Malware attacca Mac, Linux e Windows tramite Java

8 febbraio 2014

un avviso che leggo sul Blog di Paolo Attivissimo

attenzioneViene segnalato dagli esperti per la sicurezza informatica che in questi giorni è in corso un attacco basato su Java, che colpisce Windows, OS X e Linux.

L’attacco, diffuso probabilmente attraverso visite a siti-trappola, infetta i computer e li trasforma in elementi di una botnet (rete di computer infetti), prendendone il controllo e usandoli per sferrare attacchi di massa (DDOS, distributed denial of service) verso altri siti. I computer infetti ricevono ordini e istruzioni tramite Internet Relay Chat.

Per evitare di finire nelle grinfie di questo attacco è importante verificare quale versione di Java è installata sul computer (facendo il test disponibile qui su Java.com) e aggiornarla a una versione successiva a quelle vulnerabili, che sono la 7 Update 21, 6 Update 45 e 5.0 Update 45 e precedenti. La versione più aggiornata è ora la 7 Update 51, che è scaricabile gratuitamente presso Java.com.

Un’altra possibilità è rimuovere del tutto Java dal computer, se nessuno dei siti e delle applicazioni adoperate lo usa, e comunque è buona cosa tenere aggiornato l’antivirus, in modo da renderli possibile identificare eventuali tentativi di infettare in questo modo.

 

 


Natale a rischio con i frutti di bosco: il Ministero diffonde in tutta Italia la locandina anti epatite A

12 dicembre 2013

Meglio tardi che mai, tuttavia ancora una volta il Ministero non ha assolto ai suoi doveri.  Clicca QUI per leggere gli articoli sull’epidemia in corso

L’incremento del numero di casi di epatite A registrato dalla primavera del 2013 non accenna a fermarsi.

Per questo motivo il Ministero della salute, in vista delle festività natalizie – durate le quali il consumo di questi prodotti tende ad aumentare – ha diffuso una locandina  elaborata dalla Task force sull’epatite A che invita a non mangiare frutti di bosco surgelati, se non previa cottura.

Il manifesto è stato inviato alle Asl e ai centri regionali che si occupano del sistema di allerta e deve essere affisso in tutte le strutture sanitarie e all’interno di ospedali e consultori pubblici.

Fonte: Il Fatto Alimentare

locandina-ministero-epatite-frutti-bosco-dic-2013


BadBIOS, il virus informatico che si propaga nell’aria? Troppo presto per liquidarlo come bufala

4 novembre 2013

in sintesi un articolo di Paolo Attivissimo

Repubblica ha pubblicato la notizia di un virus informatico che sarebbe in grado di propagarsi da un computer all’altro attraverso l’aria, usando le onde sonore come canale di trasmissione. Viene spontaneo liquidare la storia come una bufala, visto il suo tenore fantascientifico, ma c’è una serie di elementi che mi impediscono di farlo.

La fonte originale non è Repubblica, ma Dragos Ruiu, un esperto di sicurezza informatica molto noto nel settore. Questo non garantisce nulla, ma è certamente sufficiente a non liquidare subito come delirio le sue tesi.

Aa sottolineato, a scanso di equivoci, che Ruiu non afferma che è possibile infettare un computer pulito semplicemente inviandogli dei segnali sonori: afferma che un computer già infettato da questo malware può comunicare con altri computer altrettanto infettati nelle vicinanze usando segnali acustici e usare questa comunicazione per resistere ai tentativi di disinfezione.

Il problema di fondo è che per ora abbiamo soltanto la parola di Ruiu: anche se ci sta lavorando da circa tre anni, non ha pubblicato dati oggettivi (per esempio un dump dei BIOS alterati o i font modificati che cita qui o una descrizione dettagliata dei suoi esperimenti).

Può capitare anche ai migliori di innamorarsi della propria idea. Staremo a vedere: in ogni caso è uno scenario molto interessante.


Ritirato un altro lotto di frutti di bosco surgelati BoscoBuono della Green Ice per la presenza del virus dell’epatite A

17 ottobre 2013

green-ice-frutti-lotto-ottobre-2013-260x260in sintesi un articolo di

Continua l’allerta dei frutti di bosco surgelati contaminati dal virus dell’epatite A.

È il sesto lotto commercializzato dalla Green Ice richiamato dal mercato negli ultimi tre mesi. L’annuncio è stato dato il 16 ottobre dalla catena di supermercati Auchan, che pubblica sul suo sito la lista dei prodotti  alimentari contaminati ritirati dagli scaffali.

L’allerta (vedi foto a sinistra) riguarda la confezione da 450g “Misto frutti di bosco surgelati BoscoBuono” (lotto 13059, tmc gennaio 2015 codice ean 8000003001006).

 

 


Il virus-truffa della falsa FBI acciuffa un criminale vero

27 luglio 2013

Avete presente i vari virus truffaldini che bloccano il computer mostrando una schermata che sembra un avviso della polizia che afferma che l’utente è stato colto a scaricare da Internet materiale illegale e intima il pagamento di una multa?

Circolano da anni e causano danni notevoli agli utenti che navigano senza protezioni adeguate.

Ma a volte sono utili in maniere che forse i loro creatori non immaginavano.

Cosa succede, infatti, se un virus del genere blocca il computer di una persona che ha realmente scaricato da Internet contenuti altamente illegali?

Qualcosa di speciale.

Fonte: Il Disinformatico


Epatite A e frutti di bosco: la situzione si complica

10 luglio 2013

in sintesi un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare

I numerosi casi di allerta per frutti di bosco surgelati contaminati dal virus dell’epatite A hanno scatenato una serie di domande da parte dei nostri lettori. Per alcune si può trovare la risposta nel documento in undici punti, pubblicato sul sito del Ministero della salute, anche se l’argomento è affrontato in modo generico, e solo a partire dall’ottavo quesito si entra nel vivo cercando di capire come si contaminano gli alimenti vegetali con l’epatite A.

La fonte di contaminazione più frequente per i vegetali – si legge nel testo – è costituita dall’acqua utilizzata per l’irrigazione e/o la fertirrigazione. Attraverso questa i virus si depositano preferibilmente sulla superficie esterna dei vegetali e non è ancora ben chiaro se esiste un meccanismo che permette ai virus di penetrare all’interno del frutto o dell’ortaggio. Al momento solo per le cipolle sono disponibili dati scientifici che dimostrano il trasporto dei virus attraverso le radici”.

Il Ministero non lascia spazio a dubbi e raccomanda, viste le poche “evidenze ad oggi disponibili”, di “impiegare i frutti di bosco congelati acquistati per preparazioni sottoposte a cottura, come ad esempio le salse e le marmellate”.

Insomma mangiate pure i frutti di bosco surgelati ma prima fateli cuocere.

Il problema a questo punto riguarda però anche il prodotto fresco, perché se la contaminazione dovesse avvenire prima delle ultime fasi di lavorazione e confezionamento, nulla impedirebbe anche a frutti di bosco venduti freschi di essere portatori del virus.

La vicenda non è proprio banale e vi terremo informati.

 


Allerta alimentare: frutti di bosco surgelati contaminati da virus epatite A ritirati dal mercato italiano

5 giugno 2013

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare

L’Assessorato alla sanità della provincia autonoma di Bolzano ha disposto il ritiro dal commercio del prodotto alimentare “Misto bosco surgelato – Bosco Buono” per presenza del virus dell’epatite A.

Si tratta della confezione da 450 g, lotto 13015  con un termine minimo di conservazione del 12/2014 confezionato dalla ditta Green Ice SpA via Roma 5/7 Ponte Crenna (PV).

Il ministero della salute nel frattempo ha attivato il sistema di allerta Europeo diffondendo la notizia in rete.  Risulta infatti che i frutti di bosco confezionati in Italia sono preparati con materia prima proveniente da: Bulgaria, Polonia, Serbia e Canada. Sono attualmente in corso le indagini per il sequenziamento del virus per verificare la possibile origine della contaminazione. Chi ha acquistato il prodotto con il lotto di produzione sopra indicato è invitato a non consumarlo in  via precauzionale.

Il problema, come abbiamo riferito pochi giorni fa nell’intervista che Agnese Codignola ha realizzato alla responsabile dell’Istituto superiore di sanità  Anna Rita Ciccaglione che si occupa della vicenda, è tutt’altro che risolto.


Calabria: un virus (ma non solo) blocca l’export negli Usa dei salumi Dop

13 maggio 2013

In sintesi un articolo che leggo su Lettera43 e del quale consiglio la lettura integrale

Dopo 15 anni gli Usa hanno riaperto all’importazione di salumi, un comparto in cui la Calabria vanta strepitose eccellenze.

Dopo tre lustri di chiusura ermetica, l’Animal and plants inspection service (Aphis) – l’Authority statunitense per la sicurezza di piante e animali – ha ora riammesso l’importazione di salumi esteri negli Stati Uniti: i produttori calabresi erano già pronti a festeggiare. Ma sono destinati a restare ancora al palo.

Colpa di alcuni cavilli burocratici. Ma non solo. La denuncia è arrivata da Coldiretti e dal suo presidente regionale Pietro Molinaro, che ora vorrebbe vedere dimissioni a valanga.

La Calabria infatti non è ufficialmente riconosciuta indenne dalla Malattia vescicolare suina (Mvs). Si tratta di una patologia non trasmissibile all’uomo, ma contagiosissima per i maiali (per consumo di carni infette, per esempio) e che ne impone l’abbattimento.

Le ansie per la Mvs in Calabria risalgono a 11 anni fa. L’allarme fu però ribadito nel 2007 anche per Abruzzo e Campania, «regioni che non possono essere considerate Mvs-free», si legge sul sito web dell’Aphis.

Tuttavia, Coldiretti ha fatto notare che da anni è stato «chiesto alle autorità sanitarie regionali di lavorare per avere l’accreditamento»: tutto inutile.

Peccato, però, che un paio di settimane fa, la Mvs sia rispuntata in quattro suini nella stalla di un commerciante in contrada Cusemi di Portigliola. E proprio questo avrebbe compromesso un iter «in dirittura d’arrivo», sostengono alla Regione: per ottenere l’accreditamento per Mvs non devono presentarsi focolai infettivi per due anni e il caso nel piccolo centro della Locride s’è registrato poco prima che il biennio terminasse.

Dice il veterinario Francesco Corigliano, dell’ex Agenzia per i servizi in agricoltura della Regione Calabria: Anche la Regione purtroppo è molto indietro: di concerto con il ministero, sarebbero stati sufficienti sette-otto mesi per ottenere l’accreditamento», si è sfogato con Lettera43.it.

Altri ancora, all’Asp di Cosenza, prima confermano le presunte lentezze burocratiche della Regione e poi chiedono l’anonimato.

Di sicuro, i produttori calabresi di salumi si sentono beffati. La Mvs, in Calabria, esiste solo sulla carta; avevano chiesto alla politica di ovviare per tempo a questa ‘falla’ e sono stati ignorati; e per responsabilità non loro, hanno perso una preziosa occasione.


Occhio al virus di Skype

29 ottobre 2012

Ieri leggevo del virus che sta girando ultimamente tramite Skype:

L’infezione si verifica in questo modo: in primo luogo, l’utente Skype riceve un messaggio da un contatto sconosciuto:

lol is this your new profile pic?

http://goo.gl/%5Bgalimatías%5D?img=%5Busuario%5D

Il messaggio contiene un link abbreviato anonimo.  Cliccando sul link, si scarica un file ZIP denominato skype_ [data] _image.zip contenente un file eseguibile. Questo eseguibile copia se stesso nella cartella dei dati utente con il nome Jqfsfb.exe, aggiungendosi automaticamente  all’avvio automatico di Windows.

Il virus è molto simile a quello che aveva infettato il pc di qualche amico, infatti leggo che:

Il malware in questione, chiamato Dorkbot, è piuttosto pericoloso: infetta il computer e ti leva il controllo della macchina… A quel punto si riceve un messaggio che “invita” a pagare una somma di denaro per riavere indietro l’accesso ai propri dati.

Resta il fatto che l’infezione è facilmente evitabile adottando delle misure di sicurezza minime se non basilari ovvero come scrivono su Softonic:

1 – Nelle opzioni di privacy di Skype, scegli di ricevere chat solo da persone che sono nella tua lista contatti.

2 – Non aprire file sconosciuti senza prima sapere cosa contengono. E questo vale sempre, non solo per Skype! Chiedi di cosa si tratta anche se il file ti viene inviato dal tuo migliore amico. E se il messaggio è in una lingua diversa dalla tua, non esitare: rifiuta.

3 - Deselezionare l’opzione “Nascondi le estensioni …” nel menu Opzioni cartella dell’Esplora risorse (accessibile premendo Alt per qualsiasi cartella e aprendo il menu Strumenti).

4 - Attiva il firewall di Windows, eviterai che escano informazioni dal tuo PC in caso di infezione.

5 - Utilizza un servizio com Unshorten, o simili, per scoprire dove conducono gli URL abbreviati. Tipo quelli ottenuti con Bit.ly o Goo.gl, per intenderci.

Se invece avete voglia di correre rischi inutili, fate un pò come vi pare ;-) e nel caso di infezione le istruzioni su come rimuovere il virus le potete trovare QUI

 

 

 


Strana questa mail, sembra una richiesta di permesso d’invio, tuttavia…, la cestino.

30 luglio 2012

Alcuni giorni fa in azienda ho ricevuto una mail inviata da una presunta Agenzia autorizzata Fastweb (noti rompiscatole) con la quale venivo informato (in inglese) che avevano ricevuto una mia richiesta di informazioni e di cliccare sul link incluso al fine di confermare la cosa.

A prescindere che non ho chiesto nulla alla Fastweb o chi per essa, c’è anche da dire che la mail è stata inviata ad uno degli indirizzi mail presenti sul sito aziendale e che sono utilizzati solo per il primo contatto, dopodichè le risposte vendono spedite sempre da un’altro indirizzo.

Va da sè che se avessi voluto chiedere informazioni avrei lasciato quale recapito il mio indirizzo e non quello da loro utilizzato. ;-)

Andiamo oltre… è perlomeno strano (sospetto) che un’Agenzia autorizzata Fastweb mi scriva in inglese.

Giusto per curiosità ho verificato che il link indicato nella mail si riferisce ad una società che crea software di email marketing per aiutare le piccole imprese di automatizzare email di follow-up e la consegna email newsletter.

In ogni caso, che si tratti di una nuova forma di marketing, di un virus o chissà che altro, io cestino.

La mail ricevuta è questa:

Oggetto:     Confirm your subscription.
Data:     Thu, 26 Jul 2012 11:43:38 -0400 (EDT)
Mittente:     Agenzia Autorizzata Fastweb <contattileadmakers@ymail.___>
A:    xxxxxxx

We received your request for information from the LeadMakers1
group.  Before we begin sending you the information you
requested, we want to be certain we have your permission.

———————————————————–
CONFIRM BY VISITING THE LINK BELOW:

http://www.aweber.com/z/c/?ysnxsy03a2lndmb2rapb2dp5ralj0x_________

(link modificato prima che qualcuno clicchi e vada a cacciarsi in un pasticcio :-) )

Click the link above to give us permission to send you
information.  It’s fast and easy!  If you cannot click the
full URL above, please copy and paste it into your web
browser.

———————————————————–
If you do not want to confirm, simply ignore this message.

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