Raffreddare il notebook

28 novembre 2012

Nella caldissima estate appena passata (temperatura media in ufficio: 34 °C) ho avuto notevoli problemi di surriscaldamento anche con i PC ai quali alleviavo un pò il calore con un metodo artigianale ovvero inviando aria con un ventilatore da tavolo posto dietro al PC. Verificando con Speccy le temperature ho notato che riuscivo ad abbassare di qualche grado °C.

Sul portatile, a casa, stesso problema, tenuto sotto controllo con un’applicazione Toschiba, ed in quel caso i piedini in gel che lo sollevano dal tavolo, così come il supporto che lo alza permettendo una migliore ventilazione, erano inutili, infatti credo che saràobbligatorio acquistare un supporto con ventole aggiuntive di raffreddamento.

L’articolo che segue, che leggo su Altroconsumo, riporta una serie di consigli in merito.

Nei desktop, i computer “da tavolo”, la circolazione dell’aria non è quasi mai un problema: i componenti sono disposti in maniera ottimale all’interno del voluminoso involucro, e prese e ventole sono posizionate in modo da favorire lo scambio di calore verso l’esterno. Nei notebook, i computer portatili, il calore viene invece smaltito attraverso le superfici esterne e attraverso ventole che però, per mancanza di spazio utile, sono spesso posizionate sotto al pc.

Una volta appoggiato sul tavolo, restano solo pochi millimetri di distanza tra il fondo del computer e il piano d’appoggio: non si tratta di una situazione ottimale per la dispersione del calore e il ricambio d’aria. La conseguenza è il rischio di surriscaldamento.

Il calore prodotto dal notebook è proporzionale al lavoro svolto. Un computer fermo sulla schermata del desktop consuma poco, mentre quando lo si usa per compiti impegnativi, come la conversione di un video o durante un videogioco, richiede molta potenza di calcolo e si tocca il picco di calore prodotto.

Il surriscaldamento nuoce al pc; i suoi componenti interni, se non sono adeguatamente raffreddati, possono raggiungere temperature vicine ai 100 °C e sul lungo periodo questo accorcia la vita utile del computer. Ecco perché è importante garantire una buona circolazione d’aria e un corretto “smaltimento” del calore verso l’esterno.

Visto che la conformazione dei notebook non è ideale sotto questo profilo, a seconda dell’uso che fai del tuo computer potrebbe esserti utile un accessorio che ne migliori la ventilazione.

I supporti aumentano la distanza tra il fondo del notebook, dove spesso sono posizionate le prese d’aria, e il piano d’appoggio e in alcuni casi forniscono un raffreddamento aggiuntivo per mezzo di ventole incorporate.

Questi accessori per pc hanno la funzione di tenere il computer più fresco. Ne esistono di due tipi:

  • Passivi: si limitano a tenere il computer sollevato (grazie alla presenza di staffe o in altro modo). La tastiera risulterà leggermente inclinata e quindi più comoda da usare. C’è più spazio per la circolazione dell’aria.
  • Con ventole: i supporti più evoluti, e anche più cari, sono dotati di una o più ventole, che soffiano aria fresca verso la base del notebook. Sono alimentate dal computer, al quale sono collegate tramite cavo usb.

Qualità ed efficacia dei supporti variano molto uno dall’altro, così come i prezzi: si va da 7 fino a 40 euro (i modelli più cari toccano anche i 200 euro). Alcuni prodotti molto economici spesso non garantiscono la necessaria stabilità per lavorare: il computer traballa ogni volta che usi la tastiera.

Bastano un po’ di attenzione e di cura per evitare che il tuo computer si surriscaldi.

Ecco qualche consiglio per tenere a bada la temperatura ed evitare brutte sorprese.

  • Usa il meno possibile il pc sulle ginocchia, su una coperta oppure su una tovaglia: qualsiasi base non rigida può infatti ostruire le feritoie, presenti sul fondo del computer, da cui viene smaltito il calore.
  • Pulisci periodicamente le prese d’aria dalla polvere con un pennellino e, se necessario, con bombolette d’aria compressa che si comprano nei negozi di forniture elettriche.
  • Se non hai bisogno che il computer vada alla massima potenza, puoi agire sulle impostazioni di risparmio energetico: se dal pannello di controllo di Windows scegli un’opzione che consente un consumo più basso, il computer andrà un po’ più piano ma scalderà anche meno.
  • Se usi un supporto, verifica che il punto di appoggio non ostruisca le prese d’aria del pc, ottenendo l’effetto inverso a quello sperato. Dimensioni dei notebook e disposizione delle feritoie per l’aria cambiano da un modello all’altro: l’ideale è provare sempre il supporto con il proprio notebook prima di acquistarlo.
  • Verifica la stabilità del supporto: la maggior parte delle basi in commercio è pensata per pc con schermo a 15”: se il tuo notebook è più grande, e quindi più pesante, potrebbe avere problemi di stabilità, specialmente quando usi la tastiera.
  • In mancanza di un supporto, per sollevare il notebook e aumentare lo spazio di circolazione dell’aria, puoi usare un libro alto, da posizionare tra la base e il piano d’appoggio. Stai però attento a collocarlo in modo che non tappi le prese d’aria da cui esce il calore

Occhio al “virus della SIAE”

18 maggio 2012

Pubblico un avviso ricevuto oggi da il Testimone:

Dopo le truffe dai virus che colpivano i pc con FALSE schermate delle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza), dove l’utente si vedeva “multato” e doveva pagare per riavere il controllo del proprio pc, è arrivato il “virus della SIAE”.

Può capitare, infatti, che il computer si blocchi visualizzando una schermata con la richiesta economica (a nome SIAE) per la sua riattivazione.

Il comunicato stampa della SIAE: Attenzione: il blocco dei pc attribuito alla Siae è una truffa

Stanno arrivando al centralino della SIAE telefonate da più parti d’Italia che segnalano la circolazione in rete di un virus che blocca i computer e fa apparire un avviso con una richiesta di pagamento da parte della SIAE, con tanto di logo.

Mai e in nessun modo la SIAE utilizza o potrebbe utilizzare sistemi di blocco dei computer degli utenti per fare richieste di pagamento. Per contrastare l’ulteriore diffusione del virus sono state allertate le forze dell’ordine competenti.”

Fonte


Canone Rai: pc e tablet non dovranno pagare

22 febbraio 2012

Possiamo fare le nostre legittime critiche a questo Governo tecnico, che peraltro in una situazione così critica, non può accontentare tutti, ma resta il fatto che perlomeno le decisioni le prende, in fretta e facendo pure chiarezza.

Per quelche mi riguarda, questa cosa del Canone Rai richiesto anche a chi possiede un pc o altro apparecchio atto a ricevere le trasmissioni, la sapevo da anni ed infatti era l’argomento su cui girava un post ispirato dall’amica Poppea.

Una volta i giornali le notizie se le andavano a cercare, ora aspettano che le cose saltino fuori da sole e poi ci fanno su un polverone, giustificato, ma sarebbe interessante essere informati prima

Tra l’altro molti leggono le notizie dando l’interpretazione che meglio si adatta alle loro idee ovvero ieri mi è stato detto: Sentito? Monti vuol far pagare il canone a chi ha il pc... e poi via con le critiche al governo tecnico…

Comunque sia ecco cosa leggo su Altroconsumo:

Dopo le polemiche che si sono scatenate in rete negli ultimi giorni, in seguito all’assurda richiesta di pagamento del canone per i liberi professionisti possessori di “uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi computer collegati in rete , indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti”, è arrivata la decisione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato un’interpretazione del regio decreto-legge del 1938 che, all’articolo 1 stabilisce che “chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento dei canone di abbonamento”.

Il Ministero ha quindi fatto presente alla Rai che l’imposizione del pagamento del canone avrebbe contribuito ad accrescere il digital divide che si cerca di superare ormai da anni, deprimento l’innovazione tecnologica che tanto stenta a decollare nel nostro Paese. Una storia a lieto fine dunque per il momento.


Se ti appare una schermata della Guardia di Finanza o della Polizia, è un virus truffaldino

20 gennaio 2012

Ieri mi ha scritto Bosch con un quesito preciso: ad un  amico è apparsa  una schermata (Falsa  ovviamente) con sedicente Guardia  di finanza e per  farla breve gli  si e inchiodato il PC..ne sai  qualcosa ?

Questa mattina anche il Testimone mi ha comunicato che la stessa cosa è successa ad un suo amico.

Non sono un esperto informatico, per cui ho fatto una breve ricerca in rete ed ho appurato che si tratta di un virus e più esattamente del Trojan.Win32.FakeGdf.A

In calce pubblico due schermate tratte da Tgsoft.it dove potrete poi trovare informazioni più dettagliate; in ogni caso anche sul sito della Guardia di Finanza c’è un avviso in merito (Clicca qui) nel quale spiegano che:

Una nuova frode telematica si sta diffondendo sfruttando il logo istituzionale della Guardia di Finanza. Decine di utenti hanno visto apparire, sullo schermo del computer,  un avviso web firmato Guardia di Finanza con il quale si comunica che il computer è stato bloccato e si invita l’utente a versare la somma di € 100,00 per ripristinarne la funzionalità.

Altri utenti hanno ricevuto al proprio indirizzo di posta elettronica, una e-mail nella quale venivano richieste informazioni personali.

Invitiamo chiunque ricevesse un avviso del genere, di non pagare.

Coloro che sono caduti “nella trappola”, pagando la somma, sono pregati di segnalare quanto accaduto al più vicino Reparto della Guardia di Finanza.

Sempre sulla pagina della G. d. F.potete trovare le informazioni su come rimuovere il virus.

Dato che esiste anche la versione Polizia Postale: seguite le istruzioni che la stessa Polizia di Stato fornisce sul proprio sito.


I computer generici spariranno

8 gennaio 2012

in sintesi un interessante articolo di Paolo Attivissimo del quale consiglio la lettura integrale (clicca QUI):

Di recente Cory Doctorow ha tenuto una lezione di eloquenza straordinaria che riassume magnificamente le preoccupazioni di molti informatici: il computer generico, il PC che esegue qualunque programma, fonte di enorme ricchezza ed emancipazione culturale per tre decenni, ora è sotto attacco perché è sfuggito di mano.

Non è controllabile da aziende e governi. Ci si può far girare un programma piratato o vedere un film a scrocco. Ci si può installare un programma di crittografia che rende impossibile intercettare le comunicazioni, con grande gioia di terroristi e dissidenti. Lo si può usare per far circolare idee senza che i governi, le religioni o le aziende possano filtrarle, edulcorarle, censurarle. Il PC è un mostro sovversivo e come tale va estirpato.

Come? Non certo facendo retate e irruzioni nelle case, ma sostituendolo dolcemente con oggetti dedicati e lucchettati. Al posto del PC, oggi vengono offerti (spesso sottocosto) lettori portatili, console di gioco, lettori home theater, tablet, lettori di e-book le cui architetture permettono il controllo.

Su questi oggetti, almeno secondo le intenzioni dei produttori, gira solo il software benedetto dallo Steve Jobs, Bill Gates o Kim Jong Un di turno. O dall’inserzionista pubblicitario di turno.

E tutto questo, ci viene detto, è per il nostro bene. Per permetterci di consumare in modo sicuro e per tutelare i diritti degli editori – pardon, degli autori. Pazienza se questo permette ad Amazon di entrare in casa nostra e togliere dalla nostra biblioteca digitale un libro a suo piacimento.

Cory Doctorow sa spiegare tutto questo molto, molto meglio di me…..

Articolo correlato: Cellulari RIM, Nokia, Apple hanno backdoor?


Cloud Computing: i servizi vanno in rete

20 settembre 2011

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, per cui pubblico solo un breve riassunto:

Leggere email, scrivere testi, ascoltare musica o salvare foto: si possono fare sempre più cose senza installare software o salvare dati sul pc. Come? Basta andare sulla “nuvola”.

Si chiama Cloud computing. Letteralmente significa informatica nelle nuvole e indica un uso del pc simile a quello tradizionale, salvo che per una fondamentale differenza: al posto dell’hard disk del proprio computer si usa internet. File e programmi non sono più salvati e installati nel proprio Pc, ma operano a partire da qualche server remoto, posto chissà dove, al quale abbiamo accesso solo attraverso la rete.

In realtà siamo abituati da tempo a usare servizi via internet (ad esempio quando consultiamo l’orario di un treno o facciamo un bonifico online), ma la nuova ondata dei servizi di cloud computing permette di “spostare sulla rete” anche attività che fino a poco tempo fa erano confinate sul pc, come scrivere testi, ascoltare la nostra musica o archiviare e vedere le nostre foto.

Usare servizi basati sulla rete, libera l’utente dal legame con un singolo pc; qualunque apparecchio collegato alla rete può essere usato per accedere ai propri dati e servizi: il vostro pc, cellulare o iPad, ma anche il Pc dell’ufficio, quello di un amico o di un internet café. Svaniscono anche le preoccupazioni legate all’aggiornamento dei programmi: sarà il gestore del singolo servizio online ad aggiornarlo.

Per contro, in assenza di connessione a internet i servizi di cloud computing sono inutilizzabili.La gestione dei dati è in mano a società altamente specializzate che, verosimilmente, sono più capaci di tenere i dati al riparo da cancellazioni rispetto all’utente medio, ma sono anche più soggette ad attacchi informatici di malintenzionati.

°°°

Secondo me, il caso recente di violazione di siti come quello della Sony, la dice lunga sull’effettiva sicurezza che possono dare questi sistemi. Io utilizzo alcuni siti di questo genere, solo per la condivisione temporanea di dati non sensibili; per il resto preferisco restare legato al mio pc ed al mio hard disk, cercando di mantenere elevato il livello di sicurezza con antivirus, firewall, anti malware, sempre aggiornati.

Non di poco conto poi il fatto che senza collegamento internet, ti trovi a piedi ed anche in questo caso, considerando i vari problemi di collegamento con la banda stretta che ci ritroviamo…


Tablet pc: la parola agli utenti

3 giugno 2011

Leggo su Altroconsumo

Non sono in tanti ad averlo ma in molti ormai lo usano tutti i giorni per navigare e mandare email, ma anche per leggere giornali, riviste e libri. Ecco cos’hanno risposto gli utenti su iPad e concorrenti

Con 165 milioni di esemplari venduti negli ultimi due anni la popolarità dei tablet è in continua crescita. Una recente indagine fatta da Google, rivela che il 77% degli americani possessori di un tablet, da quando ce l’ha, utilizza di meno il proprio computer di casa e più di un utente su tre usa la tavoletta più di quanto guarda la televisione.

Dal punto di vista tecnico, noi li avevamo testati a marzo di quest’anno, almeno i modelli allora disponibili. Ma ancora in Italia il mercato dei tablet è agli albori e solo pochi modelli hanno davvero invaso le case dei consumatori.

Lo dimostra questa nostra indagine sui possessori di tablet di Belgio, Spagna, Portogallo, Brasile e Italia, dalla quale emerge che circa la metà degli intervistati possiede un iPad e il 18% un iPad 2; seguono a ruota (ma ben distanti) le due tavolette di Samsung: il Galaxy Tab7 (posseduto dall’8%) e il suo fratello maggiore, il Galaxy Tab10 (poco più di un utente su 20)…..

viaTablet pc: la parola agli utenti – Parliamo di… – Altroconsumo.


Stop al “pc-lumaca”; qualche consiglio…

14 febbraio 2011

Pubblico in sintesi un articolo tratto da Il Portale del consumatore; io ho testato alcuni programmi gratuiti segnalati a suo tempo da Hi-Test (Altroconsumo) ed anche il Pupo Alpinista, nonostante il PC ormai stanco che si ritrova, con l’utilizzo regolare di CCleaner e di Defraggler, (gratis, facili da usare, in italiano. che vuoi di più?) ha notato un netto miglioramento.

°°°

Attese interminabili all’accensione, programmi che si avviano con tempi biblici, blocchi del sistema che costringono inevitabilmente a riavviare di continuo il computer. Sono solo alcuni dei problemi con cui molti utenti che usano il pc per lavoro o per svago devono fare i conti quotidianamente.

Se il vostro computer, dotato del sistema operativo Windows, ha qualche anno sulle spalle e rallenta le prestazioni non vuol dire però che sia venuto il momento di metterlo da parte. Anzi. Spesso e volentieri, senza spendere soldi, bastano alcuni semplici passaggi per ritrovare le prestazioni di una volta.

Il ragionamento del resto è semplice: col passare del tempo si installano numerosi programmi – spesso inutili – e si riempie la memoria con foto, musica, film e quant’altro. Il computer quindi deve gestire una notevole quantità di dati facendo leva però sempre sulle stesse risorse (processore, memoria Ram, disco rigido, ecc).

Il risultato, nel peggiore dei casi, è una lentezza disarmante anche per svolgere le operazioni più elementari. Ecco quindi una serie di consigli, a costo zero, per ritornare alle perfomance di un tempo.

Ogni volta che si accende il computer vengono avviati automaticamente una serie di programmi. Maggiore è il loro numero, maggiore sarà il tempo di attesa. Occorre quindi fare una selezione e scegliere sono quelli indispensabili, tralasciando gli altri che si possono comunque avviare in un secondo momento.

Come si fa? Premete il pulsante Start e scrivete msconfig nella barra di ricerca di file e programmi (nelle versioni di Windows meno recenti al posto della barra cliccare su Esegui). A quel punto si aprirà una finestra con diverse voci (generale, opzioni di avvio, servizi, avvio, strumenti).

Nella sezione avvio è presente una lista più o meno lunga di programmi che si possono escludere quando si accende il pc. Basta disabilitarli singolarmente (spuntando la casella corrispondente) prestando un minimo di attenzione a non escludere ad esempio strumenti importanti come l’antivirus e il firewall.

Se questa procedura appare troppo complicata, è possibile affidarsi a una serie di strumenti gratuiti, scaricabili da internet e che fanno quasi tutto in automatico o comunque attraverso una grafica intuitiva e spiegazioni a prova di errore.

Tra i più conosciuti ci sono CCleaner, EasyCleaner, Magic Speed, Disable Startup o Startup Delayer. Quest’ultimo non disabilita i programmi dalla lista, ma ne ritarda l’avvio in un secondo momento quando il pc è già acceso.

Il secondo passo riguarda il registro di sistema (detto anche registry), cioè il database in cui sono custodite le impostazioni del sistema operativo e delle applicazioni. Molti utenti forse non sanno che ogni volta che si installa un nuovo programma sul computer, viene inserita una certa mole di dati nel registro di sistema.

Nel corso del tempo questo può “intasarsi” con dati non validi o errori di codice, rallentando il pc. Per ovviare a questo incoveniente è opportuno fare un po’ di pulizia rimuovendo quel che non serve.

Metter mano al registro di sistema – tasto Windows+R e poi scrivere regedit – senza avere le competenze informatiche può essere rischioso. Per fortuna esistono diversi strumenti che consentono di operare in sicurezza.

Oltre ai programmi già citati, molti dei quali prevedono questa opzione, sono disponibili applicativi specifici come Regseeker, Regcleaner e Registry Mechanic, anche qui tutti rigorosamente gratuiti.

Un altro dei fattori che rallenta le performance del computer è la cosiddetta frammentazione del disco rigido, cioè della memoria fissa del computer. Per semplificare basti sapere che col passare del tempo tutti i dati accumulati occupano la memoria in modo più o meno disordinato. Occorre quindi deframmentare il disco rigido – cioè ricostruirlo – migliorando così l’archiviazione delle informazioni e recuperando spazio. Questa operazione può essere svolta direttamente tramite Windows, senza dover installare alcunché.

Basta premere Start, cliccare su Tutti i programmi, aprire la cartella Accessori, poi Utilità di sistema e infine avviare Utilità deframmentazione disco. La procedura può durare anche diversi minuti, in base alle condizioni del computer, ma è comunque possibile continuare a usare il pc normalmente.

Windows consente inoltre di programmare questa operazione a intervalli regolari (è consigliato farlo circa una volta al mese). Rimanendo nell’hard disk di sistema infine si può fare anche la Pulizia del disco (il percorso da seguire è: Start>Tutti i programmi>Accessori>Utilità di sistema>Pulizia disco) che cancella partizioni della memoria fissa occupate inutilmente.

Ricapitolando, in sintesi .

  1. Facilitare l’avvio. Selezionare i programmi da avviare quando si accende il pc escludendo quelli non necessari. Premere Start e scrivere “msconfig” nella barra di ricerca di file e programmi (nelle versioni di Windows meno recenti al posto della barra cliccare su Esegui). A questo punto occorre cliccare su Avvio e deselezionare i programmi da escludere ricordando di lasciare attivi antivirus e firewall.
  2. Pulire il registro di sistema.Per accedere premere il tasto Windows + R e scrivere “regedit”. In alternativa scaricare gratuitamente da internet programmi specifici come CCleaner, Regseeker e Regcleaner.
  3. Deframmentare il disco rigido. Migliorare cioè l’archiviazione dei file memorizzati nel computer. Premere Start, cliccare su Tutti i programmi, aprire la cartella Accessori, poi Utilità di sistema e infine avviare Utilità deframmentazione disco (l’operazione può richiedere alcuni minuti ma è comunque possibile continuare a usare il pc).
  4. Pulizia del disco rigido. Se la memoria del computer scarseggia è consigliato pulire il disco rigido cancellando partizioni della memoria fissa che nel corso del tempo sono state occupate inutilmente (il percorso è: Start>Tutti i programmi>Accessori>Utilità di sistema> Pulizia disco).

Lettura integrale dell’articolo QUI


Sistemi per salvare i propri dati

3 settembre 2010

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, per cui pubblico solo un breve riassunto:

Effettuare una copia dei vostri archivi o di parte del vostro disco fisso è un’operazione semplice, rapida e non necessariamente costosa.

Niente panico
Vi sarà capitato di riconoscervi qualche volta in questa situazione: il vostro computer si blocca e voi entrate in panico. Per qualche settimana, dopo aver perso i vostri dati, iniziate a salvare ogni cosa, fate una copia di tutti i documenti più importanti, promettendo a voi stessi che ripeterete queste operazioni ogni settimana. Purtroppo però dimenticherete in fretta i vostri buoni propositi fino al giorno in cui perderete nuovamente i dati per l’ennesimo blocco del computer. Tuttavia sappiate che non è affatto difficile evitare tutto questo: esistono strumenti che ci rendono facile questa operazione e che magari la fanno senza che ce ne dobbiamo ricordare.

Col software o a mano
La maggior parte della gente crea “a mano” una copia di ciò che vuole salvare, spostando materialmente cartelle o facendo copia e incolla di quello che gli serve. Esistono invece software di backup che automatizzano sensibilmente la procedura e vi aiutano a ricordare di fare una copia anche quando vi dimenticate.

Che salviate file e cartelle a mano o impostiate un software di backup, dovrete comunque decidere dove archiviare le vostre copie: dai semplici cd ai servizi via internet ogni sistema di archiviazione ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma ne esiste uno che vi garantisce una certa sicurezza

Fonte: www.altroconsumo.it


Il fotovoltaico a servizio dell’istruzione indiana

27 luglio 2010

Sarà il più economico del mondo e funzionerà con l’energia dei raggi solari. Parliamo del prototipo indiano di Tablet pc che il governo indiano sta progettando di donare a migliaia di studenti delle scuole superiori e il cui valore di mercato dovrebbe aggirarsi intorno ai 35 dollari.

Come nella migliore trazione indiana, i laptop in questione rappresentano la risposta all’omologa prodotto statunitense che sta catalizzando in questi mesi l’attenzione di pubblico e media, il cui prezzo però risulta essere tre volte maggiore (100 dollari circa).

Kapil Sibal, Ministro per lo sviluppo delle risorse umane, ha tenuto a spiegare che “questo progetto è parte dell’iniziativa nazionale per procedere verso una educazione inclusiva. Le soluzioni del domani emergeranno dall’India.”

Continua la lettura qui > Rinnovabili.it: Il fotovoltaico a servizio dell’istruzione indiana.


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