Le associazioni dei consumatori saranno presenti a Enada, la 42° Mostra Internazionale del Gioco

15 ottobre 2014

gioco azzardo“Ribadiamo il nostro fermo ‘NO’ al gioco d’azzardo illegale e sosteniamo, invece, tutte quelle forme di gioco che stimolano la convivialità, l’interazione e la socialità”.

Con queste parole l’Unione Nazionale Consumatori Lazio, Codacons e Movimento Difesa del Cittadino Lazio  annunciano la loro partecipazione alla  42° edizione di Enada, la Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco  che si terrà a Roma dal 15 al 17 ottobre.

Per maggiori informazioni segui la pagina FB dedicata al progetto

Per tre giorni, la Fiera di Roma ospiterà i maggiori produttori di apparecchiature da intrattenimento e da gioco ai quali proporrà un´area espositiva con il meglio della produzione italiana e internazionale del settore, ma sarà anche l’occasione per confrontarsi sulle tematiche relative ai dati sul gioco e ai rischi per la salute; tra gli argomenti di riflessione ci sarà anche uno spazio su “Gioco d´azzardo patologico e minorenni: l´importanza dell´informazione e della prevenzione”, al quale parteciperà il vicepresidente MDC Francesco Luongo.

Le associazioni dei consumatori, impegnate nel progetto regionale “Stop all’azzardo”, che ha l’obiettivo di informare i cittadini sui rischi del gioco d’azzardo e fornire assistenza ai giocatori patologici, saranno presenti con esperti distribuendo materiale informativo e gadgets per ribadire l’importanza di  educare i cittadini ai reali rischi legati alle ludopatie e informarli anche sui costi sociali del gambling.


Sta arrivando “Disabil Kill” un progetto di Pietro Vanessi e Tullio Boi

7 ottobre 2014
Un Progetto che diventerà anche una mostra itinerante, per riflettere, discutere e …sorridere sulla disabilità.
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Una sorta di “piccolo dizionario” dalla A alla Z per affrontare e parlare di argomenti cari al mondo della disabilità, affrontati da punti di vista inusuali e originali.
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Gran parte del ricavato servirà a finanziare un progetto culturale a favore della disabilità, presso un’associazione autorevole in via di definizione.
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Il libro sarà venduto in offerta a 10 € (+ 2 € di spese di spedizione) fino al 9 novembre. Poi il prezzo potrebbe subire un aumento…
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Per prenotare il libro, senza sborsare 1 cent e pagarlo poi a fine novembre, CLICCA QUI
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Un progetto di Pietro Vanessi e Tullio Boi con i contributi di: Allegra, Biani, Bertelli, Bozzetto, Campagna, Careddu, Castagna, Corvi, Darix, Frago, Gava, Gianfalco, Laurenzi, Lupini, Mangosi, Magnasciutti, Maramotti, Nardi, Passepartout, Rasori, Romaniello, Sam, Scalia, Sommacal, Stivali, Tauro, Totaro, Trucco, Uber, Uva e Vincino… e la prefazione illustrata di Sergio Staino.
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Dati tecnici: F.to: 10 x 15 cm – Copertina: Plastificata 300 gr a 4 colori – Interno: Pagina 130 gr a 4 colori – Pagine: 100 Prezzo lancio: 10 €
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Riciclo: con Tappo’st Napoli mette in mostra i tappi a corona

21 settembre 2014

Tappost-TRAMAINVERSALa promozione del riciclo e del rispetto ambientale si serve anche dell’arte per entrare nei cuori degli italiani.

Attraverso l’iniziativa Tappo’st, infatti, i tappi in acciaio raccolti diventano opere d’arte che saranno messe in mostra Napoli dal 20 al 29 settembre al castel dell’Ovo.

Grazie alla fantasia di Luigi Misecchia 151.179 tappi a corona sono stati riutilizzati e trasformati in quadri e sculture.

La manifestazione, possibile anche grazie alla collaborazione di RICREA, il consorzio nazionale senza scopo di lucro per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in acciaio, vuole avvicinare la popolazione alle tematiche legate al riciclo e al riuso dei materiali.

Ogni anno solo in Italia si consumano circa 4 miliardi di tappi, che contengono lo stesso acciaio servito per la costruzione della Torre Eiffel, mentre con il riciclo di 100 tappi corona si può produrre una chiave inglese.

Insieme a quadri e sculture la proposta di un progetto davvero ambizioso: ricoprire con tappi di recupero una stazione della metropolitana della Circumflegrea o della Circumvesuviana per dare attraverso l’impatto visivo la percezione che gli oggetti apparentemente non più utili hanno, invece, una seconda possibilità.

“Questo progetto non solo promuove la conoscenza dei tappi corona – commenta Federico Fusari, Direttore Generale di RICREA –, ma attraverso il loro riutilizzo creativo trasmette il messaggio che anche i tappi possono vivere infinite volte, e come tutti gli imballaggi in acciaio devono essere differenziati e avviati al riciclo”.

Fonte: Rinnovabili.it


Dall’11 luglio al 28 settembre: “Mostri a Venezia”

12 luglio 2014

Dall’11 luglio al 28 settembre, a Villa Necchi Campiglio, nel cuore di Milano, “Mostri a Venezia”, ventisette fotografie di Gianni Berengo Gardin, che ritraggono il quotidiano usurpante passaggio di mastodontiche navi da crociera nel Canale della Giudecca di Venezia.

Le grandi navi sono mostri – lunghi due volte Piazza San Marco, alti due volte Palazzo Ducale – che minacciano Venezia: con i loro “inchini” fanno tremare i suoi preziosi monumenti, con la loro stazza provocano onde e correnti che logorano le delicate fondamenta della città, con i motori inquinano l’aria.

Il passaggio di queste navi è una consuetudine che dura da anni e che ha spinto singoli e comitati a sollevarsi, da Venezia, da tutta Italia e dal mondo, in nome della salvaguardia di un luogo patrimonio dell’umanità.

Una battaglia che tuttavia non trova fine, in cui alle denunce non seguono tempestivi e risolutivi provvedimenti del Governo: ad oggi né divieti, né attenuazioni, né soluzioni alternative hanno spezzato la quotidiana invasione

Le fotografie in mostra costituiscono un reportage duro, severo, rigoroso: un lavoro di testimonianza, ma soprattutto di denuncia.

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La denuncia di uno tra i più grandi fotografi italiani, Gianni Berengo Gardin, legato a Venezia da un lungo vissuto, tanto da amarla e soffrire nel vederla stuprata da orde di turisti e ora assediata, come una preda, da giganti mostri di ferro e vetro.

Un lavoro che equivale a una presa di posizione netta, che il fotografo sente come un dovere civile.

La mostra è allestita negli ambienti del piano terra di Villa Necchi, affinché le immagini possano stridere rispetto al contesto, irrompendo nell’atmosfera raffinata e ordinata della casa, catturando l’attenzione e imponendosi alla vista, creando uno straniamento che intende richiamare quello che le grandi navi provocano nello scenario veneziano.

Villa Necchi Campiglio è in via Mozart 14 a Milano. E’ aperta al pubblico da mercoledi a domenica, dalle 10 alle 18. Biglietto di ingresso. con visita alla Villa: adulti: € 9,00; bambini (4-14 anni): € 4,00; studenti universitari fino ai 26 anni: € 5,00; iscritti FAI: gratuito.


Nel periodo delle ferie a questa mostra ci vado di sicuro…

11 luglio 2014

“Yann Arthus-Bertrand: la Terra vista dal cielo” è il titolo della mostra dedicata all’opera del fotografo e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, ospitata al Museo di Storia Naturale di Milano dal 24 giugno al 19 ottobre 2014.

La mostra è un racconto in immagini del nostro pianeta attraverso 103 fotografie a colori, di grandi dimensioni, che fanno parte del più ampio progetto “La Terra vista dal cielo – La Terre vue du ciel”: un inventario dei più bei paesaggi del mondo fotografati dall’alto, con lo scopo di testimoniarne la bellezza e di preservarla attraverso un costante lavoro di monitoraggio dei luoghi.

Dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, dai crateri vulcanici ai deserti africani, questi scatti attestano un profondo rispetto e amore per la Terra, tanto da essere diventate delle immagini simbolo, come il celebre cuore di Voh in Nuova Caledonia.

“Ho visto la Terra cambiare. L’impatto dell’uomo si vede dal cielo. Durante i viaggi e le ricerche ho constatato che tutti gli scienziati che ho incontrato condividono la mia stessa inquietudine. Quanto illustrano le mie fotografie, loro dimostrano con le cifre, e le cifre sono inaudite.”

IMMAGINE+GUIDA+CUORE+DI+VOH


Mimmo Iacopino: Misure Morbide dal 5 Ottobre presso Galleria Melesi, Lecco

6 settembre 2013

segnalato da il Testimone

metro_cubo_2013_lato_cm12_5Con Misure Morbide, Mimmo Iacopino (Milano, 29 ottobre 1962) propone una trentina di lavori inediti, proposti per la prima volta in mostra.

Artista conosciuto per la raffinata qualità dell’utilizzo di differenti materiali, Iacopino si è avventato su una tavolozza fatta di fili mouliné in cotone, strisce di velluto, di raso, metri da sarto, da banco, senza rinunciare alla pittura.

Attraverso il sottile gioco di incastri ed eleganti stratificazioni di masse colorate, da vita a una infinita produzione di complessi reticoli. “Trama orditi” in una composizione che diviene con l’atto stesso del fare.

La trama cambia, i fili si intrecciano, si intersecano, vengono ricomposti, metabolizzati e, solo dopo numerosi passaggi, l’opera può dirsi compiuta.

Decontestualizzati dal loro abituale campo d’esistenza i materiali, diventano corpi morditi e lucenti che disegnano profondità, proporzione ed equilibrio compositivo. Con uno spiccato rigore “estetico” ereditato da un passato come fotografo di still life (Iacopino arriva da Studio Azzurro), l’artista agisce seguendo un progetto fatto di calcolo ma anche d’istinto, il risultato: il ritmo, il respiro, l’emozione del fare pittura.

Nell’estate del 2012 per la prima volta assembla nello stesso quadro metri e nastri di velluto e raso. Diversi per morfologia e funzione i materiali coesistono, si valorizzano, si esaltano l’uno a contatto con l’altro: Misure morbide.

Sperimentati sotto forme, misure e accostamenti differenti i metri si palesano tra le tante in opere di grandi dimensioni come Misure morbide verticali bindelle intrecciate a velluti dai toni delicati, in Totem colonna verticale alla quale si accompagnano piccole tele satellite tutte fatte di bindelle di differenti colori, Metro cubo sculture a forma cubica e Misura morbida il pezzo “forte della mostra”. Costruita con rigore sul supporto della tela e appoggiatasi nel suo divenire al “limite” del telaio, è stata liberata per palesarsi in tutta la sua tridimensionalità.

Elemento caratterizzante di questa mostra, la misura di Iacopino è una misura altra, non è la matematica operazione d’analisi, non indica, come nella geometria descrittiva, la dimensione lineare o angolare, non è come in metrologia il risultato dell’operazione di misurazione, ne è la misura della musica, qual valore che indica un gruppo di note o pause comprese in una durata definita, la misura di Iacopino è una misura personale: astratta.

All’artista non interessano i centimetri o i millimetri scanditi sui metri, è il prodotto industriale che lo interessa, l’oggetto stesso è il ritmo intrinseco che ha, un ritmo sincopato in un intreccio che ora si palesa, scompare, dialoga con altri materiali, superfici.

Spogliata la misurazione di tutti i suoi contenuti, i suoi limiti e tutta la relatività che gli sta intorno, i metri di Iacopino sono solo soggetto: materia e colore.

Preparati appositamente per la Galleria Melesi, inediti anche i gioielli di Iacopino, interessanti ciondoli d’artista. Accompagna la mostra un catalogo di 60 pagine curato dall’artista e con testo critico di Francesca Brambilla.

Galleria Melesi – Via Mascari, 54 – Lecco 23900 Italia -Tel. +39 034 1360348 – info@galleriamelesi.comwww.galleriamelesi.com

Orari di apertura: Martedì – Sabato – Dalle 16.00 alle 19.00 – Altri orari su appuntamento

Fonte: WSMagazine

 


Sicurezza stradale alla Mostra del cinema. Senza complessi

5 settembre 2013

Mi chiedo se un film di questo genere “durerebbe” qualche giorno in una sala cinematografica. Leggevo giorni fa del calo drastico del numero di spettatori nei cinema.

Le cause? Il web, il costo dei biglietti, tutto fa brodo, ma in questo caso temo che pochi paghino un biglietto per vedere un documentario di questo genere.

“La marcia dei pinguini” acchiappa lo spettatore medio, un documentario sulla sicurezza stradale, molto meno…

Sarebbe oltremodo intelligente trasmetterlo in televisione, magari inserendolo “a puntate” in una trasmissione come Superquark oppure evitando di trasmetterlo alle 23.45, quando non lo guarderà nessuno.

Il problema vero, secondo me, in realtà non è il costo del biglietto oppure su quale media venga trasmesso il film, ma è la superficiale mediocrità che c’è in giro, che si manifesta chiaramente con questo esempio, citato l’altro giorno sul Gruppo FB:

“L’Ue abolisce il bidet? Falso, ma tutti ci credono” e quel che è peggio, aggiungerei io, condividono, ancora una volta senza verificare o farsi qualche domanda. Condividere senza riflettere non è goliardia o umorismo, ma denota superficialità, e contribuisce solo a fare Disinformazione e, talvolta, a distrarci dai veri problemi. Tutti scatenati a parlare della multa UE perchè usiamo il bidet ed intanto nessuno parla delle centinaia di milioni di € di multe che paghiamo veramente.

In questi giorni io ho messo in piedi un’iniziativa, tramite il Blog, per la condivisione del documentario Trashed (ne consiglio la visione ) ed ho avuto una buona risposta dai  Bloggers che pertanto riceveranno il dvd, ne organizzeranno la visione con più persone e successivamente invieranno il dvd ad un altro Bloggers e via così.

Sarò disilluso, sarò poco fiducioso nei confronti degli italioti, ma temo che ancora una volta saranno i singoli a Fare, mentre la Società starà a guardare. Tanto è la filosofia su cui si basano in molti (troppi): “che mi frega, tanto ci penserà qualcun altro”

di Maurizio Caprino

In un Paese dove non si riesce ad aprire un’inchiesta ministeriale su un incidente costato la vita a 39 persone per cause a dir poco sospette, a essere buoni si ha la sensazione di vivere in mezzo al fatalismo imperante (o con davanti un muro di gomma?).

E allora fa specie che sempre all’interno di un ministero qualcuno si sia dato la pena non solo di mettere insieme fondi per far girare un bel film che lascia un segno per la sicurezza stradale (proprio contro il fatalismo), ma anche di promuoverlo incessantemente per due anni.

Così Young Europe è arrivato alla Mostra del cinema di Venezia, sia pure fuori concorso ( Download RASSEGNA YOUNG EUROPE).

Il segno che questo film lascia sta nel fatto che la trama è come quella di altri film che parlano di storie di ragazzi e genitori, di società, di costume. All’interno di questo contesto, la sicurezza stradale fa solo capolino. Ma proprio per questo il messaggio è più profondo e credibile: questo non è il solito documentario mediamente noioso.

Dunque, la Polizia stradale (in collaborazione con dipertimento di Psicologia della Sapienza di Roma) è riuscita ad andare oltre le mere finalità istituzionali, quelle per le quali entra solitamente nelle scuole e negli ultimi due anni ha potuto aggiungere in 50 occasioni la proiezione di questo film per rafforzare e innovare i messaggi per la sicurezza stradale. In queste occasioni sono stati coinvolti circa 100mila ragazzi.

Ma sarebbe bello se si riuscisse a far entrare il film nel normale circuito delle sale cinematografiche, coinvolgendone tanti altri.


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