Prestiti, un passo avanti ed uno indietro….

5 ottobre 2011

in sintesi un interessante articolo che leggo su Il Portale dei Consumatori

Sitratta di un articolo lungo e dettagliato. Consiglio la lettura integrale cliccando sul link in calce.

Un passo in avanti e uno indietro. Dal primo giugno sono entrate in vigore le nuove regole di trasparenza per il credito al consumo introdotte dal decreto legislativo 141/2010 che ha recepito la direttiva europea 2008/48/CE sugli acquisti rateali.

Più garanzie per gli utenti e informazioni personalizzate che però hanno decretato la scomparsa – decisa unilateralmente da banche e società finanziarie – dei fogli informativi. Strumenti, quest’ultimi, che contenevano le condizioni standard del finanziamento e che consentivano, in via preliminare, di farsi un’idea sulle offerte di mercato per orientare al meglio, specie in momenti di crisi, la scelta del creditore più conveniente.

Ora quella “bussola” è scomparsa. Il risultato? Se avete bisogno di un prestito per l’acquisto di un’auto o per ristrutturare l’abitazione dovrete avere innanzitutto a disposizione un bel po’ di tempo per andare, di filiale in filiale, a compilare i nuovi moduli Secci (in italiano Iebcc, Informativa europea di base sul credito ai consumatori).

Un dettagliatissimo questionario dove, attraverso una profilatura “chiara, completa e coincisa” del richiedente, alla fine verrà stilato un vero e proprio preventivo e calcolato su misura il Taeg, il costo effettivo del prestito richiesto.

La nuova normativa sul credito al consumo specifica una serie di obblighi precontrattuali che devono essere rispettati dalla società che emette il finanziamento.

Trasparenza:  L’informazione deve essere personalizzata e il costo del prestito deve essere preventivato sulle esigenze, sul profilo di rischio del richiedente e comprendere tutte le spese previste.

Taeg: Il Tasso annuo effettivo globale deve comprendere spese finora escluse dal calcolo, come i costi del conto corrente, dell’assicurazione e dei bolli.

Assicurazione:  Il contratto di assicurazione collegata al finanziamento deve essere fornito in copia al cliente che decide si sottoscriverlo.

Diritto di ripensamento:  È possibile recedere, con raccomandata a/r, dal contratto di finanziamento entro 14 giorni dalla sottoscrizione anche senza una motivazione specifica.

Pubblicità:  I messaggi pubblicitari devo riportare un esempio rappresentativo in base al quale viene comunicato un determinato Taeg.

Inadempienza del venditore:  Se il venditore del bene oggetto del contratto di acquisto collegato al finanziamento è inadempiente (l’auto ha un vizio di fabbrica, i mobili pagati non vengono consegnati), il consumatore, previa messa in mora, può sospendere il pagamento rateale e chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento.

Lettura integrale dell’articolo QUI


Mutui: i migliori acquisti secondo Altroconsumo

25 luglio 2011

leggo su Altroconsumo – per consultare le tabelle, clicca sui link inseriti nell’articolo.

Le due tabelle riportano, per diverse durate, rata e Taeg (Tasso annuo effettivo globale) di un mutuo di 100.000 euro relativo a una casa di 200.000 euro.

Il taeg dei mutui a tasso fisso è di ben 2,27 punti percentuali più alto di quello dei mutui indicizzati. Scegli un mutuo a tasso variabile solo se sei in grado di sostenere un eventuale aumento della rata fino al 30%.

I dati sono aggiornati a giugno 2011.


La ”tagliola” delle carte revolving

21 aprile 2011

Leggo su Il Salvagente e pubblico in sintesi

Polizze assicurative, commissioni per operazioni on line, servizi accessori a pagamento. Senza dimenticare le esose penali in caso di insolvenza. Tutte voci di costo che vanno poi ad aggiungersi agli elevati tassi di interesse che gravano sulle carte revolving. E, alla fine dei conti, finire in trappola per l’utente è davvero semplice.

Con una soglia di usura che, per prestiti fino a 5.000 euro secondo le ultime indicazioni della Banca d’Italia, non può superare il 26,085%, le revolving sono la forma di credito più costosa che c’è in circolazione in Italia, con un Taeg medio del 17,39% ma con punte che possono agevolmente superare il 23% annuo.

È questa la conclusione del settimanale il Salvagente, che proprio alle revolving dedica una lunga inchiesta nel numero in edicola da oggi e acquistabile on line  nel nostro negozio virtuale, che prende anche in considerazione il lavoro di tre anni di indagini svolto dalla procura di Trani che ha coinvolto grandi istituti bancari accusati di usura e truffa.

Qual è l’aspetto più pericoloso di queste carte? Le revolving, a differenza delle credit card tradizionali, prevedono un’apertura di credito incorporato nella card. Il prestito viene rimborsato anche con mini rate mensili, sulle quali però gravano tassi di interesse elevatissimi.

Nel calcolo del Taeg, secondo la legge, tante commissioni o penali non vengono comprese. Il bollo, così come le spese di invio, le coperture assicurative facoltative, le penali e gli interessi di mora, fino alle commissioni di prelievo di contanti o quelle di rifornimento del carburante, non vengono conteggiate nel Taeg, il tasso in base al quale poi l’istituto centrale calcola le soglie di usura.

Voci di spesa che fanno capolino nell’estratto conto presentato mensilmente agli utenti e che a fine anno fanno schizzare alle stelle il Taeg di partenza. Con buona pace dei sistemi di rilevazione ufficiali del tasso di usura.

“Con queste carte è impossibile stabilire a priori quanto effettivamente l’utente andrà a pagare a fine anno”. Fabio Massimo Blasi, commercialista, esperto di econometria è consulente fiduciario dell’Adusbef.

“Con le revolving – prosegue l’esperto – non è possibile avere un piano di ammortamento preordinato come succede per un mutuo o per un finanziamento finalizzato con rimborso rateale. E questo perché l’utilizzo varia nella quantità e nel tempo”.

Il peso dell’assicurazione, facoltativa e a garanzia dell’insolvenza dell’utente, si fa sentire a fine anno. Ipotizzando un premio che incide percentualmente dello 0,40% sulla rata, l’utente alle prese con tre rate scadute e non pagate a fine anno dovrà sopportare un tasso complessivo addirittura del 35%.

Tabella integrativa QUI

Lettura integrale dell’articolo QUI


Mutuo Fisso Last Minute: un tasso interessante

27 ottobre 2010

Il mutuo a tasso fisso offerto dal gruppo Banco Popolare (12 banche in Italia) fino al 30 novembre prossimo (stipulato davanti al notaio entro il 31 dicembre 2010) è davvero conveniente.

Un’offerta conveniente
Per i primi due anni il tasso è del 2,95%, per quelli successivi sale al 4% e vale per tutte le durate e tutti gli importi richiesti (anche se non va oltre l’80% del valore dell’immobile). I costi a carico di chi fa il mutuo sono l’istruttoria (l’1% dell’importo finanziato) con un minimo di 250 euro, la perizia sempre di 250 euro, l’assicurazione incendio (70 euro all’anno per immobili di valore fino a 200.000 euro) e, infine i costi di incasso rata (pari a 2,75 euro per ogni rata).

Anche per chi trasferisce il mutuo da un’altra banca
L’offerta del Banco popolare, che richiede comunque l’apertura del conto corrente, non è limitata a chi acquista l’abitazione, ma anche a chi il mutuo ce l’ha già e vuole risparmiare trasferendolo da un altro istituto bancario.

Il Taeg migliore per i mutui a tasso fisso
Abbiamo calcolato il Taeg del mutuo proposto da Banco popolare per l’acquisto dell’abitazione: è il Migliore Acquisto per chi sceglie il tasso fisso.

Per un mutuo di 100.000 euro su un immobile di 200.000 euro, con durata 10, 15, 20, 25 e 30 anni consente un Taeg del 4%, 4,09%, 4,15%, 4,19%, 4,22%.

Fonte: www.altroconsumo.it


Acquisti a rate senza rete: inchiesta in 300 negozi

8 settembre 2010

La trasparenza è ancora un optional: nei negozi il debito viene venduto a caro prezzo senza che nessuno se ne accorga. Anche mascherato da innocua carta fedeltà che si rivela poi una revolving con tasso di interesse a due cifre.

La trasparenza è ancora un optional: nei negozi il debito viene venduto a caro prezzo senza che nessuno se ne accorga. Anche mascherato da innocua carta fedeltà che si rivela poi una revolving con tasso di interesse a due cifre.

I volantini pubblicitari prendono il posto dei foglietti informativi previsti dalla legge e i commessi sbagliano o tacciono sui costi reali del pagamento a rate. Questi i risultati sconfortanti della nostra inchiesta in quasi 300 negozi di nove città italiane.

Taeg: è buio pesto
Come potenziali clienti abbiamo visitato 284 negozi in nove città italiane raccogliendo 323 offerte di finanziamento per l’acquisto di elettrodomestici, mobili o un attrezzo sportivo. Nel 63% dei casi gli addetti alla vendita non ci hanno comunicato il Taeg (24%) o ne hanno dato uno sbagliato (39%).

Nei punti vendita sono stati consegnati solo10 foglietti informativi con indicazioni della rateizzazione, in tutti gli altri casi sono stati consegnati al consumatore solo volantini pubblicitari. Il nostro consiglio è di non accontentarsi dei volantini, ma di farsi consegnare il foglietto informativo e il contratto previsto dalla legge e di ricalcolate il Taeg usando il calcolatore.

Carta fedeltà revolving: doppia linea di credito
Nonostante il richiamo di Bankitalia a non utilizzare il contesto del punto vendita per far adottare le carte revolving (quelle che accendono una linea di credito da pagarsi a rate con tassi salatissimi) nel corso dell’inchiesta sono state consegnate carte fidelity revolving il cui tasso medio, se utilizzate fuori dalla catena dell’insegna, era del 18,47% con punte del 21,56%.

Non certo un buon affare, soprattutto perché la tecnica di vendita è scorretta. Avviene attraverso una clausola (link a pdf con esempio) inserita nel contratto di finanziamento per l’acquisto a rate della tv, così nel valzer delle firme al momento dell’acquisto ci sfugge o viene presentata come un’innocente carta fedeltà da sottoscrivere per avere il tasso zero.

Chi se la ritrova in tasca non sa che ha una doppia linea credito: quella a tasso zero se usata nella stessa catena dove si fa l’acquisto, quella salatissima al di fuori della catena e dai negozi a essa affiliati.

Per Assofin nessun problema
Abbiamo chiesto ad Assofin, l’associazione che raggruppa i principali operatori finanziari del nostro Paese, di confrontarsi con noi sui risultati della nostra inchiesta. Assofin non ha accettato contestando la validità del metodo, definendo “sondaggio” la nostra inchiesta giornalistica. Un argomento debole, visto che si tratta di un metodo che applichiamo da più di 30 anni e che le autorità hanno sempre ritenuto valido, tanto che proprio dalle nostre inchieste sono scaturiti spesso i provvedimenti di Antitrust e Banca d’Italia.

L’inchiesta è scomoda, lo sappiamo, i risultati sono senza appello per chi offre il credito perché mostrano una mancanza di trasparenza imbarazzante. Secondo la legge sulla trasparenza, sono le finanziarie a essere responsabili della formazione di chi offre i prestiti e anche della consegna al cliente del foglietto informativo con tutti i dati del prestito.

Su questo punto Assofin sostiene che “per garantire che il cliente sia messo nelle condizioni di apprezzare la convenienza del finanziamento sia necessario sfoltire il numero di informazioni “essenziali” sulle quali concentrare l’attenzione”.

Di certo il cliente dovrà accontentarsi delle informazioni dei volantini pubblicitari (“essenziali” per chi vende il debito) che abbiamo trovato a bizzeffe nei negozi, mentre dei foglietti informativi nemmeno l’ombra (10 su quasi 300 offerte ricevute).

Nuove regole dal 2011
Speriamo che la nuova legge sul credito al consumo costringa le finanziarie a una maggiore trasparenza sia sui costi (il Taeg) sia sull’informativa precontrattuale. Così dovrebbe essere sulla carta, ma il condizionale è d’obbligo. La legge entrerà in vigore nel 2011, staremo a vedere.

Fonte: www.altroconsumo.it


Fiat Punto a Tasso Zero? Sarà…

7 settembre 2010

Una pubblicità letta oggi sul sito della Fiat, circa la Punto Evo a Tasso Zero.

Il Tasso che interessa l’acquirente, però, è quello effettivo ovvero il Taeg che NON è  Zero, come indicato, in caratteri più piccoli, in calce alla pubblicità.

Lo indicano perchè obbligati dalla legge, ma pubblicizzare  un Tasso Zero che non c’è, lo trovo scorretto verso il consumatore.


Auto a rate: anche le spese di incasso devono essere incluse nel Taeg

22 luglio 2010

L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto alla società finanziaria Fiditalia spa (del gruppo Societé Générale) una sanzione di 50 mila euro per aver concesso, nel periodo gennaio 2008-novembre 2009, circa 630 mila finanziamenti senza includere nel Taeg (Tasso annuo effettivo globale) le spese di incasso delle rate, fino a 3 euro ciascuna.

Le indagini del Garante sono scattate dopo le segnalazioni di alcuni consumatori, tra i quali uno che aveva chiesto a Fiditalia un prestito da rimborsare in 84 rate (una durata tipica dei finanziamenti destinati all’acquisto di un’auto) da 128,56 euro ciascuna, che di fatto diventavano 131,06 proprio per l’esistenza di 2,5 euro di spese di incasso per ogni rata.

Somme trascurabili solo in apparenza, poiché tra gli esempi citati dal Garante per motivare la sanzione c’è quello di un finaziamento di 4.300 euro da rimborsare in 12 rate da 370,84 euro l’una, dove la richiesta di 3 euro di spese pro-rata avrebbe portato, se condiderata nel calcolo del Taeg, a un incremento di 1,5 punti base nel vero costo del credito, il cui Taeg reale (per legge è obbligatorio dichiararlo) sarebbe passato dal 6,57 all’8,19%.

L’autorità ha quindi ritenuto il comportamento di Fiditalia contrario al Codice del Consumo, poiché la mancata inclusione di tali spese nel calcolo del Taeg (oltre all’abitudine di indicarle poco chiaramente nella documentazione contrattuale, anch’essa accertata nel caso di Fiditalia) può ingannare il cliente che intende usufruire di un prestito, inducendolo a preferirne uno che sembra più conveniente di quello che in realtà è.

Continua la lettura qui > Auto a rate: anche le spese di incasso devono essere incluse nel Taeg.


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