Se le auto in sosta trasformano la via in senso unico alternato

19 giugno 2013

Una nuova foto che testimonia un problema vecchio di cui ho già parlato e del quale ho informato il Comune che, al solito, mi ha inviato una risposta inutile.

Resta il fatto che ogni giorno, una piccola via milanese (piazza Greco) a doppio senso si trasforma in un senso unico alternato, grazie alle numerose auto in sosta in doppia fila.

Tutte le auto che vedete nella foto del mio specchietto sinistro, sono in sosta sulla carreggiata. Bloccano quelle regolarmente parcheggiate ed impediscono il transito degli altri; fortuna vuole che sia una via di scarso passaggio.

DCIM100MEDIA

 


La bionda in Smart con telefonino all’orecchio; mi chiedo se “ci sei o ci fai”

17 giugno 2013

Sabato mi è arrivata questa mail dall’amico Francesco; il suo commento finale è l’unico possibile.

Stamattina vado al supermercato. Vedo un’auto che sta per uscire da uno dei posti accanto all’entrata e mi fermo con la freccia azionata per segnalare di volermi parcheggiare aspettando che quello faccia manovra.

Una bionda con una Smart si infila come per entrarci fregandomi il posto. Sta guidando e telefonando e non si accorge né di me né che le sto suonando per farmi notare. Alla fine mi nota, mi fa un cenno come per dirmi di non avermi visto, lasciandomi il posto.

Io, prima di parcheggiarmi abbasso il finestrino e le dico: “Per forza non mi ha visto, era distratta: non si telefona guidando.”

E lei: “Non c’è problema, ci sono tanti posteggi liberi!”

E io: “Sì, ma il problema è un’altro: se lei telefona guidando si distrae, non si può!”

E lei: “Ma ci sono un sacco di posti liberi…”

Buonanotte! Certa gente o non capirà mai o fa finta di non capire…


Se la “pratica” per vendere l’auto costa più che assicurarla

6 giugno 2013

BananeNei prossimi giorni devo “intestarmi” la Smart aziendale, ragion per cui mi sono attivato per sapere modalità e costi; trovo il contatto mail dell’Uff. Provinciale ACI e dopo un’ora arriva la risposta con la quale mi dicono che:

Lo sportello telematico pubblico gestito dall’Ufficio Provinciale ACI in via Durando 38 e dall’Ufficio Provinciale DT in via Cilea 119 non richiedono costi di intermediazione ma solo i costi “vivi” della pratica:

- una marca da bollo di € 14.62 che il cittadino deve acquistare dal tabaccaio e apporre sull’atto al momento dell’autentica della sottoscrizione

- €  83,26 a voce diritti ACI e DT nonchè imposta bollo delle relative istanze (se utilizzate il certificato di proprietà come istanza e come atto) nonchè diritti postali da noi prepagati per il versamento degli importi dovuti al Dipartimento Traspoorti

- l’imposta provinciale di trascrizione che varia in base ai kw e alla provincia di residenza dell’acquirente, se trattasi di Milano per 62 kw è dovuto l’importo di € 283.

Se prescegliete uno sportello telematico dell’automobilista privato, gestito da studio di consulenza o delegazione AC, dovrete invece pagare anche il prezzo dell’intermediazione che è determinato in regime di libero mercato.

in pratica sono circa 380 €

Conscio del fatto che rivolgendomi ad un’agenzia il costo sarà maggiorato, avendo una delegazione Aci nelle vicinanze dell’ufficio, vado a chiedere quanto costa: 500 €.

Opperò!!

Trattandosi di libero mercato, metti mai che trovo di meglio ed infatti un’altra delegazione fa lievitare il prezzo ad € 509 … :-(

L’intera operazione è un furto il costo di per sè, perchè tra le altre cose ritengo assurdo legare il costo della pratica alla potenza dell’auto (nel mio caso 62Kw), ma forse le agenzie calcano un pò troppo sul prezzo.

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Resta il fatto che nei giorni scorsi ho fatto il preventivo per la polizza assicurativa ed il prezzo è di € 523 (vedi sotto i dettagli).

Zurich

Il mercato dell’auto è già fermo di suo, per ovvie ragioni, ma l’avida miopia governativa così facendo mette i bastoni fra le ruote anche a chi si rivolge, causa la crisi, al mercato dell’usato, che infatti questo mese segnala un aumento del 10%.

Sarà un affare incassare dai sudditi un mucchietto di € in Bolli ed Imposte (per un passaggio di carte) e contribuire a bloccare e/o rallentare l’attività di un’intero settore?

D’altro canto il tutto va a braccetto con i 95 € che chiede la Camera di Commercio per cambiare un indirizzo in un computer.  ;-)

W la Repubblica delle Banane 


Renault Zoe: le prime impressioni

6 giugno 2013

evin sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Abbiamo provato la nuova Renault Zoe, guidandola in anteprima per una intera giornata. Il modello che abbiamo provato ha:

-un motore elettrico, con cambio automatico, da 75 cavalli di potenza;

-può raggiungere una velocità massima di 135 Km/h e un’autonomia sulla carta di 210 km;

-ha un costo di 64 centesimi per chilometro (considerando anche la batteria e il wall-box per 3 anni e 10.000 Km all’anno);

-ha un prezzo totale a partire da 21.650 +  79 euro al mese per la batteria.

Con uno sterzo preciso e facile da maneggiare, la Renault Zoe assicura una bella accelerazione da fermo. A bordo, la Renault Zoe trasuda elettricità ma solo in alcuni momenti abbiamo sentito il suono caratteristico del motore elettrico. Il bagaglio è soddisfacente.

La posizione della batteria è originale: si nasconde sotto i sedili lungo tutta la macchina e non ruba spazio all’abitacolo. La carica può essere fatta con varie potenze e tempi di caricamento in colonnine pubbliche o presso un wall-box privato.

{5082063D-8824-476D-AEEE-4E18F99A95F8}zoe1_webLa Renault Zoe privilegia chi possiede un garage. La rete elettrica di casa, tuttavia, non è disposta a fornire corrente direttamente alla Renault Zoe; ciò obbliga ad acquistare e installare un wall-box (una sorta di colonnina per la ricarica) dal fornitore stesso delle batterie, con prezzi a partire da 500 euro.

La batteria può essere caricata da un minimo di 30 minuti fino a 9 ore, a seconda della potenza della stazione di ricarica (dai 3 ai 43 KW).

Il costo della carica completa attorno ai 6 euro e fornisce un’autonomia di 100 fino a 150 chilometri.

L’installazione del wall box, necessario per poter avere un punto di ricarica indipendente dall’utenza domestica, parte dai 500 € ed è poi possibile stipulare dei contratti mensili con un fornitore elettrico, in alternativa si può usufruire della tariffa speciale (Bassa Tensione altri usi) creata dall’Autorità per l’energia elettrica.

Sembra un’enormità, bisogna tenere presente che per lo stesso percorso si paga quasi il doppio con una macchina a benzina (anche se è tra le più risparmiose).

Per ridurre i costi, Renault ha adottato una politica in cui la batteria viene affittata dall’utente con un contratto rinnovabile ogni 3 anni e un massimo 12.500 km all’anno: ovvero si tratta di una media di 50 Km al giorno.

La batteria ha una garanzia a vita e dovrebbe quindi essere sostituita senza alcun costo quando la capacità di carica scende sotto il 75%. Il veicolo ha una garanzia di 5 anni o di 150.000 km.

{602AE8A7-EAC0-48A3-B66C-C55BE15E4CE4}zoe7_webLa Renault Zoe propone soluzioni innovative per un utilizzo più semplice. È dotato del’R-Link di serie, che raggruppa tutta una serie di funzioni multimediali, come la navigazione, la radio e le applicazioni mobili.

L’R-Link fornisce anche suggerimenti per ridurre al minimo l’impatto ambientale e aumentare l’autonomia della batteria.

La Renault Zoe raggiunto le 5 stelle massime nei crash test EuroNCAP. Nella protezione dei pedoni, la Renault Zoe ottiene ben 24 punti su 36.

Per la lettura integrale dell’articolo, clicca sul link all’inizio del post.

Articoli correlati: Inutilizzabili le colonnine di ricarica romaneHo provato la Smart elettricaHo provato la Renault Fluence


I costi di produzione delle auto, le piccole economie e gli accessori inutili

3 giugno 2013

Su TopGear di questo mese leggo che nello stabilimento indiano della Maruti Suzuki, i dipendenti sono incoraggiati a dare suggerimenti migliorativi per il ciclo produttivo; ad esempio un operaio ha proposto di accorciare i fermi della batteria, cosa questa che ha permesso un risparmio di 22 cent per auto. Suggerimento accettato che ha portato al risparmio annuo di oltre 35.000 € all’anno.

Su Quattroruote, invece, ho letto di un risparmio che sembra essere fra le cause dell’incremento di morti per incidenti automobilistici in Brasile, ben il 72% in più rispetto a 10 anni fa. Vero che il numero delle auto è aumentato, ma vero anche che in Brasile nel 2010 ci sono stati 9.000 morti sulle strade, mentre negli Usa, con un numero di auto cinque volta maggiore, i morti sono stati 14.000.

Ecomonie strutturali su modelli simili a quelli venduti in Europa, se non fosse che la struttura dell’auto venduta in Brasile collassa nell’impatto, mentre quelle europee hanno una deformazione controllata; la causa di tutto sembra essere un minor numero di punti di saldatura, cosa questa che consentirebbe di risparmiare sui costi dell’energia negli impianti. Secondo gli addetti ai lavori, come riporta Quattroruote, ai costruttori interessa soltanto che le auto abbiano lo stessod esign, tanto sotto la pelle nessuno può andare a vadere che cosa ci sia davvero.

La Casa risparmi, e la gente muore.

Da una parte quindi leggiamo di piccole economie in grande scala, seppur con esiti differenti, e dall’altro ecco la presenza a listino di un accessorio* per la Mini Cabrio che si scontra con le politiche al risparmio; prevengo i soliti fanatici del marchio, non ho nulla contro la Mini o le cabrio in genere, tuttavia mi sembra che definire inutile questo accessorio sia persino riduttivo.

D’accordo che la Mini è un’auto modaiola (per alcuni), tuttavia se poi penso che i progettisti hanno speso del tempo, ovvero denaro, il che è proprio quello che vogliono risparmiare, per idearlo, mi lascia basito.

* Accessorio che tra l’altro fa parte del pacchetto di accessori Mandarin (900 €), e quindi è imposto, di fatto all’acquirente che per conto suo, forse, si sarebbe accontentato di avere gli altri accessori ben più funzionali: Allestimento portaoggetti + clima automatico + comandi multifunzione al volante + computer di bordo + pacchetto luci interne + reg. altezza sedile passeggero + tappetini in velluto dedicati e, ovviamente l’Always Open Timer che come spiega la Mini, non solo misura i minuti in cui si viaggia a capote aperta, ma memorizza il valore nel computer di bordo.

(Metti mai che un amico dubiti del fatto che giri con la Mini e la capote aperta. Roba da toglierti il saluto…)

Mi immagino infatti il guidatore della Mini Cabio che a cena racconta agli amici di aver tenuto la capote abbassata per 3 ore, oggi, scatenando un moto di ammirazione senza limiti. Mah…

MiniCabrio0028

D’altro canto, seppur lo consideri demenziale, dal mio punto di vista, leggo in proposito su un sito dedicato alle auto:

…la guida open Air è alla base della “sfida” con il guidatore: l’optional “Always open” consiste in un indicatore sulla plancia che misura il tempo trascorso utilizzando la vettura a tetto aperto: un modo davvero curioso di stimolare i proprietari a godersi al megio la propria Cabriolet. Chissà se rimarrà attivo anche in parcheggio, a vettura spenta, per mostrare a tutti i propri “risultati”.

E quanto letto successivamente, nella prova fatta da un altro sito specializzato, mi fa capire che sono io ad avere il cervello che gira ad una velocità diversa rispetto agli altri; scrive il collaudatore della Mini Cabrio:

…devo dire che anche se questo strumento optional Always-Open Timer mi piace tanto, anche se assolutamente inutile. Detto questo però, lo ordinerei assolutamente: durante i due giorni di guida nel Südtirol in Austria con la neve abbondante che cadeva senza sosta, non ho chiuso il tetto neanche per un secondo controllando con grande attenzione questa opzione inutile. I capi di marketing dalla  MINI sono dei genii. Sono fiero delle cinque ore che ho registrato col tetto aperto in Austria.


Anche quest’anno riesco a “razzolare come predico”…

31 maggio 2013

Per alcuni anni ho compensato solo le emissioni annue di CO2 delle auto che usiamo in famiglia, ma da un paio d’anni a questa parte riesco a compensare l’impatto annuo del nucleo familiare.

Premetto che non ho soldi che mi avanzino, ed infatti è stato necessario accantonare (per l’ennesima volta) una spesa non necessaria ed utilizzare poi l’importo per fare questa cosa; in seconda battuta c’è da dire che la compensazione costa meno di quanto si pensi e dipende in ogni caso dallo stile di vita.

Va da sè che meno consumi e più risparmi, ed infatti quest’anno sono riuscito a spendere meno rispetto al 2012-2013.

Impattozero 2013

Ecco, in sintesi, dove abbiamo risparmiato, nel quotidiano.

Acqua: Non la sprechiamo a prescindere, utilizziamo lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, facciamo la doccia.

Energia elettrica: Nessun apparecchio in stand-by, tutti gli elettrodomestici sono perlomeno di Classe A+ o superiore (sperando di non essere caduto nella furbata di false etichette energetiche) e tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 la maggior parte delle lampadine (alogene oppure a basso consumo) sono state sostituite con lampade LED, approffittando delle cicliche offerte che troviamo all’Esselunga. Non ultimo cerchiamo di utilizzare le pile ricaricabili il più possibile.

Gas: Fino a che non sarà possibile cambiare i serramenti con altri più efficienti, sul riscaldamento c’è poco da risparmiare.

Rifiuti: Nel nostro comune la raccolta differenziata divide i rifiuti in 7 tipologie, 6 delle quali riciclabili, per cui siamo a buon punto. Dalla fine del 2012 acquistiamo frutta e verdura tramite Cortilia, dove spesso acquistiamo anche la carne ed anche se non sembra la produzione di vaschette in plastica si è ridotta notevolmente, al punto che talvolta riusciamo a mettere fuori 1 sacco giallo (plastica) ogni 3 settimane anzichè ogni 2.

Auto: Tecnicamente è il punto dolente, dato che questa è la principale fonte di emissioni familiari, tuttavia è ovvio che il modo migliore per non inquinare sarebbe quello di non usare l’auto; ma checchè se ne dica, ora come ora la cosa non è fattibile, soprattutto per chi abita in zone non servite da mezzi alternativi e/o che le distanze da coprire non permettano l’uso della bicicletta.

Anche l’acquisto della Smart, al posto della vecchia Twingo, rientrava nell’ottica di utilizzare una macchina di piccole dimensioni, che occupasse poco spazio, per sole due persone visto che questa è la nostra dimensione familiare; in questo caso, però, i consumi si sono rivelati decisamente peggiori rispetto a quanto pubblicizzato dalla Casa, in linea peraltro con quanto accade per la maggior parte delle auto in circolazione.

Negli Usa (ma anche in Germania) per scherzetti del genere puoi ottenere un risarcimento, ma siamo in Italia e visto che tutto è lecito grazie alle Norme in vigore, va da sè…

In ogni caso per circa 6 mesi all’anno la Signora K si reca al lavoro in bicicletta; per qual che mi riguarda guido da sempre seguendo le regole dell’Ecoguida (o Ecodrive, se vogliamo cedere all’inglesismo), cosa questa che mi consente di contenere i consumi il che aiuta l’ambiente, ma anche il mio portafogli.

La manutenzione è sempre fatta con la giusta cadenza, il che mi permette speso di prevenire i guasti, cosa questa che consente un altro risparmio. Gli pneumatici sono controllati regolarmente in modo tale da consumare (ed inquinare) meno e, nel contempo, di farli durare di più, il che non guasta.

Blog: Anche se quest’ultimo punto esula dall’impatto familiare, resta il fatto che anche il Blog, da settembre 2012, compensa le sue emissioni, sempre nell’ottica di Razzolare come Predico. ;-)

Naturalmente, che sia per mancata conoscenza del problema, per menefreghismo e per pura pigrizia, ci sarà qualcuno che dirà che il gesto del singolo non serve a niente.

E’ sicuramente vero che un piccolo gesto, se restasse isolato, servirebbe a poco, ma visto che i singoli cittadini formano poi la Società, va da sè che più persone avranno comportamenti virtuosi e rispettosi dell’Ambiente e più facile sarà migliorare le cose, per noi e per quelli che verranno. Inclusi i vostri figli.

Come scrive Schlumberger: Sono piccoli accorgimenti che, singolarmente presi, non provocano drastici rivolgimenti nella vita del singolo; ma nel loro insieme, e se seguiti da molti, possono avere un impatto non trascurabile.

In ogni caso basta poco, non bisogna andare a vivere nelle caverne, e bastano piccole modifiche alle vostre abitudini, che di certo non peseranno. A questo proposito consiglio la lettura di 50 Piccole cose da fare per cambiare il mondo di A. Schlumberger (9,50 €), che ci farà capire in poche pagine che con piccoli cambiamenti quotidiani, si può fare tantissimo.

Per capirci, è ovvio che evitare l’uso del climatizzatore in auto consentirebbe minor emissione di gas nell’atmosfera ed un minor consumo di carburante, tuttavia se non è fattibile evitarne l’uso, lo si può invece usare al meglio e quindi ecco il consiglio, facile da seguire, senza per questo peggiorare la nostra vita:

Se la vostra auto è dotata di condizionatore, non abbassate la temperatura più del necessario. Per regolare la temperatura a livelli ottimali, vi consigliamo un climatizzatore automatico (climatronic). Fate revisionare l’impianto a intervalli regolari. Così facendo non fermerete certo le emissioni di refrigerante, ma eviterete pur sempre che il fabbisogno energetico del condizionatore aumenti gradualmente.


Un’auto in sosta vietata…con sopresa

30 maggio 2013

Di auto parcheggiate in sosta vietata, in modo tale da rompere le …scatole al prossimo, che sia un pedone oppure un automobilista, sono piene le città, per cui l’altro giorno ho scattato questa foto senza l’idea di scriverci su due parole.

L’unico mio pensiero è stato il solito ovvero ipotizzando che un disabile dovesse transitare per quel marciapiede, piuttosto che una multa avrei imposto all’automobilista l’obbligo di girare per tre giorni per la città muovendosi esclusivamente su una carrozzella e se non ci riesce, chissà, forse imparerebbe che il mondo non ruota intorno a lui.

DCIM100MEDIA

quando sono passato di fianco a questa Twingo, però, ho buttato l’occhio ed ho visto una sgradita sorpresa ovvero un Pass per disabili…

DCIM100MEDIA

Conosciamo bene l’abuso che si fa di questi Pass utilizzati anche quando il disabile non è a bordo dell’auto, tuttavia anche se fosse questo il caso, ci sarebbe da dire che questo conducente trasporterà abitualmente un disabile, scontrandosi con le aree di sosta occupate da altre vetture (sperando che non siano i vigili ad essere in sosta vietata) così come ad altre problematiche tutte legate ai comportamenti incivili di…alcuni, inclusi quelli che di privilegi ne hanno già tanti e non mi riferisco ad una buona mobilità..

E magari si lamenterà, chiederà maggior Rispetto 

Rispetto che però, lui per primo non dà.


Gli svizzeri sono civili…a casa loro

21 maggio 2013

Sabato scorso cercavo parcheggio in zona piazza Cinque Giornate, impresa degna di nota in certi orari, quando ho notato questa auto con targa svizzera, tranquillamente piazzata in seconda fila. Per sua fortuna nello spazio libero alle sue spalle non ci stavo, neanche con la Smart, (ma per poco) sennò probabilmente mi sarei attaccato al clacson (con garbo) sino a farlo spuntare fuori e poter quindi parcheggiare.

DCIM100MEDIA

Sono abituato ai parcheggi dei miei concittadini, come quello raffigurato qui sotto, dove l’auto ha parcheggiato sul marciapiede, in modo tale da rompere le palle al massimo ai pedoni, posizionandosi tra l’altro accanto alla palina con il cartello di sosta vietata; la presenza poi di un’altra auto subito davanti, completa il tutto, anche se c’è da dire che la Classe A che si intravede si è messa a filo del bordo del marciapiede consentendo ad un pedone (ma non ad una mamma con passeggino) di transitare.

Per chi non conosce la zona, potrei aggiungere che se la Mini avesse proseguito per 20 metri, avrebbe potuto parcheggiare su un marciapiede molto più largo, evitando perciò di dare fastidio ai pedoni. Ma in quel caso avrebbe dovuto percorrere a piedi 20 metri per andare in pizzeria. Troppa fatica.

DCIM100MEDIA

Torniamo allo svizzero.

E’ storia recente, come ha raccontato Caprino sul suo Blog delle varie autovetture con targa estera, che sia monegasca o svizzera, che si fanno i fatti loro sulle strade, parcheggiando dove capita e, non ultimo, senza mai pagare una contravvenzione. Molti ricorderanno l’Audi con targa svizzera parcheggiata all’Arena di Milano oppure l’automobilista con Cayenne che provocò un incidente con il tram nel quale perse la vita una donna.

Tutti impuniti e sappiamo il perchè. Ma va da sè che il pensiero si sposta sul fatto che molti considerino gli svizzeri persone civili, molto più di noi. Vero in parte, ritengo infatti che prima di tutto loro abbiano la certezza della pena ovvero chi sbaglia paga.

Se fossero più civili nel Dna non si capirebbe infatti perchè una volta oltrepassato il confine eccoli violare sistematicamente i limiti di velocità, parcheggiando dove gli capita, dimenticandosi di pagare le multe oppure viaggiando in mezzo all’autostrada.

A meno che seguano in pieno la filosofia, paese che vai usanza che trovi. ;-)

In ogni caso, essendo una persona civile a prescindere dal luogo in cui mi trovo, preferirei vivere in Svizzera che qua… ;-)


Dall’auto (rottamata) alla bici: il passo è veloce

14 maggio 2013

Un’interessante iniziativa arriva da Madrid. La due ruote in questione si chiama Bicycled e anche in questo caso si tratta di una bicicletta realizzata a partire dagli scarti provenienti da vecchie auto dismesse.

Secondo i creativi che l’hanno messa a punto, sarebbe la bicicletta perfetta e anche in questo caso all’aspetto ambientale si unirebbe anche quello sociale.

Ogni esemplare realizzato sarà unico, ma i materiali impiegati sempre gli stessi: il metallo per la struttura, la tappezzeria per il sellino, le maniglie delle portiere per i fari e la cinghia di distribuzione del vecchio veicolo per la catena della nuova bicicletta.

Ma quali sono i vantaggi di queste particolari due ruote?

La valenza ambientale legata al riciclo delle carcasse delle vecchie auto è indubbia; ciò che invece meraviglia è la bassa impronta di carbonio di questi moderni velocipedi.

Sono in tanti, infatti, ad accusare le fibre di carbonio, ovvero il materiale che ha sostituito l’acciaio nella produzione delle comuni biciclette, di essere poco “green” e di creare non pochi problemi legati al suo difficile smaltimento.

Non sarebbe infatti né biodegradabile né fotodegradabile e comporterebbe non poche difficoltà una volta arrivato alla fase di riciclo.

Oltretutto, secondo quanto riferito dalla rivista BikeRadar, sarebbero solamente due gli impianti a livello mondiale dedicati al riciclo delle fibre di carbonio, per’altro entrambi in fase di start up e con grandi difficoltà economiche dovute agli alti costi di gestione legati a questi particolari processi.

Tutti problemi che per le biciclette realizzate con i vecchi rottami dell’auto sarebbero inesistenti, una volta che esse siano giunte a fine vita.


Noleggiare l’auto online: i consigli per risparmiare soldi e…fregature

14 maggio 2013

Organizzare il viaggio con largo anticipo il più delle volte può far spendere meno. Regola che vale anche per il noleggio dell’auto.

Nel nostro test, tramite il quale abbiamo simulato la prenotazione dell’auto su diversi siti, questo andamento dei prezzi si è verificato in circa la metà dei casi: per prenotare un’auto per agosto, i preventivi sono aumentati in più della metà dei casi  prenotando a febbraio piuttosto che a gennaio, e ancora nel 52% dei casi cercando l’auto a marzo rispetto al mese precedente. Anche se le eccezioni non mancano.

Per evitare spese inutili quando noleggi un’auto, valuta bene quali sono le tue reali necessità.

Se non ti serve a tutti i costi un’auto di prestigio, quelle più piccole o di cilindrata inferiore costano meno.

Scegli bene la tariffa, se a chilometraggio illimitato o limitato: in quest’ultimo caso c’è un costo aggiuntivo per ogni chilometro in più, di norma piuttosto elevato.

Prenotare e pagare in anticipo spesso fa risparmiare.

Scegli le polizze assicurative che ti tutelano di più, visto che l’auto sarà sotto tua totale responsabilità; ogni polizza ha contenuti differenti (furto, incendio, danni…) e puoi eventualmente aggiungere coperture supplementari.

Se possibile, porta da casa i seggiolini, le catene, i porta sci o altro equipaggiamento: noleggiarli con l’auto incide parecchio sul prezzo finale.

Prendere e riconsegnare l’auto in una sede dell’agenzia che non sia l’aeroporto o la stazione può farti risparmiare sugli oneri aeroportuali e ferroviari.

Tieni presente che la possibilità di riconsegnare l’auto in un luogo diverso da quello della presa in consegna ha un costo in più.

Tra le altre variabili che fanno alzare il prezzo, ricorda: l’età del conducente (pagano di più i minori di 21 o 25 anni) e l’autorizzazione per un secondo guidatore.

Ecco alcuni consigli per salvaguardarti dai fastidiosi problemi da fine vacanza, al momento della riconsegna.

Fai benzina per tempo, per non rischiare di non trovare un distributore e dover pagare, oltre al prezzo del pieno, anche una penale.

Prendi tutto il tempo necessario per constatare lo stato del veicolo con il noleggiatore, se il controllo viene fatto il un secondo tempo, infatti, possono essere addebitati danni di cui non sei responsabile.

Chiedi una fattura o una ricevuta con le voci dettagliate: sarà più semplice contestare eventuali addebiti errati.

Se hai firmato un voucer bianco fattelo restituire e accertati che sia invalidato.

Controlla gli estratti conto nel periodo successivo alla riconsegna, per verificare che non vengano addebitate spese sbagliate.

Altroconsumo


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