L’ISVAP interviene sui “sinistri fantasma”.

5 luglio 2012

Certe volte cerco di immaginare come potrebbe essere vivere in un mondo di persone oneste, senza doversi preoccupare di essere truffato non appena abbassi la guardia o, peggio, di dover pagare sempre per la disonestà altrui… Utopia, lo so... ;-)

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L’ISVAP, considerato il rilevante numero di segnalazioni che sta ricevendo dai consumatori, con lettera del 4 luglio, è intervenuto presso le imprese operanti nel ramo r.c.auto in relazione al fenomeno dei c.d. “sinistri fantasma”, richiamando la necessità di svolgere adeguati controlli volti a contrastare tali tentativi.

Si tratta di sinistri mai accaduti, addebitati ad ignari consumatori, che le compagnie di assicurazione pagano ai presunti danneggiati, nell’ambito della procedura di risarcimento diretto, sulla base di richieste di risarcimento spesso assistite da dichiarazioni testimoniali in odore di frode.

L’assicurato molto spesso viene a conoscenza del sinistro solo al momento del ricevimento dell’attestato di rischio che riporta l’applicazione del malus.

In altri casi l’assicurato, avvertito dalla propria impresa del sinistro del quale sarebbe responsabile, pur avendo disconosciuto il sinistro subisce la penalizzazione del contratto perché l’impresa ha comunque già provveduto a pagare la controparte.

Il fenomeno desta seria preoccupazione sia sotto il profilo della tutela del consumatore, che subisce l’ingiusta applicazione del malus, sia in termini di “sistema”, in quanto tali sinistri in fumus di frode, in assenza di adeguate iniziative di contrasto, vengono pagati dalle imprese generando una serie di costi impropri che fanno lievitare il costo medio dei sinistri e quindi il livello dei premi r.c.auto, già molto elevati, che tutti gli assicurati sono chiamati a pagare.

L’ISVAP ha più volte richiamato le imprese e da ultimo con la citata nota del 4 luglio a riaprire i casi di segnalazione da parte dei consumatori su sinistri fantasma, restituendo la parte del premio pagato per il malus non dovuto.

L’ISVAP ha richiamato inoltre le imprese ad adottare iniziative concrete per contrastare tale fenomeno, attivandosi tempestivamente sia nei confronti degli assicurati che dell’impresa di controparte e potenziando i sistemi di controllo della gestione di tali sinistri per evitare che i comportamenti fraudolenti di alcuni si scarichino impropriamente sui consumatori onesti.


Aumentano i massimali dell’assicurazione Rc auto

12 giugno 2012

Partendo dal presupposto che la prudenza non è mai troppa, io ho il massimale Rca più alto fra quelli disponibili ovvero 50 milioni, che sembra tanto, tuttavia avevo letto tempo fa di come i massimali di legge non fossero sufficienti a tutelare  l’automobilista in caso di incidenticon lesioni a più persone e quello che leggo su Altroconsumo conferma il tutto.

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Aumentano i massimali dell’assicurazione Rc auto. Le somme garantite in precedenza, ritenute inadeguate, vengono così riviste per arrivare a coprire 5 milioni di euro per danni alla persona e 1 milione di euro per danni a cose. Nella scelta della polizza è bene scegliere un massimale più alto per essere più tutelati.

Una direttiva dell’Unione europea ha imposto un nuovo aumento dei massimali dell’assicurazione auto, finora ritenuti inadeguati. La ragione di questa revisione è il voler evitare che la somma garantita risulti insufficiente a liquidare tutti i danni provocati.

Il termine ultimo per il totale adeguamento alle direttive comunitarie è l’11 giugno 2012: a partire da questa data le cifre arrivano a coprire 5 milioni di euro per danni alla persona e 1 milione di euro per danni a cose.

Nel calcolo del premio Rc auto quella del massimale è una voce che influisce in maniera minore rispetto ad altri parametri quali l’età, la provincia e la classe di rischio. Quando si stipula un’assicurazione auto, perciò, è bene scegliere un massimale più alto per essere meglio tutelati in caso di sinistro.

Secondo le nostre rilevazioni, il passaggio dal “vecchio” massimale a quello nuovo comporta un aumento medio dei premi Rc auto pari al 2% circa. Da segnalare, inoltre, che circa il 25% delle compagnie assicuratrici non ha effettuato alcun adeguamento tariffario, mentre per le rimanenti gli aumenti oscillano tra i 2 e il 6,5 per cento.


Etilometro obbligatorio sulle auto in Francia

6 marzo 2012

Tutto rimandato in Francia: la multa per chi vìola l’obbligo di viaggiare con l’etilometro a bordo, che doveva partire il 1° novembre 2012, slitta al 1° marzo 2013.

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Pur non abitando in Francia, questa notizia mi fa il solletico ;-) visto che ho già provveduto a suo tempo a munirmi di un etilometro da tenere in auto, a scanso di equivoci, tuttavia ecco, in sintesi, cosa leggo su SicurAuto:

36 milioni di automobilisti francesi si preparano ad avere obbligatoriamente sul proprio veicolo un etilometro, anche usa e getta, da utilizzare per verificare il proprio stato prima di mettersi alla guida.

L’obbligo dell’etilometro a bordo partirà dal 1 luglio 2012 e chi, dal 1 novembre 2012, verrà scoperto senza, verrà sanzionato con una multa (decisamente non salata) di 11 euro.

L’obiettivo è quello di ridurre i morti sulle strade a 3.000 al mese per 2012, rispetto ai 3.970 del 2011. In Francia, infatti, l’alcol è la causa del 31% degli incidenti mortali e questo dato è cresciuto negli ultimi dieci anni. Il progetto francese non si limita ad un semplice etilometro, ma punta all’educazione dell’automobilista che sarà così in grado di autocontrollarsi e valutare il proprio stato prima di mettersi alla guida.

Il costo dell’etilometro usa e getta è davvero basso, 1 euro o 1,5 euro di norma è garantito per due anni. Non si tratterà quindi di una spesa eccessiva, piuttosto le farmacie dovranno fare in modo di organizzarsi meglio. Sembra infatti che a Parigi, a causa dell’eccessiva richiesta, sia difficile trovare un etilometro. A questa mancanza stanno cercando di sopperire però le aziende produttrici.

Secondo noi sarebbe meglio puntare su etilometri digitali, come quelli che da anni SicurAUTO cerca di diffondere grazie alla collaborazione dell’Alcolino che ha riservato uno sconto del 20% per i nostri lettori.


Rc auto, frodi assicurative e via dicendo…

20 gennaio 2012

Leggo su Il Salvagente un articolo circa le nuove norme che dovrebbero interessare il settore assicurativo.

Mi interessano particolarmente due passaggi.

Leggo infatti che il decreto istituisce pene fino alla detenzione a cinque anni e radiazione dall’albo per i “periti assicurativi che accertano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice”.

Come a dire che fino ad oggi non esisteva nessuna pena per chi è complice di una frode?

Dubito fortemente … semplicemente non vi sono controlli a sufficienza e la lentezza della Giustizia italiana fa il resto; che poi già le carceri sono sovraffollate oggi, mi immagino se mettessero veramente in galera i vari evasori, truffatori, e via dicendo…

Passiamo oltre.

Circa il rimborso dei danni in caso di incidente, ecco che: ….è sempre contro le frodi, la nuova norma che prevede, in caso di incidente, che i proprietari dei veicoli danneggiati che devono ottenere il risarcimento del danno debbano mettere il mezzo a disposizione per cinque giorni consecutivi, entro i quali l’assicurazione dovrà provvedere a verificare l’esistenza del danno. Solo dopo tale intervallo potranno procedere alla riparazione….

Vabbè, mi vien da pensare, se è contro le frodi, vada per l’intervento del perito, se non fosse che il passaggio successivo evidenzia il fatto che il consumatore rischia di essere cornuto e mazziato per l’ennesima volta: Se ciò non avverrà ottenere il risarcimento sarà più complicato: servirà la prova documentata che il danno esisteva ed è stato riparato.

Allora, paghiamo polizze salate ed in continuo aumento alla faccia del tasso di inflazione, l’assicurazione deve far intervenire il perito in 5 giorni, ma se non lo fa, noi riparemo l’auto e poi ci scontreremo con delle difficoltà per il risarcimento?

Sarò perfido, tuttavia mi vien da pensare che alle assicurazioni converrà non far uscire il perito in tempo utile ed avere la scusa per tirarla lunga il più possibile, alla faccia nostra, lasciandoci la patata bollente in mano…

Ovviamente il mio punto di vista si basa  sugli automobilisti onesti, che hanno realmente un incidente ela necessità difar riparare l’auto. Degli altri, me ne frego, verrebbe da dire, se non fosse che molti degli aumenti e delle difficoltà che incontriamo Noi, sono dovuti agli alti costi delle truffe altrui… torna in primo piano l’espressione Cornuti & Mazziati.

Questo ovviamente è il punto di vista di una persona normale, potrei benissimo sbagliare; attendo quindi il competente parere di chi ne sa più di me ovvero di Maurizio Caprino che mi ha anticipato che: Sono questioni complesse, appena ho un attimo faccio un’analisi sul blog o sul giornale o sul sito del giornale.


Chi russa (molto) rischia il colpo di sonno ma non lo sa

2 dicembre 2011

di Maurizio Caprino

Don’t tell, don’t ask. L’espressione è diventata quasi di moda con l’esplodere del caso dei gay nell’esercito Usa. Ma il principio ipocrita “tu non dirmelo, io non te lo chiedo“  vale per tanti problemi. Comprese malattie vere e invalidanti per la sicurezza stradale.

Come l’Osas, la sindrome di cui soffre chi russa tanto la notte: il Codice della strada non la include tra le malattie da controllare per decidere l’idoneità alla guida e quindi nessun paziente è tenuto a dichiarare di averla e nessun medico abilitato a rilasciare il certificato chiede nulla in proposito.

Che c’entra il russamento con la guida? C’entra eccome.

Chi russa riposa male, con continui microrisvegli. Magari non se ne accorge, ma è così. Il risultato è che durante il giorno, mancandogli sonno, tende ad addormentarsi. Soprattutto in particolari situazione come la guida prolungata.

Dietro ciò che archiviamo come colpo di sonno, distrazione o malore, dunque, ci può essere l’Osas. Che è curabile: basta volersela far diagnosticare. Ma per volerlo bisogna essere coscienti del problema.

Per questo i medici specializzati nella materia (pneumologi) stanno spingendo per far entrare l’Osas tra le malattie che secondo il Codice della strada possono precludere il rilascio della patente. Se n’è parlato a giugno alla Camera in un convegno organizzato dall’Aci. e se ne riparlerà domani a Bologna.

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Secondo me…

Mio padre russa molto e causa le microapnee notturne è stato costretto a mettere il pacemaker per ovviare appunto alla perdita di battiti che sulla lunga poteva causare danni. Durante il giorno, seduto sulla sedia, spesso si appisola. Fortunatamente guida pochissimo e per brevi tragitti, ma la mano sul fuoco non la metterei, soprattutto per tragitti lunghi e monotoni.

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Pensionato investito da un Suv ovvero da un automobilista incivile

20 novembre 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Sembra impossibile non cadere nella generalizzazione che giudica Suv = arroganza, tuttavia i fatti di cronaca e/o vita quotidiana degli ultimi giorni vogliono ribadire il fatto che troppi automobilisti che guidano un Suv hanno un’arroganza ed indole aggressiva degna di nota.

Capiamoci non contesto il Suv come modello di ajuto, ma il cattivo utilizzo che se ne fa. Un fuoristrada in montagna come sulle colline toscane ci sta tutto; in una città come Milano, meno. Senza considerare che i modelli più venduti sono quelli a due ruote motrici. Un controsenso, sarebbe come acquistare una Ferrari con il motore depotenziato.

Ho già detto che è il guidatore che fa l’auto e non viceversa, infatti un personaggio di questo genere, che prima occupa arbitrariamente un parcheggio per disabili e poi uccide chi protesta, avrà questo comportamento anche se guida una Panda; forse la chiave di lettura è da invertire ovvero molte persone incivili (e peggio) nel Dna, acquistano un Suv, perchè di fatto dà loro un potere nei confronti di automobilisti su auto normali. Se con una vettura media hai un incidente con un Suv avrai la peggio e via così…

Prima l’aggressione a due vìgilesse, colpevoli di fare una multa ad un Suv sulle strisce, poi il Cayenne che parcheggia sulle strisce per abitudine, idem per i parcheggi negli aeroporti, dove nonostante lo spazio l’automobilista si prende lo spazio che vuole ed infine la mia lotta infinita con il possessore di una ford Kuga che occupava l’area di carico/scarico davanti all’azienda.

Capiamoci, molti automobilisti, si comportano nel medesimo modo, inclusa una Smart così come un camion, ma dopo il biglietto lasciato sul parabrezza, capiscono o, perlomeno, si adeguano, perchè percepiscono che io non lascio correre ed i vigili li chiamo veramente.

Quello della Kuga invece, dopo il biglietto, parcheggiava volontariamente nell’area anche se c’erano posti liberi. Dopo l’uscita dei vigili ed arrivo del carro rimozione, miracolosamente, ha sempre trovato il modo di parcheggiare in maniera corretta. E’ difficile non pensare che solo il bastone abbia spento il suo senso di impunità mischiata ad arroganza congenita.

Impunità che vorrei avere io, per una mezz’oretta… ;-)

Comunque sia, credo debba cambiare l’atteggiamento verso il mondo dell’auto, a partire dalle pubblicità che ti invitano a dimenticare le regole così come da stampa e tv che dovrebbe usare termini diversi da aggressività & c., quando si parla di un’auto che, passione motoristica o meno, resta un mezzo per spostarsi e non per dimostrare il proprio status sociale e/o il proprio modo di essere.

Infatti, l’automobilista dell’Audi Q5, nonostante un’auto lunga 5 metri e che costa un tot. ha dimostrato di essere come quelle cose che si pestano sui marciapiedi…

(Mi chiedo ancora se sia logica, in ogni caso, un’Audi Q7 come auto medica…)

Leggo sul Corriere.it: Un pensionato di 76 anni, Guido Gremmi, è stao travolto e ammazzato in pieno centro a Cremona, dopo una lite con un altro automobilista. Il nodo del contendere era il posto auto destinato alla compagna disabile Bruna Dondi, 79 anni. Tornato a casa l’ha trovato occupato da un grosso Suv nero. E quando si è palesato anche il proprietario della vettura, ha protestato in maniera accesa. La lite è degenerata, ci sarebbe stata una colluttazione, e anche se non si conoscono ancora i dettagli del fatto, Gremmi ha avuto la peggio. L’investitore è fuggito a bordo della sua auto, e a quanto raccontano alcuni testimoni, avrebbe volontariamente investito il pensionato, uccidendolo. Le forze dell’ordine stanno ora dando la caccia all’aggressore. Si tratterebbe di un uomo di mezza età, ed è accusato di omicidio volontario. L’auto è un’Audi Q5, con la targa di Brescia.

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Leggo su Il Giorno che l’omicida si è costituito:

Si è presentato al comando provinciale di Brescia alla guida del suo Suv, lo stesso che per ventiquattr’ore i carabinieri di Brescia e Cremona avevano tenacemente ricercato, convergendo soprattutto sui centri della Bassa. «Sono stato io».

Per prima cosa ha chiesto un bicchiere d’acqua. Erano le 19 quando Angelo Pelucchi, 72 anni, imprenditore in pensione di Bassano Bresciano, si è costituito al comando di Brescia accompagnato da due avvocati.

Ha confessato di essere il responsabile dell’assurda tragedia di sabato pomeriggio nel cuore di Cremona. Dopo essere stato ascoltato per circa due ore è stato fermato per omicidio volontario. Attorno a mezzanotte è stato condotto nel carcere bresciano di Canton Mombello.

 


Troppi pazzi nelle auto…

11 maggio 2011

Ieri al fine di evitare il traffico generato da alcuni lavori stradali nelle vicinanze di Cornaredo, avevo pensato di prendere l’autostrada e risparmiare un pò di tempo; purtroppo ho trovato una fila che arrivava sino alla Fiera (di Milano) per cui ho optato per la solita strada, ma ecco che in Viale Caprilli è nato il solito ingorgo impossibile da capire e da gestire.

La viabilità in zona San Siro è quella che è, visti i lavori della MM5, per cui tanto vale mettersi il cuore in pace. Se non fosse per i soliti prepotenti, che arrivano rombanti con le loro Audi & Bmw (non sono prevenuto, mica è colpa mia se usano sempre queste marche…) e pretendono di passare dove non si può. Mica puoi volatilizzarti per dare strada a loro…

Ieri però ho incontrato un tipo, alla guida di un piccolo furgoncino, che merita un TSO come minimo, ma che fa sperare che in futuro sia veramente richiesto un approfondito esame psicologico prima di rinnovare la patente.

Mi sta bene essere in ritardo causa ingorgo, essere nervosi, andare persino oltre le righe, ma fino ad un certo punto.

Nelle vicinanze dell’Ippodromo (del galoppo), subito dopo la rotonda posticcia, la colonna procede a passo di lumaca, su un’unica fila; in teoria ci sarebbe spazio per mettersi su due file, anche se poi si creerebbe l’imbuto dopo poche decine di metri quando la strada svolta verso il Meazza, ma in ogni caso la sosta in doppia fila di molte auto, nelle adiacenze dell’ingresso dell’Ippodromo, rende impossibile la cosa, per cui tutti in un’unica fila.

Ad un certo punto, tutto si svolge in un secondo, ecco arrivare questo furgoncino sparato, in sorpasso (di fatto in contromano) che però si trova davanti un pedone che sta attraversando sulle strisce, per cui frena e si butta sulla destra.

Peccato che sulla destra ci fossi io che, come detto, non posso volatilizzarmi a  seconda delle necessità del cretino di turno. Non so come, ma si ferma di fianco a me, a pochi centimetri, col il suo specchietto davanti al mio. Quasi un incastro, senza peraltro toccarsi, sia pure veramente per un paio di centimetri.

Va da sè che dò un colpo di clacson ed a quel punto il conducente si mette a sbraitare, facendo gesti, facendo dondolare il furgone da tanto si agitava, suonando il clacson, di tutto, di più.

Un folle. Se non fosse che alla fine si è infilato un’auto davanti alla mia, ed ad ogni fermata, ovvero ogni 20 centimetri, riprendeva ad inveire e gesticolare con uno sguardo veramente folle.

Con lentezza si arriva in via Harar, all’inizio di via Novara ed il personaggio accelera con gusto per portarsi sulla sinistra dove, peraltro, deve fermarsi subito al semaforo rosso. Io invece sfilo sulla destra, inq uanto devo proseguire diritto.

Mentre sono fermo al semaforo, mi volto e lo vedo che passa e continua ad inveire (?) e, per completare il tutto, mi mostra il medio… a quel punto colgo l’attimo e picchietto l’indice alla tempia.

Da dove nasce questo post? Dalla necessità di raccontare un episodio che, purtroppo, è simile a molti altri?

No, in realtà l’atteggiamento di quel conducente mi ha spaventato, non per la mia incolumità nello specifico, alla fine ognuno era chiuso nella sua macchina, ma al pensiero che uno così circoli quotidianamente, che ogni giorno posso trovare più ingorghi che accendano la sua rabbia ed il timore che prima o poi esploda generando atti di violenza (in)urbana come quelli commessi da quelli che hanno ucciso l’incolpevole tassista Luca Massari.

Non si può giustificare un tale atteggiamento con lo stress del traffico. Alla base c’è una persona che ha un problema nella gestione della rabbia e dell’approccio con il prossimo e che prima o poi scaricherà sul primo che passa…

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Per quanto riguarda gli ingorghi, ho un approccio  (i concerti per violoncello di Boccherini) che mi permette di gestire il nervoso,  anche se ovviamente certe volte ti vengono i 5 minuti, tuttavia non è nel mio carattere pensare ad un atto di violenza per redimere un diverbio…

Un paio di settimane gfa è successo un episodio che ha causato uno scatto d’ira verbale incontrollata, per così dire, che mi ha spinto a pronunciare tre sole parole, piene di rabbia, politicamente scorrette come si suol dire.

Lo raccontavo l’altro giorno alla Signora K, stupito per l’appunto dalla rabbia con le quali le ho pronunciate e dal fatto che in quel momento le pensavo realmente. Ed il bello è che lei, così dolce e tollerante (ma sempre meno) mi abbia detto: ti capisco benissimo.

Nello specifico è successo che mentre attraversavo una rotonda sia sbucato dalla destra un Suv con il conducente al telefono, che non ha preso in considerazione di dare la precedenza, avrebbbe dovuto frenare, scalare la marcia, addirittura mettere la freccia forse, meglio proseguire per il suo cammino, tagliandomi la strada.

Per assurdo comportamenti così sono all’ordine del giorno, mi fanno arrabbiare, mi fanno suonare il clacson, attirare l’attenzione del cretino e poi fargli il gesto del telefono…non capiscono una cippa, ma almeno mi sfogo in 15 secondi …

Ma questo ha fatto un gesto che mi ha veramente irritato. Un gesto con la mano, di sufficienza, come a dire: ma suvvia … a quel punto, con rabbia feroce, ho esclamato: voi dannati, con sto cazzo di telefono … ma moriste tutti.

In quel momento se avessi avuto un pulsante sul cruscotto, premuto il quale, si sarebbero fulminati tutti gli automobilisti impegnati in quel momento al telefono, lo avrei premuto, anche se nel mucchio avrei perso almeno un paio di amici.

Il fatto è che quella rabbia mi ha spaventato per l’intensità, ma non sono pentito di quel che ho detto.

Voi che telefonate, state nella corsia di mezzo, fregandovene di leggi e buonsenso, bevete e guidate, vi drogate e guidate, che buttate i rifiuti dai finestrini, passate consapevolmente con il rosso, non rispettate gli stop e via dicendo. Bè non vi reggo più. E vi auguro il peggio.


Il rapporto tra pedone ed automobilista

31 marzo 2011

di Maurizio Caprino

Le norme c’entrano poco: sulle strisce pedonali, tutto sta nel rapporto, anche inconscio, che s’instaura tra pedone e guidatore. Lo chiamano “scambio comportamentale”: chi è a piedi cerca un’interazione col conducente, per capire se ha intenzione di lasciarlo passare. Succede persino in Svizzera, dove gli psicologi della Cattolica di Milano hanno fatto ricerche comparative rispetto alla Lombardia.

Dunque, non c’entrano nulla né la proverbiale attenzione alle regole sempre mostrata dagli svizzeri (almeno a casa loro) né la nuova, draconiana norma italiana che impone a chi guida di fermarsi anche in presenza di pedoni che “si accingono ad attraversare” sulle strisce.

A parte, questa riflessione immediata, Maria Rita Ciceri (la docente della Cattolica che sabato ha illustrato i risultati della ricerca ad Arcore, in un convegno di cui nei prossimi giorni vi darò altri bei flash) ha confermato che un pedone sulle strisce può risultare invisibile anche a un guidatore non distratto: scherzi dell’ottica, che in certi casi ritarda la percezione (altro ottimo motivo per cui per cui in città è bene andare piano).

Questo implica anche che il pedone stia attento e che quindi cerchi effettivamente l’interazione col guidatore anziché quella con telefonino, I-pad, I-pod e quant’altro. Anche se attraversa sulle strisce.

E persino se non sente alcun rumore di veicolo in avvicinamento: possono esserci bici, mezzi elettrici o pure con motore a scoppio, ma con rumore coperto dall’ambiente circostante.

Quindi, prima di attraversare, attenzione a guardare sempre bene (girando la testa e non solo la coda dell’occhio, ve lo dimostrerò con un filmato tra qualche giorno).

Guai a fidarsi delle orecchie e delle strisce.


Animali investiti: la multa non cancella il risarcimento

7 settembre 2010

di Maurizio Caprino

Avete visto tra venerdì e sabato la notizia della prima applicazione della nuova multa per omissione di soccorso agli animali?

Tra il racconto del fatto nudo e crudo, le reazioni di apprezzamento degli animalisti e i riferimenti alla ministra Brambilla compiaciuta perché così si dà ai turisti stranieri l’immagine di un Paese “animal-friendly”, nessun cronista si è chiesto dove fosse il proprietario del cane investito e perché se lo sia lasciato scappare.

E allora chiariamo che la riforma del Codice della strada non ha abolito l’articolo 184, che impone di tenere gli animali sempre sotto controllo. Di qui la conferma della possibilità di chiedere il risarcimento, in caso di danni al veicolo.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/


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