I mutui per i giovani precari sono garantiti dal governo, ma le banche…

2 aprile 2014

pollice giùin sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Per far aprire le casseforti delle banche anche ai giovani che hanno redditi precari e nessun santo in paradiso che possa fare da garante per un mutuo impegnandosi a coprirlo in caso di insolvenza, è sceso in campo il governo con un Fondo di garanzia da 70 milioni per il 2014 e il 2015 destinato a coppie sposate under 35 e a single o coppie conviventi purché con figli minori e purché abbiamo un reddito Isee di massimo 40.000 euro (tutte le informazioni su: www.diamoglifuturo.it).

Finora solo 18 banche (tutte di credito cooperativo) hanno aderito al Fondo, nonostante le condizioni siano del tutto favorevoli per le banche.

Infatti dalla fine del 2013, l’esecutivo Letta ha cambiato le regole del Fondo a favore delle banche consentendogli di applicare anche a questi mutui in cui non corrono rischi perché garantiti dai soldi pubblici, il tasso di mercato e non un tasso agevolato come avveniva prima.

“Lo Stato garantisce per le giovani coppie di precari che vogliono accendere un mutuo”, così diceva nel 2011 lo spot del governo per promuovere il Fondo mutui per aiutare i giovani precari a comprare casa.

La soluzione trovata dall’esecutivo di eliminare il vantaggio economico che il Fondo prevedeva per i giovani precari per non intaccare troppo i guadagni delle banche e indurle a offrire questi mutui “garantiti” non sembra funzionare visto che sono davvero pochissime le banche che finora hanno aderito al Fondo (l’elenco sul sito www.diamoglifuturo.it). 

A questo punto viene spontaneo chiedersi se i 70 milioni di euro stanziati dall’esecutivo non possano essere utilizzati in un altro modo.

Ad esempio con un aumento degli sgravi fiscali sugli affitti (l’affitto sembra essere l’unica alternativa valida per chi è giovane ed è precario).


Un libro: Linea di fondo

24 gennaio 2014

Un libro che potrebbe essere interessante per gli opinionisti Francesco & Miro e forse anche per Gigi, appassionato di biografie.

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José Pagliara, centrocampista geniale e sfrontato, naviga le acque insidiose del calcio italiano tra gli anni Settanta e Novanta, salvandosi appena dal naufragio definitivo.

La sua storia è l’intreccio di tre storie diverse, che in un abile gioco di rimandi tra passato e presente raccontano i tre tempi della vita del protagonista: l’adolescente che cresce con il pallone tra i piedi; il calciatore maturo che tenta di rilanciare la propria carriera ma s’imbatte nel marcio di un ambiente che l’ha nutrito e illuso; l’ex atleta alle prese con i fantasmi e una famiglia che va in pezzi.

Chiuderà la storia là dove l’ha cominciata, sul campetto d’infanzia, scovandovi la risposta più imprevista: “Adesso so quale crimine dobbiamo espiare: credere di saper vivere”.

Con un impressionante talento nel gestire i tempi della narrazione e nel delineare la psicologia del protagonista, Claudio Grattacaso racconta il calcio come metafora della vita, inserendosi nella fortunata scia degli scrittori – da Pier Paolo Pasolini a Osvaldo Soriano, da Peter Handke a Manuel Vázquez Montalbán – che hanno trasformato lo sport in letteratura.

(Claudio Grattacaso è nato nel 1962 a Salerno, dove vive. È insegnante. La linea di fondo, suo primo romanzo, è stato segnalato all’ultima edizione del Premio Calvino)


Truffe Rc auto – Le compagnie “eliminano” i periti: risparmiano solo con gli onesti

30 ottobre 2013

La puntata di Mi Manda Rai 3 è visibile cliccando QUI.

Alcune chicche della vicenda:

La Vittoria Ass.ni non ha fatto il rimborso dei danni per questa ragione: “non abbiamo i riscontri tecnico-oggettivi per giudicare credibile la sua versione”

(Vero è che se non mandano il perito a visionare la vettura ed ignorano in ogni caso le foto inviate ed il fatto che Polizia, chiamata dall’automobilista, non è intervenuta a fare i rilievi del caso…che vuoi accertare?)

Provocatoriamente la conduttrice ha chiesto al responsabile Ania presente in studio, che cosa avrebbe dovuto fare l’automobilista, “portare magari dei testimoni falsi?”

Successivamente il Prof. Spadafora, docente istituizioni diritto privato, ha affermato che la variazione del Bonus/Malus in peggio si può fare solo quando si ha accertavo l’effettiva responsabilità da parte dell’assicurato.

di Maurizio Caprino

L’estate scorsa abbiamo lanciato l’allarme sulla “privatizzazione degli incidenti”, che il Governo stava per varare. Segnalammo che, per i sinistri con danni a sole cose, sarebbe stato vietato alle forze dell’ordine effettuare le rilevazioni.

Anche quando è il cittadino a chiamare la pattuglia: chi proprio avesse voluto un intervento avrebbe dovuto chiamare ausiliari ad hoc, alle dipendenze di aziende che guardacaso si stanno strutturando in questi mesi e fanno molto per mostrarsi sia in pubblico sia nei dintorni del Viminale.

Così, di fronte alle pubbliche perplessità, proprio al ministero dell’Interno si convinsero a stralciare questa “privatizzazione” dalla norma sul pubblico impiego (diventata legge proprio ieri), in cui l’avevano inserita.

Però, a sentire le storie di tutti i giorni, quasi ci si convince che la “privatizzazione” era necessaria. Perché le compagnie assicuratrici spesso decidono di non fare il loro mestiere.

Infatti, come mi segnala Paoblog, l’altro ieri a Mi Manda Raitre è stato portato il caso di un automobilista tamponato da un pirata della strada e poi non risarcito: la compagnia ha sostenuto che l’urto avrebbe potuto anche essere provocato da una manovra sbagliata dell’automobilista stesso, che avrebbe portato la vettura contro un muro.

Lodevole zelo antitruffa? Ci piacerebbe se fosse solo questo.

Però poi si scopre che la compagnia non ha nemmeno mandato un perito a fare un riscontro. E sono proprio le perizie a fare la vera attività antitruffa, quella che dà il risarcimento agli onesti e lo nega ai disonesti (facendoli pure denunciare, come vorrebbe il Dl liberalizzazioni del gennaio 2012).

Non è il primo caso di mancata perizia che mi viene all’orecchio. Tra gli addetti ai lavori c’è la convinzione che il non fare le perizie sia una delle poche forme di risparmio che le compagnie stanno riuscendo a perseguire.

Col risultato, appunto, che si penalizzano gli onesti e si aprono portoni ai disonesti.

 

 


L’idea del FMI: un prelievo (ma temporaneo) del 10% dai conti correnti privati?

15 ottobre 2013

banda_bassottila pubblico come la leggo, d’altro canto per essere certo di quel che si dice, vista la qualità dell’informazione, sono andato a cercare l’articolo originale.

In effetti, secondo quanto scrive  il quotidiano belga L’Echo,  il Fondo Monetario Internazionale sarebbe pronto a prelevare “temporaneamente”  (credici se ti va…) il 10% del risparmio privato nei 15 paesi della zona euro.

Obiettivo? Risolvere il problema del debito pubblico.

Così come lo scorso marzo l’isola cipriota, in cambio degli aiuti europei dovette cedere all’idea di una tassa straordinaria per i conti correnti da 100mila euro a salire, e così come nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 1992 Giuliano Amato mise le mani nei conti correnti italiani, ora l’Fmi prova a ripetere la storia.

Se fosse confermata, la notizia manderebbe nel panico la popolazione interessata e provocherebbe una corsa agli sportelli bancomat.

Aggiornamento ovvero ritengo utile, per completezza di informazione, riportare all’interno del post il commento de Il Principe Brutto che fa una precisazione; d’altro canto, come detto in apertura, l’ho pubblicata come l’ho letta:

Il riferimento e’ a questa pubblicazione dell’IMF:  a pagina 49, nella sezione Taxing our way out of – or into – trouble, cé’ un box (numero 6) di un paio di paragrafi.

Il testo parla di un prelievo del 10% del Positive Net Wealth, cioe’ del patrimonio netto. E’ una cosa diversa dal conto corrente, ed anche ben piu’ difficile da implementare direi.

Il punto importante pero’ e’ che, come dicono gli inglesi, il genio e’ ormai fuori dalla bottiglia. Il bail-in cipriota e adesso questo ennesimo accenno ad un prelievo forzoso straordinario moltiplicano i segnali che preannunciano l’arrivo di interventi moto drastici. Aumentano quindi le ragioni per diversificare geograficamente i propri risparmi al di fuori dell’eurozona.

 

 


Fondo Ambiente Italiano – Campagna Nazionale Raccolta Fondi

9 ottobre 2013

Più guardo la cementificazione selvaggia, i rifiuti gettati per le strade e nelle campagnei Sindaci che vogliono radere al suolo un Bosco urbano per costruire uno stadio… e più penso che dobbiamo salvare l’Italia da certi (troppi) italiani …

Sostieni il FAI nella campagna nazionale di raccolta fondi Ricordati di salvare l’Italia dal 7 al 27 ottobre 2013 per mettere l’Italia in sicurezza difendendola dall’indifferenza, dall’abbandono, dal cemento e dagli abusi.

Puoi scegliere di:

  • donare un SMS da 1 euro al numero 45592 da ogni cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca
  • donare 2 euro per ciascuna chiamata da rete fissa TWT
  • donare 5 o 10 euro per ciascuna chiamata da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.


Non riesci a pagare il mutuo? Riparte il fondo del governo

2 maggio 2013

leggo su Altroconsumo

Con uno stanziamento di 20 milioni di euro, dopo 9 mesi di stallo ingiustificato, riparte il Fondo del governo che consente la sospensione del pagamento del mutuo alle famiglie in difficoltà con le rate.

Dal 27 aprile si può chiedere l’intervento del Fondo presentando domanda alla banca in cui avete il mutuo con il modulo che si trova sul sito Consap.

Insieme al modulo bisogna consegnare anche la carta d’identità del mutuatario e l’attestazione del reddito Isee (che non può superare i 30.000 euro), oltre alla documentazione che certifica il licenziamento oppure la morte, la perdita di autosufficienza o l’invalidità superiore all’80%.

Toccherà poi alla banca inoltrare, entro 10 giorni lavorativi, la domanda a Consap che darà la risposta entro 15 giorni lavorativi.

Ricevuta la risposta motivata di Consap, la banca deve immediatamente informare il cliente.

Per sapere nel dettaglio Come funziona questo fondo e quali sono i requisiti per accedere, clicca QUI


Olio di palma: il fondo sovrano norvegese mette al bando i colossi del Sud-Est asiatico, ma…

20 marzo 2013

in sintesi un articolo di Dario Dongo che leggo su Il Fatto Alimentare

Il fondo sovrano norvegese, GPCFG (Norwegian Government Pension Fund Global), con un patrimonio di oltre 710 miliardi di dollari, ha ritirato gli investimenti da 23 società del Sud-Est asiatico che producono olio di palma con metodi insostenibili per l’ambiente.

La Fondazione norvegese per la foresta pluviale (Rainforest Foundation Norway) denuncia da tempo il massiccio disboscamento di queste foreste in Indonesia e Malesia, ad opera dei colossi dell’olio di palma.

Il fondo pensioni norvegese, preso atto delle denunce della Fondazione, ha ridotto del 40% (da 764 a 450 milioni di dollari) gli investimenti sulle produzioni di olio di palma, orientando le risorse verso i soli operatori che seguano i criteri previsti e certificati dal Roundtable for a Sustainable Palm Oil http://www.rspo.org.

Un passo importante, a conferma della crescente attenzione degli istituti finanziari e fondi d’investimento europei verso i temi ambientali.

La grave svista risiede invece nell’aumento degli investimenti del GPCFG sul gruppo malese Sime Darby, accusato dalle ONG internazionali non solo per gli incendi illegali di foreste ma anche per la partecipazione a episodi di rapina delle terre e violazione dei diritti fondamentali delle popolazioni di alcuni Paesi in via di sviluppo.


Mutui: perchè il fondo di solidarietà del governo non parte?

18 dicembre 2012

in sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Nel 2008 era stato introdotto il Fondo di solidarietà per i mutuatari in difficoltà gestito da Consap, reso poi operativo due anni dopo. La riforma Fornero, entrata in vigore lo scorso 18 luglio, ha modificato le regole di accesso al Fondo.

Da allora, questo importante ammortizzatore  è rimasto bloccato perché il ministero dell’Economia non  ha ancora approvato il regolamento di attuazione. Quindi da cinque mesi sono sospese tutte le richieste di accesso al Fondo.

Con grande disagio per le famiglie che non riescono più a pagare perché hanno perso il posto di lavoro. Ben due famiglie su dieci sono in una situazione critica perché un componente ha perso il lavoro o non riceve lo stipendio.

Cosa aspetta il ministero dell’Economia a intervenire?

Al momento, sul sito della Consap che gestisce il Fondo, si legge che il nuovo Regolamento attuativo è in via di emanazione: solo a quel punto sarà possibile fare nuove richieste. Al momento restano valide quelle presentate fino al 17 luglio 2012.


Rate mutui: cambiano le regole per accedere al Fondo di solidarietà

26 luglio 2012

Dal 18 luglio 2012, la riforma Fornero ha modificato l’accesso al Fondo di solidarietà gestito da Consap per chi è in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.

Ma prima di poter presentare richiesta bisogna aspettare il nuovo regolamento attuativo.

Nel 2008 era stato introdotto il Fondo di solidarietà per i mutuatari in difficoltà, reso poi operativo due anni dopo. La riforma Fornero, entrata in vigore lo scorso 18 luglio, ha però cambiato in parte le regole. Vediamo come.

Chi può accedere al Fondo?

Alcune linee guida sono state mantenute e confermate e i richiedenti beneficiari, titolari di un contratto di mutuo, devono avere i seguenti requisiti:

- l’immobile da acquistare deve essere l’abitazione principale (sono quindi escluse case appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9);

- il mutuo deve essere attivo da almeno un anno;

- l’ importo erogato non può superare i 250.000 euro;

- il reddito ISEE del nucleo familiare del richiedente non deve superare i 30.000 euro annui.

C’è però un cambiamento che prevede l’obbligo per le banche di sospendere l’ammortamento dei mutui nei casi in cui il mutuatario debba far fronte ai seguenti eventi accaduti nei 3 anni precedenti la richiesta:

- licenziamento dal rapporto di lavoro subordinato anche per controversie individuali, ad eccezione di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;

- morte o riconoscimento di handicap grave, oppure di invalidità civile non inferiore all’80 per cento

Non potranno essere più ammessi al beneficio, restando dunque esclusi rispetto alle linee guida precedenti, gli accadimenti dei seguenti eventi:

- il pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare documentate per almeno 5.000 euro all’anno;

- le spese di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione o di adeguamento funzionale della casa per cui è stato erogato il mutuo per almeno 5.000 euro;

- l’aumento della rata del mutuo a tasso variabile rispetto alla rata precedente (a causa della fluttuazione del tasso d’interesse) di almeno il 25% per le rate semestrali e del 20% per le rate mensili. …(segue) …

viaRate mutui: cambiano le regole per accedere al Fondo di solidarietà – Altroconsumo.


Milano: dal 1° giugno puoi fare domanda per accedere al bando del fondo anticrisii

28 maggio 2012

Da venerdì 1° giugno sarà possibile presentare le domande per accedere al bando del fondo anticrisi di oltre 4 milioni di euro, istituito dal Comune di Milano per sostenere chi ha perso lavoro e chi condivide il progetto di vivere insieme sotto lo stesso tetto. La modulistica è pubblicata dallo scorso 3 maggio sul sito del Comune.

Si potranno ottenere fino a un massimo di 5.000 euro a sostegno del reddito familiare se si è perso il lavoro, si è in mobilità o in cassa integrazione, o a titolo di contributo per il pagamento dell’affitto o delle spese di acquisto della prima casa se si è una giovane coppia sotto i 40 anni con un progetto di vita insieme.

Il Fondo Anticrisi è stato ridefinito dalla Giunta Pisapia alla fine di gennaio: sono stati introdotti criteri di accesso più ampi al fine di ottenere una più estesa distribuzione delle risorse, pari a 4.166.985, che il bando della precedente Amministrazione non aveva esaurito nel 2010.

“Con il fondo anticrisi – afferma l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – mettiamo a disposizione dei milanesi che hanno perso il lavoro un sostegno al reddito e alle giovani coppie un aiuto per pagare l’affitto o comprare la prima casa. A queste persone in difficoltà vogliamo dire che non sono sole contro la crisi e che, attraverso il bando, potranno ricevere fino a 5.000 euro.

Per raggiungere il maggior numero di persone possibili abbiamo modificato i requisiti necessari per accedere al bando, aumentando le possibilità di partecipazione. In questa ottica, per la prima volta, abbiamo incluso anche le coppie di fatto che acquistano la prima casa o pagano un affitto”.

Per accedere ai bandi è necessario essere residenti a Milano al momento della pubblicazione, avvenuta il 3 maggio scorso. La modulistica riguardante la partecipazione è disponibile sul sito www.comune.milano.it (sezione Bandi aperti), presso le 17 sedi dei Servizi sociali della Famiglia e l’Unità operativa Sportello – Info Point della Direzione centrale Politiche sociali e Cultura della Salute in largo Treves 1.

Le persone con disabilità potranno ritirarla presso l’Ufficio Coordinamento Nuclei Distrettuali Disabili in via San Tomaso 3. Per le informazioni è attiva anche l’infoline del Comune 020202.

Le domande corredate dalla documentazione dovranno essere consegnate, in busta chiusa, negli stessi uffici dove è stata ritirata la modulistica o inviate, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo:
Direzione Centrale Politiche sociali e Cultura della Salute
Settore Servizi per i Minori e per le Famiglie
Servizio Supporto Gestionale e Amministrativo
Largo Treves, 1 – 20121 Milano.

Bando lavoratori. Per il bando a sostegno del reddito di persone o famiglie in caso di perdita di lavoro sono necessari, oltre alla residenza a Milano, un Isee in corso di validità non superiore ai 20.000 euro.

Il potenziale beneficiario deve trovarsi da almeno tre mesi dalla data di presentazione della domanda (e, comunque, dopo il 1° gennaio 2011) in una delle seguenti condizioni: senza lavoro a causa di licenziamento (ma non se per giusta causa); con orario di lavoro settimanale ridotto almeno del 40 per cento per accordi aziendali; in mancato rinnovo di contratto a termine (contratto della durata di almeno 12 mesi o 300 giorni anche non consecutivi nei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda); sospensione dal lavoro in qualità di lavoratore dipendente di un’impresa artigiana o commerciale; collocamento nelle liste di mobilità e in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria.

Previsto l’accesso anche per chi ha subito la cancellazione dell’impresa dai Registri e dagli Albi della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente e la chiusura della partita Iva dal primo gennaio 2011.

Il calcolo per il contributo (di cui si potrà fruire una volta sola) sino a un massimo di 5.000 euro (in due tranches semestrali), terrà conto della composizione del nucleo familiare (numero dei componenti, presenza di figli minori, di anziani e di disabili), dell’età del richiedente (punteggio crescente a partire dai 40 anni) e della situazione occupazionale.

Bando giovani coppie. Il secondo bando del Fondo Anticrisi, destinato al sostegno di progetti di vita in comune delle giovani coppie, per il pagamento dell’affitto di un appartamento o delle spese di acquisto della prima casa, è aperto ai residenti nel Comune di Milano che abbiano contratto matrimonio (civile o concordatario) a partire dal 1° gennaio 2012 o a persone risultanti coabitanti (sempre dall’inizio di quest’anno), anche dello stesso sesso, nello stesso stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo ai sensi dell’art. 4 del DPR 223 del 1989.

L’iscrizione nello stesso stato di famiglia, in questo caso, avviene a seguito di richiesta di entrambi i coabitanti. I richiedenti non devono avere età superiore ai 40 anni, non devono disporre di un immobile sul territorio nazionale (a titolo di proprietà o nuda proprietà, o avere altro immobile in godimento a titolo di usufrutto, uso o abitazione), non devono avere fruito di altre agevolazioni pubbliche per la medesima finalità e devono avere un Isee complessivo inferiore o uguale a 25.000 euro.

Tra i requisiti per accedere sono determinanti anche le caratteristiche dell’immobile. La casa acquistata deve essere ubicata nel Comune di Milano, essere per entrambi la prima casa (anche se il contratto di acquisto è sottoscritto da uno solo dei dichiaranti), non essere un immobile di lusso, avere le caratteristiche adeguate a usufruire delle agevolazioni fiscali previste per la prima casa e avere un valore di acquisto non superiore a 300.000 euro, Iva compresa.

Per il pagamento dell’affitto l’immobile deve rientrare nella tipologia appartamento e non essere di lusso e deve essere ubicato nel Comune di Milano. Il contratto deve essere regolarmente registrato, avere una durata non inferiore ai 4 anni ed essere stipulato da almeno uno dei due dichiaranti.


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