Un libro: Apocalisse per principianti

16 gennaio 2013

NZO

Un bel libro, che si legge tutto d’un fiato, piacevole, scorrevole e simpaticissimo, ben tradotto. Consigliato a chi ha voglia di leggersi un libro in serenità e tranquillità, facendosi pure prendere dal gusto della trama.

Hope Randall, è l’ultima nata di una famiglia di spostati, che da generazioni vivono nell’attesa della fine del mondo, scappando di notte , riempiendo di cibo case provvisorie e studiando le lingue più improbabili. Hope, sopravvissuta a tutto questo, è diventata un concentrato di lentiggini, libertà, manie e poesie che non lascia indifferente nessuno.

Arriva dal Maine e sbarca con la madre e la sua famiglia in una città costiera del Canada. Qui troverà qualcosa che èpiù forte dell’apocalisse, cioè l’Amore. E l’esplosione si sentirà fino a molto lontano.

(Fonte: Felitrinelli.it + Elle)


La piantiamo con questi isterismi? Lunedì Internet non collasserà

7 luglio 2012

L’altro giorno ho letto sul Corriere un articolo su questa vicenda del DNS ed anche in questo caso si parlava di Apocalisse di internet; sarò sincero, ho cliccato sul link necessario per fare il test, visto che non costa nulla fare una verifica aggiuntiva al pc, tuttavia è stato sufficiente leggere l’articolo per capire che al solito si stava esagerando, infatti l’ipotesi che vengano staccati dalla rete meno di 300.000 computer nel mondo  non mi sembra paragonabile all’Apocalisse. Sicuramente scocciante per quei 300mila, ma forse sarebbe il caso di fare Informazione e non di creare inutile panico, soprattutto considerando che le teste non pensati in giro sono parecchie.

Oggi leggo il parere in merito di Paolo Attivissimo:

“Internet oscurato da un virus – lunedì il rischio Apocalisse”. Il rischio imbecillità, invece Repubblica ce lo offre subito, con titoli assurdi e spudoratamente falsi come questo.

Non ci sarà nessuna Apocalisse o oscuramento globale di Internet lunedì. Molto, molto più banalmente, quei pochi che hanno il computer ancora infettato dal malware DNS Changer non potranno più collegarsi a Internet da lunedì. Tutti gli altri continueranno a navigare come sempre. Fine della storia.

Se vi interessano i dettagli tecnici, ho scritto un articolo apposito per la Radiotelevisione Svizzera,  che spiega anche come verificare se per caso siete infetti da DNS Changer. Le probabilità che lo siate sono minime. Secondo i dati più recenti, in Italia ci sono circa 26.000 computer (Windows o Mac) tuttora infetti; in Svizzera sono meno di milleseicento. In totale, gli infetti nel mondo sono circa 300.000.

Fate comunque il test. Per dirla tutta, chi è così inetto da essere ancora infettato da DNS Changer (un malware di cinque anni fa, riconosciuto da tutti i principali antivirus) merita di essere scollegato. Purtroppo non si può fare la stessa cosa con i giornalisti e titolisti che scrivono bubbole catastrofiste e causano panico senza motivo.

 


Un libro: Trattato dell’Apocalisse

19 giugno 2011

Trattato sull’Apocalisse – Gli scritti religiosi di Newton sono databili tra il 1660 e 1680. Tenuti nascosti per secoli, ora tornano finalmente alla luce. Considerati come opera senile, se non minore, il reale motivo di tale colpevole dimenticanza è certamente il fatto «sconcertante» che Newton assegnasse alle Scritture un valore conoscitivo non dissimile da quello scientifico e che applicasse in questa lettura dell’Apocalisse e dei libri profetici lo stesso metodo deduttivo che ha trionfato nella sua opera fondamentale, i Principia Mathematica.

Le Scritture diventano così strumento di dimostrazione e di conoscenza razionale delle verità ultime. Trascritte direttamente dai manoscritti originali, corredata da un’ampia introduzione e dal testo inglese a fronte, quest’opera di propone come un’importante contribuito alla conoscenza del grande Newton.

Fonte: Il libraio


Un libro: L’allegra apocalisse

9 novembre 2010

Segnalazione a cura di Spugna

di Arto  Paasilinna

Ediz. Iperborea – Pag. 320 – Prezzo: € 16,00

La Terra non ci sopporta più.

E basta un’enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l’Apocalisse?

Parigi è finita sotto sei metri d’acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l’economia globale è crollata.

Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista “grande bruciachiese”, in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt’attorno quest’improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale.

Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l’incoscienza di un’Utopia senza tempo. Con lo sguardo ironico di Paasilinna ci troviamo a immaginare un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l’Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.


Isaac Newton e la fine del mondo nel 2060

5 settembre 2010

di Paolo Attivissimo (che non è Paoblog)

Ci sono tre cose sulle quali si può sempre contare in ogni profezia della fine del mondo.

La prima è che la fine del mondo è come la mamma: ce n’è una sola. Per forza di cose ce ne può essere al massimo una sola giusta e tutte le altre devono essere sbagliate.

La seconda è che man mano che ci si avvicina alla data annunciata, la profezia verrà disinvoltamente dimenticata o aggiustata – pardon, interpretata alla luce di nuove rivelazioni – dai profeti o loro rappresentanti per posticipare la data dell’apocalisse, in modo da non dover affrontare il fallimento e consentire un nuovo ciclo di marketing – pardon, proselitismo.

La terza è che i gonzi che hanno creduto alla data iniziale e hanno aperto il portafogli accetteranno senza batter ciglio la nuova data e continueranno a spalancare il portafogli per farsi buggerare un’altra volta.

Siccome il 2012 si avvicina e il mercato comincia a non tirare più, bunker a parte, è ora di tirare fuori una nuova balla per angosciare la gente (come se i problemi reali non bastassero) e vendere una nuova infornata di paccottiglia. Contrordine, ragazzi: la fine del mondo non è più nel 2012 ma nel 2060. Garantisce nientemeno che Sir Isaac Newton. Quello della mela. No, quell’altra mela.

Uno splendido esempio di questa terna ricorrente arriva dal puntuale intervento di Voyager (Raidue) ieri per presentare l’argomento, che ha speso ben dodici minuti per spiegare minuziosamente tutti i calcoli fatti da Newton.

Continua la lettura qui >Isaac Newton e la fine del mondo nel 2060.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com

I commenti sono graditi, ma se vuoi contattare Paolo Attivissimo, è inutile che scrivi qui; clicca sul link qua sopra e troverai i riferimenti necessari.


Apocalisse? No grazie, magari la prossima volta

25 novembre 2009

Le 10 apocalissi mancate

Alla faccia dei Maya e di 2012, il genere umano è stato sul baratro molte volte ma, in ogni occasione, è riuscito a scamparla, spesso senza nemmeno accorgersene…

1. LA TAVOLETTA DEGLI ASSIRI
Il primo avvertimento della fine della civiltà arriva proprio agli albori della stessa. Su una tavoletta cuneiforme in creta risalente al tempo degli Assiri, gli scienziati hanno ritrovato un “avvertimento” alla decadenza dei costumi dell’epoca e alla fine del mondo. Purtroppo gli Assiri si erano sbagliati, fosse finita allora avremmo risparmiato un sacco di fatica…

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The Road: Il lungo cammino dopo l’apocalisse

20 ottobre 2009

Potrebbe essere stata una bomba atomica scoppiata durante la terza guerra mondiale, oppure l’impatto di un asteroide sulla superficie della Terra. O forse si tratta di uno stadio avanzato del cambiamento del clima causato dalle emissioni di gas serra.

Nessuno può dirlo, ma i risultati sono disastrosi per il tessuto stesso della società umana, che è entrata ormai nella sua fase post-apocalittica. The Road, diretto da John Hillcoat e tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy vincitore del premio Pulizer, racconta del cammino verso sud di un Padre (l’eccezionale Viggo Mortensen) e di suo figlio (Kodi Smith-McPhee) attraverso gli Stati Uniti – o quel che ne rimane.

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