condurre un’ambulanza utilizzando i sistemi di emergenza senza aver ricevuto un’adeguata preparazione! Spesso si ritrovano a guidare dopo aver sostenuto la loro giornata lavorativa e quindi senza essere adeguatamente riposati.

Guidare un’ambulanza o fare il soccorritore non significa essere onnipotenti! Il soccorritore è un mestiere e non un passatempo!”

Mauro Micheluzzi, soccorritore professionista

Fonte: www.cittaoggiweb.it


Bolzano: gli ubriachi dovranno pagarsi l’ambulanza, anche se gravi

15 giugno 2010

Gli ubriachi che dovranno essere portati in ospedale con un’autoambulanza dovranno versare un contributo di 200 euro anche se sarà verificato lo stato di urgenza. La Provincia di Bolzano, infatti, con una nuova regolamentazione sui trasporti con ambulanza, ha deciso di escludere dai casi considerati urgenti, che darebbero diritto al trasporto gratuito, quelli relativi all’abuso di alcol. Chi dopo un viaggio al pronto soccorso verrà trovato con un tasso di alcol nel sangue superiore all’1,5 per mille, dovrà quindi pagare il costo dell’ambulanza.

«I medici del pronto soccorso ci riferiscono che, nei fine settimana, dopo una certa ora, è ormai normale che arrivi un numero elevato di ubriachi», ha giustificato il provvedimento il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder. «Purtroppo sono sempre di più anche i casi che riguardano ragazze e giovani donne».

Il problema dell’abuso di alcol, in particolare fra i giovani, è sempre più avvertito in Alto Adige, come ha rilevato, nei giorni scorsi, l’indagine sui giovani dell’Istituto provinciale di statistica, secondo cui «il consumo di alcol è problematicamente diffuso tra i giovani altoatesini».

«Capita spesso che un ubriaco, dopo una festa, chiami un’ambulanza. Finora la spesa ricadeva sui contribuenti, ma non è giusto. Chi beve e chiede aiuto, deve anche partecipare alle spese. Chi ha soldi per l’alcol, ne ha anche per le cure», ha proseguito Durnwalder.

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Il provvedimento è apprezzato da Mario Costa, presidente onorario della Società italiana di medicina dei dervizi: «È una misura che serve a prevenire l’abuso di alcol. Il 118 viene utilizzato troppo spesso per situazioni che non sono di sua competenza.

«Per chi esagera con l’alcol, il pagamento delle spese di soccorso potrebbe essere una misura pedagogica», concorda Peter Koler, psicologo e pedagogista, responsabile del Forum prevenzione di Bolzano.

«Bisogna, però differenziare tra i casi», avverte, sottolineando che l’alcolismo è una malattia che crea dipendenza e fa perdere il controllo, non semplicemente la conseguenza di una cattiva volontà».

Ansa.it


Un ambulanza alle spalle

16 dicembre 2009

Quando sono nel traffico cittadino, trovo alquanto angosciante vedere nello specchietto retrovisore le luci blu lampeggianti che, accompagnate dall’urlo della sirena, annunciano il sopraggiungere di un’ambulanza e, in seconda battuta di un altro veicolo di soccorso.

L’ambulanza mi tocca in prima persona in quanto ben ricordo quando alcuni anni fa ero in strada ad aspettare che arrivasse per soccorrere mia madre che aveva avuto un malore decisamente serio. Finalmente l’ho vista arrivare e gli addetti hanno compresibilmente sopportato il mio evidente nervosismo, anzi si sono scusati del ritardo, causato da un ingorgo stradale.

Hanno percorso Viale Monza e chi lo conosce sa bene che causa le auto sempre in doppia fila, così come in altre via milanesi (Via Padova, Viale Jenner, ecc), è assai difficile per un automobilista accostarsi per fare passare il mezzo.

Ieri, verso le 17.30 ero in Viale Marche e sento l’urlo bitonale, immobile, così come le luci, nel traffico dietro di me. Auto incolonnate, senza la minima possibilità di avanzare, in quanto il semaforo era rosso e, in ogni caso, non riuscivamo neanche a spostarci di lato, grazie anche ai soliti imbranati (chiamiamoli per nome) che restavano immobili a prescindere. I colpi di clacson ed i lampeggi servivano a poco, visto che il semaforo era rosso ed avanzare avrebbe causato solo nuove problematiche. Già è difficile passare con il verde… :-(

Scattato il verde noi delle prime file siamo scattati avanti e la maggior parte di noi, una volta attraversato l’incrocio è salita sul marciapiede con mezza macchina… ed alla fine l’ambulanza è passata.

Piccola nota aggiuntiva. Dopo poche centinaia di metri l’ho vista su un largo marciapiede e con l’addetto che si guardava in giro sconsolato. Falso allarme oppure emergenza rientrata? Non so… Però nonostante il marciapiede larghissimo, l’unico pedone ha pensato bene di passare esattamente dietro al veicolo e l’autista, che ovviamente non lo vedeva, essendo in un angolo cieco (ed era pure buio) è stato fortunato a non procurarsi un cliente in loco.

E’ mai possibile che uno non si accorga che c’è un ambulanza, con luci e tutto quanto che sta facendo manovra e passi proprio lì dietro?

Tornando ai problemi dei mezzi di soccorso, accantoniamo il traffico e gli ingorghi. Resta sempre in essere il problema causato a Milano dalla modifica di molti marciapiedi, allargati a dismisura, senza molti ragioni evidenti, visto che non hanno neanche creato una zona mista “ciclisti – pedoni” che avrebbe potuto essere utile. L’unico vero risultato è stato un restringimento della carreggiata al punto tale che in certe vie è sufficiente che ai due lati le auto parcheggiate non abbiano gli specchietti piegati, che diventa difficoltoso il transito.

Se poi si ha la sfortuna di trovare un ciclista (niente contro le 2 ruote ;-) ovvio) si deve procedere ovviamente alla sua velocità, in quanto non vi è spazio per superarlo.

Cito ad esempio alcune vie in zona Greco, M. Gioia, Viale Monte Nero e tante altre. Mi sono sempre chiesto come faccia  a passare, ad esempio, un camion dei pompieri…

Ho trovato in rete alcune foto di marciapiedi milanesi allargati…purtroppo non ho il tempo (ma lo troverò) di fotografare alcuni esempi di viabilità ottusa…


Inter Sos di Marcallo con Casone attiva 24 ore su 24

4 novembre 2009

118

Da domenica 1 novembre la Pubblica Assistenza Inter S.O.S. di Marcallo con Casone è attiva 24 ore su 24. Una nuova gara d’appalto è stata infatti aggiudicata alla società di primo soccorso che riguarda tutti i trasporti a carattere d’urgenza e tutti i servizi di trasporto programmati in partenza dai nosocomi di Magenta ed Abbiategrasso.

Info: http://www.intersos.it/home.html

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Inter S.O.S. non si è fatta cogliere impreparata e ha deciso di arricchire e rafforzare il proprio parco mezzi acquistando nuove ambulanze e attrezzature tecnologicamente avanzate per sopperire a tutte le necessità dei pazienti trasportati oltre ad assumere personale professionalmente preparato.

Un servizio sempre efficiente e rivolto alle urgenze, soprattutto ai trasporti ‘allestiti’ come Centri Mobili di Rianimazione (ossia trasporti in cui i pazienti a seguito di incidenti o malori particolarmente acuti vengono trasportatiti, dai reparti di terapia intensiva ad ospedali più attrezzati per esami diagnostici, interventi o ricoveri) e Unita’ Neonatale.

I legali rappresentanti, Angelo Introini e Luca Casé, ci tengono a sottolineare che questa nuova convenzione, ci dà modo di dimostrare l’indiscutibile professionalità che portiamo nel nostro lavoro, poiché i CMR (abbreviazione di Centro Mobile di Rianimazione), sono, tra i servizi extraospedalieri, quelli più delicati in quanto le condizioni dei trasportati richiedono la massima attenzione e cura.

Una convenzione importante ed impegnativa che assicura ai presidi ospedalieri di Magenta ed Abbiategrasso un’ambulanza disponibile H 24 ed una nelle ore diurne (dalle 8.00 alle 18.00), ma vista appunto l’importanza della convenzione, tutto cio’ rafforza che dal 2006, anno di costituzione dell’Inter S.O.S. l’Associazione di pronto intervento e’ in costante crescita, allora non resta che dire Buon Lavoro!

Fonte: www.cittaoggiweb.it


Un’auto medica fuori quota…

9 ottobre 2009

Spesso si leggono le lamentele delle società che gestiscono Ambulanze e servizi di soccorso, per la mancanza cronica di fondi, senza contare il fatto che le ambulanze e/o auto mediche, risentono del costo aggiuntivo delle attrezzature e dotazioni di soccorso.

A prescindere dalle solite Fiat Punto e/o Panda che si vedono talvolta, la maggior parte delle volte, a Milano, quale auto-medica vedo delle Renault Scenic (vecchia serie) 4×4 oppure ultimamente delle Fiat Sedici.

Capirete la sorpresa quando l’altro giorno, in Viale Marche mi è passata di fronte una Audi Q7.

Facciamo i cosiddetti conti della serva… La versione più economica della Q7,ovvero la 3.6 V6 FSI quattro Tiptronic, costa di Listino € 56.301; immaginiamo che vi sia qualche accessorio da mettere, ma che il costo sia compensato da eventuali sconti e/o facilitazioni. Poi avremo l’allestimento e le dotazioni mediche. Resta sempre una bella cifra. Serve una Q7 quale auto medica? In città poi?

Giusto per rinfrescare le idee a chi non ha presente l’auto, vediamo le caratteristiche base ed una foto:

Motore 3600 benzina -

Consumo (urbano) 5,9 km con 1 litro (ma se poi ci rifacciamo all’indagine di Quattroruote che ha evidenziato consumi medi superiori del 30% a quello dichiarato…)

Lunghezza: mt. 5,09 / Larghezza: mt. 1,98 / Altezza: mt. 1,74 / Peso: kg. 2205

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