Apple, già scavalcato il sensore d’impronte

23 settembre 2013

Touch ID-kNz--140x180@CorriereNei giorni scorsi leggevo del nuovo iPhone corredato del lettore dell’impronta digitale ed ecco che oggi Paolo Attivissimo spiega sul suo Blog come sia facile scavalcare questo teorica sicurezza.

Il fatto che il sensore rilevi se il dito è attaccato alla mano o meno, come enfatizza il Corriere, è assolutamente inutile, come dimostra Attivissimo nella spiegazione. ;-)

Scrive Attivissimo: Non c’è niente di magico nel sensore d’impronte della Apple e il fatto che il sensore sia incastonato in un iCoso non lo esonera dalle regole di base della sicurezza informatica: avere come password una cosa che lasci in giro dappertutto e che non puoi cambiare è supremamente stupido. È sempre stato così. La mia critica non è ad Apple: è all’introduzione strisciante di una sicurezza illusoria basata su un dato così personale e inalterabile come la biometria.

Una chicca: …e non dimentichiamo che per un inquirente può essere difficile convincerti a rivelare il PIN del telefonino che contiene i dati che ti incriminerebbero, mentre ottenere una tua impronta è banale. Con l’astuzia o con la forza.  Certo, un sensore d’impronte è meglio di niente; ma un PIN è molto meglio di un’impronta.


iMulte, il ricorso si fa dal cellulare

2 febbraio 2013

leggo su Lettera43

Alcuni sviluppatori hanno pensato di creare un’applicazione per cercare di combattere le contravvenzioni che si ritengono ingiuste.

Chiamata iMulte, al momento l’applicazione è disponibile solo per iPhone.

Pensata per aiutare il guidatore a districarsi nel mare di moduli che si devono solitamente compilare in questi casi, l’applicazione è stata realizzata con il contributo di un legale esperto della materia e permette di verificare le probabilità di successo di un ricorso e poter acquistare eventualmente un modello redatto dallo studio legale già pronto da utilizzare.

L’app permette anche di conoscere le scadenze relative alle multa, creare dei fascicoli per ogni multa, conoscere il prezzo e i punti della patente che saranno eventualmente sottratti e acquistare tutti i modelli di ricorso per ogni tipo di multa.


App acquistate involontariamente: Google e Apple segnalate al Garante

13 dicembre 2012

leggo su Altroconsumo

Inserisci la password per acquistare una app gratuita, ma i sistemi di pagamento di Google Play e App Store permettono a tuo figlio di scaricarne altre a pagamento o di acquistare “soldi virtuali” per giocare; una pratica commerciale scorretta che abbiamo prontamente segnalato al Garante.

Sono in molti ad averci segnalato alcuni problemi legati ai sistemi di acquisto dei giochi e delle app di Android e iOS (Apple). In particolare tanto con Google Play (il negozio virtuale di Google) quanto nell’App Store di Apple esiste la possibilità, tutt’altro che remota, di trovarsi addebitati sulla carta di credito acquisti involontari, soprattutto se il dispositivo rimane per qualche tempo nelle mani di un bambino.

Addebiti spesso veicolati da applicazioni all’apparenza gratuite o dalla troppa facilità di effettuare acquisti dopo il primo inserimento della password di sicurezza. Per questa ragione abbiamo inviato all’Antitrust due ricorsi per pratiche commerciali scorrette a carico di Google e di Apple.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta. Nello store di Google, molti giochi (in particolare per bambini) sono gratuiti, ma hanno funzionalità limitate; per riuscire a sfruttarli a pieno bisogna dotarsi di armi, vestiti, accessori virtuali. Virtuali, ma che costano denaro contante: li si può comprare da dentro il gioco.

In Google Play la configurazione base prevede che, una volta inserita la carta di credito nel sistema, l’acquisto avvenga semplicemente cliccando un paio di tasti. Se il giochino ha un sistema come quello che abbiamo descritto, una volta nelle mani di un bimbo il rischio di acquisti involontari è davvero altissimo.

Il problema descritto per Android si presenta anche su iOS, ma ha radici e soluzione leggermente diverse. Per impostazione predefinita quando si scarica un’app dall’App Store il sistema chiede la parola d’ordine. Quindi sembrerebbe che l’acquisto involontario da parte di un bimbo sia impossibile.

E invece no: per evitare scocciature al cliente, se si effettua un nuovo acquisto entro 15 minuti il sistema non chiede più la password. Ed ecco quindi che si apre lo scenario affinché un bambino, in questi primi 15 minuti, spenda e spanda più o meno senza volerlo.

Con i dispositivi Android, è possibile impostare un pin, da inserire prima di fare compere online, proprio per evitare incauti acquisti.

Per impostarlo accedete al Google Play Store, cliccate “Menu” e “Impostazioni”. Selezionate “Imposta Pin” e una volta fatto selezionate la casella “Usa PIN per gli acquisti”: da ora in avanti per acquistare qualcosa dovrete inserire il pin. Ricordate inoltre che con Google Play Store avete 15 minuti di tempo per ripensarci e disdire l’acquisto.

Per evitare problemi se avete invece un iPhone (o un iPad) a cui può accedere anche un bambino, potete fare così: da “Impostazioni” scegliete “Generali” e “Restrizioni”. Cliccate su “Abilita restrizioni” e il sistema vi chiederà di creare un codice a 4 cifre. A questo punto avrete accesso a un ampio panorama di restrizioni per impedire pasticci sul vostro apparecchio.

Per il nostro caso particolare, ci interessa la sezione “Contenuto consentito”: qui potete disabilitare del tutto gli acquisti Inapp (cioè gli acquisti di contenuto virtuale effettuati a partire da una applicazione) oppure impostare la password in modo che venga richiesta ogni volta e non una volta ogni 15 minuti.

 

 


Apple rilascia iOS6: alcuni consigli

21 settembre 2012

in sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Apple ha rilasciato finalmente iOS6, la nuova versione del sistema operativo presente sui suoi dispositivi mobili (iPhone, iPod touch e iPad).

Purtroppo, come anticipato da Apple durante la presentazione del nuovo sistema operativo, si tratta di un aggiornamento che non può essere fatto su tutti i modelli: Il grande escluso (forse per ragioni più commerciali che tecniche) è la prima versione dell’iPad (iPad1).

Ma che cosa comporta questo aggiornamento? E si tratta davvero di un’operazione così semplice?

Innanzi tutto, come era accaduto già per il passaggio ad iOS5, ti consigliamo di non fare l’aggiornamento proprio nei primi giorni di rilascio di iOS6.

L’operazione potrebbe non andare a buon fine a causa del carico di dati che i server di Apple sono costretti a sopportare durante tutta questa fase. Aspetta qualche giorno (se non qualche settimana) e prova con calma e senza fetta, seguendo alcune regole di buon senso che un’operazione delicata come l’aggiornamento di un sistema operativo impone:

accertati di avere sul computer l’ultima versione di iTunes (la 10.7). Se ne hai una precedente aggiornala prima di iniziare il download di iOS6;

prima di fare l’aggiornamento ad iOS6 ricordati di fare il backup del dispositivo. Questo ti consente di recuperare tutto ciò che avevi prima dell’aggiornamento se si dovesse verificare un problema. Non allarmarti se l’operazione va per le lunghe: dipende da quanta roba hai sul tuo dispositivo.

in particolare, accertati di aver salvato sul Pc le foto e qualunque altro materiale da te creato e che ti dispiacerebbe andasse perso;

collega il dispositivo da aggiornare alla rete elettrica. Se proteggi l’accesso con il PIN, disabilitalo prima di proseguire. Lo riabiliterai una volta che è tutto a posto;

considera, infine che alcune app potrebbero non essere ancora in grado di supportare iOS6.

Potrebbe accadere, ad esempio (soprattutto se decidi di fare l’aggiornamento nei primi giorni), che alcune applicazioni che con iOS5 funzionavano bene, con il nuovo sistema operativo risultino inutilizzabili: se ciò avviene non entrare nel panico, perché nella stragrande maggioranza dei casi basta aspettare che lo sviluppatore della app rilasci a sua volta l’aggiornamento che consente la compatibilità con iOS6.

Ma che cos’ha di nuovo iOS6 rispetto alla versione precedente?

Oltre ad alcuni cambiamenti a livello di grafica, iOS6 ha anche una maggior interazione con Facebook e una versione aggiornata dell’assistente personale vocale Siri, finalmente utilizzabile anche in italiano.

Infine con iOS6 Apple ha detto addio alle mappe di Google, decidendo di dotarsi di mappe proprietarie per non dover dipendere più dal colosso di Mountain View.

Le primissime impressioni su queste mappe sembrano confermare le perplessità emerse nelle settimane passate da parte di chi aveva avuto modo di provarle in anteprima.

Se con il tuo dispositivo iOS fai un intenso uso delle mappe questa è una ragione in più per aspettare prima di effettuare l’aggiornamento e capire bene se ne valga la pena oppure no.

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Apple Maps è un disastro


Arriva l’iPhone 5 e forse porta con sè una sgradità novità…

11 settembre 2012

leggo su Altroconsumo un articolo, circa la prossima presentazione dell’iPhone 5, cosa che di per sè non mi interessa, tuttavia se quanto si legge su più fonti risultasse vero, sarebbe un’ulteriore prova che Apple ha una concezione tutta sua verso i Clienti.

E’ stoeria nota il fatto che nonostanze delle sentenze a suo sfavore, ancora cerchino di non rispettare le norme che prevedono per i consumatori una garanzia legale di 2 anni, offrendone perciò solo 1 da integrare con un prolungamento a pagamento.

In pratica ti fanno pagare per ottenere quello che gli altri produttori ti danno per legge.

Resta il fatto che, come scrive Altroconsumo, nel giugno del 2009 una ventina tra i più grossi produttori di telefonini hanno deciso di adottare la connessione micro-usb come standard per caricabatterie e periferiche, ma Apple ha preferito mantenere sull’iPhone il suo personale tipo di connettore.

Eh vabbè…

Tuttavia ora leggo che sul nuovo iPhone, invece, dovrebbe essere presente una presa un po’ più piccola (19 pin) che, se ha il vantaggio di far guadagnare spazio, ha il grave difetto di scontentare tutti coloro che già possiedono cavi, caricabatterie, custodie e casse stereo dei vecchi modelli. Una scelta che, se confermata, va in direzione opposta agli interessi dei consumatori, che dovranno acquistare un ulteriore adattatore o direttamente nuovi accessori compatibili.

E così facendo Apple ostacolerà anche la riduzione dell’impatto ambientale dei caricabatterie da smaltire ogni anno, quantità stimata nel 2009 ad oltre 50.000 tonnellate all’anno.

Complimentoni :-(


Un solo caricabatterie per tablet, console e smartphone che ci accompagnano in auto

4 settembre 2012

Continua il periodo delle coincidenze, infatti ero in attesa  di acquistare un caricabatterie da auto per l’mp3 ed altri apparecchi ed ecco quello che leggo (in sintesi) un articolo che lego su SicurAuto

I due kit dell’azienda italiana sono blisterati in due differenti configurazioni per assecondare diversi livelli di potenza: Dual-Amp per la ricarica con corrente selezionabilea 800 e 1500 mA e Roll-Tech per caricare i dispositivi che richiedono al massimo 500 mA di corrente; entrambi sono corredati di specifici adattatori per cellulari Nokia, Samsung, Sony Ericsson, iPhone e iPad, connettore Micro e MiniUSB.

Roll-Tech (€ 15,85 ) è un caricabatterie universale per auto e camion a 12 e 24V che eroga una tensione di 5 Volt (per l’esattezza 5,5V) e una corrente massima di 0,5A che lo rendono ideale per la ricarica di lettori mp3, dispositivi vivavoce, auricolari Bluetooth e tutti i dispositivi poco famelici di energia.

L’unità, che s’inserisce nella presa accendisigari dell’auto, ha un led di segnalazione che aiuta a capire quando il dispositivo è alimentato e fa corpo unico con il riavvolgitore automatico del cavo.

Il filo ha una lunghezza utile di circa 90 cm e la possibilità di gestirne l’estensione evita che i cavi troppo lunghi intralcino i comandi sulla plancia.

Dual-Amp (€ 14,65 ) è il caricabatterie a 12 e 24V con un campo di applicazione più vasto grazie al selettore a 0,8 e 1,5A di corrente massima, ideale per caricare smartphone, navigatori portatili (PND) e tablet.

Il corpo dell’ unità è robusto e separato dal cavo di ricarica avvolgibile, un espediente che ne amplifica la fruibilità poiché la lunghezza utile non supera gli 80 cm e smanettare con una tavoletta sottocarica “in punta di piedi” non è il massimo della praticità.

C’è sempre tempo, eventualmente, per munirsi di un cavo USB più lungo e accomodare anche il passeggero che siede a fianco.


Piani tariffari per iPhone 4S (occhio a penali, tassa, ecc.)

25 novembre 2011

Leggo su Altroconsumo

Dal 28 ottobre il nuovo nato di casa Apple, l’iPhone 4S, è disponibile anche sul mercato italiano. I tre operatori nazionali che hanno stipulato un accordo con l’azienda di Cupertino (Tim, Tre e Vodafone) offrono non solo lo smartphone, ma anche soluzioni tariffarie che consentono di avere inclusi sia il traffico telefonico che la navigazione internet.

Abbiamo preso in esame il caso in cui si decida di acquistare un iPhone 4S da 16 GB, con un traffico mensile di 80 chiamate, per un totale di 180 minuti, 60 sms e 250 MB di navigazione internet. I pacchetti sono degli abbonamenti nei casi di Tre e Vodafone e ricaricabili per Tim.

Nel caso degli abbonamenti, bisogna sempre prestare attenzione al costo mensile dichiarato: a questo è necessario aggiungere la tassa governativa di 5,16 euro al mese. Tutti prevedono per i nuovi clienti che utilizzano il servizio di protabilità del numero una tariffa agevolata per i primi 12 mesi.

L’aspetto a cui bisogna prestare attenzione è anche il vincolo di durata: tutti prevedono un vincolo minimo di 30 mesi.

Nel caso in cui si decida di recedere anticipatamente dal contratto, gli operatori pretendono il pagamento dell’intera quota rimanente di rate, ma impongono anche una penale. Questa, quasi sempre superiore ai 100 euro con punte che superano i 300 euro come nel caso di Tim, è spesso difficile da reperire nei siti degli operatori.

lettura integrale dell’articolo, con i dettagli dei costi e tabella riassuntiva QUI


Nuova versione del sistema operativo iOS5

14 ottobre 2011

Un articolo che leggo su Altroconsumo e che potrebbe interessare alla Chicca:

La nuova versione del sistema operativo per iPhone, iPad e iPod touch, iOS5, è appena uscita ed è pronta a introdurre notevoli cambiamenti agli apparecchi portatili di Apple.

Ma in queste ore la procedura di installazione si sta rivelando piuttosto lunga. A complicarla è l’elevato numero di persone che stanno accedendo ai server dell’azienda di Cupertino.

Un’operazione che, oltre a poter provocare problemi ed errori durante l’aggiornamento, rischia di far perdere impostazioni o dati conservati nel proprio smartphone o tablet.

Il consiglio è di  aspettare almeno una settimana, così che l’onda degli aggiornamenti possa diminuire e Apple abbia il tempo necessario a risolvere eventuali problemi.

Ma se sei impaziente e non vuoi attendere, prima di procedere all’aggiornamento segui due importanti consigli:

1 – effettua tramite iTunes il backup dell’intero contenuto del telefono e, per doppia misura, salva i dati più importanti. Potresti, per esempio, importare foto e video sul pc;

2 – se hai il telefono o la sim card protette da un codice pin, disabilita la protezione. Potrai poi ripristinarla una volta che l’aggiornamento sarà andato a buon fine.

 


App per navigare

5 luglio 2011

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, per cui pubblico solo un breve riassunto:

Abbiamo provato 10 tra le app più popolari per usare gli smartphone come navigatori satellitari, e le abbiamo portate allo stesso laboratorio che usiamo per il test dei navigatori classici, per vedere se davvero un telefonino può sostituire un navigatore dedicato.

Per utilizzare un telefonino come navigatore gps non bastano le dotazioni hardware. Occorrono anche programmi appositi, le cosiddette app. Le soluzioni a vostra isposizione dipendono dal sistema operativo del cellulare. Molti telefonini Nokia hanno il navigatore preinstallato; le mappe vanno installate a parte, con una procedura un po’ complessa, ma sono gratuite e si possono utilizzare anche in assenza di segnale telefonico. Anche i telefoni che usano Android si ritrovano con un navigatore preinstallato e gratuito di buon livello ma è possibile installare anche molte altre app: 7 delle 10 da noi provate sono disponibili anche con questo sistema.

E poi c’è iOS, ovvero iPhone: a oggi è questo il sistema operativo per telefoni su cui sono presenti il maggior numero di applicazioni, e anche quelle per la navigazione non fanno eccezione: a esclusione di un paio di navigatori, che per ovvie ragioni si trovano solo su alcuni sistemi operativi, tutte le altre applicazioni hanno una versione per iOS. Se la possibilità di scelta è un punto a favore di iOS, notiamo con rammarico che non c’è un’app gratuita di qualità paragonabile a quelle per Android o Nokia, e che tutte quelle di buona qualità costano parecchio


iWalk – Ricarica batterie per iPhone

21 settembre 2010

Un noto problema dell’iPhone è la durata della batteria. Soprattutto se lo si usa al massimo delle sue potenzialità, arrivare a fine giornata può essere un’impresa.  Chi vuole farcela senza limitarne l’uso, troverà molto interessante questo piccolo accessorio di nome iWalk.

Lontano dalla prese
Si tratta di un “ricaricatore volante” di iPhone, che permette di ricaricare il telefonino Apple anche quando ci si trova lontani da prese elettriche. Il funzionamento è semplicissimo: iWalk va innanzitutto caricato, a casa, attaccandolo alla presa o a un computer. Poi lo si porta con se e, al momento in cui l’iPhone è scarico, si inserisce iWalk nella presa del telefonino, aumentandone sensibilmente l’autonomia: il modello da noi testato ha riportato il nostro iPhone a circa metà carica.

Modelli per tutti i gusti
Sul sito del produttore, lo Svizzero U2O, esistono svariati modelli di iWalk, di foggia e capacità diverse, pensati per ricaricare iPhone e vari modelli di iPod (ma non iPad). Per il nostro test abbiamo selezionato il modello più piccolo, con batteria da 800 mAh.

Come vedremo, si è difeso molto bene. Segnaliamo che lo stesso produttore ha anche una seconda linea di prodotti analoghi, i-UP, destinati a caricare cellulari di marche diverse da Apple, lettori mp3, fotocamere ed altri apparecchi portatili (addirittura c’è un modello pensato per ricaricare i pc portatili).

Caricare il caricatore
iWalk 800 è dotato di tre lucette, che indicano lo stato di carica. Quando lo si mette a caricare (collegandolo a una presa elettrica o alla porta Usb di un computer) la lucetta azzurra indica che l’operazione è terminata e iWalk 800 ha fatto il pieno.

Una volta collegato all’iPhone, due lucette rosse indicano che c’è ancora parecchia carica da trasmettere, mentre una lucetta rossa significa che la carica residua è inferiore al 60%. Inoltre quando iWalk 800 non è collegato a niente, non si vede nessuna lucetta, e quindi per sapere se è carico o va caricato va collegato alla corrente o al telefono.

Il tempo di ricarica è di circa due ore. Questo significa che la miglior maniera di usare iWalk 800 è di metterlo in carica alla sera, quando si mette in carica anche iPhone. Ai disordinati o smemorati, però, farà piacere sapere che anche collegandolo qualche minuto alla presa riesce a raccogliere un po’ di energia che poi potrà riversare su iPhone: non è la soluzione ottimale, ma alla bisogna funziona.

Caricare l’iPhone
Per le nostre prove di ricarica, abbiamo utilizzato un iPhone 3GS, aggiornato a iOS4. Mediamente, un iWalk 800 pienamente carico ricarica un iPhone di circa il 50% in circa un’ora e mezza, un risultato più che soddisfacente. Tanto soddisfacente, in effetti, che non vediamo il bisogno di acquistare uno dei modelli più grandi (e più cari).

Il risultato si riferisce a un iPhone acceso ma non utilizzato; se mentre lo si ricarica lo si usa anche, ovviamente il livello a cui lo si riporterà sarà inferiore. E’ da notare iWalk 800 riesce a ricaricare un iPhone anche quando questo è completamente spento.

Comodo e utile
Le dimensioni sono estremamente compatte: pesa 35 grammi, è largo come un iPhone, un po’ più spesso (17 mm contro i 12 di un iPhone) e alto circa 3 cm. Questo implica che è comodissimo da portare con sé (specie per chi va in giro con una borsa – volendo, una cordicella consente anche di usarlo come portachiavi) e che anche quando è attaccato al telefono non dà particolare fastidio.

Anche la finitura è gradevole e corrobora l’impressione di un prodotto ben curato: disponibile sia in bianco sia in nero, e venduto a un prezzo di circa 25 euro, ci sentiamo di consigliarlo a tutti quelli che spremono al massimo le batterie del proprio iPhone.

Fonte: www.altroconsumo.it


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