Camion e treni in lite: pochi soldi da dividersi, nessun governo per decidere

15 marzo 2013

Più soldi e più politiche per l’intermodalità, ma bisogna anche trovare il modo per ammodernare i mezzi pesanti in circolazione: troppi non hanno ancora l’Abs.

Un controsenso, se si pensa che l’antibloccaggio dei freni è più diffuso sulle autovetture, che sono più controllabili e in caso d’incidente fanno meno danni. Questa è una spigolatura – in linea col tema principale di questo blog, cioè la sicurezza – che mi viene da fare guardando i risultati del rapporto Aci-Anfia sull’autotrasporto, presentato ieri.

Ma il problema più serio dell’autotrasporto è che è in corso da anni una battaglia tra chi vorrebbe “tagliare i viveri” al settore per favorire le ferrovie e chi invece dice che ci vorranno ancora troppo anni per far crescere il trasporto merci su ferro e quindi nel frattempo l’Italia perderebbe ulteriormente competitività.

L’ultimo episodio di questa polemica è esploso tre mesi fa all’inaugurazione della nuova Torino Porta Susa, la stazione del capoluogo piemontese dedicata all’alta velocità (Scarica Polemica Moretti sui fondi Autotrasporto. Replica di Giachino-4-12-2012).

Protagonisti il big boss delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e l’ex-sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, da sempre vicino all’autotrasporto. I due hanno battibeccato anche sull’entità degli aiuti che lo Stato concede all’autotrasporto, ma non è il caso di addentrarsi.

Il problema di fondo è invece la scelta della strada che s’intende percorrere…

Continua la lettura > Strade sicure – Camion e treni in lite: pochi soldi da dividersi, nessun governo per decidere.


Ecoincentivi per auto: una presa in giro. I fondi sono già terminati

15 marzo 2013

Si sapeva che questi incentivi sarebbero stati inutili e mal gestiti il che la dice lunga sulla capacità dei nostri ex-tecnici al Governo; lo sapevano tutti gli addetti ai lavori (e lo avevano capito anche gli automobilisti più attenti) che con queste regole non si sarebbe andati da nessuna parte ed infatti ecco cosa leggo su Rinnovabili:

Vita breve per gli eco incentivi previsti dal Governo Monti per il settore della mobilità sostenibile.

I nuovi sussidi, dedicati all’ecologizzazione del parco auto delle aziende, hanno aperto il proprio sistema di prenotazioni questa mattina (14 marzo) ma dopo solo poche ore risultavano terminati.

A denunciare quella che è stata rapidamente bollata come “la bufala degli incentivi” è Federauto. La federazione si era fatta fin da subito portavoce delle preoccupazioni del comparto.

Avevamo predetto esattamente quello che sarebbe accaduto - ha commentato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto – Questi incentivi sono solo fumo e niente arrosto anzi, per il nostro settore sono negativi perché hanno innescato un effetto attesa per nulla”.

Nel dettaglio la misura governativa prevedeva la possibilità di prenotare i contributi – pari a 120 ml di euro per il triennio 2013-2015 – attraverso l’apposita piattaforma all’interno del sito www.bec.mise.gov.it, ed era dedicata all’acquisto di veicoli elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno.

Intanto abbiamo dissipato circa 5 milioni di euro di denaro pubblico per non vendere neanche un’auto in più. Adesso butteremo via gli altri 35 milioni destinati alle aziende, ammesso che nel loro parco abbiano autoveicoli da rottamare con più di dieci anni”, conclude Pavan Bernacchi. “Per un’azienda cosa molto difficile. Ai concessionari non resta che gestire le reazioni negative dei Clienti e di questo certo non avevamo bisogno”.

 


26 febbraio: Un concerto straordinario di raccolta fondi per la ricostruzione del Municipio di Finale Emilia

7 febbraio 2013

Un importante appuntamento musicale il cui ricavato servirà per sostenere il progetto di ricostruzione e recupero del Municipio di Finale Emilia, gravemente danneggiato dal terremoto del maggio scorso.

top-terremoto-new

Il concerto, organizzato dal FAI e dall’Università Bocconi, vedrà esibirsi Maria Perrotta, talentuosa pianista vincitrice di numerosi concorsi internazionali, che ha scelto di proporre al pubblico le Sonate op. 109, 110, 111 di Ludwig van Beethoven.

Tre capolavori in cui la forma della sonata classica viene completamente stravolta da una libertà espressiva che prelude al romanticismo, per un concerto dal forte impatto emotivo.

Dal mese di luglio 2012, infatti, la Fondazione sta promuovendo una raccolta fondi i cui proventi verranno destinati ai lavori di restauro del Palazzo Comunale della cittadina emiliana: fino ad oggi sono stati raccolti oltre 360.000 euro, ma per riuscire a realizzare per intero il progetto – redatto gratuitamente dal FAI, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale e con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna – ne occorre quasi 1 milione.

Fonte


Poliziotti allo sbaraglio: con la crisi ai giovani non s’insegna più

14 gennaio 2013

di Maurizio Caprino

Vedi il centauro sulla manica della divisa e pensi che questo, che è il simbolo della Stradale, ti garantisca che il poliziotto che lo espone sia un superspecialista. Non solo nel soccorrerti in caso d’incidente, ma anche nel controllarti nel modo giusto, orientandosi nella selva delle norme (soprattutto quelle sull’autotrasporto).

Poi leggil’intervista di SicurAUTO a Penna Bianca, un poliziotto mitico andato in pensione a Capodanno, e scopri che può anche capitarti un agente che non sa nulla di tutto questo. Il motivo? I soldi che mancano, naturalmente.

Così di fatto oggi si entra nella Stradale anche senza aver fatto i tradizionali corsi di formazione alla mitica scuola di Cesena (Caps).

Il tutto proprio mentre invece gli agenti dovrebbero essere sempre più preparati. Per contrastare fenomeni sempre più dilaganti come le false polizze Rc auto, per applicare norme sempre più complesse e per mettere le mani in emergenza su veicoli sempre più sofisticati (immaginate la specializzazione che ci vuole di fronte a un’auto elettrica che sta prendendo fuoco?).

Un controsenso tipico del nostro tempo: abbiamo norme che ci superproteggono, ma poi non abbiamo i soldi per applicarle (o per applicarle come si deve). Quindi, non ce le possiamo permettere.

In fondo, è appena successo anche con le norme di equipaggiamento delle moto. E sta accadendo anche con le auto. Per non parlare delle strade.

Ma è molto amaro che succeda alla Stradale: viene offuscata la professionalità di tanti uomini eccellenti, che se la solo costruita un po’ quando si faceva formazione davvero e un po’ da soli, magari senza essere nemmeno stati particolarmente incentivati (almeno all’inizio).

Abbiamo professionisti della strada che l’Europa c’invidia e, d’altra parte, proprio sull’alta professionalità ha puntato la Stradale quando è stato chiaro che non si poteva mantenere un organico sufficiente a pattugliare bene anche la viabilità ordinaria. Ma questi professionisti un po’ vanno in pensione e un po’ devono badare ai colleghi più giovani con cui escono in pattuglia.

Vi stupite ancora se gli agenti fanno poche multe?


Non so…togliere i fondi ai ciechi e darli al Maxxi, mi sembra ingiusto

24 ottobre 2012

leggo che i tagli hanno colpito pesantemente i non vedenti con pesanti riduzioni (quando va bene) alle istituzioni culturali:

Le più colpite sono quelle per i non vedenti. Dalla Biblioteca per i ciechi Regina Margherita di Roma (-1,5 milioni) fino al Centro nazionale del libro parlato che non riceverà un euro. Il Fondo di un milione infatti è stato completamente tagliato. 

Ma a soffrire più di tutti sarà il Centro libro parlato di Feltre dove invece i tecnici hanno tolto più di quello che era stato stanziato: -121 mila euro al posto dei 106 mila euro che avrebbero dovuto arrivare.

Taglio da molti zeri per il Fondo Unico dello spettacolo: -11,5 milioni. E poi c’è quello per gli interventi urgenti dovuti ad emergenze ambientali che danneggiano i Beni culturali: -12,7 milioni che sarebbero serviti in caso di terremoti o inondazioni.

Nemmeno i Beni archeologici se la passano bene. Dai 202,8 milioni sono stati tolti 8,5 milioni.  È andata meglio alla Biblioteca nazionale di Firenze che deve rinunciare solo a 14.314  euro.

Prendo atto che la crisi ed i tagli non guardano in faccia nessuno ;-) e quindi che si tratti di non vedenti oppure di Beni culturali sono sacrifici per tutti.

Bè, quasi tutti:

6 milioni di euro è la cifra ricevuta in dote da Giovanna Melandri, neopresidente della FondazioneMaxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, dal ministro dei Benei culturali Lorenzo Ornaghi.

Lo ha annunciato la stessa deputata del Pd. «Me lo ha promesso lui», ha detto Melandri riferendosi a Ornaghi. E pensare che il Maxxi era già stato salvaguardato dai tagli alla cultura stabiliti dalla legge di Stabilità.

Il museo avrebbe avuto un contributo di quattro milioni di euro. Una somma circa tre volte superiore allo stanziamento ordinario previsto dal 2011 in poi dalla legge che diede i natali al Maxxi. Ma si vede che non bastava. Perché lo stanziamento è lievitato fino a raggiungere i 6 milioni.

 


Pierfrancesco Favino per il FAI: Ricordati di salvare l’Italia ottobre 2012

24 ottobre 2012

» Iscriviti al FAI con la promozione web di ottobre!


Ricordati di salvare l’Italia: FAI un sms…

17 ottobre 2012

Come puoi sostenere il FAI:

Puoi inviare un SMS da 2 euro al numero 45503 da ogni cellulare personale TIM, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca oppure chiamando da rete fissa TeleTu e TWT. Sarà possibile donare anche 5 o 10 euro con una chiamata da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.

» Iscriviti al FAI con la promozione web di ottobre!

» Partecipa alla FAIMARATHON domenica 21 ottobre!

» Scopri la sezione “Ricordati di salvare l’Italia”!

 


La Campagna del FAI di raccolta fondi: invia un sms al 45503

10 ottobre 2012

L’Italia è ricchissima, il Paese più ricco del mondo. Soprattutto in questi tempi di crisi. La nostra ricchezza è l‘inestimabile patrimonio di natura, arte e paesaggio, un tesoro unico al mondo.

Un patrimonio preziosissimo che può diventare un’importante fonte di sviluppo economico: la bellezza dell’Italia può e deve creare nuovi posti di lavoro, un incremento del turismo, può diventare il “motore” per una nuova rinascita nel nostro Paese.

Il nostro patrimonio di arte, cultura e paesaggio è un tesoro importante ma molto fragile, che deve essere tutelato e difeso perché non sia inghiottito da un degrado irreversibile. Questa è una responsabilità che spetta a chiunque abbia a cuore la storia e soprattutto il futuro del nostro Paese.

Il FAI da sempre si impegna a difendere e valorizzare questa risorsa strategica, promuovendo una cultura di rispetto per l’arte, la natura e il paesaggio e mobilitandosi contro il degrado, il consumo del suolo e l’abusivismo.

Oggi lancia la Campagna nazionale di raccolta fondi FAI “Ricordati di salvare l’Italia” che si rivolge a tutti coloro che credono nelle potenzialità della bellezza dell’Italia e che credono occorra attivarsi in prima persona, perché il nostro patrimonio ha bisogno di tutti gli italiani.


Raccolta fondi a favore di un documentario sulle donne Saharawi nel Sahara Occidentale

9 ottobre 2012

Tempo fa ho aderito alla raccolta fondi per finanziare la produzione del docu-film Meno 100 chili, ma a questo nuovo progetto di cui leggo su Il Fatto Alimentare non posso aderire, tuttavia almeno un sostegno morale facendo girare il messaggio,  lo posso dare. ;-)

°°°

Manuela Zuccalà insieme alla fotografa Simona Ghizzoni ha raccolto immagini e interviste sulle donne Saharawi nel Sahara Occidentale occupato e nei campi profughi in Algeria.

Si tratta di testimonianze di donne vittime di tortura, incarcerazioni illegali, sparizioni forzate e bombe al napalm durante la guerra tra il Marocco e i Saharawi (un conflitto che si trascina dal 1975, riemersa nelle cronache per il sequestro di Rossella Urru, rapita proprio nei campi profughi saharawi in Algeria).

 La Fondazione americana The Aftermath Project ha coperto le nostre spese di viaggio grazie a un premio che abbiamo vinto lo scorso anno, ma non siamo riuscite a trovare altri finanziamenti per poterci permettere la produzione del documentario Just to let you know that I’m alive.

Per portare a termine il progetto stiamo sperimentando il crowdfunding. Il 24 settembre abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi sul sito Emphas.is

 

Sul blog di Emanuela è postata la storia di Hayat, una ragazza saharawi che ha avuto il coraggio di raccontare pubblicamente lo stupro subito.

Da quando la raccolta fondi è iniziata sono arrivati tanti contributi anche da generosi sconosciuti. Mancano meno di 47 giorni per raggiungere l’obiettivo di 12,200 dollari: contiamo sempre sul vostro prezioso aiuto.

A Roma, lunedì 22 ottobre alle 21, al Teatro Due di vicolo Due Macelli 37, Simona presenterà una selezione di foto da JUST TO LET YOU KNOW THAT I’M ALIVE  durante l’iniziativa Shades of Women, una rassegna dedicata al mondo della fotografia al femminile. L’ingresso è libero.

Si può guardare una preview del documentario al sito Zona.org (l’organizzazione culturale con cui le autrici collaborano)

 


L’occasione fa l’uomo ladro, ma in Regione si esagera…

26 settembre 2012

L’articolo che ho letto poco fa sul Corriere.it, fa capire chiaramente le basi con le quali sono gestiti i nostri soldi da lor signori

Noi dobbiamo stare attenti ad ogni cent che, si sa, la legge (ed il Fisco ancor meno) non ammette ignoranza, tuttavia su queste basi dovremmo fare la dichiarazione dei redditi con un’autocertificazione e via andare…

in sintesi, il succo dell’articolo:

Dal Veneto alla Campania, dal Piemonte alla Sicilia, dal Trentino Alto Adige, che fa per due, alla Sardegna: su dodici consigli presi in esame dal Corriere otto non dispongono di un regolamento che obbliga i politici ad allegare scontrini e fatture.

Nel migliore dei casi basta un’autocertificazione. E anche quando gli obblighi di legge ci sono mancano i controlli.

Lazio?  I soldi vengono erogati ai gruppi e gestiti dal capogruppo-tesoriere. Il consigliere a sua volta porta il rimborso, tramite fatture e il capogruppo/tesoriere vista le spese e paga. Non esiste un controllo «terzo», tutto resta all’interno del gruppo.

Sicilia? Nessun obbligo di rendicontazione. Anche qui il gruppo svolge il doppio ruolo di controllore e controllato.

In Calabria l’articolo 7 della legge 13 del 2002 prevede che le spese effettuate da ciascun capogruppo non siano rendicontate.

La legge regionale della Campania che porta la data del 1972 ed è stata modificata nel 1996 dice: «Per le spese di funzionamento dei gruppi consiliari viene liquidato un contributo fisso mensile». Segue una cifra aggiornata nel tempo. Punto e basta. La Regione fa da «bancomat» e non esige alcun rendiconto nè impone come quei soldi debbano essere spesi.

Veneto:  I sessanta consiglieri veneti percepiscono «fuori busta» 2.100 euro netti al mese per rimborsi esentasse che non richiedono l’obbligo di presentare giustificativi. La giustificazione è stata che quei soldi servono a coprire i costi della benzina. Fatti due calcoli, però, è come se ogni consigliere percorresse qualcosa come 16 mila chilometri al mese.

Il Piemonte: 15 gruppi, 60 consiglieri, 7,5 milioni di euro e autocertificazione libera per ottenere il gettone di presenza. Da qui anche l’annuncio di affidare a terzi la certificazione dei bilanci da pubblicare poi online.

Le Province autonome di Trento e Bolzano: le spese sostenute dai 35 più 35 consiglieri vengono giustificate attraverso una dichiarazione di ogni capogruppo alla presidenza del Consiglio insieme a una nota riepilogativa.

Lombardia: Al Pirellone lo scontrino è obbligatorio. Gli scontrini si allegano ai bilanci, ma l’effettiva verifica della regolarità formale dei rendiconti è affidata all’ufficio di presidenza del consiglio (che nella sua versione originaria contava 4 indagati sui 5).


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 122 follower