Bioraria, cambiamenti in arrivo

26 giugno 2012

Il mondo dell’energia cambia. Le fonti rinnovabili, sempre più protagoniste, si scontrano con gli interessi dell’energia convenzionale e il consumatore rischia di restare schiacciato nel mezzo. La lotta tra le fonti vecchie e le nuove sta infatti limando sempre di più i risparmi che si possono ottenere spostando i consumi nelle fasce serali, notturne e dei festivi grazie alla tariffa bioraria.

La causa è quanto sta succedendo sul mercato elettrico, travolto da una quantità di nuova produzione da rinnovabili. Soprattutto grazie al fotovoltaico, che produce di giorno a costi marginali nulli (dato che non servono più soldi per produrre un chilowattora in più), il prezzo dell’elettricità in Borsa nel picco diurno si è ridotto.

Questo provoca non pochi danni ai produttori da fonti convenzionali, specialmente da nuovi cicli combinati a gas, che ora durante il giorno, a causa della concorrenza low-cost e con priorità di dispacciamento del fotovoltaico, devono spesso restare spenti. Danni che i produttori da fossili cercano di recuperare facendo salire il prezzo dell’elettricità in Borsa quando il concorrente fotovoltaico va a dormire assieme al sole: dalle 6 alle 9 il prezzo è schizzato alle stelle come mai prima.

Ecco dunque che sul mercato elettrico si sono ridotti i prezzi dell’energia nella fascia oraria solitamente più cara – la F1 -, mentre sono saliti nella F23.

Un fenomeno che si riflette sulla tariffa bioraria del sistema di maggior tutela, quella che tocca a tutti i clienti che non sono passati al mercato libero (salvi gli ormai pochi – meno del 5% – che ancora non hanno i nuovi contatori).

Per come è fatta ora la bioraria, infatti, i clienti domestici pagano l’elettricità con due prezzi che dipendono da quando viene consumata: uno dalle 8 alle 19 dei feriali, la fascia F1 e uno per tutte le altre ore e i festivi.

In tutti i casi il prezzo è calcolato attraverso la media di quelli realmente spesi dall’Acquirente unico (l’ente che approvvigiona i consumatori del servizio di maggior tutela). Ed è per questo che questa seconda fascia, detta F23, è salita in rapporto alla F1.

Per il consumatore significa che spostando i consumi in F23 ora si risparmia meno che in passato. Che la bioraria stia perdendo senso se ne è accorta anche l’Aeeg, che ha deciso di mandarla in pensione entro fine anno e di sostituirla con un nuovo sistema che rifletta meglio le dinamiche attuali dei prezzi dell’energia all’ingrosso.

La bioraria attuale: due fasce di prezzo; una per l’elettricità consumata dalle 8 alle 19 dei feriali (F1); una per l’elettricità consumata dalle 19 alle 8 e nei festivi (F23).

Le proposte AEEG, ovvero la bioraria riformata con due fasce di prezzo: una per l’elettricità consumata dalle 7 alle 23 dei feriali e del sabato (F12); una per l’elettricità consumata dalle 23 alle 7 dei feriali e nei festivi sabato escluso (F3).

La trioraria, tre fasce di prezzo: una per l’elettricità consumata dalle 8 alle 19 dei feriali (F1); una per l’elettricità consumata dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dei feriali e dalle 7 alle 23 del sabato (F2); una per l’elettricità consumata dalle 23 alle 7 dei feriali e nei festivi sabato escluso (F3).

Nella prima ipotesi - di più semplice applicabilità per i gestori – dunque le ore più care andrebbero dalle 7 alle 23 dei feriali, mentre per risparmiare si dovrebbero spostare i consumi tra le 23 e le 7 del mattino o nei festivi, sabato escluso: una soluzione un po’ scomoda per gli utenti.

Nella seconda ipotesi, più complessa da gestire, si avrebbero tre fasce con costi diversi: in quella serale dopo le 19 e la mattina tra le 7 e le 8, se il trend continua, l’elettricità potrebbe costare più che di giorno, ma la fascia meno cara resterebbe sempre quella più scomoda della notte (e dei festivi sabato escluso).

I cambiamenti, però, non sembrano entusiasmare le associazioni dei consumatori: per Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum “sono pannicelli caldi, quello che manca è una politica generale che prevenga quanto succede sul mercato elettrico”.

Gli fa eco Giuseppe Colella di Federconsumatori: “Abbiamo visto che i produttori si adeguano per massimizzare i guadagni alzando i prezzi nelle diverse fasce orarie, più che altro serve che l’Autorità guidi il consumatore per distribuire i suoi consumi in modo da risparmiare”.

viaNews – Consumer – Il portale dei consumatori.


La verità sulle bollette? A pesare sono le fossili

30 maggio 2012

Qualche settimana fa avevo pubblicato un articolo de Il Salvagente nel quale si spiegava come e perchè con la bioraria non  portava a nessun risparmio sulla bolletta e questo grazie ad un sistema distorto e manovrato; per compensare il minor costo dell’energia prodotta dal fotovoltaico, niente di meglio che pompare in manieraartificiosa i prezzi.

Oggi leggo su Rinnovabili questo interessante articolo (che pubblico in sintesi) checerca di fare chiarezza, una volta di più:

Chiarezza necessaria dal momento che quel +4,3% approvato dall’AEEG sulla componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili ed assimilate ha ridestato l’attenzione di quanti incolpano le green energy del caro bolletta.

Che gli importi delle fatture elettriche degli italiani, nell’ultimo decennio, siano levitate è un dato di fatto.

Secondo i dati riportati dall’Authority la spesa annua delle famiglie è aumentata del 52,5% tra il 2002 e il 2012, passando da 338,43 a 515,31 euro.

Ma, spiega Legambiente, i 176,88 euro in più che le famiglie si trovano a pagare non vanno attribuiti al peso delle rinnovabili.

La colpa, afferma l’Associazione nel suo dossier “La verità sulle bollette elettriche”, è  dell’andamento del prezzo del petrolio e della nostra dipendenza dall’estero per le importazioni di fonti fossili.

Ogni segno più nella voce “servizi di vendita” – che comprende tutti i servizi e le attività svolte dal fornitore per acquistare e poi rivendere l’energia elettrica ai clienti – è seguito un aumento puntale delle bollette. E se la voce in questione è praticamente “decollata” passando da 106,06 euro a 293,96, nelle fattura familiari si è registrato un aumento del 177,2%.

“Va tenuto d’occhio anche questo aumento – commenta Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – ma è uno strabismo e una chiara ipocrisia lanciare allarmi sulle rinnovabili ignorando l’87% della bolletta e le ragioni degli aumenti di questi anni. Se si vuole veramente aiutare le famiglie e le imprese, occorre ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dall’estero e premiare, invece, gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili. Oltre a fare in modo che il mercato dell’elettricità funzioni veramente, verificando che la concorrenza nell’offerta ci sia veramente e premiando le tecnologie più efficienti”.

Articolo correlato: Dal 2013 le nuove bollette biorarie


Il bluff della bioraria: alla sera il risparmio non c’è più

16 aprile 2012

Ma deve girare sempre tutto al contrario per noi?

un’ampia sintesi di un articolo che leggo su Il Salvagente

Siete tra coloro che fanno i salti mortali per organizzare la lavatrice notturna, accendere lo scaldabagno e iniziare a stirare, orologio alla mano, solo la sera?

Probabilmente sì, almeno se fate parte dei milioni di italiani trasferiti d’autorità alla tariffa bioraria del mercato vincolato, convinti che solo cambiando le vostre abitudini avreste potuto risparmiare.

Mettetevi l’anima in pace, tanto sforzo non ha praticamente nessun effetto in bolletta.

La denuncia l’ha fatta la scorsa settimana il portale web Qualenergia.it parlando di uno strano fenomeno che si sta rilevando sulla Borsa elettrica. Prima dell’esplosione del fotovoltaico, che ha sorpassato i 13 GW di potenza di cui 9 installati nel 2011, alla Borsa elettrica c’erano due picchi di prezzo: uno di giorno, verso le 11 di mattina, e uno di sera, tra le 18 e le 20.

Ora il picco delle 11 è praticamente scomparso, ma in compenso il picco di prezzo serale è schizzato verso l’alto. Se giovedì 13 marzo 2008 tra le 18 e le 20 non si superavano i 120 €/MWh, giovedì 14 marzo 2012 alla stessa ora si sono sfiorati i 175 €/MWh a livello nazionale e i 250 €/MWh in mercati di zona (che concorrono a formare il prezzo nazionale) come quello sardo.

Cosa succede?

Il fotovoltaico, producendo a costi marginali nulli (non serve più combustibile per dare un kWh in più), di giorno fa concorrenza alle centrali tradizionali e riesce a contenere il prezzo dell’energia. Questo spiega il livellamento del picco di prezzo diurno: così si stima che nel 2011 il sole abbia tagliato dalle bollette circa 400 milioni di euro.

Resta da giustificare l’anomalo impennarsi del picco di prezzo serale, visto che la domanda serale non è cresciuta in questi anni, anzi.

Lo fa l’ex amministratore Enel, e ora presidente di Ises Italia, Giovanbattista Zorzoli: “Succede che i produttori da fonti convenzionali, che ci rimettono nella fascia diurna a causa del solare, cercano di rifarsi la sera”.

Gli impianti tradizionali, soprattutto i nuovi a gas a ciclo combinato, infatti, sono danneggiati dalla concorrenza del fotovoltaico che li costringe spesso a restare spenti durante il giorno.

Pur nascondendosi dietro motivi tecnici, anche Assoelettrica ammette: “I costi di produzione salgono perché anche se gli impianti vengono chiamati a produrre solo per 2-3 ore a causa dei tempi di accensione e spegnimento, devono comunque restare accesi anche per 9 ore”.

Tradotto: lavorano meno e devono rifarsi con i prezzi più alti alla sera. Resta da vedere se violino le leggi della concorrenza.

“Non posso affermare che ci sia un cartello, ma se fossi nell’Antitrust un’occhiata la darei”, commenta Zorzoli.

D’altra parte, non sarebbe la prima volta che si ricorre a pratiche scorrette per tenere alto il prezzo dell’elettricità nelle ore di picco. Lo facevano nel 2010 sia Enel ed Enel Produzione che Edipower e  società a lei collegate che offrivano “i propri impianti secondo modalità volte a mantenere il prezzo zonale siciliano a elevati livelli nelle ore di picco, provocando un aumento del costo dell’energia elettrica acquistata da tutti gli utilizzatori italiani”.

In attesa che le Authority decidano se metterci il naso, ai consumatori resta il sapore della beffa: l’ elettricità è più cara di quel che potrebbe essere se il sistema fosse più efficiente o meno distorto.

E, soprattutto, la differenza di prezzo tra l’energia usata nella fascia diurna, la f1, e quella delle fasce f2 ed f3 si è quasi azzerata. “Quando si è pensata la tariffa bioraria – ci spiega Mauro Zanini di Federconsumatori – la differenza in Borsa era del 30%, ora è scesa sotto il 4%”.

Su un consumo annuo di 2.700 kWh, l’utente attento che concentra il 70% dei consumi nelle fasce meno costose ora risparmia circa 4,80 euro, cioè solo l’1% rispetto all’utente meno virtuoso che in f2 e f3 ha solo il 55% dei consumi. E se consumasse 3.500 kWh il risparmio sarebbe di 6,40 euro, lo 0,91%”,  sottolinea Zanini.

 


Ancora rincari su luce e gas

4 gennaio 2012

leggo su Altroconsumo

Per quanto riguarda il mercato elettrico, l’inizio del nuovo anno coincide anche con la definitiva introduzione della tariffa bioraria per tutti i clienti del mercato tutelato, cioè per tutti gli utenti che non hanno ancora cambiato fornitore e hanno una tariffa della luce totalmente stabilita dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG).

Nonostante i consumatori abbiano imparato a utilizzare l’energia elettrica nelle fasce orarie meno care, il prezzo finale in bolletta risulta comunque più alto.

Per una famiglia di 3 o 4 persone (con un consumo annuo stimato di 2700 Kwh), le fonti ufficiali parlano di un incremento nella stima della spesa del 4,9%.

Noi abbiamo provato a vedere cosa succede per altre categorie di consumatori: una famiglia di 4 persone con figli a casa al pomeriggio, attenta a consumare nelle ore in cui la luce costa di meno e il single che è a casa solo la sera e nel weekend. Soprattutto per quest’ultimo profilo, tipico di chi ha bassi consumi, gli incrementi sono piuttosto importanti.

La tabella ci permette di vedere una variazione che raggiunge l’8,77% in più è una previsione di spesa che supera di gran lunga le aspettative. La situazione per i consumi più alti, tipici di una famiglia di 4 persone, prevede aumenti intorno al 4%. Si tratta di variazioni meno importanti, ma comunque significative.

Cosa si può fare per far quadrare il bilancio energetico?

Difficile a dirsi: passare al mercato libero, sfruttando i vantaggi della liberalizzazione, può portare diversi vantaggi. In questo momento, il massimo vantaggio conseguibile per una famiglia di 4 persone è un risparmio pari a circa 60 euro l’anno, mentre per un profilo di consumo basso (come quello del single) il risparmio si aggira interno ai 20 euro. In entrambi i casi siamo intorno al 10% in meno della spesa prevista. Un po’ troppo poco, visti i tempi che corrono.

 


Alla bioraria piace di notte

22 gennaio 2011

Pubblico  un articolo letto oggi sul portale dei consumatori

Prosegue la tabella di marcia della bioraria, la tariffa entrata in vigore il primo luglio che prevede un diverso calcolo della bolletta energetica, differenziato in base alle fasce orarie della giornata.  Dal primo gennaio di quest’anno sono salite a 20 milioni le utenze interessate dal nuovo meccanismo di tariffazione ed entro la fine del 2011 arriveranno a quota 26 milioni, vale a dire la totalità delle famiglie italiane.

Il passaggio è coatto. Non si può cioè decidere di rimanere al vecchio sistema “monorario”, in quanto il meccanismo della bioraria è stato stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Ma in cosa consiste di fatto la bioraria e cosa cambia rispetto al passato? Diciamo subito che i nuovi prezzi si applicano ai clienti che non sono passati al mercato libero, ma sono rimasti a quello di maggior tutela. L’altra condizione essenziale è la presenza, in casa o nel condominio, a seconda dei casi, dei nuovi contatori elettronici capaci di leggere i consumi nei diversi momenti della giornata, i cosiddetti contatori intelligenti.

In sostanza l’essenziale da sapere è che le 24 ore della giornata vengono suddivise in due fasce di consumo: quella dove l’energia elettrica costa di più (chiamata F1, dalle 8 del mattino alle 19 dei giorni feriali, dal lunedì al venerdì) e quella dove costa meno (fasce F2 ed F3, dalla mezzanotte alle 8 del mattino e dalle 19 alle 24 dei giorni feriali, ma anche il sabato, la domenica e i giorni festivi).

Va da sé che è preferibile concentrare i consumi domestici (lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere, ferro da stiro, climatizzatore, scaldabagno) nelle fasce a minor prezzo. In questo modo si potrà ottenere un piccolo risparmio in bolletta perché in quelle fasce orarie il costo all’ingrosso dell’energia elettrica è più basso.

Diversamente, concentrare i consumi tra le 8 del mattino e le 19, dal lunedì al venerdì, significherà avere una bolletta della luce più salata.

Il nuovo sistema consentirà non solo un piccolo risparmio in bolletta per i consumatori, ma anche meno emissioni di CO2. Spostare i consumi nelle fasce serali permetterà infatti di far diminuire i picchi di domanda di energia elettrica e quindi limitare l’impiego di centrali di produzione più vecchie e meno efficienti.

Per facilitare la comprensione della bioraria l’Aeeg ha predisposto il Pesa consumi, uno strumento – si trova sul sito internet dell’autorità – che aiuta a capire quanto i diversi elettrodomestici influiscono sui consumi di tutti i giorni.

Ogni famiglia interessata dalla bioraria si vedrà (o si è già vista) recapitare tre avvisi in bolletta, rispettivamente 6, 4 e 2 mesi prima dell’applicazione dei nuovi prezzi. Dopo il terzo avviso la bolletta sarà direttamente bioraria.

Secondo gli ultimi dati, dei 20 milioni di utenze, ben 17 sono clienti Enel che gestisce quindi la fetta più grossa del mercato. Quanto alle regioni, quelle che si sono mosse per prime sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Campania e Sicilia, seguite a ruota da Lazio e Piemonte.

L’altro aspetto da tenere a mente riguarda le oscillazioni di prezzo in bolletta. Per evitare brutte sorprese, l’Aeeg ha stabilito che la differenza di prezzo in bolletta, a favore o a svantaggio dei consumatori, non potrà superare il 10% rispetto al vecchio meccanismo monorario.

L’ombrello a tutela dei consumatori durerà per tutto il 2011. Dal primo gennaio 2012 quindi per non ricevere salassi le famiglie dovranno aver adeguato alla bioraria le abitudini di consumo. Le novità in questo anno appena cominciato non finiscono qui. L’Autorità ha infatti introdotto nuove bollette – sia della luce sia del gas – più facili da leggere.

Per garantire agli utenti una maggiore trasparenza, il prospetto sui consumi sarà corredato da ulteriori spiegazioni dettagliate, dalle indicazioni necessarie per inoltrare un reclamo e per sapere cosa fare in caso di mancato o tardivo pagamento della bolletta, nonché da informazioni sul tipo di produzione elettrica utilizzata (fonti rinnovabili, a carbone, a olio combustibile o a gas).


Tariffa bioraria – “Facciamo luce”, il convegno a Milano

25 giugno 2010

Fonte: www.altroconsumo.it

Scatta la tariffa bioraria e intanto il mercato libero dell’energia mostra il fianco alle insidie dei gestori più agguerriti. Ne parliamo a Milano il 1° luglio in occasione del nostro convegno “Facciamo luce!”.

Via libera alla tariffa bioraria
Il 1° luglio è un giorno da ricordare: scatta la tariffa bioraria, una rivoluzione dei consumi domestici di elettricità. Per l’occasione, Altroconsumo organizza il convegno “Facciamo luce!”, un bilancio del mercato elettrico a tre anni dalla liberalizzazione.

L’iniziativa, cui tutti i nostri soci sono invitati, rientra nella campagna Controcorrente sul risparmio energetico e si terrà a Milano a Palazzo dei Giureconsulti (piazza Mercanti, 2) dalle 14.30 alle 18.30.

Troverai risposte ai dubbi sul contratto elettrico
Molte le domande cui cercheremo di dare una risposta. Per esempio: quanto convengono e quanto sono trasparenti le nuove tariffe elettriche? La concorrenza tra i gestori ha solo effetti positivi? Noi consumatori siamo davvero liberi di scegliere in modo conveniente, senza rischi e cattive sorprese? In Europa la situazione del mercato elettrico va meglio che in Italia?

Tanti ospiti esperti del mercato dell’energia
Tanti gli ospiti che parteciperanno: a iniziare da Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità dell’energia elettrica e il gas; Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo; Patrizia Toia, vicepresidente della commissione Industria del Parlamento europeo; Benedetto Della Vedova, membro della X commissione attività produttive della Camera dei deputati.

Fonte: www.altroconsumo.it


‘Contro corrente’: problemi con la tariffa bioraria?

23 giugno 2010

Dal 1° luglio per molti clienti domestici entrerà in vigore la bioraria, cioè una tariffa elettrica con prezzi diversi a seconda che i consumi siano effettuati di giorno, di sera o nel weekend. Già da ora si annunciano difficoltà sull’applicazione del nuovo regime tariffario.

Scrivi qui per segnalare eventuali problemi a noi e all’Autorità per l’energia. Contattateci se: la bioraria vi viene applicata senza che sia arrivata la comunicazione nei tempi stabiliti (negli ultimi sei mesi) oppure se vi comunicano il passaggio, ma il vostro contatore non è elettronico. Per saperne di più sulle regole della nuova tariffa:

Le novità della bioraria

Controcorrente ti offre la possibilità di scegliere l’offerta più vantaggiosa per te nel mercato elettrico: usa il nostro calcolatore, aggiornato in tempo reale, e potrai confrontare le differenti tariffe elettriche.

Vedi > http://www.altroconsumo.it/elettricita/tariffe-elettricita-confronta-le-offerte-del-mercato-elettrico-s88161.htm

Fonte: www.altroconsumo.it


Tariffe biorarie: opportunità o tranello?

25 febbraio 2010

Ci sono importanti novità nel settore dell’energia elettrica che riguarderanno tutti consumatori  domestici dotati di contatore elettronico, cioè il contatore adatto a misurare i consumi di energia sulle tre diverse fasce orarie F1, F2 e F3: dal primo luglio 2010, infatti, in bolletta l’energia elettrica verrà fatturata con un prezzo biorario, ovvero su due fasce orarie anziché su tre fasce orarie come avviene oggi.

L’energia elettrica, in virtù di questo nuovo sistema tariffario, che interesserà dapprima circa 13 milioni di famiglie italiane per poi estendersi gradualmente a tutti via via che saranno sostituiti i vecchi contatori con i nuovi, costerà molto di più nelle ore diurne feriali (cioè le ore dalle 8.00 alle 19.00 di tutti i giorni dal lunedi al venerdi) e costerà meno nelle ore notturne e festive (cioè le ore dalle 19.00 alle 8.00 di tutti i giorni dal lunedi al venerdi e tutte le ore dei sabati, domeniche ed altri festivi).

Questo, se da un lato è un’opportunità di risparmio per tutti coloro che utilizzano l’energia soprattutto di sera e prima delle 8.00 di mattina perché lavorando fuori casa tutto il giorno non hanno necessità di utilizzarla nelle ore diurne, può rivelarsi un costoso tranello per quelle persone che non lavorando stanno al contrario in casa tutto il giorno e quindi “spalmano” i propri consumi nell’arco di tutta la giornata.

Bisogna infatti tenere presente che soltanto chi concentrerà circa il 66% di propri consumi nelle ore dalle 19.00 alle 08.00 godrà del beneficio del risparmio; viceversa in tutti gli altri casi si andrà a spendere molto di più.

Quindi vi consigliamo di controllare accuratamente la distribuzione dei vostri consumi di energia elettrica e a farvi i vostri conti, che potrete fare da soli o con l’aiuto degli esperti che la Casa del Consumatore mette a disposizione gratuitamente ai propri associati; in caso la bilancia penda verso consumi diurni, potrete sempre evitare il “salasso” cercando tra  le molteplici opportunità offerte dal mercato libero dell’energia, quella che meglio si adatta alle vostre esigenze.

Anche in questo caso potrete fare da soli le vostre valutazioni, utilizzando utili strumenti quali il TrovaOfferte messo a disposizione dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, oppure anche in questo caso potrete ricorrere al nostro aiuto con i servizi di consulenza che mettiamo a disposizione gratis ai nostri associati.

Fonte: http://consumatore.tgcom.it/

Articolo correlato: http://paoblog.wordpress.com/2010/01/04/tariffa-elettrica-bioraria-che-delusione/


Tariffa elettrica bioraria: che delusione

4 gennaio 2010

La nuova tariffa sarà applicata da luglio a tutti gli utenti che non hanno cambiato fornitore elettrico, rimanendo nel mercato tutelato. Non è detto che faccia risparmiare, anzi. Un aiuto dal nostro calcolatore.

A seconda della fascia oraria
Con la bioraria, il prezzo dell’elettricità non sarà più indipendente dal momento in cui avvengono i consumi (come accade oggi con la tariffa monoraria), ma cambierà a seconda della fascia oraria. La corrente elettrica costerà di più durante il giorno (ore 8-19) dal lunedì al venerdì, e di meno la sera (dopo le 19), nei fine settimana (sabato e domenica) e in tutti i giorni festivi. Sarà un passaggio progressivo, visto che è legato alla presenza di un contatore elettronico programmato per la lettura a fasce orarie e in remoto (la cosiddetta telegestione), la cui installazione è graduale. Infatti, chi ha ancora il vecchio contatore meccanico manterrà la tariffa monoraria attuale.

Cambiare abitudini di consumo
L’Authority assicura che gli utenti virtuosi hanno tutto da guadagnare e niente da perdere. Peccato che, per ottenere un piccolo vantaggio economico, bisognerà in molti casi cambiare radicalmente le proprie abitudini di consumo: stirare all’alba, far andare la lavatrice di notte e d’estate accendere il condizionatore la sera, quando ormai il sole se n’è andato.

In pratica, si devono riuscire a concentrare più di due-terzi dei consumi negli orari più economici, per risparmiare qualche spicciolo all’anno, dai 3 ai 16 euro. I nostri calcoli si basano sulle tariffe biorarie dell’Aeeg in vigore alla fine del 2009. Chi non è virtuoso, stando al quadro attuale, finisce per spendere molto più di quanto non riuscirebbe a risparmiare adottando un comportamento parsimonioso: fino a 36 euro in più all’anno per una famiglia di 5 persone.

Sul mercato libero ad occhi aperti
Il mercato libero dell’energia al momento offre di meglio, basta saper scegliere. Il nostro servizio di comparazione vi aiuta in questa scelta. Per i tre profili che abbiamo considerato (famiglia di due, di tre e di cinque persone), la tariffa migliore tra le offerte a sconto – quelle che prevedono uno sconto sulla componente energia della tariffa stabilita dall’Aeeg – rimane “Luce Sconto Sicuro” di Edison, grazie anche all’ulteriore sconto riservato ai soci Altroconsumo.

Fonte: www.altroconsumo.it


Tariffe energia: sempre più care

19 giugno 2009

Sia chi consuma poca energia elettrica, sia chi ne consuma tanta, in Italia oggi spende di più. Lo dicono i dati della inchiesta Altroconsumo sulle tariffe elettriche in Europa.

Tariffe elettriche in aumento
Rispetto al 2005, data della nostra ultima inchiesta sulle tariffe elettriche, tutte le famiglie italiane oggi spendono di più. Quelli che spendevano meno della media europea, ora si sono avvicinati alla situazione degli altri Paesi. Mentre quelli che spendevano già di più dei nostri concittadini d’Europa ora spendono ancora di più.

A seconda del consumo di energia

  • Chi consuma in energia elettrica intorno ai 1.200 KWh annui quattro anni fa spendeva per l’elettricità quasi il 40% in meno della media europea. Oggi il vantaggio non arriva al 16%.
  • Chi consuma in energia elettrica intorno ai 2.500 KWh annui (il consumo medio in Italia è intorno ai 2.700 KWh) quattro anni fa spendeva per l’elettricità il 21% in meno della media europea. Oggi il risparmio è sotto il 6%.
  • Chi consuma intorno ai 3.500 KWh annui già quattro anni fa spendeva per l’elettricità il 3,6% in più della media europea. Oggi spende ben il 12% in più: l’Italia per questa fascia è tra i Paesi più cari.

La bioraria non conviene
La tariffa bioraria, che prevede prezzi diversi a seconda della fascia oraria di consumo, attualmente in Italia non funziona. Per risparmiare pochi euro all’anno bisognerebbe vivere con l’orologio in mano, dividendo in modo scientifico i consumi, senza sgarrare mai. Per esempio, mai far andare la lavatrice o la tele prima delle sette di sera.

Trova la tariffa elettrica che ti fa risparmiare
La liberalizzazione delle tariffe elettriche, sfruttata ancora troppo poco, offre buone occasioni di risparmio. Grazie al nostro sistema interattivo puoi trovare la compagnia che ti offre le condizioni migliori.

Fonte: www.altroconsumo.it


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