Non parcheggiate vicino a fonti di calore…

23 gennaio 2012

Tempo fa quando raccontavo dell’incivile su Cayenne un amico mi diceva che a gente così lui, potendo, (e non si può, infatti ;-) ) metterebbe una molotov sotto la macchina.

Detto per inciso sembra un’esagerazione se non fosse che il comportamento qui descritto continua…

Spero che l’amico non abbia messo in atto la sua vendetta sull”auto raffigurata, con targa e fanali sciolti da fuoco… :-D

 

 


La nuova proposta del Sindacato dei Vigili del Fuoco (o presunto tale)

2 settembre 2011

Dopo l’ultima realtà editioriale proposta pochi giorni fa collegata solo di nome ai carabinieri (e della quale non posso parlare in quanto ho riveuto una diffida legale da parte della Casa editrice. Loro la chiamano diffida, io la chiamo censura. Ma non ho la forza legale di oppormi, poco da fare.) ecco che anche il Sindacato dei Vigili del Fuoco (o presunto tale) ha cambiato approccio.

Sino a pochi mesi arrivava la classica telefonata nella quale proponevano l’abbonamento ad una rivista attraverso la quale si potevano avere gli aggiornamenti sulla sicurezza del lavoro e, una volta, avevano proposto addirittura un cd interattivo.

Ma i tempi cambiano e loro si adeguano…

Nella telefonata odierna, una donna che si è presentata come Geom. D. mi informava che, con il pagamento una tantum di soli 130 €, avrei potuto ricevere i dati di accesso ad un sito dove Ingegneri dei Vigili del Fuoco e della Polizia Giudiziaria mi avrebbero fornito tutte le informazioni necessarie per restare aggiornato sulla sicurezza del lavoro.

Ma l’offerta includeva anche uno sconto del 20% sull’acquisto di articoli antinfortunistici….

A prescindere che le affermazioni fatte siano veritiere, mi chiedo se sia logico e lecito che il personale dei Vigili del Fuoco e della Polizia giudiziaria  facciano un secondo lavoro che di fatto è offrire consulenze ai controllati?

Ho letto quanto scritto da un Vigile del Fuoco in un dibattito sul web: Sono un vigile del fuoco. ….non posso fare un altro lavoro, sennò mi cacciano…

Di sicuro preferisco i Vigili del Fuoco in divisa, ben riconoscibili ed ai quali dobbiamo essere sempre riconoscenti per il lavoro (sottopagato) che fanno… senza dimenticare i distaccamenti di volontari


“Non scherzate col fuoco”, Legambiente protegge il patrimonio boschivo

15 luglio 2011

Avrà inizio domani la campagna di Legambiente “Non scherzate col fuoco”, 5 giornate di sensibilizzazione organizzate nelle regioni maggiormente colpite dagli incendi. Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna stanno perdendo progressivamente parte del patrimonio boschivo proprio a causa di incendi, dolosi e non, su cui i volontari dell’associazione vogliono informare indirizzando i cittadini a comportamenti che non comportino rischi per l’ambiente e consigliando loro cosa fare in caso di avvistamento di un rogo.

“Contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi tre anni, nel corso dei primi mesi del 2011 abbiamo assistito a un nuovo peggioramento sul fronte degli incendi in Italia – ha dichiarato il direttore generale di Legambiente, Rossella Muroni – che induce a mantenere alta l’attenzione. Dietro a ogni rogo comunque c’è quasi sempre la mano della criminalità, interessi loschi e affari illegali.

Per questo è importante non abbassare la guardia contro un fenomeno che oltre a rappresentare un enorme pericolo per l’incolumità pubblica, ogni anno provoca la perdita di enormi quantità di ossigeno, di biodiversità e bellezze naturali”. Nell’anno internazionale Onu che celebra le Foreste è importante infatti ricordare che gli incendi causano il rilascio in atmosfera di tonnellate di anidride carbonica e la perdita di numerosi esemplari animali e vegetali con danni inestimabili al patrimonio naturale.

“Il lavoro d’informazione e sensibilizzazione è alla base della prevenzione – conclude Muroni – così come l’attività di spegnimento e le sanzioni sono indispensabili nel contrasto dei roghi. Per combattere efficacemente il fenomeno però è necessario eliminare a monte il motivo per cui si appiccano incendi in questo Paese, ovvero la speculazione sulla gestione delle aree bruciate.

La legge per evitare che questo accada esiste, ma è necessario che i Comuni realizzino il catasto dei territori percorsi dal fuoco in modo che si possa sapere con certezza quali sono queste aree”.

viaRinnovabili.it: “Non scherzate col fuoco”, Legambiente protegge il patrimonio boschivo.


Un libro: Manna e miele, ferro e fuoco

11 luglio 2011

di Giuseppina Torregrossa

Ediz. Mondadori   – Pagg. 382  -  € 19,00

Una recensione di Silvia Passini che leggo su Lifegate  

Nella Sicilia di fine Ottocento un racconto di femminilità e naturalezza. La storia di una donna tra la dolcezza della manna e del miele e l’asperità del ferro e del fuoco.

Alfonso e Maricchia sono una coppia di mezza età, che ha già dei figli maschi. Ma la moglie è decisa, vuole una figlia femmina, che la aiuterà e la accudirà durante la vecchiaia. Così, i coniugi chiedono la grazia a Sant’Anna e finalmente nascerà la piccola Romilda.

Questa bambina ha un dono molto particolare, è empatica, instaura un dialogo istintivo con tutte le persone che le si avvicinano, seduce chiunque entri in contatto con lei. Ha un rapporto atavico con la natura, persino le api, che la madre le fa conoscere, si ammansiscono dinnanzi a lei, si uniscono per proteggerla e al richiamo della sua voce producono miele in abbondanza.

I suoi genitori la adorano: Alfonso, mannaluoro da generazioni, sente che quella prodigiosa creatura potrà continuare la sua professione, al contrario dei figli maschi. Lei conosce la magia, sembra già esperta di quel liquido prezioso, curativo e lenitivo che sgorga dai frassini solo in particolari momenti del giorno e dell’anno.

Ma l’idillio con la natura e le persone sembra infrangersi. Un giorno don Francesco, lo sfrontato e arrogante barone di Ventimiglia, la chiede in sposa. Sembra la fine di una vita di dolcezza, tutta fatta di manna e miele. Romilda si trova ad affrontare il ferro e il fuoco dell’irriverenza del futuro marito. Ma questa piccola grande donna saprà fondere la morbidezza con la durezza, senza per questo perdere la sua spontaneità e naturalezza.

Amore e odio, vita e morte si fondono nelle vicende di questo romanzo, ambientato nella calda e profumatissima Sicilia di fine Ottocento. Un racconto di femminilità, dipinta in tutte le sue sfaccettature più complesse, che comprendono la dolcezza del miele e della manna e la pericolosità del ferro e del fuoco.


Un libro: Delitti di fuoco

19 maggio 2011

di Peter Tremayne

Ediz. Hobby & Work – Pagg. 299 – € 9,90

Trama: Anno 666 dopo Cristo. Sorella Fidelma riceve da re Colgù l’incarico di lasciare l’Irlanda e raggiungere Canterbury per allacciare relazioni diplomatiche col regno del Kent. Ma il viaggio si annuncia subito colmo di imprevisti. A causa di una tempesta il vascello di Fidelma è costretto a riparare in Britannia, nel regno di Dyfed.

Qui il vecchio re Gwlyddien si affretta ad offrire ospitalità alla monaca-detective, non solo per cortesia, ma soprattutto perché intende avvalersi della sua abilità investigativa. Infatti l’anziano sovrano è alle prese con un duplice mistero: l’inspiegabile sparizione di un’intera comunità religiosa e il rapimento di suo figlio, erede al trono.

Quale movente nascondono questi crimini? Chi ha passato a fil di spada decine di monaci indifesi? Perché non giunge alcuna richiesta di riscatto per la liberazione del principe? E qual è, infine, l’allucinante segreto custodito da Idwal, un pastore itinerante che tutti vogliono morto?

Letto da: Paolo

Opinione personale: Non c’è molto da dire, perchè le indagini di Sorella Fidelma sono una garanzia ed infatti sabato scorso ho acquistato gli ultimi due libri della serie.

Aggiungerei una constatazione (non una critica): certe volte i nomi dei personaggi e dei luoghi sono veramente ostici da ricordare.

Dello stesso autore:

Nostra Signora delle tenebre

L’abate maledetto

L’abbazia degli innocenti

Un sudario per il vescovo


Le telefonate del Sindacato di Polizia…

23 febbraio 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Ho notato che ieri, dopo parecchio tempo di inattività, vi sono state alcune letture del post inerente al Giornale dei Carabinieri nel quale si parla anche delle varie telefonate dei Sindacati (o presunti tali, vai a sapere) dei carabinieri, dei vigili del fuoco, dei vigili (ops ;-) Polizia Locale) e quelli collegati all’abbonamento al giornale informativo della Guardia di Finanza.

Ho anche notato che quando vi sono letture del post citato, casualmente arrivano in azienda le telefonate dell’uno o dell’altro. Probabilmente il giro di telefonate è ciclico. Stanno tranquilli per un pò, dopo aver saturato i cittadini e poi ricominciano…

Ieri ha chiamato il Sindacato di Polizia ed al solito ha esordito con il tono da amicone: Carissimo come va? Tutto bene? ma gli è buttata male, perchè quando uno da oltre due anni sta cercando di sopravvivere alla pesante crisi economica e lavorativa, mal sopporta anche queste sanguisughe che cercano di spillare soldi…

La mia risposta, con tono decisamente duro è stata: No, va malissimo, sono qua che cerco di tenere a galla l’azienda e l’unica cosa che mi manca è buttare soldi in un abbonamento della Polizia o di chiunque altro…

Lui ha fatto l’ennesimo passo falso: Ma non si tratta di un abbonamento, ma di una sottoscrizione per aiutare la Polizia, il Sindacato di polizia…

Allora parlo arabo? Ripeto il concetto: Pago le tasse, altro che sottoscrizioni per la Polizia…

Ma è il Sindacato di Polizia, non la Polizia, precisa lui…

Ho rischiato l’esplosione telefonica, per cui al ha chiuso la telefonata con il solito tono da viscido usato in apertura: Grazie lo stesso Gentilissimo…

Come già detto a suo tempo la Polizia non vende riviste al telefono. Leggi QUI.

°°°

Aggiornamento del 30.08.2011 – Rieccolo, ancora lui, l’amicone. Rispondo al telefono e mi fa: Buongiorno, sono Cilento, vorrei parlare con il Sig. M….

va da sè che gli chieda a che proposito e lui, Si tratta di una cosa personale, 5 minuti, devo parlare con Paolo, sono Franco…

a quel punto mi svelo e gli dico che non conosco nessun Franco ed il volpone insiste: come non si ricorda? Sono del Sindacato di Polizia…

lo anticipo dicendogli: daje, ci risamo…?! ed allora per una volta annusa l’aria che tira e pur cercando un SI per una sottoscrizione, una tantum, resta più tranquillo dell’altra volta, abbozza e lascia perdere….

resta il fatto che hanno rotto le palle… naturalmente chiamano da un numero privato, per cui non lo si può neanche  identificare preventivamente come un Rompi.

15 settembre 2011 – Dopo anni di oblio, tornano alla carica i vigili urbani milanesi, per Impegno Vigili Urbani.

Dedicato a tutti quanti: Siamo al 3°anno di crisi, Cassa integrazione a piè sospinto, si fa fatica a tirare avanti, il Governo incalza con tasse, imposte e riduzione servizi per i quali paghi lo Stato e poi devi arrangiarti privatamente acaro prezzo (se puoi, sennò ti attacchi) e poi… arrivate voi con queste insistenti proposte di abbonamento a giornali?

Semplicemente, avete realmente rotto i coglioni. 



Cari pompieri, ma perchè non allacciate le cinture?

22 febbraio 2011

Ieri in viale Caprilli, mentre vi avvicino alla nuova rotonda provvisoria nelle vicinanze dell’ippodromo, ecco che si materializza nello specchietto un Doblò rosso che arriva a velocità sostenuta, e che di fatto tenta di superarmi … ma spazio non ce n’è…

…io tengo la mia traiettoria, anticipando la frenata, con dolcezza, in modo tale che il guidatore capisca che devo fermarmi per dare la precedenza e, nel contempo, dargli il tempo di rallentare a sua volta, evitando magari di insistere con la sua traiettoria folle…

passata la rotonda, guardo nuovamente e mi accorgo che è un mezzo dei VVFF, che sono tutti senza cinture, che il conducente telefona mentre guida…

non era un mezzo di pronto intervento, non aveva neanche i lampeggianti, solo la scritta sul tetto… ma in ogni caso sappiamo bene che il mancato allaccio delle cinture per situazioni di emergenza è spesso un alibi…

quello che, una volta di più, mi chiedo, è come sia possibile che persone che tra le altre cose intervengono in caso di incidenti stradali, che vedono più di ogni altro (escluso forse quelli delle ambulanze) i danni che possono subìre le persone che non usano le cinture, ecco come possono i Vigili del Fuoco avere dei comportamenti così superficiali e pericolosi in auto…?

Successivamente hanno guidato con più calma e, avendo sbagliato strada, per non negarsi niente hanno pensato bene di fare inversione di marcia nel punto peggiore di Via Tesio…in prossimità della curva, poco dopo l’inizio della via (arrivando dallo stadio)…


Scegliere la messa a fuoco di una foto “dopo” averla scattata

30 settembre 2010

di Paolo Attivissimo (che non è Paoblog)

Ogni tanto m’imbatto in qualche scoperta tecnologica che risveglia l’effetto wow: quello che si prova quando si vede per la prima volta una cosa apparentemente impossibile diventare realtà.

È il caso di questa demo di Adobe, dove viene mostrata un’applicazione di una lente addizionale “plenottica” (plenoptic lens), composta da un gran numero di microlenti, che si mette fra il sensore e l’obiettivo normale e permette di fotografare il soggetto da angolazioni multiple leggermente differenti. Il segnale raccolto contiene quindi informazioni tridimensionali che consentono di scegliere quale piano di messa a fuoco utilizzare dopo aver scattato la foto. Vedere per credere.

Ci vuole una discreta potenza di calcolo e si paga il prezzo di una risoluzione inferiore, ma poter salvare una foto sfocata irripetibile è impagabile.

Se vi interessano i dettagli, date un’occhiata a questo articolo o a questo (PDF scaricabile) e soprattutto a questo video esplicativo (74 MB, niente streaming). E poi ditemi se non vi sentite dentro una scena di Blade Runner.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com


Ferrari 458 che vanno a fuoco, maxi richiamo per la supercar

2 settembre 2010

Sta per partire un maxi-richiamo della Ferrari 458 Italia, dopo alcuni casi di auto-combustione. Cinque esemplari del gioiello della tecnologia Ferrari, che ha portato maxivendite e un futuro roseo nella crisi globale dell’auto, vanno in fumo.

Un giornalista inglese parla della sfortuna di questa monoposto, un rogo finisce su Youtube, e il caso diventa il giallo dell’auto dell’estate 2010. La Ferrari lo affronta, scopre che in effetti in determinate condizioni di calore e a un certo uso una colla dei passaruota possa colare sugli scarichi e dispone un maxirichiamo di 1.248 monoposto gia’ vendute da quando la vettura e’ stata presentata a Francoforte nel 2009.

Un rogo in Cina, poi a Parigi, uno in Giappone, poi di nuovo in Cina. Con l’aggravante che un videoamatore riprende la 458 in fiamme a lato di una strada e la scena finisce su Youtube. Cinque casi su 12.248 nelle ultime settimane. Maranello aveva dichiarato che avrebbe indagato.

Lo ha fatto e oggi e’ arrivata la soluzione: secondo fonti aziendali, i concessionari chiameranno i clienti, 1.248 in tutto il mondo, per modificare il metodo di assemblaggio del passaruota con la paratia paracalore: al posto della colla presente oggi saranno messi solo fissaggi meccanici.

Sembra infatti che il passaruota e la sua paratia paracalore potessero deformarsi a causa del calore sviluppato dagli scarichi, in particolari condizioni di temperatura ambientale e di esercizio, portando al surriscaldamento del materiale adesivo, con il risultato di sviluppare fumo o fiamme. Quindi via la colla: e mistero risolto in poco tempo.

Un sollievo, sembra potersi dire, per una vettura da 570 cavalli e 325 kmh. Un otto cilindri estremo, il piu’ sportivo della gamma. Un bonus per le casse di Maranello. Che sembra non dover soffrire per il maxi richiamo. Un giornale inglese ha scritto che molti clienti sono disposti a pagare 50.000 sterline in piu’, nonostante tutto, per avere prima il modello. Il mercato va avanti, come lo show.

Ansa.it


La Tata Nano costa poco, ma prende fuoco: un caso a Bombay

25 marzo 2010

Costerà anche poco la Tata Nano, ma rischia di farti finire arrosto. Questo almeno è l’inconveniente accaduto a Satish Sawant, un giovane ingegnere indiano, quando ha ritirato la sua Nano argento metallizzato nuova fiammante, anche troppo.

La sua prima auto, che ha orgogliosamente inaugurato con il resto della famigliola, la moglie e il figlio di cinque anni. Pochi minuti a bordo e dal motore, che è collocato nel posteriore dell’auto, ha iniziato ad uscire fumo. Poi è scoppiato l’incendio.

“Adesso mia moglie non ne vuole più saperne di un’auto – si è lamentato Sawant, raggiunto telefonicamente presso la sua abitazione a Bombay – nemmeno se fosse una Mercedes”. Un caso estremo che tuttavia riaccende le questioni attorno alla sicurezza di questa vettura, che il gruppo indiano ha voluto rendere suo cavallo di battaglia.

Il modello base costa circa 2.500 dollari in India, e la Nano è stata concepita per innescare una sorta di rivoluzione automobilistica nel Subcontinente, dando accesso alle quattro ruote a molte famiglie finora escluse dai costi. Peraltro Tata punta a lanciare la Nano anche in Europa, nel 2011, e successivamente anche negli Usa.

Ma bisognerà regolare la questione di sicurezza e difetti, perché se questo episodio viene ritenuto un caso a sé stante dalla società, che ha avviato una indagine sull’accaduto, non è la prima volta che giungono notizie di problemi alla Nano. Già in occasione del lancio, un anno fa, si erano registrate lamentele, e l’autunno scorso tre clienti avevano segnalato fumo dal motore. Tata aveva imputato la questione a un difetto dell’impianto elettrico, che era stato risolto.

Fonte: APcom


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