In sintesi un articolo che leggo su E-R Consumatori; non so se sia una dimenticanza di chi ha scritto l’articolo o meno, ma non capisco perchè nell’elenco delle Ibride non sia compresa ad esempio la Toyota Yaris, soprattutto tenendo conto che la differenza di prezzo rispetto al modello di punta della gamma ibrida ovvero la Prius è di ben 9700 €.
Detta in soldoni a me farebbe comodo in linea teorica cambiare la diesel Euro 3 con una ibrida, ma incentivata o meno, la Prius (da € 27.500) è decisamente meno appetibile rispetto alla Yaris (da € 17.800) che, in ogni caso, ha dimensioni più adatte all’uso cittadino, visto che è sicuramente più facile parcheggiare un’auto lunga 3,90 mt. rispetto ad una da 4,48.
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Da gennaio 2013 (e per tre anni) partono gli incentivi statali per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2. Una dote di 50 milioni di euro per l’anno prossimo e di 45 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 sembra proprio una buona notizia.
Perché, allora, dalle associazioni dei costruttori di autoveicoli (Anfia e Unrae) e da quella dei concessionari (Federauto) non giungono liberatorie grida di giubilo?
Semplicemente perché secondo gli addetti ai lavori, leggendo con attenzione gli articoli 17 bis e seguenti del decreto Sviluppo non è il caso di farsi troppe illusioni. Anzi. Secondo costruttori e concessionari il sistema degli incentivi, così come strutturato, è insufficiente a stimolare il mercato dell’auto se non, addirittura, inapplicabile.
Innanzitutto, la misura può contare su un fondo a esaurimento piuttosto esiguo, soprattutto per le auto elettriche (nel primo anno i bonus potrebbero esaurirsi in un paio di mesi), che sta obbligando il ministero dei Trasporti ad allestire un sistema di prenotazione degli incentivi (in verità c’è chi dubita che possa essere pronto in tempo); e comunque – affermano dall’Unrae – vendere 25.000 auto in più all’anno non servirebbe a risollevare un mercato in caduta libera.
Poi, il sistema è studiato per lasciare solo le briciole ai privati cittadini, visto che è destinato quasi esclusivamente alla sostituzione di flotte aziendali tramite il meccanismo della rottamazione (ma c’è da chiedersi – ed è una delle critiche più forti - quante aziende hanno auto vecchie di almeno un decennio da rottamare).
La ripartizione dei 50 milioni di euro stanziati per il 2013 parla chiaro: solo 15 milioni andranno ai veicoli che producono da 0 a 95 g/km di CO2 (appunto le auto elettriche e qualche ibrido e gpl), e ben il 70% di questa cifra è destinata alla sostituzione (legata, come detto, alla rottamazione) di veicoli aziendali, veicoli “destinati all’uso di terzi” (taxi, autonoleggi) e veicoli di professionisti e artigiani che li utilizzano esclusivamente per la propria attività.
Dunque solo il residuo 30% è destinato, senza vincolo di rottamazione, ai privati cittadini che vogliano acquistare un veicolo elettrico.
I restanti 35 milioni di euro sono destinati a incentivare l’acquisto di auto con emissioni fino a 120 g/km (ibridi, metano e gpl), ma saranno appannaggio esclusivo di aziende pubbliche e private, artigiani e professionisti (sempre a condizione di rottamare un veicolo immatricolato almeno10 anni prima della data di acquisto del nuovo). Neanche un centesimo per i privati.
In vista del via ufficiale agli incentivi 2013, tutti i costruttori si stanno attrezzando per migliorare le emissioni dei propri modelli.
Ma se la possibilità di accedere ai contributi scattasse oggi, questi sarebbero i veicoli che potrebbero beneficiarne:
Elettrico: Renault Fluence, Zoe, Kangoo e Twizy; Peugeot iON; Mitsubishi i-MiEV; Nissan Leaf; Citröen CO.
Ibrido ricaricabile: Opel Ampera, Chevrolet Volt, Fisker Karma.
Ibrido: Toyota Auris e Prius; Peugeot 3008 e 508 SW; Mercedes E e E SW; Lexus CT; Honda Insight, CRZ, Jazz; Citröen DS5.
Metano: Volkswagen Passat; Fiat Qubo, Punto e Panda Classic.
Gpl: Suzuki Alto, Swift e Splash; Peugeot P206; Opel Corsa; Nissan Micra; Lancia Musa, Y e Y Unica; Ford Fiesta; Fiat Idea, Punto, 500, Panda e Panda Classic; Dr 1 e 2; Citröen C3; Chevrolet Aveo e Spark.
Per il biennio 2013-2014 il contributo è pari al 20% del prezzo di acquisto (ripartito in parti uguali tra Stato e venditore), con un tetto massimo di 5.000 euro per i veicoli più ecologici (con emissioni di CO2 non superiori a 50g/km), 4.000 per quelli che emettono fino a 95g/km di CO2 e 2.000 per quelli che ne emettono fino a 120g/km.
Insomma, comandano le emissioni: più sono basse, più il contributo è generoso.
Ma nel 2015, il portafoglio si farà più leggero e, mentre la percentuale di contribuzione statale scenderà dal 20 al 15%, i “tetti massimi” di sconto caleranno rispettivamente da 5.000 a 3.500, da 4.000 a 3.000 e da 2.000 a 1.800 euro.
Un ulteriore fondo di 50 milioni di euro è infine destinato alla realizzazione di una rete nazionale di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, tassello fondamentale per la diffusione di questo tipo di alimentazione.
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