La pubblicità diseducativa della nuova Bmw X5

19 novembre 2013

di Maurizio Caprino

bmw boss“The boss is back”.

Difficile non notare questa frase sui muri, abbinata all’immagine della nuova BMW X5, sapientemente scelta di colore nero.

Una pubblicità sciagurata, visto che non fa altro che rinfocolare le polemiche sulla pericolosità (vera o presunta) delle Suv e sull’aggressività dei loro guidatori: dire “the boss in back” (“il boss è tornato”) non significa solo riaffermare il primato di categoria della X5 dopo che negli ultimi anni l’età del modello precedente le aveva fatto perdere colpi, ma anche rivolgersi in linguaggio da boss a tutti quelli che la Suv continuano a volerla grande e grossa.

Nonostante crisi, superbollo, redditometro, downsizing e ambientalismo (che ha anche preso la forma di malus imposto dalla Ue su ogni esemplare immatricolato se sfora i 130 g/km di emissioni di CO2).

Dunque, evidentemente la Bmw ha fatto i suoi calcoli e ha deciso che vale ancora la pena puntare su gente facoltosa che non è pentita degli eccessi di chili e cavalli delle Suv classiche.

Anche se la nuova X5 è comunque dimagrita rispetto alla precedente, ma così fan tutte e, anzi, la X5 è l’ultima a uniformarsi alla tendenza (anche perché la serie appena uscita di scena era stata lanciata solo pochi mesi prima dell’inizio della crisi che ha segnato il mercato dell’auto e l’economia tutta).

Non c’è nulla di male a cercarsi i clienti con slogan accattivanti. Però, se una casa automobilistica va a cercarsi quel tipo di cliente, vuol dire che c’è ancora tanta gente che deve capire a cosa serve davvero una Suv.

Non so se sia peggio per il costruttore o per i clienti medesimi.

 


Suv immatricolati uso ufficio: la Finanza “chiede i danni” alla Motorizzazione

29 ottobre 2013

di Maurizio Caprino

Spesso ci facciamo l’idea che denunciare i disonesti sia inutile: le indagini languono, i processi sono lunghi, le pene miti e incerte.

Era andata così anche nel caso dei furboni che riuscivano a far immatricolare suv, monovolume, fuoristrada e station wagon come autoveicoli speciali a uso ufficio, pienamente deducibili e detraibili fiscalmente.

Erano persone di tutta Italia e confluivano a Bologna, dove un’azienda offriva il pacchetto di “trasformazione” e la locale Motorizzazione ci metteva il timbro.

Visto che la trasformazione consisteva semplicemente nell’installare un tavolino asportabile e prevedere una presa elettrica per un’improbabile computer e/o stampante, la Procura di Bologna partì in quarta con un maxisequestro, che poi fu prontamente bocciato dal Tribunale del riesame. Le indagini andarono avanti, ma arrivò la prescrizione.

La solita giustizia all’italiana, dunque.

Però ora, a dieci anni di distanza dai fatti, la Guardia di finanza di Bologna ha giocato l’ultima carta possibile: la segnalazione alla Corte dei conti, per far condannare i responsabili dell’ufficio provinciale della Motorizzazione dell’epoca a risarcire allo Stato le tasse che i furboni non hanno pagato a causa della loro interpretazione “larga” delle norme sull’uso ufficio.

Riusciremo a recuperare questi soldi? Lo sapremo alla prossima puntata. Presumibilmente tra qualche anno.

Leggi anche questo articolo di Caprino


La ragazza trascinata dal suv, i farmaci della guidatrice e i ritardi del ministero

6 giugno 2013

di Maurizio Caprino

Come commentare? Con queste due parole venerdì scorso Paoblog mi ha dato notizia della ragazza travolta e trascinata per chilometri da una distinta signora nel Padovano alla guida di un suv. Ero in viaggio e non potevo informarmi. Subito ho pensato che come al solito la stampa fa titoli a sproposito sui suv.

Piuttosto, bisogna capire che la psiche umana può fare brutti scherzi: puoi straziare un corpo e continuare a trascinarlo anche dopo che è diventato un cadavere senza più forma, rimuovendo dalla tua coscienza quello che sta accadendo. Quindi, non una fuga per cercare l’impunità, anzi: così facendo si lasciano tracce, tante tracce. E infatti la signora è stata individuata subito.

Così si è accertato che era sotto cura con farmaci pesanti e allora il problema è diventato un altro: quanto ci vorrà ancora prima che il ministero della Salute prenda di petto il problema, fregandosene delle preoccupazioni dell’industria farmaceutica?

Intendiamoci bene. In questo caso il ministero non dovrebbe fare una scelta politica, ma solo attuare una cosa stabilita per legge (la 120/10 di riforma del Codice della strada) ben tre anni fa.

La norma dava sei mesi per stilare un elenco del farmaci pericolosi per la guida e un anno per riportare sulle loro confezioni una figura (pittogramma) che mettesse in evidenza questa pericolosità (anziché annegarla tra le centinaia di righe del “bugiardino”, per giunta scritte in caratteri mignon).

Perché tutto questo non si è ancora visto? Se lo chiede l’Asaps e non possiamo che associarci.

Adesso, per favore, vogliamo accelerare?

C’è di che dubitare, visto che al ministero della Salute nell’estate 2010 non erano riusciti a dare risposta nemmeno a un quesito immediato e semplice sollevato nell’ambito della riforma (si parlava della decorrenza dell’obbligo di portare il certificato anamnestico del medico curante alla visita per il rinnovo patente, da fare alla Asl o dai sanitari abilitati).

E allora proviamo almeno a indagare per vedere chi ha firmato il certificato che permetteva alla signora padovana di guidare: magari scopriremo che la signora già all’epoca della visita prendeva quei farmaci.

Magari scopriremo pure che quell’attestato è stato rilasciato meno di tre anni fa, quindi è accompagnato anche dal certificato anamnestico del medico curante.

Oppure scopriremo che la signora ha taciuto tutto ai certificatori, condividendo il segreto solo col suo neurologo.

Secondo quello che si scoprirà, andrà nei guai un medico o la signora stessa. Ma, per favore, adesso scopriamo qualcosa.


Arriva un Suv in velocità, il conducente è ubriaco e non vede 15 biciclette…

13 novembre 2012

Il fatto che l’auto fosse un Suv, è un dettaglio che serve ai quotidiani per attirare la facile attenzione, tuttavia così come è vero che non in genere non leggi titoli che parlano dell’utilitaria (o della familiare) che investe qualcuno, è anche vero che un Suv, con la massa che si ritrova, ha un valore distruttivo aggiuntivo.

Resta il fatto che l’eccessiva velocità, in aggiunta alla mancanza di riflessi causati da un tasso alcolemico che sembra essere stato superiore di 3 volte al limite massimo, ha fatto la differenza.

Sappiamo bene che la legge sull’Omicidio stradale è stata archiviata, tuttavia preso atto che l’incidente ormai c’è stato e la povera Altea non ritornerà in vita, non riesco ad accettare che i nostri politici non siano in grado di tutelarci con leggi adeguate;  è vergognoso leggere che:

Il conducente del mezzo, incensurato, è tornato a casa dopo essere stato sentito dai carabinieri …..è stato denunciato in stato di libertà per guida in stato d’ebbrezza, e verrà con tutta probabilità denunciato per omicidio colposo.

L’imbecille è tornato a casa e se la caverà con poco, ritengo, viste anche altre sentenze a dir poco discutibili

Al pari di Lorenzo, Altea invece non tornerà…. quante persone devono morire ancora?  … chiamala giustizia se ti va…

Clicca qui per leggere il parere di Maurizio Caprino


Sosta vietata: se le multe non sono un deterrente, che fare?

29 giugno 2012

Nei giorni scorsi ho pubblicizzato l’ottima iniziativa di Lambs or Lions, che prevede un bell’adesivo (rimovibile, sia chiaro) sul vetro di quelli che parcheggiano l’auto secondo le loro comodità, sperando che l’ironica presa in giro possa servire a farli desistere.

So per esperienza personale che sono ben pochi quelli che si rendono conto del fastidio dato (ed in certi casi si aggiunge un’inciviltà oltre ogni logica), tuttavia non possiamo restare sempre passivi di fronte all’inciviltà.

Tempo fa avevo raccontato infatti la mia lotta personale con il proprietario di un Cayenne che definire recidivo era ancora riduttivo, ma oggi …

Quello che ho visto oggi mi ha spinto a scrivere questo post che in realtà avevo accantonato la scorsa settimana, perchè ad un certo punto sembra quasi di parlarsi addosso, anche se non è abituandosi all’inciviltà che possiamo sperare di sconfiggerla.

Faccio quindi un passo indietro e ritorno a venerdì scorso quando ho notato un Suv parcheggiato male, per così dire, ovvero era sul marciapiede, ma con due ruote giù.

C’è di peggio, vien da dire, perlomeno così facendo ha lasciato lo spazio per un pedone (purchè non sovrappeso :-D ), ma in realtà il fatto è che nella notte fra giovedì e venerdì l’Amsa lava le strade, per cui tutte le auto della zona parcheggiano sul marciapiede…

… in ogni caso il risultato ottenuto a seguito del parcheggio imperfetto è stato questo: una multa.

facile pensare che il conducente abbia capito, suo malgrado, che o parcheggi bene o cambi macchina e la prendi un pò più piccola… ;-) … se non fosse che questa mattina, rieccolo, nuovamente parcheggiato, nello stesso posto, nello stesso modo…

e nel caso non lo aveste notato, cosa c’è sul parabrezza? Un’altra multa … a quanto pare inutile, se non per le casse comunali …


Come ti parcheggio (abbastanza bene) il Suv

15 febbraio 2012

Finalmente un Porsche Cayenne parcheggiato con intelligenza; non deve far ingannare il fatto che abbia messo le ruote sul marciapiede, in quanto così facendo occupa meno la carreggiata della via, senza peraltro dare fastidio ai pedoni che, in ogni caso, di sera passano raramente.

Per contro ecco un altro Suv il cui guidatore, non volendo probabilmente perdere tempo a fare manovra, causa il cumulo di neve sulla strada, davanti alle ruote,  ha lasciato l’auto come capitava ovvero secondo la sua comodità. Per cui distante dal marciapiede e pure un pò storta…

Vorrei tranquillizzare gli Amici e rassicurarli circa l’incivile DOCG con il Cayenne Bianco; come potete vedere continua a parcheggiare sull’incrocio, sulle strisce, sullo scivolo per disabili…

Come dicevo, è coerente

P.S. Non si offendano i proprietari dei Cayenne, non è persecuzione la mia, casomai lo è il vostro modo di parcheggiare; non è casuale, infatti, che l’altro giorno un’amica mi raccontasse che:

…c’è un tizio con il Porsche Cayenne che ha il negozio sotto casa dei miei e si sente il padrone della strada. Pur di avere il suo carrozzone proprio davanti al negozio, spesso lo parcheggia talmente vicino all’incrocio che impedisce a tutti (tanto più ai pullman) di svoltare, creando così ingorghi e caos. Nonostante le varie segnalazioni, lui continua imperterrito a fare i suoi comodi sotto l’occhio benevolo dei vigili… no comment.


Un incivile coerente, ma sappi che “hai rotto”

2 febbraio 2012

Ho già raccontato a suo tempo le imprese del vincitore del Premio Incivile della Settimana ovvero del guidatore di un Porsche Cayenne che fa del menefreghismo la sua regola di vita.

Tempo fa un amico mi diceva che a gente così lui, potendo, (e non si può, infatti ;-) ) metterebbe una molotov sotto la macchina. Quella che però mi sembrava una posizione estrema, oggi sarebbe un provvedimento accettabile, sicuramente più di una multa di sosta vietata (che peraltro non gli fanno) per uno che ha la disponibilità economica del furbetto.

Oggi siamo alle prese con la neve che,come sempre accade, non viene spazzata dalle strade di periferia o, perlomeno, dalle piccole via laterali.

Questo è il solito parcheggio dell’Incivile:

Potete notare sulla sinistra un camion dell’Amsa che dovrebbe svoltare nella via, ma non ce la fa, grazie all’auto parcheggiata sull’angolo.

Il camion ha provato ad allargare la traiettoria, ma così facendo è finito con le gomme sui cumuli di neve, perdendo aderenza e creando i presupposti per una bottarella. L’autista ha quindi desistito e successivamente, dopo una serie di manovre avanti e indietro, è riuscito ad entrare nella via e raccogliere quindi la spazzatura.

E’ logico che ogni giorno il mondo si debba adattare alle esigenze del personaggio?

Pedoni,disabili, mamme con bambini, auto o camion che devono svoltare… tutti a complicarsi la vita per un deficiente.

Hai comprato l’auto grande & grossa? Fatti tuoi, cerca il parcheggio e non rompere le palle al prossimo.


Vigile ucciso a Milano: che c’entrano le Suv?

13 gennaio 2012

di Maurizio Caprino

Io una Suv non la comprerei mai: non mi serve. E penso che razionalmente non serva nemmeno alla maggior parte di chi invece ne ha acquistata una: a ben vedere, una station wagon (di pari categoria, ovviamente) offre più o meno lo stesso spazio e ha una lunghezza analoga, ma ha il vantaggio determinante di consumare meno.

Dunque, una Suv serve soprattutto ad appagare esigenze e desideri in termini di status, percezione di protezione, visibilità da e verso lontano e sensazione di ariosità. Che personalmente non ritengo valgano la pena di sobbarcarsi consumi e minor maneggevolezza tipici di questi mezzi.

Faccio questa lunga premessa per dire che non amo le Suv. Ma non per questo credo le si debba colpevolizzare sempre e comunque, come implicitamente si sta facendo in queste ore di caccia all’uomo dopo che con una Suv ieri sera è stato deliberatamente investito e ucciso un vigile a Milano.

Dai mezzi d’informazione sta emergendo la ricostruzione di una vicenda ancora poco chiara, che potrebbe persino essere nata non dall’inquietante follia stradale di chi all’improvviso travolge chiunque lo ostacoli ma dalla più normale volontà di due malviventi di sottrarsi a un controllo. E sono stati citati altri casi recenti di follia stradale in cui le Suv non c’entrano nulla.

Ma nei titoli delle notizie su questo fatto orribile, così come in quelli sul bambino investito e ucciso l’altro ieri nel parcheggio del suo asilo nel Lodigiano, campeggia sempre la parola Suv. Per noi che facciamo i giornalisti, è evidente che questo è un ammiccamento al pubblico per catturarne l’interesse e guadagnarsi una copia, un clic o una frazione di share in più. Ma per le persone normali è un chiaro invito a pensare alla pericolosità delle Suv e all’arroganza di chi le guida.

Quanto alla pericolosità, non si può negare che il peso esagerato di molte Suv crea problemi se si viene urtati da una di esse. E non di rado il comportamento di una Suv in una manovra d’emergenza, per quanto lodato da chi lo descrive al pubblico (perché si fa il paragone con altri mezzi della stessa categoria), è peggiore rispetto a quello di una station wagon.

Ma nel caso del povero vigile ucciso ieri tutto questo non c’entra nulla: se hai davanti una persona a piedi e decidi di travolgerla o comunque di impedire che possa fermarti in quello che stai facendo, puoi ucciderla anche con una Smart o uno dei pochi modelli appena usciti a pieni voti dai crash-test sui pedoni.

Quanto all’arroganza di chi guida una Suv, non nego che possa esserci. Ma attenzione: può anche essere arrogante di può permettersi solo un’auto ben più piccola (lo ricorda proprio oggi Paoblog a proposito delle Smart).

E, al contrario, oggi sul mercato si possono trovare anche Suv di marchio prestigioso ma con una quindicina d’anni sulle spalle, che ormai non valgono più nulla; quindi, ogni facile accostamento tra l’arroganza e il reddito di una certa classe di vecchi e nuovi ricchi alla guida di auto del genere va a farsi benedire. E, dalle prime foto pubblicate, questo sembra proprio il caso dell’omicidio di Milano.

Alla fine, nell’incertezza sulla ricostruzione del fatto, questo orribile omicidio sfugge a tante analisi sociologiche che si sono subito lette in queste ore. Resta in piedi solo la considerazione sulla vita dei vigili: contrariamente a quanto molti credono e a quanto il modo di lavorare di alcuni ci fa credere, la rischiano anche loro.

E, alla luce dei tagli che stanno colpendo anche questa categoria, c’è chi si chiede se ne valga la pena.


Vigile milanese ucciso da un pirata…non da un Suv

13 gennaio 2012

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Ieri ho sentito la notizia del vigile volontariamente investito da un automobilista e, una volta di più, sono rimasto scioccato. Ho ripensato per un attimo a quei due vigili in bicicletta che pochi giorni prima di Natale mi hanno fermato per un controllo.

Tra l’altro i vigili in bicicletta sono quelli più vicini ai cittadini, che si fermano quando gli fai un cenno, ti ascoltano, e se possono cercano di risolvere al momento. Sono quelli che ti consigliano su come agire quando ci sono problematiche che loro non possono gestire.

Inizialmente avevo sperato che il conducente della Bmw X5 fosse un delinquente con 10 kg. di cocaina a bordo, cosa questa che avrebbe fatto capire (si fa per dire, beninteso) l’atteggiamento criminale ed omicida, in modo da togliere di torno l’equazione SUV=arroganza (e peggio) ben alimentata dai giornali che infatti titolano: SUV uccide vigile.

In realtà è un automobilista che guida un SUV ad avere investito il povero vigile. Difficilmente si legge: Pistola uccide carabiniere. Ovvio che che è l’uomo e non il mezzo, a delinquere, ma diventa facile cavalcare lo sdegno popolare e dare la colpa al SUV, auto che non apprezzo per una serie di motivi, non ultimo l’atteggiamento di molti suoi conducenti.

(Così come non apprezzo quelli con la Smart che confondono l’auto maneggevole e scattante con l’autorizzazione a guidare con superficiale aggressività…)

Dico molti perchè, poco da fare, nel momento in cui anche la mamma milanese si ferma di traverso sul marciapiede davanti alla scuola del pargolo,così come il papà veronese si ferma dove capita e fancucciolo al resto del  mondo, anche questa è arroganza.

E spesso ci si abitua a fare i propri comodi, come ha dimostrato l’automobilista che ha investito ed ucciso il pensionato un paio di mesi fa, al punto di perdere la bussola.

Come dicevo avrei voluto trovare qualche motivo che mi aiutasse definire meglio le ragioni di questo omicidio volontario, senza dover tirare in ballo il comportamento arrogante del conducente, ma leggendo il resoconto della notizia, si fa fatica a non cadere nella trappola dell’automobilista con SUV…

Leggo infatti sul Giorno che: il Suv nero che passando forzatamente a bassa velocita’, visti gli spazi ristretti, ma incurante di chi c’era, ha investito l’anziano nomade passandogli su un piede.

Ora si sente al TG che i due a bordo del Suv siano due Rom, pregiudicati, ed allora ecco che in parte si troverebbero le famose ragioni (ugualmente inaccettabili) della condotta criminale.

Spero lo trovino, spero che faccia resistenza e che nella fuga a piedi sia investito da un autobus, almeno ce lo togliamo di torno… Spero non abbia un avvocato che invochi la temporanea infermità mentale, il raptus e quant’altro… E spero anche che non ci sia un giudice che concede le attenuanti

Aggiornamento del 16 maggio 2013: Ed ecco che per l’omicida arrivano le attenuanti. Dove sia la giustizia non lo so, ma sicuramente si è perso per strada anche il rispetto per le vittime. Che vergogna.

Articolo correlato: Chi era il vigile Nicola Savarino

Il Blog supporta la raccolta di firme per: Una nuova legge contro i pirati della strada


Ehi pedone, prima di attraversare, guarda “dietro” di te…

9 dicembre 2011

Alcune sere fa stavo attraversando Bareggio (MI) quando ho notato un pedone che doveva attraversare; era già buio, il traffico intenso ed è difficile che qualcuno si fermi, nonostante la presenza delle strisce, per cui dopo il solito sguardo allo specchietto, in modo da evitare il tamponamento, (è sufficiente che quello dietro sia al telefono per rendere impossibile anche solo il rallentamento), mi sono fermato.

Il pedone, ha esitato un attimo ad attraversare e per assurdo l’esitazione poteva essergli fatale. Infatti il fuoristrada parcheggiato di traverso sulla pista ciclabile (!) si è mosso, in retromarcia, lento ma inesorabile, sino ad urtarlo, spingendo l’uomo verso la strada.

Devo dire che, osservando la scena, non credevo a quel che vedevo. Mi è capitato di suonare ad un pedone in fase di attraversamento, per avvisarlo del solito furbone che quando ti fermi, ti sorpassa in velocità, a destra come a sinistra, e ad un paio ho evitato l’investimento, ma non sono riuscito a vedere nelle luci di retromarcia accese un pericolo per il pedone che era lì, ben visibile.

Torniamo a noi. Il pedone ha cacciato un urlo e l’auto si è mossa nuovamente. Di fatto il conducente non ha visto il pedone (avrà guardato nello specchietto?), non ha sentito l’urlo rabbioso e quando il pedone gli ha picchiato sul vetro, lo ha guardato con sorpresa.

A quel punto io mi sono rimesso in marcia. E’ spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo se al posto del pedone-uomo ci fosse stato un pedone-bambino, per cui più leggero e più basso. Sarebbe finito sotto le ruote del fuoristrada? E se fosse transitata una bicicletta?

Una piccola precisazione. Non era il classico Suv, alto, con un lunotto piccolo e magari corredato dei classici vetri scuri, ma di un vecchio modello, squadrato, con ampie finestrature verticali e quindi con un’ottima visibilità…


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