Un giro (istruttivo) per Milano con “Mi guida”.

3 maggio 2013

Alcuni giorni fa mi ha scritto l’amica Nadia per segnalarmi questa iniziativa intrapresa da una persona che conosce personalmente e che anni fa ha deciso di iscriversi ad un corso sulla storia di Milano e si è appassionata, ha continuato e così è nata l’idea di far nascere questa agenzia che trovate anche su Facebook.

Nadia ha poi precisato che ho partecipato a diversi eventi e devo dire che le visite sono state molto interessanti, divertenti ed istruttive sia per me che per i miei ragazzi.

A seguire i programmi di maggio

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Le auto abbandonate per le vie di San Paolo sono state trasformate in veri e propri giardini

2 maggio 2013

19a-aperturaDa piaga ambientale a opera d’arte con tanto di giardino: a San Paolo le auto abbandonate non finiscono in discarica, ma diventano un elemento decorativo perfettamente integrato al contesto urbano.

Ocupe Carrinho è infatti il nome del progetto messo a punto da 3 giovani creativi che, stufi della “convivenza forzata” con i numerosi rottami abbandonati da tempo per le vie cittadine, hanno deciso di riqualificarli per farli diventare qualcos’altro: un’opera d’arte, appunto.

Quello delle auto abbandonate è un problema con cui la metropoli brasiliana ha iniziato a fare i conti ormai da tempo e sul quale il governo non sembra intenzionato a trovare un rimedio, un po’ per la scarsa efficienza e un po’ per l’effettiva carenza dei mezzi a disposizione rispetto a quanto dovrebbe essere rimosso.

I tre giovani hanno iniziato così a dipingerle e a sistemare al loro interno alcune piante trasformando le carcasse in bellissimi giardini.

Oltre al supporto dell’organizzazione Festival Baixo Centro, che promuove gli interventi di riqualificazione urbana nel centro di San Paolo, il progetto è diventato uno sforzo collettivo e a sorpresa è stato accolto con molto entusiasmo anche dal quartiere tanto che molti dei residenti hanno iniziato a offrire il loro contributo, mettendosi a dipingere le auto abbandonate o ad annaffiare le piante in esse collocate.

Responsabilizzando i residenti, Ocupe Carrinho è stato determinante per ribaltare una situazione che fino a poco tempo fa si credeva irreversibile.

Fonte: Rinnovabili


“Formiae. Una città all’inizio dell’impero”: la magnificenza dell’età augustea in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Formia.

29 marzo 2013

a cura di Francesco

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Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e realizzata con la partecipazione del Comune di Formia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Chora, il Centro Regionale di Educazione e Informazione Ambientale del Lazio e il Parco Naturale dei Monti Aurunci, sabato 23 marzo ha aperto i battenti a Formia la straordinaria esposizione che celebra l’Imperatore Augusto.

Una sala

Il percorso espositivo ospita, tra l’altro, un pregevole frammento pittorico di straordinario valore cromatico proveniente dall’area dell’ex cinema Miramare e la cui notevole fattura fa supporre la presenza di una dimora nobiliare; un imponente ritratto dell’imperatore Augusto dagli interessanti caratteri venuto alla luce nel 2005 sul litorale di Fondi, in località Sant’Anastasia; due teste femminili di notevole pregio, una delle quali identificabile con il ritratto di un membro della dinastia giulio-claudia (forse Agrippina Minore, sorella dell’imperatore Caligola), scoperti a Formia nel 1929 e nell’immediato dopoguerra trasferiti a Roma, nel Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo; una parte della considerevole collezione monetaria dello stesso Museo di Formia, monete che testimoniano l’interessante uso comunicativo-celebrativo che nell’età imperiale si faceva delle stesse.

Ritratto_di_Augusto

«L’esposizione intende focalizzare l’attenzione – dichiara Nicoletta Cassieri, direttrice del Museo di Formia, – su un periodo di grande splendore per la storia di Formiae, che per la magnificenza dei suoi edifici pubblici e il lusso delle abitazioni private poteva competere con i più importanti municipi centro-italici. Una mostra incentrata sull’età augustea e giulio-claudia non poteva non avere luogo a Formia, dal momento che l’area del golfo e le isole pontine costituiscono il naturale palcoscenico di eventi e personaggi di spicco del periodo; si pensi al legame della figura di Munazio Planco con Gaeta, all’esilio di Giulia (figlia di Augusto) a Ventotene o alla strairdinaria proprietà imperiale di Tiberio a Sperlonga. Vorrei sottolineare, infine, come la realizzazione della mostra nasca dalla proficua sinergia tra le Istituzioni pubbliche e i privati, che hanno concorso tenacemente alla sua piena riuscita».

L’esposizione è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 fino al 23 giugno. Tutte le informazioni su www.museoformiaeventi.it.


Nel restauro di qualità siamo i migliori, eppure…

20 gennaio 2013

Ami l’arte, la cultura e il paesaggio italiano? Vota alle Primarie della cultura, hai tempo fino al 28 gennaio!

14Noi siamo ancora i migliori: nel restauro, nell’artigianato di qualità, nella conservazione dei beni d’arte. Potenziare gli investimenti nella formazione e nella promozione di competenze che sono l’ orgoglio del nostro paese.

Come mai questo non avviene? L’Istituto Superiore per Conservazione e il Restauro è a tutt’oggi considerato il migliore al mondo sia per la formazione che dà sia per gli interventi che realizza ma i fondi gli vengono tagliati irrimediabilmente ogni anno.

Le prime stime elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico – DG PMI e Enti Cooperativi – Div. VIII – individuano in circa 5 milioni le imprese artigiane in Europa, pari al 25% dell’universo imprenditoriale. L’Italia si caratterizza per il ruolo di primo piano dell’artigianato, sia in termini di esportazioni, sia in termini di incidenza nella creazione della ricchezza nazionale: oltre 1.450.000 imprese artigiane attive (ovvero circa il 35% del totale delle imprese italiane extra agricole).

Un primo indicatore è rappresentato dalla vocazione imprenditoriale artigiana, espressa dal rapporto fra la numerosità delle imprese artigiane e la popolazione residente. In Italia tale incidenza si attesta su un valore medio di 24,7 imprese ogni 1.000 abitanti, ma risulta particolarmente elevata in alcune regioni (Emilia Romagna, Marche, Valle d’Aosta, Toscana, Veneto e Piemonte), tutte al di sopra della soglia delle 30 imprese artigiane per mille abitanti.

L’importanza delle imprese artigiane quali fonti di impiego risulta evidente anche dall’analisi del peso degli occupati dell’artigianato sul totale degli occupati, pari al 15,4% se si prende in esame l’occupazione extra-agricola complessiva.

Coerentemente con la diversa numerosità d’impresa, l’area del Paese in cui si registra la quota più consistente di occupati nel comparto artigiano è il Nord: il 30,6% degli occupati totali del settore è impiegato, infatti, nel Nord Ovest e un altro 26,2% nel Nord Est, a fronte del 23,5% del Mezzogiorno e del 19,7% del Centro.

L’artigianato rappresenta in Italia non soltanto una realtà diffusa in termini di numerosità d’impresa, ma anche una notevole fonte di ricchezza per il Paese nel suo complesso: il contributo del settore artigiano in termini di valore aggiunto sfiora i 150 miliardi di euro, ossia il 12,5% del valore aggiunto nazionale al netto dell’agricoltura; inoltre, circa 58,6 miliardi sono imputabili alle imprese artigiane dell’industria in senso stretto, 35,4 a quelle attive nell’ambito delle costruzioni e 53,9 alle aziende artigiane dei servizi.

 Guarda il video sul restauro dei Beni FAI!


Servono incentivi per chi opera nei beni culturali

17 gennaio 2013

08Per essere più europei:riduzione delle imposte indirette agli enti non profit che operano nella conservazione e nella gestione dei beni culturali e incentivi fiscali per le donazioni private

Le erogazioni liberali ed il sostegno alla cultura da parte dei privati in Italia sono ancora troppo poche rispetto il resto d’Europa e gli Stati Uniti:32 milioni di euro nel 2010 rispetto ai 4 miliardi di euro della Germania, gli 820 milioni di euro della Gran Bretagna, i 380 milioni di euro della Francia ed i 13,3 miliardi di dollari degli Stati Uniti.

Dal Governo una condanna al Terzo Settore

Il patrimonio culturale ha  bisogno di privati e incentivi fiscali

I privati a fianco dello Stato per tutelare il paesaggio

Beni culturali in gestione ai privati

Ami l’arte, la cultura e il paesaggio italiano? Vota alle Primarie della cultura, hai tempo fino al 28 gennaio!


Scuola: un’ora alla settimana non può bastare a fermare l’ignoranza

16 gennaio 2013

09Perché un’ora alla settimana non può bastare a fermare l’ignoranza: triplicare le ore di insegnamento di Storia dell’Arte in tutte le Scuole superiori

L’aumento delle ore di storia dell’arte nei soli licei classici non può certo compensare il taglio netto del 50%  negli istituti tecnici per il turismo  o l’eliminazione negli Istituti professionali.

L’insegnamento della storia dell’arte deve costituire parte fondamentale della formazioni degli allievi di ogni scuola superiore contribuendo alla diffusione della cultura artistica nonché dei principi di rispetto e tutela del nostro patrimonio.

I saperi dell’Italia sono sempre stati  arte/letteratura/musica ed architettura. Perché allora si privilegia solo lo studio della letteratura rispetto alle altre voci? Devono avere lo stesso peso a scuola.

Restituiamo dignità alla storia dell’arte

Insegnamento di storia dell’arte, mozioni al Senato


L’artista di strada beffa sicurezza e giornali; e noi paghiamo…

28 settembre 2012

di Maurizio Caprino

“I miei interventi sono sempre rispettosi della leggibilità del cartello, che non viene mai compromessa. Inoltre, gli sticker che utilizzo sono facilmente rimovibili, dunque non danneggiano il bene pubblico”.

Parole di Clet Abraham, il francese trapiantato in Italia che fa diventare opere d’arte i segnali stradali. Parole riportate dal sito di Quattroruote senza aggiungere che ciò che fa Abraham non è né lecito né opportuno.

 

Cerchiamo allora di spiegare perché Abraham ha torto marcio. Sotto tutti i punti di vista.

Premesso che mi riferisco al caso in cui lui agisce sui segnali lungo le strade aperte al traffico (ben vengano, invece, le mostre che fa in gallerie d’arte, come accade in questi giorni a Milano), la spiegazione è semplice: il Codice della strada vieta qualunque modifica ai segnali.

Non per un capriccio burocratico, ma perché ogni segnale deve essere perfetto, per non creare nei conducenti neanche una frazione di secondo di ritardo o indecisione.

E le frazioni di secondo sono decisive nell’evitare un incidente: chiunque abbia fatto una manovra di emergenza lo sa, spesso a sue spese (se prima non ha voluto o potuto provarla su una pista).

Senti che il veicolo ti scappa, che non c’è più nulla da fare e vivi quegli attimi interminabili chiedendoti se ti fermerai per inerzia o per l’urto contro qualcosa. La segnaletica italiana è già messa mediamente male, troppo male per essere ulteriormente rovinata, sia pure a scopi artistici.

Obietterete che Abraham parla di facile rimuovibilità dei suoi adesivi artistici.

Ma vorrei sapere tre cose:

1. quanto tempo gli sticker restano attaccati mentre la strada è aperta al traffico? (cioè quando uno sticker non può rimanere neanche per una frazione di secondo);

2. quanto attenti sono i corpi di polizia su queste cose?;

3. chi paga la rimozione?

Quest’ultima domanda mi pare fondamentale, in un Paese in cui teniamo in piedi segnaletica sbagliata e decrepita perché si dice che non ci sono soldi per correggerla e cambiarla. tanto più in tempi di spending review.


Picasso, i capolavori in mostra a Palazzo Reale

20 settembre 2012

Si apre Milano la grande mostra antologica “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi”, allestita nelle sale del piano nobile del Palazzo.

Dal 20 settembre al 6 gennaio saranno esposte oltre duecentocinquanta opere fra pitture, disegni, sculture e fotografie provenienti dal Museo Nazionale Picasso di Parigi.

La mostra è curata da Anne Baldassari, presidente del Musée National Picasso di Parigi, dov’è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo.

Con oltre duecentocinquanta opere – molte delle quali mai uscite dal museo parigino prima di questo tour mondiale che vede Milano come unica tappa europea – tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, libri illustrati e stampe, la mostra rappresenta un vero e proprio excursus cronologico sulla produzione di Picasso, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con i quali l’autore si è cimentato nella sua lunga carriera.

All’interno del percorso espositivo, oltre 2.000 metri quadrati al piano nobile di Palazzo Reale con un allestimento curato da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, sarà presente anche la documentazione che riguarda la mostra che Picasso tenne, sempre a Palazzo Reale, nel 1953, con la curatela di Francesco Poli, quando venne esposta per la prima volta in Italia, nella Sala delle Cariatidi, la grande tela di “Guernica” (1937).

Attraverso la collezione del Museo Nazionale Picasso di Parigi, l’antologica di Milano presenta, tra i tanti capolavori, le opere che permettono di ripercorre la storia dell’arte attraverso l’evoluzione del linguaggio artistico di questo indiscusso maestro del XX secolo con capolavori come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922) ultima foto in basso, ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” (foto sotto) e “La supplicante” (1937).


Fai che giochiamo – Villa Panza 2012

12 settembre 2012

Le avventure del Mondo di Elora continuano!

Villa Panza ospiterà il terzo appuntamento della manifestazione “FAI che giochiamo?”: bambini, genitori e nonni,saranno protagonisti di coinvolgenti vicende, in compagnia di fate, folletti, streghe e tanti altri personaggi fantastici.

Coloro che parteciperanno alla manifestazione saranno chiamati a indossare i panni dei personaggi al centro del racconto:

le cinque popolazioni di ELORA – il mondo immaginario dove è ambientata l’avventura – si raduneranno per combattere i perfidi antagonisti che, episodio dopo episodio, tenteranno di distruggere la bellezza delle loro terre fino all’avvincente scontro finale che li vedrà vincitori.

Nel corso della giornata dovranno quindi non solo vestire abiti di scena ma anche costruire accampamenti, imparare danze e canti, creare stendardi e bandiere e scegliere le tattiche migliori con cui sconfiggere il nemico, in un crescendo di pathos e divertimento.

Prossimi appuntamenti:

16 settembre
- Villa e Collezione Panza, Varese
30 settembre – Villa dei Vescovi, Luvigliano di Torreglia (PD)
7 ottobre – Castello di Masino, Caravino (TO)
14 ottobre – Monastero di Torba, Gornate Olona (VA)

Per informazioni aggiuntive & Prenotazioni > Clicca QUI


Le opere figurativo-immaginarie di Alberto Magnelli in mostra a Gaeta

10 settembre 2012

a cura di Francesco

In questi giorni le belle sale della Pinacoteca Giovanni da Gaeta – collocata nell’incantevole rinascimentale Palazzo San Giacomo di Gaeta (LT), situato alle spalle del monumentale Castello Angioino-Aragonese e alle pendici del parco archeologico-naturalistico di Monte Orlando, e dal quale si ha una visione completa dell’importante centro storico medievale-bizantino con le sue tante chiese, palazzi signorili, giardini pensili e vicoli che scendono verso il porto, e da cui si domina l’intero Golfo di Gaeta – ospitano una interessante retrospettiva dell’opera di Alberto Magnelli (Firenze, 1888 – Parigi, 1971), eclettico pittore fiorentino la cui produzione artistica abbraccia figurativo e astratto attraverso ampie citazioni culturali.

Magnelli  – artista poco conosciuto in Italia, avendo trascorso in Francia la maggior parte della sua vita, e sicuramente immeritatamente trascurato in quella che è la sua patria (nonostante, infatti, sia sepolto a Parigi, sulla sua tomba ha voluto farvi scrivere «pittore fiorentino») mentre ha sempre avuto notevoli riscontri all’estero – ha avuto una crescita culturale di notevole spessore, grazie a frequentazioni importanti che hanno influenzato la sua opera rendendola particolarmente eclettica e interessante.

Formatosi culturalmente tra gli intellettuali fiorentini legati al movimento futurista e che gravitano attorno alle riviste “La voce” e “Lacerba”, Magnelli deve la sua principale svolta artistica alla profonda amicizia che lo lega allo scrittore e poeta Aldo Palazzeschi. Con lui va a Parigi dove frequenta Apollinaire, Picasso, Jacob, Gris, Leger, Archipienko, Kandiskij e Giorgio De Chirico.

Tutto questo fa sì che la produzione artistica di Alberto Magnelli sia pervasa da riferimenti continui a quello che è il suo notevole bagaglio culturale, unitamente alle sue notevoli capacità nel disegno nonostante sia un auto-didatta.

La sua pittura sempre molto decisa e forte nel tratto grafico, che sia prettamente figurativa come la produzione dei primi del Novecento o più decisamente astratta come nelle opere dai tardi Anni Trenta fino al 1970, ha caratteristiche di spiccata originalità provenienti dalla forte eredità dell’arte toscana del Duecento e Quattrocento a cui Magnelli in diverso modo sempre fa riferimento di volta in volta citando, parallelamente, il figurativismo elegante e lieve di Matisse, la ritmica cubista di Picasso, la metafisica di De Chirico, le dinamiche futuriste, il realismo degli Anni Trenta.

Anche nelle opere più astratte – figlie dal suo definitivo entrar a far parte della scena artistica francese alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ispirate dalla frequentazione con Delaunay, Arp, Mondrian e tanti altri, ma anche della sua passione per l’arte africana – ritroviamo quel felice uso del colore proprio ai grandi artisti fiorentini del Duecento e  del Rinascimento.

Notevoli, in questo senso,le dieci litografie prodotte in 11 esemplari nel 1950 in collaborazione con i coniugi Arp e Delaunay tutte esposte nella mostra di Gaeta.

Molto interessanti, anche, i  tanti disegni a matita esposti. Schizzi che sono veri e propri progetti in cui Magnelli con pignoleria annotava riferimenti che gli permettevano di delineare già con precisione quel che sarebbe stata la pittura a olio su grandi tele; ma, anche, disegni che sono di per sé opere complete, nelle quali si apprezza la notevole bravura grafica di Magnelli e nei quali si leggono riferimenti a Matisse, a De Chirico, al Futurismo in un gioco di riconoscimenti culturali e artistici sempre avvincente.

Insomma: la retrospettiva che, meritoriamente, la Pinacoteca Giovanni da Gaeta dedica ad Alberto Magnelli merita decisamente una visita (cosa che permetterà, a chi volesse, di visitare uno dei più interessanti borghi portuali e commerciali del medioevo, poi divenuta cittadella fortificata borbonica che offre arte e natura a portata di mano assieme a interessanti giacimenti gastronomici) che permette di riscoprire un pittore di notevole spessore attraverso le cui opere si ripercorre tutta l’arte del Novecento.

Magnelli – Opere 1910-1970

Pinacoteca Comunale Giovanni da Gaeta
Palazzo S. Giacomo, via De Lieto – Gaeta
9 giugno – 16 settembre 2012: dal martedì alla domenica, ore 18.00-22.30
17 settembre – 14 ottobre: dal venerdì alla domenica ore 11.00-13.00 e 17.00-20.00

Informazioni e prenotazioni tel: 0771.46.63.46 – 339.27.76.173 – www.magnelli-gaeta.org


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