Frutti di bosco surgelati & Epatite A: meglio essere (ancora) prudenti

13 settembre 2014

Visto quanto leggo nell’articolo di Cristina Da Rold su Il Fatto Alimentare (qui in sintesi) è meglio non considerare del tutto conclusa la vicenda dei frutti di bosco surgelati che hanno causato un’epidemia di dall’Epatite A.

Il fatto stesso che non vi sia la certezza assoluta sull’origine dell’infezione, mi fa pensare che non si possa garantire che la stessa sia realmente terminata, come si supponeva tempo fa.

A quanto leggo i casi sono in netta diminuzione, anche se l’Italia è stata la più colpita, forse a causa della mediocre gestione del problema da parte delle Autorità, cosa della quale ho avuto conferma avendo a che fare con ristoratori che erano totalmente all’oscuro dei fatti.

Il consiglio alla fine resta il solito: non consumare frutti di bosco surgelati se non previa cottura.

Per approfondire, clicca QUI.

* * *

Per l’epidemia causata da frutti di bosco congelati contaminati dal virus dell’epatite A  tra il 2013 e il 2014 non è stata individuata l’origine.

L’ipotesi più verosimile riconduce a ribes rossi provenienti dalla Polonia e more prodotte in Bulgaria.

La tesi viene ufficializzata in un dossier pubblicato in questi giorni dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e ripreso anche da Ministero della sanità.

In Italia gli ultimi dati parlano di 1.300 casi ospedalieri notificati, anche se solo in 346 è stato possibile raccogliere un campione di sangue da analizzare presso i laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo il nostro Ministero, a partire dal mese di ottobre 2013 non sono più stati identificati campioni di frutti di bosco surgelati contaminati in prodotti venduti al dettaglio, anche se l’epidemia si è protratta ancora per sei mesi con centinaia di casi.

Questo fatto è dovuto probabilmente alla scarsa consapevolezza del pericolo fra i consumatori, sia per quanto riguarda i prodotti venduti al supermercato sia per i dolci serviti in bar e ristoranti.

L’epidemia è stata studiata e gli epidemiologi e i virologi dell’ISS sono riusciti a individuarne la causa e ipotizzare la zona d’origine con un certo grado di precisione, ma rimane il fatto che in molti paesi, soprattutto nell’Est Europa, i sistemi di sorveglianza dovrebbero essere migliorati.

L’aver individuato come responsabili dell’epidemia dei lotti di ribes rosso polacchi e delle more bulgare non basta. Bisognerebbe avere gli strumenti per capire prima di tutto in che modo e in che momento della filiera produttiva questi frutti di bosco si sono contaminati, per agire in maniera efficace.

locandina-ministero-epatite-frutti-bosco-dic-2013

 


Smart TV: l’HbbTV esegue qualunque malware gli venga inviato

13 giugno 2014

virus-informaticiin sintesi un interessante articolo di Paolo Attivissimo che leggo sul Disinformatico – Se hai questo tipo di televisore, meglio se lo leggi integralmente, metti mai… (che poi, Smart non sta per “furbo”? )

Sembra proprio che i progettisti delle Smart TV e dei nuovi standard televisivi non vogliano imparare una delle lezioni fondamentali della sicurezza informatica: non ti puoi fidare ciecamente di quello che ti arriva da fuori ed eseguirlo senza verifiche.

Dopo le TV Samsung che permettono agli intrusi di guardare in casa via Internet, quelle della LG che mandano alla casa madre un avviso ogni volta che accendiamo e spegniamo l’apparecchio e l’elenco dei file video che guardiamo, e quelle della Philips che hanno password non modificabili e permettono agli intrusi di prenderne il controllo, arriva un problema a un livello più alto: lo standard HbbTV è vulnerabile.

Come spiega bene Forbes, lo standard HbbTV (Hybrid Broadcast Broadband TV), supportato in quasi tutti gli apparecchi Smart TV, consente alle emittenti di inviare software ai televisori predisposti, con l’intento di fornire servizi come le pubblicità interattive, il televoto, i giochi, i social network e le guide ai programmi. Il guaio è che questo standard non fa alcun controllo di sicurezza su quello che riceve. Si fida ciecamente.

Questo permette attacchi spettacolari e inattesi: per esempio, un aggressore piazza un apposito trasmettitore che imita le normali trasmissioni TV digitali, lasciando intatte le immagini ma iniettando nella parte HbbTV del segnale del software ostile.

Questo software ostile viene eseguito dalla Smart TV senza alcuna verifica preliminare e senza chiedere il consenso dell’utente. Siccome la Smart TV è collegata al resto della rete domestica, il malware cerca router Wifi e PC che non si aspettano attacchi dall’interno e li infetta e ruba le password dei social network, postando false recensioni e post e combinando ogni sorta di sabotaggi.

I ricercatori hanno segnalato il problema ai responsabile dello standard HbbTV, che però hanno risposto che l’attacco non era sufficientemente grave; lo standard non verrà modificato e resterà vulnerabile.

 



Malware attacca Mac, Linux e Windows tramite Java

8 febbraio 2014

un avviso che leggo sul Blog di Paolo Attivissimo

attenzioneViene segnalato dagli esperti per la sicurezza informatica che in questi giorni è in corso un attacco basato su Java, che colpisce Windows, OS X e Linux.

L’attacco, diffuso probabilmente attraverso visite a siti-trappola, infetta i computer e li trasforma in elementi di una botnet (rete di computer infetti), prendendone il controllo e usandoli per sferrare attacchi di massa (DDOS, distributed denial of service) verso altri siti. I computer infetti ricevono ordini e istruzioni tramite Internet Relay Chat.

Per evitare di finire nelle grinfie di questo attacco è importante verificare quale versione di Java è installata sul computer (facendo il test disponibile qui su Java.com) e aggiornarla a una versione successiva a quelle vulnerabili, che sono la 7 Update 21, 6 Update 45 e 5.0 Update 45 e precedenti. La versione più aggiornata è ora la 7 Update 51, che è scaricabile gratuitamente presso Java.com.

Un’altra possibilità è rimuovere del tutto Java dal computer, se nessuno dei siti e delle applicazioni adoperate lo usa, e comunque è buona cosa tenere aggiornato l’antivirus, in modo da renderli possibile identificare eventuali tentativi di infettare in questo modo.

 

 


Natale a rischio con i frutti di bosco: il Ministero diffonde in tutta Italia la locandina anti epatite A

12 dicembre 2013

Meglio tardi che mai, tuttavia ancora una volta il Ministero non ha assolto ai suoi doveri.  Clicca QUI per leggere gli articoli sull’epidemia in corso

L’incremento del numero di casi di epatite A registrato dalla primavera del 2013 non accenna a fermarsi.

Per questo motivo il Ministero della salute, in vista delle festività natalizie – durate le quali il consumo di questi prodotti tende ad aumentare – ha diffuso una locandina  elaborata dalla Task force sull’epatite A che invita a non mangiare frutti di bosco surgelati, se non previa cottura.

Il manifesto è stato inviato alle Asl e ai centri regionali che si occupano del sistema di allerta e deve essere affisso in tutte le strutture sanitarie e all’interno di ospedali e consultori pubblici.

Fonte: Il Fatto Alimentare

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BadBIOS, il virus informatico che si propaga nell’aria? Troppo presto per liquidarlo come bufala

4 novembre 2013

in sintesi un articolo di Paolo Attivissimo

Repubblica ha pubblicato la notizia di un virus informatico che sarebbe in grado di propagarsi da un computer all’altro attraverso l’aria, usando le onde sonore come canale di trasmissione. Viene spontaneo liquidare la storia come una bufala, visto il suo tenore fantascientifico, ma c’è una serie di elementi che mi impediscono di farlo.

La fonte originale non è Repubblica, ma Dragos Ruiu, un esperto di sicurezza informatica molto noto nel settore. Questo non garantisce nulla, ma è certamente sufficiente a non liquidare subito come delirio le sue tesi.

Aa sottolineato, a scanso di equivoci, che Ruiu non afferma che è possibile infettare un computer pulito semplicemente inviandogli dei segnali sonori: afferma che un computer già infettato da questo malware può comunicare con altri computer altrettanto infettati nelle vicinanze usando segnali acustici e usare questa comunicazione per resistere ai tentativi di disinfezione.

Il problema di fondo è che per ora abbiamo soltanto la parola di Ruiu: anche se ci sta lavorando da circa tre anni, non ha pubblicato dati oggettivi (per esempio un dump dei BIOS alterati o i font modificati che cita qui o una descrizione dettagliata dei suoi esperimenti).

Può capitare anche ai migliori di innamorarsi della propria idea. Staremo a vedere: in ogni caso è uno scenario molto interessante.


Ritirato un altro lotto di frutti di bosco surgelati BoscoBuono della Green Ice per la presenza del virus dell’epatite A

17 ottobre 2013

green-ice-frutti-lotto-ottobre-2013-260x260in sintesi un articolo di

Continua l’allerta dei frutti di bosco surgelati contaminati dal virus dell’epatite A.

È il sesto lotto commercializzato dalla Green Ice richiamato dal mercato negli ultimi tre mesi. L’annuncio è stato dato il 16 ottobre dalla catena di supermercati Auchan, che pubblica sul suo sito la lista dei prodotti  alimentari contaminati ritirati dagli scaffali.

L’allerta (vedi foto a sinistra) riguarda la confezione da 450g “Misto frutti di bosco surgelati BoscoBuono” (lotto 13059, tmc gennaio 2015 codice ean 8000003001006).

 

 


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