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Freniamo l’abuso del territorio

Nessun momento è più appropriato di questo per affrontare in Parlamento “un serio dibattito sull’uso e abuso del territorio e sulla tutela del paesaggio”. Ne sono convinti il presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, e il presidente onorario Wwf Italia, Fulco Pratesi che, in una lettera aperta pubblicata sul Corriere della Sera del 10 ottobre scorso, si rivolgono direttamente ai presidenti di Senato e Camera e ai senatori e deputati italiani.

“Se solo un decimo degli aventi diritto ampliasse del 20% la propria casa, si produrrebbe un volume di cemento di oltre 50 milioni di metri cubi! Quasi come se la città di Milano raddoppiasse in superficie e altezza”. Parte da questa riflessione l’appello che la presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, e il presidente onorario WWF, Fulco Pratesi, rivolgono ai presidenti di Senato e Camera e ai senatori e deputati italiani, ai quali si chiede di avviare un dibattito serio e responsabile sul Piano casa e, quindi, sulla tutela del paesaggio italiano.

“Nessun momento sarebbe più opportuno di questo – si legge nella lettera aperta dei presidenti delle due associazioni pubblicata sul Corriere della Sera del 10 ottobre scorso – per affrontare al più alto livello di rappresentanza politica, e dunque in Parlamento, un serio dibattito sull’uso e abuso del territorio e sulla tutela del paesaggio che l’articolo 9 della Costituzione pone tra i massimi capisaldi della nostra identità nazionale”.

In particolare, la presidente Crespi e il presidente Pratesi chiedono massima attenzione verso quelle Regioni dal delicato equilibrio ambientale che non hanno ancora approvato le norme regionali di attuazione del Piano casa, come Campania, Liguria, Sicilia e Sardegna. Soprattutto oggi infatti, a seguito del disastro avvenuto a Messina, è fondamentale interrogarsi sulle responsabilità e sul futuro del nostro Paese. “E’ evidente – si legge nella lettera aperta – che una dissennata e disonesta politica territoriale è sotto accusa; non solo per quanto è successo in Sicilia, ma anche per rischi idrogeologici a cui gran parte del nostro territorio è esposto”.

Leggi la lettera aperta dei presidenti FAI e Wwf

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