Patente moto: piazzali fuori norma, esami bloccati in mezza Italia

12 aprile 2013

di Maurizio Caprino

Prendere la patente moto sta diventando un’impresa. Non tanto perché l’esame di guida sia diventato più difficile con le nuove regole europee, quanto perché non ci sono spazi per effettuarli: con l’aumento da 30 km/h a 50 km/h della velocità alla quale vanno effettuate le manovre necessarie a superare il test, molti piazzali utilizzati finora sono fuori norma perché troppo piccoli. Di qui il blocco di molte sessioni d’esame.

Una prima ricognizione fatta su circa un quarto delle province (ma di giorno in giorno il campione si sta ampliando e le cifre vengono sostanzialmente confermate) parla di un 42% dei piazzali degli uffici della Motorizzazione che non è in regola.

La quota sale addirittura al 52% nei piazzali messi a disposizione dai privati, che da sempre in molti casi suppliscono alla Motorizzazione. Nel 30% delle province del campione non ci sono affatto piazzali in regola, né pubblici né privati.

La situazione è migliorata da una settimana a Milano, dove sono stati messi a norma i piazzali della Motorizzazione. A Roma la situazione è stata normalizzata poco prima, altrove invece si lavora per adeguare le strutture (anche se in più di un caso ci sono dubbi sul fatto che i lavori possano essere risolutivi). In altre città, invece, i piazzali restano quelli di sempre.

A questo quadro variegato corrisponde una variabilità ancora maggiore: mentre Roma e Milano stanno recuperando a tappe forzate l’arretrato di esami accumulato negli ultimi due mesi (da quando sono entrate in vigore le nuove regole), alcune sedi non in regola sono ancora bloccate mentre altre fanno esami anche con i piazzali non a norma.

Una specie di regime transitorio informale, dopo che la Motorizzazione aveva provato a chiedere una deroga formale, non ottenendola.

Tutto questo ha ricadute sia su chi produce e vende moto (il mercato è già da tempo in crisi di suo) sia sulle autoscuole.

Queste ultime soffrono perché sono diventati troppo stretti anche molti piazzali su cui finora hanno fatto esercitare gli allievi e ora dovrebbero sopportare investimenti che proprio la crisi rende proibitivi.

Non che siano elevati in sé: basta stendere un po’ di asfalto su un’area sufficientemente ampia. Ma spesso terreni non se ne trovano facilmente e, quando si chiede la collaborazione dei Comuni per individuare i suoli, ci si sente chiedere una sorta di affitto sui ventimila euro annui.


Contromano e drogato uccide un ragazzo in autostrada. Ma per il giudice…

25 marzo 2013

di Maurizio Caprino

Speriamo che gli facciano seri accertamenti medici prima di ridargli la patente. Almeno adesso che ha ammazzato un ragazzo che non c’entrava nulla, prendendo contromano la A 27 vicino a Belluno.

Perché Florio Mazzucco, persona piuttosto nota nella zona, al momento dell’incidente guidava con tracce di droga in corpo, ma aveva buoni avvocati e periti che sono riusciti a dimostrare che il problema non era quello: semplicemente, al momento di imboccare l’autostrada, sarebbe andato in confusione perché soffre di attimi di questo tipo da anni. Cioè da quando ha riportato un trauma cranico.

Sembra che Mazzucco sia stato trovato positivo alla cannabis non solo all’esame delle urine, ma anche a quello del sangue, generalmente ritenuto più attendibile ma smontato in questo caso da una perizia. Cui il giudice ha creduto, decidendo di condannarlo a una pena mite: due anni e quattro mesi.

Dunque, presto potremo rivedere Mazzucco al volante. Diventa allora fondamentale sottoporlo ai controlli che nessuno gli ha mai imposto dopo il trauma cranico di tanti anni fa, per capire se quel trauma non gli impedisca del tutto di guidare in sicurezza.

L’anno scorso, la notizia dell’incidente causato da Mazzucco è finita su tutti i giornali locali, come ora quella della sua condanna. Speriamo che, dopo tutto questo, la Motorizzazione disponga una revisione della patente per quest’uomo.

Poi dovremo chiederci quanti Mazzucco circolano tra noi.

Perchè, incredibilmente, per decenni il Codice della strada non ha imposto ai medici di rianimazione di avvisare la Motorizzazione quando qualcuno riporta traumi che gli fanno perdere conoscenza causandogli conseguenze sul sistema nervoso.

E, ora che l’obbligo c’è, non è ancora chiaro quanto venga rispettato: siamo nell’era globale, dove spadroneggiano il web e i social network, ma tra soggetti pubblici le informazioni circolano ancora con la tradotta e molti compartimenti restano stagni.


Nuovi esami patente moto: mancano gli autovelox e l’esaminatore…fa il cronometrista

6 marzo 2013

Può un Paese civile andare avanti a colpi di proroghe, deroghe e, infine, con l’arte di arrangiarsi? Eppure è quello che succede, anche per fare l’esame della patente…

avanti così

di Maurizio Caprino

La proroga non è bastata. Neanche il tempo di disporre che, in mancanza di piste adeguate, i test di abilità per la patente moto si continueranno a fare a 30 all’ora e già è apparsa all’orizzante un’altra grana per la Motorizzazione.

La portano sempre le nuove regole europee sulle patenti, in vigore dal 2 febbraio scorso: oltre a prevedere test di abilità a 50 all’ora, impongono anche che la velocità con cui si fa la prova venga controllata con un apposito apparecchio.

Ma chi glieli dà per ora, alla Motorizzazione, i soldi per comprare un centinaio di Autovelox e affini?

E allora ci si arrangia.

In fondo, se una cosa non manca alla Motorizzazione, sono gli ingegneri. Che in qualche sede provinciale hanno prontamente escogitato una soluzione: cronometrare l’allievo in mezzo ai birilli.

Visto che si sa quanto è lungo il percorso, dal tempo impiegato si risalirà approssimativamente alla velocità tenuta. Un po’ di arrotondamento per considerare errori dell’esaminatore-cronometrista e imprecisioni del suo orologio e l’esame è salvo. Ma che fatica!


Hai perso punti patente? La Motorizzazione dovrà spiegarti come

5 marzo 2013

Io resto sempre di stucco circa la gestione dei punti di mio padre che ha preso due multe per essere passato con il rosso al famoso semaforo di MacMahon (Milano) tuttavia gli hanno tolti i punti solo una volta.

Il tempo è trascorso dalla seconda multa e si è beccato il bonus di 2 punti. Bene. Ma quelli persi con la seconda multa dove sono finiti? Glieli toglieranno fra qualche anno? Sono caduti nel dimenticatoio? Persi nei meandri della burocrazia?

°°°

di Maurizio Caprino

Se avete accumulato più di una decurtazione di punti, vi sarete resi conto che fare i conti per tenere lontano il rischio di azzeramento è complicato.

Non solo per chi vuol fare da sé, ma anche per chi va alla fonte ufficiale: il Portale dell’automobilista o il call center della Motorizzazione (848782782).

Infatti, potete avere soltanto il saldo attuale dei punti e non anche la successione delle date di variazione della dote.

Quindi non è possibile capire quando matura il diritto a riguadagnare punteggio per “buona condotta”. Ma qualcosa cambierà: il Garante della privacy ha autorizzato la consultazione del punteggio con i suoi vari movimenti.

Resterà, almeno in parte, il problema atavico dell’aggiornamento dei dati: ci sono corpi di polizia che gestiscono con lentezza i verbali e quindi comunicano in ritardo le decurtazioni da effettuare all’Anagrafe nazionale dei conducenti, tenuta dalla Motorizzazione.

Negli anni la situazione è migliorata, ma non è certo ottimale. Soprattutto per chi presenta ricorso al giudice di pace e perde: la procedura è difficile e dispersiva, perché i collegamenti tra cancellerie e corpi di polizia (voluti doverosamente dalla riforma del 2010, dopo anni di scandaloso scollamento) devono ancora entrare a regime.


Il padrone tarocca il cronotachigrafo, l’autista perde la patente

21 febbraio 2013

di Maurizio Caprino

In fondo lo sappiamo già: i cronotachigrafi dei mezzi pesanti sono troppo spesso taroccati e ogni volta che si fa un controllo saltano fuori irregolarità come se piovesse.

Quindi è un fenoneno di massa e anche alla portata di tutti: guardate nella foto quanto è piccola la calamita che basta per far andare in tilt un cronotachigrafo (lo scudetto della Polizia stradale è quello piccolino che normalmente vedete sulle maniche sinistre delle divise degli agenti).

Calamita

Ma che cosa c’è dietro ciascun camion o bus non in regola?

Certo, ci sono i costi da limare, la concorrenza, la crisi. Ma ci sono pure le storie degli autisti, uomini sfruttati e talvolta anche drogati, per resistere alla fatica.

Ecco la storia dell’ultimo autista beccato dalla Stradale di Genova:

Franco ha 56 anni e da una vita è a bordo di bisonti della strada. Nella sua carriera ha percorso milioni di chilometri in giro per l’Europa ma ora, forse alla ricerca di un po’ di tranquillità, fa l’autista per una ditta genovese. Ciò permette a Franco di tornare a casa ogni sera.

E’ proprio questo il problema: tornare a casa. Anche nel mondo dell’autotrasporto la crisi si avverte e così capita che il capo di Franco, il titolare di questa ditta genovese di trasporti che opera prevalentemente tra il porto di Genova e quello di Voltri movimentando containers, lo costringa a lavorare anche oltre le otto ore di guida previste.

Otto ore non sono poche alla guida di un autoarticolato di 40 tonnellate perché la stanchezza, lo stress ed il sonno sono in agguato. E sono facilmente immaginabili le conseguenze che possono provocare questi “bestioni” una vota privi di controllo.

A Franco quindi è imposto dal suo datore di lavoro di lavorare la mattina e anche il pomeriggio, ma come aggirare il cronotachigrafo, ovvero quell’apparecchio presente su questo tipo di mezzi che registra le ore di guida e di riposo degli autisti?

Il titolare ha la soluzione anche per questo: apporre sul bulbo del cambio un potente magnete che stacchi il collegamento tra il motore e il dispositivo che ne registra l’attività.

La Polizia Stradale conosce a combatte questi fenomeni e proprio ieri mattina una pattuglia al casello di Voltri mostra la paletta a Franco: gli agenti notano subito che qualcosa non torna dai fogli di registrazione inseriti nel cronotachigrafo, troppi i chilometri percorsi e poche le ore alla guida.

Franco nicchia ma deve assecondare la richiesta degli agenti: gli hanno appena chiesto di vedere il motore, loro sanno dove guardare e trovare quel magnete.

Il telefono squilla in ditta, è Franco che è rimasto senza patente e con 1600 Euro in meno: il gioco non vale la candela, soprattutto se si gioca sulla pelle degli altri.


Se l’autoscuola “insegna male”, l’esaminatore “non esamina” e tu devi rifare gli esami…

14 febbraio 2013

di Maurizio Caprino

Per la maggior parte di noi, le autoscuole si scelgono in base al prezzo: che ce ne importa della qualità, quando siamo convinti di essere ottimi guidatori e che ottenere la patente sia un atto dovuto come quando devono darci la carta d’identità?

Ma ecco una storia che dovrebbe farci cambiare idea.

No, non è il solito predicozzo sul fatto che gli esami sono troppo facili e dovremmo imparare anche le manovre di emergenza e le traiettorie corrette, possibilmente facendo un corso di guida sicura.

Si tratta di ignari clienti di un’autoscuola che adesso devono rifare gli esami daccapo. Teoria e pratica. Bella rogna, eh? Leggete qui.

Sono persone i cui esami sono stati “spiati” dagli investigatori della Polizia stradale di Firenze, che stavano indagando su un’autoscuola che aveva rapporti sospetti con alcuni esaminatori della locale Motorizzazione. I sospetti sono poi stati confermati e lo scandalo è scoppiato, a maggio 2012.

Ma non era la solita storia di patenti facili, col cliente che sa di avere una preparazione zoppicante ed è disposto a dare una tangente al funzionario pubblico con il tramite dell’autoscuola: qui parliamo di cittadini che non hanno chiesto alcun trattamento di favore, eppure lo hanno ricevuto.

Perché in verità l’interesse degli esaminatori era di far durare il meno possibile le sedute d’esame, per poi essere liberi. Come “contorno”, la scuola guida offriva loro regali anche miseri (come un po’ di cibi più o meno pregiati).

Tutto è stato dimostrato anche con gli appostamenti dei poliziotti, che hanno visto esami di pratica troppo brevi, effettuati omettendo alcune tra le poche manovre che per legge (europea) sono obbligatorie. I candidati magari avranno pensato di essere stati fortunati e adesso stanno ricevendo dalla Motorizzazione lettere che comunicano l’avvio del procedimento di revisione patente.

La revisione della patente (articolo 128 del Codice della strada) non lascia scampo: prevede che si debbano ripetere sia l’esame teorico sia quello pratico.

Quindi i clienti di quell’autoscuola devono rifare anche la prova di teoria, che avevano superato con pieno merito.

Probabilmente, la decisione sul trattamento da riservare a queste persone ha dato più di un grattacapo giuridico alla Motorizzazione: il Codice della strada non prevede un caso come questo e quindi si trattava di applicare la norma che sembrava meno distante.

Solo che la revisione della patente si può disporre quando ci sono dubbi sulla “persistenza” dell’idoneità alla guida, mentre il questo caso l’idoneità potrebbe anche non essere mai esistita.

Cavilli, certo. Ma l’Italia sui cavilli si basa.

Così, non stupirebbe se da questa storia nascessero contenziosi.


Se il rinnovo patente viaggia ancora via fax

12 febbraio 2013

Banane

(Lo stemma identificativo della nostra Repubblica l’ho aggiunto io, perchè più leggo notizie di questo tipo e più realizzo che non abbiamo speranza…)

di Maurizio Caprino

Formalmente è tutto scritto: il rinnovo delle patenti diventa tutto informatizzato, con un collegamento telematico tra il medico abilitato a fare la visita e la Motorizzazione (che stampa un nuovo documento ogni volta).

Tutto bello: rispetto al passato, è più veloce e pratico (le pecette si gualciscono facilmente).

Peccato che tutto ciò sia stato stabilito oltre due anni e mezzo fa dalla riforma del Codice della strada ma non sia ancora attuato, nonostante sia ampiamente scaduto un primo rinvio.

Ora l’operazione sta per partire, ma non è un buon motivo per dimenticarsi i disagi che continuano a esserci. Come quelli in cui è incappato il collega della Rai, Pino Bruno.

Che spesso nel suo blog racconta i mali della nostra burocrazia da normale cittadino, che chiede normali servizi (è il 2013) e invece apprende che non ci sono e descrive che cosa significa concretamente non averli.

Tutto normale, no?

 


Nuove regole patenti: piste moto inadeguate e saltano gli esami

11 febbraio 2013

di Maurizio Caprino

Salta fuori un’altra spina nell’avvio delle nuove regole sulle patenti: in alcune province hanno bloccato gli esami per conseguire le patenti A. Il problema è che ora, secondo le direttive europee appena entrate in vigore, nella prova pratica di evitamento dell’ostacolo la velocità dev’essere di 50 km/h invece di 30 km/h.

Ottima cosa: l’esame diventa ben più impegnativo (già a 30 non è proprio uno scherzo) e la sicurezza può solo giovarsene. Però alcune sedi della Motorizzazione non hanno piazzali adeguati.

Il problema, almeno a grandi linee, era noto alla direzione generale. Che infatti ha inserito nella maxi-circolare sui nuovi esami per le patenti A una norma transitoria che consente di continuare a fare gli esami a 30 all’ora finchè non ci saranno piazzali adeguati: hanno studiato la compatibilità di questa deroga con le direttive europee e hanno visto che era fattibile.

Ma sembra proprio che in qualche ufficio periferico la pensino diversamente (o non si siano letti bene la circolare): hanno sospeso gli esami, gettando nello sconforto gli aspiranti motociclisti.

Per martedì 12 febbraio, molti dirigenti territoriali della Motorizzazione sono stati convocati a Roma per sentirsi dire che gli esami vanno fatti lo stesso, come da circolare. Sarà anche l’occasione per chiedere esattamente di quali lavori di adeguamento c’è bisogno e in quali sedi. Così perlomeno si saprà se il problema si pone in molte o in poche città.

Dopodiché il problema sarà ancora lontano dall’essere risolto definitivamente: occorrerà vedere se ci sono i soldi per fare i lavori e, se sì (cosa nient’affatto scontata), ci saranno da fare gli appalti. Talvolta anche gli espropri dei terreni contigui agli impianti attuali.

Tra quanto tempo avremo esami “europei” ovunque?


Perdi punti della patente? Per recuperarli, dovrai anche fare un esame

5 febbraio 2013

Aautoin sintesi, un articolo che leggo su SicurAuro

Oggi, chi perde punti per via di un’infrazione, li recupera con un corso in autoscuola; ma fra qualche mese sarà necessario anche sostenere un esame teorico. È in arrivo il Decreto attuativo, come previsto dalla Legge 120 del luglio 2010.

Attualmente, il corso da seguire non incute certo timore in chi subisce la sottrazione dei crediti; con l’esame, probabilmente, il discorso cambia e il recupero di punteggio diventa più arduo.

Quando non sono esauriti tutti i punti, è possibile, tramite dei corsi presso autoscuole o altri soggetti autorizzati, recuperare 6 punti, 9 punti per i titolari di patente C o D o di certificato di abilitazione professionale. Per iscriversi al corso, è necessaria la lettera di comunicazione originale del Dipartimento trasporti terrestri che comunica la perdita di punteggio.

 

Nota bene > La vignetta con cui apro questo post è stata disegnata dall’amico Francesco e pertanto è permessa la riproduzione, senza fini commerciali, solo citando la fonte ovvero: Francesco Mignano Comunicazione Visiva.


Nuove regole patenti: se i tempi dell’esame si allungano

28 gennaio 2013

di Maurizio Caprino

Si avvicina il momento della verità per le nuove regole europee sulla patente (cui Il Sole 24 Ore dedica oggi uno speciale di 24 pagine): sta per finire il periodo di blocco delle attività a cavallo dell’entrata in vigore del nuovo regime.

Un blocco deciso dalla Motorizzazione per una giusta prudenza, visti il numero e la complessità delle novità (al netto dei pasticci dell’ultimora sulle date di entrata in vigore).

Tra i tanti interrogativi per quando si entrerà a regime, ce n’è uno sulle liste d’attesa per fare gli esami: il rischio è che si allunghino un bel po’.

Il dubbio nasce leggendo la circolare-fiume emanata dalla Motorizzazione il 24 gennaio sugli esami: si vede che la prova pratica consiste sempre in un giro di 25 minuti, ma vi si aggiungono strutturalmente passaggi come la valutazione di come il candidato “prende possesso” del veicolo (regolazione sedile e appoggiatesta, controllo strumentazione, controllo delle cinture dei passeggeri, eccetera) e di come effettua deteminate manovre (come la retromarcia) che ora non sono più comprese nel giro dei 25 minuti.

Così l’esame potrebbe durare non dico il doppio ma quasi.

Il problema arriva a questo punto: finora di solito gli esaminatori avevano un “nastro operativo” (cioè un’organizzazione del lavoro nel turno di servizio) con 12 candidati da esaminare in sei ore di lavoro.

Se rispetteranno alla lettera la sequenza delle operazioni dettata dalla circolare, in quelle sei ore rischiano di esaminare sette candidati o poco più. E gli altri slitteranno alle sedure successive, allungando le liste d’attesa.

 


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