Batterie auto, un test per scoprire le più longeve

17 settembre 2014

un articolo che leggo su E-R Consumatori e che integro con il test fatto a suo tempo da SicurAuto e con l’articolo dedicato alle batterie da supermercato.  > Leggi anche l’articolo dedicato ai cavi di avviamento batteria.

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batteria autoTutti o, quasi, gli automobilisti  hanno avuto a che fare almeno una volta con una batteria dell’auto scarica e da cambiare.

Una banale dimenticanza (una luce lasciata accesa), la normale decadenza dovuta all’età, un guasto ed eccoci a cercare un nuovo accumulatore.

Magari tenendo conto che anche sugli scaffali dei rivenditori i modelli si scaricano. Per questo andrebbero considerate anche le condizioni e la durata dello stoccaggio prima dell’acquisto.

Fatto questo controllo, però, la domanda, inevitabile, è: quale modello vale davvero la spesa?

Il mensile dei consumatori francesi “Que choisir” ha testato 10 referenze sia di grandi marche (Bosch, Varta) che di insegne della grande distribuzione (Auchan, Carrefour), valutandone lo stato iniziale all’acquisto, la capacità dopo la ricarica, la partenza a freddo, la durata.

Il miglior punteggio se lo è aggiudicata la batteria Bosch (S4-005) da 100 euro che ha ottenuto una valutazione “ottima” per tutte le voci, tranne un “buono” per la facilità d’uso.

Subito sotto il modello della Varta Blue Dynamic D24 da 83 euro: questa batteria se l’è “cavata” bene in tutte le prove a cui è stata sottoposta mostrando molte similitudini con il modello della Bosch (in effetti la casa madre è la stessa).

Ottima performance anche per la batteria Banner PowerBull (P6219) che dispone, come tutti i modelli della gamma PowerBull, di una protezione migliorata che permette fino a 45° di inclinazione anti-flusso.

 

 


Prime impressioni su LG G Watch

9 settembre 2014

lg-g-watchun articolo che leggo su Altroconsumo e che integro con questo articolo sul Samsung Gear Fit

Il primo smartwatch di casa LG si presenta con un design piuttosto semplice. È impermeabile e resistente ai graffi ma, come per tutti gli smartwatch attualmente in circolazione, la scarsa durata della batteria è sicuramente un primo aspetto negativo: con un utilizzo medio, infatti, sarà necessario ricaricarlo praticamente ogni notte.

Per poter configurare il G Watch è necessario installare Android Wear, un’applicazione disponibile solo se sul tuo smartphone hai precedentemente installato la versione 4.3 di Android.

L’installazione del sistema operativo e la sincronizzazione con lo smartphone sono operazioni che possono risultare un po’ complicate: per portare a termine questa fase preliminare sono necessari circa 20-30 minuti.

Smartphone e smartwatch comunicano via blutooth: sarà quindi indispensabile tenere il telefono sempre in tasca.

La visibilità dello schermo è ottima sia al buio che in presenza di luce. Solo quando la luce del sole è diretta sullo schermo la visibilità risulta un po’ limitata, ma è comunque buona.

LG non ha seguito l’onda dell’attuale maggior competitor, il Samsung Galaxy Gear 2, e non ha introdotto una fotocamera. Nel G Watch tutto funziona tramite touch screen e basta sfiorare lo schermo per attivare i comandi vocali.

Una volta collegato a internet, il G Watch può essere comandato vocalmente: è quindi possibile navigare, prendere appunti e inviare sms.

Lo schermo dello smartwatch consente di accettare o rifutare una telefonata, ma per rispondere fisicamente alla chiamata è necessario utilizzare il telefono.

La funzione di contapassi è tra quelle pre-installate, mentre è possibile installare un numero limitato di applicazioni aggiuntive come meteo e gps.

Smartphone e G Watch sono indipendenti: questo può costituire un punto a sfavore dello smartwatch di LG, perché le batterie di entrambi i dispositivi, con l’uso continuato del bluetooth, si esauriscono in fretta.

Gli appassionati di tecnologia apprezzeranno quest’ultima trovata anche se, al lato pratico, non presenta nessun valore aggiunto. Tutto quello che si può fare con lo smartwatch è possibile farlo con lo smartphone.

Con un prezzo d’acquisto di 199 euro, forse è preferibile acquistare un buon orologio e continuare a usare lo smartphone per tutte le altre operazioni.

 


iPhone 5: sostituzione gratuita per alcune batterie difettose

28 agosto 2014

cellulareun articolo che leggo su Altroconsumo

Se sei stato uno dei primi possessori di un iPhone 5, acquistato tra il lancio, nel settembre 2012, e gennaio 2013, è probabile che la tua batteria sia da sostituire.

Una piccola percentuale di smartphone, venduti in quel periodo e individuabili tramite il numero di serie, è stata infatti richiamata dall’azienda di Cupertino, per via della batteria difettosa.

I sintomi? Durata della carica davvero troppo breve o la  necessità di lasciare il telefono continuamente collegato all’alimentatore.

La compagnia ha quindi dato il via a un programma, attivo dal 29 agosto, per sostituire gratuitamente il componente difettoso, o rimborsare coloro che avessero già provveduto alla sostituzione a proprie spese.

Tuttavia, avverte la Apple, qualora il dispositivo fosse danneggiato a prescindere, ad esempio con uno schermo rotto che possa impedire la sostituzione della batteria, il danno dovrà prima essere riparato e potrà, quindi, comportare una spesa a carico dell’utente.

Cosa fare? Innanzitutto bisogna risalire al numero seriale dello smartphone. Basta accedere alla impostazioni del dispositivo e selezionando nel menu le voci Generali > Info per recuperare il numero di serie.

Dopo di che collegarsi al sito della Apple e inserirlo nell’apposito spazio bianco, per verificare se il tuo dispositivo è tra quelli richiamati.

Molto importante, prima di riconsegnare il cellulare, è prepararlo, seguendo alcuni semplici passi:

  • Fai un back up dei tuoi dati su iTunes o su iCloud
  • Disattiva o rimuovi l’applicazione Trova il mio iPhone
  • Cancella dati e impostazioni in Impostazioni > Generali > Ripristina > Cancella contenuto e impostazioni

La Apple restringe le operazioni di sostituzione solo al paese in cui è stato acquistato il dispositivo. Per iPhone 5 acquistati nei paesi dell’Unione Europea, il servizio è disponibile in tutti gli stati membri.

Va precisato, però, che questo programma non estende la garanzia standard dell’iPhone. Sono interessate solo le batterie degli smartphone incriminate, per due anni dopo l’acquisto o che comunque siano ancora in garanzia  fino al 1 marzo 2015.

 

 


La pila che si attiva in acqua

13 agosto 2014

water-bag-poging--400x300“Aquacell” è la batteria ecologica che si carica in acqua: si tratta una pila stilo non ricaricabile, in grado di fornire energia per la prima volta soltanto dopo essere stata immersa in acqua per 5 minuti. È prodotta dall’omonima azienda svizzera e contiene polveri organiche non inquinanti.

La pila pesa solo 12 grammi e, una volta confezionata, è completamente scarica, senza alcun tipo di  tensione o amperaggio.

Soltanto dopo la sua immersione in acqua la pila viene ‘attivata’ ed è in grado di fornire energia utile ai dispositivi elettronici con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini.

La batteria ecologica ‘Aquacell’, proprio per queste sue caratteristiche, non solo è priva delle sostanze inquinanti utilizzate invece nelle ‘alcaline’, ma non possiede nemmeno una data di scadenza effettiva al momento della sua produzione.

La batteria ecologica ‘Aquacell’ inoltre, è stata realizzata senza usare l’acciaio, ma con un involucro fatto completamente di plastica riciclata. Grazie a questi accorgimenti, la batteria della ‘Aquacell’ può essere riciclata a basso costo fino all’85% (le pile convenzionali invece si possono recuperare solo fino al 50%).

L’unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po’ meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti.

‘Aquacell’ non è ancora disponibile in commercio in Italia, ma è già in vendita sul sito svizzero dell’azienda produttrice.

Fonte: E-R Consumatori


Le prime impressioni sulla VW Up elettrica

31 luglio 2014

un’ampia sintesi di un articolo che leggo su Altroconsumo

Una pratica utilitaria, comoda e scattante, ma a emissioni zero. Questo è quello che promette la Volkswagen con il lancio di Vw e-up, la prima auto elettrica del marchio.

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Due anni di garanzia per l’auto e 8 anni per la batteria. Avevamo già testato VW e-up in laboratorio e assistito alla prima in territorio nazionale.

A fronte di ottime performance su strada, consumi abbastanza ridotti e una guida agile, l’auto delude per l’autonomia limitata della batteria (solo 165 km) peggiorata dai tempi di ricarica decisamente lunghi (fino a nove ore).

Il prezzo sembra un tantino elevato per un’auto così piccola, ma in realtà è il più basso all’interno del range delle auto elettriche, con la batteria inclusa nel costo finale.

La guida elettrica è molto scattante e promette davvero bene. Tuttavia, con una velocità massima di 130 km/h, VW e-up non è stata concepita per i ritmi elevati di un’autostrada.

La versione elettrica della VW up si differenzia per le luci di posizione LED a forma di C e per i catarifrangenti posteriori. L’aerodinamica è stata ottimizzata. Al livello di costruzione, al contrario della VW up tradizionale, il modello elettrico ha il sottoscocca coperto, il che riduce il rumore.

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Il livello di carica e l’autonomia residua vengono mostrati nel cruscotto. Si può accedere a queste informazioni e regolare l’aria condizionata anche a distanza, attraverso un’applicazione per smartphone, Car Net.

Con questa applicazione è possibile verificare lo stato della batteria, l’autonomia rimanente e perfino se ci sono sportelli aperti o fari lasciati accesi.

Con un motore elettrico di 82 cavalli, VW e-up si fa notare per le eccellenti performance. Premendo l’acceleratore, si ha la coppia massima subito disponibile, pertanto la VW e-up è in grado di fornire sempre un’ottima partenza.  Oltre al modo di guida standard, si può anche scegliere quello Eco o Eco +.

Il primo aumenta l’autonomia riducendo la potenza e la resa dell’aria condizionata. Il secondo regola il sistema elettronico in maniera da dare la massima efficienza. In questo modo, però, non è possibile superare i 90 km/h.

Il sistema di rigenerazione dell’energia in frenata è davvero innovativo. Nella modalità “drive”, è possibile regolare la leva in tre posizioni, ciascuna con un diverso livello di rigenerazione dell’energia. In media, VW e-up consuma un discreto 13,8 kWh di energia ogni 100 km di percorso misto, corrispondenti a un costo di energia di circa 2,50 €/100 km.

VW e-up è facile da manovrare e ha spazio nell’abitacolo per 4 persone. Dietro, i poggiatesta abbassabili e i montanti piuttosto stretti contribuiscono a rendere la visibilità accettabile, sia posteriormente sia anteriormente. Solo il campo visivo nello specchietto retrovisore è un po’ limitato, e questo è l’unico neo.

La qualità costruttiva è soddisfacente e la funzionalità a bordo abbastanza buona. Il ridotto numero di comandi facilita la guida. Lo sterzo può essere  regolato in altezza, ma non in profondità. La leva del cambio automatico è ben posizionata. Non manca nulla: ci sono radio, aria condizionata e navigatore satellitare.

Sono presenti numerosi vani porta oggetti. L’abitacolo nella parte anteriore offre spazio sufficiente per occupanti alti fino a 1,92 metri. La larghezza è abbastanza ampia per un automobile di questo genere. Dietro è molto meno spaziosa: solo passeggeri alti fino a 1,66 m possono viaggiare comodamente.

Con climatizzatore di serie e delle buone sospensioni, il livello di comfort del VW e-up è leggermente superiore a quello della versione tradizionale.

I 200 kg di peso in più, dovuti alla batteria,  abbassano il centro di gravità dell’auto, ma ciò  non pregiudica le prestazioni, che sono scattanti e sicure. La silenziosità all’interno dell’abitacolo è ottima: a 130 km/h si misurano 69 decibel, un risultato migliore di quello ottenuto per la VW up tradizionale.

Con i sedili posteriore in posizione normale, la capacità del portabagagli è di appena 195 litri. Con i sedili posteriori abbattuti, la capacità (misurata fino al lato inferiore del lunotto) diventa di 425 litri. Tuttavia l’accesso al portabagagli è piuttosto alto, circa 77 cm dal suolo.

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La vettura è stabile a qualunque velocità e lo sterzo è preciso e morbido. Il livello di sicurezza offerto dalla VW e-up è buono, sia per gli adulti sia per i bambini.

Nelle prove di frenata, a 100 km/h la vW e-up ha avuto bisogno di 38 metri per fermarsi: uno spazio accettabile, seppure leggermente maggiore di quello della e-up tradizionale.


Cambiare il telefono perchè la batteria non funziona? Si, come no…

30 giugno 2014

un articolo che leggo su Altroconsumo

La batteria del nostro cellulare dopo due anni non funziona più, che fare?

Armati di telecamera nascosta abbiamo girato i negozi di telefonia, sia della grande che della piccola distribuzione.

Quasi tutti i venditori hanno cercato di convincerci che era meglio cambiare il telefono piuttosto che comprare una batteria nuova. Ma questa non è la soluzione migliore.

Sostituire il telefono, infatti, conviene solo se questo è di fascia molto bassa, cioè costa tra i 30 e i 40 euro o se è vecchio di 3-4 anni.

 

Esiste un trucco, una strategia di produzione che prende il nome di “obsolescenza programmata” e consiste nel costruire prodotti sempre meno resistenti, difficili da riparare o senza pezzi di ricambio, in modo da spingere il consumatore a cambiarli con più frequenza.

Una batteria nuova originale costa in media 30 euro. Ancora meno quelle compatibili: circa 20 euro. In entrambi i casi si tratta di circa un decimo del costo del cellulare.

E non sono nemmeno impossibili da trovare: senza dover girare un’infinità di punti vendita, basta andare su internet e cercare tra i tanti negozi online.

Sostituendo solo la batteria si fa bene anche all’ambiente, evitando di produrre all’anno circa 280 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici e circa 430 tonnellate di altri rifiuti.

 

 


Richiamati i pc Sony a rischio incendio

12 aprile 2014

attenzioneleggo su Altroconsumo

A causa di un possibile surriscaldamento, Sony ha avviato il richiamo delle batterie incluse in alcuni portatili della serie Vaio Fit 11A.

La stessa azienda conferma che il malfunzionamento della batteria potrebbe portare a una parziale combustione dello chassis (l’involucro di plastica esterno) del pc.

La batteria oggetto del richiamo è inclusa nei modelli Vaio Fit 11A lanciati sul mercato nel febbraio 2014.

Sony ha diffuso un elenco dettagliato dei modelli a rischio: la prima cosa da fare è verificare se il tuo rientra tra questi.

Sul sito di Sony, inoltre, puoi verificare se il tuo pc è tra quelli potenzialmente pericolosi inserendo il modello e il numero di serie.

Se hai un notebook tra quelli segnalati, ti invitiamo a non utilizzarlo, a lasciarlo scollegato dal suo carica batterie e a contattare Sony tramite il sito o attraverso il numero 199 151 146.


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