Esodo pasquale – Sorpresa: i camion potranno circolare anche martedì

17 aprile 2014

di Maurizio Caprino

Se state pianificando il rientro dalle vacanze di Pasqua, fate attenzione: martedì 22, una delle giornate più “papabili”, vi ritroverete in strada i mezzi pesanti.

Dunque, non fidatevi dei calendari dei divieti di circolazione per tir finora pubblicati: sono stati superati da un Dm del 27 marzo, che cancella appunto il 22 aprile dall’elenco dei giorni vietati.

Nel consueto affollamento di provvedimenti che caratterizza la Gazzetta Ufficiale, il Dm non è stato ancora pubblicato.

Perciò il ministero dell’Interno ha diramato una circolare per far sì che almeno gli uffici di polizia non si trovino spiazzati.

Noi la riprendiamo per evitare che a restare spiazzati restino cittadini e imprese.

 


Le luci diurne “aftermarket” diventano legali, ma vanno annotate sul libretto

21 novembre 2013

di Maurizio Caprino

Legalizzazione dopo anni per le luci diurne montate su vetture che ne sono sprovviste.

Il 19 novembre è stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 271 il decreto 6 novembre con cui il ministero dei Trasporti ha stabilito che per questi dispositivi luminosi supplementari è sufficiente il montaggio a regola d’arte (e in posizioni stabilite dal decreto) effettuato da qualsiasi officina di autoriparazione regolare (cioè iscritta nei registri professionali previsti dalla legge 122/92) e seguito dall’aggiornamento della carta di circolazione, previa visita e prova da parte della Motorizzazione.

Tutto ciò vale solo per luci con omologazione Unece 87. Quindi attenzione al kit che acquistate o che vi fate procurare dall’officina.

Dunque, non è più necessario chiedere il (costoso) nulla osta al costruttore. Un adempimento omesso da molti automobilisti che negli ultimi anni, quando le luci diurne si sono diffuse tra i nuovi modelli, le hanno fatte montare abusivamente anche sulle loro vetture già circolanti. Adesso gli si apre la possibilità di una sanatoria.

Oppure continueranno a circolare esattamente come ora. O perché ignorano i loro obblighi o perché confidano nella scarsità delle pattuglie e nella generale cautela degli agenti su queste faccende tecniche, perché “sono roba che solo la Motorizzazione conosce”.

 


Legge di stabilità – L’emendamento “ad personam” per il Segway

18 novembre 2013

di Maurizio Caprino

Nella sarabanda degli emendamenti presentati in questi giorni al disegno di legge di stabilità, è passato inosservato quello mirato a rendere legittimo l’uso del Segway su strada.

Rispetto a un analogo tentativo fatto la scorsa estate, ora lo hanno reso un po’ meno “ad personam”, aggiungendovi sanzioni per chi circola con bici a pedalata assistita il cui motore elettrico spinge anche oltre i 25 km/h consentiti dal Codice della strada.

Ma la sostanza è che è in corso un’iniziativa per sbloccare la situazione del Segway, venduto per anni a consumatori che – a giudicare da qualche testimonianza apparsa su questo blog quando (solitario come spesso mi capita) ho sollevato il problema – non erano stati sufficientemente informati dell’impossibilità di usare il mezzo su strada (marciapiedi e isole pedonali comprese)

Diciamolo chiaramente: sono passati tre anni da quando denunciai che il Segway PT non si può usare su strada e non è cambiato nulla.

Già all’epoca denunciavo che la questione si trascinava da quattro anni, perché tra Motorizzazione e Parlamento nessuno prendeva la decisione di autorizzare la circolazione su strada di un mezzo che è pure geniale, ma non è esente da incidenti, tanto più su strade strette e/o sconnesse come sono quelle italiane.

In ogni caso, sarà difficile che ora tutto si risolva con l’emendamento alla legge di stabilità: si va a toccare una materia troppo estranea a questa norma e chi vende il Segway finora non ha dimostrato di godere in Parlamento di appoggi tanto forti (quando si dice “i poteri forti”) da consentire uno strappo alle regole.


Auto non catenabili. Occhio, i “ragni” aggirano il problema, ma non sempre

12 novembre 2013

di Maurizio Caprino

Quest’anno ci sono anche loro. I costruttori di catene da neve – forse per contrastare l’abbondante comunicazione che da anni fanno i fabbricanti di gomme (che anche per questo sono riusciti a far diventare le invernali un prodotto di larga diffusione) – hanno diffuso le loro linee guida per spiegare i pregi e le modalità d’uso delle catene.

Nulla di male, a patto che l’informazione sia completa e corretta. E invece almeno un errore c’è. Per giunta, riguarda le catene più costose (non meno di 200 euro), cioè i “ragni”, che si rischia di acquistare per poi scoprire di non poter utilizzare.

Nelle linee guida di Assocatene si dice che sono adatti anche alle cosiddette ruote “non catenabili”, cioè quelle per le quali il costruttore della vettura proibisce il montaggio delle catene.

Certo, il motivo del divieto è l’interferenza della catena con gli organi meccanici che stanno appena dietro la ruota (sospensioni, freni) e il “ragno” non arriva a interferire perché “copre” solo il lato esterno della gomma e il battistrada (e nemmeno tutto), senza spingersi all’interno (cosa che li rende anche molto facili da montare, ben più delle catene tradizionali).

Però alcuni costruttori di auto, per certi modelli, ribadiscono il divieto anche sulla carta di circolazione, non solo sul libretto di uso e manutenzione. E, di fronte a un’annotazione sulla carta di circolazione, non ci sono santi: chiunque monti catene, anche se sono “ragni”, non è in regola.

Un abuso da parte delle case automobilistiche?

Improbabile: quando una casa vuol vietare solo le catene tradizionali, si limita a scriverlo sul libretto di uso e manutenzione, che non conta in caso di controllo su strada.

Ricordiamo che il problema della “non catenabilità” è più diffuso di quanto si possa immaginare. Non è solo tipico delle versioni spinte di alcuni modelli, quelle i cui proprietari spendono un occhio della testa per dotarle di gomme più grandi e ribassate.

Infatti, vi stupirà ma la Fiat 500 è catenabile solo nella poco diffusa versione base con i cerchi in lamiera. E di solito non sono catenabili nemmeno i cerchi da 18 pollici che piano piano si stanno diffondendo come optional nel segmento delle medie.

In questi casi, chi vorrebbe cavarsela con i “ragni” deve verificare che la casa automobilistica non abbia fatto annotare la non catenabilità sulla carta di circolazione, ma si sia limitata a segnalarla sul libretto di uso e manutenzione. Altrimenti non gli resta che montare gomme invernali.

Certo, potrebbe anche comprarsi ruote più piccole: per ogni modello di auto ci dev’essere almeno una misura di gomma (generalmente la più piccola) che consenta il montaggio delle catene. Ma si tratterebbe di spendere anche più che per una gomma invernale per avere prestazioni (ed estetica, molto spesso) inferiori.

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Articoli correlati:  Le gomme invernali – Le regole per guidare in sicurezza in inverno Emergenza Gelo -  Il ghiaccio vetrone ovvero il Rischio gelicidio -  E ricordiamoci che le Gomme invernali aiutano, ma non risolvono.


Quando il camionista chiede di essere multato per inguaiare il padrone sfruttatore

6 agosto 2013

Caprinodi Maurizio Caprino

“C’è stato un incidente ! Sono al volante di una Yaris ed un un grosso camion mi ha appena urtato ed ha proseguito la marcia…fermatelo!”

Questa la telefonata ricevuta dal Centro Operativo della Polizia Stradale di Genova ieri sera: un automobilista chiedeva aiuto e subito una pattuglia veniva inviata a Sestri Levante, in A12, in attesa di intercettare il bisonte della strada che stava fuggendo dalle sue responsabilità.

L’autoarticolato veniva effettivamente intercettato e fermato, verso le ore 20, in una piazzola subito dopo Chiavari, ma qui iniziavano le sorprese. D.L., l’autista di 36 anni originario della toscana ed alle dipendenze di una ditta di trasporti pisana, ammetteva subito di essere conscio del fatto di non poter circolare.

La domenica, come si sa, vige il divieto di circolazione per i mezzi pesanti e quel mezzo viaggiava in barba a tale normativa.

Ma gli agenti cercavano tracce riconducibili al presunto incidente con la Yaris e nel fare al Centro Operativo di telefonare al numero di telefono dell’automobilista che aveva dato l’allarme, numero rimasto ovviamente in memoria.

Dopo qualche secondo il telefonino dell’autista iniziava a squillare e dopo lo stupore iniziale dei due “centauri” la verità iniziava a venire a galla: lui stesso aveva inventato la storia dell’incidente fingendosi alla guida della Yaris che, a questo punto, era esistita solo nella sua fantasia.

D.L. crollava davanti agli agenti e confessava di aver tirato su quella messinscena nella speranza di essere fermato dalla Stradale: il suo datore di lavoro lo costringeva infatti a circolare nelle giornate vietate…gli doveva 10000 Euro…lui aveva tre figli…la moglie dalla quale si era separato reclamava gli alimenti…e quello era il gesto disperato di chi non sapeva più come fare, una maldestra rivalsa nei confronti del suo capo.

Patente e Carte di Circolazione ritirate e sospese, 419 Euro di sanzione e soprattutto una segnalazione per procurato allarme, questo il triste risultato di una triste storia di una domenica sera estiva.


Liberalizzazioni, semplificazioni e Area C: effetto annuncio, effetto boomerang

17 gennaio 2013

di Maurizio Caprino

I guru della comunicazione fanno il loro mestiere: fare in modo da catturare le simpatie della gente per l’azienda o l’istituzione per la quale lavorano. In campagna elettorale lo si vede di più, ma in questa campagna elettorale continua che è diventata la vita pubblica italiana gli esempi non mancano mai.

Nel tam-tam mediatico, spesso si trascura di sottolineare che certe notizie apparentemente utili al pubblico sono in realtà propaganda. Ancora più spesso non ci si accorge quando il tutto si trasforma in un boomerang.

Qualche esempio?

Dell’inglorioso avvio del “cambio di residenza in due giorni” vi ho accennato nei giorni scorsi. Ma non finisce qui.

Così l’anno scorso – un po’ per far crescere l’Italia e un po’ per sollevare il morale della truppa rispetto crisi, tasse e altre misure non esattamente popolari – il Governo Monti ha battuto molto sul miglioramento della concorrenza nella Rc auto.

Ora si scopre che gli italiani praticamente non se ne ricordano già più.

Passiamo a Milano, dove il Comune per far digerire l’Area C ai molti (troppi) che devono usare l’auto ha messo su una campagna di comunicazione, con tanto di mail informative agli utenti registrati.

Ottimo e doveroso, se non fosse che i cittadini non sono stati informati in tempo (dai siti istituzionali) del nuovo blocco della circolazione, che da martedì colpisce anche le vetture Euro 3 a gasolio.

Peròmi segnala gentilmente Paoblogcon tempestività nella mailing list comunale è girato un comunicato sul primo compleanno dell’Area C (argomento interessantissimo, per carità, ma solo se affrontato con una seria inchiesta giornalistica, che il mondo dei media riesce a fare sempre più raramente).

Il filo conduttore è sempre quello: agire bene è difficile, risolvere i problemi in tempi ragionevoli pure e così anche perosnaggi dalla serietà fuori discussione come Mario Monti si affidano all’ingegno dei guru della comunicazione. Di qui il battesimo di certi decreti legge con nomi che da Monti difficilmente ci si aspetterebbe, come “salva Italia”, “cresci Italia”, “semplifica Italia” eccetera.

Ma le loro idee, sfortunatamente, non collimano con quello che l’apparato burocratico, normativo e finanziario (pubblico) del paese permette. Quindi, sono battaglie perse in partenza.

E non di rado il gioco si regge solo sul fatto che poi media e opinione pubblica non ricordano bene tanti annunci (a parte i roboanti “abolireno l’Imu e il redditometro”).

Forse per noi italiani è ora di diventare adulti.


Milano: da venerdì gli Euro 3 diesel tornano a circolare

17 gennaio 2013

Da venerdì 18 gennaio potranno circolare anche i veicoli diesel Euro 3 senza limitazioni di orario.

Lo ha stabilito la Provincia di Milano, dopo il miglioramento della qualità dell’aria.

Fonte

P.S. credo sia superfluo far notare che ora come ora (12.06), sul sito del Comune diMilano non c’è traccia di questa notizia, anzi, continua ad uscire il popup che riassume le modalità del blocco…


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