La Rai, di tutto, di più: inclusi funghi velenosi cucinati in TV

25 luglio 2014

pollice giùSembra una barzelletta, ma l’articolo di Valentina Murelli che leggo su Il Fatto Alimentare mi lascia senza parole per la superficialità dimostrata.

Funghi velenosi cucinati in diretta tv: è successo il 22 maggio scorso, in una puntata della popolare trasmissione La prova del cuoco.

Uno degli chef in gara ha portato in studio funghi presentati come “spugnole” (nome comune di specie del genere Morchella).

Si trattava invece di “false spugnole” o “spugnole bastarde”, vale a dire esemplari di Gyromitra esculenta, fungo velenoso responsabile, se assunto in grandi quantità, della cosiddetta sindrome gyromitrica, caratterizzata da contratture muscolari, convulsioni, anemia, danni al fegato e ai reni.

La vicenda non è passata inosservata: pochi giorni dopo, il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano (CAV), l’Associazione micologica Bresadola (AMB) e la Fondazione Centro studi micologici hanno segnalato l’accaduto con una lettera alla RAI, sottolineando l’obbligo della professionalità e del rigore quando si trattano argomenti che hanno un impatto diretto sulla salute delle persone. Al momento, dalla RAI o dalla trasmissione non sono arrivate reazioni.

«È stato un episodio molto grave» commenta Francesca Assisi, dirigente medico del CAV del Niguarda, tra i firmatari della lettera. «Un servizio pubblico come la RAI non può trattare con tanta leggerezza e superficialità il tema del consumo dei funghi».

Il punto è che in ballo ci sono la salute – e anche la vita – delle persone. Purtroppo mancano dati nazionali sulle intossicazioni da funghi, ma al solo Centro antiveleni del Niguarda dal 2000 al 2010 sono pervenute quasi 9.000 richieste di consulenza, di cui 7.400 sono stati veri e propri casi clinici, con 26 decessi e 11 interventi di trapianto di fegato o di reni. Tutte morti e sofferenze assolutamente evitabili, se solo si seguisse qualche semplice norma di comportamento.

«La prima indicazione è molto semplice» sottolinea Assisi: «Mai consumare funghi che non siano stati controllati e certificati da un esperto micologo. Mai fidarsi delle presunte competenze di amici o parenti, perché il rischio di sbagliare è alto».

Per il controllo ci si può rivolgere a un’associazione micologica (come l’AMB, con i suoi 130 gruppi sul territorio nazionale), oppure all’ASL di zona, dove c’è un servizio micologico gratuito che esamina gli esemplari e stabilisce se sono commestibili, se sono in condizioni adatte a essere consumati (se fossero attaccati da parassiti non sarebbero buoni), quali sono le condizioni migliori di preparazione.

Già, perché anche i funghi commestibili vanno preparati nel modo corretto. Assolutamente sconsigliato il consumo a crudo, perché in questo caso si mantengono intatte tossine che verrebbero invece eliminate dal calore.

«Al massimo posso “concedere” di mangiare crudo solo qualche ovolo di Amanita caesarea, purché sia perfettamente sano, del tutto senza parassiti» afferma Carmine Siniscalco, micologo responsabile del Progetto Speciale Funghi dell’ISPRA e, insieme a Luigi Cocchi, referente per la micotossicologia dell’AMB.

In generale, dunque, meglio cuocere. E non basta una veloce scottatura. Pensiamo a un caso classico, quello dei cosiddetti “chiodini” (Armillaria mellea), che in genere vengono saltati in padella per pochi minuti. «Sbagliato» dice l’esperto. «Una cottura così veloce non basta».

Che fare, dunque?

«Anzitutto i funghi vanno “sbollentati” per qualche minuto, ricordandosi di eliminare l’acqua di cottura, nella quale possono essersi raccolte scorie e tossine» precisa Siniscalco. «Poi si procede con la cottura vera e propria: almeno 30-45 minuti per la maggior parte delle specie».

No alle cotture in forno o alla piastra, che disidratano ma lasciano crudo (e dunque indigesto e tossico) l’interno del fungo.

Attenzione anche alle quantità.

«Spesso i funghi vengono considerati alla stregua di ortaggi, ma non sono un alimento, non possono essere consumati come se si trattasse di melanzane o zucchine» continua Siniscalco, che li paragona piuttosto a “insaporitori”.

Per Assisi, i funghi andrebbero «assaggiati come se fossero caviale, perché anche quelli commestibili possono far male, se consumati in grosse quantità».

L’ultima raccomandazione riguarda i bambini, ai quali i funghi non andrebbero mai proposti.

«Per loro sono indigesti» precisa il medico. «E non dimentichiamo che anche manifestazioni tutto sommato minori per un adulto, come vomito e diarrea, possono diventare pericolose nei più piccoli».

Per saperne di più, consultare l’opuscolo del Ministero della salute I funghi: guida alla prevenzione delle intossicazioni, a cura della dottoressa Assisi.

 


Smart TV: l’HbbTV esegue qualunque malware gli venga inviato

13 giugno 2014

virus-informaticiin sintesi un interessante articolo di Paolo Attivissimo che leggo sul Disinformatico – Se hai questo tipo di televisore, meglio se lo leggi integralmente, metti mai… (che poi, Smart non sta per “furbo”? )

Sembra proprio che i progettisti delle Smart TV e dei nuovi standard televisivi non vogliano imparare una delle lezioni fondamentali della sicurezza informatica: non ti puoi fidare ciecamente di quello che ti arriva da fuori ed eseguirlo senza verifiche.

Dopo le TV Samsung che permettono agli intrusi di guardare in casa via Internet, quelle della LG che mandano alla casa madre un avviso ogni volta che accendiamo e spegniamo l’apparecchio e l’elenco dei file video che guardiamo, e quelle della Philips che hanno password non modificabili e permettono agli intrusi di prenderne il controllo, arriva un problema a un livello più alto: lo standard HbbTV è vulnerabile.

Come spiega bene Forbes, lo standard HbbTV (Hybrid Broadcast Broadband TV), supportato in quasi tutti gli apparecchi Smart TV, consente alle emittenti di inviare software ai televisori predisposti, con l’intento di fornire servizi come le pubblicità interattive, il televoto, i giochi, i social network e le guide ai programmi. Il guaio è che questo standard non fa alcun controllo di sicurezza su quello che riceve. Si fida ciecamente.

Questo permette attacchi spettacolari e inattesi: per esempio, un aggressore piazza un apposito trasmettitore che imita le normali trasmissioni TV digitali, lasciando intatte le immagini ma iniettando nella parte HbbTV del segnale del software ostile.

Questo software ostile viene eseguito dalla Smart TV senza alcuna verifica preliminare e senza chiedere il consenso dell’utente. Siccome la Smart TV è collegata al resto della rete domestica, il malware cerca router Wifi e PC che non si aspettano attacchi dall’interno e li infetta e ruba le password dei social network, postando false recensioni e post e combinando ogni sorta di sabotaggi.

I ricercatori hanno segnalato il problema ai responsabile dello standard HbbTV, che però hanno risposto che l’attacco non era sufficientemente grave; lo standard non verrà modificato e resterà vulnerabile.

 


Tv a schermo curvo? Visione ottima, tanti difetti ed il prezzo…

9 dicembre 2013

in sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Il Samsung KE55S9 è un televisore oled da 55 pollici che presenta uno schermo leggermente concavo. Nelle intenzioni del produttore questa innovativa caratteristica dovrebbe permettere a uno spettatore posto di fronte alla tv, a una certa distanza, di avere l’intera superficie dello schermo sempre perpendicolare al suo sguardo (ciò che non avviene con i normali schermi piatti).

L’idea è certamente interessante e la visione panoramica dello spettatore è davvero una bella esperienza. La qualità delle immagini di questo televisore è infatti elevata, così come il contrasto, migliore di qualsiasi tv lcd e perfino degli schermi al plasma.

Il contrasto rimane molto elevato anche quando si guarda il televisore di lato, con una diminuzione della luminosità contenuta e compensata dal fatto che le zone scure dello schermo rimangono tali da qualsiasi angolo le si osservi.

Ma qui si fermano le note positive. Innanzitutto va detto che questo effetto e la piacevole esperienza di visione dovuta allo schermo curvo si può sperimentare solo sedendosi di fronte alla Tv, a una distanza pari al raggio di curvatura dello schermo: qualsiasi vantaggio in termini di omogeneità di visione delle immagini, quindi, è fruibile da un solo spettatore seduto in uno specifico punto.

Inoltre, proprio per via della curvatura dello schermo, l’intero guscio del televisore è incurvato e non può essere, quindi, appeso ad una parete. Per questa ragione, il televisore risulta ben più profondo rispetto al suo reale spessore, arrivando a misurare una profondità di ben 40 cm.

Infine, un altro difetto dovuto allo schermo curvo, riguarda i riflessi che si spostano in maniera evidente anche solo muovendo leggermente la testa: per rendere l’idea, è ciò che accade osservando i riflessi attraverso un bicchiere o una bottiglia, ma con effetti molto più rilevanti considerate le dimensioni dello schermo.

Infine, un elemento che non si può trascurare: il prezzo. Anche se al momento non si conosce la data esatta in cui sarà messo sul mercato italiano, il prezzo annunciato da Samsung lascia davvero senza parole: 7.999 euro.

 


Smart tv LG, il televisore ti spia. Chiedi il rimborso

29 novembre 2013

leggo su Altroconsumo

Guardi la televisione, navighi su internet, guardi i video che hai sulla chiavetta USB attraverso il tuo smart tv e tutte le informazioni su ciò che fai vengono catapultate in rete, verso i server del produttore.

E’ quanto sta accadendo ancora con alcune Smart TV di LG. Abbiamo colto le segnalazioni del web su questo problema e ci siamo attivati subito mandando due modelli in laboratorio per verificare.

Una violazione della privacy inaccettabile, che la stessa LG ha riconosciuto, rilasciando un aggiornamento che corregge il problema, ma solo in parte. Abbiamo portato in laboratorio sia il modello segnalato sul web (42LN575) che un secondo modello (42LA860), proprio per capire se anche altri prodotti LG potevano essere coinvolti.

Sul primo smart tv, all’installazione è chiesto di installare l’aggiornamento che LG si è affrettato a rilasciare dopo la polemica e che risolve i problemi relativi alla lesione della privacy.

Ma sul secondo modello, tutti i problemi restano gli stessi. Per cui se, ad esempio, si nominasse il file con qualcosa che identifichi la persona, le preferenze politiche, religiose o sessuali, tutte queste informazioni arrivano a LG che è libera di usarle; senza aver avuto la possibilità di disabilitare la funzione di trasmissione dei dati.

Ma, intanto, diffidiamo la compagnia coreana, segnaliamo quanto accade alle autorità garanti e chiediamo il tuo aiuto.

Se anche tu possiedi uno smart tv LG, segnalacelo e unisciti alla nostra azione per chiedere il rimborso o la sostituzione.

Clicca QUI per leggere il commento di Paolo Attivissimo


Ikea Uppleva: la tv da montare non brilla

15 novembre 2013

in sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

tv ikeaIn questi giorni Ikea sta promuovendo la sua linea di TV Uppleva con sconti anche piuttosto elevati.

Fino al 17 novembre il televisore può essere acquistato on line al prezzo di 299 euro invece di 559, mentre il mobile costa 173,50 e il sistema audio (che costerebbe 360 euro) è anch’esso in promozione a 199 euro sempre on line.

Noi avevamo provato la versione con il televisore da 40” che, assieme al mobile e al sistema audio, ci era costato più di 1.100 euro.

Va detto che la tv può essere tranquillamente connessa ad altri apparati ma, non disponendo di una sua base di appoggio, deve per forza essere montata in un mobile Ikea. Non è così, invece, per il sistema audio, che finziona solo con il televisore Uppleva.

La qualità dello schermo è soddisfacente, mentre l’audio è un po’ carente. Il menu del televisore non è per niente intuitivo. Il telecomando della tv funziona anche con il sistema audio (e viceversa). L’accesso a internet dà la possibilità di disporre di circa 90 app, ma delude il browser, che non consente una facile navigazione in rete (e il manuale di istruzioni non è d’aiuto).

Acquistando il sistema audio aggiuntivo, il suono migliora decisamente, ma rimangono comunque alcuni punti deboli: la vicinanza degli altoparlanti inseriti nel mobile rende limitato l’effetto stereo; la riproduzione dei bassi è imprecisa e il  livello dei subwoofer non è regolabile.

Sul mercato ci sono kit home cinema migliori di questo dispositivo.  Tieni presente che l’unica presa hdmi disponibile sul sistema audio viene utilizzata  per collegarlo alla tv: quindi, se hai intenzione di usare altri dispositivi  questo apparecchio non fa al caso tuo.

Tra i lati positivi c’è certamente il fatto che in un colpo solo puoi metterti in soggiorno un sistema internet tv/sistema audio di medio livello, senza cavi in vista, e ora a un costo accettabile. Inoltre, con un unico telecomando puoi comandare tutti i dispositivi collegati. Ma qui finiscono i vantaggi.

Senza il sistema audio il suono è carente e anche con il kit i bassi lasciano a desiderare. Infine, cosa da non poco, se si guasta una delle parti (mobile, tv, sistema audio) ne devi ricomprare per forza una dello stesso tipo.


Dopo 400 persone contagiate dall’Epatite A, i media “scoprono” il problema…?

31 ottobre 2013

schermata-corriere-frutti-bosco-30-ott-2013un articolo di che leggo su Il Fatto Alimentare

La notizia dell’Ansa sulla donna di 40 anni di Roma, che questa estate ha presentato una querela sostenendo di aver contratto l’epatite A dopo avere mangiato frutti di bosco surgelati è enigmatica.

Molti giornali l’hanno ripresa parlando di primo caso e usano toni allarmistici!

Il Fatto Alimentare ha seguito con attenzione la vicenda dell’epatite A che è bene ricordare ha già interessato oltre 400 persone ricoverate in ospedale e colpite dal virus dopo avere mangiato frutti di bosco surgelati contaminati.

Purtroppo il focolaio non è stato individuato e in commercio ci sono ancora confezioni a rischio (come dice chiaramente il Ministero della salute in un suo comunicato).

La sequenza degli ultimi sequestri conferma l’esistenza di una situazione sfuggita al controllo. Nei mesi di settembre e ottobre, dopo il ritiro di due lotti firmati da Picard e La Valle degli Orti, c’è stato un ultimo sequestro il 22 ottobre, che per fortuna è stato bloccato prima di arrivare sugli scaffali dei punti vendita.

In questa vicenda – considerata ormai un’epidemia – sono coinvolte grandi e piccole aziende (Buitoni, Asiago food, Erica, Picard, Green Ice…) che hanno distribuito i lotti in centinaia di supermercati (Esselunga, Coop, Auchan, Conad… .

C’è però un altro elemento che ha contribuito alla diffusione: la scarsa informazione fornita dai supermercati ai consumatori e la pessima comunicazione delle autorità sanitarie.

Il Ministero della salute dopo una fase iniziale di sottovalutazione del problema, ha costituito una task force per seguire la vicenda che però non è ancora riuscita a individuare l’origine del focolaio (la materia prima arriva da 5-6 paesi e questo complica molto le indagini).

Anche la comunicazione del Ministero è stata alquanto “distratta”, visto che l’epidemia va avanti almeno da giugno ma solo un mese fa le autorità sanitarie hanno invitato i pubblici esercizi a cuocere per due minuti i frutti di bosco surgelati prima di utilizzarli nelle preparazioni alimentari.

Alla luce di quanto successo è bizzarro leggere i titoli dei giornali e guardare servizi televisivi che segnalano il primo caso di epatite A riconducibile ai frutti di bosco.

Guarda anche la puntata del 4 novembre di Mi Manda Rai 3


La Classe A della Mercedes non ha le cinture posteriori?

21 ottobre 2013

Vista la pubblicità trasmessa in tv della Mercedes Classe A, delle due una:

1 – La nuova Classe A non ha le cinture di sicurezza posteriori oppure 2 – I pubblicitari non le indossano mai e quindi non ne conoscono l’esistenza

E neanche imparano dagli errori dei loro colleghi, aggiungerei, visti i precedenti: LanciaLancia 2JeepFiat

Resta il fatto che nello spot (clicca QUI per vederlo) i passeggeri anteriori indossano le cinture e quello seduto dietro NO.

Ma non solo: lo spot inizia con una frenata e con il passeggero posteriore che sbatte sul sedile anteriore.

E nonostante questa dinamica, non si sono resi conto dell’errore. Notevole, eh? Errore peraltro che commette anche il giornalista di Tg2 motori...

Classe A

Visto che i pubblicitari continuano a non capire, ve lo ricordo io: è obbligatorio allacciare le cinture di sicurezza posteriori e nel filmato che segue capirai pure il perchè:

 


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