Le Terme di Ficoncella e “quei” camperisti che ignorano i divieti

23 aprile 2013

Ricevo da un’amica e pubblico ed al fine di disinnescare sul nascere eventuali polemiche con la categoriadei camperisti vi dico subito che non è nostra intenzione fare di tutta un’erba un fascio, tuttavia quanto raccontato e documentato dimostra senza ombra di dubbio che i camperisti in questione non si sono comportati nel rispetto delle norme in vigore e neanche del rispetto degli altri e del Bene comune.

Non so se ti ho raccontato la vicenda dei camper campeggiati alle Terme della Ficoncella, dove ci sono le acque sulfuree. E’ una zona a vicolo ambientale ed archeologico. La struttura è gestita da una specie di cooperativa alla quale il comune ha affidato la custodia. La struttura è ovviamente recintata con cancello di accesso, all’interno c’è un parcheggio a pagamento, anche per i camper, ci sono docce, vasche, ecc.

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Può succedere, come ho fatto a volte io, che uno debba entrare solo per prendere una bottiglia d’acqua, in quel caso si parcheggia fuori si entra un attimo, senza pagare nulla, si prende la bottiglia e si va via. Fuori, a parte la strada per arrivare ai bagni, è aperta campagna con appunto vincoli ambientali.

Stanca della situazione sono andata a scattare le foto e successivamente il mio capufficio, frequentatore dei bagni,  ha chiamato le guardie zoofile; domenica sono andati su a fare un blitz ed hanno fatto il verbale a tutti i trasgressori. Per una persona civile, sono soddisfazioni ;-)

Se però pensi che io sono andata a scattare le foto di mercoledì ed era pieno, immagina la domenica cosa possono aver trovato le guardie zoofile.

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In ogni caso, mi chiedo se era necessario che io scattassi le foto ed un altro chiamasse le guardie zoofile per accorgersi di questa situazione che era sotto gli occhi di tutti.

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C’erano mucchi di bottiglie di vetro, alcune rotte, bracieri, stendini con indumenti ad asciugare, e sporcizia ovunque, e mi si vuol far credere che nessuno avesse mai visto niente?

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Imbecilli? Vandali? Incivili? Chiamateli come volete, io l’olio glielo farei bere….

27 marzo 2013

polliceversoin sintesi una notizia letta stamane sul Corriere.it che mi fa girare le scatole oltre misura….

Olio idraulico versato nella pompa che raccoglie l’acqua piovana: un vandalismo che costerà alle casse del Comune di Vimodrone 150mila euro, la chiusura di una strada trafficata e pesanti disagi.

E per fortuna è stato scongiurato, per un soffio, l’inquinamento del naviglio della Martesana. Ignoti hanno versato – probabilmente una decina di giorni fa – una sostanza oleosa, probabilmente olio idraulico, nel sistema di pompaggio dell’acqua piovana che evita al sottopasso di viale Martesana di allagarsi in caso di piogge intense.

Un’azione sconsiderata che poteva essere pericolosa per il canale navigabile più antico di Milano: le piogge intense annunciate per i prossimi giorni, se non ci si fosse accorti, lunedì, del vandalismo, avrebbero potuto provocare un disastro ecologico.

Il vandalismo avrà conseguenze pesanti anche sulla viabilità della zona: il sottopasso collega la nuova zona residenziale e commerciale di Vimodrone con la strada Padana Superiore, Milano e Cologno Monzese. Disagi anche per i residenti che per raggiungere la Padana dovranno entrare nel centro di Vimodrone, col rischio di imbottigliare una zona già al limite del collasso nelle ore di punta.

 


Una seconda vita per i mozziconi di sigaretta

30 gennaio 2013

DCIM100MEDIASolo pochi giorni fa raccontavo dell’inciviltà tipica di quei fumatori che buttano i mozziconi per terra (dal finestrino, in mare) ed ecco che oggi, in maniera del tutto casuale, ho letto su Rinnovabili la notizia che copio qua sotto; resta da vedere se avrà successo anche da noi, se mai arriverà, in quanto a parte l’impegno dei volontari che raccoglieranno i mozziconi altrui, sarebbe necessaria anche la partecipazione diretta dei fumatori.

Ma un fumatore così incivile da gettare il mozzicone dove capita, avrà la sensibilità necessaria per aderire?

Dubito fortemente. Gli incivili resteranno tali, ed al solito saranno gli altri ad impegnarsi per risolvere un problema che danneggia l’Ambiente ovvero tutti noi…; incivili inclusi.

°°°

 

Ha già conquistato in pochi mesi Canada, Stati Uniti e Spagna. Ora il TerraCycle mira a raggiungere nuovi paesi concentrandosi in questo 2013 in Europa e America Latina. A rendere grande questa azienda di Trenton, New Jersey, è lo speciale programma di “riciclo collettivo” avviato dal suo fondatore, Tom Szaky.

La società, infatti, è specializzata nel riciclo di rifiuti normalmente difficili da recuperare, come i mozziconi di sigaretta, operazioni in cui coinvolge volontari pronti a dare una mano al progetto.

Nello specifico, con la campagnaNo butts”, l’azienda sta raccogliendo le cicche inviate – a spese dell’azienda -  dai volontari, per riciclarle in materiale plastico.

Il processo messo a punto prevede che i rifiuti di sigarette vengano prima rotti per recuperare carta e tabacco da destinare al compostaggio; il filtro, realizzato in acetato di cellulosa, viene quindi fuso e trasformato in un polimero riutilizzabile per realizzare una vasta gamma di prodotti industriali in plastica, come i pallets.

Il progetto, che è sovvenzionato dall’industria del tabacco, fino ad oggi si è dimostrato un successo.  “Abbiamo recuperato rapidamente oltre un milione di sigarette“, ha spiegato Szaky. ”Nei prossimi quattro mesi, il programma sarà lanciato in Francia, Germania, Svizzera, Austria, Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia e forse in Messico”.

Per avere idea dei risultati che si possono raggiungere basti saper che per realizzare “un posacenere, ci vogliono 1000-2000 mozziconi. Per una sedia da giardino in plastica, probabilmente più di 200.000“.

 


Come e perchè “scatta” il passaggio da pedoni a pecoroni (e pure incivili)?

29 gennaio 2013

Quando scrivo di pedoni premetto sempre che arriva il momento in cui ognuno di noi, scende dall’auto e si tramuta in pedone e proprio in quest’ottica, cerco sempre di vedere le cose da entrambe le prospettive;  ritengo di essere una persona di buonsenso e di riuscire a fare la cosa giusta quasi sempre.  Poi, certo, errare è umano…

Tempo fa raccontavo un episodio fra i  tanti, nel quale avevo notato che a seguito di un comportamento sbagliato da parte di un pedone, ecco che tutti gli altri in attesa sul marciapiede si adeguavano.

Ed è logico chiedersi perchè ci si debba sempre adeguare al peggio, piuttosto che comportarsi secondo il buonsenso ed il Codice della Strada.

Sabato scorso è accaduto un episodio che una volta di più mi ha confermato dell’atteggiamento sbagliato che hanno gli italioti che ci circondano.

Stavamo transitando per via Cherubini ed avremmo dovuto svoltare a destra, in via Belfiore. Il semaforo era rosso e per non negarci un’inciviltà aggiuntiva, ecco proprio sull’incrocio un’Audi Q5 bianca, in doppia fila, con le regolamentari 4 frecce che però non ti autorizzano a fare quello che vuoi. Vabbè….

Scatta il verde e svoltiamo o, meglio, vorremmo entrare in via Belfiore, ma non possiamo in quanto una decina di pedoni è avanzata sulla carreggiata di alcuni metri, in attesa del verde per attraversare, impedendo di fatto il transito delle auto e, detto per inciso, ponendosi anche in una situazione di pericolo.

Capiamoci, non si trattava di un gruppetto di adolescenti, ma di un mucchietto di distinte sciure milanesi, tra i 40 ed i 50, con relativi consorti. Faccio un paio di lampeggi ed un gesto con la mano, ed in cambio ottengo un mucchio di risolini divertiti e lo spostamento di un paio di centimetri. Allora avanzo appena e suono il clacson, ma non si spostano. Ridacchiano.

A quel punto capita l’imprevedibile ovvero la timida e tranquilla Signora K abbassa il finestrino e dice, a voce alta, di spostarsi sul marciapiede, che non è il modo di comportarsi. E questa massa di pecoroni ride di gusto, ed allora la Signora K alza i toni e la voce: e spostatevi!

Ecco arrivare dal mucchio selvaggio la voce di un uomo che dice con scherno: e passa, passa…

E la provocazione è giunta al limite, perchè la Signora K sbotta in un insulto che finisce per...onzo, seguito a ruota dal mio vaffan’…. perchè ad un certo punto ti strappano le sberle (virtuali) dalle mani e se non ti sfoghi almeno verbalmente…

Resta il fatto che comporamenti di questo tipo sono continui… e non sono neanche sanzionati o, perlomeno, redarguiti dai vigili presenti, ad esempio, nell’anarchia che nasce in occasione dei mercati rionali.

Le domande sono tante, è evidente, dal perchè chi deve vigilare non vigila, da dove arrivi tutta questa maleducazione e menefreghismo, ma soprattutto perchè non si segua mai l’esempio di chi si comporta come si deve, restando in questo caso sul marciapiede ad attendere il verde, piuttosto che accodarsi agli incivili.

Ed infine l’ultima, domanda, quella che mi faccio sempre. Un genitore incivile cosa insegnerà ai suoi figli?


Domani pago la Cosap, ma il passo carraio lo uso su gentile concessione degli altri automobilisti…

28 gennaio 2013

Domani in azienda paghiamo la Cosap (€ 333) sul passo carraio di cui ho già scritto…

e ieri mio padre quasi non riusciva ad entrare con l’auto a causa dei soliti idioti che parcheggiano ben oltre gli spazi, bloccando quasi il passo… e meno male che ora ha la Toyota Aygo; se avesse avuto ancora la Citroen Picasso non sarebbe riuscito ad entrare..

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ma che gli frega al Comune se paghi e poi devi sperare nell’educazione altrui per riuscire ad accedere?

Sudditi, l’importante è che paghiamo la Cosap…

DoganaTroisiBenigniUnfiorinoA quando la replica del famoso film con Benigni e Troisi?

 

Manca poco, visto l’atteggiamento del Comune con le vie private (quando fa comodo), ma di pubblico passaggio….

 

Suddito milanese, controlla la targa della tua Via e se leggi Via Privata… sta in campana… ;-)


Se c’è un divieto di sosta, ci sarà un perchè…

13 dicembre 2012

In queste settimane quasi tutte le vie della zona sono interessate da lavori (fogne e via dicendo) il che comporta la perdita di numerosi posti auto sulle strade; aggiungendo il fatto che sono sempre più le auto parcheggiate rispetto a quelle in circolazione, va da sè che parcheggiare comincia ad essere complicato.

Tuttavia non è una buona scusa per complicare la vita agli altri, anche se vedremo poi che in questo caso si parla più di comodità che di necessità.

Questa è la situazione dell’angolo fra via Golfo degli Aranci e via Biumi.

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Ora, tenete presente che in questa via transita un autobus e che l’illuminazione stradale non è granchè. Lo faccio notare perchè sull’angolo alla mia sinistra è vietata la sosta, per non complicare appunto il transito dell’autobus e delle auto, ma…

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…ma le auto sostano ugualmente.

In questo scatto la situazione è ancora gestibile, tuttavia quando passo verso le 17 (ed è già buio) ho notato che le auto sono in sosta sino all’angolo,  cosa questa che oltre ad ostacolare l’autobus rende praticamente invisibili i pedoni che devono attraversare, e che di fatto sbucano (spesso colpevolmente, perchè è vero che hai la precedenza, ma questo non ti esime dal guardare prima di attraversare…) davanti all’auto che già di per sè è costretta a spostarsi sulla sinistra per poter transitare nella porzione di strada libera.

Per non negarsi nulla, quasi sempre ci sono anche alcune auto in doppia fila che trasformano il tratto di strada in una chicane…

P.S. Prima scrivevo di comodità piuttosto che di necessità… questo perchè in ogni angolo dove c’è un bar, il divieto di sosta è sistematicamente ignorato, sino poi ad arrivare alla doppia fila sistematica raccontata tempo fa…


Arriva l’incivile di turno e trasforma il marciapiede in una discarica

13 dicembre 2012

Preciso da subito che qui l’Amsa non c’entra.

Ho già avuto modo di lamentare l’inciviltà di chi accatasta i sacchi di rifiuti sul marciapiede, in genere accanto ad un cestino, ma oggi l’imbecille di turno ha superato se stesso.

Nelle foto che seguono potrete vedere l’impraticabilità del marciapiede (Via Fracastoro – ang. Cesalpino, a Milano) grazie ai rifiuti gettati fregandosene non solo della raccolta differenziata e del decoro cittadino, ma anche del fatto che così facendo si bloccava di fatto il transito.

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Nel dettaglio potete vedere rifiuti di carta, polistirolo, plastica e lattine, tutti riciclabili.

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Privacy a scuola: le regole del Garante

6 dicembre 2012

leggo sul Blog del Consumatore un articolo che spiega quali siano le regole sulla privacy in ambito scolastico; proprio nei giorni scorsi mi raccontavano di un ragazzo (18 enne) che a scuola aveva fatto un tema particolarmente bello e che l’insegnante lo voleva leggere in classe, ma per poterlo fare aveva bisogno del l’autorizzazione scritta della madre (del 18enne ovvero del maggiorenne).

Va da sè che la madre del ragazzo, che lavora, ha dovuto uscire prima dal lavoro per recarsi a scuola in un orario prefissato per fare una firma che di fatto è inutile. A che serve essere maggiorenni se poi devono andare a firmare i genitori? Il tutto, in nome della privacy.

Comunque sia la mia opinione su quel che ho letto nell’articolo non fa testo, dato che le norme sulla privacy sono solo aria fritta o, meglio, non servono a tutelare veramente i cittadini.

A parte il fatto che gli alberi sicuramente non ringraziano per la mole di pagine su pagine che dobbiamo sistematicamente firmare per accedere a qualsiasi servizio, resta poi il fatto che banche, assicurazioni & c. ti vincolano all’accettazione di tutte le varie opzioni previste pena l’impossibilità di offrire il servizio. E così hai già perso in partenza…

Poi ci sono le classiche storture grazie alle quali tutelano l’incivile vietando ad esempio le telecamere quale detererrente per chi abbandona i rifiuti sul territorio, ma così facendo non tutelano il mio diritto di vivere in un ambiente pulito.

Pochi parlano del fatto che il Grande Fratello possa addirittura essere una tutela nel caso si venga, ad esempio, multati in una città nella quale non si è mai messo piede.

Infatti, come spiega Maurizio Caprino in un postle norme sulla privacy sono solo un impiccio. Perché vi sarebbe molto utile poter esibire le immagini della telecamera del parcheggio dove la vostra auto era al momento della presunta infrazione e invece, contattando il gestore, scoprite che ha già dovuto distruggere quelle immagini 24 ore dopo, causa privacy. Insomma, per andar dietro alle ragioni dei furbi non abbiamo fatto una cosa molto furba.

Ci sono norme sulla privacy della salute dei dipendenti, per cui il lavoratore assente per malattia deve fornire al datore un certificato contenente la prognosi con la sola indicazione dell’inizio e della durata dell’infermità. Il datore non può raccogliere certificati di malattia dei suoi dipendenti con l’indicazione della diagnosi.

Parlo con cognizione di causa, ma il mio punto di vista è viziato dal fatto che sono una persona corretta e so bene che molti – su entrambi i fronti – non agiscono per il meglio. C’è da dire che ci sono dipendenti che si assentano per patologie che nulla c’entrano con il lavoro. Così come il datore di lavoro è responsabile di patologie legate alle mansioni lavorative, dovrebbe essere tutelato da dipendenti che in azienda non possono fare sforzi e poi vanno a praticare attività sportiva che provoca lesioni da sforzo che vengono poi attribuite alle mansioni lavorative. Le tutele non possono viaggiare a senso unico.

Per garantire la riservatezza dei colloqui agli sportelli e nelle farmacie è necessario attendere il proprio turno oltre la riga gialla. Negli ospedali e nelle grandi strutture sanitarie i  pazienti non possono essere chiamati per nome ad alta voce: è necessario, quindi, distribuire bigliettini numerati al momento dell’accettazione.

Mi chiedo se sia veramente un problema essere chiamati per Nome & Cognome. Ho notato che spesso ci si affida alla chiamata nominale, penso ad esempio a quando ho fatto la visita per il rinnovo della patente. C’è anche da dire che spesso gli anziani si distraggono e non si accorgono dei numeri che scorrono sui display e che gli stessi sono gestiti con troppa velocità dagli addetti che non ti danno il tempo di alzarti dalla sedia, e già sono al numero successivo.

Ma la realtà, poi è ben diversa. Recentemente ho accompagnato mio padre a fare un controllo in ospedale, si è avvicinato al bancone, parlando sottovoce gli hanno assegnato un numero e ci siamo accomodati in sala d’attesa, gli occhi fissi sul display che indicava i numeri chiamati. Se non fosse che poi esce l’infermiera che ad alta voce inizia a chiamare i pazienti per cognome. Non èstato un problema, per noi, ma a che servono regole su regole se poi nella realtà sono disattese? Tanto vale semplifciareci un pò la vita…


Io parcheggio sull’angolo, fallo anche tu; e per non negarci niente…

22 novembre 2012

Parto dal fondo del discorso rispetto a quanto indicato nel titolo ovvero l’altro ieri è arrivato un camion che doveva entrare nel cortile dell’azienda di fronte alla nostra. L’azienda è chiusa, al momento, tuttavia c’è un passo carraio autorizzato, un divieto di sosta ed il cancello che rende impossibile a chi è fuori capire se dentro ci sono 2 piccioni o 10 operai, per cui per quello che ti riguarda, davanti ad un passo carraio non si sosta.

Si, lo so, considerando la mia esperienza personale so di aver scritto una fesseria… ;-)

Tuttavia ieri arriva un camion e trova un Suv parcheggiato in modo tale da impedire di fatto al camion di entrare. Divertente il fatto che qualche settimana fa è arrivato lo stesso camion e si è trovato il cancello bloccato da due furgoni.

Così come è successo l’altra volta sono uscito per informarlo che il Rav4 era lì dal giorno prima e che l’unica era chiamare i vigili sperando che intervenissero in tempi brevi.

Gli ho dato il numero, ha chiamato ed è rimasto parcheggiato per circa 2 ore prima di desistere ed andarsene, impossibilitato a fare quello che doveva.

Oggi, neanche a farlo apposta ecco un’altra auto parcheggiata nel medesimo posto….

Andiamo oltre….

Sono abituato anche alle auto in sosta sull’angolo della via, in modo tale da rendere difficile se non impossibile la svolta per i camion

(e se un camion con della merce può saltare la consegna, seppur con un danno per entrambe le parti in causa, caro il mio incivile pensi mai al fatto che sostando così rendi impossibile la svolta ad un camion dei pompieri? )

…tuttavia in certi incroci rendi anche impossibile svoltare in sicurezza

che sia il famoso Cayenne (ora scomparso….) oppure una Panda, poco importa, sappiamo che gli incivili non conoscono limiti di istruzione, reddito o cittadinanza….

ed ecco che oggi abbiamo due incivili in sosta nel medesimo momento… sui due angoli, in modo da complicare la vita al massimo… agli altri, s’intende …


Troppi pass disabili alle manifestazioni. E a Verona beccano tanti abusivi

19 novembre 2012

Quando scrivo di furbetti, in genere uso il corsivo, ma sempre più spesso li chiamo Incivili tanto è vero che sul Blog ho creato una categoria tutta per loro. ;-)

Tra l’altro, resto dell’idea che spesso questi si sentono 2 volte più furbi ed invece sono 3 volte più scemi.

D’altro canto non è furbizia la loro, in quanto la loro impunità è frutto del cattivo lavoro di chi deve vigilare, sul rilascio e sull’uso dei pass. Quindi dai medici compiacenti, ai funzionari o vigili che non fanno il loro lavoro o chiudono gli occhi con mazzette… ed infatti ecco che se si vuole fare, si fa…, come racconta Caprino, le cose si sistemano velocemente.

di Maurizio Caprino

Voi come li chiamate quelli che vanno in giro col pass disabili falso o abusivo? Furbetti, di solito. E sbagliate. Forse è colpa di noi giornalisti, che scriviamo sempre allo stesso modo e plasmiamo anche il vostro linguaggio e il vostro modo di pensare. Ma in ogni caso questi che abusano del pass sono degli idioti: si fanno beccare come dei polli. Basta che qualcuno si organizzi appena un po’ per scoprirli.

Lo dimostra il caso di Verona, dove la Polizia locale ha controlli mirati durante le grandi manifestazioni. Perché? Semplice: attirano tanta gente e danno problemi di parcheggio, quindi i presunti furbetti sono attratti come le mosche dal miele: tirano fuori il pass e credono di aver risolto i problemi.

I vigili lo sanno e quelli veronesi fanno controlli mirati, soprattutto a Fieracavalli. Risultato: anche durante l’edizione di quest’anno, tenutasi la scorsa settimana, hanno scoperto 30 “furbetti”. Un po’ meno rispetto ai 36 dell’anno scorso (Scarica VERONA COMUNE Fieracavalli), ma sempre tanti.

D’altra parte, il piatto è troppo ghiotto per non approfittarne: come ha scoperto un paio di anni fa Enrico De Vita in un’inchiesta pubblicata su Auto, in Italia i benefici di cui godono i disabili in auto superano anche quelli previsti da Paesi più civili come quelli scandinavi.

Verrebbe da dire che andrebbe anche bene così, visto che mediamente in Italia la mobilità è ben più difficile per tutti e quindi la tutela dei disabili va rafforzata rispetto ad altre nazioni meglio organizzate. Però proprio per questo il pass è una cosa appetibilissima e i controlli vanno fatti come si deve.

A Verona li fanno. E altrove?


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