iPhone 5: sostituzione gratuita per alcune batterie difettose

28 agosto 2014

cellulareun articolo che leggo su Altroconsumo

Se sei stato uno dei primi possessori di un iPhone 5, acquistato tra il lancio, nel settembre 2012, e gennaio 2013, è probabile che la tua batteria sia da sostituire.

Una piccola percentuale di smartphone, venduti in quel periodo e individuabili tramite il numero di serie, è stata infatti richiamata dall’azienda di Cupertino, per via della batteria difettosa.

I sintomi? Durata della carica davvero troppo breve o la  necessità di lasciare il telefono continuamente collegato all’alimentatore.

La compagnia ha quindi dato il via a un programma, attivo dal 29 agosto, per sostituire gratuitamente il componente difettoso, o rimborsare coloro che avessero già provveduto alla sostituzione a proprie spese.

Tuttavia, avverte la Apple, qualora il dispositivo fosse danneggiato a prescindere, ad esempio con uno schermo rotto che possa impedire la sostituzione della batteria, il danno dovrà prima essere riparato e potrà, quindi, comportare una spesa a carico dell’utente.

Cosa fare? Innanzitutto bisogna risalire al numero seriale dello smartphone. Basta accedere alla impostazioni del dispositivo e selezionando nel menu le voci Generali > Info per recuperare il numero di serie.

Dopo di che collegarsi al sito della Apple e inserirlo nell’apposito spazio bianco, per verificare se il tuo dispositivo è tra quelli richiamati.

Molto importante, prima di riconsegnare il cellulare, è prepararlo, seguendo alcuni semplici passi:

  • Fai un back up dei tuoi dati su iTunes o su iCloud
  • Disattiva o rimuovi l’applicazione Trova il mio iPhone
  • Cancella dati e impostazioni in Impostazioni > Generali > Ripristina > Cancella contenuto e impostazioni

La Apple restringe le operazioni di sostituzione solo al paese in cui è stato acquistato il dispositivo. Per iPhone 5 acquistati nei paesi dell’Unione Europea, il servizio è disponibile in tutti gli stati membri.

Va precisato, però, che questo programma non estende la garanzia standard dell’iPhone. Sono interessate solo le batterie degli smartphone incriminate, per due anni dopo l’acquisto o che comunque siano ancora in garanzia  fino al 1 marzo 2015.

 

 


La pila che si attiva in acqua

13 agosto 2014

water-bag-poging--400x300“Aquacell” è la batteria ecologica che si carica in acqua: si tratta una pila stilo non ricaricabile, in grado di fornire energia per la prima volta soltanto dopo essere stata immersa in acqua per 5 minuti. È prodotta dall’omonima azienda svizzera e contiene polveri organiche non inquinanti.

La pila pesa solo 12 grammi e, una volta confezionata, è completamente scarica, senza alcun tipo di  tensione o amperaggio.

Soltanto dopo la sua immersione in acqua la pila viene ‘attivata’ ed è in grado di fornire energia utile ai dispositivi elettronici con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini.

La batteria ecologica ‘Aquacell’, proprio per queste sue caratteristiche, non solo è priva delle sostanze inquinanti utilizzate invece nelle ‘alcaline’, ma non possiede nemmeno una data di scadenza effettiva al momento della sua produzione.

La batteria ecologica ‘Aquacell’ inoltre, è stata realizzata senza usare l’acciaio, ma con un involucro fatto completamente di plastica riciclata. Grazie a questi accorgimenti, la batteria della ‘Aquacell’ può essere riciclata a basso costo fino all’85% (le pile convenzionali invece si possono recuperare solo fino al 50%).

L’unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po’ meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti.

‘Aquacell’ non è ancora disponibile in commercio in Italia, ma è già in vendita sul sito svizzero dell’azienda produttrice.

Fonte: E-R Consumatori


Le prime impressioni sulla VW Up elettrica

31 luglio 2014

un’ampia sintesi di un articolo che leggo su Altroconsumo

Una pratica utilitaria, comoda e scattante, ma a emissioni zero. Questo è quello che promette la Volkswagen con il lancio di Vw e-up, la prima auto elettrica del marchio.

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Due anni di garanzia per l’auto e 8 anni per la batteria. Avevamo già testato VW e-up in laboratorio e assistito alla prima in territorio nazionale.

A fronte di ottime performance su strada, consumi abbastanza ridotti e una guida agile, l’auto delude per l’autonomia limitata della batteria (solo 165 km) peggiorata dai tempi di ricarica decisamente lunghi (fino a nove ore).

Il prezzo sembra un tantino elevato per un’auto così piccola, ma in realtà è il più basso all’interno del range delle auto elettriche, con la batteria inclusa nel costo finale.

La guida elettrica è molto scattante e promette davvero bene. Tuttavia, con una velocità massima di 130 km/h, VW e-up non è stata concepita per i ritmi elevati di un’autostrada.

La versione elettrica della VW up si differenzia per le luci di posizione LED a forma di C e per i catarifrangenti posteriori. L’aerodinamica è stata ottimizzata. Al livello di costruzione, al contrario della VW up tradizionale, il modello elettrico ha il sottoscocca coperto, il che riduce il rumore.

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Il livello di carica e l’autonomia residua vengono mostrati nel cruscotto. Si può accedere a queste informazioni e regolare l’aria condizionata anche a distanza, attraverso un’applicazione per smartphone, Car Net.

Con questa applicazione è possibile verificare lo stato della batteria, l’autonomia rimanente e perfino se ci sono sportelli aperti o fari lasciati accesi.

Con un motore elettrico di 82 cavalli, VW e-up si fa notare per le eccellenti performance. Premendo l’acceleratore, si ha la coppia massima subito disponibile, pertanto la VW e-up è in grado di fornire sempre un’ottima partenza.  Oltre al modo di guida standard, si può anche scegliere quello Eco o Eco +.

Il primo aumenta l’autonomia riducendo la potenza e la resa dell’aria condizionata. Il secondo regola il sistema elettronico in maniera da dare la massima efficienza. In questo modo, però, non è possibile superare i 90 km/h.

Il sistema di rigenerazione dell’energia in frenata è davvero innovativo. Nella modalità “drive”, è possibile regolare la leva in tre posizioni, ciascuna con un diverso livello di rigenerazione dell’energia. In media, VW e-up consuma un discreto 13,8 kWh di energia ogni 100 km di percorso misto, corrispondenti a un costo di energia di circa 2,50 €/100 km.

VW e-up è facile da manovrare e ha spazio nell’abitacolo per 4 persone. Dietro, i poggiatesta abbassabili e i montanti piuttosto stretti contribuiscono a rendere la visibilità accettabile, sia posteriormente sia anteriormente. Solo il campo visivo nello specchietto retrovisore è un po’ limitato, e questo è l’unico neo.

La qualità costruttiva è soddisfacente e la funzionalità a bordo abbastanza buona. Il ridotto numero di comandi facilita la guida. Lo sterzo può essere  regolato in altezza, ma non in profondità. La leva del cambio automatico è ben posizionata. Non manca nulla: ci sono radio, aria condizionata e navigatore satellitare.

Sono presenti numerosi vani porta oggetti. L’abitacolo nella parte anteriore offre spazio sufficiente per occupanti alti fino a 1,92 metri. La larghezza è abbastanza ampia per un automobile di questo genere. Dietro è molto meno spaziosa: solo passeggeri alti fino a 1,66 m possono viaggiare comodamente.

Con climatizzatore di serie e delle buone sospensioni, il livello di comfort del VW e-up è leggermente superiore a quello della versione tradizionale.

I 200 kg di peso in più, dovuti alla batteria,  abbassano il centro di gravità dell’auto, ma ciò  non pregiudica le prestazioni, che sono scattanti e sicure. La silenziosità all’interno dell’abitacolo è ottima: a 130 km/h si misurano 69 decibel, un risultato migliore di quello ottenuto per la VW up tradizionale.

Con i sedili posteriore in posizione normale, la capacità del portabagagli è di appena 195 litri. Con i sedili posteriori abbattuti, la capacità (misurata fino al lato inferiore del lunotto) diventa di 425 litri. Tuttavia l’accesso al portabagagli è piuttosto alto, circa 77 cm dal suolo.

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La vettura è stabile a qualunque velocità e lo sterzo è preciso e morbido. Il livello di sicurezza offerto dalla VW e-up è buono, sia per gli adulti sia per i bambini.

Nelle prove di frenata, a 100 km/h la vW e-up ha avuto bisogno di 38 metri per fermarsi: uno spazio accettabile, seppure leggermente maggiore di quello della e-up tradizionale.


Cambiare il telefono perchè la batteria non funziona? Si, come no…

30 giugno 2014

un articolo che leggo su Altroconsumo

La batteria del nostro cellulare dopo due anni non funziona più, che fare?

Armati di telecamera nascosta abbiamo girato i negozi di telefonia, sia della grande che della piccola distribuzione.

Quasi tutti i venditori hanno cercato di convincerci che era meglio cambiare il telefono piuttosto che comprare una batteria nuova. Ma questa non è la soluzione migliore.

Sostituire il telefono, infatti, conviene solo se questo è di fascia molto bassa, cioè costa tra i 30 e i 40 euro o se è vecchio di 3-4 anni.

 

Esiste un trucco, una strategia di produzione che prende il nome di “obsolescenza programmata” e consiste nel costruire prodotti sempre meno resistenti, difficili da riparare o senza pezzi di ricambio, in modo da spingere il consumatore a cambiarli con più frequenza.

Una batteria nuova originale costa in media 30 euro. Ancora meno quelle compatibili: circa 20 euro. In entrambi i casi si tratta di circa un decimo del costo del cellulare.

E non sono nemmeno impossibili da trovare: senza dover girare un’infinità di punti vendita, basta andare su internet e cercare tra i tanti negozi online.

Sostituendo solo la batteria si fa bene anche all’ambiente, evitando di produrre all’anno circa 280 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici e circa 430 tonnellate di altri rifiuti.

 

 


Richiamati i pc Sony a rischio incendio

12 aprile 2014

attenzioneleggo su Altroconsumo

A causa di un possibile surriscaldamento, Sony ha avviato il richiamo delle batterie incluse in alcuni portatili della serie Vaio Fit 11A.

La stessa azienda conferma che il malfunzionamento della batteria potrebbe portare a una parziale combustione dello chassis (l’involucro di plastica esterno) del pc.

La batteria oggetto del richiamo è inclusa nei modelli Vaio Fit 11A lanciati sul mercato nel febbraio 2014.

Sony ha diffuso un elenco dettagliato dei modelli a rischio: la prima cosa da fare è verificare se il tuo rientra tra questi.

Sul sito di Sony, inoltre, puoi verificare se il tuo pc è tra quelli potenzialmente pericolosi inserendo il modello e il numero di serie.

Se hai un notebook tra quelli segnalati, ti invitiamo a non utilizzarlo, a lasciarlo scollegato dal suo carica batterie e a contattare Sony tramite il sito o attraverso il numero 199 151 146.


Il freddo “fa male” alle batterie auto. Come prevenire il rischio di restare appiedati?

14 gennaio 2014

In questo articolo che leggo su Rinnovabili leggo che secondo quanto sostenuto dall’Automotive Research Center (ARC) dell’Università del Michigan, infatti, durante il periodo di freddo il motore può richiedere per accendersi fino al doppio dell’energia necessaria in condizioni normali di temperatura; a 0°C le batterie auto perdono il 35% della loro funzionalità, il 60% quando il termometro scende a 18°C sotto lo zero, con inevitabili conseguenze.

Il consiglio che leggo di effettuare un controllo e una manutenzione preventivi prima che arrivi l’ondata di freddo, tipica dei mesi invernali è ovvio, ma so per certo che non lo è per molti automobilisti. C’è gente contenta di andare in giro con le gomme lisce, figurati se stanno a verificare pure la batteria…;-)

Dall’ARC fanno sapere che ci sono alcuni segnali cui fare attenzione per capire se le batterie auto sono prossime a dare forfait. Innanzi tutto un suono stridente o un “click” nel momento dell’accensione, quando cioè facciamo girare la chiave nel quadro; non è da sottovalutare anche il fatto che il veicolo, una volta acceso, si muova lentamente e a singhiozzi prima di procedere con la normale andatura; altro elemento da tenere in considerazione per capire se le batterie auto stanno arrivando alla fine del loro ciclo di vita è l’illuminazione dei fari, al minimo una volta acceso il motore, normale con il motore su di giri.

Giusto il mese scorso sono rimasto appiedato (nel giardino di casa) con la Smart, causa il cedimento della batteria, ma in questo caso la causa è stato un guasto della batteria che avevo cambiato lo scorso anno, a fine cautelativo, dato che aveva già 5 anni. La sostituzione è stata fatta dal Bosch Cra Service in garanzia.

Per quanto riguarda la Toyota sono stato molto più fortunato; leggo nell’articolo che: La durata media delle batterie auto è stimata tra i 3 e i 5 anni. Il processo elettrochimico di cui sono dotate ha dei limiti intrinseci influenzati da infinite variabili che ne compromettono le performance: il clima, la quantità di dispositivi elettronici di cui è dotato il veicolo e, non ultimo, l’uso che se ne fa del veicolo stesso.

L’impatto cumulativo di diversi fattori nel tempo, infatti, può diminuirne la vita utile. Oltre al freddo, anche le temperature elevate possono “stressare” le batterie e creare malfunzionamenti in tutto il veicolo; allo stesso modo, l’aumento dei sistemi elettronici a bordo richiede alle batterie uno sforzo maggiore che di fatto ne diminuisce il ciclo di vita.

Ho sostituito la batteria della Toyota nel febbraio 2012, in un inverno che dallemie parti portava la temepratura notturna a-11 °C e come già raccontato avevo pensato all’additivo per il gasolio, ma non alla batteria o, meglio, avevo fatto una verifica degli indicatori di livello, e via andare se non fosse che per paio di mattine c’era stata un’esitazione al momento dell’avviamento.

Con un piccolo strumento da inserire nella presa dell’accendisigari, ho quindi verificato la carica della batteria che in marcia la carica raggiungeva i 13,2 Volt, ma al momento della ripartenza dopo un paio d’ore di sosta il valore iniziale era di 9,9 Volt. Poco. :-(

Il meccanico mi ha poi detto che in genere sotto i 10 Volt la macchina neanche parte, per cui avrebbe lasciato l’auto ferma alcune ore e poi avrebbe fatto la diagnosi della batteria.

Diagnosi che ha confermato i miei sospetti ovvero la batteria era da sostituire cosa che ovviamente ho fatto: è stata montata una batteria della Exide, (Excell EB1004) sempre da 100 Ah ed ho speso € 215,00 (Clicca QUI per vedere il Listino prezzi).

Abbiamo verificato che si trattava della batteria originale (Panasonic) ovvero con 8 anni di vita. :-D


Porta una batteria auto esausta alla stazione ecologica, in omaggio 4 pile ricaricabili

22 novembre 2013

Dal mese di novembre chi si reca in una qualsiasi delle 141 stazioni ecologiche di Hera in Emilia-Romagna e conferisce una vecchia batteria dell’automobile, riceverà in omaggio una confezione con 4 pile ricaricabili di ultima generazione.

L’iniziativa è promossa da Hera, in collaborazione con i Consorzi Ecolight e Remedia, con una valenza, in primo luogo, ambientale. Questo tipo di rifiuto, se smaltito in modo improprio, ha infatti un alto potere inquinante. Per questo deve essere smaltito correttamente attraverso la consegna alla stazione ecologica.

L’iniziativa vede il contributo dei Consorzi Ecolight e Remedia. Oltre a promuovere pratiche corrette di raccolta differenziata e recupero dei rifiuti, va nella direzione di contribuire a ridurre, attraverso l’utilizzo di pile ricaricabili, la produzione di rifiuti, in questo caso pericolosi. Intende inoltre anche essere un’occasione per fare ulteriormente conoscere le stazioni ecologiche presenti sul territorio gestito dall’azienda e incentivarne l’utilizzo.

Per partecipare basta quindi portare una batteria non più utilizzabile alla stazione ecologica, dove l’operatore consegnerà in cambio (fino ad esaurimento scorte) una confezione di 4 pile ricaricabili e un segnalibro come promemoria per fare bene la raccolta differenziata.

Andando su www.ilrifiutologo.it e cliccando su “stazioni ecologiche” è possibile individuare quella più vicina.

Spesso, per un’operazione semplice come la sostituzione della batteria, il proprietario interviene direttamente senza rivolgersi a officine specializzate. Ma, analogamente all’autoriparatore, anche chi procede in proprio deve farsi carico del corretto smaltimento della vecchia batteria.

Come? Consegnandola alla stazione ecologica. In questo modo si consente di recuperare il piombo e avviarlo a riutilizzo.

Abbandonate per le strade, oppure vicino o all’interno dei cassonetti, dimenticate in garage, le batterie al piombo, di auto e motoveicoli, devono essere, quindi, raccolte in modo differenziato rispetto ai normali rifiuti in quanto pericolosi e inquinanti per il loro contenuto di piombo e di acido solforico, un liquido molto aggressivo.

Una volta raccolte alle stazioni ecologiche, le batterie sono inviate agli impianti di recupero, nei quali i componenti in plastica vengono separati dalle parti metalliche e riciclati: la soluzione acquosa di acido solforico in esse contenute viene invece inviata all’impianto di neutralizzazione.

Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio, attraverso diverse fasi di riduzione e raffinazione, ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto dal  minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche, è riutilizzabile all’infinito e viene adoperato per la produzione di nuovi accumulatori, per il rivestimento di cavi elettrici, per i comparti industriali della lavorazione della ceramica, dell’edilizia e della chimica.

Per produrre un Kg di piombo, lavorando quello delle batterie esauste, occorre poco più di un terzo dell’energia che ci vuole per lavorare il minerale estratto dalla terra

Fonte: Rinnovabili.it


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