Il Premio U.C.C.S. all’Esselunga (e non solo)

17 settembre 2012

Prosegue il cammino del Premio U.C.C.S. (Ufficio Complicazioni Cose Semplici) che vanta ormai numerosi vincitori, (purtroppo).

Il mio racconto si riferisce nello specifico ad Esselunga, tuttavia si tratta di un comportamento che ho riscontrato anche in altre catene delle Grande Distribuzione.

Facciamo mente locale: se vuoi le caramelle o le pile, le trovi nel reparto adatto e poi, le ritrovi sui vari espositori che affollano tutte le casse.

Se vuoi le lamette di ricambio per il rasoio, vai nel reparto apposito e troverai i rasoi usa & getta, quelli normali, la schiuma da barba e tutto quello che ti serve, ad esclusione delle lamette. Furbi eh?

E dove sono le lamette?

Sugli espositori alle casse, ma non su tutti, il che significa che in un supermercato con una media di 20 casse, te le devi fare tutte per trovare le lamette di ricambio, perchè ovviamente non fanno si che ogni espositore abbia un poco di tutto, ma sono monotematici o quasi; immancabili caramelle e gomme, per incastrare il bambino di passaggio e poi va a fortuna. Puoi trovare le pile come gli stuzzicadenti, le borse per la spesa e, ogni tanto, le dannate lamette.

Se non fosse che chi come me fa una sola spesa settimanale al sabato, si trova con tutti i carrelli in fila ed in giornate particolari come sabato scorso, con il supermercato che era imballato come succede di solito solo a Natale, era di fatto impossibile anche il mettersi in fila con il carrello, figuriamoci fendere la massa per arrivare all’espositore, spiegare ad ognuno che non vuoi passargli davanti e scoprire, magari, che le lamette non ci sono oppure ci sono tutte tranne il tipo che serve a te.

Ed allora, gentilmente, non potreste mettere le lamette nel settore Igiene e via andare?


Domenicaspasso: Comune di Milano & Vigili candidati al Premio U.C.C.S.

10 settembre 2012

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Incredibile come più passi il tempo e più le cose peggiorino per noi utenti-cittadini. E quindi aumentano le candidature al Premio U.C.C.S che dovrà diventare settimanale se si va avanti così…

Domenica prossima c’è il battesimo del Pupetto del Blog e la maggior parte degli invitati, provengono da fuori Milano. Se non fosse che ieri il Testimone leggeva sul Corriere della Domenicaaspasso prevista per il 16 settembre.

Ha quindi guardato, ieri, sul sito del Comune e non c’era traccia di tale iniziativa (infatti è apparsa questa mattina) ; mi ha chiamato chiedendo lumi e gli ho confermato l’esattezza di quanto pubblicato sul giornale.

Questa mattina mi ha scritto, verso le 8, dicendomi che: telefono allo 02-0202, numero per informazioni presso vigili urbani di Milano e mi risponde la solita segreteria telefonica che mi avverte che il tempo di attesa per poter parlare con un operatore è minimo 15 minuti. ammazza…

Successivamente gli ho inviato il passaggio di quanto pubblicato sul sito del Comune,  circa le deroghe previste, tra cui quelle per partecipanti a battesimi e/o matrimoni: Saranno derogati dal divieto i veicoli dei partecipanti a battesimi e matrimoni con adeguata documentazione.

Dopo pochi minuti arriva la sua risposta, giustamente irritata ed un poco colorita: mi fa troppo incazzare la dicitura adeguata documentazione, ma vaffanculo scrivi chiaramente cazzo serve… pulirsi il culo con adeguata attrezzatura? Ma scrivi carta igienica

Intanto gli ho trovato il passaggio dell’ordinanza del 26 marzo (sarà sempre attuale?) dove si specifica che i partecipanti devono avere l’invito scritto oppure una certificazione del ministro del culto.

Ma indicare sul sito del Comune, in evidenza come richiedere la deroga è troppo?

E sperare che il numero delle Informazioni della Polizia Locale risponda, è chiedere troppo?

Ed ecco che poco dopo le 11 mi scrive nuovamente il Testimone: adesso il numero dei vigili, mi dice con un messaggio con tono scocciato: le linee telefoniche sono occupate, richiama più tardi e mi chiude la comunicazione. Non dirmi che in 3 ore hanno avuto tutte le linee occupate. Ed allora a che cazzo serve il servizio informazioni se poi non riesci a parlargli?

Ora, non intendo chiosare sull’utilità o meno di queste Domenicheaspasso, tuttavia nel momento in cui le imponi, e ci sono tipologie di cittadini che possono avere una legittima deroga, allora devi fornire da subito le informazioni del caso.

E basta poco. Non voglio neanche sperare che il centralino dei Vigili risponda celermente, ormai so che non succede (sperando poi di non avere un’emergenza) tuttavia mettere un link non costa nulla.

A che mi serve avere una rete wi-fi per tutta la città se poi mi collego e non riesco a trovare le informazioni che mi servono?

D’altro canto la recente esperienza con le strisce blu d’agosto, (attive? Inattive? Attive, ma per il gratta e sosta ti arrangi…) mi ha confermato che Comunicare con il cittadino non rientra fra le priorità dell’amministrazione.

°°°

Dopo 5 ore di tentativi, finalmente il Testimone è riuscito a parlare con i vigili che gli hanno confermato quanto avevo letto sulla vecchia ordinanza, di fatto l’unica che avevo (faticosamente) trovato esplorando il sito del Comune.

13 settembre – Questa mattina per scrupolo sono andato nuovamente sul sito del Comune, si è aperto un pop-up con il link che porta alla pagina dedicata a Domenicaspasso dove trovare tutte le informazioni e l’ordinanza che fa testo.

Che tempismo, però…

 

 


Se la macchinetta Atm ti dà un biglietto troppo lungo, preparati all’odissea…

12 dicembre 2011

Atm vincitrice del Premio U.C.C.S. – dicembre 2011

una situazione paradossale, figlia della burocrazia che leggo su Il Giorno:

Erica si tuffa nella fiumana di milanesi diretti alla Fiera dell’Artigianato: parcheggia a Molino Dorino, va in cerca di un biglietto per i padiglioni di Rho-Pero (2,50 euro solo andata), scansa la coda da esodo all’edicola e ripiega sulle macchinette.

La lotteria del destino vuole che sia lei, delle centinaia di persone passate in stazione, quella che estrae un biglietto difettato, più lungo del consueto. Un “codino”, dovuto a un taglio sbagliato della macchina, di cui Erica non si accorge finché il tornello non la respinge. Con un messaggio forte e chiaro: “Biglietto troppo lungo”.

Il controllore le dà la conferma: “Vede, c’è un pezzo in più, proprio qui. Se lo faccia cambiare in edicola”. Voleva scansare la coda Erica e invece ci finisce proprio nel mezzo. Attende il suo turno per sentirsi rispondere che “l’edicola non può farci niente, se il biglietto non lo ha preso da noi non siamo tenuti a cambiarlo”.

E quando riferisce al controllore l’osservazione, lui – lo stesso che l’aveva indirizzata all’edicola – dà ragione al commerciante. Non solo, rincara la dose: “E’ colpa sua. I biglietti si acquistano in edicola, non alla macchinetta”. Alla macchinetta installata da Atm, verrebbe da chiosare, proprio come ha fatto la viaggiatrice appiedata al pubblico ufficiale.

Ma che fare allora?

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Tim vince il Premio U.C.C.S. 2011

8 novembre 2011

Dopo l’exploit di Telepass, che ha vinto la I Edizione del Premio U.C.C.S. (Ufficio Complicazione Cose Semplici) quest’anno tocca a Tim vincere il premio per l’azienda che complica maggiormente la vita ai suoi utenti.

Ho una chiavetta della Tim per navigare da casa ed al 5 novembre mi scadeva l’offerta Internet Pack 100, ragion per cui avendo notato che per il rinnovo c’era l’offerta Internet 120 – 12 mesi, decidevo di sottoscriverla, in modo da evitare di restare senza connessione.

Sono parecchie settimane che mi è impossibile accedere alla mia pagina personale, in quanto il sistema non riconosce i miei dati di accesso ed ogni tentativo di recuperare la password sono stati vani; nonostante seguissi appieno la procedura descritta, quando si arrivava all’ultimo passo, ecco che 119.it andava in tilt, e mi avvisava che la pagina non era al momento disponibile e  di riprovare più tardi.

Più tardi non funzionava niente lo stesso, per cui mi era impossibile ricaricare ed attivare Internet 120… a questo punto ho deciso di procedere all’attivazione/acquisto tramite l’operatore. Inserisco il mio numero di cellulare e mi richiamano dopo pochi secondi.

Spiego la cosa all’operatrice che mi dice che ci pensa lei. Però, dopo un attimo di dice: non posso attivarle l’offerta, perchè non ha credito a sufficienza.

(Eh, se avessi avuto il credito, sarei stato capace da solo di attivare l’offerta.)

Pensando di vivere in un mondo normale le dico allora che le lascio il numero della carta di credito e che ci pensi lei a fare tutto ed invece no.

Premette che ho ragione e che sono moltissimi gli utenti convinti di poter agire in quel modo, tuttavia le loro procedure prevedono che l’utente ricarichi via web oppure recandosi in un negozio Tim, dopo di che si può richiamare per l’attivazione.

Ed ecco che le motivazioni dell’assegnazione del Premio U.C.C.S. appaiono chiare: Quale comodità e semplicità maggiore che  fare tutto al telefono tramite l’operatrice? 

Sabato 5 novembre scadeva la vecchia Internet 100, per cui mi reco in un negozio Tim e chiedo di attivare la Internet120. Detto, fatto.

Chiedo conferma dell’attivazione dell’opzione, senza che siano necessari altri passi e mi dicono che da domani (domenica 6) posso continuare a navigare. Cosa che infatti NON succede. :-(

A questo punto cerco di chiamare il 119, ma non avendo un cellulare Tim e non essendo utente Telecom, di fatto non sono abilitato a chiamare il 119. Bello…

Vabene, facciamo il giro al contrario, allora. Mi collego al web, vado su 119.it e lascio il numero per essere richiamato. Due secondi, squilla il telefono, ma l’operatrice mi dice che avendo ricaricato in un negozio Tim, devo parlare con il 119 e non il 119.it (ma non sono Tim entrambi?)

E poi…la prima volta mi hanno detto di ricaricare altrove (non sul web tramite operatore) e richiamare per l’attivazione ed ora mi dicono il contrario… chiamo quindi il negozio che mi dice di andare là oppure :-D di chiamare il119….


U.C.C.S. ovvero Ufficio Complicazione Cose Semplici

1 dicembre 2010

Ricordo che quando era ragazzino, talvolta mio padre si sfogava a casa dopo essersi imbattuto nel muro di gomma di qualche ente od azienda e mi diceva: Sono stato all’UCCS…

Ovviamente chiedevo chi fosse e lui mi rispondeva: è l’Ufficio Complicazione Cose Semplici e poi partiva con la spiegazione dell’accaduto…

Chiunque di noi, che sia un privato oppure un’azienda, ha che fare con coordinate bancarie, codice Iban e via dicendo. In azienda se un cliente mi comunica la variazione delle coordinate bancarie, apro la sua anagrafica nel programma di contabilità, modifico Abi e Cab e la cosa finisce lì. Semplice, no?

Nei giorni scorsi ho chiuso il c/c in una banca ed ho aperto un conto alla BCC che, come recita la pubblicità, è realmente una banca differente. Ho comunicato alla BCC i vari codici relativi alle utenze (gas, luce, ecc) ed alla Carta di credito di Altroconsumo e loro hanno fatto le variazioni del caso ed infatti le domiciliazioni bancarie sono attive. Semplice, no?

Contestualmente alla chiusura del c/c ho avuto la necessità di variare l’addebito del Telepass dalla carta di credito della banca X a quella della BCC. Mi sono recato al Punto Blu dove sono stato costretto ad aprire due nuovi contratti (uno per apparecchio) perchè non era possibile la semplice variazione della carta di credito con la quale effettuare il pagamento.

L’apertura dei nuovi contratti ha, ovviamente, causato la chiusura di quelli precedenti e di conseguenza la cessazione dell’offerta relativa al secondo apparecchio che pagavo 60 cent al mese ed il costo di fatto raddoppia. Poca cosa, ma l’intera vicenda è emblematica del come si complichi la vita agli utenti.

Tra l’altro una variazione che in un’azienda comporta 3 minuti di lavoro, qui ha causato la stampa di due contratti in doppia copia (le foreste ringraziano), 10 firme (!), ed una ventina di minuti di lavoro dell’impiegato, con conseguente aumento dei costi gestionali.

L’U.C.C.S. ha colpito ancora…


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