Auto a rate: anche le spese di incasso devono essere incluse nel Taeg

22 luglio 2010

L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto alla società finanziaria Fiditalia spa (del gruppo Societé Générale) una sanzione di 50 mila euro per aver concesso, nel periodo gennaio 2008-novembre 2009, circa 630 mila finanziamenti senza includere nel Taeg (Tasso annuo effettivo globale) le spese di incasso delle rate, fino a 3 euro ciascuna.

Le indagini del Garante sono scattate dopo le segnalazioni di alcuni consumatori, tra i quali uno che aveva chiesto a Fiditalia un prestito da rimborsare in 84 rate (una durata tipica dei finanziamenti destinati all’acquisto di un’auto) da 128,56 euro ciascuna, che di fatto diventavano 131,06 proprio per l’esistenza di 2,5 euro di spese di incasso per ogni rata.

Somme trascurabili solo in apparenza, poiché tra gli esempi citati dal Garante per motivare la sanzione c’è quello di un finaziamento di 4.300 euro da rimborsare in 12 rate da 370,84 euro l’una, dove la richiesta di 3 euro di spese pro-rata avrebbe portato, se condiderata nel calcolo del Taeg, a un incremento di 1,5 punti base nel vero costo del credito, il cui Taeg reale (per legge è obbligatorio dichiararlo) sarebbe passato dal 6,57 all’8,19%.

L’autorità ha quindi ritenuto il comportamento di Fiditalia contrario al Codice del Consumo, poiché la mancata inclusione di tali spese nel calcolo del Taeg (oltre all’abitudine di indicarle poco chiaramente nella documentazione contrattuale, anch’essa accertata nel caso di Fiditalia) può ingannare il cliente che intende usufruire di un prestito, inducendolo a preferirne uno che sembra più conveniente di quello che in realtà è.

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Prestiti online tra privati: Prestiamoci non conviene

17 febbraio 2010

La nuova piazza virtuale offerta dal sito http://www.prestiamoci.it, dove si incontrano offerta e domanda di prestiti tra privati, non garantisce tassi convenienti se confrontati con quelli offerti dal mercato.

Il prestito costa di più
Abbiamo analizzato le richieste di prestito presenti su Prestiamoci, piattaforma virtuale gestita da Agata Spa, che si occupa di identificare richiedenti e prestatori, gestire i rapporti contrattuali e quelli con la banca depositaria (Banca Sella) e del recupero dei crediti in caso di insolvenza.

I Taeg calcolati da noi risultano superiori a quelli più vantaggiosi che si possono ottenere dalle banche. Al contrario, chi utilizza il sito per prestare denaro, riesce a ottenere potenzialmente tassi molto vantaggiosi.

Taeg troppo alto
Al momento sul sito di Prestiamoci ci sono solo 11 richieste di prestito. Abbiamo calcolato il Taeg per questi prestiti, tutti di durata 36 mesi: il Tan è il 7%, come costi ci sono l’1,2% sul capitale richiesto, oltre a 1,20 euro a rata indicate nel sito come spese di incasso rata. Non abbiamo tenuto conto delle spese di iscrizione (che al momento non si pagano).

  • Abbiamo ipotizzato un prestito di 2.000 euro da restituire in 24 mesi, per compararlo con i nostri Migliori Acquisti.
  • Il Taeg di Prestiamoci è del 9,94%. Se dovessimo considerare anche i costi di iscrizione a Prestiamoci raggiungiamo un Taeg del 12,74%.
  • I nostri Migliori Acquisti hanno un Taeg medio del 7,06% e massimo del 7,48%; anche se si considerano le offerte valide per i non correntisti delle banche, il nostro Miglior Acquisto ha un Taeg del 10,75%.

L’offerta di Prestiamoci, insomma, è davvero poco conveniente.
Probabilmente l’avere un solo tasso per tutti i richiedenti comporta un livellamento verso l’alto dell’offerta, per coprire la rischiosità anche di coloro che hanno un’affidabilità non esaltante.

Prestiamoci: autorizzato da Bankitalia
Finora nel mercato italiano dei prestiti peer to peer, cioè prestiti tra privati attraverso una piattaforma on line, c’erano solo Zopa e Boober. Che hanno operato fino alla scorsa estate, quando due provvedimenti di Bankitalia ne hanno di fatto comportato la chiusura.

Agata spa invece non svolge nessuna attività di raccolta di denaro o di risparmio (quello che Via Nazionale aveva contestato a Zopa, che faceva convergere i soldi dei prestatori su un conto presso Banca Intesa a lei intestato).

Nel caso di Prestiamoci, chi intende prestare denaro è indirizzato a Banca Sella, che mette a disposizione un conto deposito ad hoc vincolato: la somma depositata sarà utilizzata secondo le indicazioni espresse dal prestatore. Per il conto di deposito è prevista un’imposta di bollo al momento dell’apertura di 14,62 euro.

Fonte: www.altroconsumo.it


Regali a rate? Occhio al falso tasso zero. Guarda il video

16 dicembre 2009

Sotto l’albero di Natale vuoi mettere la tv al plasma dei tuoi sogni? Ti hanno offerto di pagare a rate? Con il tasso zero? Attenzione, dietro ai prestiti “senza interessi” e alle “comode rate mensili” spesso si nascondono veri e propri salassi. E la gente spesso non lo sa, come dimostra il nostro video.

Fonte: www.altroconsumo.it


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