Cambiare il telefono perchè la batteria non funziona? Si, come no…

30 giugno 2014

un articolo che leggo su Altroconsumo

La batteria del nostro cellulare dopo due anni non funziona più, che fare?

Armati di telecamera nascosta abbiamo girato i negozi di telefonia, sia della grande che della piccola distribuzione.

Quasi tutti i venditori hanno cercato di convincerci che era meglio cambiare il telefono piuttosto che comprare una batteria nuova. Ma questa non è la soluzione migliore.

Sostituire il telefono, infatti, conviene solo se questo è di fascia molto bassa, cioè costa tra i 30 e i 40 euro o se è vecchio di 3-4 anni.

 

Esiste un trucco, una strategia di produzione che prende il nome di “obsolescenza programmata” e consiste nel costruire prodotti sempre meno resistenti, difficili da riparare o senza pezzi di ricambio, in modo da spingere il consumatore a cambiarli con più frequenza.

Una batteria nuova originale costa in media 30 euro. Ancora meno quelle compatibili: circa 20 euro. In entrambi i casi si tratta di circa un decimo del costo del cellulare.

E non sono nemmeno impossibili da trovare: senza dover girare un’infinità di punti vendita, basta andare su internet e cercare tra i tanti negozi online.

Sostituendo solo la batteria si fa bene anche all’ambiente, evitando di produrre all’anno circa 280 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici e circa 430 tonnellate di altri rifiuti.

 

 


Richiamati i pc Sony a rischio incendio

12 aprile 2014

attenzioneleggo su Altroconsumo

A causa di un possibile surriscaldamento, Sony ha avviato il richiamo delle batterie incluse in alcuni portatili della serie Vaio Fit 11A.

La stessa azienda conferma che il malfunzionamento della batteria potrebbe portare a una parziale combustione dello chassis (l’involucro di plastica esterno) del pc.

La batteria oggetto del richiamo è inclusa nei modelli Vaio Fit 11A lanciati sul mercato nel febbraio 2014.

Sony ha diffuso un elenco dettagliato dei modelli a rischio: la prima cosa da fare è verificare se il tuo rientra tra questi.

Sul sito di Sony, inoltre, puoi verificare se il tuo pc è tra quelli potenzialmente pericolosi inserendo il modello e il numero di serie.

Se hai un notebook tra quelli segnalati, ti invitiamo a non utilizzarlo, a lasciarlo scollegato dal suo carica batterie e a contattare Sony tramite il sito o attraverso il numero 199 151 146.


Il freddo “fa male” alle batterie auto. Come prevenire il rischio di restare appiedati?

14 gennaio 2014

In questo articolo che leggo su Rinnovabili leggo che secondo quanto sostenuto dall’Automotive Research Center (ARC) dell’Università del Michigan, infatti, durante il periodo di freddo il motore può richiedere per accendersi fino al doppio dell’energia necessaria in condizioni normali di temperatura; a 0°C le batterie auto perdono il 35% della loro funzionalità, il 60% quando il termometro scende a 18°C sotto lo zero, con inevitabili conseguenze.

Il consiglio che leggo di effettuare un controllo e una manutenzione preventivi prima che arrivi l’ondata di freddo, tipica dei mesi invernali è ovvio, ma so per certo che non lo è per molti automobilisti. C’è gente contenta di andare in giro con le gomme lisce, figurati se stanno a verificare pure la batteria…;-)

Dall’ARC fanno sapere che ci sono alcuni segnali cui fare attenzione per capire se le batterie auto sono prossime a dare forfait. Innanzi tutto un suono stridente o un “click” nel momento dell’accensione, quando cioè facciamo girare la chiave nel quadro; non è da sottovalutare anche il fatto che il veicolo, una volta acceso, si muova lentamente e a singhiozzi prima di procedere con la normale andatura; altro elemento da tenere in considerazione per capire se le batterie auto stanno arrivando alla fine del loro ciclo di vita è l’illuminazione dei fari, al minimo una volta acceso il motore, normale con il motore su di giri.

Giusto il mese scorso sono rimasto appiedato (nel giardino di casa) con la Smart, causa il cedimento della batteria, ma in questo caso la causa è stato un guasto della batteria che avevo cambiato lo scorso anno, a fine cautelativo, dato che aveva già 5 anni. La sostituzione è stata fatta dal Bosch Cra Service in garanzia.

Per quanto riguarda la Toyota sono stato molto più fortunato; leggo nell’articolo che: La durata media delle batterie auto è stimata tra i 3 e i 5 anni. Il processo elettrochimico di cui sono dotate ha dei limiti intrinseci influenzati da infinite variabili che ne compromettono le performance: il clima, la quantità di dispositivi elettronici di cui è dotato il veicolo e, non ultimo, l’uso che se ne fa del veicolo stesso.

L’impatto cumulativo di diversi fattori nel tempo, infatti, può diminuirne la vita utile. Oltre al freddo, anche le temperature elevate possono “stressare” le batterie e creare malfunzionamenti in tutto il veicolo; allo stesso modo, l’aumento dei sistemi elettronici a bordo richiede alle batterie uno sforzo maggiore che di fatto ne diminuisce il ciclo di vita.

Ho sostituito la batteria della Toyota nel febbraio 2012, in un inverno che dallemie parti portava la temepratura notturna a-11 °C e come già raccontato avevo pensato all’additivo per il gasolio, ma non alla batteria o, meglio, avevo fatto una verifica degli indicatori di livello, e via andare se non fosse che per paio di mattine c’era stata un’esitazione al momento dell’avviamento.

Con un piccolo strumento da inserire nella presa dell’accendisigari, ho quindi verificato la carica della batteria che in marcia la carica raggiungeva i 13,2 Volt, ma al momento della ripartenza dopo un paio d’ore di sosta il valore iniziale era di 9,9 Volt. Poco. :-(

Il meccanico mi ha poi detto che in genere sotto i 10 Volt la macchina neanche parte, per cui avrebbe lasciato l’auto ferma alcune ore e poi avrebbe fatto la diagnosi della batteria.

Diagnosi che ha confermato i miei sospetti ovvero la batteria era da sostituire cosa che ovviamente ho fatto: è stata montata una batteria della Exide, (Excell EB1004) sempre da 100 Ah ed ho speso € 215,00 (Clicca QUI per vedere il Listino prezzi).

Abbiamo verificato che si trattava della batteria originale (Panasonic) ovvero con 8 anni di vita. :-D


Porta una batteria auto esausta alla stazione ecologica, in omaggio 4 pile ricaricabili

22 novembre 2013

Dal mese di novembre chi si reca in una qualsiasi delle 141 stazioni ecologiche di Hera in Emilia-Romagna e conferisce una vecchia batteria dell’automobile, riceverà in omaggio una confezione con 4 pile ricaricabili di ultima generazione.

L’iniziativa è promossa da Hera, in collaborazione con i Consorzi Ecolight e Remedia, con una valenza, in primo luogo, ambientale. Questo tipo di rifiuto, se smaltito in modo improprio, ha infatti un alto potere inquinante. Per questo deve essere smaltito correttamente attraverso la consegna alla stazione ecologica.

L’iniziativa vede il contributo dei Consorzi Ecolight e Remedia. Oltre a promuovere pratiche corrette di raccolta differenziata e recupero dei rifiuti, va nella direzione di contribuire a ridurre, attraverso l’utilizzo di pile ricaricabili, la produzione di rifiuti, in questo caso pericolosi. Intende inoltre anche essere un’occasione per fare ulteriormente conoscere le stazioni ecologiche presenti sul territorio gestito dall’azienda e incentivarne l’utilizzo.

Per partecipare basta quindi portare una batteria non più utilizzabile alla stazione ecologica, dove l’operatore consegnerà in cambio (fino ad esaurimento scorte) una confezione di 4 pile ricaricabili e un segnalibro come promemoria per fare bene la raccolta differenziata.

Andando su www.ilrifiutologo.it e cliccando su “stazioni ecologiche” è possibile individuare quella più vicina.

Spesso, per un’operazione semplice come la sostituzione della batteria, il proprietario interviene direttamente senza rivolgersi a officine specializzate. Ma, analogamente all’autoriparatore, anche chi procede in proprio deve farsi carico del corretto smaltimento della vecchia batteria.

Come? Consegnandola alla stazione ecologica. In questo modo si consente di recuperare il piombo e avviarlo a riutilizzo.

Abbandonate per le strade, oppure vicino o all’interno dei cassonetti, dimenticate in garage, le batterie al piombo, di auto e motoveicoli, devono essere, quindi, raccolte in modo differenziato rispetto ai normali rifiuti in quanto pericolosi e inquinanti per il loro contenuto di piombo e di acido solforico, un liquido molto aggressivo.

Una volta raccolte alle stazioni ecologiche, le batterie sono inviate agli impianti di recupero, nei quali i componenti in plastica vengono separati dalle parti metalliche e riciclati: la soluzione acquosa di acido solforico in esse contenute viene invece inviata all’impianto di neutralizzazione.

Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio, attraverso diverse fasi di riduzione e raffinazione, ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto dal  minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche, è riutilizzabile all’infinito e viene adoperato per la produzione di nuovi accumulatori, per il rivestimento di cavi elettrici, per i comparti industriali della lavorazione della ceramica, dell’edilizia e della chimica.

Per produrre un Kg di piombo, lavorando quello delle batterie esauste, occorre poco più di un terzo dell’energia che ci vuole per lavorare il minerale estratto dalla terra

Fonte: Rinnovabili.it


Alla stazione di Malaga gli EV si ricaricano gratis

5 luglio 2013

Mitsubishi-iMiEV-ZEM2AllParcheggiare in stazione e ricaricare i veicoli elettrici in maniera gratuita. E’ questo lo scopo del progetto ZEM2ALL  al quale ha aderito Adif, che ha istallato il prototipo della colonnina di ricarica nel parcheggio sotterraneo presso la stazione ferroviaria di Malaga con la speranza di consentire a breve a circa 200 vetture di usufruire del servizio pagando esclusivamente la tariffa relativa alla sosta.

I conducenti al volante della propria vettura elettrica potranno ricaricare gratuitamente la batteria sfruttando l’energia recuperata dalla frenata dei treni, dando una possibilità in più allo sviluppo della mobilità green.

Inoltre il parcheggio può sfruttare l’energia prodotta dalle pensiline fotovoltaiche istallate presso la stazione, che dispongono anche di un sistema di stoccaggio energetico.

Il progetto Ferrolinera-Adif, sviluppato in collaborazione con il Centro de Tecnologías Ferroviarias de Adif di Málaga, ha un alto potenziale di sviluppo visto che potrebbe essere istallato negli snodi ferroviari e nei centri logistici garantendo a chi si sposta la possibilità di non rimanere a secco di energia.

Fonte: Rinnovabili.it


Una pellicola solare allunga la carica dello smartphone

20 giugno 2013

Con un uso sempre più costante e la possibilità di navigare in internet, leggere la propria posta o semplicemente usare una delle milioni di applicazioni oggi disponibili, i moderni smartphone necessitano di una ricarica molto più frequente rispetto ai “tradizionali” cellulari.

Per arrivare alla svolta di uno telefonino dalla batteria illimitata forse bisognerà aspettare parecchio tempo, decisamente meno, probabilmente, ci vorrà invece per avere sul mercato un dispositivo mobile che non sia così “spina-dipendente”.

L’ultima soluzione messa a punto in questo contesto appartiene ad una piccola start-up francese, la SunPartner; gli ingegneri della società hanno progettato un particolare schermo solare, sottile e perfettamente integrabile nel display dello smartphone, capace di prolungare la durata della batteria di oltre il 20%.

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L’innovativo schermo alterna sottili strisce di celle fotovoltaiche in thin film con un pellicola trasparente, entrambi rivestiti da una lente semi-cilindrica che concentra la luce in entrata.

La SunPartner ha affermato che i suoi prototipi hanno già raggiunto l’82 per cento di trasparenza, con l’obiettivo finale, prima che il prodotto possa raggiungere il mercato, di ottenere una prestazione ottica superiore al 90 per cento.

La tecnologia è ovviamente ancora in fase di sperimentazione, ma si pensa che i primi dispositivi potrebbero essere lanciati già durante l’inizio del 2014 ad un costo piuttosto contenuto  dal momento che un display di questo tipo non dovrebbe costare al produttore più di 2,30 dollari.

Fonte: Rinnovabili.it


Renault Zoe: le prime impressioni

6 giugno 2013

evin sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Abbiamo provato la nuova Renault Zoe, guidandola in anteprima per una intera giornata. Il modello che abbiamo provato ha:

-un motore elettrico, con cambio automatico, da 75 cavalli di potenza;

-può raggiungere una velocità massima di 135 Km/h e un’autonomia sulla carta di 210 km;

-ha un costo di 64 centesimi per chilometro (considerando anche la batteria e il wall-box per 3 anni e 10.000 Km all’anno);

-ha un prezzo totale a partire da 21.650 +  79 euro al mese per la batteria.

Con uno sterzo preciso e facile da maneggiare, la Renault Zoe assicura una bella accelerazione da fermo. A bordo, la Renault Zoe trasuda elettricità ma solo in alcuni momenti abbiamo sentito il suono caratteristico del motore elettrico. Il bagaglio è soddisfacente.

La posizione della batteria è originale: si nasconde sotto i sedili lungo tutta la macchina e non ruba spazio all’abitacolo. La carica può essere fatta con varie potenze e tempi di caricamento in colonnine pubbliche o presso un wall-box privato.

{5082063D-8824-476D-AEEE-4E18F99A95F8}zoe1_webLa Renault Zoe privilegia chi possiede un garage. La rete elettrica di casa, tuttavia, non è disposta a fornire corrente direttamente alla Renault Zoe; ciò obbliga ad acquistare e installare un wall-box (una sorta di colonnina per la ricarica) dal fornitore stesso delle batterie, con prezzi a partire da 500 euro.

La batteria può essere caricata da un minimo di 30 minuti fino a 9 ore, a seconda della potenza della stazione di ricarica (dai 3 ai 43 KW).

Il costo della carica completa attorno ai 6 euro e fornisce un’autonomia di 100 fino a 150 chilometri.

L’installazione del wall box, necessario per poter avere un punto di ricarica indipendente dall’utenza domestica, parte dai 500 € ed è poi possibile stipulare dei contratti mensili con un fornitore elettrico, in alternativa si può usufruire della tariffa speciale (Bassa Tensione altri usi) creata dall’Autorità per l’energia elettrica.

Sembra un’enormità, bisogna tenere presente che per lo stesso percorso si paga quasi il doppio con una macchina a benzina (anche se è tra le più risparmiose).

Per ridurre i costi, Renault ha adottato una politica in cui la batteria viene affittata dall’utente con un contratto rinnovabile ogni 3 anni e un massimo 12.500 km all’anno: ovvero si tratta di una media di 50 Km al giorno.

La batteria ha una garanzia a vita e dovrebbe quindi essere sostituita senza alcun costo quando la capacità di carica scende sotto il 75%. Il veicolo ha una garanzia di 5 anni o di 150.000 km.

{602AE8A7-EAC0-48A3-B66C-C55BE15E4CE4}zoe7_webLa Renault Zoe propone soluzioni innovative per un utilizzo più semplice. È dotato del’R-Link di serie, che raggruppa tutta una serie di funzioni multimediali, come la navigazione, la radio e le applicazioni mobili.

L’R-Link fornisce anche suggerimenti per ridurre al minimo l’impatto ambientale e aumentare l’autonomia della batteria.

La Renault Zoe raggiunto le 5 stelle massime nei crash test EuroNCAP. Nella protezione dei pedoni, la Renault Zoe ottiene ben 24 punti su 36.

Per la lettura integrale dell’articolo, clicca sul link all’inizio del post.

Articoli correlati: Inutilizzabili le colonnine di ricarica romaneHo provato la Smart elettricaHo provato la Renault Fluence


Il progetto TOSA per ricaricare in 15 secondi il bus elettrico

3 giugno 2013

tosa_abb_genf_leuthardSe la tecnologia per la ricarica veloce delle automobili elettriche è ormai a buon punto e sono numerose le stazioni istallate fino ad oggi, in pochi hanno pensato alle necessità energetiche del trasporto pubblico ecologico.

Il nuovo progetto della ABB, il Gruppo leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, ha invece sviluppato una nuova tecnologia che alimenterà il primo sistema al mondo di ricarica superveloce per autobus elettrici.

ABB ha dichiarato di collaborare per la realizzazione del progetto pilota TOSA un sistema sperimentale per autobus elettrici. La soluzione utilizza esclusivamente energia elettrica prodotta da centrali idroelettriche, senza bisogno di danneggiare il paesaggio con linee di collegamento aeree.

La nuova tecnologia verrà applicata per la prima volta ad un nuovo autobus elettrico in grado portare fino a 135 persone in grado di essere ricaricato in 15 secondi presso le fermate predisposte proprio mentre i passeggeri salgono e scendono dal mezzo, al momento in uso tra l’aeroporto di Genova e il Palaexpo.

“Grazie alla ricarica lampo, siamo in grado di promuovere una nuova generazione di autobus elettrici per il trasporto urbano di massa che non si basa più sul collegamento con linee aeree di collegamento” ha dichiarato Claes Rytoft, responsabile ad interim di ABB per la Ricerca e Sviluppo. “Questo progetto aprirà  la strada per il passaggio a infrastrutture per trasporti pubblici più flessibili e convenienti sotto il profilo dei costi, riducendo al contempo inquinamento ambientale ed acustico”.

Fonte: Rinnovabili.it


Il test sui trapani a filo e a batteria

1 marzo 2013

leggo su Altroconsumo

Con circa 130 euro porti a casa un trapano a batteria affidabile e capace, con poco più della metà un trapano a filo con lo stesso identikit. Abbiamo bocciato otto modelli a filo perché non sono efficaci nella foratura di muri in pietra o in cemento (con la percussione). Se la cavano bene solo quando forano senza percussione.

Per sapere quale trapano scegliere, consulta il test completo.

Tre trapani a batteria non hanno superato la prova di sicurezza. Il problema riguarda le plastiche del carica batteria e dell’involucro della batteria che non hanno superato il test “a filo caldo”. Il tipo di plastica usata può prendere fuoco quando viene a contatto con sorgenti di calore a determinate  temperature.

Insomma, non sarebbero in grado di superare, ad esempio un corto circuito senza conseguenze.

Li abbiamo segnalati alle autorità competenti.


10 consigli per acquistare una Bici a Pedalata Assistita

16 gennaio 2013

leggo su Rinnovabili

1. Tipologie di eBike

eBike significa bicicletta elettrica e viene utilizzato come termine generale per indicare tutte le biciclette dotate di motore elettrico.

Fondamentalmente se ne distinguono due diverse tipologie:

a) Bici elettrica: motore che si regola mediante una manopola rotante e che funziona anche senza spingere sui pedali, analogamente a quello che accade su uno scooter elettrico. La forza esercitata dal ciclista sui pedali e la potenza erogata dal motore elettrico sono indipendenti l’uno dall’altro.

b) Bici a pedalata assistita o Pedelec (Pedal Electric Cycle): il motore si limita a fornire un aiuto quando si spinge sui pedali. In sostanza la Pedelec è una normale bicicletta dotata di un motore elettrico, in cui tuttavia il motore si accende solamente quando il ciclista pedala fornendogli così assistenza. La quantità di potenza erogata dal motore dipende dallo sforzo del ciclista che è rilevato da un sensore.

2. Caratteristiche della Pedelec

Col motore spento la Pedelec è una perfetta bicicletta tradizionale. Per legge l’assistenza del motore è limitata ad una velocità di 25 km/h avente potenza nominale continua massima di 0,25 Kw (Dir.2002/24/CE  – D.L. 31 gennaio 2003 del Min. Infrastrutture e Trasporti.). I modelli di questa categoria sono considerati dal Codice stradale biciclette a tutti effetti e possono essere utilizzati senza speciali permessi e oneri (non necessita, quindi, di immatricolazione, assicurazione, targa, patentino e può usufruire delle piste ciclabili).

3. Come funziona una Pedelec

La eBike Pedelec utilizza un motore elettrico nel mozzo della ruota posteriore o anteriore oppure, nelle più efficienti, posto centralmente (pedali/guarnitura) per sfruttare al meglio la batteria (posta al di sopra, sul tubo obliquo) e l’ottimale distribuzione dei pesi. La maggior parte delle biciclette elettriche usa un motore con potenza da 250W capace di far raggiungere la velocità massima di 25 km/h.

Le Pedelec utilizzano un computer di bordo per regolare la potenza da erogare in base allo sforzo sui pedali variandone il rapporto di assistenza alla pedalata e quindi l’aiuto al ciclista. In sostanza il motore elettrico assiste in funzione del rapporto pedalata/sforzo: più si pedala o più è lo sforzo impresso, maggiore sarà l’assistenza del motore elettrico a seconda dalla modalità usata; ad esempio il sistema Bosch ha 4 modalità: Eco e Speed (in rapporto alla pedalata/giri), Sport e Tour (in rapporto allo sforzo).

4. La batteria delle Pedelec

Le batterie tecnicamente più avanzate attualmente sul mercato sono quelle al litio (Li-ion) che diversamente dalle combustibili fossili sono ricaricabili e di fatto sono più efficienti e rispettose dell’ambiente con impatto ambientale decisamente ridotto.

Le batterie al litio utilizzate dalle Pedelec hanno generalmente una potenza da 8 a 15 Ah, possono essere ricaricate in circa 4/6 ore, pesano circa 2 kg e hanno una durata di vita di 800/1200 ricariche mantenendo una capacità costante. Costando solo €0,05 per 100 km, le Pedelec sono il mezzo a motore più economico per la mobilità.

5. Ricarica ed autonomia della batteria

Le Pedelec utilizzano una batteria rimovibile e uno speciale caricabatterie che può essere utilizzato in ogni presa di corrente. L’ideale sarebbe effettuare la ricarica con fonti rinnovabili: in Europa molte postazione per i servizi di bike-sharing sono munite di pannelli solari, inoltre è sempre più diffusa la tendenza a facilitare la ricarica con fonti rinnovabili anche con dispositivi casalinghi.

La batteria carica ha autonomia sufficiente per percorrere dai 50 km ai 70 km circa di percorso misto e più di 90 km in modalità ECO. I fattori che possono ridurre l’autonomia della batteria sono il peso del ciclista, la postura e lo stile della pedalata, la frequenza delle fermate e ripartenze, la pressione delle gomme, la selezione del livello di assistenza alla pedalata e le condizioni meteo.

6. Cura e manutenzione di una Pedelec

La batteria in particolare deve essere trattata con una certa attenzione. E’ opportuno farla raffreddare dopo l’uso e prima della sua ricarica. Nonostante i più recenti caricabatterie indichino quando la batteria ha completato la ricarica, è consigliabile mantenerla in carica in quanto nella fase finale l’alimentazione subisce una flessione. Buona norma è ricordare che, quando il caricabatterie indica il completamento dell’operazione, in realtà lo è solo per il 90%.

E’ consigliato conservare la batteria a temperatura ambiente, evitando condizioni troppo calde o troppo fredde. E’ opportuno far scaricare completamente la batteria le prime volte altrimenti si potrebbe ridurre la sua capacità di ricarica in futuro.

Le Pedelec  sono bici a tutti gli effetti e quindi resistenti alla pioggia, al vento e possono quindi essere lavate con acqua. Tuttavia alcune precauzioni sono consigliabili quando si pulisce la batteria e i contatti elettrici al fine di evitare l’infiltrazione dell’acqua nel sistema elettrico che potrebbe compromettere le performance della batteria. Altre informazioni utili sono fornite nel Manuale del Proprietario che si dovrà leggere con attenzione.

7. Tipologie di Pedelec

Le tipologie di Pedelec dipendono sostanzialmente da:

a) Telaio della bici: determina la destinazione d’uso; come la bicicletta tradizionale può  essere strada, city o mountain bike (front e full).

b) Posizione del motore elettrico: il motore elettrico su una bicicletta a pedalata assistita può essere installato in tre diverse posizioni: mozzo anteriore, mozzo centrale, mozzo posteriore. Ogni configurazione presenta indicazioni e controindicazioni che possono essere così riassunte:

  • Front Hub Motor – Pro: costi contenuti, installazione semplice, freno rigenerativo; Contro: scarsa manovrabilità, sensori esterni (quando disponibili), sensazione di pedalata artificiosa, motore non solidale con il cambio, poco sicuro sul bagnato.
  • Rear Hub Motor – Pro: installazione semplice, freno rigenerativo. Contro: scarsa manovrabilità, scarsa flessibilità con i rapporti, sensori esterni (quando disponibili), sensazione di pedalata artificiosa.
  • Central Motor – Pro: non necessita di un telaio dedicato, ottima manovrabilità, sensazione di una pedalata naturale, motore e rapporti solidali, sensori integrati. Contro: costi superiori.

c) Marca del sistema elettrico: le più grandi aziende produttrici di elettronica sono impegnate nello sviluppo del Sistema elettrico di pedalata assistita: Panasonic, Bosch e Samsung sono i più diffusi sistemi che troviamo nelle Pedelec. Queste sistemi si differenziano per alcune caratteristiche particolari, come sulla gestione delle modalità di assistenza, di ricarica o per l’estetica.

8. Il peso della Pedelc

La tecnologia è ormai avanzatissima e la ricerca applicata sia ai motori ibridi di derivazione auto che alle bici convenzionali viene utilizzata a pieno titolo dalle Pedelec.  Da questo ne trae vantaggio, oltre che l’efficienza, il peso che grazie ai materiali utilizzati si è sensibilmente ridotto.

In particolar modo nelle Pedelec con motore centrale, che fanno uso di normali telai di biciclette, il peso non supera i 20kg e spesso si arriva, nei modelli più performanti e cari, a pesi che si aggirano intorno ai 15 kg! Le Pedelec hanno ormai raggiunto uno stadio di sviluppo tale da poter essere utilizzate anche come normali bici pedalabili anche senza l’ausilio del motore elettrico.

9. Marca

Le più grandi aziende Ciclo hanno in catalogo dei modelli di Bici a Pedalata Assistita, non è difficile incontrare delle biciclette standard di un costruttore sia in versione Pedelec che tradizionale; è il caso ad esempio dell’azienda italiana Lombardo Bikes, che dispone di 3 modelli in ambedue le versioni e utilizza il sistema elettrico Bosch. L’impianto dell’azienda tedesca è pure utilizzato dall’altro produttore nazionale Atala, mentre Bianchi utilizza sistema Panasonic. Diverse sono le aziende produttrici che operano nel mercato tedesco, tra queste la Bergamont, Hibike e la specializzata in Pedelec Flyer, la più esperiente nel campo.

10. Come scegliere

La scelta della Pedelec dipende da diversi fattori:

a) Prezzo: il budget disponibile è determinante per la scelta della Pedelec: i prezzi variano da un minimo di 1000 euro, per le più semplici city bike, fino 3/4000 euro per una mountain bike bi-ammortizzata.

b) Utilizzo: la destinazione d’uso è fondamentale per scegliere la Pedelec che fa per noi: se solo in città, se per escursionismo o gite, strada o fuoristrada, per lunghi tragitti ed eventuali viaggi, o magari per tutti questi motivi.

c) Funzioni: accertarsi bene sulle modalità e le funzioni di cui il computer di bordo dispone e quali a noi necessitano e le modalità di ricarica della batteria.

d) Materiali: porre attenzione ai materiali costruttivi del telaio solitamente alluminio e plastiche stagne, e del sistema batteria/motore.

e) Componentistica: componentistica con marchio Shimano e Sram e forcelle ammortizzate sono indice di qualità.

f) Assistenza e garanzia: la garanzia è secondo normativa, 2 anni, ma elemento fondamentale nell’acquisto della vostra “bici elettrica” è avere certezza che esista un’assistenza efficiente ed efficace erogata dal negoziante o quantomeno, per gusti o sostituzione di parti e componenti, dal distributore nazionale del prodotto.

 


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