Vincere al Superenalotto e ritrovarsi poveri…

29 novembre 2010

Facendo riferimento alla recente vincita del jackpot che ha permesso a 70 italiani di vincere 2,5 milioni di €, nei giorni scorsi ho letto un articolo che, per quel che mi riguarda, non racconta nulla di nuovo, ma che è interessante in quanto molti sottovalutano l’impatto che possono avere tanti soldi facili su una persona normale.

Le statistiche dicono che il 70% di chi diventa ricco all’improvviso finisce per perdere tutto entro pochi anni e che 1 su 3 cade in depressione.

Nell’articolo di Irene Soave (Vanity Fair) si racconta la storia di Andrew Fashion che a 20 anni ha venduto, per 2,5 milioni di $, due applicazioni create per MySpace.

In due anni li ha bruciati tutti, trovandosi povero, pieno di debiti e dovendo ovviamente lavorare per vivere.

I primi sfizi che si è tolto sono stati una casa a Denver e 7 macchine, che peraltro ha sfaciato quasi subito. Ha poi speso 100.000 € a Las Vegas, in viaggi e feste. Noleggiava un aereo per passare la serata alle Fiji. Era circondato da donne, ha prestato troppi soldi ed infine si è trovato ad avere anche problemi di tasse.

Ora sta scrivendo la sua autobiografia che si intitolerà Giovane e Stupido…se non fosse che non è affatto pentito, in quanto ritiene di aver passato i due anni più belli della sua vita.

Non è pentito, però se tornasse indietro, dice che magari investirebbe almeno una parte dei soldi e non smetterebbe di lavorare, perchè poi è dura riabituarsi.


Maggior trasparenza al Superenalotto

6 ottobre 2010

L’attuale jackpot di ben 153 milioni di euro è il più alto che si sia mai registrato. Di conseguenza sono davvero in gran numero gli scommettitori che tentano una vincita di storiche proporzioni. In tutt’Italia si registrano code agli sportelli di tabaccai, centri scommesse e ricevitorie, sottolinea il CTCU.

Che prosegue: “Da molte generazioni, una vincita al lotto è sinonimo di un’esistenza senza più preoccupazioni finanziarie e che liberi, se possibile, dall’onere di dover lavorare per tutta una vita. E tutto ciò, nonostante in termini di calcolo delle probabilità matematiche sia alquanto più probabile essere colpiti da un fulmine che portare a casa una vincita milionaria.

Per riuscire ad accaparrarsi l’attuale jackpot del Superenalotto bisogna indovinare infatti 6 numeri su 90: la probabilità di azzeccarli tutti è di 1 su 622.614.630. La probabilità di avere anche solo 3 numeri giusti è di 1 su 326,71. A confronto, negli Stati Uniti, le probabilità di essere colpiti da un fulmine nel corso di un anno sono di 1 su 750.000”.

“I giochi d’azzardo sono un vizio con un potenziale di dipendenza in continuo aumento e quindi non solo un vizio, ma anche una piaga”. Agli sportelli del CTCU – si evidenzia – si stanno moltiplicando le richieste d’aiuto di persone cadute vittime del gioco d’azzardo, e che a causa di ciò si trovano in situazioni di difficoltà finanziaria.

“La politica deve adottare misure concrete al fine di garantire una tutela ai giocatori e di combattere la dipendenza dal gioco. Sono necessari inoltre controlli più efficaci riguardo l’età dei giocatori nonché riguardo eventuali manipolazioni del gioco stesso”: questo il commento del direttore del CTCU, Walther Andreaus.

“E’ giunta l’ora di imporre più trasparenza al mercato dei giochi d’azzardo. E’, ad esempio, alquanto ingannevole pubblicizzare l’importo massimo della vincita, senza al tempo stesso indicare direttamente sul supporto pubblicitario anche le probabilità di vincita e perdita….

Continua la lettura qui > TODAY – Consumer – Il portale dei consumatori.

Articolo correlato – Come vincere al Superenalotto > http://paoblog.wordpress.com/2009/10/12/vincere-il-superenalotto/


Giochi pubblici (e rischi) in crescita

21 settembre 2010

Secondo uno studio di Agipronews, nel 2009 ogni italiano ha speso per i giochi pubblici il 6% dei consumi generali annui. Secondo una stima di Adoc nel 2010 la spesa varrà circa l’8%.

“Stimiamo che nel 2010 l’8% dei consumi annui degli italiani sarà destinato ai giochi pubblici – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – il 2% in più del 2009. Senza contare la spesa per i giochi clandestini e non regolari, un fenomeno in crescita purtroppo anche tra i più giovani, soprattutto nel settore del gioco online, che spesso si consuma senza regole e fuori dai confini nazionali. In questo senso sono gravi le responsabilità delle trasmissioni dedicate al poker e del continuo spam sui casinò online.

Aumentano lo spirito di emulazione e, di conseguenza, il rischio di indebitamento per migliaia di consumatori. Per questo chiediamo che il 5% delle entrate derivanti dalle giocate sia destinato ad un fondo di assistenza, gestito in collaborazione con le Associazioni dei consumatori e quelle operanti nel sociale, che promuova campagne informative sui rischi legati al gioco d’azzardo, che controlli l’espandersi del fenomeno e che dia aiuto sia economico che psicologico alle famiglie vittime del gioco d’azzardo, che rischiano di cadere nella trappola dell’usura e della malavita organizzata, con il rischio che quest’ultima gestisca sempre di più vasti settori sociali”.

Secondo l’Adoc il boom dei giochi è legato a doppio filo con il perdurare della crisi economica.

“Si è passati dai pochi giochi disponibili (Totocalcio, Lotto, Totip) in cui la giocata era limitata all’1-2% dei consumi annui, alla anomalia odierna – continua Pileri – dove i giochi regolari gestiti o controllati dallo Stato vanno moltiplicandosi, dal Superenalotto al Gratta&Vinci, dalle slot machine sempre più diffuse nei bar alle scommesse, sportive e non, dal bingo ai giochi televisivi.

Esiste oramai una giungla che ti lusinga e che ti illude di risolvere i problemi legati alla crisi economica e occupazionale con vincite che in realtà sono percentualmente improbabili, ai limiti dell’impossibile. D’altronde nel momento di crisi c’è sempre la tendenza di aumentare il numero di giochi e di giocate”.

Fonte: http://www.ermesconsumer.it
Come vincere al Superenalotto senza giocare 1 Euro > http://paoblog.wordpress.com/2009/10/12/vincere-il-superenalotto/

Vincere il Superenalotto…

12 ottobre 2009

… senza giocare un Euro. ;-)

Di Francesco Carlà – www.finanzaworld.it – Fonte: Vanity Fair

Conversazione colta al volo in una ricevitoria:

Gioca anche questa settimana, signora?
No, grazie, il jackpot è solo di 38 milioni di euro.

Incuriosito, ho chiesto ai miei 3.300 amici e amiche su Facebook se avevano partecipato alla febbre dei 147 milioni del recente Superenalotto estivo. Sapevano che la probabilità di indovinare il 6 era di 1 su 622.614.630 per ogni combinazione giocata?

Stefania G. non si è lasciata intimidire dalla probabilità vicino allo zero: «Non ci vedo niente di mole o giocare una schedina ogni tanto. Perché no, scusate?».

Marcello C., un astronomo, è più scientifico: «Se investo 6 euro a settimana per 50 settimane, sono 300 euro l’anno. La probabilità di fare almeno un 4 non è poi così remota, quindi il Roi, o ritorno sull’investimento, potrebbe essere migliore di quelli di Borsa, di questi tempi».

Fila il ragionamento? Se il 4 esce, sì. Ma le probabilità sono sempre molto remote: uno su 11.906, per essere precisi. Se invece i 300 euro li risparmiate, li rivalutate e li investite con un rendimento annuale del 15%, cioè un po’ meglio delle Borse globali a 30 anni, i vostri soldi, nello stesso tempo, potrebbero diventare: 1.519.734 euro, più di un milione e mezzo.

Marcello C. aveva pronta un’altra obiezione: «Ma in 30 anni! Che cosa me ne faccio di un milione e mezzo quando avrò 72 anni?».

La risposta rivela la forza del Superenalotto: la scorciatoia verso il successo.

Ma il milione e mezzo si forma strada facendo: in 10 anni, gli euro sono già 71 mila, in 15 diventano 166 mila, a vent’anni siamo a quota 358 mila, e a venticinque 744 mila.

Invece, se il4 si ostina a non uscire, in 30 anni, sempre rivalutando, avrete perso più di 100 mila euro.


Superenalotto: chi guadagna e chi perde.

31 agosto 2009

Un articolo di Alessandra d’Angiò – Fonte: Vanity Fair

Sette mesi ed 87 estrazioni dopo l’ultimo sei, un misterioso abitante di Bagnone (Massa Carrara) con una schedina da 2 euro il 22 agosto si è aggiudicato 147,8 milioni di euro, la vincita più alta mai centrata in Italia e la seconda in Europa.

Ma oltre a lui, chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso, in questa febbre da Superenalotto? Sul totale delle giocate, quasi la metà va allo Stato, che dallo gennaio al 20 agosto ha incassato circa 1,092 miliardi di euro, sui 2,213 miliardi investiti dai giocatori. Dove andranno? Lo deciderà l’erario, anche se una parte è già destinata all’Abruzzo che fino al 2011, riceverà 500 milioni di euro all’anno dai proventi del gioco. Tra le regioni, la Sicilia è l’unica che. per legge, trattiene una parte dei suoi incassi: circa il 10% netto.

Alle 28 mila ricevitorie italiane, invece, va l’8% delle giocate, mentre la società concessionaria, la Sisal, incassa una quota fissa del 3,73%. Se il vincitore volesse restare anonimo, a ritirare i soldi potrebbe mandare un notaio. Il costo? Dal 2 al 3% della vincita.

E gli italiani? Solo nelle prime sette estrazioni di agosto hanno speso 400 milioni di euro: in media 23,5 milioni al giorno, rispetto ai 14 milioni di luglio. La giocata media, dall’inizio dell’anno. è di 2.70 euro: Milano è la città dove si gioca di più, con una spesa pro-capite di 79 euro annua (la media nazionale è 49), ma le più fortunate, in 12 anni di storia del Superenalotto, sono state Roma, Napoli e Bologna.

Le chance di vincere? Quelle di fare sei sono 1 su 622 milioni, mentre il «pay out» è del 68%: su 100 euro giocati, in media, se ne recuperano 68; meno rispetto a quello delle slot machine, fissato al 75%.

Attenzione, infine, a non farsi travolgere dalla voglia di vincere: secondo il Cnr oltre 3 milioni di italiani rischiano di sviluppare una dipendenza patologica per il gioco d’azzardo.


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