Vueling: chi paga con carta di credito paga 9,03 euro in più

23 aprile 2013

polliceversoleggo su Altroconsumo

La low cost spagnola Vueling continua con la pratica scorretta.

A chi acquista un volo online viene fatta pagare una spesa aggiuntiva pari a 9,03 euro per il pagamento con carta di credito.

Importo che non viene applicato, invece, a chi paga con carta di debito.

Abbiamo inviato a dicembre una segnalazione all’Agcm. E, anche in questo caso, è stato aperto dall’Autorità un procedimento per inottemperanza.

Vueling rischia una sanzione pecuniaria (fino a un massimo di 5 milioni di euro) e la sospensione dell’attività fino a un massimo di 30 giorni.


eDreams e Volagratis: Se paghi con carta di credito ti applicano la commissione. Illegale.

12 aprile 2013

leggo su Altroconsumo

Il vizietto di applicare commissioni aggiuntive illecite (anche perché comunicate solo all’ultimo) a chi paga con carta di credito per acquistare un volo online, ha preso anche i siti di viaggi eDreams e Volagratis.

Abbiamo provveduto a segnalare il sito all’Antitrust per comportamento scorretto e a Banca d’Italia per mancato rispetto della normativa sui servizi di pagamento.

A seguito di una segnalazione ricevuta sulla nostra pagina Facebook abbiamo provato anche noi a prenotare un volo di a/r Milano Alghero: partenza il 25 aprile e rientro il 4 maggio.

Costo dei biglietti per due persone 263,01 euro. Questo il prezzo pubblicizzato. Però al momento della scelta della modalità di pagamento nella sezione carta di credito vengono evidenziate le commissioni aggiuntive che occorre pagare:

  • con Carta eDreams si ha uno sconto di 10,13 euro;
  • con carte di debito Mastercard e Visa o prepagate la commissione ammonta a 3,50 euro;
  • con carte American Express la commissione è di 4,44 euro;
  • con carte di credito Visa o Mastercard  si pagano  5,02 euro.

Su Volagratis abbiamo invece prenotato un volo a/r Milano – Roma con partenza il 27 aprile e rientro il 5 maggio. Il costo dei biglietti per due persone è di 148,08 euro. Al momento della scelta della modalità di pagamento nella sezione carta di credito vengono evidenziate le commissioni aggiuntive che occorre pagare:

  • con carte di credito Mastercard e Visa 24,80 euro;
  • con carte American Express, la commissione è di 28,80 euro.

Questo comportamento è scorretto, perché il consumatore ne viene a conoscenza solo al momento del pagamento e non all’inizio della prenotazione e della scelta dei biglietti.

Inoltre tutto questo è contrario alle norme sui servizi di pagamento: in particolare l’articolo 3 comma 4 del dlgs 11/2010 afferma che “Il beneficiario non può applicare spese al pagatore per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento”. Cosa che invece accade su eDreams.

Inoltre, in maniera del tutto ingiustificata, queste spese vengono applicate su ogni singolo biglietto pur essendo la transazione unica. Nel nostro caso usando una carta di credito Visa avremmo pagato ben 20,06 euro in più rispetto al prezzo del biglietto (e dunque in totale 283,07 euro), cioè una commissione aggiuntiva in più per ognuno dei 4 biglietti, pagati peraltro con un’unica transazione di carta di credito.

Abbiamo chiesto all’Antitrust la sospensione del comportamento scorretto e la sanzione per eDreams e a Banca d’Italia di intervenire per sanzionare la mancata applicazione delle norme sui servizi di pagamento


Volotea: sovrapprezzo (illegale) se paghi con carta di credito

31 gennaio 2013

leggo su Altroconsumo

Ce lo avete segnalato voi sulla pagina Facebook, e noi abbiamo fatto partire la segnalazione all’Antitrust e alla Banca d’Italia, con cui chiediamo la fine del comportamento scorretto e sanzioni per la compagnia aerea Volotea.

Per legge, infatti, nessuna spesa può essere applicata a chi paga con una carta di credito o con qualsiasi altro strumento.

Al fine di tutelare i consumatori, il legislatore ha previsto che il gestore di un sito, una volta fissato il prezzo di un certo prodotto o servizio, possa solo ridurlo, decidendo di effettuare uno sconto se il pagamento avviene attraverso un determinato strumento. Ora l’Antitrust apre un procedimento per pratica commerciale scorretta.

Quello dell’acquisto di biglietti con sovrapprezzo è uno dei problemi che si possono verificare quando si organizza un viaggio.

Sempre in tema di sovrapprezzo sull’acquisto dei biglietti, lo scorso giugno l’Antitrust ha sanzionato altre compagnie aeree che mettevano in atto lo stesso comportamento.

Alcune si sono adeguate; due, Ryanair e Vueling, no. Sono state nuovamente segnalate all’Antitrust per inottemperanza.

E’ probabile che l’effetto immediato sarà un aumento dei prezzi di vendita: gli operatori aggiungeranno al prezzo le commissioni di pagamento. Meglio, però, avere prezzi chiari e trasparenti che pratiche scorrette.

Di certo il confronto sarà più agevole. E se è più facile confrontare è anche più facile che ci possa essere vera concorrenza e dunque che i prezzi, proprio per questo, si riducano nel tempo.


Carte You & Eni: un bis interessante

8 gennaio 2013

Avendo il dente avvelenato con Eni non è facile per me mantenere l’obiettività ;-) tuttavia visto il tono positivo contenuto nell’articolo di Altroconsumo

°°°

Eni ha lanciato sul mercato due carte prepagate e una carta di credito. Promossa la versione base della prepagata per lo shopping online, la carta di credito è tra le più convenienti.

Le due carte prepagate che abbiamo analizzato sono emesse dall’Istituto centrale delle Banche Popolari e si possono usare sul circuito Mastercard e Paypass. Non è necessario cambiare conto corrente e servono anche come carte fedeltà permettendo di accumulare punti You&Eni nelle stazioni Agip ed Eni e pagando con la carta in qualsiasi negozio del circuito Mastercard, anche online.   Dal punto di vista grafico, le due carte sono identiche, ma hanno caratteristiche diverse.

La You&Eni prepaid base ha un massimale di spesa annua pari a 2.500 euro, un costo di attivazione di 3,50 euro incluso nella prima ricarica che deve avvenire in contanti in una stazione a marchio Agip o Eni. Il costo di ricarica è di un euro nelle stazioni di rifornimento. Il costo aumenta se si fa nelle ricevitorie Sisal (2,50 euro), con bonifico bancario (2 euro), via Atm QuiMultibanca (2,50 euro), online dal sito http://www.cartasi.it e se si è già titolari di una Cartasì (2 euro).

Il prelievo contante costa in Italia e area Sepa 2 euro. La commissione aggiuntiva sul tasso di cambio è del 2%. Dal confronto con le altre prepagate sul mercato, You&Eni è tra le più convenienti se si usa per fare shopping nei negozi virtuali (insieme a Carta Tasca delle Banche di credito cooperativo e a Carta Jeans della Banca popolare di Milano) Infatti, se consideriamo un uso solo online della carta (con sole tre ricariche nell’anno) il costo è di 6,50 euro nell’anno dell’attivazione e 3 euro dopo.

Diventa meno appetibile per chi ne fa un uso più complesso (7 ricariche, 6 prelievi Atm in Italia e area euro, l’uso in valute extraeuro per 200 euro): il costo diventa 30,50 euro nell’anno dell’attivazione e 27,50 euro dopo. Così nella nostra classifica scende al 19esimo posto.

La You&Eni prepaid contrattualizzata ha un massimale di spesa annua pari a 12.500 euro. Costo di attivazione di 3,50 euro incluso nella prima ricarica che deve avvenire via bonifico dal conto corrente del titolare della carta. Il costo di ricarica è di 1 euro nelle stazioni Agip ed Eni. Può avvenire anche presso le ricevitorie Sisal (costo 2,5 euro), per bonifico bancario (costo 2 euro), via ATM QuiMultibanca (2,5 euro), on line dal sito http://www.cartasi.it se si è già titolari di una Cartasì (2 euro). Il prelievo contante costa in Italia e area euro 2 euro, diventa 4 euro per prelievi contanti in area extraEuro. La commissione aggiuntiva sul tasso di cambio è del 2%.

Emessa da Cartasì, si può acquistare anche senza cambiare conto corrente. Per il nostro profilo classico di utilizzo (12 estratti conto di valore superiore ai 77,47 euro, spending annuo 4.500 euro, 1 utilizzo extraUem per 200 euro e 1 prelievo extraUem di 100 euro)  la carta costa 43,24 euro l’anno (con estratto conto online 30,88 euro l’anno).

E’ la scelta migliore per tutti coloro che non hanno caratteristiche particolari (come essere correntisti Webank, Fineco, Ing Direct o Websella). Per chi è socio Altroconsumo è preferibile la carta Altroconsumo che costa 15,52 euro l’anno, che diventano  7 euro l’anno con estratto conto online.

Si può usare nei negozi convenzionati con il circuito Mastercard e per pagare il carburante nelle stazioni Eni, il che fa accumulare il doppio dei punti You&Eni. Si accumulano punti You&Eni anche per i pagamenti nei negozi del circuito Mastercard. La carta è utilizzabile anche per acquisti contactless di valore massimo di 25 euro nei negozi aderenti al circuito Paypass.

Il canone della carta è gratuito il primo anno e poi passa a 18 euro che non si pagano se nell’anno si sono fatti acquisti con la carta per almeno 1.000 euro. L’e/c cartaceo costa 1,03 euro, costo che si annulla con l’invio on line. Per ogni e/c di valore superiore ai 77,47 euro è dovuta l’imposta di bollo di 1,81 euro. Non è prevista nessuna commissione carburante.


Da una parte i benzinai e dall’altra Petrolieri e Governo Monti. Ed in mezzo chi ci sta? Noi….

17 dicembre 2012

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto

La durissima protesta indetta dalle sigle Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio non si ferma.

Tra il 17 e 22 dicembre prossimi i gestori hanno indetto il “No RID Day”, nel quale non pagheranno le forniture alle Società petrolifere per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti collettivi.

Per di più, molte Compagnie hanno annunciato a loro volta che non riforniranno gli impianti.

A sostegno gratuità dei pagamenti con carte di credito e bancomat, i gestori, dal 24 al 30 dicembre prossimi, rifiuteranno i pagamenti con moneta elettronica (carte di credito, pago bancomat e altro), protestando “contro il rifiuto delle banche ad applicare la norma di legge che prevede la gratuità dell’utilizzo della moneta elettronica, sia per i gestori sia per i consumatori, per il pagamento dei rifornimenti fino a 100 euro”.

Una vecchia questione, che si protrae da anni, con norme cavillose soggette a più interpretazioni: come sempre, alla fine, a pagare è il cittadino.


App acquistate involontariamente: Google e Apple segnalate al Garante

13 dicembre 2012

leggo su Altroconsumo

Inserisci la password per acquistare una app gratuita, ma i sistemi di pagamento di Google Play e App Store permettono a tuo figlio di scaricarne altre a pagamento o di acquistare “soldi virtuali” per giocare; una pratica commerciale scorretta che abbiamo prontamente segnalato al Garante.

Sono in molti ad averci segnalato alcuni problemi legati ai sistemi di acquisto dei giochi e delle app di Android e iOS (Apple). In particolare tanto con Google Play (il negozio virtuale di Google) quanto nell’App Store di Apple esiste la possibilità, tutt’altro che remota, di trovarsi addebitati sulla carta di credito acquisti involontari, soprattutto se il dispositivo rimane per qualche tempo nelle mani di un bambino.

Addebiti spesso veicolati da applicazioni all’apparenza gratuite o dalla troppa facilità di effettuare acquisti dopo il primo inserimento della password di sicurezza. Per questa ragione abbiamo inviato all’Antitrust due ricorsi per pratiche commerciali scorrette a carico di Google e di Apple.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta. Nello store di Google, molti giochi (in particolare per bambini) sono gratuiti, ma hanno funzionalità limitate; per riuscire a sfruttarli a pieno bisogna dotarsi di armi, vestiti, accessori virtuali. Virtuali, ma che costano denaro contante: li si può comprare da dentro il gioco.

In Google Play la configurazione base prevede che, una volta inserita la carta di credito nel sistema, l’acquisto avvenga semplicemente cliccando un paio di tasti. Se il giochino ha un sistema come quello che abbiamo descritto, una volta nelle mani di un bimbo il rischio di acquisti involontari è davvero altissimo.

Il problema descritto per Android si presenta anche su iOS, ma ha radici e soluzione leggermente diverse. Per impostazione predefinita quando si scarica un’app dall’App Store il sistema chiede la parola d’ordine. Quindi sembrerebbe che l’acquisto involontario da parte di un bimbo sia impossibile.

E invece no: per evitare scocciature al cliente, se si effettua un nuovo acquisto entro 15 minuti il sistema non chiede più la password. Ed ecco quindi che si apre lo scenario affinché un bambino, in questi primi 15 minuti, spenda e spanda più o meno senza volerlo.

Con i dispositivi Android, è possibile impostare un pin, da inserire prima di fare compere online, proprio per evitare incauti acquisti.

Per impostarlo accedete al Google Play Store, cliccate “Menu” e “Impostazioni”. Selezionate “Imposta Pin” e una volta fatto selezionate la casella “Usa PIN per gli acquisti”: da ora in avanti per acquistare qualcosa dovrete inserire il pin. Ricordate inoltre che con Google Play Store avete 15 minuti di tempo per ripensarci e disdire l’acquisto.

Per evitare problemi se avete invece un iPhone (o un iPad) a cui può accedere anche un bambino, potete fare così: da “Impostazioni” scegliete “Generali” e “Restrizioni”. Cliccate su “Abilita restrizioni” e il sistema vi chiederà di creare un codice a 4 cifre. A questo punto avrete accesso a un ampio panorama di restrizioni per impedire pasticci sul vostro apparecchio.

Per il nostro caso particolare, ci interessa la sezione “Contenuto consentito”: qui potete disabilitare del tutto gli acquisti Inapp (cioè gli acquisti di contenuto virtuale effettuati a partire da una applicazione) oppure impostare la password in modo che venga richiesta ogni volta e non una volta ogni 15 minuti.

 

 


Biglietti aerei online: due compagnie nuovamente segnalate all’Autorità

6 dicembre 2012

delle due l’una: o le compagnie aeree sono realmente di coccio e non capiscono quali siano i diritti dei consumatori oppure se ne fregano; della legge, delle sanzioni e, non ultimo, dei loro clienti.

Boicottate i furbetti, lasciate vuoti gli aerei della Ryanair e poi vediamo…

leggo infatti su Altroconsumo dell’ennesima segnalazione all’Autorità di due compagnie che si ostinano a non rispettare le regole: Ryanair e Vueling:

Nel mese di giugno l’Antitrust aveva multato alcune compagnie aeree per pratiche commerciali scorrette.

Spesso, infatti, ai clienti che acquistavano biglietti online venivano applicate commissioni in base alla carta di credito utilizzata per pagare. In seguito alla sanzione, le compagnie avevano preso l’impegno di adeguarsi alla legge, alcune entro il 30 novembre 2012 e altre entro il 1° dicembre 2012. A distanza di qualche mese, abbiamo provato ad acquistare online i biglietti aerei per verificare se le compagnie si sono adeguate.

Air Italy: La compagnia si è adeguata. Adesso, fin dall’inizio della procedura d’acquisto, viene pubblicizzato il prezzo completo.

Alitalia: La compagnia si è adeguata. Ora il prezzo pubblicizzato è quello completo, include tutte le spese e, al momento del pagamento, non c’è nessuna spesa aggiuntiva quando si indica la propria carta di credito.

Blue Panorama: Anche la Blue Panorama si è adeguata al provvedimento dell’Antitrust.

Easyjet: Anche in questo caso il prezzo pubblicizzato è ora quello completo. La compagnia, però, riconosce (e lo può fare, secondo la legge) uno sconto del 2,5% a chi paga con carta di debito (Visa o Maestro).

Ryanair: La compagnia low cost irlandese non rispetta ancora le regole e la pratica scorretta continua. A chi paga i biglietti con carta di credito, infatti, viene imposta una commissione pari al 2% del totale da pagare. In particolare viene applicata per carte Visa, Mastercard, Ryanair Visa e Mastercard. Questa non viene richiesta per i pagamenti con Mastercard Prepagata, Ryanair Cash Passport, Visa Electron, Visa Connect e Visa Debit.

Vueling: La low cost spagnola continua a praticare la pratica scorretta. Fa pagare spese aggiuntive diverse a seconda del tipo di carta utilizzata per il pagamento. I possessori di American Express e Diners Club dovranno pagare 13 euro, 11 euro per carte di credito Mastercard e Visa, pagano 7,50 euro le carte di debito Mastercard e Visa Electron. Gli unici a non pagare nessuna commissione sono i possessori della carta Vueling Visa: peccato che non sia distribuita in Italia.

Wizzair: La compagnia ora rispetta le regole. Le spese di 12 euro che vengono sommate al prezzo del biglietto vengono indicate sin dall’inizio e non sono legate al pagamento con carta.


Siti degli operatori telefonici: alcune ombre

23 novembre 2012

circa il sito della Tim ho già detto quando ho consegnato virtualmente il Premio U.C.C.S. ;-) ed ora che sono un utente soddisfatto di CoopVoce devo dire che il loro sito è molto chiaro e ben fruibile; sarebbe meglio però se si potessero disattivare tutte le opzioni attive e non solo alcune, comunque sia nel complesso è un problema da poco. Anche CoopVoce permette, con una sola registrazione, di controllare e gestire tutte le Sim.

leggo su Altroconsumo

Quasi tutti gli operatori di telefonia mobile offrono ai propri utenti una serie di servizi sul proprio sito che consentono di gestire in parte la propria utenza. Online è possibile non solo verificare il credito residuo e ricaricare la sim, ma anche controllare la propria tariffa, le opzioni attive (e attivarne di nuove), cambiare il piano tariffario e controllare il dettaglio proprio traffico telefonico.

Abbiamo scoperto che non tutto fila liscio: In due casi il servizio di ricarica online elude i sistemi di sicurezza delle carte di credito e in altri due non è possibile disattivare o cambiare online le opzioni telefoniche impostate.

Importante sapere che tutte le operazioni si possono fare solo nelle rispettive “aree clienti”, per accedere alle quali è sempre necessario registrarsi al sito. Tim e Tre hanno solo la registrazione “per numero telefonico”, ovvero una volta nell’area clienti l’utente può gestire solo quel determinato numero di telefono. Certamente più comoda la soluzione adottata da Vodafone e Wind, con la quale un solo utente registrato può controllare tutti i numeri a lui intestati passando agevolmente da un’utenza all’altra.


Volotea: sovrapprezzo se paghi con carta di credito.

26 ottobre 2012

leggo su Altroconsumo

La compagnia aerea Volotea fa pagare ben 15 euro a chi compra i biglietti online sul sito e paga con carta di credito (Visa o Mastercard).

Ce lo avete segnalato voi sulla pagina Facebook, e noi abbiamo fatto partire la segnalazione all’Antitrust e alla Banca d’Italia, con cui chiediamo la fine del comportamento scorretto e sanzioni per la compagnia aerea Volotea.

Per legge, infatti, nessuna spesa può essere applicata al cliente, anche di un sito di commercio elettronico, che paga con una carta di credito o con qualsiasi altro strumento.

Non solo. Al fine di tutelare i consumatori, il legislatore ha previsto che il gestore di un sito, una volta fissato il prezzo di un certo prodotto o servizio, può solo ridurlo, decidendo di effettuare uno sconto se il pagamento avviene attraverso un determinato strumento.

Lo scorso giugno l’Antitrust ha sanzionato altre cinque compagnie aeree che mettevano in atto lo stesso comportamento. E’ probabile che l’effetto immediato sarà un aumento dei prezzi di vendita: gli operatori aggiungeranno al prezzo le commissioni di pagamento.

Meglio, però, avere dei prezzi chiari e trasparenti che pratiche scorrette. Di certo il confronto sarà più agevole.

E se è più facile confrontare è anche più facile che ci possa essere vera concorrenza e dunque che i prezzi, proprio per questo, si riducano nel tempo.


Carte di credito, non c’è solo quella della banca, ma…

24 ottobre 2012

La mia carta di uso abituale è quella di Altroconsumo e quindi non può essere utilizzata quale riferimento, dato che è emessa dalla Banca Sella solo per i Soci ed a condizioni vantaggiose; a prescindere dal costo annuale, offre la restituzione dello 0,2% di quanto si spende annualmente.

Può sembrare poca cosa, tuttavia se si utilizza la carta il più possibile (facendo felici i nostri tecnici...) va da sè che alla fine dell’anno ilmio saldo è attivo… ;-)

E’  evidente che non ci si può associare ad Altroconsumo (che economico non è) solo per poter avere questa carta; resta il fatto però che usufruendo per esempio della convenzione con Zurich Connect ho risparmiato 204 € rispetto ala precedente assicurazione…

Comunque sia, scusate se ho divagato; l’argomento di questo post si rifà all’articolo che leggo su Il Salvagente e che pubblico in sintesi:

Una carta di credito “a saldo”, da usare al posto di quella concessa dalla propria banca, o come seconda carta. Molti la scelgono, e  SuperMoney ha stilato la classifica delle cinque migliori offerte di ottobre 2012.

I risultati emersi dal confronto si basano su una simulazione che prevede l’emissione di una carta a saldo, per un utente che spenda circa 500 euro al mese con la carta. La lista comprende solo le carte che gli istituti concedono a tutti i risparmiatori. I costi, però, sono altini.

L’American Express Blu è in cima alla classifica, ma solo per i primi 12 mesi. Il canone è gratuito per il primo anno (sale a 30 euro a partire dal secondo). Sono a carico del cliente ulteriori spese come le comunicazioni periodiche e l’imposta di bollo. I costi di gestione sono tuttavia compensati da un bonus pari all’1% di ogni acquisto, che viene riaccreditato al titolare. Il tetto di spesa massimo mensile è pari a 1.500 euro.

Al secondo posto Barclaycard Classic, emessa da Barclays, che si appoggia al circuito Visa. Il canone annuo è gratuito e include anche una polizza assicurativa sugli acquisti. Il fido massimo mensile è di mille euro. Il totale delle spese a carico del cliente è di 31 euro.

American Express guadagna anche la medaglia di bronzo con la sua Explora. Il canone annuo è anche qui gratuito per il primo anno, e sale successivamente a 35 euro. Le spese accessorie ammontano a 21,7 euro e il tetto massimo di spesa è pari a 1.500 euro al mese.

Quarta classificata Carta Attiva di Agos Ducato, che si appoggia al circuito Visa o, in alternativa, a MasterCard. Ha un canone gratuito, ma le spese extra a carico del cliente sono pari a 49,1 euro. Il tetto massimo di spesa mensile è di 1.500 euro.

Classic di Deutsche Bank si appoggia al circuito Visa. Ha un canone annuo di 40 euro, al quale si aggiungono le altre spese, pari a 12 euro. Il tetto massimo di spesa mensile è di 5.200 euro.

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