La Settimana della sicurezza comincia male, con strisce pedonali ignorate e gente che attraversa col rosso.

6 maggio 2013

Cominciamo male. Da domani saremo nella Settimana della sicurezza stradale e, giustamente, uno dei temi portanti sarà la protezione dei pedoni: i principali Comuni hanno aderito al progetto dell’Anci per censire e ridurre gli incidenti che riguardano questa che è la categoria più debole tra gli utenti della strada.

Però, a giudicare da ciò che ho visto negli ultimi due giorni nel centro di Bari, siamo alle solite: nemmeno i vigili urbani pensano ai pedoni.

Quando ho dato notizia dell’iniziativa a favore dei pedoni per questa Settimana, mi sono spinto a ipotizzare qualche multa in più agli automobilisti che non si fermano davanti a uno a piedi che attraversa sulle strisce.

Potrà anche andare così, ma si rischia che sia solo lo spauracchio di una settimana.

Infatti tra ieri e l’altro ieri ho attraversato di proposito sulle strisce più volte in pieno centro sotto gli occhi dei vigili e mai li ho visti intervenire per far almeno rallentare guidatori che avevano deciso di non darmi la precedenza che mi spettava.

Poi non si può tacere che il problema sta anche nella cultura dei pedoni: giusto ieri sera, in uno degli incroci nevralgici della città, una famigliola di madre e padre che spingeva il passeggino col suo bimbo ha attraversato tranquillamente col rosso.

D’accordo, in quella direzione non passava nessuno, ma per strada le cose possono cambiare molto rapidamente e quando bisogna muoversi con un passeggino è molto più difficile schivare un pericolo improvviso.

Inoltre, tanto per cambiare, il tutto è accaduto sotto gli occhi di due vigili. Che non hanno fatto una piega.

Insomma, stavolta non si può dire che manchino gli agenti per fare controlli: negli ultimo anni, il centro murattiano di Bari è molto presidiato. Si può anche dire che i vigili abbiano ricevuto l’ordine di dare la priorità ad altre cose.

Però, anche se fosse così, basterebbe anche un semplice gesto del vigile per richiamare all’ordine sia i guidatori sia i pedoni.

So benissimo che siamo in tempi difficili, in cui chiunque si sente in diritto di infischiarsene quando un’autorità fa un gesto. Nei casi peggiori, la gente si ribella anche e a volte i vigili prendono botte.

Ma questo non deve giustificare i vigili quando rinunciano a priori a svolgere anche un minimo di funzione educativa. Altrimenti ogni speranza di convivenza civile si perderebbe per sempre. Non solo su strada.

°°°

Nei giorni scorsi ho visto alcune chicche in : in viale Monza, alle 7 del mattino, chi ti passa con il rosso?

Una badante che spinge un vecchietto in carrozzin, seguita all’incrocio successivo, sempre con semaforo decisamente rosso, da un altro vecchietto con le stampelle…

Il 25 aprile invece, a Riva del Garda c’era un lungo corteo di mezzi storici dell II guerra mondiale, mezzi dell’epoca, con frizioni e freni adeguati, che avanzano a balzi e strattoni; ecco che si ferma un mezzo blindato, con un lungo ed alto muso che impediva al conducente di vedere cosa succedesse davanti a lui e chi ti sfila a 10 centimetri dal paraurti, letteralmente invisibile alconducente?

Una mamma con passeggino.

Ed allora sei deficiente, mi veniva da urlarle…..

C’è da dire poi che la cultura dei pedoni è equivalente a quella dei cittadini ovvero come prima scelta ci si adegua sempre al comportamento peggiore, come se essere cittadini (e pedoni) rispettosi equivalga ad essere additati come dei minchioni…

Ogni volta che tocco l’argomento vigili urbani “non vedenti” mi espongo alla “levata di scudi” della categoria, tuttavia ho visto e documentato come vi sia totale indifferenza dei pedoni prima (e dei vigili poi) di qualsia norma e/o del buonsenso.

E prima che arrivi qualcuno a “spostare” il problema, preciso anche che il prendersela con i molti pedoni che si fanno i fatti loro non assolve automaticamente il pari numero di automobilisti che li ignorano consapevolmente.

Resta il fatto che non chiedo multe a tutto spiano, ma sarebbe utile se i vigili “riprendessero” chi non si comporta correttamente.

Ed infine un aneddoto, tratto da un vecchio post:

Stavo rientrando a casa e nelle vicinanze di Viale Jenner il traffico era caotico. Attraversando un incrocio, ad un certo punto mi sono fermato, per pochi secondi, in arresa che la fila si muovesse. Avevo il semaforo verde. I pedoni avevano il semaforo rosso.

Ma un pedone decide di approffittare delle auto ferme ed attraversa, passando fra l’una e l’altra. Gli altri pedoni, inclusa un’anziana con il carrello della spesa, fanno altrettanto.

Nel momento in cui tutti i pedoni sono fra le macchine, la fila si muove e dovremmo avanzare, per evitare di trovarci nel posto sbagliato, con il rosso che prima o poi scatterà, ed il traffico che arriva dall’altra parte. Ma non possiamo muoverci, perchè tutti i pedoni attraversano con il rosso.

Ed allora mi sono chiesto perchè ci si debba sempre allineare ai comportamenti sbagliati altrui. Il primo pedone passa con il rosso, nonostante il traffico?

Se lui è pirla, lo devi essere anche tu? Perchè siete scesi in massa dal marciapiede? Non era più intelligente e civile restare in attesa del verde?

Non sarebbe bello se lo avessero lasciato da solo, a districarsi nel traffico, lanciandogli magari uno sguardo di disapprovazione?

°°°

8 maggio 2013

Non neghiamoci niente, in un senso o nell’altro e soprattutto notare la reazione di chi, in queste vicende, ha torto.

Ieri, tardo pomeriggio in via M. Gioia con super ingorgo causato da un incidente ed ecco che le auto che devo proseguire dritto si fermano, sebbene sia verde, perchè tanto non potrebbero passare; nel contempo restano in attesa del verde quelli che devono svoltare a sinistra.

A quel punto tre pedoni, nonostante il rosso, decidono di attraversare ed ecco che scatta il verde per chi deve girare. La donna si ferma in mezzo alla strada, i due uomini proseguono e l’auto che arriva frena e suona il clacson. Hanno torto ed infatti mandano platealmente “affanc” l’automobilista.

Mezz’ora dopo, in Via Procaccini. Semaforo rosso. Sono fermo ed ecco che un volpone fa un’inversione di marcia esattamente sull’incrocio e per forza di cose si ferma di traverso sulle strisce pedonali; nel medesimo tempo una donna con passeggino sta attraversando alle sue spalle e deve sfilare, per forza di cose, dietro all’auto che, ad un certo punto comincia ad indietreggiare. L’uomo non frena e non guarda nello specchietto e la donna dà un paio di colpi sul lunotto.

Cosa riceve in cambio?

Un cenno di scuse? No, uno sguardo del tipo “che xxx vuoi”?

I pedoni da una parte, gli automobilisti, un’unico punto comune: inciviltà e maleducazione. Avanti così…


Una Settimana con i vigili a proteggere i pedoni. E le strisce pedonali?

22 aprile 2013

Aautodi Maurizio Caprino

Si avvicina la Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale (6-12 maggio) e iniziano a trapelare notizie sulle iniziative che vedremo in quei giorni. Non mancherà quella dell’Anci, l’associazione dei Comuni, che dall’anno scorso ha cominciato a organizzarsi per far recuperare un po’ d’immagine ai sindaci, sempre accusati di fare solo cassa con la scusa della sicurezza stradale.

Ovviamente a noi non interessa tanto l’immagine, quanto la realtà. Dunque va bene che l’Anci, assieme al ministero delle Infrastrutture, stiano cercando di stimolare i Comuni ad assumere impegni concreti almeno per la Settimana, come richiesto dalle Nazioni Unite.

Ad oggi hanno aderito varie amministrazioni comunali, tra cui quelle di Roma, Milano, Bologna e Torino. L’impegno che hanno preso è raccogliere alla fine della Settimana (come concordato con tutti gli altri Paesi) i dati degli incidenti che hanno coinvolto i pedoni.

Ovviamente, anche se non viene dichiarato in modo esplicito, l’intento dell’iniziativa non è solo statistico. Sembra chiaro che si cercherà in tutti i modi possibili di avere meno incidenti. Quindi, dovrebbe essere rafforzata la sorveglianza a protezione dei pedoni.

Per esempio, in corrispondenza dei passaggi pedonali. E qualcuno potrebbe essere multato anche quando non dà la precedenza a un pedone che solo “si accinge ad attraversare”, come il Codice della strada prevede da tre anni con una modifica sostanzialmente inapplicabile e inapplicata.

Sarebbe ancora meglio se si cogliesse l’occasione almeno per dare una rinfrescata a tante strisce pedonali ormai sbiadite. Oppure verniciate male e ridotte peggio. O posizionate senza criterio: ce ne sono, come ha dimostrato più volte l’iniziativa Euro Test degli Automobile Club (e ciò in Italia è paradossale, perché i criteri di valutazione Euro Test sono stati partoriti proprio dal nostro Aci).

Ma qui tocchiamo qui anche il delicato tasto degli appalti pubblici (e della relativa corruzione), riaffiorato non a caso la settimana scorsa (ancora una volta) a Milano (vedete qui).

Nota bene > La vignetta con cui apro questo post è stata disegnata dall’amico Francesco e pertanto è permessa la riproduzione, senza fini commerciali, solo citando la fonte ovvero: Francesco Mignano Comunicazione Visiva.


Per colpa degli archivi-doppione i vigili spendono milioni

25 febbraio 2013

di Maurizio Caprino

Voi che cosa fareste con un milione di euro in tempi di tagli ai bilanci e spending review?

Se foste un sindaco, bacereste per terra e trovereste subito una destinazione utile di questi fondi. Giuliano Pisapia, invece, no: poco prima di Capodanno, ha deciso di spenderli per “rinnovare l’abbonamento” agli archivi della Motorizzazione per il 2013, quando il Codice della strada stabilisce che ci si debba avvalere del Pra.

Capiamoci bene: il povero Pisapia ha fatto come buona parte dei sindaci italiani e ciò che ha fatto è assolutamente necessario: gli archivi del Pra non possono essere aggiornati come quelli della Motorizzazione (che già soffrono di qualche ritardo…proprio dei Comuni).

Lo afferma nero su bianco anche la delibera di Giunta con cui la convensione è stata rinnovata (Scarica Abbonamento Archivio DTT 2013).

Moltiplicate il milione speso da Milano per qualche migliaio di Comuni che fanno altrettanto e rendetevi conto che non parliamo di bruscolini.

Allora è il caso di spiegare come mai tutto ciò accade.

Non è una questione di Pra che non funziona e di Motorizzazione più efficiente. Più semplicemente, l’assetto burocratico italiano prevede che certe cose (cambi di residenza) si comunichino alla Motorizzazione, certe altre (demolizione) al Pra e certe altre ancora (passaggi di proprietà) a entrambi.

Un assetto poco razionale, che però è andato fondamentalmente bene e entrambe le amministrazioni perché ha consentito a ciascuna di mantenere la sua fetta di potere (o di ragione di esistere).

Il conto arriva a cittadini e Comuni. Possiamo ancora permetterci di pagarlo?

Non sto ipotizzando di sopprimere una delle due amministrazioni: inutile nascondere che sarebbe un bagno di sangue dal punto di vista occupazionale.

Però si può pensare a un’unificazione, eliminando certe duplicazioni e destinando personale in esubero a rinforzare settori sguarniti.

E pazienza se non ci sono abbastanza specializzazioni per coprire quei settori: in vista di risparmi, si può anche investire qualcosa nella riqualificazione delle persone da spostare.

Ora chissà.


I vigili non vigilano, spesso, ma sono anche gestiti male…

19 febbraio 2013

Giorni fa ho scritto una mail a chi ne sa più di me (Caprino e SicurAuto) chiedendo la loro opinione in merito ad una domanda (vedi in calce) che mi faccio spesso; le risposte sono poi arrivate e perlomeno ho potuto confrontare il mio sentire da uomo della strada con chi scrive di sicurezzastradale e delle tematiche collegate.

Vero è che oggi leggo sul Corriere che:

L’ultima incarnazione nella polizia locale è il «vigile orologiaio». La nuova mansione è descritta in un formulario distribuito ai vigili di quartiere in questi giorni. In sostanza, l’ultima espansione dei compiti degli agenti prevede che nei loro giri in città facciano tappa fissa sotto gli orologi pubblici disseminati nelle strade e sfoderino il loro blocchetto da «controllori». Primo punto: «Ora esatta». E sotto due caselle (sì o no) da barrare con una crocetta. La seconda colonna è dedicata alle esigenze di marketing: presenza del «logo del Comune sul quadrante dell’orologio». Anche qui: sì o no. Comunque, niente a che fare con la sicurezza o con la «civile convivenza» . Al limite, un’interpretazione molto estesa del concetto di «controllo del territorio».

A questo punto mi trincero dietro ad un No comment

°°°

La lettera inviata a suo tempo:

ho una domanda che mi frulla in testa da parecchio tempo e che, non conoscendo vigili a cui farla, la giro ad un addetto ai lavori che forse sarà in grado di chiarirmi il tutto.

può sembrare una domanda polemica o, perlomeno viziata dalle solite utopie, ma è una cosa che mi chiedo veramente.

faccio riferimento a quelle infrazioni banali, ma diffuse, che se sanzionate porterebbero denaro fresco nelle casse comunali, e che contribuirebbero con poco impegno ad educare gli automobilisti togliendogli nel contempo quel diffuso senso di impunità.

Penso al tagliando dell’assicurazione che dovrebbe essere esposto sul parabrezza, ma che in realtà è arrivato sino al lunotto posteriore.

Penso anche a quelle auto in sosta ben più che vietata di cui ho parlato più volte, (che siano Via Novara o Piazza Grecooppure Via Meli) di esempi ce ne sono a iosa. Auto in sosta in doppia fila, ma anche sulla carreggiata, che ostacolano il traffico, ogni giorno, e che creano situazioni di pericolo per i pedoni.

Tutte infrazioni sotto gli occhi dei vigili che transitano abitualmente, a piedi come in bici. Vigili che talvolta fanno queste multe, ma sono casi sporadici e sembrano essere una pura iniziativa del singolo, anche se poi vedi che multano un’auto sull’incrocio e non multano l’altra…

Volendo esagerare penserei anche a tutti quegli automobilisti con il cellulare che sono abituati a fregarsene della presenza del vigile, tanto è vero che ricordo con un sorriso quando ho visto un vigile saltare giù dal marciapiede con paletta in mano per bloccare un automobilista impegnato al telefono.

Era un vigile giovane, dipende forse da questo? Ha ancora un sacro fuoco che lo alimenta?

Essendo un pendolare, va da sè che incrocio sempre le stesse auto sul percorso, anche se sembra impossibile che possa accadere, in fondo le variabili sono molte. Eppure ogni giorno vedo le stesse auto commettere le stesse infrazioni, nei soliti posti.

Spesso nei post scrivo provocatoriamente che se il Comune mi noleggia (gratuitamente) un vigile con blocchetto maxi di multe, me lo porto in auto nel percorso casa/ufficio e vedi che incassi gli faccio fare…

Scherzo, per forza di cose, ma così come capisco che ci possano esere dei limiti di uomini e mezzi per fare certi servizi al meglio, non capisco veramente perchè non sia fattibile sanzionare i comportamenti di cui sopra.


Quando i controlli si fanno (non per cassa): Fuori legge un camion su due

1 febbraio 2013

di Maurizio Caprino

In origine, i controlli sui mezzi pesanti erano pochi.

Ormai è una verità storica e possiamo finalmente dire che non era solo per la loro complessità (peraltro molto minore rispetto a oggi) e per la mancanza di uomini: era una specie di inefficienza organizzata, perché l’autotrasporto era la spina dorsale dell’economia italiana e bisognava lasciar fare.

Poi ci si è accorti che si stavano infilando gli stranieri (imprese e autisti) e si è stretto un po’. Ulteriore stretta con le norme europee. Ma la vigilanza è rimasta sostanzialmente affidata alla sola Polizia stradale, che ha fior di specialisti e spesso opera con quelli della Motorizzazione, ma può coprire (a stento) solo la grande viabilità: su tutto il resto della rete viaria italiana, festa!

Ma ora qualcosa sta cambiando e i risultati si vedono.

In certe zone d’Italia, come l’Emilia-Romagna e la Toscana (dove non a caso operano comandanti che studiano molto e scrivono manuali di conseguenza), da un paio d’anni sono scese in campo anche le polizie locali.

Una sorpresa per gli autotrasportatori che operano solo in zone ristrette o che scelgono strade secondarie proprio per non incappare in controlli. Così, come vedete nel comunicato (clicca qui per leggerlo) gentilmente segnalatomi dal collega Giorgio Costa, può capitare che sia fuori legge un autista fermato su due.

Qualcuno la può vedere col solito cinismo: ora che le sanzioni sono tante e alte, ingolosiscono i Comuni. Può essere, in più di un caso.

Ma non in quello dell’unione dei Comuni di Reno Galliera, di cui leggete nel comunicato. Perché si prendono la briga di segnalare infrazioni e incidenti anche alle altre autorità cui spetta vigilare sul rispetto delle regole sul lavoro e la salute degli autisti.

Una vera rogna per le polizie locali, che a volte (con la complicità o su pressione della politica) omettono persino le più semplici segnalazioni obbligatorie, come quelle alla Motorizzazione per la decurtazione dei punti.

O, peggio, usano la mancata decurtazione per spillare altri soldi ai trasgressori, come è tornato a denunciare su Auto (numero di febbraio), nella sua rubrica “Nel mirino” il collega Enrico De Vita, padre nobile di una generazione di giornalisti d’inchiesta nel nostro settore.


I Vigili sostano sul posto disabili e multano chi protesta

28 gennaio 2013

Nulla di nuovo sotto il sole; da una parte i vigili chiedono la collaborazione dei cittadini e dall’altra li vessano con cattivi comportamenti e/o abusi di potere, quando qualcuno fa notare un comportamento sbagliato ma, peggio ancora, quando semplicemente segnala un problema.

Per quel che mi riguarda devo spezzare una lancia in favore delle vigilesse,  spesso più educate e professionali dei loro colleghi, (ma non sempre, visto quanto si legge nell’articolo di SicurAuto) tuttavia poi leggi dei vigili che “identificano” il derubato che protesta per la loro inattività ed ignorano i “ladri” situati poco lontano oppure quello che risponde sgarbatamente al cittadino che segnala un cartello (di divieto) che non si vede.
°
Ed ovviamente non si fa di tutta un’erba un fascio, in quanto è difficile dimenticare ad esempio vigili come Nicolò Savarino che lo scorso anno ha perso la vita facendo il suo dovere.

Ma è proprio pensando a persone come Savarino, che leggere poi di vigili che abusano del potere che gli dà la divisa, fa “arrabbiare” i cittadini …

°°°

In sintesi un articolo che leggo su SicurAuto:

6667-20130125_c1_fratta2Quanto racconta il messaggero (sua la foto) lascia allibiti: martedì scorso, a Frattamaggiore (Napoli), i Vigili sostavano sul posto disabili; e, di fronte alle proteste dei cittadini, hanno sanzionato chi evidenziava il loro comportamento arrogante.

Simeone Crispino, arrivato con la sorella gravemente handicappata in auto, visto il posto disabili occupato dai Vigili, ha parcheggiato sul marciapiede di fronte, messo le quattro frecce e chiesto agli agenti di lasciare il posto.

Niente, la macchina resta lì.

Allora, l’uomo scatta una tre fotografie di quanto sta accadendo. A questo punto i due vigili, un uomo e una donna, scendono dal mezzo chiedono a Crispino di fermarsi.

L’uomo esige che il posto si liberi. Anche perché, il posto riservato all’auto dei Vigili c’è, ma è occupato da un dipendente del Comune.

“Questa cosa a lei non la riguarda – risponde la vigilessa – noi siamo Vigili e siamo a posto. Nel fare le foto lei sta commettendo un abuso. Lei fa le foto? Ed io le faccio la multa”.


Arriva (forse) il maltempo, Roma si prepara ed i vigili…vogliono le motoslitte.

13 gennaio 2013

di Maurizio Caprino

La nevicata che lo scorso febbraio paralizzò Roma ha lasciato il segno: in previsione di un bis per questi giorni (che peraltro pare restare solo nelle previsioni dell’altro ieri), il sindaco Gianni Alemanno ha diramato istruzioni degne di una guerra.

Non c’è da ridere, perché in queste cose, nel dubbio, è meglio abbondare. E lo stesso Alemanno l’anno scorso fu massacrato (giustamente, con tutta probabilità) per aver sottovalutato l’emergenza in arrivo.

Però anche all’abbondare c’è un limite.

Forse non lo ha capito qualcuno alla Polizia locale, dove un’organizzazione sindacale ha chiesto addirittura che il Corpo sia dotato di motoslitte ( Scarica Roma motoslitte chieste).

Sì, come quelle necessarie nelle immense e innevate distese del Canada, dove Gilles Villeneuve nutrì quel talento che lo avrebbe portato a restare indimenticato anche oggi, trent’anni dopo l’incidente che ce lo strappò.

Certo, Roma è una città difficile. Nevica di rado ma, quando succede, sono guai seri. Anche perché a una viabilità già caotica si aggiungono i colli, che complicano le cose molto più che nelle piatte città del Nord.

Ma la richiesta dei vigili capitolini sta facendo discutere (e talvolta anche sorridere) un po’ di loro colleghi sparsi per l’Italia, perché spesso le motoslitte non sono in dotazione nemmeno in località di montagna.

Così nella categoria ci si chiede se sia proprio il caso di avanzare certe richieste ora che mancano i soldi per tutto.

 


La Polizia locale di Milano cerca due dirigenti. Ma se lo tiene per sé…

23 novembre 2012

di Maurizio Caprino

Speriamo sia stato solo un errore tecnico. O che ci sia una norma tra le centinaia di migliaia che vigono in Italia che renda legale tutto quello che vi sto per raccontare. Il Comune di Milano cerca due dirigenti per la Polizia locale, ma lo fa con un bando pubblicato solo sulla propria intranet (Scarica Bando 2 posti dirigenti).

Come dire che si tratta di un concorso interno, cioè solo tra chi può consultare quella intranet.

Certo, concorsi interni se ne fanno. Ma pare non si possa farne in una situazione come questa.

Così il sospetto negli uffici comunali cresce e circolano anche i nomi di due funzionari destinati a vincere. Vedremo se effettivamente vinceranno. O magari se la loro candidatura deraglierà per le voci che circolano (e allora i due funzionari saranno stati danneggiati da questa vicenda, per cui sarebbe convenuto anche a loro un concorso più aperto).

Ma intanto è certo che si ripropone il problema del rapporto tra polizia locale e politica.

Infatti, chi decide chi va promosso o chi deve essere il comandante? E in base a quali criteri? Bravura o appartenenza a una cordata vincente?

In Italia poche volte viene garantito che la scelta privilegi i più bravi: meglio qualcuno fedele, che assecondi la Giunta comunale anche quando vuol fare cose strane, inefficaci o illegittime, ma che magari portano consenso o accontentano amici e sostenitori.

Ecco perché ci vorrebbe una legge di riforma della polizia locale. Oggi lo status di questi corpi è regolato da pochi articoli che risalgono al 1986 e sta finendo una legislatura in cui, come nelle precedenti, le proposte di legge di riformapresentate sono state lasciate languire in Parlamento.

A chi giova?

 


Il vigile non fa multe o ne fa a raffica. Colpa sua, del sindaco o del sistema?

16 novembre 2012

di Maurizio Caprino

Un lettore denuncia che non riesce a far multare un furgone troppo grande per il posto nel quale è sempre parcheggiato, intralciando il traffico. La Cassazione che assolve una vigilessa palermitana con poca voglia di fare multe, chiudendo di fatto la bocca a chi si lamenta degli agenti che restano inerti anche quando – almeno apparentemente – non hanno compiti più urgenti da svolgere.

Tanti vigili che sottovoce si dicono stufi di fare sempre e solo quello che impone loro il potere politico, essendo costretti a chiudere gli occhi su tutto il resto: urge una legge di riforma della categoria che dia più autonomia agli operatori rispetto alle scarne regole attuali, che risalgono al 1986 e – guardacaso – il Parlamento non riesce ancora a cambiare nonostante anni di dibattiti in commissione (ai sindaci fa ancora comodo tenere la polizia locale quasi come un corpo personale).

Infine, continuano le polemiche sui Comuni che fanno solo cassa grazie ai controlli automatici (magari senza che gli agenti controllino i fotogrammi), tanto più ora che tutte le altre fonti finanziarie si sono prosciugate: ne parleremo staserà a Ballarò.

Tutte facce della stessa, complicata medaglia del mondo della vigilanza stradale. Facce che consentono a chiunque di sollevare un problema e dimostrare che ha ragione. Sarebbe il caso di mettere da parte poteri e gelosie, per capire che cosa si può fare concretamente per la sicurezza stradale. Ma c’è di più….

prosegui la lettura cliccando sul link in apertura…

 

 

 


Perchè quando c’è il mercato rionale scatta l’anarchia sulle strade?

29 ottobre 2012

In questo post si parla di pedoni, di automobilisti e di vigili, ma al solito è necessaria una precisazione, al fine di evitare la solita polemica alzata di  scudi dell’intera categoria: se sei un vigile coscienzoso, che fa il suo dovere con professionalità, QUI non si parla di te.

Nello specifico mi riferisco al mercato del sabato di via Fauchè, a Milano, tuttavia ho notato che le dinamiche sono le stesse in ogni zona, perlomeno per quel che ho potuto vedere io.

I vigili nei mercati sono sempre presenti, spesso in forze, ne vedo sistematicamente da 4 a 6, ma vien da chiedersi su che cosa vigilino, a prescindere dal fatto che per vigilare dovrebbero forse guardarsi in giro e/o muoversi lungo la via, ma ogni volta li vedo raggruppati a chiacchierare oppure chiusi nelle auto, rigorosamente con il motore acceso.

Comunque sia, vigilano sulla presenza degli ambulanti abusivi?

A quanto raccontava il lettore del Corriere, degli abusivi se ne fregano, anche se vendono biciclette rubate.

Sul traffico di auto e pedoni?

Come potrete vedere dalle foto seguenti anche questo è un fattore ignorato.

Ecco che il semaforo è rosso eppure i pedoni attraversano, chi sulle strisce, bontà sua, chi in mezzo all’incrocio. Incrocio sul quale staziona l’auto con due vigilesse che si fanno i fatti loro.

Passiamo ora agli automobilisti che nonostante la piazza sia stata sistemata al fine di ricavare alcuni parcheggi, trovano ovviamente molto più comodo sostare dove vogliono ovvero sulla carreggiata come queste auto…

oppure nella canonica doppia fila… in questa foto, la visuale è disturbata dai fessi che hanno parcheggiato regolarmente, tuttavia su tutta la piazza vi sono auto in sosta dove capita…

Per quanto riguarda il fesso che scrive questo post, ho parcheggiato nelle strisce blu in via Pier della Francesca e ci siamo fatti poi qualche centinaio di metri a piedi.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 122 follower