Alimentazione: novità dall’Inghilterra sui colori Southampton

23 luglio 2012

un interessante articolo che leggo su Sicurezza alimentare

Il nome della Burger King è stata rimosso dalla lista del Regno Unito delle società i cui prodotti sono privi dei colori Southampton a cui uno studio ha associato effetti di iperattività nei bambini.

Questo a seguito della decisione della catena di fast food di installare entro i prossimi sei mesi in un piccolo numero di ristoranti i distributori automatici Coca-Cola Freestyle.

Questa macchina già presente negli Stati Uniti in oltre 2.000 punti vendita permette ai clienti di scegliere una bevanda a piacimento tra una vasta gamma di combinazioni e di sperimentare nuovi sapori.

Coca-Cola afferma che non è stato possibile rimuovere tutti i colori Southampton dal sistema prima della distribuzione, ma ha ribadito l’ impegno a farlo sulla sua intera gamma di prodotti, in accordo con la Food Standards Agency.

La denominazione Southampton ha origine da una ricerca finanziata nel 2006 proprio dalla Food Standards Agency e condotta presso la Università da cui prende il nome.

I risultati, pubblicati nel 2007 hanno dimostrato un collegamento tra 6 coloranti artificiali utilizzati come additivi ( sunset yellow E 110, tartrazine E 102, carmoisine E122, ponceau 4R E124, quinoline yellow E104, e Allura red E129)  e il conservante benzoato di sodio con l’aumento dell’iperattività nei bambini dai 3 agli 8/9 anni.

Secondo l’EFSA questo studio presentava delle incongruenze e non poteva rappresentare una base scientifica certa per cambiare le dosi di assunzione giornaliere accettabili degli additivi alimentari (DGA) in particolare perché nessuno di questi coloranti è stato testato singolarmente.

In seguito ad una successiva revisione dello studio da parte di Efsa, la Food Standards Agecy ha consigliato al governo britannico l’imposizione del divieto volontario su questi coloranti da attuarsi entro la fine del 2009.

Nel luglio 2010 è entrato in vigore il Regolamento (CE) n. 1333/2008 il quale dispone che per l’utilizzo negli alimenti di uno o più dei sei coloranti citati nello studio Southampton è richiesta l’apposizione sull’etichetta di un’avvertenza sanitaria obbligatoria che indichi il possibile collegamento con l’iperattività in alcuni bambini.


Meno colorante nell’aperitivo

30 agosto 2010

L’Autorità, per conto della Commissione europea, sta riesaminando tutti gli additivi alimentari, cominciando dai coloranti, sulla base dei dati tossicologici disponibili. Sul rosso amaranto, il gruppo di esperti sugli additivi (Ans) dell’Efsa ha concluso che la sostanza non è genotossica (non danneggia il materiale genetico delle cellule), né carcinogenica. Tuttavia, considerato l’impiego che ne fa l’industria alimentare, ha ridotto drasticamente la dose giornaliera ammissibile (Dga) dell’E123, fissandola a 0,15 mg per kg di peso corporeo, rispetto allo 0,80 fissato nel 1984 (0,50 secondo il comitato misto Fao/Oms).

Secondo l’Efsa il rischio di superare anche di sei volte i nuovi limiti riguarda soltanto gli adulti abituati a bere grandi quantità di aperitivo rosso. L’esposizione dei bambini, invece, sarebbe di 30 volte inferiore alla soglia, almeno in base all’impiego del colorante negli alimenti industriali.

Il parere sul rosso amaranto conclude la valutazione di tutti i coloranti azoici, tra i quali figurano i sei che nel 2007 avevano suscitato grande allarme. In seguito a uno studio dell’Università di Southampton, infatti, era emersa una correlazione tra l’iperattività infantile e il consumo di alimenti contenenti una miscela di coloranti e il conservante benzoato di sodio (noto per favorire la formazione di benzene nelle bibite contenenti acido citrico).

I coloranti sotto accusa erano i gialli E102, E104; il giallo-arancio E110; e i rossi E122, E124, E129. A novembre 2009, due anni dopo l’allarme, pur escludendo un nesso di causalità con i disturbi del comportamento dei bambini, l’Efsa ha ridotto la Dga per tre dei sei coloranti sospetti (E104, E110, E124).

Per gli altri non ha disposto alcun cambiamento, pur evidenziando che uno di loro, la tartrazina (E102), può causare reazioni allergiche legate a intolleranza. Tutti i coloranti dello studio Southampton sono ancora in uso nei prodotti alimentari, quali bevande analcoliche, prodotti da forno e dessert.

Fonte: www.ermesconsumer.it

Articolo correlato – A proposito di additivi >

http://paoblog.wordpress.com/2010/05/27/riparliamo-di-additivi-alimentari/


EFSA abbassa i livelli di sicurezza dei coloranti alimentari

13 novembre 2009

Il gruppo di esperti scientifici della European Food Safety Authority sugli additivi alimentari ha abbassato la dose giornaliera ammissibile per i coloranti artificiali: giallo chinolina (E104), giallo tramonto FCF (E110) e ponceau 4R (E124).

Come risultato, il gruppo ha concluso che l’esposizione a questi colori potrebbe ora superare la nuova DGA sia per adulti e bambini.

Il gruppo di esperti ha constatato che i dati attualmente disponibili non richiedono una modifica della DGA esistente per altri tre colori diversi valutati: tartrazina (E102), Azorubina / Carmoisina (E122) e rosso allura AC(E129).

Secondo il panel, solo alcuni bambini che consumano grandi quantità di cibi e bevande contenenti Azorubina / Carmoisina o rosso allura AC potrebbero superare la DGA per questi colori.

John Larsen, il presidente del gruppo di esperti ANS, ha dichiarato: “Molti dei coloranti alimentari sono in uso da decenni dopo la loro approvazione iniziale e così dopo un lungo periodo di uso stiamo ora guardando i dati complessivi disponibili, compresi gli eventuali nuovi elementi di prova sulla loro sicurezza, per proteggere i consumatori europei. Stiamo facendo questo lavoro sistematico per tutti gli additivi alimentari, e abbiamo iniziato con questi coloranti per i quali alcune preoccupazioni sono state sollevate. ”

I sei colori rivalutati dal pannello possono essere utilizzati in una vasta gamma di prodotti alimentari, comprese le bevande analcoliche, prodotti da forno e dolci. Il gruppo ha concluso che uno dei colori, tartrazina, può provocare reazioni di intolleranza – come irritazioni alla pelle – in una piccola parte della popolazione. Per i restanti cinque colori (giallo chinolina, giallo tramonto FCF, ponceau 4R Azorubina / Carmoisina e rosso allura AC), nessuna conclusione definitiva potrebbe essere disegnata su un possibile collegamento con le reazioni di intolleranza data una limitata evidenza scientifica a disposizione.

La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di prendere in considerazione questi sei colori come una priorità, dopo che uno studio è stato pubblicato dalla Southampton University (McCann et al) nel 2007 – il cosiddetto “studio dell’università di Southampton” – che collega alcuni miscugli di questi colori e il conservante benzoato di sodio (coca cola) con iperattività nei bambini.

Larsen ha aggiunto: “Abbiamo ridotto la DGA per tre dei sei colori che abbiamo valutato, ma per ragioni diverse in ciascun caso i dati sono stati diversi in ciascuna sostanza singola. I dati che sono attualmente disponibili – compreso il Southampton studio stesso – non hanno dimostrano un nesso di causalità tra i colori singoli e i possibili effetti comportamentali “.

Fonte: http://www.43zero58.com


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 122 follower