Dall’11 luglio al 28 settembre: “Mostri a Venezia”

12 luglio 2014

Dall’11 luglio al 28 settembre, a Villa Necchi Campiglio, nel cuore di Milano, “Mostri a Venezia”, ventisette fotografie di Gianni Berengo Gardin, che ritraggono il quotidiano usurpante passaggio di mastodontiche navi da crociera nel Canale della Giudecca di Venezia.

Le grandi navi sono mostri – lunghi due volte Piazza San Marco, alti due volte Palazzo Ducale – che minacciano Venezia: con i loro “inchini” fanno tremare i suoi preziosi monumenti, con la loro stazza provocano onde e correnti che logorano le delicate fondamenta della città, con i motori inquinano l’aria.

Il passaggio di queste navi è una consuetudine che dura da anni e che ha spinto singoli e comitati a sollevarsi, da Venezia, da tutta Italia e dal mondo, in nome della salvaguardia di un luogo patrimonio dell’umanità.

Una battaglia che tuttavia non trova fine, in cui alle denunce non seguono tempestivi e risolutivi provvedimenti del Governo: ad oggi né divieti, né attenuazioni, né soluzioni alternative hanno spezzato la quotidiana invasione

Le fotografie in mostra costituiscono un reportage duro, severo, rigoroso: un lavoro di testimonianza, ma soprattutto di denuncia.

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La denuncia di uno tra i più grandi fotografi italiani, Gianni Berengo Gardin, legato a Venezia da un lungo vissuto, tanto da amarla e soffrire nel vederla stuprata da orde di turisti e ora assediata, come una preda, da giganti mostri di ferro e vetro.

Un lavoro che equivale a una presa di posizione netta, che il fotografo sente come un dovere civile.

La mostra è allestita negli ambienti del piano terra di Villa Necchi, affinché le immagini possano stridere rispetto al contesto, irrompendo nell’atmosfera raffinata e ordinata della casa, catturando l’attenzione e imponendosi alla vista, creando uno straniamento che intende richiamare quello che le grandi navi provocano nello scenario veneziano.

Villa Necchi Campiglio è in via Mozart 14 a Milano. E’ aperta al pubblico da mercoledi a domenica, dalle 10 alle 18. Biglietto di ingresso. con visita alla Villa: adulti: € 9,00; bambini (4-14 anni): € 4,00; studenti universitari fino ai 26 anni: € 5,00; iscritti FAI: gratuito.


Nel periodo delle ferie a questa mostra ci vado di sicuro…

11 luglio 2014

“Yann Arthus-Bertrand: la Terra vista dal cielo” è il titolo della mostra dedicata all’opera del fotografo e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, ospitata al Museo di Storia Naturale di Milano dal 24 giugno al 19 ottobre 2014.

La mostra è un racconto in immagini del nostro pianeta attraverso 103 fotografie a colori, di grandi dimensioni, che fanno parte del più ampio progetto “La Terra vista dal cielo – La Terre vue du ciel”: un inventario dei più bei paesaggi del mondo fotografati dall’alto, con lo scopo di testimoniarne la bellezza e di preservarla attraverso un costante lavoro di monitoraggio dei luoghi.

Dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, dai crateri vulcanici ai deserti africani, questi scatti attestano un profondo rispetto e amore per la Terra, tanto da essere diventate delle immagini simbolo, come il celebre cuore di Voh in Nuova Caledonia.

“Ho visto la Terra cambiare. L’impatto dell’uomo si vede dal cielo. Durante i viaggi e le ricerche ho constatato che tutti gli scienziati che ho incontrato condividono la mia stessa inquietudine. Quanto illustrano le mie fotografie, loro dimostrano con le cifre, e le cifre sono inaudite.”

IMMAGINE+GUIDA+CUORE+DI+VOH


Mimmo Iacopino: Misure Morbide dal 5 Ottobre presso Galleria Melesi, Lecco

6 settembre 2013

segnalato da il Testimone

metro_cubo_2013_lato_cm12_5Con Misure Morbide, Mimmo Iacopino (Milano, 29 ottobre 1962) propone una trentina di lavori inediti, proposti per la prima volta in mostra.

Artista conosciuto per la raffinata qualità dell’utilizzo di differenti materiali, Iacopino si è avventato su una tavolozza fatta di fili mouliné in cotone, strisce di velluto, di raso, metri da sarto, da banco, senza rinunciare alla pittura.

Attraverso il sottile gioco di incastri ed eleganti stratificazioni di masse colorate, da vita a una infinita produzione di complessi reticoli. “Trama orditi” in una composizione che diviene con l’atto stesso del fare.

La trama cambia, i fili si intrecciano, si intersecano, vengono ricomposti, metabolizzati e, solo dopo numerosi passaggi, l’opera può dirsi compiuta.

Decontestualizzati dal loro abituale campo d’esistenza i materiali, diventano corpi morditi e lucenti che disegnano profondità, proporzione ed equilibrio compositivo. Con uno spiccato rigore “estetico” ereditato da un passato come fotografo di still life (Iacopino arriva da Studio Azzurro), l’artista agisce seguendo un progetto fatto di calcolo ma anche d’istinto, il risultato: il ritmo, il respiro, l’emozione del fare pittura.

Nell’estate del 2012 per la prima volta assembla nello stesso quadro metri e nastri di velluto e raso. Diversi per morfologia e funzione i materiali coesistono, si valorizzano, si esaltano l’uno a contatto con l’altro: Misure morbide.

Sperimentati sotto forme, misure e accostamenti differenti i metri si palesano tra le tante in opere di grandi dimensioni come Misure morbide verticali bindelle intrecciate a velluti dai toni delicati, in Totem colonna verticale alla quale si accompagnano piccole tele satellite tutte fatte di bindelle di differenti colori, Metro cubo sculture a forma cubica e Misura morbida il pezzo “forte della mostra”. Costruita con rigore sul supporto della tela e appoggiatasi nel suo divenire al “limite” del telaio, è stata liberata per palesarsi in tutta la sua tridimensionalità.

Elemento caratterizzante di questa mostra, la misura di Iacopino è una misura altra, non è la matematica operazione d’analisi, non indica, come nella geometria descrittiva, la dimensione lineare o angolare, non è come in metrologia il risultato dell’operazione di misurazione, ne è la misura della musica, qual valore che indica un gruppo di note o pause comprese in una durata definita, la misura di Iacopino è una misura personale: astratta.

All’artista non interessano i centimetri o i millimetri scanditi sui metri, è il prodotto industriale che lo interessa, l’oggetto stesso è il ritmo intrinseco che ha, un ritmo sincopato in un intreccio che ora si palesa, scompare, dialoga con altri materiali, superfici.

Spogliata la misurazione di tutti i suoi contenuti, i suoi limiti e tutta la relatività che gli sta intorno, i metri di Iacopino sono solo soggetto: materia e colore.

Preparati appositamente per la Galleria Melesi, inediti anche i gioielli di Iacopino, interessanti ciondoli d’artista. Accompagna la mostra un catalogo di 60 pagine curato dall’artista e con testo critico di Francesca Brambilla.

Galleria Melesi – Via Mascari, 54 – Lecco 23900 Italia -Tel. +39 034 1360348 – info@galleriamelesi.comwww.galleriamelesi.com

Orari di apertura: Martedì – Sabato – Dalle 16.00 alle 19.00 – Altri orari su appuntamento

Fonte: WSMagazine

 


Sicurezza stradale alla Mostra del cinema. Senza complessi

5 settembre 2013

Mi chiedo se un film di questo genere “durerebbe” qualche giorno in una sala cinematografica. Leggevo giorni fa del calo drastico del numero di spettatori nei cinema.

Le cause? Il web, il costo dei biglietti, tutto fa brodo, ma in questo caso temo che pochi paghino un biglietto per vedere un documentario di questo genere.

“La marcia dei pinguini” acchiappa lo spettatore medio, un documentario sulla sicurezza stradale, molto meno…

Sarebbe oltremodo intelligente trasmetterlo in televisione, magari inserendolo “a puntate” in una trasmissione come Superquark oppure evitando di trasmetterlo alle 23.45, quando non lo guarderà nessuno.

Il problema vero, secondo me, in realtà non è il costo del biglietto oppure su quale media venga trasmesso il film, ma è la superficiale mediocrità che c’è in giro, che si manifesta chiaramente con questo esempio, citato l’altro giorno sul Gruppo FB:

“L’Ue abolisce il bidet? Falso, ma tutti ci credono” e quel che è peggio, aggiungerei io, condividono, ancora una volta senza verificare o farsi qualche domanda. Condividere senza riflettere non è goliardia o umorismo, ma denota superficialità, e contribuisce solo a fare Disinformazione e, talvolta, a distrarci dai veri problemi. Tutti scatenati a parlare della multa UE perchè usiamo il bidet ed intanto nessuno parla delle centinaia di milioni di € di multe che paghiamo veramente.

In questi giorni io ho messo in piedi un’iniziativa, tramite il Blog, per la condivisione del documentario Trashed (ne consiglio la visione ) ed ho avuto una buona risposta dai  Bloggers che pertanto riceveranno il dvd, ne organizzeranno la visione con più persone e successivamente invieranno il dvd ad un altro Bloggers e via così.

Sarò disilluso, sarò poco fiducioso nei confronti degli italioti, ma temo che ancora una volta saranno i singoli a Fare, mentre la Società starà a guardare. Tanto è la filosofia su cui si basano in molti (troppi): “che mi frega, tanto ci penserà qualcun altro”

di Maurizio Caprino

In un Paese dove non si riesce ad aprire un’inchiesta ministeriale su un incidente costato la vita a 39 persone per cause a dir poco sospette, a essere buoni si ha la sensazione di vivere in mezzo al fatalismo imperante (o con davanti un muro di gomma?).

E allora fa specie che sempre all’interno di un ministero qualcuno si sia dato la pena non solo di mettere insieme fondi per far girare un bel film che lascia un segno per la sicurezza stradale (proprio contro il fatalismo), ma anche di promuoverlo incessantemente per due anni.

Così Young Europe è arrivato alla Mostra del cinema di Venezia, sia pure fuori concorso ( Download RASSEGNA YOUNG EUROPE).

Il segno che questo film lascia sta nel fatto che la trama è come quella di altri film che parlano di storie di ragazzi e genitori, di società, di costume. All’interno di questo contesto, la sicurezza stradale fa solo capolino. Ma proprio per questo il messaggio è più profondo e credibile: questo non è il solito documentario mediamente noioso.

Dunque, la Polizia stradale (in collaborazione con dipertimento di Psicologia della Sapienza di Roma) è riuscita ad andare oltre le mere finalità istituzionali, quelle per le quali entra solitamente nelle scuole e negli ultimi due anni ha potuto aggiungere in 50 occasioni la proiezione di questo film per rafforzare e innovare i messaggi per la sicurezza stradale. In queste occasioni sono stati coinvolti circa 100mila ragazzi.

Ma sarebbe bello se si riuscisse a far entrare il film nel normale circuito delle sale cinematografiche, coinvolgendone tanti altri.


“Formiae. Una città all’inizio dell’impero”: la magnificenza dell’età augustea in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Formia.

29 marzo 2013

a cura di Francesco

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Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e realizzata con la partecipazione del Comune di Formia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Chora, il Centro Regionale di Educazione e Informazione Ambientale del Lazio e il Parco Naturale dei Monti Aurunci, sabato 23 marzo ha aperto i battenti a Formia la straordinaria esposizione che celebra l’Imperatore Augusto.

Una sala

Il percorso espositivo ospita, tra l’altro, un pregevole frammento pittorico di straordinario valore cromatico proveniente dall’area dell’ex cinema Miramare e la cui notevole fattura fa supporre la presenza di una dimora nobiliare; un imponente ritratto dell’imperatore Augusto dagli interessanti caratteri venuto alla luce nel 2005 sul litorale di Fondi, in località Sant’Anastasia; due teste femminili di notevole pregio, una delle quali identificabile con il ritratto di un membro della dinastia giulio-claudia (forse Agrippina Minore, sorella dell’imperatore Caligola), scoperti a Formia nel 1929 e nell’immediato dopoguerra trasferiti a Roma, nel Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo; una parte della considerevole collezione monetaria dello stesso Museo di Formia, monete che testimoniano l’interessante uso comunicativo-celebrativo che nell’età imperiale si faceva delle stesse.

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«L’esposizione intende focalizzare l’attenzione – dichiara Nicoletta Cassieri, direttrice del Museo di Formia, – su un periodo di grande splendore per la storia di Formiae, che per la magnificenza dei suoi edifici pubblici e il lusso delle abitazioni private poteva competere con i più importanti municipi centro-italici. Una mostra incentrata sull’età augustea e giulio-claudia non poteva non avere luogo a Formia, dal momento che l’area del golfo e le isole pontine costituiscono il naturale palcoscenico di eventi e personaggi di spicco del periodo; si pensi al legame della figura di Munazio Planco con Gaeta, all’esilio di Giulia (figlia di Augusto) a Ventotene o alla strairdinaria proprietà imperiale di Tiberio a Sperlonga. Vorrei sottolineare, infine, come la realizzazione della mostra nasca dalla proficua sinergia tra le Istituzioni pubbliche e i privati, che hanno concorso tenacemente alla sua piena riuscita».

L’esposizione è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 fino al 23 giugno. Tutte le informazioni su www.museoformiaeventi.it.


FotografRARE: tra il dire e il fare – Un percorso interattivo alla scoperta delle Malattie Rare

21 febbraio 2013

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Il prossimo 22 febbraio 2013, presso la Sala Colonne de La Fabbrica del Vapore di Milano (via Procaccini, 4) aprirà i battenti “FotografRARE: tra il dire e il fare – Un percorso interattivo alla scoperta delle Malattie Rare”.

Attraverso l’uso della fotografia, la messa in scena di performance artistiche, il coinvolgimento in prove esperienziali e l’utilizzo di strumenti multimediali, il visitatore verrà guidato verso la complessa realtà e quotidianità di chi vive con una malattia rara.

“Nel mese della celebrazione della giornata mondiale delle Malattie Rare – spiega Fabrizio Seidita, Presidente dell’Associazione Italiana Glicogenosi e ideatore della mostra – abbiamo voluto dare vita a una campagna di informazione e sensibilizzazione non convenzionale sul tema, con l’obiettivo di cercare di liberare dall’isolamento i circa 2 milioni di malati rari presenti nel nostro Paese”.

La mostra “Dire, Fare, FotografRARE” rimarrà aperta fino al prossimo 17 marzo 2013 con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 (al mattino su prenotazione per le scuole contattando il numero 338 8364187). – Sabato e  domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Inoltre, il prossimo 23 febbraio e 2 marzo, a partire dalle 15,30 sono in calendario azioni performative della Compagnia Teatro Magro di Mantova che, coinvolgendo soggetti affetti da malattie rare, accompagnerà i visitatori in un percorso molto originale alla scoperta di queste patologie.

L’ingresso è gratuito.

L’evento è promosso e realizzato dall’Associazione Italiana Glicogenosi con il patrocinio del Comune di Milano, che ha messo a disposizione della Onlus anche gli spazi de La Fabbrica del Vapore. E’ stata inoltre resa possibile grazie alla Banca del Tempo e dei Saperi di Buccinasco e al supporto non condizionato di Genzyme, società del Gruppo Sanofi, di Ferreo Ortopedica e Canon.

Fonte & Info aggiuntive


A Palazzo Reale dal 5 febbraio, le opere di Bob Dylan pittore

6 febbraio 2013

HD_PeacemakerDal 5 febbraio al 10 marzo 2013 Palazzo Reale ospita la prima mostra in Italia dei dipinti di Bob Dylan, esponendo nelle stanze dell’Appartamento di Riserva la serie più recente delle creazioni dylaniane, New Orleans Series, realizzata dall’artista tra il 2008 e il 2011.

La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura Moda Design e da Palazzo Reale, è curata da Francesco Bonami.

Dylan è da sempre anche un artista visivo, che disegna fin da quando era molto giovane e che verso la fine degli anni ‘60 ha iniziato a dipingere.

La prima collezione di bozzetti e disegni, nata in un tour che lo portò dall’America in Europa e Asia tra il 1989 e il 1992, fu pubblicata nel 1994 in un libro dal titolo Drawn Blank ed esposta per la prima volta al Kunstsammlungen di Chemnitz in Germania nel 2007, rielaborata per la mostra in versione di acquarelli e gouaches con il titolo The Drawn Blank Series.

Una seconda serie di tele vede la luce nel 2010, in occasione di una personale in Danimarca, alla National Gallery di Copenhagen, per la quale Dylan crea The Brazil Series. - Immagine a lato “Little Theater Courtyard” 2008-2011 -

200_BOB-DYLAN_Little-TheateIl set dei 23 dipinti esposti nelle sale di Palazzo Reale sarà invece New Orleans: non la città del passato recente devastata dall’alluvione, bensì la New Orleans impregnata nell’atmosfera un po’ losca ma cool degli anni ‘40 e ‘50. La mostra è una narrazione personale, dove ogni opera è un frammento di una storia più grande e ogni immagine vive a metà fra sogno e ricordo.

Dipingo per le persone – ha affermato Bob Dylan – quasi come un sarto fa un vestito per qualcuno.

Basati su immagini fotografiche, i dipinti si muovono fra l’isolamento dei soggetti e scene dove i personaggi sono immersi in una tensione ed una violenza intime. Amore e violenza sembrano però rimanere sempre sul bordo della tela, creando una strana atmosfera di sospensione.

L’emozione rimane intrappolata nel dipinto, in attesa che lo sguardo dello spettatore la liberi. Anche il tempo è come rallentato e Dylan unifica la sua illusione pittorica svuotando quasi completamente i lavori del loro colore, come su una vecchia pellicola un po’ sbiadita. L’occhio si trasforma così in una lente capace di sostituire la registrazione della realtà al ricordo.

L’evento espositivo sarà accompagnato da una rassegna cinematografica dedicata a Bob Dylan, organizzata da Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, Moda, Design del Comune di Milano, che si svolgerà dall’1 al 3 marzo 2013 presso la Sala Alda Merini – Spazio Oberdan della Provincia di Milano.

Sei i titoli in programma, fra lungometraggi e documentari: il classico Rinaldo e Clara (1978), diretto dallo stesso Dylan, in cui la musica si intreccia con interviste e divagazioni filosofico-esistenziali; il bellissimo Io non sono qui (T. Haynes, 2007), vincitore alla Mostra del Cinema di Venezia 2007 del Premio speciale della giuria e della coppa Volpi per la miglior attrice a Kate Blanchett, che intrepretò lo stesso Dylan in modo stupefacente con un eccezionale lavoro sui gesti, le movenze e la voce dell’artista; il grande ritratto di Scorsese No Direction Home: Bob Dylan (2005), con inediti materiali di repertorio e interviste realizzate per il film.

Pat Garrett e Billy the Kid (1973), certo uno degli western crepuscolari più belli di sempre, firmato dal maestro Sam Peckinpah e ricordato anche per la celeberrima canzone “Knockin’ on Heaven’s Door”; il documentario di Alan Pennebaker Dont Look Back (1967), il primo dedicato ad un artista del folk-rock e selezionato nel 1998 per la preservazione da parte del National Film Registry della Library of Congress statunitense come opera significativa sotto l’aspetto culturale, storico ed estetico.

L’ultimo titolo della rassegna è un’opera tutta da scoprire, mai distribuita in sala in Italia. Si tratta di Masked and Anonymous, realizzato nel 2003 da un regista di grande talento come Larry Clarke, con Bob Dylan nei ruoli di sceneggiatore e interprete protagonista e con uno stuolo davvero significativo di grandi attori: da Jeff Bridges, John Goodman e Jessica Lange, a Penelope Cruz, Luke Wilson, Angela Bassett, Ed Harris, Val Kilmer.

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50

Cinetessera annuale: € 5,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema – e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano. I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.

Fonte

La notizia era giusto darla, tuttavia avevo alcune perplessità in merito, che mi sono state confermate da Il Testimone, pittore dilettante ed appassionato d’arte che mi ha segnalato questo articolo.


Picasso, i capolavori in mostra a Palazzo Reale

20 settembre 2012

Si apre Milano la grande mostra antologica “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi”, allestita nelle sale del piano nobile del Palazzo.

Dal 20 settembre al 6 gennaio saranno esposte oltre duecentocinquanta opere fra pitture, disegni, sculture e fotografie provenienti dal Museo Nazionale Picasso di Parigi.

La mostra è curata da Anne Baldassari, presidente del Musée National Picasso di Parigi, dov’è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo.

Con oltre duecentocinquanta opere – molte delle quali mai uscite dal museo parigino prima di questo tour mondiale che vede Milano come unica tappa europea – tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, libri illustrati e stampe, la mostra rappresenta un vero e proprio excursus cronologico sulla produzione di Picasso, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con i quali l’autore si è cimentato nella sua lunga carriera.

All’interno del percorso espositivo, oltre 2.000 metri quadrati al piano nobile di Palazzo Reale con un allestimento curato da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, sarà presente anche la documentazione che riguarda la mostra che Picasso tenne, sempre a Palazzo Reale, nel 1953, con la curatela di Francesco Poli, quando venne esposta per la prima volta in Italia, nella Sala delle Cariatidi, la grande tela di “Guernica” (1937).

Attraverso la collezione del Museo Nazionale Picasso di Parigi, l’antologica di Milano presenta, tra i tanti capolavori, le opere che permettono di ripercorre la storia dell’arte attraverso l’evoluzione del linguaggio artistico di questo indiscusso maestro del XX secolo con capolavori come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922) ultima foto in basso, ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” (foto sotto) e “La supplicante” (1937).


Le opere figurativo-immaginarie di Alberto Magnelli in mostra a Gaeta

10 settembre 2012

a cura di Francesco

In questi giorni le belle sale della Pinacoteca Giovanni da Gaeta – collocata nell’incantevole rinascimentale Palazzo San Giacomo di Gaeta (LT), situato alle spalle del monumentale Castello Angioino-Aragonese e alle pendici del parco archeologico-naturalistico di Monte Orlando, e dal quale si ha una visione completa dell’importante centro storico medievale-bizantino con le sue tante chiese, palazzi signorili, giardini pensili e vicoli che scendono verso il porto, e da cui si domina l’intero Golfo di Gaeta – ospitano una interessante retrospettiva dell’opera di Alberto Magnelli (Firenze, 1888 – Parigi, 1971), eclettico pittore fiorentino la cui produzione artistica abbraccia figurativo e astratto attraverso ampie citazioni culturali.

Magnelli  – artista poco conosciuto in Italia, avendo trascorso in Francia la maggior parte della sua vita, e sicuramente immeritatamente trascurato in quella che è la sua patria (nonostante, infatti, sia sepolto a Parigi, sulla sua tomba ha voluto farvi scrivere «pittore fiorentino») mentre ha sempre avuto notevoli riscontri all’estero – ha avuto una crescita culturale di notevole spessore, grazie a frequentazioni importanti che hanno influenzato la sua opera rendendola particolarmente eclettica e interessante.

Formatosi culturalmente tra gli intellettuali fiorentini legati al movimento futurista e che gravitano attorno alle riviste “La voce” e “Lacerba”, Magnelli deve la sua principale svolta artistica alla profonda amicizia che lo lega allo scrittore e poeta Aldo Palazzeschi. Con lui va a Parigi dove frequenta Apollinaire, Picasso, Jacob, Gris, Leger, Archipienko, Kandiskij e Giorgio De Chirico.

Tutto questo fa sì che la produzione artistica di Alberto Magnelli sia pervasa da riferimenti continui a quello che è il suo notevole bagaglio culturale, unitamente alle sue notevoli capacità nel disegno nonostante sia un auto-didatta.

La sua pittura sempre molto decisa e forte nel tratto grafico, che sia prettamente figurativa come la produzione dei primi del Novecento o più decisamente astratta come nelle opere dai tardi Anni Trenta fino al 1970, ha caratteristiche di spiccata originalità provenienti dalla forte eredità dell’arte toscana del Duecento e Quattrocento a cui Magnelli in diverso modo sempre fa riferimento di volta in volta citando, parallelamente, il figurativismo elegante e lieve di Matisse, la ritmica cubista di Picasso, la metafisica di De Chirico, le dinamiche futuriste, il realismo degli Anni Trenta.

Anche nelle opere più astratte – figlie dal suo definitivo entrar a far parte della scena artistica francese alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ispirate dalla frequentazione con Delaunay, Arp, Mondrian e tanti altri, ma anche della sua passione per l’arte africana – ritroviamo quel felice uso del colore proprio ai grandi artisti fiorentini del Duecento e  del Rinascimento.

Notevoli, in questo senso,le dieci litografie prodotte in 11 esemplari nel 1950 in collaborazione con i coniugi Arp e Delaunay tutte esposte nella mostra di Gaeta.

Molto interessanti, anche, i  tanti disegni a matita esposti. Schizzi che sono veri e propri progetti in cui Magnelli con pignoleria annotava riferimenti che gli permettevano di delineare già con precisione quel che sarebbe stata la pittura a olio su grandi tele; ma, anche, disegni che sono di per sé opere complete, nelle quali si apprezza la notevole bravura grafica di Magnelli e nei quali si leggono riferimenti a Matisse, a De Chirico, al Futurismo in un gioco di riconoscimenti culturali e artistici sempre avvincente.

Insomma: la retrospettiva che, meritoriamente, la Pinacoteca Giovanni da Gaeta dedica ad Alberto Magnelli merita decisamente una visita (cosa che permetterà, a chi volesse, di visitare uno dei più interessanti borghi portuali e commerciali del medioevo, poi divenuta cittadella fortificata borbonica che offre arte e natura a portata di mano assieme a interessanti giacimenti gastronomici) che permette di riscoprire un pittore di notevole spessore attraverso le cui opere si ripercorre tutta l’arte del Novecento.

Magnelli – Opere 1910-1970

Pinacoteca Comunale Giovanni da Gaeta
Palazzo S. Giacomo, via De Lieto – Gaeta
9 giugno – 16 settembre 2012: dal martedì alla domenica, ore 18.00-22.30
17 settembre – 14 ottobre: dal venerdì alla domenica ore 11.00-13.00 e 17.00-20.00

Informazioni e prenotazioni tel: 0771.46.63.46 – 339.27.76.173 – www.magnelli-gaeta.org


Emilia: Oltre 850 opere d’arte in vendita per ricostruire

11 luglio 2012

Ottocentocinquanta opere d’arte donate da artisti e privati di tutta Italia e una disfida a suon di schizzi realizzati da disegnatori. Il tutto esposto e poi messo all’asta per aiutare i comuni colpiti dal terremoto.

Le due iniziative si chiamano “Artquake” e “Sketchcrawl” e prevedono due mostre delle opere e altrettante aste benefiche.

(Artquake? Sketchcrawl?)

“Artquake”

La mostra Artquake è una raccolta di opere donate da 850 artisti, galleristi, critici e privati di tutta Italia, che saranno vendute per ricavarne aiuti da devolvere ai comuni di Rolo (Reggio Emilia), Cavezzo (Modena) e Quistello (Mantova), fortemente colpiti dal sisma.

La mostra, allestita nei Chiostri di San Domenico di Reggio Emilia (via Dante Alighieri 11), sarà inaugurata domani e resterà aperta fino al prossimo 5 settembre. L’adesione degli artisti è stata massiccia. Fra loro, spiccano i nomi di Carlo Guarienti, Antonio Sarnari, Claudio Bonichi, Giuseppe Banchieri, Giancarlo Ossola, Omar e Michelangelo Galliani, Iler Melioli, Antonio Possenti, Italo Rota, Marco Cornini, Gianni Ruspaggiari, Giordano Montorsi e Graziano Pompili.

Le opere sono esposte con l’indicazione di un’offerta minima d’acquisto diretto (on-line sul sito www.artquake.it o tramite un modulo con bonifico bancario). Quelle eventualmente rimaste invendute saranno poi oggetto di una lotteria nel corso del finissage che sarà organizzato il 5 settembre e quelle che resteranno saranno donate ai comuni di Rolo, Cavezzo e Quistello ed entreranno a far parte delle collezioni comunali.

L’iniziativa è promossa da Zonta club international di Reggio Emilia e Accademia di Belle Arti di Bologna con la collaborazione del Comune e dei Musei Civici di Reggio Emilia, col patrocinio di Federnotai Emilia-Romagna e il supporto della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna.

“Sketchcrawl”

I soggetti potranno essere statue, tazzine sul tavolino di un bar, un anziano che si riposa o un cane che corre nella piazza del paese. Sabato 14 luglio Crevalcore ospiterà lo Sketchcrawl con artisti che disegneranno scorci e scene della città e della sua campagna sulle copertine di quaderni messi a disposizione da Moleskine (le iscrizioni sono aperte). In serata i disegni saranno protagonisti di un’asta benefica a favore del comune di Crevalcore, che si terrà alle ore 22 in piazza Verdi a Bologna.

L’iniziativa è organizzata da Sketchcrawl Bologna e Future film festival.


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