Antitrust avvia istruttoria per verificare un’intesa restrittiva della concorrenza nello stretto di Messina

3 luglio 2013

Dopo l’istrutturia avviata per verificare la possibilità di presunti accordi delle Compagnie nel Golfo di Napoli & Sorrento, dopo la sanzione per gli aumenti ingiustificati dei traghetti per la Sardegna, arriva l’ennesima istruttoria: sperare che le compagnie marrittime agiscano nel rispetto della legge è chiedere troppo?

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Nell’ultimo triennio aumento delle tariffe del trasporto passeggeri fino al 150 per cento. Procedimento nei confronti di Caronte & Tourist, Rete Ferroviaria Italiana, Bluferries, Meridiano Lines, Ustica Lines, Terminal Tremestieri e Consorzio Metromare dello Stretto che potrebbero avere concertato i prezzi e ripartito il mercato.

Provvedimento notificato oggi nel corso di ispezioni effettuate  in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 26 giugno 2013 ha avviato un’istruttoria per verificare se le società Caronte & Tourist, Rete Ferroviaria Italiana, Bluferries, Meridiano Lines, Ustica Lines, Terminal Tremestieri e Consorzio Metromare dello Stretto, attive nel trasporto marittimo nello Stretto di Messina, abbiano messo in atto un’intesa finalizzata alla concertazione dei prezzi e alla ripartizione del mercato.

Il provvedimento è stato notificato oggi alle parti nel corso di alcune ispezioni effettuate in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza.

Secondo i primi dati raccolti dall’Antitrust i prezzi, nell’ultimo triennio, hanno registrato incrementi significativi e contestuali, come testimonia in modo emblematico l’evoluzione delle tariffe del trasporto passeggeri, identiche e con aumenti fino al 150 per cento.

La presunta intesa avrebbe lo scopo di eliminare qualsiasi confronto competitivo, anche potenziale, tra gli operatori. Un ruolo determinante sarebbe attribuibile ai  due operatori storici, Caronte&Tourist e RFI, che avrebbero raggiunto nuovi “equilibri” in grado di soddisfare le esigenze di entrambi e di bloccare attuali ed eventuali nuovi concorrenti minori

L’istruttoria dovrà concludersi entro il 31 ottobre 2014.

Fonte: Agcm


Trasporto marittimo: riavviata istruttoria nei confronti delle Compagnie private di navigazione attive nei Golfi di Napoli e Salerno

7 giugno 2013

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di riaprire l’istruttoria per intesa restrittiva della concorrenza nei confronti delle società del gruppo Lauro, del Gruppo D’Abundo –Rizzo (Medmar Navi), del gruppo Aponte ( Navigazione Libera del Golfo), e di SNAV, chiusa nel 2009 con accettazione degli impegni assunti dalle società.

Partendo dal presupposto che un’istruttoria c’era già stata, che a quanto pare gli impegni sono stati disattesi, ed anzi che vi sono ulteriori violazioni, siamo sicuri che 11 mesi di tempo per chiudere questa istruttoria non siano troppi?

11 mesi nei quali le violazioni a danno dei consumatori saranno all’ordine del giorno, ed a poco serviranno eventuali sanzioni se non a riempire la casse dello Stato (forse), ma in ogni caso sulla pelle dei consumatori che nel frattempo avranno continuato  a pagare più del lecito.

Di fatto, Cornuti & Mazziati, al solito…

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Secondo l’Antitrust, alla luce di numerose segnalazioni ricevute, le compagnie private di navigazione, anche attraverso l’Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei e la società Gescab nei cui confronti è stata estesa l’indagine, oltre ad aver violato gli impegni assunti nell’ambito della precedente istruttoria, avrebbero in seguito adottato comportamenti comuni suscettibili di costituire ulteriori violazioni del divieto di intese restrittive.

Dai primi elementi raccolti dall’Antitrust sembrerebbe infatti emergere un’attività di coordinamento finalizzata a definire incrementi tariffari congiunti per i servizi di trasporto offerti, in violazione dell’impegno a limitare le iniziative comuni alle sole questioni dirette al miglioramento degli standard di qualità del servizio.

Le segnalazioni ricevute sui disservizi consistenti nella cancellazione di corse, ritardi o nella modifica degli orari senza alcun preavviso, lascerebbero ipotizzare una violazione anche dell’impegno a rispettare standard di qualità nell’offerta del servizio di trasporto marittimo.

Secondo l’Autorità sarebbe ancora rilevabile la possibile esistenza di un coordinamento finalizzato a ripartire il mercato del trasporto marittimo da e verso le isole partenopee, in modo che ciascuno operatore sia a riparo dalla concorrenza dell’altro. Il coordinamento di strategie commerciali in materia di tariffe sembrerebbe inoltre integrare nuove e autonome violazioni delle norme di concorrenza.

Si tratta della prima volta in cui l’Autorità fa uso del potere di riaprire d’ufficio un’istruttoria chiusa con impegni assunti delle società, a fronte di una violazione di questi ultimi.

L’istruttoria dovrà concludersi entro il 30 maggio 2014.

Fonte: Agcm


Si torna a navigare sul Naviglio

11 aprile 2012
Si torna a navigare dal 7 aprile fino al 23 settembre! La prima linea a partire sarà quella delle Conche e a seguire le altre.
Per quanto riguarda la linea delle Conche la partenza è situata in Alzaia Naviglio Grande 4, a Milano e, una volta partiti, si può ammirare il vicolo dei Lavandai, uno dei numerosi lavatoi dove le donne per secoli hanno pulito a forza di braccia i panni dei milanesi. Proseguendo si arriva all´approdo in Alzaia Naviglio Grande 66, presso il Palazzo Galloni, dove ha sede il ´Centro degli Incisori´.
Segue uno dei più significativi complessi monumentali del primo tratto del canale, composto dalla chiesa, dal ponte e dal lavatoio di San Cristoforo. Dalla chiesa binata di San Cristoforo, capolavoro del XIV secolo, duchesse, re ed imperatori partivano per entrare a Milano, via acqua.
Si ritorna poi verso il vicolo dei Lavandai e, passando sotto il ponte detto dello ‘Scodellino´, così chiamato per le vecchie osterie, si entra nella Darsena, un tempo autentico porto di interscambio per il commercio con il Lago Maggiore, grazie ai 1000 metri di banchine attrezzate per l´attracco delle chiatte che ne facevano uno dei più grandi porti interni del Mediterraneo.
Successivamente si passa sul Naviglio Pavese, che si percorre fino al primo sostegno idraulico la famosa chiusa della ‘Conchetta´: recentemente ristrutturata da Regione Lombardia, dove è possibile vederne una simulazione di funzionamento. Si rientra poi in Alzaia passando nuovamente per la Darsena.
Si può navigare nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi nei seguenti orari:
Venerdì pomeriggio:15.00, 16:05, 17:10, 18:15;
Sabato, domeniche e festivi: 10:15, 11:20, 12:25, 15:00, 16:05, 17:10, 18:15.
I costi sono: adulti € 12, over 65 e under 12 € 10, i bambini al di sotto dei 4 anni non pagano.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni potete contattare il call centre allo 02/92273118.
Clicca QUI per vedere la galleria di foto

Il Progetto “Attenti Online” della regione Umbria

21 novembre 2011

Ricevo e pubblico

Attenti Online è una campagna istituzionale rivolta ai giovani in età scolastica, ai genitori, e agli insegnanti, per informare sul tema della sicurezza sul web ed educare senza allarmismi ad un uso consapevole dei nuovi media.

La Regione Umbria ha messo a disposizione diversi strumenti gratuiti tipo Blog, App iPhone/iPad, Video di presentazione, una pagina Facebook/Twitter, ecc., inoltre le scuole aderenti potranno registrarsi al blog e partecipare attivamente all’aggiornamento dei contenuti…

in vero stile Web 2.0 ;-)


Le modalità private dei browser non sono private

30 agosto 2010

di Paolo Attivissimo (che non è Paoblog)

Secondo una ricerca (PDF) presentata recentemente allo Usenix Security Symposium a Washington, le funzioni di navigazione privata offerte dai principali browser (Internet Explorer, Firefox, Chrome e Safari) non funzionano come promesso e possono dare un falso senso di sicurezza.

In teoria queste funzioni dovrebbero consentirvi di visitare un sito Web senza lasciarne traccia sul vostro computer, ma non è così. Per esempio, quando un utente visita in modalità privata uno dei tanti siti che usano certificati di sicurezza SSL, se usa IE, Firefox e Safari questa visita viene registrata comunque in un file sul suo computer.

In Firefox, la modalità privata lascia tracce ogni volta che un utente imposta delle preferenze specifiche per un sito oppure usa un plug-in o un’estensione (componente aggiuntivo del browser) o visita un sito che usa le funzioni avanzate dell’HTML5. Internet Explorer è invece colto in fallo dai siti che effettuano query SMB per qualsiasi motivo.

In generale, i browser non isolano correttamente le sessioni di navigazione privata da quelle non private, per cui un sito appositamente predisposto può tenere traccia dei visitatori che lo consultano prima in modalità pubblica e poi in modalità privata.

Gli autori della ricerca hanno trovato inoltre il modo di consentire a un sito di sapere se i suoi visitatori usano la modalità privata: basta l’uso attento di un IFRAME e di un po’ di Javascript.

Cosa ancora più interessante, i ricercatori hanno usato questo sistema per sapere in quali situazioni viene usata la navigazione privata. Anche se i produttori reclamizzano queste funzioni come soluzioni per acquistare regali senza che il destinatario lo venga a sapere in anticipo, in realtà l’uso più comune della navigazione privata riguarda i siti a luci rosse.

Questo risultato statistico probabilmente non sorprenderà nessuno. La vera sorpresa è che la percentuale di utenti che adotta la modalità privata nei siti osé è molto vicina a quella di coloro che la usano per fare shopping o per la navigazione generica: rispettivamente l’8% e il 6%.

L’altro aspetto interessante è che c’è molta variabilità da un browser all’altro. Gli utenti di Internet Explorer sono quelli che usano meno le funzioni di privacy (il 2%, compresi i siti pornografici), mentre gli utenti di Safari sono all’estremo opposto con un notevole 14%. Il problema fondamentale è che a prescindere dal tipo di sito visitato, la ricerca mostra chiaramente che la fiducia degli utenti nelle funzioni pro-privacy dei programmi di navigazione è mal riposta. Qualunque cosa facciate online, è meglio sapere di essere osservati che credere di essere invisibili.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com


14.4… 28.8… Le nuove chiavette modem a quanto navigano?

14 maggio 2010

Si può navigare più veloci sulle reti Umts, ci dicono le pubblicità. 14.4 Megabit al secondo. O persino 28.8. Abbiamo voluto testare una chiavetta modem Usb, nella fattispecie la Onda 14.4, per verificare un po’ la situazione. Di fatto, in attesa delle reti 4G (Lte) si tratta di una soluzione che sulla carta raddoppia la velocità massima di download dell’Hsdpa (7.2 Mbps).

Sulla carta è la locuzione chiave, però. La chiavetta è abilita alla velocità più elevata, ma ovviamente dipende dalla rete. Nei nostri test, a Milano, dintorni e altre aree del Nord Italia, non abbiamo mai agganciato velocità superiori a quelle delle normali chiavette 7.2 Mbps.

Tim (l’operatore della nostra Sim) ha annunciato che sta procedendo ad aggiornare le reti di Milano e Roma, per poi spostarsi ad altre aree. La chiavetta Onda può essere quindi una buona soluzione a chi vuole prepararsi al futuro prossimo e non vuole rinunciare a una navigazione in mobilità senza compromessi (attenti ai limiti delle flat dati, però!). Il costo, 89 euro, è di qualche decina di euro più alta delle “vecchie” chiavette 7.2.

Altre considerazioni nel video qua sotto, in cui abbiamo esaminato – a mo’ di offerta “2 al prezzo di 1″ – anche un’altra chiavetta che avevamo in prova da un po': una Sandisk Ultrabackup da 64 Gb…

Continua la lettura qui > 14.4… 28.8… Le nuove chiavette modem a quanto navigano?. Dal blog Mal di Tech di Paolo Ottolina. Corriere Della Sera.


Antitrust sanziona Fastweb

2 dicembre 2009

Una multa di 60 mila euro è stata comminata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato alla società Fastweb per “pratica commerciale scorretta”.

La delibera è contenuta nell’ultimo bollettino pubblicato dall’Antitrust. Il provvedimento fa riferimento in particolare “alla promozione delle offerte di velocità di navigazione dichiarata sul proprio sito web con riferimento all’erogazione del servizio di collegamento ad internet in modalità Adsl”, che ha “indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riescono effettivamente ad ottenere”.

Nel sito della società, infatti, si legge ancora nel Bollettino, “non risulta vengano fornite informazioni circa l’effettiva velocità di navigazione, di regola inferiore a quella di connessione”.

Fonte: www.ilsalvagente.it


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