Attenzione alle telefonate di assistenza informatica

7 febbraio 2012

un interessante articolo che leggo sul Blog di Paolo Attivissimo

Ricevo da un lettore di Locarno, Federico, una nuova segnalazione della truffa delle telefonate di falsa assistenza informatica. Federico ha ricevuto poco fa una chiamata dal numero 0049 3157899672: gli è stato detto che erano stati ricevuti dei messaggi di allerta provenienti dal suo computer che indicavano un’infezione e il rischio di un crash del sistema. La voce ha chiesto a Federico di accendere il suo computer per dare modo a un tecnico di risolvere il problema.

Si tratta di una truffa internazionale molto diffusa, di cui ho già parlato in una puntata del Disinformatico radiofonico a settembre 2011. Spesso il truffatore propone un “test” che fa sembrare che il computer della vittima sia davvero infetto: per esempio chiede di premere il tasto Windows e il tasto R, digitare eventvwr, andare ai log di Windows e scegliere Applicazione. Questo fa comparire una serie di normali messaggi d’errore temporanei che si verificano in qualunque computer ma possono essere facilmente fraintesi.

Esempio di schermata di Eventvwr (Wikipedia)

Se la vittima abbocca, le viene proposto un contratto di assistenza, da pagare solitamente tramite carta di credito. In alcuni casi, il truffatore, dopo il pagamento, si offre di entrare nel computer della vittima per “riparare” il problema che in realtà non esiste.

Non vi fidate: in generale, non date mai a sconosciuti il permesso di entrare nel vostro computer.

Articolo correlato:  Il virussi spaccia per la Guardia di Finanza


Suona il telefono: qui è Seat Pagine Gialle (si come no)

28 settembre 2011

Il  marketing telefonico ha toccato il fondo?

Tralasciamo insistenza e maleducazione di molti operatori,  dimentichiamoci anche di alcune tecniche di contatto discutibili, ma ora siamo arrivati veramente a raschiare il fondo del barile.

Chiamare spacciandosi per qualcun altro ritengo sia illegale, a prescindere che ci si qualifichi come Carabinieri piuttosto che per operatori Seat.

La cosa migliore è copiare il testo della mail che ho inviato ieri all’agente Seat di riferimento:

Buongiorno,
avrei la necessità (bastano due righe per mail) di un chiarimento circa una telefonata ricevuta oggi da un operatore (straniero) che presentandosi come “Seat Pagine Gialle” ha dichiarato di aver bisogno di fare una verifica dei dati aziendali, in quanto a seguito di un virus informatico la Seat aveva perso i dati dei clienti.

Francamente mi è parsa una telefonata sospetta, anche perchè dopo aver chiesto le mie generalità, di fatto ha iniziato a chiedere informazioni circa la telefonia aziendale; va da sè che la cosa non si sposa con una richiesta/verifica dati.

Gli ho detto che la telefonata mi sembrava a dir poco ambigua, ma sa bene come sono gli operatori dei call center ovvero “di coccio”. Tra l’altro capita di ricevere comunicazioni da Seat, ma avvengono sempre via mail.

Ho pertanto risposto a delle banali domande sul gestore di telefonia, pronto ad interrompere la telefonata se avesse posto domande che uscissero “dal seminato.”

Resto della mia idea che non fosse un operatore Seat Pagine Gialle, ma gradirei avere una conferma in merito, in modo tale da regolarmi per il futuro, se vi fossero altre telefonate del genere.

Questa è la risposta dell’agente:

È chiaro che chi l’ha contattata spacciandosi per noi aveva tutt’altra intenzione, LE CONFERMO CHE LA SEAT PAGINE GIALLE SPA NON EFFETTUA CONTROLLI DI QUEL GENERE TELEFONICAMENTE , quindi ha fatto benissimo a non trasferire nessuna info in merito.

 


Suona il telefono: Carabinieri, mi passa il titolare?

5 settembre 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Dopo la lunga battaglia contro l’approccio telefonico de  il Giornale dei Carabinieri, senza peraltro dimenticare l’Osservatorio dei Carabinieri e meno che mai la rivista del Sindacato di Polizia (o presunto tale, vai a sapere) ecco che mi trovo alle prese con una nuova realtà editoriale della quale non posso fare Nome & Cognome perchè ho ricevuto una diffida legale da parte della Casa editrice.

Loro la chiamano diffida, io la chiamo censura. Ma non ho la forza legale di oppormi, poco da fare.

(Apro una piccola parentesi in merito. Dal mio punto di vista, condivisibile o meno ovviamente, sarebbe stato un buon servizio al consumatore, proprio in nome della massima trasparenza di cui parla l’editore, inserire nel post una loro comunicazione nella quale prendevano atto della contestazione assicurando la trasparenza ed un maggior controllo del comportamento degli operatori telefonici; avrebbero anche potuto chiedermi informazioni circa le modalità del contatto, se avevo il numero del chiamante, al fine di fare una verifica e prendere i provvedimenti del caso. La  diffida invece erige un muro tra consumatore e controparte.)

L’eventuale abbonamento è da fare ad una società che afferma di operare secondo regole di massima correttezza e trasparenza, per il rispetto delle quali i nostri operatori – al momento della stipula del contratto di assunzione – si impegnano per iscritto a non millantare in alcun modo credito spacciandosi per rappresentanti delle Forze dell’Ordine, del Sindacato rinnovamento sindacale di Polizia.- U.G.L. o della Pubblica Amministrazione in genere.

Non dico che non sia vero quanto affermano, tuttavia vien da pensare che l’operatore che ha chiamato me non abbia ben recepito l’impegno sottoscritto, perchè se uno inizia la telefonata dicendo:

Carabinieri, posso parlare con il titolare?

secondo me non sta operando con la massima correttezza e trasparenza; d’altro canto, come sempre succede quanto capitano queste cose, la prima difesa di queste società è di scaricare sul singolo operatore il cattivo comportamento, anche se poi abbiamo visto in un servizio di Striscia come tale comportamento sia abituale per molti operatori.

Normalmente però gli operatori appartegono a società esterne di telemarketing ed in questo settore purtroppo si trovano molti improvvisati, così persone perbene e parlo per esperienza diretta (Vedi i problemi con Fastweb); in questo caso però l’Editore parla di personale da lui assunto, per cui è il caso che riveda la procedure di formazione del personale, a tutela di noi consumatori, ma anche del suo buon nome.

Le condizioni di abbonamento per i cittadini non sono neanche così convenienti, secondo me, in quanto l’abbonamento parte da € 158 ed arriva ad € 198. Nota bene: l’abbonamento ha la durata di 1 anno con tacito rinnovo se non si invia una disdetta a mezzo R.R. o fax entro 90 giorni dalla scadenza.

Quanto sotto riportato si riferisce al Codice al consumo, tuttavia anche per quanto riguarda i contratti fra aziende, esistono limitazioni alle clausole vessatorie e/o inique e parlo a ragion veduta in quanto in azienda ho vinto qualche battaglia con alcuni clienti che prevedevano contratti a senso unico.

Circa il tacito rinnovo, pur senza metterci la mano sul fuoco, visto che le modifiche delle normative a nostro discapito sono all’ordine del giorno, ho trovato questo:

Il rinnovo tacito è una clausola vessatoria che deve essere sottoscritta a parte, cioè con una seconda firma, come prevede l’articolo 1341 del Codice civile. Quindi, se una persona ha messo una sola firma, la clausola del rinnovo tacito non ha alcun valore.

Inoltre, la previsione di una disdetta da inviare almeno 3 mesi prima della scadenza dell’abbonamento rientra fra le clausole inique che il decreto legislativo n. 206/2005 ritiene inefficaci. Tale decreto, infatti, prevede l’inefficacia di una clausola che stabilisca “un termine eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza del contratto per comunicare la disdetta al fine di evitare la tacita proroga o rinnovazione”.

E’ da tenere presente che se l’editore del periodico vuole fare veramente una causa (ma c’è proprio da dubitarne, è solo una minaccia), deve farla davanti al giudice di pace ove risiede il consumatore, in quanto il foro competente è quello del consumatore*.

Fonte: Scelte del Consumatore – giug. 2006

Al fine di informarmi meglio prima di scrivere il post ho visionato la rivista: 23 pagine, di cui 5 pubblicitarie. Gli articoli? Eccoli qua: Internet e sicurezza, Fisco e pensioni, Un convegno sulla sicurezza, Body scanner in aeroporto, intervista al segretario del SAP, Nassirya, i suicidi ed i divorzi fra i carabinieri.

A parte l’interesse specifico dei Carabinieri (quelli veri), per quel che riguarda me, come privato cittadino, il gioco non vale la candela. Spendo meno e mi informo uguale con altri canali.

°°°

La telefonata. Rispondo ed una voce (impostata, con un certo piglio autoritario) mi fa: Carabinieri, posso parlare con il titolare?

Gli chiedo a che proposito e lui, mi dice: per un’informativa su xxxx (e cita il nome della rivista) e…

A quel punto, faccio una precisazione: quindi lei non è dei Carabinieri…..

E lui abbozza: sono un collaboratore della rivista, mi chiamo XY….lei conosce la rivista? Magari la riceve già?

Ed io lo blocco sul nascere: non la ricevo e neanche la riceverò!

E fortunatamente finisce lì e mi dice: nessun problema, buongiorno.

Guarda un servizio in merito di Striscia la Notizia – Clicca QUI

Il Blog supporta la raccolta di firme per: Sindrome Fatica Cronica e Una nuova legge contro i pirati della strada


La nuova proposta del Sindacato dei Vigili del Fuoco (o presunto tale)

2 settembre 2011

Dopo l’ultima realtà editioriale proposta pochi giorni fa collegata solo di nome ai carabinieri (e della quale non posso parlare in quanto ho riveuto una diffida legale da parte della Casa editrice. Loro la chiamano diffida, io la chiamo censura. Ma non ho la forza legale di oppormi, poco da fare.) ecco che anche il Sindacato dei Vigili del Fuoco (o presunto tale) ha cambiato approccio.

Sino a pochi mesi arrivava la classica telefonata nella quale proponevano l’abbonamento ad una rivista attraverso la quale si potevano avere gli aggiornamenti sulla sicurezza del lavoro e, una volta, avevano proposto addirittura un cd interattivo.

Ma i tempi cambiano e loro si adeguano…

Nella telefonata odierna, una donna che si è presentata come Geom. D. mi informava che, con il pagamento una tantum di soli 130 €, avrei potuto ricevere i dati di accesso ad un sito dove Ingegneri dei Vigili del Fuoco e della Polizia Giudiziaria mi avrebbero fornito tutte le informazioni necessarie per restare aggiornato sulla sicurezza del lavoro.

Ma l’offerta includeva anche uno sconto del 20% sull’acquisto di articoli antinfortunistici….

A prescindere che le affermazioni fatte siano veritiere, mi chiedo se sia logico e lecito che il personale dei Vigili del Fuoco e della Polizia giudiziaria  facciano un secondo lavoro che di fatto è offrire consulenze ai controllati?

Ho letto quanto scritto da un Vigile del Fuoco in un dibattito sul web: Sono un vigile del fuoco. ….non posso fare un altro lavoro, sennò mi cacciano…

Di sicuro preferisco i Vigili del Fuoco in divisa, ben riconoscibili ed ai quali dobbiamo essere sempre riconoscenti per il lavoro (sottopagato) che fanno… senza dimenticare i distaccamenti di volontari


Alitalia, via al nuovo call center a pagamento

25 agosto 2011

leggo su Il Salvagente

Sorpresa di fine estate per gli utenti di Alitalia. Da oggi la compagnia aerea sostituisce il numero del suo call center (il “vecchio” 06.2222) con un numero 892 a tariffa maggiorata. Il costo della telefonata si aggiunge ai 6 euro di sovrapprezzo addebitati per fare il biglietto telefonicamente.

Se i costi per chiama da rete fissa sono abbastanza contenuti (12 centesimi alla risposta più 30 centesimi per ogni minuto di conversazione), chi chiamerà da rete mobile, a seconda dell’operatore telefonico spenderà dai 12 ai 15,5 centesimi di euro per lo scatto alla risposta, e da un minimo di 48 centesimi al minuto (operatore Tim) per passare ai 93 centesimi di Vodafone e H3G, fino a massimo di 96 per Wind.

La decisione non è piaciuta alle associazioni di consumatori, che si sono rivolti all’Antitrust chiedendo l’avvio di una istruttoria per verificare un eventuale abuso di posizione dominante.

Chi vigilerà per impedire le inutili ma redditizie attese al telefono?” si chiedono le associazioni.

 

 

 


Una strana telefonata che mi mancava…

4 luglio 2011

Ricevo una telefonata in azienda, da numero anonimo ed una donna mi fa: qui è la XY, mi dà il nome del titolare che devo mandare un fax di spedizione? 

Ho chiesto che cosa fosse un fax di spedizione e lei insiste: devo mandare un fax di spedizione e mi serve il nome del titolare.

Insisto anch’io e le dico che può benissimo inviare il fax e poi sarà smistato a chi di dovere.

Insiste ancora ed allora le chiedo chiaramente che cosa sia un Fax di spedizione, che cosa mi deve comunicare con questo fax…

Ed allora esclama: oh, Madonna e mette giù.

Continuo a non sapere cosa sia un fax di spedizione e perchè sia necessario il nome del titolare per inviare un fax ad un’azienda.

A me francamente puzza questa telefonata ed anche se non ho trovato nessun riferimento sul web, rammento di una truffa che si basava per l’appunto sull’invio di fax… cercherò meglio.

E’ anche vero che spesso si legge di dipendenti che sono stati presi all’amo da truffatori, magari usando come pretesto accordi precedenti con il titolare…; resta il fatto che capitano aziende che chiedano a chi inviare una mail, ovvio, in questo caso molti hanno un indirizzo dedicato, ma mai un fax….


Telecom: dal 1° luglio nuove tariffe

1 luglio 2011

I call center che ci tempestano ogni giorno di telefonate per convincerci a passare a Telecom, si dimenticano di dirlo, ma… ;-)

Leggo su Il Portale dei Consumatori

Avete un telefono fisso e siete clienti Telecom Italia? Dal primo luglio il sistema di tariffazione cambia. Niente più fasce orarie, per le quali chiamare in certi orari, come la sera, è più conveniente, bensì un’unica tariffa per tutta la giornata e valida sette giorni su sette. L’unica differenza di prezzo resterà quella tra telefonate locali e interurbane. Per le locali il costo sarà di 0,70 centesimi al minuto a fronte degli attuali 1,43 della fascia intera e degli  0,82 della fascia ridotta.

Le interurbane verranno tariffate a 5 centesimi al minuto, a fronte degli attuali 10,69  della fascia intera e dei 3,10 della fascia ridotta. Telefonare dunque sarà un po’ meno caro, specie in fascia intera.

Ma attenzione: sparisce l’accredito fino a un massimo di 1 ora di chiamate locali e di mezz’ora per le chiamate interurbane a bimestre per  i possessori di alcune offerte, quali Teleconomy 24, Te­leconomy Relax, Teleconomy 1 Cent, Tele­conomy Inter­net, Teleconomy No Stop e Hello Forfait.

Altra novità, l’aumento di 42 centesimi dell’abbonamento al servizio telefonico di base: dai 16,08 euro attuali a 16,50 euro. Non cambiano, invece, le riduzioni del 50% per la clientela agevolata: il canone sarà di 8,25 euro al mese. E le famiglie con una persona non udente avranno l’esenzione totale dal pagamento dell’importo mensile dell’abbonamento.


E mo’ spunta l’Osservatorio dei Carabinieri a chiedere soldi…

12 aprile 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

E’ passata un pò d’acqua sotto i ponti dopo le vicende legate al mio post sul Giornale dei carabinieri e poi seguite nel tempo dal Sindacato di Polizia (o presunto tale, vai a sapere…)

E chi mi chiama oggi?

L’Osservatorio dei Carabinieri (ma che è poi?) battendo cassa… ho subito stoppato l’amicone di turno, dicendogli che se voleva soldi per una sottoscrizione e/o abbonamento aveva sbagliato porta…

Notevole il fatto che abbia chiesto di parlare con me facendo Nome & Cognome, il che vuol dire che ha in mano qualcosa in più del semplice nominativo dell’azienda che mica si chiama come me ;-)

In ogni caso dopo una breve ricerca in rete non ho trovato nulla che mi chiarisca chi e cosa sia questo Osservatorio, per cui ho scritto al Nurp dei Carabinieri, segnalando la cosa e chiedendo lumi.

L’altra volta sono stati rapidissimi a rispondere… :-)

Aggiornamento del 14 aprile - E’ arrivata la risposta del Nurp (Legione Carabinieri Lombardia) che mi dice cose che già sapevo, ma una conferma ufficiale fa sempre comodo:

Gentile signor M.,

L’Arma dei Carabinieri non contatta telefonicamente i cittadini per la sottoscrizione di abbonamenti. La sottoscrizione alla rivista ufficiale dell’Arma “il carabiniere” è volontaria ed è possibile attivarla dal sito web www.carabinieri.it.

Ogni diversa modalità potrebbe verosimilmente non essere riconducibile all’Arma dei Carabinieri.

In considerazione di quanto sopra La invitiamo ad esporre più approfonditamente quanto ci segnala al Comando Stazione Carabinieri a Lei più vicino.

Cordiale Saluti.

°°°

Restiamo in tema, pur cambiando soggetto. Stamane una telefonata di uno che si presenta come: Segreteria dei Vigili del Fuoco e chiede del responsabile.

Quando gli hanno chiesto che voleva ha parlato degli aggiornamenti sulla Legge 626, per la sicurezza del Lavoro.

A quel punto gli abbiamo detto che eravamo già seguiti dalla nostra associazione per gli aggiornamenti e nel contempo lui ha cambiato registro, qualificandosi come Sindacato dei Vigili del Fuoco.

Capiamoci, chi sei? Secondo me un furbetto, come minimo. E come detto più volte, spero non vi siano anche veri Vigili del Fuoco che si prestano a questi giochetti…

Di certo c’è che sarebbe ora che le Forze dell’Ordine ed i loro Sindacati prendessero una posizione chiara e netta verso questi personaggi, dissociandosi da questi comportamenti, spesso intimidatori che puntano solo ad estorcere soldi a persone in buonafede (ma ci sono anche quelli in malafede, convinti di schivare multe o controlli con un abbonamento).

Guarda un servizio in merito di Striscia la Notizia – Clicca QUI



Il boss Iovine, appena catturato, sorride…

18 novembre 2010

Se sei contento tu, figurati noi…. ;-)

Integriamo il tutto con la telefonata fatta da Antonio Iovine e Michele Zagaria, che chiamano in redazione il giornalista casertano Carlo Pascarella, allora al Corriere di Caserta, per esprimere il loro dissenso su un articolo.

Ed infine…

 

 

 

 

 


Suona il telefono: ciao zia, come stai?

18 giugno 2010

Pubblico questa cosa per vedere se qualche lettore riconosce la telefonata descritta ovvero se lui o qualche familiare, magari anziano, è stato contattato nel medesimo modo.

Oggi una strana telefonata con la quale una donna si rivolge  a mia madre con un: Ciao zia come stai?

Ora, mia mamma è figlia unica, sposata con un figlio unico e di nipoti non ne ha, quindi ha subito fatto notare la cosa, al che la misteriosa interlocutrice le ha detto, restando sul generico: ma su dai, sforzati un attimo, non riconosci la mia voce?

Ennesima risposta negativa al che lei ha detto: sono Carla... e successivamente un … come sta Umberto?

E qui casca l’asino ovvero secondo noi, visto il susseguirsi degli eventi, trattasi di un tentativo di truffa (relativamente) ben congegnato?

Spiego nel dettaglio…

La persona al telefono chiedeva un prestisto di un tot di € fino alle 14 di oggi, in quanto era dal concessionario e stava acquistando un’auto a rate, ma c’era un problema con la banca….

Argomentazione alquanto fumosa, complicata dal fatto che:  1) mio padre si chiama Umberto (ma è sufficiente guardare l’elenco del telefono per arrivare al nome), ma è conosciuto da tutti come Berto…2) In effetti ha una cugina (ma non una nipote!) che si chiama Carla, conosciuta da tutti come Carluccia e che, in ogni caso, a mia madre ha sempre dato del lei

C’è da pensare al fatto che prima abbia telefonato a casa e successivamente, dopo che mia madre le ha dato il numero di telefono, abbia chiamato anche in ufficio e quando ho chiesto chi fosse, dapprima ha insistito a chiedere di Umberto e successivamente quando le ho detto che ero il figlio, ha chiuso con un: sono un’amica ed ha messo giù…

A mia madre che è, di fatto, la moglie del cugino, dice di essere una fantomatica nipote, a me dice di esere un’amica…troppi indizi…sembra proprio essere una telefonata truffaldina fatta da qualcuno che è riuscito a mettere insieme alcuni pezzi oppure ha semplicemente avuto la fortuna di imbroccare il nome Carla fra i tanti disponibili, perchè se fosse stata realmente la cugina, sarebbe stato un comportamento perlomeno strano, considerando anche che non si fa sentire da 5 anni…


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