Il crash test TCS sulla sicurezza dei bambini sui minibus

7 settembre 2012

in sintesi un interessante articolo che leggo su SicurAuto

Il Touring Club Svizzero (TCS) ha realizzato in collaborazione all’azienda di mobilità privata svizzera Autopostale e il centro tecnico DTC, un crash test per dimostrare la grande importanza delle cinture di sicurezza e dei seggiolini sui minibus, adibiti al trasporto dei bambini.

Nonostante i passi avanti fatti dalla sicurezza lo scorso anno 394 bambini sono rimasti feriti in un incidente d’auto e uno è morto. Ricordiamo che in Svizzera l’uso di seggiolini e sistemi di ritenuta in automobile è molto più elevato che in Italia.

In Svizzera l’utilizzo delle panche longitudinali sui minibus è attualmente consentito, ma dal 2008 non è più possibile immatricolare mezzi con questa soluzione. Inoltre dal 2010 è stato introdotto l’obbligo dell’installazione delle cinture addominali sulle panche longitudinali.

Tuttavia i minibus dotati di queste panche possono ancora tranquillamente circolare sulle strade svizzere, con tutti i pericoli che si portano dietro, come ha dimostrato il TCS con questo crash test.


Verità in Comune/4

5 maggio 2011

Se ti chiedi cosa sia Verità in Comune, clicca QUI

I cittadini di Corbetta partecipano alla copertura di una parte dei costi dei servizi pubblici a domanda individuale, con il pagamento delle rispettive tariffe.

Ma quanto costa al Comune garantire ad esempio il servizio di trasporto scolastico?

Elenchiamo di seguito i dati relativi ai costi previsti nel bilancio di previsione 2010:
179.000 Euro il costo complessivo del servizio (appalto e spese di personale)
42.000 Euro le tariffe versate dagli utenti
137.000 Euro la differenza tra le due voci sopra descritte corrispondente alla spesa a carico del Comune

“Una delle peculiarità della nostra città è la vasta espansione del territorio, circa 19 Kmq, e la
dispersione su questa ampia area delle zone abitate: una caratteristica che richiede un servizio di
trasporto scolastico articolato e capillare che comporta tempi di percorrenza non sempre rapidi e un significativo investimento economico – dichiara l’Assessore alla Pubblica Istruzione Loredana
Vanzulli.

Nonostante i tagli al bilancio, la scelta dell’Amministrazione Comunale in questi anni è stata quella di continuare a garantire assistenza alle famiglie con il servizio di scuolabus nel luogo più adatto, rispettando sia l’aspetto della raggiungibilità che quello della sicurezza, ritenendolo un servizio fondamentale per le famiglie e la scuola.”

Hanno diritto al servizio di trasporto scolastico comunale gli alunni appartenenti a nuclei familiari
che risiedono nelle frazioni o negli agglomerati rurali e nella fascia esterna della città (oltre Via
Europa, Via della Repubblica, Via Benedetto Croce e Via Simone da Corbetta).

L’organizzazione del servizio è garantita da n. 2 scuolabus assegnati in uso esclusivo al Comune di
Corbetta, oltre che da uno scuolabus di scorta condiviso con gli altri Comuni aderenti alla Società
ATS. Il personale in dotazione è composto da due autisti e due assistenti scuolabus.

Per l’anno scolastico 2010/2011 sono 134 i bambini che usufruiscono del servizio utilizzando le 20 fermate dislocate sull’intero territorio.

Fonte: Comune di Corbetta


Bambini in autobus: ecco il vademecum

14 settembre 2010

Bambini in autobus, quali regole? La più importante è quella legata alla recente intorduzione dell’obbligo dell’uso di cinture a bordo di tutti i veicoli di servizio pubblico in tratte extraurbane, che vale anche per gli scuolabus, a patto che si tratti di veicoli di fabbricazione successiva all’entrata in vigore della legge 150 del 13 maggio 2006.

E tutti gli scuolabus costruiti prima? Possibile che per i bambini destinati a viaggiare su mezzi non dotati di cinture, l’esposizione al rischio aumenti con quadrato della velocità?

“Rispetto a molti paesi del mondo – spiegano all’Asaps – possiamo affermare che gli standard di sicurezza dei nostri scuolabus, a patto che si tratti di veicoli nuovi, siano adeguati, ma resta il fatto che una moltitudine di studenti di ogni ordine e grado, debba ancora oggi viaggiare – in alcuni casi – su veri e propri carri bestiame, con panche al posto dei sedili, con ostacoli sulla via di fuga.

Quando gli eventi infortunistici avvengono in ambito urbano, la sagoma maggiormente rilevata rispetto alle normali autovetture e le basse velocità limitano i danni, ma quando questi veicoli percorrono strade extraurbane o di montagna, cosa può succedere?

I percorsi casa-scuola sono sempre più lunghi, il trasporto tradizionale è carente nelle brevi distanze e sono molti i comuni che hanno deciso di dare in appalto il servizio, affidandosi – spesso – ad appalti al ribasso. Se un servizio del genere finisce in mano a persone senza scrupoli, la vita di un bambino vale meno di un salario da fame”.

Ma con il proliferare degli appalti, come si fa ad essere sicuri che i nostri bambini siano al sicuro sugli scuolabus? L’Aspas si è occupata a lungo del tema ed ha stilato un vero e proprio vademecum. Eccolo…

Continua la lettura qui > Bambini in autobus ecco il vademecum.


Sicurezza stradale: Gli scuolabus

25 febbraio 2010

Scuolabus: mancano le normative. Su segnalazione di una mamma nostra lettrice, ci siamo mossi per capire se i mezzi messi a disposizione dalle aziende pubbliche siano soggetti a controlli per verificarne la sicurezza e se esistano delle normative che ne regolino la messa in strada a livello nazionale o europeo. Ebbene, mancando una legge più recente, gli scuolabus e i miniscuolabus sono soggetti alla normativa 2001/85 Ce, che esclude questa categoria dagli obblighi in termini di cinture di sicurezza, estintori e più in generale di lay-out interno.

I precedenti. Non è la prima volta che in Italia si verificano incidenti nei quali rimangono coinvolti scuolabus in servizio. Nell’aprile del 2002, a Viareggio, se ne era ribaltato uno dopo una collisione con un’auto (per fortuna senza conseguenze per gli occupanti), mentre nel dicembre del 2007, ad Asti, aveva perso la vita un bambino di 10 anni in seguito allo scontro con un furgone.

Risparmio assicurato, ma la sicurezza? Come potrete leggere nella nostra inchiesta, i modelli generalmente utilizzati come scuolabus derivano quasi tutti da veicoli commerciali o industriali medioleggeri. Spesso, però, i veicoli in circolazione sono ricavati da trasformazioni artigianali, senza subire un’adeguata manutenzione e senza essere bloccati all’atto dei frequenti passaggi di proprietà, come nel caso segnalatoci del lotto di autobus Fiat 418 AL di metà anni Settanta riadattato a scuolabus.

Indubbiamente, mantenere in servizio questi veicoli conviene dal punto di vista dei costi. Ma ci auguriamo, visto che si parla di bambini, che adetti ai lavori e istituzioni intervengano al più presto per approvare una normativa più rigorosa e, soprattutto, aggiornata. Sarebbe una contraddizione, altrimenti, continuare a promuovere campagne sull’importanza dell’Esp di serie, sull’obbligo delle cinture anche per chi siede dietro, sulla necessità di abbassare i limiti di velocità, eccetera.

Alessandro Carcano

Fonte: www.quattroruote.it


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