Il governo Monti potrebbe approvare una legge che ucciderebbe la libertà di Internet

18 aprile 2012

ricevo da Avaaz.org e pubblico

Da un momento all’altro il governo Monti potrebbe approvare una legge che ucciderebbe la libertà di Internet così come la conosciamo oggi: mancano pochi giorni e solo una grande mobilitazione pubblica può fermarlo.

Alcuni quotidiani hanno fatto trapelare la bozza di una legge scritta in segreto dal governo che darebbe all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) il potere di chiudere qualunque sito internet per il semplice sospetto di violazione del diritto d’autore.

Le potenti lobby dell’industria e dei media stanno facendo pressione sul governo affinché la legge sia adottata il prima possibile, ma oltre 30 parlamentari hanno lanciato l’allarme e se saremo in tanti ad agire ora potremo convincere il Presidente Monti ad abbandonare la legge bavaglio e a proteggere la nostra libertà della Rete.

Lo scorso anno la campagna di Avaaz ha generato un ciclone mediatico enorme e fermato AGCOM dall’adottare di nascosto un regolamento bavaglio simile a questa legge: possiamo farlo di nuovo. Monti è sempre più sensibile all’opinione pubblica man mano che la sua popolarità scende: ora è il momento di farci ascoltare.

Clicca QUI per firmare la petizione per chiedergli di abbandonare il bavaglio e salvare Internet: le nostre firme saranno consegnate agli uffici del Presidente, ai ministri chiave e ai media:

Senza un effettivo sistema di pesi e contrappesi, AGCOM può diventare una vera minaccia alla nostra democrazia. Nominati dai maggiori partiti, i suoi membri operano con pochissima trasparenza e rispondono ai diktat di potenti interessi politici e industriali, spesso senza alcun controllo parlamentare. Ora, con la nuova legge, i suoi poteri di censura potrebbero crescere pericolosamente.

La bozza di legge trapelata permetterebbe ad AGCOM di chiudere, nell’arco di poche ore e senza l’intervento di un giudice, interi siti d’informazione e d’interesse pubblico, come WikiLeaks, portali di software libero e siti di video come Youtube, solo perché uno specifico contenuto o una canzone è sospettata di violare il diritto d’autore.

Il paladino della nuova legge bavaglio è il sottosegretario di stato, Antonio Catricalà, sotto l’enorme pressione di giganti dell’informazione come Mediaset e della potente industria dell’intrattenimento.

Ma tanto l’influente sottosegretario Paolo Peluffo quanto il Presidente Monti sono molto preoccupati per le possibili conseguenze di una nuova mobilitazione popolare a causa della posizione sempre più instabile del governo.

Non ci rimane molto tempo. Il governo potrebbe approvare la legge in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, rendendo definitivi i nuovi poteri di censura di Agcom, proprio ora che il suo mandato sta per scadere. Uniamoci alle voci dei parlamentari e chiediamo lo stop dell’approvazione in extremis di questa legge bavaglio che mette in pericolo Internet libero.

Firma ora la petizione e condividila con tutti.

Negli ultimi due anni abbiamo aiutato a far nascere un movimento senza precedenti per la libertà di Internet, che ha fermato numerosi tentativi di imporre bavagli e altre censure in Italia e nel mondo, grazie alla raccolta di milioni di firme, con decine di migliaia di chiamate ai decisori, e lavorando palmo a palmo con giornalisti, politici e leader della società civile. Mostriamo la nostra forza collettiva e fermiamo questo nuovo attacco.

Ulteriori Informazioni:

Agcom deve essere fermata: esperti e cittadini contro la legge bavaglio del governo (La Stampa)
http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/448378/

La bozza di legge bavaglio trapelata (La Stampa)
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1326

Il governo in soccorso all’Agcom sul diritto d’autore (Punto Informatico)
http://punto-informatico.it/3487960/PI/Commenti/diritto-autore-governo-soccorso-agcom.aspx

PD, IDV, UDC chiedono a Monti di esprimere la sua posizione sulla legge del governo e sul regolamento AGCOM (TMNews)
http://www.primaonline.it/2012/04/04/104439/internet-pd-idv-udcgoverno-renda-noto-testo-su-diritto-dautore/

Il Presidente dell’Agcom vuole approvare il regolamento prima di maggio (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/04/news/calabro_va_avanti-32760683/


Tonno Rio Mare, cosi’ tenero che…

16 marzo 2012

Rio Mare è il leader del tonno in Italia per vendite, ma non lo è per sostenibilità.

Chiedigli di abbandonare al 100% l’uso di metodi di pesca distruttivi che non solo catturano esemplari giovani di tonno – aggravando la crisi degli stock – ma causano la morte di molti altri animali marini, tra cui specie in pericolo. Deve smettere subito!

Rio Mare si è impegnato a usare tonno pescato con metodi sostenibili (quali canna o reti a circuizione senza FAD) solo nel 45% dei suoi prodotti.

Scrivi all’amministratore delegato di Bolton Alimentari, l’azienda che lo produce, e chiedigli di adottare gli stessi standard per il 100% delle scatolette. Non esiste “qualità responsabile” a metà!

Altre aziende si sono già impegnate a farlo. Che cosa aspetta Rio Mare?

Clicca QUI per scoprire che tonno mangi

°°°

Ricevo e pubblico, per completezza di informazioni, una lettera della Bolton. Il fatto che si siano presi la briga di scrivere ad un piccolo Blog personale mi fa pensare che ci sia stata una certa presa di posizione dei consumatori, tramiteil web, che infastidisce, il che attesterebbe che siamo sulla strada buona per cercare di cambiare le cose.

°°°

Con riferimento alle notizie apparse nei scorsi giorni in merito alla “Classifica Rompiscatole” di Greenpeace sui marchi di tonno più sostenibili, Bolton Alimentari, proprietaria del marchio Rio Mare, desidera precisare quanto segue:

Bolton Alimentari:

si è impegnata ad utilizzare il 45% di tonno pescato con metodi sostenibili entro il 2013

a gennaio di quest’anno, ha esteso l’obiettivo al 100% di tonno proveniente da pesca con metodi sostenibili entro il 2017.

Da sempre impegnata nella tutela della sostenibilità del tonno, come testimonia l’adesione ormai ventennale al programma Dolphin Safe, Bolton Alimentari è tra i fondatori, nel 2009, della ISSF (International Seafood Foundation /iss-foundation.org) alla quale oggi aderisce il 70% dell’industria conserviera mondiale del tonno. ISSF è una organizzazione no-profit che ha come obiettivi la sostenibilità della pesca del tonno, la riduzione della pesca accidentale e la salvaguardia dell’ecosistema marino. ISSF ha come membri i più autorevoli scienziati e biologi marini e il World Wild Fund for Nature (WWF).

Tramite ISSF Bolton Alimentari partecipa al più grande progetto di ricerca scientifica volto a rendere più sostenibili le attuali tecniche di pesca del tonno, il progetto “Major Tuna Conservation”, a cui partecipano WWF, Birdlife International, NOAA (National Oceanic Atmospheric Administration), RFMO (Regional Fisheries Management Organisations), con il patrocinio della FAO.

La pesca sostenibile è la principale area in cui Bolton Alimentari si è impegnata attraverso il progetto di Corporate Social Responsability “Qualità Responsabile”, lanciato nel 2011 con la pubblicazione del primo report di sostenibilità, che vede impegnata l’azienda anche nelle aree della tutela dell’ambiente, selezione, analisi e controlli delle materie prime, tracciabilità, nutrizione e benessere, rispetto delle persone.

Infine, l’azienda sta attualmente implementando ulteriori iniziative, tra le quali:

l vincolo, per tutti i fornitori, al rispetto della “Tuna Policy Bolton Alimentari 2011-2013” per una pesca sostenibile, che prevede tra l’altro: divieto di utilizzare tonno pescato da Long Liner, divieto allo “shark finning”; divieto di approvvigionamento da società con barche iscritte nelle liste IUU – Illegal, unreported and unregulated fishing (pesca pirata), certificazione Dolphin Safe.

diversificazione dei metodi di pesca utilizzati, quali il progetto Pole&Line (metodo di pesca a canna) promosso da Bolton Alimentari alle Isole Solomon, come fonte alternativa di approvvigionamento per i prodotti di Bolton Alimentari.

Bolton Alimentari è aperta ad un dialogo costruttivo tra tutti gli attori del sistema per un progresso realmente sostenibile.


Frequenze tv: firma la petizione per un’asta pubblica

14 dicembre 2011

Leggo su Altroconsumo

Dopo che Sky ha deciso di uscire dalla gara (la cosiddetta “beauty contest”) per aggiudicarsi le nuove frequenze digitali terrestri, le frequenze verranno assegnate gratuitamente a Rai e Mediaset, da decenni protagonisti del duopolio televisivo italiano. In sostanza la loro posizione di dominio si estenderà anche nel nuovo contesto digitale. Un pericolo che Altroconsumo paventava sin dal lontano 2005, all’epoca dell’introduzione della legge Gasparri.

Il nuovo Governo e, in particolare, il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera hanno ora la possibilità di dimostrare che vogliono per il futuro nel nostro Paese un sistema televisivo con più concorrenza, aperto e libero.

Per questo Altroconsumo  insieme a Femi (Federazione media digitali indipendenti) hanno inviato al Ministro una formale istanza perché il Governo si ravveda completamente sulla procedura di questa gara, annullandola e avviando al suo posto un’asta pubblica come si è fatto con le frequenze per la banda larga di internet mobile. Firma anche tu la nostra petizione.

In questo modo, oltre ad evitare di rafforzare ulteriormente il duopolio Rai-Mediaset anche nel nuovo contesto digitale, il governo dimostrerebbe di non voler chiedere, nell’attuale situazione di grave crisi economica, sacrifici solo ai cittadini, esigendo il dovuto per la concessione delle frequenze digitali da Rai, Mediaset e ogni altro operatore che vorrà aggiudicarsele.

Di questi tempi, l’Italia non si può certo permettere di rinunciare a qualche miliardo di entrate nelle casse dello Stato.

Articolo correlato: Rete 4 in chiaro = multa di 350.000 € … al giorno


Un taglio alle tariffe telefoniche: firma la petizione

21 ottobre 2011

Leggo su Altroconsumo

In Italia paghiamo 5,3 centesimi di euro per ogni minuto di chiamata da fisso o cellulare verso un operatore telefonico diverso dal nostro.

In Francia il costo è di 2 centesimi; quello pagato in Italia è superiore del 50% rispetto alla media europea. Le tariffe che scattano quando si chiama fra operatori diversi (dette “di terminazione mobile”) alla fine le paghiamo noi.

Altroconsumo e gli utenti chiedono un taglio netto delle tariffe di terminazione mobile con la petizione su Abbassa la tariffa.

Le firme raccolte saranno inviate all’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), sollecitata più volte anche dalla Commissione europea a tagliare costi così alti.

Costi non più necessari perché superati dall’evoluzione tecnologica del mercato. Gli utenti di telefonia italiani vogliono poter avere accesso ai servizi a costi in linea con i concittadini del resto d’Europa.

 


Borghezio, che dire? Dimettiti da europarlamentare e fatti curare….

27 luglio 2011

Giusto per dare un segnale, firma la Petizione Borghezio dimettiti! > Clicca QUI

Solo pochi mesi fa Borghezio giustificava Mladic, criminale di guerra recentemente arrestato ed ora ecco la nuova uscita;  su Lettera 43 leggo che giustifica l’autore della strage in Norvegia:

Molte idee di Anders Behring Breivik sono buone, alcune ottime. È stato strumentalizzato. È per colpa dell’invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza….è la nemesi storica del buonismo assurdo e demenziale di certa sinistra e non solo. Questi sono i capolavori della società aperta che fa girare la polizia senza armi e poi condanna uno stragista a 21 anni. Le strade del buonismo portano all’inferno.

Ma non basta.

Alla domanda:  Allora le vittime se la sono cercata?

Ecco la risposta dell’Europarlamentare: Se l’è cercata quella parte dei norvegesi… ora non è il caso di parlare dei socialisti, perché ne hanno ammazzati 90 e trattandosi di giovani, per di più pacifici, è particolarmente doloroso, ci vuole un minimo di umanità.

Interessante la precisazione: Un minimo di umanità…. Mi raccomando, giusto un minimo, senza esagerare.

Poi una precisazione aggiuntiva: Non sono nella testa nello squilibrato di Oslo, ma i cristiani non devono essere bestie da sacrificare. Dobbiamo difenderli, questo è il mio messaggio. Ovviamente non con le modalità dallo squilibrato di Oslo, ma vanno difesi.

Poniamoci nei panni di un musulmano, caro Borghezio, rovesciamo il discorso ed ecco che i kamikaze sono perfettamente giustificati.

Giusto per completezza di informazione, la Lega si è dissociata completamente dalle affermazioni di Borghezio:

Le considerazioni espresse dall’onorevole Mario Borghezio rispetto alle idee del folle criminale responsabile della terribile strage di Oslo sono da ritenersi assolutamente espresse a titolo personale e da valutare come delle farneticazioni (Roberto Calderoli)

Condivido in pieno il commento del ministro Calderoli. (Maroni)

Ci dissociamo dalle dichiarazioni fatte dall’Eurodeputato Mario Borghezio riguardanti la strage di Oslo (Deputati Lega Nord Veneto)

Lettura integrale dell’articolo QUI

Giusto per dare un segnale, firma la Petizione Borghezio dimettiti! > Clicca QUI


La Grande Quercia ha bisogno anche di TE

19 luglio 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione e riproposto in data odierna

A Castelvetro Piacentino c’è una quercia secolare, detta “Nonna quercia”: 4 metri di circonferenza del tronco, 20 metri di altezza e 35 metri di diametro della chioma. Gli abitanti della zona la amano, è una specie di monumento della natura. Ma ora è minacciata dalla costruzione di una tangenziale, che dovrebbe passare proprio in questo punto.

Info qui > http://www.salviamononnaquercia.com/index.html

Per aderire alla Petizione, clicca qui > http://www.salviamononnaquercia.com/petizione.html

Pubblico la prima lettera scritta da Nonna Quercia…

23 gennaio 2010

Ciao,
io sono la Grande Quercia.
Abito da 200 o 300 anni – boh, non ricordo bene… sai, la memoria fa cilecca – a Castelvetro piacentino, in zona Oppiazzi.
Tu dirai: perché una quercia mi scrive?
Semplice: ho bisogno di te.

Ti racconto la mia storia.
Sono nata per volontà di un uomo che amava molto gli alberi, soprattutto le querce. Diceva che noi querce siamo l’orgoglio dell’uomo perché diventiamo grandi e potenti come lui. Io non sapevo nulla del potere e della grandezza, ero piccola e fragile. Ogni volta che un temporale arrivava io cercavo di ancorarmi più saldamente al terreno, perché temevo che il vento forte mi portasse via.

Crescendo,  ho poi imparato che il vento non bisogna ostacolarlo, ma al contrario bisogna ascoltarlo, così sono diventata amica del vento e ho cominciato a giocare con lui.

Diventavo sempre più alta e facevo sempre più fatica a guardare il mondo che si muoveva sotto di me, mi veniva più facile guardare in alto. Anche i miei amici uomini lo facevano sempre, loro sempre in alto guardavano.

Così vidi delle cose che mai avrei pensato di scoprire. Un mondo meraviglioso e oscuro, stelle brillanti e suoni magici. Belloooooo! Credevo che il mondo fosse solo questo.

Finché un giorno scoprii che esistevano anche altre cose.
Il mio amico, l’uomo che mi aveva dato la vita, non c’era più. Se n’era andato in un mondo lontano che non conoscevo, doveva essere terribile perché tutti quando pronunciano quel nome piangono e ne hanno paura. Il paese è “morte”.

Credevo fosse un paese, poi un giorno ho scoperto che non è così.

La morte non è un paese, ma è un luogo non lontano né vicino, né brutto né bello, è semplicemente il posto in cui andiamo quando il nostro tronco e i nostri rami sono troppo vecchi e non servono più. In quel posto ritroviamo tutto e tutti, ritroviamo coloro che amiamo e che vogliamo ritrovare.

Quante cose che ho imparato nella mia lunga vita! Ho anche scoperto che agli uomini piace pensare che sul pianeta tutto sia loro. Pensano che la terra sia loro, continuano a guardare in alto e non si curano di tutto ciò che calpestano.

Sai, io non ho piedi e mai mi sono potuta spostare da dove sto. Tutto quello che ho imparato l’ho appreso perché ho ascoltato coloro che volevano parlare con me, come gli uccelli, che volano sempre più in alto, ma che sanno guardare in basso.

Mi piace ascoltare la voce del mondo, ma essendo una nonna quercia ho imparato anche ad ascoltare con il cuore: io leggo nel cuore di tutti. Scopro così molte cose.

La solitudine, per esempio. Molti si sentono soli in questo mondo. Sai cosa dico io?

La solitudine non è una cosa negativa.
La solitudine è solo un’opportunità di crescita. Non cresci se corri, non cresci se sei circondato dal rumore e cerchi di urlare per farti ascoltare.

La voce del silenzio insegna più di mille professori urlanti. La solitudine ti porta il tuo silenzio, e quel silenzio molti lo hanno sperimentato sotto il mio grande ombrello. I miei rami hanno protetto molti cuori di uomini e donne, bambini e animali che hanno voluto ascoltarmi e che hanno saputo ascoltarsi.

Io sono la Grande Quercia e vivo per amare chi vuole amarsi.
Mi piacerebbe che tu venissi a trovarmi, ma devi fare presto perché l’uomo che guarda sempre in alto mi vuole tagliare. Al mio posto verrà costruita una grande strada a sei corsie, che farà correre ancora più velocemente l’uomo.

Io non ho paura di morire (ho scoperto che la morte è un bluff), so che vivrei ancora e che poi un giorno ritornerei. Ma penso a tutti quei cuori che non riusciranno più ad ascoltarsi perché saranno circondati dal rumore.

Aiutami!
Io non sono importante, sono solo una semplice creatura che ha bisogno di te. Dammi una mano: tu scrivi bene, fai sapere quello che vogliono fare.
So di chiederti molto, ma so anche che il tuo cuore è bello e grande. E’ grande come sono grande io.

La Grande Quercia

Aggiornamento del 19 luglio 2011: E’ passato un anno da quanto ho pubblicato il post ed oggi ho ricevuto la mail che copio in calce e che attesta, una volta di più, che possiamo fare la differenza:

Caro Amico/a,

alcuni mesi fa hai sottoscritto la petizione per far vivere la Grande Nonna Quercia. Da allora molte cose belle sono successe e altre, spero, succederanno ancora.

Per festeggiare questo risultato, abbiamo pensato a una festa speciale, sotto la sua Grande chioma, a Castelvetro piacentino.

Venerdì 22 luglio alle 21.30  Omar Pedrini (ex Timoria) si esibirà in un acoustic live gratuito, in mio onore: la GNQ

Mi piacerebbe molto tu venissi per ascoltare la musica e la pace che si respira sotto di me. Ti aspetto!

Un abbraccio


La Grande Nonna Quercia

Per informazioni: tel. 3482994521 – www.salviamononnaquercia@gmail.com – fb “Salviamo Nonna Quercia”

dove sono: Castelvetro Piacentino (uscita A21), in zona Oppiazzi (ca 1,5 km dal casello autostradale)



Diritto d’autore in rete, chiediamo trasparenza. Firma anche tu

13 maggio 2011

Leggo questo articolo/appello di Altroconsumo

È anacronistico impedire l’accesso a siti all’estero e rimuovere contenuti sospettati di violazione del diritto d’autore senza aver prima accertato che un illecito sia stato realmente commesso. Firma anche tu contro la proposta dell’Authority.

Le associazioni Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e lo Studio Legale Sarzana hanno inviato all’Agcom un documento in cui contestano il procedimento sommario con cui l’Authority interverrebbe in caso di sospetto di violazione del diritto d’autore. Documento inviato anche ai presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al Commissario europeo per l’Agenda digitale Neelie Kroes.

Lettura integrale dell’articolo QUI

Qui trovi un articolo correlato, sempre di Altroconsumo: Diritto d’autore ed Internet


Nelle mani di Formigoni 10.000 firme di pendolari

21 marzo 2011

Leggo su Altroconsumo

Fronte comune tra associazioni dei consumatori e pendolari per impedire i nuovi aumenti delle tariffe previsti in Lombardia per il prossimo mese di maggio.

Più di 10.000 firme di pendolari vessati da ritardi e bassa qualità del servizio saranno oggi consegnate a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. L’obiettivo è riportare il tema del servizio pubblico di trasporto tra le priorità della Regione e non far passare aumenti delle tariffe se non sono corrispondenti a concreti miglioramenti della qualità del servizio, verificabili da parte degli utenti.

La consegna delle firme avviene nella riunione del Consiglio regionale dei consumatori e degli utenti, dove si discute di qualità e tariffe del servizio ferroviario e di trasporto pubblico locale. Le firme sono accompagnate da un documento congiunto delle associazioni Acu, Altroconsumo, Casa del Consumatore, Codici e del Coordinamento dei Comitati Pendolari della regione Lombardia.

Nel documento si richiamano le ragioni del malcontento dei pendolari sulle tratte ferroviarie della Regione. Da una recente indagine di Altroconsumo emergono i parametri di qualità del servizio con maggiori criticità: pulizia e igiene (92%), affollamento (78%), climatizzazione (79%), informazioni a bordo in caso di disservizio (73%), puntualità (59%), sicurezza (42%), cortesia e disponibilità del personale (32%). L’insoddisfazione per il servizio nel suo complesso è pari al 68%.

Condizioni di trasporto così umilianti fanno ritenere che gli standard previsti dai contratti di servizio firmati tra Trenitalia e Regione Lombardia, sebbene molto bassi, non siano assolutamente rispettati. Un bilancio che allontana ancora di più il nostro Paese dagli altri Stati europei dove esistono tratte utilizzate dai pendolari che sono servite addirittura dall’alta velocità, cosa che sarebbe dovuta accadere anche in Italia.

Ad aggravare la situazione già critica, a causa della riduzione dei trasferimenti finanziari dallo Stato approvati dal Governo nella manovra economica di fine anno, si sono aggiunti gli aumenti tariffari del 10% introdotti nel mese di febbraio e se ne preannunciano altri per il prossimo mese di maggio.

Le associazioni di consumatori e di pendolari chiamano ai fatti l’assessore ai trasporti regionale e il presidente Formigoni.

Domani, 22 marzo, partirà un volantinaggio nella stazione ferroviaria di Milano Centrale – che nei giorni a seguire verrà ripetuta in altre stazioni ferroviarie – per chiamare a raccolta i pendolari vessati dal disservizio e dalla cattiva gestione dei trasporti pubblici locali.

Queste iniziative fanno parte della campagna “Siamo uomini o pendolari?”, a difesa dei viaggiatori.


Anche 45 deputati contro il regolamento AgCom che censura la rete

17 febbraio 2011

Leggo su Altroconsumo

Dopo il nostro appello online, che ha raccolto quasi 4.000 adesioni, anche la Camera interviene sulle regole del diritto d’autore. Sottoscrivi anche tu.

Si è mossa anche la Camera per difendere la libertà di comunicazione e di manifestazione del pensiero. Quarantacinque deputati hanno sottoscritto oggi un’interpellanza urgente, presentata dall’Onorevole Roberto Cassinelli, per chiedere al ministro per i Beni e le attività culturali, al ministro dello Sviluppo economico e al ministro della Giustizia, “se il governo non ritenga di assumere adeguate iniziative, anche di carattere normativo, al fine di pervenire rapidamente alla revisione della disciplina del diritto d’autore”.

L’AgCom non è competente sul diritto d’autore
In discussione è il procedimento sommario a tutela del copyright proposto da AgCom. Il rischio è che l’Authorithy si possa spingere a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, e che negli altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari. L’interpellanza urgente conferma che 45 parlamentari concordano con noi: AgCom non è competente in materia.

L’appello ha dato i suoi frutti
L’interpellanza segue l’appello rivolto ai parlamentari qualche settimana fa da Altroconsumo, Adiconsum, Agorà digitale, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, e lo Studio legale Sarzana e associati, che invocava una moratoria sul regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni “sul diritto d’autore e l’accesso alla conoscenza”.

Il rischio è che il regolamento, se approvato, consenta all’Autorithy di impedire l’accesso ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Tutelare la libertà dei consumatori, firma l’appello
Nel rispetto del principio di separazione dei poteri dello Stato, il Parlamento deve tornare ad essere la sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete, la società civile, ma anche e soprattutto i consumatori.

E perché i consumatori possano beneficiare dello sviluppo delle nuove tecnologie, i loro diritti debbono essere tutelati e garantiti anche in internet e nell’ambiente digitale. Sottoscrivi anche tu l’appello su sitononraggiungibile.e-policy.it, dove abbiamo già raccolto quasi 4.000 adesioni, tra le quali quelle di diverse personalità autorevoli come il giurista Stefano Rodotà, ex garante della Privacy.


Decidi tu che segno lasciare

10 febbraio 2011

Per firmare la petizione, clicca QUI.

Campagna di comunicazione di Non c’è Pace Senza Giustizia, per la messa al bando universale delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) – Video realizzato gratuitamente dall’agenzia PanAdvertising

Per firmare la petizione, clicca QUI.



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