In Lombardia, se rottami poi acquisti, non paghi il bollo per 3 anni

4 marzo 2014

un articolo che leggo su Rinnovabili.it che ben si abbina alla promozione che ho ricevuto l’altro giorno per la Yaris ibrida, con uno sconto del 18% … se non fosse che non è il momento di tirare fuori soldi, con l’aria che tira…

Ho fatto due conti; il risparmio sul carburante l’ho stimato in 300 €/anno e quello per il bollo 180-200 € all’anno (per 3 anni), ma poi aumenterebbe quello assicurativo (stimato in 400 € per il primo anno, incluse le polizze aggiuntive, che ora non ho, vista l’età della Toyota) e quindi non se ne esce. Insomma, vorrei, ma non posso.

* * *

Vecchia auto addio. In Lombardia, con la rottamazione e l’acquisto di un veicolo meno inquinante è possibile essere esentati dal pagamento della tassa automobilistica regionale per i successivi tre anni.

A stabilirlo è una delibera della Giunta Regionale, intenzionata a perseguire politiche ben precise per la difesa della qualità dell’aria e la lotta all’inquinamento atmosferico e fedele a quanto stabilito dal Piano Regionale degli Interventi per la Qualità dell’Aria in merito al rinnovo dei veicoli più inquinanti.

Al beneficio di esenzione del pagamento del bollo possono accedere sia i privati cittadini, automaticamente e sulla base dei dati in possesso degli uffici regionali, sia i contribuenti che svolgono attività economica e presentino apposita dichiarazione (“sull’adesione al beneficio – si legge nella delibera della Giunta Regionale - e sulla conformità alle disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato in regime de minimis”).

La delibera della Giunta Regionale stabilisce anche le caratteristiche tecniche che devono avere i veicoli in questione: quelli da rottamare, possono essere autovetture oppure autoveicoli per il trasporto merci con massa inferiore a 3,5 tonnellate, entrambe le tipologie appartenenti alle classi emissive Euro 0 (benzina o diesel), Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 diesel.

Quelli da acquistare, invece, possono essere veicoli destinati al trasporto di persone (massimo 8 oltre al conducente) o di merci (con massa non superiore a 3,5 tonnellate), ma con alimentazione bifuel doppia alimentazione (benzina/GPL o benzina/metano), ibrida (benzina/elettrica), a benzina con classe emissiva Euro 5 o superiore, oppure a gasolio, ma con classe emissiva Euro 6.

Secondo quanto stabilito dalla delibera, che potrebbe diventare una vera e propria best practice buona pratica da seguire anche in altre regioni d’Italia, l’esenzione dal pagamento delle tre annualità di imposta avrà decorrenza dal mese di immatricolazione del nuovo veicolo acquistato in seguito alla rottamazione di quello vecchio più inquinante, che potrà in questo modo essere opportunamente avviato al riciclo.


Aumentano i distributori di gas metano in Italia ma il self service non esiste

25 febbraio 2014

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto, nel quale mi ha colpito (ma non sorpreso) leggere dei problemi causati dal fatto che:

“Gli erogatori di metano italiani sono compatibili solo con le valvole P30 “italiane”, secondo le disposizioni del suddetto decreto, che sono diverse dalle valvole internazionali identificate con la sigla NGV1 compatibili con i distributori di metano europei.” 

Chi l’avrebbe mai detto che non ci adeguiamo alle normative europee? ;-)

* * *

In Italia c’è una maggiore diffusione del metano, tanto che per numero di impianti il Bel Paese ha superato la Germania nella classifica europea. La cattiva notizia, invece, è che la rete a macchia di leopardo non copre molte località italiane e una normativa obsoleta non favorisce il rifornimento in self service al pari dei distributori europei.

I problemi strettamente legati al metano, di cui vi abbiamo parlato nel confronto tra gas metano e GPL, restano ancora gli stessi: distribuzione non capillare, totale assenza di impianti self service e quelli autostradali si contano sulle dita.

A dirla tutta le code per fare il pieno di metano in autostrada affliggono anche gli automobilisti tedeschi che possono contare su soli 3 impianti autostradali dei 918 totali. Ma in Italia è una norma a provocare quel groviglio che causa non pochi problemi a chi deve organizzare delle vere gite fuori porta solo per mettere il metano.

Troppe zone del Paese sono servite da pochi impianti, senza dimenticare che in Sardegna il metano per autotrazione è pura fantasia. Ma il fatto che in altre regioni  ci siano oltre 100 distributori (fonte metanoauto.com) conta poco, poiché la distanza minima tra un distributore e un altro non è equiparata a quella europea.

In Italia è possibile fare metano in self service solo in presenza di personale qualificato per motivi di sicurezza. Gli erogatori di metano italiani sono compatibili solo con le valvole P30 “italiane”, secondo le disposizioni del suddetto decreto, che sono diverse dalle valvole internazionali identificate con la sigla NGV1 compatibili con i distributori di metano europei.

Questa differenza ha creato non poche difficoltà sia alle auto con valvola italiana in viaggio verso l’Europa sia ai gestori dei distributori italiani nel servire auto con valvola internazionale.


Revisione bombole metano: come fare e quanto costa?

11 febbraio 2014

8810-auto_con_bombole_a_metanoin sintesi un articolo che leggo su SicurAuto e, dato che si parla di bombole, integro con quello dedicato al Gpl:  Se devi sostituire il serbatoio, preparati ad un salasso 

Vogliamo analizzare cosa accade quando è necessario, per legge, revisionare le bombole del metano per naturale scadenza dopo 5 anni se omologate in base alla vecchia normativa nazionale DGM, o dopo 4 anni se omologate nel rispetto della più recente normativa europea R110 ECE/ONU. Per il calcolo degli anni vale la data di prima immatricolazione per impianti montati in origine, o negli altri casi, quella di montaggio impianto in post vendita.

Le bombole che non superano il collaudo vengono rottamate e sostituite con altre senza addebito per l’utente. In ogni caso, quelle omologate con la normativa europea, sono comunque rottamate dopo 20 anni per fine ciclo di vita.

L’attuale normativa prevede che la revisione bombole sia gratuita per l’utente poiché tali costi vengono assorbiti da una addizionale sul prezzo del metano alla pompa pari a 0,035 euro /m3 (ultimo aggiornamento aprile 2013).

Restano a carico del cliente i costi di mano d’opera relativi allo smontaggio e rimontaggio delle bombole, delle elettrovalvole eventualmente sostituite e del trasporto dall’officina ai depositi fiduciari di raccolta.

Gran parte degli installatori stabiliscono per ogni bombola da smontare e rimontare un importo fisso, quindi più sono le bombole, più si paga.  La spesa di mano d’opera per lo stacco/riattacco bombole incide pesantemente ed è oltretutto lasciata alla discrezionalità del singolo installatore.

Inoltre abbiamo appurato che esiste una voce poco nota che gli installatori usano addebitare ai clienti oltre la suddetta mano d’opera: le spese di trasporto che spesso non vengono evidenziate in quanto inglobate nella mano d’opera complessiva.

Tuttavia, l’FBM precisa nel suo sito che il contributo (0,035 euro), che è parte integrante del prezzo del metano pagato da tutti gli utenti al momento del rifornimento, “garantisce all’utente il collaudo e l’interscambio delle bombole, la sostituzione gratuita di quelle scartate alle revisioni, una adeguata copertura assicurativa RCV e il loro trasporto ai centri di collaudo“.

Dunque è solo la seconda fase del trasporto, dal deposito al centro di collaudo (e viceversa) che è gratuita per l’utente. L’Ing. Alessandro Cupellaro di SFBM, da noi contattato, ci ha confermato tale procedura. Ne consegue che, nei casi in cui per motivi di vicinanza, si riesca ad eliminare il primo passaggio delle bombole (dall’officina al deposito), l’utente non dovrebbe pagare alcunché per il trasporto.

Veniamo ai costi reali dell’operazione, emersi attraverso una nostra indagine, nel corso della quale abbiamo rilevato che l’esborso è molto variabile poiché in funzione della tariffa di mano d’opera e del numero di bombole da smontare, inoltrare alla revisione e rimontare.

Il costo minimo per la revisione/collaudo delle bombole metano per le berline piccole/ compatte (Fiat Panda, Punto, VW Golf, Peugeot,ecc) è di circa 120 euro, con picchi di 350- 450 euro per vettura dotate di 4-5 bombole. Il tutto escluso eventuali elettrovalvole da sostituire.

In 8 anni, il costo reale di 2 revisioni di bombole metano, può eguagliare o superare il costo per la sostituzione decennale del serbatoio GPL, operazione questa che non gode di alcuna agevolazione di legge.

 


Antitrust: pubblicità Zafira, consumi sbagliati. Poi Opel rimedia

9 dicembre 2013

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto

Tutto ha inizio con le istanze di intervento presentate da vari consumatori e dalla Lega consumatori all’Antitrust per il comportamento poco trasparente della tedesca Opel in Italia: presentava caratteristiche della Zafira Tourer 1.6 Turbo ecoM in modo non corretto.

Occhi puntati sui valori di capacità dei serbatoi di metano e sull’autonomia del modello Opel Zafira Tourer 1.6 Turbo ecoM: i dati riportati non corrispondevano a quelli raggiungibili dagli acquirenti nel normale utilizzo della vettura.

Sul sito opel.it, veniva specificato:Grazie a un nuovo sistema di serbatoi leggeri in materiale composito con fibra di carbonio, è stata aumentata la capacità di metano a 25 kg, alleggerendo la vettura di 85 kg. Con 530 chilometri di autonomia e 7 posti sempre di serie Zafira Tourer ecoM vanta la migliore autonomia del segmento, dispone di una riserva di benzina di 14 litri, per un’ulteriore autonomia di 150 km. Consumi ciclo combinato metano 7,2 m3/100 km“. 

E qui sta il punto: secondo quanto prospettato nelle istanze d’intervento, gli indicati valori di capacità e di autonomia sarebbero sovrastimati.

Ad aprile 2013, è stato comunicato a GM Italia  l’avvio del procedimento istruttorio del Garante.  A maggio, è pervenuta la risposta di GM Italia alla richiesta di informazioni formulata contestualmente alla comunicazione di avvio del procedimento.

La Casa ha proposto una modifica del messaggio pubblicitario e, a giugno, è stato assegnato al Costruttore un termine per l’integrazione degli impegni, accettati da GM Italia.

Così, si chiude il procedimento senza accertare l’infrazione. In caso di inottemperanza alla delibera, l’Autorità applicherà la sanzione da 10.000 a 5.000.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza, può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a 30 giorni.

leggi anche il commento di Maurizio Caprino

* * *

E quindi se non è stata accertata l’infrazione e non segue una bella multa, andrà a finire che, al solito, la Casa automobilistica farà qualche cambiamento oggi, per rifare poi domani gli stessi errori (in netta malafede).

Strano come solo a noi sudditi non sia permesso sbagliare, neanche in buonafede.

Per restare in tema, prendete nota che i possessori di Opel alle prese con notevoli problemi (e scarsa assistenza da parte della Casa), soprattutto sulle auto a Gpl, hanno creato un Gruppo su Facebook con il quale segnalare i problemi e fare gruppo confermando il fatto che l’unione fa la forza.

I consumi delle auto – clicca QUI per leggere gli articoli correlati


Fiat 500L 0.9 richiamate per noie ai condotti del metano

12 novembre 2013

È stato pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un richiamo relativo alle Fiat 500l 0.9 prodotte nel mese di luglio 2013.

Per maggiori informazioni riguardo a questo richiamo, cliccate qui

Fonte: SicurAuto


Mercedes B170 a metano – Bombole a rischio, alcuni distributori rifiutano il pieno

3 novembre 2013

di Maurizio Caprino

Se avete una Mercedes B170 NGT (quella a metano) e trovate un distributore dove vi rifiutano il rifornimento del gas, non stupitevi.

Piuttosto, preoccupatevi: alcuni gestori si stanno cautelando perché c’è addirittura il pericolo di scoppi. Un pericolo solo potenziale, che si desume dal fatto che alcune bombole non hanno superato la prova di pressione in sede di revisione periodica.

Siamo in attesa di risposte da parte della Mercedes, che non ha smentito il problema.

Bisogna capire quanto c’entri la scelta con la quale il costruttore – in anticipo sugli altri – ha scelto il materiale composito per superare i problemi atavici delle bombole per il metano: la pesantezza e l’ingombro, dovuti alla maggior pressione cui il metano va tenuto.

 


La tua Opel ha gravi difetti ed il concessionario (e la Casa) non risolve? C’è un Gruppo Facebook che…

29 ottobre 2013

Nei giorni scorsi ho pubblicato un post sui difetti delle Opel Corsa Gpl Tech e successivamente sono entrato in contatto con Marilena, l’automobilista che avevo visto a Mi Manda Rai 3, determinata a far rispettare i suoi diritti.

Ho quindi scoperto che insieme ad altri compagni di sventura ha aperto un Gruppo su Facebook per raccogliere le lamentele sulle difettosità (gravi) della Opel che restano inascoltate dalla Casa, sebbene sul suo sito scriva che:

Noi di Opel viviamo per le auto, non ci limitiamo a costruirle. Ci piacerebbe condividere con te la nostra passione, le nostre convinzioni e i nostri valori.

Ma tra il dire ed il fare, si sa….

1001949_10201898749179035_326369134_n

Se la tua Opel ha un difetto grave ed il tuo concessionario non risolve, aderisci al Gruppo e segnala il tuo caso.

Come scrivono sulla presentazione:

Con un numero sufficiente di segnalazioni possiamo muoverci meglio. Il gruppo nasce in modo spontaneo da automobilisti che hanno acquistato una Opel e si sono sentiti presi in giro dall’assistenza della Casa e/o dalle sue officine concessionarie autorizzate.

Ecco perché nasce questo gruppo. Per unirci, per raccontarci e a numero sufficiente intraprendere azioni per cercare di essere risarciti o quanto meno tutelato. Da soli siamo uno fra tanti, insieme possiamo diventare la forza che fa la differenza.

Il Blog supporta le iniziative di Marilena & C. , ma siamo due realtà distinte, per cui pubblicherò con piacere eventuali commenti (civili e ben argomentati) o lettere in merito all’argomento, ma il vostro punto di riferimento resta il loro Gruppo FB.

E se ti piace quello che leggi sul Blog, puoi iscriverti al Gruppo Facebook: Paoblog & i suoi bloggers oppure seguire i post su Twitter: @Paoblog


Verona: incentivi comunali per auto a metano e Gpl

3 ottobre 2013

Da lunedì 7 ottobre, saranno disponibili gli incentivi comunali a favore dei cittadini veronesi che installeranno l’impianto a metano o Gpl sull’auto a benzina.

L’incentivo previsto per ogni istallazione sarà di 500 euro per le installazioni di impianti a Gpl. Per chi vorrà invece convertire la propria auto a benzina con un impianto a metano saranno resi disponibili 650 euro ogni trasformazione. Il fondo stanziato dal Comune di Verona ammonta a 43.150,00 euro.

Facendo due conti, le auto trasformate con gli incentivi saranno circa 800: poche, ma meglio che niente.

Per accedere ai contributi, basterà rivolgersi agli installatori e ai concessionari aderenti all’iniziativa, che verificheranno la disponibilità del fondo attimo per attimo e prenoteranno online il contributo. Questo resterà bloccato a favore dell’automobilista richiedente.

Gli aventi diritto riceveranno l’incentivo – direttamente dall’installatore o dal concessionario – sotto forma di sconto al momento della trasformazione. Il collaudo dell’impianto dovrà avvenire entro 90 giorni dalla data di prenotazione.

Sarà cura delle officine la trasmissione della documentazione completa al Consorzio Ecogas entro 180 giorni solari e continuativi dalla data di prenotazione.

Gli installatori che vogliono aderire a questa agevolazione, possono già prenotare i contributi e portare avanti tutti i relativi passaggi attraverso la procedura accessibile dal sito http://www.ecogas.it (sezione incentivi locali – Veneto – Comune di Verona).

Tutti gli installatori che intendono partecipare devono obbligatoriamente aderire inviando al Consorzio Ecogas il modulo di adesione all’iniziativa (e-mail incentivilocali@ecogas.it oppure via fax 06/86324407).

Fonte: SicurAuto


Groenlandia, verde entro il 2100 a causa del cambiamento climatico

30 agosto 2013

AmbienteQuello che non dicono nell’articolo che leggo su Rinnovabili è il problema causato dal disgelo di aree normalmente ghiacciate, come sta accadendo anche in Siberia; lo scongelamento del permafrost, infatti, è un problema serissimo, sconosciuto a molti.

Giorni fa ho visto su Rai5 un documentario che trattava per l’appunto del metano rilasciato dai ghiacci in fase di scongelamento.

° ° °

Se si pensa alla Groenlandia vengono in mente distese ghiacciate e scorci dal fascino incantato. Ma il panorama sarà così per sempre? Secondo esperti climatologici già entro il 2100 un’area della Groenlandia pari all’estensione della Svezia potrebbe essere ricoperta dal verde.

Nel prossimo secolo la temperatura più elevata permetterà la crescita massiccia di 44 tra le specie più comuni dell’America e dell’Europa, che popoleranno la Groenlandia apportando un cambiamento notevole dato che ad oggi ci sono solo 4 specie in grado di fornire legno relegate in piccole aree del sud del paese.

A queste conclusioni si è giunti dopo numerosi esperimenti che hanno portato alla conclusione che ad oggi numerose specie arboree potrebbero già sopravvivere al clima dell’isola tra cui il larice siberiano, l’abete, il pino ricordando che probabilmente alla fine di questo secolo la betulla nana dell’Artico sarà diffusa in tutta la Groenlandia, che sarà libera dai ghiacci.

“La Groenlandia, in altre parole, ha il potenziale per essere molto più verde”, ha dichiarato il ricercatore Svenning Jens-Christian. “Le foreste di conifere come quelle dell’Alaska e del Canada occidentale saranno in grado di prosperare in gran parte della Groenlandia, per esempio, con la diffusione di abeti come il Sitka e il pino”, precisa l’esperto.

Nuovi alberi e nuovi arbusti potrebbero inoltre offrire nuove possibilità lavorative per la popolazione locale, rappresentando un vantaggio per la fauna e la flora del posto e contribuendo alla riduzione dell’erosione del terreno.


Il metano in austostrada: accordo fra regioni per una rete capillare

16 aprile 2013

Perché gli automobilisti si convincano a passare ad alternative più pulite di mobilità è necessario che possano contare su infrastrutture di rifornimento capillari.

Nasce con questo obiettivo l’accordo di sviluppo della rete di distribuzione metano per autotrazione sulla rete autostradale del Nord Italia.

Il progetto, che prevede l’implementazione dei punti di erogazione ed individua le aree di servizio per l’installazione, è reso possibile dalla collaborazione di 4 regioni e associazioni del settore.

Nel dettaglio  l’amministrazione piemontese tramite il proprio assessore al Commercio, Agostino Ghiglia, è stata la prima a siglare l’intesa che vede nel dettaglio anche il coinvolgimento dell’Emilia-Romagna, della Liguria e della Lombardia oltre ad AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), Unione Petrolifera e Legambiente.

Insieme questi enti dovranno promuovere politiche integrate di sviluppo dell’offerta di carburanti eco-compatibili che attualmente può già contare su 30 aree di servizio metanizzate su 460. nel dettaglio, in Piemonte gli impianti a metano sono 76 su un totale di 1400.

Fonte: Rinnovabili


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 169 follower