La pila che si attiva in acqua

13 agosto 2014

water-bag-poging--400x300“Aquacell” è la batteria ecologica che si carica in acqua: si tratta una pila stilo non ricaricabile, in grado di fornire energia per la prima volta soltanto dopo essere stata immersa in acqua per 5 minuti. È prodotta dall’omonima azienda svizzera e contiene polveri organiche non inquinanti.

La pila pesa solo 12 grammi e, una volta confezionata, è completamente scarica, senza alcun tipo di  tensione o amperaggio.

Soltanto dopo la sua immersione in acqua la pila viene ‘attivata’ ed è in grado di fornire energia utile ai dispositivi elettronici con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini.

La batteria ecologica ‘Aquacell’, proprio per queste sue caratteristiche, non solo è priva delle sostanze inquinanti utilizzate invece nelle ‘alcaline’, ma non possiede nemmeno una data di scadenza effettiva al momento della sua produzione.

La batteria ecologica ‘Aquacell’ inoltre, è stata realizzata senza usare l’acciaio, ma con un involucro fatto completamente di plastica riciclata. Grazie a questi accorgimenti, la batteria della ‘Aquacell’ può essere riciclata a basso costo fino all’85% (le pile convenzionali invece si possono recuperare solo fino al 50%).

L’unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po’ meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti.

‘Aquacell’ non è ancora disponibile in commercio in Italia, ma è già in vendita sul sito svizzero dell’azienda produttrice.

Fonte: E-R Consumatori


Le prime impressioni sulla VW Up elettrica

31 luglio 2014

un’ampia sintesi di un articolo che leggo su Altroconsumo

Una pratica utilitaria, comoda e scattante, ma a emissioni zero. Questo è quello che promette la Volkswagen con il lancio di Vw e-up, la prima auto elettrica del marchio.

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Due anni di garanzia per l’auto e 8 anni per la batteria. Avevamo già testato VW e-up in laboratorio e assistito alla prima in territorio nazionale.

A fronte di ottime performance su strada, consumi abbastanza ridotti e una guida agile, l’auto delude per l’autonomia limitata della batteria (solo 165 km) peggiorata dai tempi di ricarica decisamente lunghi (fino a nove ore).

Il prezzo sembra un tantino elevato per un’auto così piccola, ma in realtà è il più basso all’interno del range delle auto elettriche, con la batteria inclusa nel costo finale.

La guida elettrica è molto scattante e promette davvero bene. Tuttavia, con una velocità massima di 130 km/h, VW e-up non è stata concepita per i ritmi elevati di un’autostrada.

La versione elettrica della VW up si differenzia per le luci di posizione LED a forma di C e per i catarifrangenti posteriori. L’aerodinamica è stata ottimizzata. Al livello di costruzione, al contrario della VW up tradizionale, il modello elettrico ha il sottoscocca coperto, il che riduce il rumore.

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Il livello di carica e l’autonomia residua vengono mostrati nel cruscotto. Si può accedere a queste informazioni e regolare l’aria condizionata anche a distanza, attraverso un’applicazione per smartphone, Car Net.

Con questa applicazione è possibile verificare lo stato della batteria, l’autonomia rimanente e perfino se ci sono sportelli aperti o fari lasciati accesi.

Con un motore elettrico di 82 cavalli, VW e-up si fa notare per le eccellenti performance. Premendo l’acceleratore, si ha la coppia massima subito disponibile, pertanto la VW e-up è in grado di fornire sempre un’ottima partenza.  Oltre al modo di guida standard, si può anche scegliere quello Eco o Eco +.

Il primo aumenta l’autonomia riducendo la potenza e la resa dell’aria condizionata. Il secondo regola il sistema elettronico in maniera da dare la massima efficienza. In questo modo, però, non è possibile superare i 90 km/h.

Il sistema di rigenerazione dell’energia in frenata è davvero innovativo. Nella modalità “drive”, è possibile regolare la leva in tre posizioni, ciascuna con un diverso livello di rigenerazione dell’energia. In media, VW e-up consuma un discreto 13,8 kWh di energia ogni 100 km di percorso misto, corrispondenti a un costo di energia di circa 2,50 €/100 km.

VW e-up è facile da manovrare e ha spazio nell’abitacolo per 4 persone. Dietro, i poggiatesta abbassabili e i montanti piuttosto stretti contribuiscono a rendere la visibilità accettabile, sia posteriormente sia anteriormente. Solo il campo visivo nello specchietto retrovisore è un po’ limitato, e questo è l’unico neo.

La qualità costruttiva è soddisfacente e la funzionalità a bordo abbastanza buona. Il ridotto numero di comandi facilita la guida. Lo sterzo può essere  regolato in altezza, ma non in profondità. La leva del cambio automatico è ben posizionata. Non manca nulla: ci sono radio, aria condizionata e navigatore satellitare.

Sono presenti numerosi vani porta oggetti. L’abitacolo nella parte anteriore offre spazio sufficiente per occupanti alti fino a 1,92 metri. La larghezza è abbastanza ampia per un automobile di questo genere. Dietro è molto meno spaziosa: solo passeggeri alti fino a 1,66 m possono viaggiare comodamente.

Con climatizzatore di serie e delle buone sospensioni, il livello di comfort del VW e-up è leggermente superiore a quello della versione tradizionale.

I 200 kg di peso in più, dovuti alla batteria,  abbassano il centro di gravità dell’auto, ma ciò  non pregiudica le prestazioni, che sono scattanti e sicure. La silenziosità all’interno dell’abitacolo è ottima: a 130 km/h si misurano 69 decibel, un risultato migliore di quello ottenuto per la VW up tradizionale.

Con i sedili posteriore in posizione normale, la capacità del portabagagli è di appena 195 litri. Con i sedili posteriori abbattuti, la capacità (misurata fino al lato inferiore del lunotto) diventa di 425 litri. Tuttavia l’accesso al portabagagli è piuttosto alto, circa 77 cm dal suolo.

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La vettura è stabile a qualunque velocità e lo sterzo è preciso e morbido. Il livello di sicurezza offerto dalla VW e-up è buono, sia per gli adulti sia per i bambini.

Nelle prove di frenata, a 100 km/h la vW e-up ha avuto bisogno di 38 metri per fermarsi: uno spazio accettabile, seppure leggermente maggiore di quello della e-up tradizionale.


Cambiare il telefono perchè la batteria non funziona? Si, come no…

30 giugno 2014

un articolo che leggo su Altroconsumo

La batteria del nostro cellulare dopo due anni non funziona più, che fare?

Armati di telecamera nascosta abbiamo girato i negozi di telefonia, sia della grande che della piccola distribuzione.

Quasi tutti i venditori hanno cercato di convincerci che era meglio cambiare il telefono piuttosto che comprare una batteria nuova. Ma questa non è la soluzione migliore.

Sostituire il telefono, infatti, conviene solo se questo è di fascia molto bassa, cioè costa tra i 30 e i 40 euro o se è vecchio di 3-4 anni.

 

Esiste un trucco, una strategia di produzione che prende il nome di “obsolescenza programmata” e consiste nel costruire prodotti sempre meno resistenti, difficili da riparare o senza pezzi di ricambio, in modo da spingere il consumatore a cambiarli con più frequenza.

Una batteria nuova originale costa in media 30 euro. Ancora meno quelle compatibili: circa 20 euro. In entrambi i casi si tratta di circa un decimo del costo del cellulare.

E non sono nemmeno impossibili da trovare: senza dover girare un’infinità di punti vendita, basta andare su internet e cercare tra i tanti negozi online.

Sostituendo solo la batteria si fa bene anche all’ambiente, evitando di produrre all’anno circa 280 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici e circa 430 tonnellate di altri rifiuti.

 

 


Richiamati i pc Sony a rischio incendio

12 aprile 2014

attenzioneleggo su Altroconsumo

A causa di un possibile surriscaldamento, Sony ha avviato il richiamo delle batterie incluse in alcuni portatili della serie Vaio Fit 11A.

La stessa azienda conferma che il malfunzionamento della batteria potrebbe portare a una parziale combustione dello chassis (l’involucro di plastica esterno) del pc.

La batteria oggetto del richiamo è inclusa nei modelli Vaio Fit 11A lanciati sul mercato nel febbraio 2014.

Sony ha diffuso un elenco dettagliato dei modelli a rischio: la prima cosa da fare è verificare se il tuo rientra tra questi.

Sul sito di Sony, inoltre, puoi verificare se il tuo pc è tra quelli potenzialmente pericolosi inserendo il modello e il numero di serie.

Se hai un notebook tra quelli segnalati, ti invitiamo a non utilizzarlo, a lasciarlo scollegato dal suo carica batterie e a contattare Sony tramite il sito o attraverso il numero 199 151 146.


Il freddo “fa male” alle batterie auto. Come prevenire il rischio di restare appiedati?

14 gennaio 2014

In questo articolo che leggo su Rinnovabili leggo che secondo quanto sostenuto dall’Automotive Research Center (ARC) dell’Università del Michigan, infatti, durante il periodo di freddo il motore può richiedere per accendersi fino al doppio dell’energia necessaria in condizioni normali di temperatura; a 0°C le batterie auto perdono il 35% della loro funzionalità, il 60% quando il termometro scende a 18°C sotto lo zero, con inevitabili conseguenze.

Il consiglio che leggo di effettuare un controllo e una manutenzione preventivi prima che arrivi l’ondata di freddo, tipica dei mesi invernali è ovvio, ma so per certo che non lo è per molti automobilisti. C’è gente contenta di andare in giro con le gomme lisce, figurati se stanno a verificare pure la batteria…;-)

Dall’ARC fanno sapere che ci sono alcuni segnali cui fare attenzione per capire se le batterie auto sono prossime a dare forfait. Innanzi tutto un suono stridente o un “click” nel momento dell’accensione, quando cioè facciamo girare la chiave nel quadro; non è da sottovalutare anche il fatto che il veicolo, una volta acceso, si muova lentamente e a singhiozzi prima di procedere con la normale andatura; altro elemento da tenere in considerazione per capire se le batterie auto stanno arrivando alla fine del loro ciclo di vita è l’illuminazione dei fari, al minimo una volta acceso il motore, normale con il motore su di giri.

Giusto il mese scorso sono rimasto appiedato (nel giardino di casa) con la Smart, causa il cedimento della batteria, ma in questo caso la causa è stato un guasto della batteria che avevo cambiato lo scorso anno, a fine cautelativo, dato che aveva già 5 anni. La sostituzione è stata fatta dal Bosch Cra Service in garanzia.

Per quanto riguarda la Toyota sono stato molto più fortunato; leggo nell’articolo che: La durata media delle batterie auto è stimata tra i 3 e i 5 anni. Il processo elettrochimico di cui sono dotate ha dei limiti intrinseci influenzati da infinite variabili che ne compromettono le performance: il clima, la quantità di dispositivi elettronici di cui è dotato il veicolo e, non ultimo, l’uso che se ne fa del veicolo stesso.

L’impatto cumulativo di diversi fattori nel tempo, infatti, può diminuirne la vita utile. Oltre al freddo, anche le temperature elevate possono “stressare” le batterie e creare malfunzionamenti in tutto il veicolo; allo stesso modo, l’aumento dei sistemi elettronici a bordo richiede alle batterie uno sforzo maggiore che di fatto ne diminuisce il ciclo di vita.

Ho sostituito la batteria della Toyota nel febbraio 2012, in un inverno che dallemie parti portava la temepratura notturna a-11 °C e come già raccontato avevo pensato all’additivo per il gasolio, ma non alla batteria o, meglio, avevo fatto una verifica degli indicatori di livello, e via andare se non fosse che per paio di mattine c’era stata un’esitazione al momento dell’avviamento.

Con un piccolo strumento da inserire nella presa dell’accendisigari, ho quindi verificato la carica della batteria che in marcia la carica raggiungeva i 13,2 Volt, ma al momento della ripartenza dopo un paio d’ore di sosta il valore iniziale era di 9,9 Volt. Poco. :-(

Il meccanico mi ha poi detto che in genere sotto i 10 Volt la macchina neanche parte, per cui avrebbe lasciato l’auto ferma alcune ore e poi avrebbe fatto la diagnosi della batteria.

Diagnosi che ha confermato i miei sospetti ovvero la batteria era da sostituire cosa che ovviamente ho fatto: è stata montata una batteria della Exide, (Excell EB1004) sempre da 100 Ah ed ho speso € 215,00 (Clicca QUI per vedere il Listino prezzi).

Abbiamo verificato che si trattava della batteria originale (Panasonic) ovvero con 8 anni di vita. :-D


Porta una batteria auto esausta alla stazione ecologica, in omaggio 4 pile ricaricabili

22 novembre 2013

Dal mese di novembre chi si reca in una qualsiasi delle 141 stazioni ecologiche di Hera in Emilia-Romagna e conferisce una vecchia batteria dell’automobile, riceverà in omaggio una confezione con 4 pile ricaricabili di ultima generazione.

L’iniziativa è promossa da Hera, in collaborazione con i Consorzi Ecolight e Remedia, con una valenza, in primo luogo, ambientale. Questo tipo di rifiuto, se smaltito in modo improprio, ha infatti un alto potere inquinante. Per questo deve essere smaltito correttamente attraverso la consegna alla stazione ecologica.

L’iniziativa vede il contributo dei Consorzi Ecolight e Remedia. Oltre a promuovere pratiche corrette di raccolta differenziata e recupero dei rifiuti, va nella direzione di contribuire a ridurre, attraverso l’utilizzo di pile ricaricabili, la produzione di rifiuti, in questo caso pericolosi. Intende inoltre anche essere un’occasione per fare ulteriormente conoscere le stazioni ecologiche presenti sul territorio gestito dall’azienda e incentivarne l’utilizzo.

Per partecipare basta quindi portare una batteria non più utilizzabile alla stazione ecologica, dove l’operatore consegnerà in cambio (fino ad esaurimento scorte) una confezione di 4 pile ricaricabili e un segnalibro come promemoria per fare bene la raccolta differenziata.

Andando su www.ilrifiutologo.it e cliccando su “stazioni ecologiche” è possibile individuare quella più vicina.

Spesso, per un’operazione semplice come la sostituzione della batteria, il proprietario interviene direttamente senza rivolgersi a officine specializzate. Ma, analogamente all’autoriparatore, anche chi procede in proprio deve farsi carico del corretto smaltimento della vecchia batteria.

Come? Consegnandola alla stazione ecologica. In questo modo si consente di recuperare il piombo e avviarlo a riutilizzo.

Abbandonate per le strade, oppure vicino o all’interno dei cassonetti, dimenticate in garage, le batterie al piombo, di auto e motoveicoli, devono essere, quindi, raccolte in modo differenziato rispetto ai normali rifiuti in quanto pericolosi e inquinanti per il loro contenuto di piombo e di acido solforico, un liquido molto aggressivo.

Una volta raccolte alle stazioni ecologiche, le batterie sono inviate agli impianti di recupero, nei quali i componenti in plastica vengono separati dalle parti metalliche e riciclati: la soluzione acquosa di acido solforico in esse contenute viene invece inviata all’impianto di neutralizzazione.

Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio, attraverso diverse fasi di riduzione e raffinazione, ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto dal  minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche, è riutilizzabile all’infinito e viene adoperato per la produzione di nuovi accumulatori, per il rivestimento di cavi elettrici, per i comparti industriali della lavorazione della ceramica, dell’edilizia e della chimica.

Per produrre un Kg di piombo, lavorando quello delle batterie esauste, occorre poco più di un terzo dell’energia che ci vuole per lavorare il minerale estratto dalla terra

Fonte: Rinnovabili.it


Alla stazione di Malaga gli EV si ricaricano gratis

5 luglio 2013

Mitsubishi-iMiEV-ZEM2AllParcheggiare in stazione e ricaricare i veicoli elettrici in maniera gratuita. E’ questo lo scopo del progetto ZEM2ALL  al quale ha aderito Adif, che ha istallato il prototipo della colonnina di ricarica nel parcheggio sotterraneo presso la stazione ferroviaria di Malaga con la speranza di consentire a breve a circa 200 vetture di usufruire del servizio pagando esclusivamente la tariffa relativa alla sosta.

I conducenti al volante della propria vettura elettrica potranno ricaricare gratuitamente la batteria sfruttando l’energia recuperata dalla frenata dei treni, dando una possibilità in più allo sviluppo della mobilità green.

Inoltre il parcheggio può sfruttare l’energia prodotta dalle pensiline fotovoltaiche istallate presso la stazione, che dispongono anche di un sistema di stoccaggio energetico.

Il progetto Ferrolinera-Adif, sviluppato in collaborazione con il Centro de Tecnologías Ferroviarias de Adif di Málaga, ha un alto potenziale di sviluppo visto che potrebbe essere istallato negli snodi ferroviari e nei centri logistici garantendo a chi si sposta la possibilità di non rimanere a secco di energia.

Fonte: Rinnovabili.it


Una pellicola solare allunga la carica dello smartphone

20 giugno 2013

Con un uso sempre più costante e la possibilità di navigare in internet, leggere la propria posta o semplicemente usare una delle milioni di applicazioni oggi disponibili, i moderni smartphone necessitano di una ricarica molto più frequente rispetto ai “tradizionali” cellulari.

Per arrivare alla svolta di uno telefonino dalla batteria illimitata forse bisognerà aspettare parecchio tempo, decisamente meno, probabilmente, ci vorrà invece per avere sul mercato un dispositivo mobile che non sia così “spina-dipendente”.

L’ultima soluzione messa a punto in questo contesto appartiene ad una piccola start-up francese, la SunPartner; gli ingegneri della società hanno progettato un particolare schermo solare, sottile e perfettamente integrabile nel display dello smartphone, capace di prolungare la durata della batteria di oltre il 20%.

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L’innovativo schermo alterna sottili strisce di celle fotovoltaiche in thin film con un pellicola trasparente, entrambi rivestiti da una lente semi-cilindrica che concentra la luce in entrata.

La SunPartner ha affermato che i suoi prototipi hanno già raggiunto l’82 per cento di trasparenza, con l’obiettivo finale, prima che il prodotto possa raggiungere il mercato, di ottenere una prestazione ottica superiore al 90 per cento.

La tecnologia è ovviamente ancora in fase di sperimentazione, ma si pensa che i primi dispositivi potrebbero essere lanciati già durante l’inizio del 2014 ad un costo piuttosto contenuto  dal momento che un display di questo tipo non dovrebbe costare al produttore più di 2,30 dollari.

Fonte: Rinnovabili.it


Renault Zoe: le prime impressioni

6 giugno 2013

evin sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Abbiamo provato la nuova Renault Zoe, guidandola in anteprima per una intera giornata. Il modello che abbiamo provato ha:

-un motore elettrico, con cambio automatico, da 75 cavalli di potenza;

-può raggiungere una velocità massima di 135 Km/h e un’autonomia sulla carta di 210 km;

-ha un costo di 64 centesimi per chilometro (considerando anche la batteria e il wall-box per 3 anni e 10.000 Km all’anno);

-ha un prezzo totale a partire da 21.650 +  79 euro al mese per la batteria.

Con uno sterzo preciso e facile da maneggiare, la Renault Zoe assicura una bella accelerazione da fermo. A bordo, la Renault Zoe trasuda elettricità ma solo in alcuni momenti abbiamo sentito il suono caratteristico del motore elettrico. Il bagaglio è soddisfacente.

La posizione della batteria è originale: si nasconde sotto i sedili lungo tutta la macchina e non ruba spazio all’abitacolo. La carica può essere fatta con varie potenze e tempi di caricamento in colonnine pubbliche o presso un wall-box privato.

{5082063D-8824-476D-AEEE-4E18F99A95F8}zoe1_webLa Renault Zoe privilegia chi possiede un garage. La rete elettrica di casa, tuttavia, non è disposta a fornire corrente direttamente alla Renault Zoe; ciò obbliga ad acquistare e installare un wall-box (una sorta di colonnina per la ricarica) dal fornitore stesso delle batterie, con prezzi a partire da 500 euro.

La batteria può essere caricata da un minimo di 30 minuti fino a 9 ore, a seconda della potenza della stazione di ricarica (dai 3 ai 43 KW).

Il costo della carica completa attorno ai 6 euro e fornisce un’autonomia di 100 fino a 150 chilometri.

L’installazione del wall box, necessario per poter avere un punto di ricarica indipendente dall’utenza domestica, parte dai 500 € ed è poi possibile stipulare dei contratti mensili con un fornitore elettrico, in alternativa si può usufruire della tariffa speciale (Bassa Tensione altri usi) creata dall’Autorità per l’energia elettrica.

Sembra un’enormità, bisogna tenere presente che per lo stesso percorso si paga quasi il doppio con una macchina a benzina (anche se è tra le più risparmiose).

Per ridurre i costi, Renault ha adottato una politica in cui la batteria viene affittata dall’utente con un contratto rinnovabile ogni 3 anni e un massimo 12.500 km all’anno: ovvero si tratta di una media di 50 Km al giorno.

La batteria ha una garanzia a vita e dovrebbe quindi essere sostituita senza alcun costo quando la capacità di carica scende sotto il 75%. Il veicolo ha una garanzia di 5 anni o di 150.000 km.

{602AE8A7-EAC0-48A3-B66C-C55BE15E4CE4}zoe7_webLa Renault Zoe propone soluzioni innovative per un utilizzo più semplice. È dotato del’R-Link di serie, che raggruppa tutta una serie di funzioni multimediali, come la navigazione, la radio e le applicazioni mobili.

L’R-Link fornisce anche suggerimenti per ridurre al minimo l’impatto ambientale e aumentare l’autonomia della batteria.

La Renault Zoe raggiunto le 5 stelle massime nei crash test EuroNCAP. Nella protezione dei pedoni, la Renault Zoe ottiene ben 24 punti su 36.

Per la lettura integrale dell’articolo, clicca sul link all’inizio del post.

Articoli correlati: Inutilizzabili le colonnine di ricarica romaneHo provato la Smart elettricaHo provato la Renault Fluence


Il progetto TOSA per ricaricare in 15 secondi il bus elettrico

3 giugno 2013

tosa_abb_genf_leuthardSe la tecnologia per la ricarica veloce delle automobili elettriche è ormai a buon punto e sono numerose le stazioni istallate fino ad oggi, in pochi hanno pensato alle necessità energetiche del trasporto pubblico ecologico.

Il nuovo progetto della ABB, il Gruppo leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, ha invece sviluppato una nuova tecnologia che alimenterà il primo sistema al mondo di ricarica superveloce per autobus elettrici.

ABB ha dichiarato di collaborare per la realizzazione del progetto pilota TOSA un sistema sperimentale per autobus elettrici. La soluzione utilizza esclusivamente energia elettrica prodotta da centrali idroelettriche, senza bisogno di danneggiare il paesaggio con linee di collegamento aeree.

La nuova tecnologia verrà applicata per la prima volta ad un nuovo autobus elettrico in grado portare fino a 135 persone in grado di essere ricaricato in 15 secondi presso le fermate predisposte proprio mentre i passeggeri salgono e scendono dal mezzo, al momento in uso tra l’aeroporto di Genova e il Palaexpo.

“Grazie alla ricarica lampo, siamo in grado di promuovere una nuova generazione di autobus elettrici per il trasporto urbano di massa che non si basa più sul collegamento con linee aeree di collegamento” ha dichiarato Claes Rytoft, responsabile ad interim di ABB per la Ricerca e Sviluppo. “Questo progetto aprirà  la strada per il passaggio a infrastrutture per trasporti pubblici più flessibili e convenienti sotto il profilo dei costi, riducendo al contempo inquinamento ambientale ed acustico”.

Fonte: Rinnovabili.it


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